Nasce in Campania “Adotta una vite”, il progetto di “Vitigni Irpini”
Nasce in Campania “Adotta una vite”, il progetto di “Vitigni Irpini”. L’idea di due avellinesi, maturata durante il lockdown di marzo dovuto alla pandemia Covid19, è diventata realtà grazie al sito www.vitigniirpini.com. Adottare una vite, un singolo filare di vigna con i suoi grappoli, seguendo passo dopo passo le diverse fasi della crescita fino all’imbottigliamento, e ricevere a casa, il “proprio” vino.
È questo il cuore del progetto enoturistico di “adozione a distanza” che approda in una delle zone vitivinicole più pregiate d’Italia: l’Irpinia con le sue tre storiche Docg Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo. Nasce così il sito www.vitigniirpini.com il portale di riferimento per chi ama il vino made in Irpinia e per chi vuole provare l’esperienza di veder crescere il proprio filare fino a diventare vino.
Vitigni Irpini è un progetto di promozione turistica del territorio ma anche un wine shop e un portale dove poter degustare online i vini con i produttori. L’Irpinia è una terra ricca di tradizioni culturali ed enogastronomiche. E’ la prima zona del Sud Italia ad aver avuto la DOCG, nel 1993 con il Taurasi; nel 2003 con Fiano di Avellino e Greco di Tufo. Ancora oggi è la prima che vanta tre DOCG.
Chi arriva in Irpinia può assaggiare almeno 80 diversi tipi di Taurasi, 60 di Fiano di Avellino e altrettanti di Greco di Tufo. Diversi per caratteristiche da vigneto a vigneto, per l’esposizione al sole, dal clima che cambia nel raggio di pochi chilometri, per la lavorazione e la filosofia della cantina; ognuno con la sua personalità. Dietro a ogni singola bottiglia di vino, che arriva sulle nostre tavole, c’è tanto da scoprire, a partire da chi lo lavora.
Il progetto nasce nel 2018 dalla pagina social “Vitigni Irpini” un modo innovativo per promuovere, attraverso degustazioni online con le aziende vinicole, il territorio irpino. L’idea ben accolta sia dai produttori, sia dai professionisti del settore, sia da semplici appassionati del mondo del vino. Dopo due anni di lavoro intenso, tra incontri e webinar con i produttori vinicoli, a marzo 2020, in pieno lockdown, nasce l’idea “Adotta una vite” che dal 16 dicembre è realtà.
Saviano, covid 19, sanificazione del territorio
Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Comune di Saviano
Intervento straordinario di sanificazione e nebulizzazione su tutto il territorio comunale. Mercoledì 16 e giovedì 17 dicembre, dalle ore 21:30 e fino a completamento delle operazioni, si terrà la sanificazione del territorio con un intervento mirato legato all’emergenza Coronavirsu. L’intero territorio comunale è stato suddiviso in 10 settori di intervento. Queste le strade di intervento per settore.
Mercoledì 16 dicembre :
SETTORE-1: (centro-rione teglia-sant’erasmo-masseria giancora) via sant’erasmo, trav. sant’erasmo, via torquato tasso, corso italia, via trieste e trento, via vittorio narni, via e. manfredi, c.so vittorio emanuele, via del feudo, via libero bovio, via e. murolo, via e. de filippo, via s. di giacomo, via r.bracco, via m. manfredi, via a. leone, piazza 11 agosto 1867, piazzale ferrovia, piazzale e. de nicola, via s. corsi, via ferrovia, via roma, c.so umberto i, c.so europa, viale g. falcone e p. borsellino, viale l. sciascia, viale vittime del terrorismo, via giancora, piazza padre pio.
settore-2: (contrada trezzelle-lato teglia) via della cappelluccia, via trezzelle, via crocelle, i trav.-ii trav.-iiitrav.-ivtrav.-v trav. v ia crocelle; via quattrovie.
settore-3: (sant’erasmo – confini nola) via palatone, via della madonnelle, via pigna spaccata.
settore-4: (centro-sirico-masseria strocchia) via abate nicola aniello abundo, via parrocchia di sirico, via ponte di sirico, via cosimo luigi miccoli, via t. tufano, via san giovanni, via e. gianturco, via mon. f. s. d’ambrosio, via alberolungo, viale servi di maria, viale fra p. sarpi, viale padre g. m. russo, via strettola, via strocchia, via del frasso, trav. sena, piazza vittoria, via c. battisti, via n. sauro, trav. saurio, vico d. napolitano, piazza l. g. fortunato, piazza a. ciccone, via a. ciccone, vicolo a. ciccone, via g. mazzini, via degli orti, via a.fuschillo, trav. a. cece, piazza a. musco, via g. caliendo, c.so garibaldi, via n. allocca.
settore-5: (centro-casa allocca) via g.b. pergolesi, viale g. napoli, viale d. scarlatti, via f.lli tufano, via casa allocca.
giovedì 17 dicembre:
settore-6: (cimitero- masseria trocchia) via torre, via crocifisso, via cimitero, piazzale cimitero, via san felice, via san giacomo, via san paolino, via curti via san francesco d’assisi, via trocchia, via san benedetto, via santa rita.
settore-7: (furignano-sparacisti) via molino, via olivella, via sparacisti; via tappia furignano.
settore-8: (tommasoni-piazzolla) via a. n. stigliola, via parrocchia, via cutolo, via f. f. tommasoni, via immacolata concezione, piazza immacolata concezione, via astolelle, via generale alfieri, masseria sbardella; via montagnola; via cutolo; via stigliola; via masseria leone.
settore-9: (aliperti-cerreto-tabacchi) via tabacchi, via a. vaccaro, via aliperti; viaferuto; via vecchia cerreto; via penta; via mattia preti; via francesco solimena.
settore-10: (fressuriello-penta) via prov.le fressuriello, via l. vanvitelli, via g. da nola, via v. gemito, via fressuriello.
L’ufficio ambiente avvisa che nella fascia oraria indicata, sarà necessario restare in casa, tenere chiusi balconi e finestre e togliere indumenti e alimenti esposti fronte strada
San Giuseppe Vesuviano,si terrà oggi la cerimonia del premio “Aniello Ambrosio”
Oggi, a San Giuseppe Vesuviano, si terrà la cerimonia per il conferimento del premio “Aniello Ambrosio”, che ha preso il nome dall’omonimo magistrato sangiuseppese.
L’evento si svolgerà oggi per il secondo anno consecutivo grazie all’intervento del Sindaco Vincenzo Catapano che lo ha riportato alla città di cui era originario il Magistrato Ambrosio. Quest’anno la Sala Consiliare sarà purtroppo vuota a causa della normativa anti-covid, dunque il Sindaco siederà da solo in quell’immensa sala, in videoconferenza con la dottoressa Lilia Giugliano Ambrosio e altri illustri ospiti che presenzieranno alla cerimonia. In onore di una figura tanto prestigiosa come quella del Magistrato Ambrosio, l’evento si propone di mettere in risalto le qualità dell’uomo, della persona e di un mestiere complesso, come quello del Magistrato, che è sinonimo di legalità e giustizia.
I vincitori del premio saranno accolti da un discorso del Sindaco Catapano, nell’attesa che passino questi mesi disastrosi e si possa finalmente ritornare alla normalità.
Nola, questione piazza al demanio, il Movimento Piazza D’Armi lancia l’appello al sindaco: “Si intervenga al più presto”
Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dal Movimento Piazza D’Armi di Nola
Premesso che negli ultimi 5 anni il Movimento Piazza d’Armi ha intrapreso un percorso condiviso con la cittadinanza per stimolare le amministrazioni che si sono succedute per la rigenerazione urbana di Piazza D’Armi a parco a verde con servizi per lo sport e per lo svago. La piazza attualmente non appartiene al Comune ma è demaniale cioè dello Stato.
Ricordiamo qui le principali azioni che abbiamo intrapreso:
- 12 marzo 2016: primo convegno di presentazione del Movimento, seguito il 13 maggio 2017 da un secondo convegno nel corso del quale venne consegnato al Comune il progetto (da noi elaborato) di riqualificazione della piazza;
- novembre 2017: l’amministrazione Biancardi avvia la procedura di sdemanializzazione dell’area di Piazza d’Armi;
- ottobre 2018: il Commissario Prefettizio accetta l’invito del Movimento Piazza d’Armi a riattivarsi per aggiornare la documentazione da inviare al Demanio;
- primo semestre 2020: su richiesta informale da parte del sindaco Minieri, i tecnici del Movimento Piazza d’Armi aggiornano gratuitamente il piano di valorizzazione, per l’invio al Demanio;
- 22 giugno 2020 (entro i termini): consegna all’attuale amministrazione del nuovo piano di valorizzazione aggiornato, che viene inviato al Demanio, come richiesto. Il passaggio era necessario per la convocazione del primo tavolo tecnico necessario per riavviare la procedura di sdemanializzazione della piazza;
- 6 Agosto 2020 partecipazione del Movimento al primo tavolo tecnico, da spettatori, durante il quale si sono riuniti i rappresentanti del Mibact del Demanio e del Comune di Nola. Il tavolo era finalizzato a presentare ufficialmente il progetto e il piano di valorizzazione della piazza.
Pomigliano, l’appello di “Città Aperta” al sindaco :”Richiamare l’Ambasciatore italiano in Egitto e cittadinanza onoraria a Zaki”
Riceviamo e pubblichiamo l’appello dell’Associazione “Città Aperta” al sindaco Del Mastro
Premesso che
- Con la chiusura dell’inchiesta della procura di Roma su Giulio Regeni è emersa in tutta evidenza che il giovane ricercatore italiano fu seviziato e ucciso dai servizi segreti egiziani. Le accuse nei confronti dei quattro agenti dei servizi segreti dell’Egitto sono di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate.
- Secondo l’accusa i quattro agenti furono gli autori delle sevizie durate giorni che causarono a Regeni «acute sofferenze fisiche»messe in atto anche attraverso oggetti roventi, calci, pugni, lame e bastoni.
- La notifica della conclusioni «delle indagini è avvenuta tramite il rito degli irreperibili» direttamente ai difensori di ufficio italiani non essendo pervenuta l’elezione di domicilio degli indagati dal Cairo
- In base all’atto di conclusione delle indagini, Regeni nel 2016, venne condotto «contro la sua volontà e al di fuori di ogni attività istituzionale, prima presso il commissariato di Dokki e successivamente presso un edificio a Lazougly» dove venne «privato della libertà personale per nove giorni».
- I Genitori di Giulio Regeni hanno dichiarato che da quando nel 2017 è stato rinviato l’ambasciatore italiano in Egitto, «uno degli scopi era la ricerca di verità e giustizia per nostro figlio Giulio. Purtroppo questo punto è stato messo in secondo piano dando priorità alla normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto e a sviluppare i reciproci interessi in campo economico, finanziario e militare, vedi la recente vendita delle fregate, e nel turismo, evitando di affrontare qualsiasi scontro. L’atteggiamento dell’ambasciatore Cantini è una chiara dimostrazione di tutto ciò»
- La città di Milano ed altre amministrazioni stano aderendo all’appello dei familiari di Giulio Regeni e ponendo anche il tema dell’ingiusta e violenta detenzione del giovane studente di Bologna Patrick Zaki, conferendogli la Cittadinanza Onoraria , per accendere i riflettori su quest’altra drammatica violazione dei diritti umani
Pomigliano, hanno sparato per uccidere: pregiudicato ferito. E’ guerra per la droga
Che Pomigliano non sia affatto l’isola felice tanto strombazzata da certa politica volutamente miope lo testimonia l’ultimo fatto di sangue avvenuto l’altra sera. Poco dopo le 23 di lunedì hanno infatti tentato di ammazzare a colpi di pistola Felice Terracciano, 37 anni, un pluripregiudicato per reati di droga, estorsione e rapina.
Terracciano, è stato molto fortunato, se l’è cavata con un paio di ferite d’arma da fuoco, alla schiena e al gluteo. Era da poco uscito di galera. Chi gli ha sparato lo ha fatto con l’intenzione di uccidere. Intanto stanno setacciando il territorio i carabinieri della stazione locale, diretti dal maresciallo maggiore Valerio Scappaticci e coordinati dal capitano Marco Califano, comandante della compagnia di Castello di Cisterna. Secondo le indiscrezioni finora trapelate la pista più battuta è quella del traffico di droga. L’arma utilizzata per tentare di far fuori Terracciano è una pistola semiautomatica calibro 45, la cui forma è simile a quella della Beretta o della Glock. Lo si è capito dai tre bossoli rinvenuti a terra dagli investigatori, nel luogo dell’agguato, tra le palazzine popolari di via Giuseppe Campanale, rione Iacp di via Sulmona, zona storicamente difficile della città delle fabbriche, una delle varie piazze di spaccio di Pomigliano. Felice Terracciano si trovava lì, ad alcune centinaia di metri da casa, fermo nella sua auto, quando è stato raggiunto dai proiettili. Forse deve la sua vita al fatto che nel momento in cui il killer ha sparato lui ha reagito in qualche maniera muovendosi di scatto, cioè girando istintivamente il corpo nella direzione opposta a quella attraverso cui ha agito il sicario. Non a caso il pluripregiudicato è stato raggiunto alle spalle, alla schiena e alle natiche. Resta la gravità di quanto accaduto. L’ultimo fatto di sangue avvenuto a Pomigliano risale alla vigilia di Natale del 2016. In quell’occasione i carabinieri arrestarono per omicidio l’imprenditore aeronautico Vincenzo La Gatta, finito alla sbarra con l’accusa di aver ucciso per futili motivi il giovane pregiudicato di 35 anni Giuseppe Di Marzo. Una vicenda che non può essere in alcun modo collegata a quello che sta accadendo. C’è molta preoccupazione. Dagli ambienti antimafia si sta delineando un quadro della situazione sconfortante. A Pomigliano ci sarebbero due gruppi che si stanno contendendo l’egemonia nel traffico della droga, sia al dettaglio che all’ingrosso. Uno esercita la sua egemonia nella zona vecchia della città, la zona Ponte, a ovest del municipio. Il secondo gruppo ha la base nel rione della ricostruzione, poco più a occidente, zona al confine con le frazioni di Casalnuovo di Tavernanova e Talona. L’ipotesi che i contrasti siano causati soprattutto dagli interessi nella droga sta prendendo corpo anche per il fatto che, sempre stando ad autorevoli indiscrezioni, il morso delle estorsioni alle attività commerciali e imprenditoriali sembra in questo periodo aver allentato la presa a causa della terribile situazione economica che sta attraversando il territorio, messo in ginocchio dalla pandemia. Un commercio locale che sta vivendo un momentaccio: almeno tre le rapine a mano armata ai danni di altrettanti negozianti nelle ultime due settimane.
Sant’Anastasia, Antonio Pone (Pd): “Aperti al confronto, noi siamo persone serie: il congresso si farà”

Sant’Anastasia, Ciro Terracciano alla guida della commissione Affari Istituzionali
Prima convocazione ieri (lunedì 15 dicembre) per la commissione Affari Istituzionali, con lavori aperti dalla presidente del consiglio comunale Rosaria Fornaro. Per la carica di presidente è stato designato all’unanimità l’ingegnere Ciro Terracciano, consigliere eletto nella lista civica “SìAmo Anastasiani”.
Della commissione permanente fanno parte, tutti eletti in aula, i consiglieri Ciro Terracciano (Agire), Santina Viola (Sant’Anastasia in Volo), Pasquale Pio Auriemma (Agire), Nicoletta Sannino (Popolari e Riformisti), e Vincenzo Iervolino (Pd).
«Ringrazio tutti i consiglieri componenti che mi hanno affidato, con il loro voto, questo ruolo che cercherò di interpretare al meglio, con la massima collaborazione, la partecipazione di tutti e l’estrema serietà che la carica richiede» – dice il neo presidente Terracciano, che aggiunge: «Ci siamo prefissi obiettivi prioritari, ad esempio l’ammodernamento dei regolamenti comunali, ormai non del tutto in linea con le esigenze attuali, il mio auspicio è che questo gruppo sia unito e collaborativo nel segno del bene comune».
Sant’Anastasia, “Una città in salute”: “Stanchi di chi parla di concordia dopo aver contribuito allo sfascio”
Dall’associazione “Una città in salute per il progresso di Sant’Anastasia”, riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera che arriva dopo il manifesto – appello firmato da quindici iscritti al Pd (leggi qui)
Appartengono ormai alla tradizione, come una qualsiasi festività che si rispetti, le diatribe interne al Partito Democratico di Sant’Anastasia. Oggi, puntuale come non mai, a distanza di pochi mesi dalle ultime elezioni amministrative, pare rinnovarsi l’ennesimo scontro tra chi dovrà accaparrarsi i locali vertici del partito. Sia ben chiaro, Una città in salute per il progresso di Sant’Anastasia non vuole infilarsi in faccende che non gli appartengono direttamente. Non ha alcuna intenzione di accomodarsi al tavolo degli altri e assistere, senza invito, al ripetersi di uno spettacolo poco edificante. Eppure, avendo partecipato attivamente all’appuntamento elettorale dello scorso settembre, ci pare doveroso esprimerci in merito a una situazione che si riflette negativamente sulle sorti della nostra comunità da fin troppo tempo. Per coloro che soffrono di memoria corta è bene ricordare che negli ultimi vent’anni il centro sinistra anastasiano ha presentato svariati candidati al ruolo di primo cittadino, tutti riconducibili al Partito Democratico e tutti, nessuno escluso, sostenuti da questa o quella corrente. Insomma, nessuno è mai rimasto scontento. Ogni fazione ha avuto la sua possibilità. Il proprio angolo di gloria. Va detto, inoltre, che altre soluzioni, ci riferiamo a nomi che non fossero diretta espressione del circolo di Via Marconi, non sono mai state gradite, o meglio accettate. Il risultato di tale posizione, che possiamo permetterci di definire senza alcun peccato autarchica, è sotto gli occhi di tutti: spaccature insanabili nell’asse del centro sinistra, disgregazione elettorale, sonore sconfitte. Ma se il vecchio adagio raccomanda “impara dagli errori” qui sembra che nessuno voglia fare tesoro delle esperienze passate. Una città in salute per il progresso di Sant’Anastasia ha partecipato alle recenti elezioni attraverso l’invito di Vincenzo Iervolino e del giovane gruppo dirigente del PD, bravo nel mettere insieme un gruppo di uomini e di donne che, al di là delle loro rispettive storie ideologiche e di militanza, hanno condiviso un importante lavoro per il paese e deciso di porsi al servizio dei cittadini offrendo un contributo programmatico che potesse migliorare la loro quotidianità. E, un minuto dopo la chiusura dei seggi elettorali, malgrado il risultato non abbia premiato il nostro impegno, lo stesso gruppo di Una città in salute (in fase di rodaggio), cresciuto grazie all’ingresso di nuovi sostenitori, ha voluto proseguire ciò che aveva avviato poche settimane prima. Ed è per questo che abbiamo intrapreso un percorso autonomo, svincolato da schieramenti e alleanze precostituite. Restiamo dialoganti con i partiti della coalizione ma vogliamo affermare la volontà di parlare a tutti gli anastasiani, di poter ragionare per e con loro su quale futuro amministrativo consegnargli. Una città in salute per il progresso di Sant’Anastasia lavora costantemente a proposte, a iniziative che migliorino la condizione sociale, i servizi dei nostri cittadini. L’abbiamo fatto all’inizio e continueremo a farlo in futuro con lo stesso entusiasmo di quelle calde giornate di settembre. A differenza di altri, di certo non ci siamo nascosti, non ci siamo seduti sulla riva del fiume nell’attesa che passasse il cadavere del nostro nemico per poi banchettare. Lo sappiamo, ci diranno che inseguiamo un’utopia, una realtà che somiglia a una fantasia, ma vorremmo che fosse così anche per gli altri, che si smettesse di sgomitare e si pensasse all’interesse collettivo, unico fine di chi opera in politica. Siamo davvero tutti stanchi dei continui cambi di casacca, di chi stava da una parte sposando idee e valori assurdi e oggi vorrebbe passare da quest’altra, di chi parla di concordia dopo aver contribuito allo sfascio. Forse non l’avete capito, ma gli anastasiani meritano di più. Gli elettori chiedono maturità,
rispetto. Imparate a rimboccarvi le maniche e pensate a cosa sia meglio per loro, non per voi stessi.
Almeno per una volta.
Una città in salute per il progresso di Sant’Anastasia
Nel ‘700 nasce l’arte, tutta napoletana, dei Maestri presepiali. I “pastori” “viggianesi”
Note sulla storia dei musici di Viggiano, diventati “figure” del “presepe” del ‘700. L’impulso dato da Carlo di Borbone e dalla moglie all’arte del “presepe” napoletano, diventato un rito.
L’attività di Giuseppe Gori, nato nel 1739 a Coreno Ausonio presso Gaeta, e allievo del Sanmartino. Il realismo dell’arte “presepiale” di Francesco Celebrano: notevole è la figura del “facchino” la cui immagine apre l’articolo.
Tra i molti meriti Carlo di Borbone, uno dei re più grandi che Napoli e il Sud abbiano avuto, ebbe anche quello di aver avviato l’arte dei Maestri presepiali, sviluppando, come scrive Nello Oliviero, “l’usanza del presepe”, e conferendo il valore di un rito regolato da principi precisi a quello che nei secoli precedenti era soltanto un fatto episodico. Carlo indusse i più importanti artisti del suo tempo a modellare, a scolpire e a plasticare “pastori” e chiese che questi pastori rappresentassero, in forma idealizzata, la vita quotidiana e le classi sociali del regno, e che davanti alla grotta del Bambino venuto a salvare il mondo si “incontrassero”, nella dimensione del tempo sospeso, principi orientali, nobili napoletani, pastori, pescatori, tavernieri, lavandaie e mendicanti.Quanto sia grande la varietà dei personaggi creati dai Maestri presepiali del ‘700 è ampiamente spiegato dalla collezione di pastori di Loretta Hines Howard. Anche la moglie di Carlo, Amalia di Sassonia, sostenne, con l’aiuto delle dame di corte, il progetto del marito, e si raccontava che ricamasse con le proprie mani gli abiti dei “pastori” del presepe di Corte, servendosi talvolta del raso, della seta e dei merletti dei propri abiti.Fabbriche e artigiani contribuirono a consolidare la storia, il disegno e i modelli del “presepe” napoletano: le seterie di San Leucio, le ricamatrici vesuviane, liutai importanti come i Vinaccia, i “maestri” del legno e della cera idearono e costruirono ornamenti e arredi in miniatura.Lorenzo Vaccaro disegnò e plasmò pastori, il suo allievo Matteo Bottiglieri costruì numerosi modelli di Re Magi, di villici e di cantanti, e Giuseppe Sanmartino, di cui Bottiglieri era stato il Maestro, “si dedicò alla composizione di testine di creta, opere di raffinata plasticità, policromaticamente fissate a smalto” (Nello Oliviero). Nella bottega del Sanmartino si formarono Salvatore Di Franco, Giuseppe Gori, Angelo Viva e Carlo Belliazzi. Giuseppe Gori, che lavorò anche presso la Real Fabbrica di Capodimonte, fu un abilissimo plasticatore e di questa sua abilità si servì anche il Vanvitelli: egli modellò per il “presepe” di importanti famiglie napoletane i Re Magi, i “pezzenti” e soprattutto i “viggianesi”, i “pastori” che rappresentavano gli abitanti di Viggiano, musici girovaghi, “figli della musica, che traendo una vita nomade vanno accattando un pane con l’arpa, perché nell’arpa hanno locate le speranze dell’avvenire, e coll’arpa portano per tutto il mondo il pensiero della loro patria e l’affetto delle italiche melodie”. Così scriveva Giuseppe Regaldi nel 1857, e ricordava che “ai dì nostri si contano trecento di tali viaggiatori lucani che ricchi di armonia vanno per il mondo.” Troppo spesso, però, Giuseppe Gori si limitò a riprodurre i modelli del Sanmartino con tale fedeltà che in molti casi non è possibile distinguere i suoi “pastori” da quelli del Maestro. Francesco Di Nardo fu uno dei primi Maestri presepiali a introdurre nel “presepe” altri animali, oltre al bue e all’asinello: egli plasmò cavalli, cani e cammelli, e i suoi suggerimenti vennero sviluppati dai fratelli Vassallo e da Carlo Amatucci, un Maestro presepiale che, sia nel disegno dei singoli pastori, sia nella definizione della scena del “presepe”, fu influenzato dalle suggestioni barocche della pittura del Solimena, anche lui geniale creatore di “pastori”. Francesco Celebrano diresse la Fabbrica di Porcellane e la sua arte di pittore e di scultore conquistò la sincera ammirazione di Ferdinando IV di Borbone: l’artista modellò “pastori” per il “presepe” di Casa Reale e il re inviò a suo fratello, Carlo IV, re di Spagna, una sontuosa collezione di “pastori” plasmati e colorati dall’artista, che rappresentavano”figure” e costumi di tutte le regioni del Regno di Napoli. Il Celebrano impresse una svolta all’arte “plastica” delle figure del “presepe”, perché diede particolare importanza ai movimenti e alle espressioni dei “pastori”, disegnati con tratti di accentuato realismo, reso più vivace dalla ricca varietà dei colori.

