La testata giornalistica “Comunicare il Sociale” compie 10 anni

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E’ dedicato ai 10 anni di Comunicare il Sociale, testata giornalistica edita dal CSV Napoli, il nuovo numero dell’omonima  rivista. Due lustri di comunicazione sociale, portata avanti in maniera obiettiva e onesta in un mondo in continua evoluzione e sempre distratto nei confronti del mondo del Terzo Settore e della solidarietà.
Si è deciso di raccogliere alcuni dei contributi più significativi di questi 10 anni pubblicati sulla rivista: dai compianti Andrea Camilleri, Umberto Veronesi  e Margherita Hack, al sempre attuale Erri De Luca, passando per le riflessioni di Domenico Falco, presidente Corecom Campania, Ottavio Lucarelli, presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania, e Stefano Tabò presidente CSVnet. La rivista raccoglie anche alcune delle copertine più rappresentative di questi 10 anni di lavoro e attività. In appendice, inoltre, il nuovo opuscolo del progetto “Volontariato Sicuro”, realizzato da CSV Napoli e Inail Direzione regionale Campania, dedicato questo mese al tema del microclima e degli ambienti di lavoro in cui sono chiamati a operare i volontari.
La rivista è in distribuzione gratuita nelle sedi di associazioni ed Enti che hanno richiesto di diventare punto di distribuzione e scaricabile gratuitamente al link dedicato
 

Saviano, l’assessore alle politiche economiche: “Nessun aumento sulle aliquote IMU”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Saviano.
L’assessorato alle Politiche Economiche ed Infrastrutturali, settore Tributi ed Economato, al fine di rassicurare i contribuenti in merito a notizie circolate sui social media circa un presunto aumento delle aliquote dell’Imposta Municipale Unica sul patrimonio immobiliare (IMU), precisa che, come chiarito nell’apposita deliberazione con cui vengono fissate le percentuali di prelievo per l’anno in corso, l’Amministrazione comunale ha lasciato inalterato il prelievo a carico del singolo contribuente e, nella sostanza, le misure stabilite per il 2019, ma che per effetto del accorpamento con inglobamento, per legge, della Tassa sui Servizi Indivisibili (TASI) all’IMU, a partire dal 2020, l’aliquota effettiva di quest’ultima imposta appare maggiore rispetto a quella indicata nell’anno 2019.  Tuttavia, sommando quanto versato per l’IMU a quello per la TASI nel 2019, si vedrà che l’importo di tale somma corrisponde a quello dell’IMU per l’anno 2020.
In altre parole, se l’aliquota IMU 2019 era pari all’7,6 ‰ e quella TASI 2,0 ‰ quella dell’IMU 2020 è diventata 7,6 + 2,0 = 9,6 ‰ .

San Giuseppe Vesuviano, terra dei fuochi, sequestrata discarica abusiva

I carabinieri della Stazione di San Giuseppe Vesuviano, nell’ambito dei controlli rivolti al contrasto del fenomeno “terra dei fuochi”, hanno individuato e sequestrato una discarica abusiva, realizzata su un fondo agricolo di circa 600 mq situata al margine sudorientale dell’abitato.   Nell’area di proprietà di un 52enne erano stati accumulati rifiuti speciali costituiti da materiale ferroso, pneumatici, bombole di gas esauste, bidoni di vernici e vecchi elettrodomestici. I rifiuti erano esposti alle intemperie e collocati sul terreno senza alcuna protezione, mettendo in pericolo l’ambiente. La discarica, protetta alla vista dall’esterno da un muro perimetrale, è stata sottoposta a sequestro ed il proprietario del fondo è stato denunciato.

Arci Somma Vesuviana, “Prove di Futuro” apre un focus sul post pandemia

“Cambiare non significa adattare”: è così che “Prove di Futuro” apre la terza puntata del suo salotto culturale. Uno spazio dedicato a ciò che verrà, al post pandemia, moderato dallo scrittore e storico  Ciro Raia. A discutere di futuro Michele Buonomo di Legambiente, il Consigliere Regionale Carmine Mocerino, il prof. di Antropologia Giovanni Pizza e Tommaso Sodano di Città Aperta. Grande successo per la terza puntata di “Prove di Futuro. Cambiare non significa adattare”, l’evento che da tre settimane vede alternarsi esponenti provenienti dall’ambito politico, sociale e culturale in un ideale salotto intellettuale. Un vero e proprio momento per far fiorire riflessioni su argomenti legati in particolar modo al nostro territorio. La rubrica culturale è ideata e curata da Arci Somma Vesuviana, Legambiente Somma Vesuviana, I.RE.S.CO.L e Universo di Mimì, associazioni da anni impegnate in iniziative tese a promuovere solidarietà e partecipazione attiva alla res publica. Un progetto nato con e per il territorio, affinché si possano intavolare discussioni pubbliche e politiche per affrontare al meglio le fasi del post pandemia. In un periodo tra i più duri che la storia dell’umanità abbia mai affrontato, con una pandemia in atto che ha messo in ginocchio non un singolo Stato, ma il mondo intero, il Paese oggi deve fare i conti con le conseguenze della crisi economica e sanitaria, frutto di ormai un anno di continua attività del virus. Povertà educativa, spirituale, economica, morale si aggiungono alla lunga lista di dirette conseguenze che l’Italia è costretta a fronteggiare. È tempo di tirare le somme, proiettandosi verso un futuro che non è poi così lontano. «Ricostruzione che può partire solo da fede, laica o cristiana, e lungimiranza – commenta il prof. Ciro Raia in apertura -perché bisogna che ciascuno di noi ascolti l’altro e abbia la capacità di sognare». Un monito che risuona con forza: oggi c’è la necessità di essere coraggiosi e audaci, perché nel buio più profondo di questo tunnel, anche sognare diventa un’impresa. Fin da subito bisogna impegnarsi e lavorare concretamente alla creazione del domani, perché la pandemia ha devastato una realtà precaria e già trafitta da troppi mali. Emerge con chiarezza l’urgente bisogno di una conversione ecologica della società. La crisi climatica, infatti, si aggiunge a quella pandemica; sebbene quest’ultima sia ormai al centro dell’attenzione dei principali notiziari e tavoli tecnici,  non è giusto sottovalutare o lasciare in secondo piano la questione ambientale. L’habitat umano dà evidenti segni di distruzione e non può più passare inosservato. Volontariato, associazionismo, partiti, è fondamentale essere uniti in questo momento di grave difficoltà. Sono d’accordo Michele Buonomo di Legambiente e Tommaso Sodano di Città Aperta, i messaggeri che in questo dibattito culturale si son fatti portavoce di un messaggio green ed ecologico: l’UE ha proposto agli Stati membri importanti sfide, raggiungere entro il 2030 il 55% di riduzione di emissione di CO2. Obiettivi senz’altro ambiziosi, ma è fondamentale agire da subito. Le risorse riservate al Paese dovranno mettere in campo una vera e propria rivoluzione culturale. La sfida è capire cosa fare per i prossimi anni. C’è la necessità di cambiare il modello di economia, spostando l’attenzione sulla green economy all’interno degli stessi consigli comunali per azioni concrete sul territorio.

Servono prove di alleanza che richiedono «impegno, passione e molto tempo» aggiunge il Consigliere Regionale Carmine Mocerino. «Ci scontreremo con una serie di delusioni che nella nostra vita non sono mancate, ma non è questo l’elemento che ci può frenare».

«L’adattamento ha bisogno di una forma attiva di cittadinanza», spiega il prof. di Antropologia dell’Università di Perugia, Giovanni Pizza. Emerge un chiaro bisogno di adattamento attivo, cioè spinto dalla forza sociale dell’amore. La crisi c’è e ne stiamo già pagando le conseguenze, ma è fondamentale l’alleanza per costruire un modello di società migliore con uno sguardo volto al futuro. «Le alleanze richiedono passione, disponibilità, altruismo, alta moralità, capacità di saper dire no, rinunce. Per riportare questa necessità di cambiamento, il “momento delle scelte”, bisogna superare l’elenco dei buoni propositi, quelli che un tempo chiamavamo “la lista della lavandaia”, sul territorio vesuviano, per ripartire e non ritornare alla normalità della pre-pandemia. Abbiamo il problema della Terra dei Fuochi, del Parco del Vesuvio, abbiamo la necessità di poli culturali e di istruzione sul territorio, una rete di trasporti carente e la necessità di investimenti in posti di lavoro», spiega il prof. Ciro Raia alla luce delle questioni sollevate durante l’incontro culturale. È questo il passato a cui non bisogna puntare. Uscire dalla crisi non vuol dire adattarsi a quella realtà pregressa che ancora non può dirsi chiusa, ma analizzarla e interrogarla per capire come agire e in quale direzione dirigersi al fine di evitare i grandi mali con cui ancora siamo costretti a convivere. È proprio per questo motivo che “Prove di Futuro”, visto anche il grande successo riscosso in sole tre puntate, si mostra disponibile ad ospitare nuovi salotti culturali per tenere sempre aperta la finestra sul mondo, sul nostro territorio affinché politica e associazionismo possano fondersi, operando solo ed esclusivamente per il bene della comunità.

Amadeus annuncia i ventisei “big” di Sanremo 2021

Il direttore artistico del settantunesimo Festival della canzone italiana di Sanremo (che andrà in scena al teatro Ariston dal 02 al 06 marzo prossimi), dopo l’enorme consenso di pubblico e di critica del precedente, ha calato gli assi per il suo secondo Festival consecutivo. Fatte le dovute eccezioni, molti nomi del cast sono sconosciuti al grande pubblico della kermesse che per antonomasia è da sempre la più nazional popolare di tutte. Ormai negli ultimi anni questa non è più una novità e allora Sanremo sarà l’occasione ideale per molti di questi giovani e interessanti artisti per arrivare in pochi minuti a milioni di italiani. Ai più alcuni nomi suoneranno del tutto nuovi, ma gli amanti della buona musica hanno già avuto modo di apprezzare tanti validi giovani artisti come il cantautore Fulminacci (Targa Tenco 2019), come Willie Peyote, il rapper delle invettive antifasciste contro Salvini e Buffon, molto stimato dagli organizzatori dei tributi a Tenco, De André e Gaber o come il duo composto dai bravissimi cantautori siciliani Colapesce e Dimartino oppure Madame, una delle giovani artiste femminili più interessanti della scena rap e urban italiana o ancora Gio Evan, il poliedrico artista, scrittore, cantante e poeta pugliese. Fa molto piacere leggere nel cast il nome dei Maneskin, la talentuosa giovane band romana famosa per il brano Torna a casa. Tra i big anche Aiello, cantautore cosentino al successo con Arsenico, il gruppo La Rappresentante di Lista e i Coma_Cose, un duo musicale indie-pop rap italiano, formatosi a Milano e composto da Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano. Non poteva mancare una vincitrice del talent Amici di Maria De Filippi e allora ecco a voi Gaia. Ritornano sul palco di Sanremo i rapper Irama, Fasma e Ghemon e a loro si affianca il giovane rapper campano Random, nato a Massa di Somma. Tra i veterani ritroviamo con piacere artisti del calibro di Max Gazzé, Arisa, Malika Ayane, Ermal Meta, Noemi, Annalisa e Francesco Renga. Dopo l’exploit del 2018 ritornano al Festival i goliardici e talentuosi Lo Stato Sociale. Accoppiata inedita quella di Francesca Michielin e Fedez, mentre un discorso a parte merita l’iconica Orietta Berti che ritorna a Sanremo per la dodicesima volta dopo ben ventotto anni dalla sua ultima partecipazione e lo fa con il suo proverbiale entusiasmo, nonostante l’incedere del tempo. Completano il cast i Tre Allegri Ragazzi Morti e Bugo, proprio nel giorno in cui il suo ex amico Morgan è stato espulso dalla giuria di Sanremo giovani per la volgare invettiva contro Amadeus, a causa della sua non ammissione tra i big. E’ il caso di dire E invece sì, proprio come il titolo della canzone che Bugo il 02 marzo porterà sul palco dell’Ariston con buona pace (?) di Morgan. Questo il cast completo, corredato dai titoli delle canzoni: Francesco Renga – Quando trovo te Coma_Cose – Fiamme negli occhi Gaia – Cuore amaro Irama – La genesi del tuo colore Fulminacci – Santa Marinella Madame – Voce Willie Peyote – Mai dire mai (La locura) Orietta Berti – Quando ti sei innamorato Ermal Meta – Un milione di cose da dirti Fasma – Parlami Arisa – Potevi fare di più Gio Evan – Arnica Maneskin – Zitti e buoni Malika Ayane – Mi piace così Aiello – Ora Max Gazzè – Il farmacista Ghemon – Momento perfetto La Rappresentante di Lista – Amare Noemi – Glicine Random – Torno a te Colapesce/Dimartino – Musica leggerissima Annalisa – Dieci Bugo – E invece sì Lo Stato Sociale – Combat pop Tre Allegri Ragazzi Morti – Bianca luce nera Francesca Michielin e Fedez – Chiamami per nome 

Marigliano, non decolla l’attività amministrativa a quasi cento giorni dalle elezioni

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Sarà che in un anno e mezzo il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, ha abituato fin troppo bene i cittadini campani, grazie al suo fulgido esempio di gestione amministrativa e dimostrando che si può governare in modo ottimale anche qui – non passa giorno, infatti, senza che il giovane primo cittadino annunci un’azione concreta in partenza sul territorio comunale – eppure l’inerzia con la quale sembrano (non) procedere le cose a Marigliano suona quanto mai anacronistica, anche se molto familiare. In un mondo, e addirittura in una Regione Campania, che sembrano procedere come mai prima, e questo nonostante il freno a mano della pandemia, la città di Marigliano sembra esprimere ancora l’andazzo di una dimensione politica lenta e stanca. Il tutto, ovviamente, calato in una cappa di silenzio civico e mediatico che si fa sentire, e pesa. Tra pochi giorni ne saranno trascorsi cento dalle elezioni del 20 e 21 settembre scorso, quei fatidici “primi cento” giorni che di solito vengono caricati di tutto l’entusiasmo e la voglia di fare delle nuove amministrazioni politiche. Eppure a Marigliano sembra tutto fermo: sono stati nominati (quasi tutti) gli assessori, ma la città, alle prese anche con i tragici lutti del Covid19, sembra vivere un torpore inesauribile. Solo facendo quattro passi si scopre che l’ex tratta ferroviaria di RFI è interessata da lavori in corso che fino al 1 gennaio 2021 impediranno l’accesso su via Dante da via Nuova del Bosco: inviperiti i cittadini interessati dalla novità, probabilmente non comunicata con la giusta tempistica dall’amministrazione (il sindaco Jossa non ne fa cenno sulla sua pagina Facebook). Inoltre, dando un’occhiata a recenti determine pubblicate in Albo Pretorio veniamo a conoscenza del fatto che qualcosa si muove per la scuola, grazie ai fondi strutturali europei, e anche per il nuovo parco urbano in via Casafalco, che si chiamerà “Parco Risorgimento” e per il quale viene predisposto un progetto che ha come obiettivo quello di creare due aree giochi inclusive, coniugando i bisogni e le esigenze dei bambini e degli adolescenti disabili con un’analisi dell’ambiente che segue i principi dell’Universal Design, favorendo quindi l’abbattimento delle barriere architettoniche. Attività che sembrano procedere a rilento, come rimarcava il 30 novembre scorso anche l’ex assessore ai lavori pubblici, Giovanni Ricci, il quale – senza polemica e con tanto spirito di collaborazione – sollecitava l’attuale amministrazione ad accelerare: “Atteso l’impegno profuso in passato, aspetto l’inizio dei lavori per i quali era stato già completato l’intero iter amministrativo (devono solo partire) nel luglio scorso di numerose opere”. Intanto un altro consiglio comunale è stato archiviato. Una settimana fa “andava in onda” la terza assise pubblica: di seguito una sintesi dei punti all’ordine del giorno.
  1. Salvaguardia degli equilibri di bilancio ed assestamento generale del bilancio 2020/2022: il bilancio è stato approvato con il contributo della minoranza, che non ha mancato di sottolinearlo. “Questo bilancio permette alla giunta di lavorare con risorse economiche concrete, senza ricorrere ai dodicesimi. Un atto politico che pone, in un momento così delicato, gli interessi dei cittadini prima di ogni altra considerazione tecnico-amministrativa”, si legge, infatti,  nella nota diramata dal gruppo consiliare Periferia 2030. Tuttavia, come è stato fatto notare da qualcuno, questo atto concede libertà di spesa alla nascente amministrazione in virtù di entrate presunte, ma non accertate, e difficilmente incassabili nell’esercizio corrente. Tutto ciò potrebbe determinare un buco di bilancio rispetto al previsionale triennale, un buco che renderebbe indispensabili ulteriori tributi che chiamerebbero in causa i cittadini ovviamente.
  2. Commissioni Consiliari Permanenti – Integrazione nomina Consiglieri minoranza consiliare: su questo argomento, invece, prosegue la conflittualità tra i banchi dell’aula consiliare. “Forse la maggioranza non ama la pluralità e il principio della rappresentatività, come sancito da sentenze e pareri del Consiglio di Stato, ma come sancito soprattutto dai dettami della democrazia”, scrivono nel merito quelli di Periferia 2030. Verosimilmente a decidere sarà il TAR, chiamato in causa proprio dalla minoranza, che per il momento non entra nelle commissioni, venendo quindi tacciata di ostruzionismo da parte della maggioranza. Per il momento un cul de sac.
  3. Mozione: “Marigliano si ribella alle infamanti accuse espresse dal neo eletto sindaco di Pomigliano D’Arco – Discussioni e determinazioni”: il punto forse più atteso ha portato a una sonora bocciatura della mozione da parte della maggioranza, i cui consiglieri hanno preferito non entrare nel merito della questione, favorendo un silenzio che a qualcuno nel PD è sembrato anche e soprattutto un sentimento di ignavia. “L’istituzione Consiliare ha fatto calare l’oblio su una vicenda sconcertante che investe la dignità della città intera”, ha scritto Giulio Monda su Facebook.
  4. Proposta istituzione Commissione COVID-19: Risoluzioni e Determinazioni: anche in questo caso la proposta della minoranza è stata bocciata dal consiglio. I contagi in città sono in calo, ma i residui (bellici) della pandemia si faranno sentire soprattutto nei prossimi mesi, andando a incidere sul tessuto sociale ed economico della città. “Con il prolungarsi dell’emergenza le famiglie hanno bisogno di sostegni che vanno oltre il bisogno economico e sanitario. Le attività sono in difficoltà e bisogna tirare fuori le migliori energie e iniziative per risollevarle. La politica è chiamata a cercare soluzioni e la Commissione Covid è chiamata a studiare strategie e iniziative che danno sollievo alle famiglie e alle attività, nel breve e lungo termine”, ha sottolineato nelle ore successive al consiglio il gruppo dei Popolari.
  5. Mozione proposta dal cons. Sebastiano Guerriero in ordine a “Emergenza COVID-19 – determinazioni riguardo indennità di carica e gettoni di presenza”: non è stata discussa per l’assenza del consigliere Guerriero. Verosimilmente si recupererà.
  6. Interrogazione presentata dal gruppo consiliare “Cambia con Noi” avente ad oggetto: Agevolazioni TARI per attività commerciali: all’interrogazione ha risposto direttamente l’assessore Di Raffaele, già presente in aula per un intervento sviluppato in occasione del primo punto all’ordine del giorno. L’assessore al bilancio ha dato un parere prevalentemente negativo in quanto, stando alle sue valutazioni, i revisori dei conti non approverebbero, non essendoci i presupposti, al momento, per un simile intervento.
  7. Interrogazione presentata dal gruppo consiliare “Popolari” avente ad oggetto: Condizioni dell’edilizia scolastica e adeguatezza degli ambienti: l’assessore al ramo, Irene Sorgente, non presente in aula, ha provveduto a rispondere per iscritto. La consigliera Maione, in collegamento da remoto, si è detta soddisfatta della risposta ed ha auspicato il rientro a scuola per la didattica in presenza.
Senza nulla togliere agli argomenti succitati (anche se molto si potrebbe dire), sarebbe interessante, nonché utile, che i consiglieri si occupassero anche di argomenti più pratici: in fondo i cittadini non chiedono altro che Marigliano migliori in termini di vivibilità, e per fare questo si può tranquillamente iniziare dalle piccole cose. Giusto qualche esempio, minuscolo ma non insignificante, auspicando che gli eletti facciano un giro per la città, come capita ai normali residenti: un marciapiede lungo via Macello, per garantire l’incolumità e la sicurezza dei pedoni; strisce pedonali all’incrocio (particolarmente insidioso) di Corso Vittorio Emanuele III e Strada Provinciale San Vito-Scisciano; rimozione dei rifiuti abbandonati lungo due strade molto frequentate per l’attività motoria, via Sarno e via F. Garigliano; manutenzione del verde pubblico; cura del decoro urbano. Quella che si definirebbe ordinaria amministrazione, ma che sembra necessitare di straordinarie contingenze. Infine, quali sono i (veri) motivi che impediscono l’apertura, tante volte annunciata, dell’asilo nido comunale in via Firenze? A chi tocca portare queste istanze in consiglio comunale? Di certo sarebbe stato troppo chiedere di argomentare le scelte di alcuni assessori: questo non avrebbe potuto farlo la maggioranza, prigioniera della logica degli accordi elettorali, ma non avrebbe potuto farlo nemmeno la minoranza, fino a pochi mesi fa maggioranza della passata amministrazione e quindi pronta a difendere il suo operato. Tuttavia, qualcuno si sarebbe potuto almeno interrogare, pubblicamente, sui motivi di alcune nomine: tra assessori “premiati” e confermati nonostante non abbiano portato brillanti (ma nemmeno sufficienti) risultati negli anni scorsi, e assessori che rischiano di amministrare nonostante un sottile conflitto di interessi, molto si sarebbe potuto dire in occasione dei recenti incontri pubblici, assicurando alla comunità l’impegno per il quale i consiglieri sono stati eletti (e prendono anche un gettone di presenza ogni volta). Eppure di questi argomenti in consiglio comunale proprio non si parla: nessuno chiede, (si) interroga, e nessuno risponde. Di conseguenza la città, per il momento, bellamente ignora.

Somma Vesuviana e i suoi tesori: l’antica masseria Serpente

Le masserie, dal latino massa, ossia insieme di fondi, erano insediamenti edilizi rurali tipici del XVI – XVII secolo, che hanno rappresentato per lungo tempo il tipo di azienda – a carattere agricolo – pastorale – più diffuso nel meridione d’Italia, diventando a pieno titolo espressione della cultura contadina locale.   La loro origine è normalmente legata agli Ordini religiosi, ma nella Terra di Somma si sono sviluppate grazie alle numerose concessioni che re e regine hanno fatto ai loro confidenti collaboratori a partire dal XIV secolo. Le masserie cominciarono a comparire nella campagna napoletana dopo il Medio Evo. Esse erano (e sono) costituite da una grande casa rurale, con spazi per gli attrezzi e le bestie, spesso con una configurazione a cortile. Le masserie dei religiosi più grandi, invece, venivano gestite  e la loro produzione veniva in parte destinata all’autoconsumo, in parte utilizzata per scopi assistenziali e in parte venduta. La masseria Serpente è situata nell’estremo lembo del territorio cittadino, in posizione nord-est rispetto al centro del paese, sul confine con il territorio di Piazzolla di Nola in località Reviglione – Spartimento. Pochissime sono le notizie storiche, afferma il compianto prof. Raffaele D’Avino.  Il fabbricato era situato nell’area detta Reviglione, in relazione alla presenza di una nobile e ricca famiglia, proprietaria diretta del fondo. A tal riguardo nel Catasto onciario del 1744 al foglio 944t, in relazione a D. Francesco Reviglione e i suoi fratelli di Napoli (forestieri bonatenenti non abitanti napoletani), si legge: Possiedono una masseria arbustata e vitata di moggia centoventi incirca con casa palaziata dentro di essa, ed accanto alla strada pubblica della suddetta masseria un’ altra abitazione con taverna, forno che panizza, e vende pane ed ogni altro commestibile nel luogo detto lo Castagneto seu Reviglione quondam li beni di D. Giuseppe de Laurentis e del monastero di San Martino, quale suddetta masseria con detta taverna, e comodità suddette dedotte tutte le spese necessarie da circa annui ducati cinquecentoottanta, son’once millenovecentonovantatre – 1933 Il foglio catastale ci indica, quindi, che la suddetta famiglia – oltre a possedere una casa palaziata, che è quella ben visibile ancora sulla strada che dal Pigno porta, attualmente, a Piazzolla di Nola e Palma Campania – possedeva poco distante, nel luogo detto Castagneto, un’altra abitazione con taverna e forno che si trasformerà nella masseria Serpente. L’appellativo Serpente, invece, scaturì dal contranomme attribuito alla famiglia Romano, coloni della masseria, circa settanta anni dopo. A tal riguardo la conferma ci viene fornita sia dal Ruolo di ratizzo del vino del 1812 – 1840,  dove si attesta la rendita di tale Michelangelo Romano, alias Serpente, e sia nella Matricola di Ruolo della Contribuzione Fondiaria 1812 – 1814 – 1816, dove si legge: Reviglione Giuseppe proprietario in Napoli – Coloni Romano eredi Michelangelo. Certamente quella dei Romano fu una famiglia che abitò a lungo nello stabile e si prese cura delle terre circostanti. Un ultimo discendente della famiglia Romano fu d. Antonio, bidello della scuola elementare di via Roma e padre del compianto Don Peppino Romano. Attualmente la proprietà è frazionata e la conduzione è passata nelle mani dei discendenti dei vecchi coloni. Il luogo è raggiungibile attraverso una stradina interpoderale in terra battuta, che si diparte dalla provinciale Somma – Piazzolla di Nola, proprio all’altezza del vecchio e dismesso passaggio a livello della stazione di Cancello – Torre Annunziata. Dopo aver superato l’alveo Revaglia, si incontra sulla destra il fatiscente complesso rustico. La costruzione – continua il prof. D’Avino –  è impostata su una pianta a corte quasi quadrata e con la facciata, molto lineare nella sua impostazione, volta a sud e priva di qualsiasi decorazione. Un ampio portone architravato immette all’interno mediante un androne coperto da una volta a botte. Il cortile è il fulcro della costruzione e da esso prendono avvio gli accessi a tutti gli ambienti sia al piano terra che al cantinato ed al primo piano. Due scale portano al piano nobile che attualmente è diviso in due parti. Nel cortile, addossato alla scala del lato sud, si osserva il caratteristico  pozzo – cisterna con il piccolo lavatoio e la vasca in piperno, mentre, inserito nel corpo murario degli ambienti del lato nord, troviamo il forno. Sulla destra del cortile vi sono gli ingressi alle vecchie stalle e depositi. Anche qui si allunga il capiente cellaio dove venivano lavorati i prodotti dei campi circostanti ed in particolare l’uva per i generosi vini, che erano poi conservati nelle profondissime cantine scavate al di sotto dell’ala ovest e  nord. Oggi la folta vegetazione spontanea, composta in maggior parte da edera, ha coperto in massima parte le originarie murature a sacco con pietrame vesuviano, lasciando l’intera struttura nell’abbandono più totale.        

Il Cis dona un ultracongelatore all’Ospedale di Nola in grado di conservare oltre 290mila dosi di vaccino anti Covid-19

Il Cis, il centro all’ingrosso della provincia di Napoli, ha deciso di donare all’ospedale di Nola un ultracongelatore di ultimissima generazione della serie Tsx in grado di conservare oltre 290mila dosi di vaccino anti Covid-19. La macchina servirà a conservare i vaccini con una temperatura di -80 gradi in attesa dell’utilizzo. I nuovissimi congelatori sono quanto di più tecnologicamente avanzato si possa attualmente trovare sul mercato grazie alle caratteristiche tecniche innovative che permettono incredibili performance riducendo in maniera drastica consumo il energetico e l’impatto ambientale. La consegna dello strumento, da parte dell’amministratore delegato della struttura commerciale nolana Claudio Ricci alla direttrice sanitaria dell’ospedale Daniela Schiavone, è prevista per i primi giorni del 2021. Il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud, Gennaro Sosto, così come i vertici aziendali, ha espresso “viva gratitudine al Centro Ingrosso Sviluppo e al Comune nolano con il sindaco Claudio Minieri che ha supportato l’iniziativa”. “E’ particolarmente significativo che, in momenti di così grave difficoltà per le strutture sanitarie pubbliche nazionali, gli operatori privati colgano la necessità di un loro supporto al fianco di esse. Questo – ha aggiunto Sosto – ci dà tanta fiducia e ci spinge a lavorare con ancora più impegno per offrire ai cittadini servizi sanitari all’altezza”.

Torre Annunziata, rischio crolli: sigilli a due immobili di Palazzo Fienga, roccaforte del clan Gionta

Per rischio crollo due immobili, che sono parte integrante del complesso edilizio noto come Palazzo Fienga, storica roccaforte del clan camorristico Gionta attivo a Torre Annunziata e già oggetto di confisca, sono stati sequestrati dai carabinieri in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso in via d’urgenza dalla procura oplontina. Le due unità immobiliari erano state di recente restituite ai proprietari dopo la revoca, da parte del giudice dell’esecuzione, della confisca irrevocabile del 14 ottobre 2016 a seguito del sequestro preventivo dell’intero palazzo disposto dalla Dda partenopea nel 2015 nell’ambito delle indagini sul clan Gionta. Il sequestro si è reso necessario per garantire la pubblica e privata incolumità, inibendo la praticabilità dei luoghi da parte degli stessi proprietari e di terzi, a causa della perdurante ed attuale condizione di pericolo sia per gli eventuali occupanti sia per il transito pedonale. Palazzo Fienga, infatti, è in condizioni statiche gravemente compromesse, come confermato da diversi accertamenti tecnici. Lo stabile, già notevolmente danneggiato dal terremoto del 1980, è stato oggetto, fino al 2014, di una serie di ordinanze comunali che disponevano lo sgombero dei suoi occupanti e intimavano ai proprietari l’effettuazione di lavori urgenti di ristrutturazione per eliminare il pericolo. Ordinanze che non sono state mai ottemperate. Il decreto di sequestro è stato notificato al sindaco di Torre Annunziata e ai proprietari delle unità immobiliari, i quali erano già stati diffidati dal Comune dal praticare i luoghi, e verrà trascritto nei registri immobiliari. (fonte foto: rete internet)

Napoli e provincia, scacco matto al clan Mascitelli: 21 arresti

 Arresti  a Castello di Cisterna, Pomigliano d’Arco, Napoli, Giugliano in Campania, Pimonte, Santa Maria Capua Vetere (Ce), Castel Volturno (CE), Valle di Maddaloni (Ce), Salerno e Cosenza Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna hanno arrestato 21 persone in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Gli arrestati, vicini al gruppo camorristico facente capo a MASCITELLI Bruno “O’ Canotto” (già ritenuto contiguo al clan SARNO, operante nel quartiere Ponticelli di Napoli e nei paesi dell’Area Vesuviana), sono gravemente indiziati a vario titolo di associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti,  della commissione di reati in materia di armi, contro il patrimonio e la persona. Il provvedimento cautelare, esito di articolata attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli e condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Castello di Cisterna, ha documentato le dinamiche criminali in essere nei territori di Castello di Cisterna e Pomigliano d’Arco. Ha permesso inoltre di ricostruire – nel periodo compreso tra ottobre 2016 e dicembre 2017, con condotta perdurante – le strutture organizzative di alcune fiorenti piazze di spaccio nei quartieri popolari ex L.219/81 dei comuni menzionati. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, la figura apicale del gruppo, MASCITELLI Bruno – storicamente legato ai gruppi criminali dell’area orientale di Napoli – poteva contare su propri referenti locali che gestivano le piazze di spaccio all’interno dei quartieri “ex lege 219” di Castello di Cisterna e Pomigliano d’Arco. Le attività investigative, svolte mediante intercettazioni e tecniche tradizionali, sono state rinforzate anche dalle dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia. Nello specifico è stata documentata l’esistenza di un’organizzazione di matrice camorristica, operante nei quartieri “ex lege 219” di Castello di Cisterna e Pomigliano d’Arco, al cui vertice si poneva MASCITELLI.  Un’organizzazione dedita al traffico di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente di varia natura, commercializzati nelle “piazze di spaccio” controllate e con una specifica suddivisione dei ruoli dei sodali: promotore, affiliati, gestore di piazza, addetti al recupero crediti e pusher. Sono state ricostruite le dinamiche criminali che hanno portato al ferimento di un noto pregiudicato di Castello di Cisterna, avvenuto il 26 ottobre 2016. Un commando armato composto da 4 persone, a bordo di due autovetture, esplose diversi colpi di arma da fuoco contro IANUALE Roberto, figlio di IANUALE Vincenzo “o squadrone”, elemento di spicco dell’omonimo clan operante in Castello di Cisterna e comuni limitrofi. Un episodio da inquadrare nei contrasti sorti per il controllo del territorio e delle piazze di spaccio tra esponenti del gruppo “MASCITELLI” (nella frangia guidata da CAPOCELLI Mimmo e D’AMBROSIO Giuseppe alias “o’ Cacaglio”) e quelli legati al gruppo Ianuale, operanti nel “Palazzo Celeste” della “Cisternina”. Nel corso delle indagini sono state sequestrate quattro pistole ed un fucile mitragliatore e notevoli quantitativi di hashish e cocaina.