CONDIVIDI

Il vademecum per le elezioni del 20 e 21 settembre, stilato da ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), tra le altre cose esplicita anche il numero minino e massimo di candidati in lista in relazione alla fascia demografica del comune. A Marigliano, dove al più recente rilevamento del 31 dicembre 2019 risultano 29.744 abitanti, si è di poco al di sotto del fatidico numero dei 30.000, indispensabile per far scattare l’inserimento nelle liste elettorali di un numero maggiore di candidati. Infatti, è previsto che nei  comuni da 30.001 a 100.000 abitanti (non capoluoghi di provincia) si passi da un minimo di 16 a un massimo di 24 candidati per ogni lista: invece, nei comuni da 15.001 a 30.000 abitanti il numero scende da un minimo di 11 a un massimo di 16.

E allora come mai a Marigliano, che al momento registra un calo demografico e dove nascite e morti si pareggiano nel conteggio annuale (crescita uguale a zero), si assegna ancora la fascia demografica superiore ai trentamila abitanti? La risposta è che ancora oggi si fa riferimento al censimento del 2011, vecchio di nove anni. All’epoca in città di contavano effettivamente 30.247 abitanti: da allora, però, c’è stata una variazione significativa e ad oggi si contano ben 626 persone in meno, per un totale che porta la cittadinanza mariglianese a essere sotto il livello delle trentamila unità, con 11.031 famiglie e una media di componenti per famiglia di 2,70. Vale la pena sottolineare che rispetto al 31 dicembre del 2018 in città si registri la presenza di 17 abitanti in più, uno striminzito 0,06% che non ha la forza di rappresentare un trend positivo in risalita (anche perché in città si costruiscono case ma non servizi): si vedrà nei prossimi anni ma intanto si vota tra un mese.

Dunque, nonostante la città sia meno popolosa, oggi la politica può affermarsi con una rappresentanza superiore al dovuto, come da tabella governativa. Tutto questo, poi, accade in un momento dove è proprio la rappresentanza a venire meno, fagocitata da un partitismo che procede per inerzia di interessi sociali (talvolta clientelari) e non più di visioni politiche e valori civici. Meno abitanti in città, meno cittadini al voto ma uguale numero di candidati alla poltrona, in una sproporzione che, seppur legale, non può essere taciuta, contribuendo a sollevare quantomeno una questione di opportunità.
Sarebbe almeno il caso di offrire agli elettori una piattaforma politica coerente, consona, non contraddittoria e talvolta offensiva dell’intelligenza dei più: perché la politica non può risolversi nel chiedere l’amicizia su Facebook o nel prenotarsi dopo mesi e anni, in maniera invadente, per un caffè a casa dei potenziali sostenitori.
Sarebbe bene ricordare ai candidati che se a Marigliano si votasse sulla base di un nuovo censimento, il consiglio comunale sarebbe composto da “soli” 16 eletti, non più 24. Una bella sforbiciata che dovrebbe far riflettere in merito al tenore del fare politica e dello sviluppo (sostenibile) della comunità, anche in termini demografici.

Oggi e domani si consegnano le liste e intanto il Comune di Marigliano fa sapere che sono stati “stabiliti e delimitati gli spazi da destinare alle affissioni di propaganda elettorale dei partiti o gruppi politici che parteciperanno alle elezioni con liste di candidati nonché gli spazi da destinare ai partiti o gruppi partitici rappresentati in Parlamento e al gruppo promotore del Referendum (sul taglio dei parlamentari, ndr)”.
Non è un caso, forse, come recita la deliberazione n. 1 del commissario prefettizio, che alla scadenza del 17 agosto scorso soltanto il MoVimento 5 Stelle abbia presentato formale richiesta.