Sant’Anastasia, documento politico firmato da quindici iscritti: “Presto il congresso, occorre aria fresca”

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Ricostruire il Pd, mettere un freno alle diaspore. La rinascita del partito è l’obiettivo dichiarato dai firmatari del documento politico, appello ad iscritti e simpatizzanti, che porta in calce i nomi di chi ha lo condiviso. Tra loro ci sono, almeno in parte, iscritti che nelle ultime elezioni non hanno condiviso la candidatura di Enzo Iervolino, ex sindaco, oggi consigliere comunale sotto le insegne del partito.

Stavolta, nelle scorse amministrative di settembre, il Pd ha mancato anche il ballottaggio, la terza sconfitta degli ultimi dieci anni. In pratica, dalla fine del secondo mandato Iervolino, tutti i candidati democrat sono andati incontro alla sconfitta. È stato così nel 2010 quando Giovanni Barone arrivò al ballottaggio ma perse contro Carmine Esposito, quando ci riuscì Antonio De Simone nel 2014 per essere poi sconfitto da Lello Abete, così nel 2019 quando rivinse Abete al primo turno e il candidato sindaco Pd, Raffaele Coccia, si fermò a 1515 voti di lista. Ed è stato così anche a settembre 2020, con il già ex sindaco Iervolino che al ballottaggio non è arrivato. Va detto però che almeno in parte tra i firmatari del documento che ora punta alla rinascita del partito ci sono nomi, ma anche un candidato al consiglio comunale, che sostenevano non Iervolino bensì Carmine Pone, avversario al ballottaggio del sindaco in carica. Fatto sta che poco dopo le elezioni, in un’assemblea di partito, il segretario cittadino Antonio Pone ha rassegnato le dimissioni con l’intenzione di un confronto interno manifestata prima del secondo lockdown. Da allora nessuna assemblea si è più tenuta, però il segretario metropolitano Marco Sarracino ha dato al gruppo dirigente uscente il mandato per «gestire la fase ordinaria con equilibrio e responsabilità» e indicando Gennaro Acampora quale «facilitatore e garante» rispetto al nuovo tesseramento. E ieri è stato diffuso il manifesto politico che porta le firme di Gioacchino Abete, Luigi Barone, Saverio Barone, Mauro Beneduce, Antonio Beneduce, Peppe Di Marzo, Pasquale Esposito, Ciro Fiore, Pasquale Fornaro, Nando Isernia, Ciro Liguoro, Ernesto Marciano, Maria Provenzano, Francesco Savarese e Grazia Tatarella. «Il partito si è frantumato in tante piccole entità che, nelle occasioni più importanti, si sono divise e contrapposte, portandoci tutti insieme alla sconfitta» – scrivono, auspicando un cambio di passo. «Abbandonando la logica di correnti e le sterili battaglie fratricide che cittadini e militanti non capiscono più. Occorre far entrare aria fresca, rendere il partito luogo inclusivo, aggregante e aperto».  Insomma, una sintesi politica finora rimasta miraggio. Il primo step, il primo obiettivo, è un congresso di circolo. «Un congresso che apra una fase nuova, innovativa».

Di seguito pubblichiamo il documento integrale

Documento politico per la rinascita del Pd a Sant’Anastasia

Preso atto delle dimissioni rassegnate in assemblea dal segretario di circolo e dal Direttivo crediamo sia necessario e doveroso lavorare alla costruzione di una nuova piattaforma politico-programmatica del partito anastasiano.

Purtroppo, bisogna registrare che, nonostante la lista del partito alle ultime amministrative sia risultata la più votata, la coalizione di centro sinistra, con il candidato Iervolino, non ha ottenuto i voti necessari per passare il turno e arrivare al ballottaggio: si tratta della terza sconfitta degli ultimi dieci anni: nel 2010 il PD e la sua coalizione, con la candidatura di Giovanni Barone, riuscì, nonostante i pronostici negativi, ad arrivare al ballottaggio. Nel 2014 il PD risulta la lista più votata con 2668 voti di lista – Antonio De Simone era il candidato sindaco – e arriva al turno di ballottaggio perdendo le elezioni contro Lello Abete. Nel 2019 le elezioni si chiudono al primo turno, ma il PD, con la candidatura di Coccia, si ferma a 1515 voti di lista.

Veniamo da una serie di sconfitte alle elezioni comunali, che si contrappone alle vittorie sul piano regionale ed europeo. Alle ultime elezioni regionali, svolte contestualmente a quelle comunali, il PD conquista 3399 anastasiani mentre alle comunali 2073: bisogna chiedersi perché 1200 elettori democratici non votano il PD a livello locale e in che modo recuperare quel consenso che, giocoforza, si rivolge ad altre compagini politiche.

Il Partito si è frantumato in tante piccole entità, che nelle occasioni più importanti si sono divise e contrapposte, portandoci tutti insieme alla sconfitta. E’ venuto meno il patto di lealtà che, in presenza di opinioni politiche diverse, deve sempre e necessariamente salvaguardare l’obiettivo unico: perseguire, tutti e comunque, il bene comune del nostro territorio. La convinzione di essere “sicuramente” nel giusto ha tradito i principi cha, anche e soprattutto nella diversità, devono esserci comuni. L’entusiasmo e le giuste ambizioni personali invece di trascinarci ci hanno diviso, con i risultati che sono sotto gli occhi di noi tutti.

Essere un partito significa darsi regole chiare e condivise, che non possono valere solo per la maggioranza di turno, autorizzando chi è in minoranza ad assumere comportamenti autonomi e (non di rado!) apertamente contrari. Allo stesso modo ricercare una posizione politica di maggioranza non può essere solo un mero esercizio numerico, ma deve necessariamente passare per il coinvolgimento di tutte le opinioni in campo, anche quelle più lontane.

E’ venuto il momento di ricominciare a pensare come un partito e non come una diaspora litigiosa di opinioni contrapposte; ad operare come un partito e non come una élite auto-isolata e lontana da ogni confronto con il territorio e con le altre forze politiche presenti.

Per tutti questi motivi è necessario un netto e radicale cambio di passo, è necessaria una profonda riflessione che ognuno di noi deve fare, abbandonando la logica delle correnti e delle sterili battaglie fratricide che non solo i cittadini, ma neanche i militanti capiscono più. Occorre far entrare aria fresca e rendere il partito un luogo di discussione inclusivo, aggregante ed aperto.

Ci sono tantissimi amici e compagni, giovani e meno giovani, che svolgono un lavoro appassionato e competente: questi rappresentano il patrimonio e la speranza più importante del PD. Occorre dargli forza e protagonismo: è arrivato il momento che ogni generazione abbia la possibilità di contribuire a costruire il futuro che desidera con coraggio e determinazione.

Occorre proporre un’idea nuova di partito con una linea politica di apertura e di allargamento alle forze che si riconoscono nel campo ampio del centro sinistra e del civismo democratico.

Ci vuole un progetto per il futuro, a partire da un partito anastasiano autonomo, forte ma connesso con gli eletti al livello regionale e nazionale.

Un partito unito che torni tra le persone, che sia capace di essere una vera comunità, che condivida le scelte, che renda di nuovo protagonisti i militanti e gli elettori.

Un partito che torni ad essere elemento di connessione tra cittadini e istituzioni. Occorre tornare a rappresentare mondi che abbiamo abbandonato, valori che in parte abbiamo colpevolmente trascurato. Parlare con i cittadini, con gli imprenditori, con i dipendenti pubblici e privati, con gli studenti e i giovani di questa terra. Dare una voce e una prospettiva a chi non ha lavoro, a chi lo cerca o a chi l’ha perso.

E’ necessario oggi, e non domani, lavorare con pazienza ad avviare una discussione che porti ad una sintesi politica, ma anche ad un percorso politico e ad un metodo largamente condivisi, se vogliamo realmente costruire un partito aperto, plurale e che torni a parlare ai cittadini anastasiani.

Dobbiamo fare tutti gli sforzi per ricostruire il “nostro” PD, in una fase sociale ed economica estremamente delicata.

E’ necessario un congresso di circolo che apra una fase nuova e innovativa

Questo è l’obiettivo che tutti insieme dobbiamo perseguire, a cui tutti insieme dobbiamo sentirci chiamati, innanzitutto per il doveroso rispetto che dobbiamo ai nostri militanti, ai nostri elettori ed ai cittadini tutti.

Questo è l’appello che sentiamo di fare a tutti: iscritti, simpatizzanti, militanti ed amici.

Tutti insieme per un nuovo futuro del Partito Democratico a Sant’Anastasia.