Dall’associazione “Una città in salute per il progresso di Sant’Anastasia”, riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera che arriva dopo il manifesto – appello firmato da quindici iscritti al Pd (leggi qui)
Appartengono ormai alla tradizione, come una qualsiasi festività che si rispetti, le diatribe interne al Partito Democratico di Sant’Anastasia. Oggi, puntuale come non mai, a distanza di pochi mesi dalle ultime elezioni amministrative, pare rinnovarsi l’ennesimo scontro tra chi dovrà accaparrarsi i locali vertici del partito. Sia ben chiaro, Una città in salute per il progresso di Sant’Anastasia non vuole infilarsi in faccende che non gli appartengono direttamente. Non ha alcuna intenzione di accomodarsi al tavolo degli altri e assistere, senza invito, al ripetersi di uno spettacolo poco edificante. Eppure, avendo partecipato attivamente all’appuntamento elettorale dello scorso settembre, ci pare doveroso esprimerci in merito a una situazione che si riflette negativamente sulle sorti della nostra comunità da fin troppo tempo. Per coloro che soffrono di memoria corta è bene ricordare che negli ultimi vent’anni il centro sinistra anastasiano ha presentato svariati candidati al ruolo di primo cittadino, tutti riconducibili al Partito Democratico e tutti, nessuno escluso, sostenuti da questa o quella corrente. Insomma, nessuno è mai rimasto scontento. Ogni fazione ha avuto la sua possibilità. Il proprio angolo di gloria. Va detto, inoltre, che altre soluzioni, ci riferiamo a nomi che non fossero diretta espressione del circolo di Via Marconi, non sono mai state gradite, o meglio accettate. Il risultato di tale posizione, che possiamo permetterci di definire senza alcun peccato autarchica, è sotto gli occhi di tutti: spaccature insanabili nell’asse del centro sinistra, disgregazione elettorale, sonore sconfitte. Ma se il vecchio adagio raccomanda “impara dagli errori” qui sembra che nessuno voglia fare tesoro delle esperienze passate. Una città in salute per il progresso di Sant’Anastasia ha partecipato alle recenti elezioni attraverso l’invito di Vincenzo Iervolino e del giovane gruppo dirigente del PD, bravo nel mettere insieme un gruppo di uomini e di donne che, al di là delle loro rispettive storie ideologiche e di militanza, hanno condiviso un importante lavoro per il paese e deciso di porsi al servizio dei cittadini offrendo un contributo programmatico che potesse migliorare la loro quotidianità. E, un minuto dopo la chiusura dei seggi elettorali, malgrado il risultato non abbia premiato il nostro impegno, lo stesso gruppo di Una città in salute (in fase di rodaggio), cresciuto grazie all’ingresso di nuovi sostenitori, ha voluto proseguire ciò che aveva avviato poche settimane prima. Ed è per questo che abbiamo intrapreso un percorso autonomo, svincolato da schieramenti e alleanze precostituite. Restiamo dialoganti con i partiti della coalizione ma vogliamo affermare la volontà di parlare a tutti gli anastasiani, di poter ragionare per e con loro su quale futuro amministrativo consegnargli. Una città in salute per il progresso di Sant’Anastasia lavora costantemente a proposte, a iniziative che migliorino la condizione sociale, i servizi dei nostri cittadini. L’abbiamo fatto all’inizio e continueremo a farlo in futuro con lo stesso entusiasmo di quelle calde giornate di settembre. A differenza di altri, di certo non ci siamo nascosti, non ci siamo seduti sulla riva del fiume nell’attesa che passasse il cadavere del nostro nemico per poi banchettare. Lo sappiamo, ci diranno che inseguiamo un’utopia, una realtà che somiglia a una fantasia, ma vorremmo che fosse così anche per gli altri, che si smettesse di sgomitare e si pensasse all’interesse collettivo, unico fine di chi opera in politica. Siamo davvero tutti stanchi dei continui cambi di casacca, di chi stava da una parte sposando idee e valori assurdi e oggi vorrebbe passare da quest’altra, di chi parla di concordia dopo aver contribuito allo sfascio. Forse non l’avete capito, ma gli anastasiani meritano di più. Gli elettori chiedono maturità,
rispetto. Imparate a rimboccarvi le maniche e pensate a cosa sia meglio per loro, non per voi stessi.
Almeno per una volta.
Una città in salute per il progresso di Sant’Anastasia

