“Handmade in Campania”, la nuova piattaforma per la promozione dell’artigianato di eccellenza

La regione Campania lancia la nuova piattaforma per la promozione dell’artigianato di eccellenza: “handmade in Campania”.   Si tratta di una piattaforma flessibile, georeferenziata, multilingue ed aperta, finalizzata a valorizzare il Made in Italy prodotto in Campania. La piattaforma si propone di “riunire le “botteghe” di produzione artigianale in una vetrina promozionale; creare uno spazio di incontro informativo e di scambio di buone prassi; offrire un luogo virtuale di facile consultazione, anche per i turisti interessati a scoprire i prodotti della nostra Regione”. Sul BURC del 14 dicembre è stato pubblicato l’Avviso per l’individuazione e la selezione di imprese artigiane operanti sul territorio campano che intendono essere inserite all’interno della piattaforma. In particolare, al fine di creare una vera e propria vetrina virtuale, le imprese selezionate avranno a disposizione uno spazio dedicato dove poter pubblicare sia informazioni sui prodotti che specifici contenuti multimediali. Sarà possibile presentare la propria candidatura entro le ore 23:59 del 18 gennaio 2021. Per facilitare le adesioni è stata prevista un’assistenza dedicata fruibile all’indirizzo mail: info@sviluppocampania.it Il Made in Italy prodotto in Campania è sinonimo di artigianato di qualità e sono molte le produzioni tipiche che concorrono a portare alta la bandiera italiana nel mondo contribuendo a creare cultura e ricchezza In questa logica, l’amministrazione regionale, anche aderendo alle sollecitazioni delle associazioni di artigianato e commercio, ha inteso realizzare una vetrina virtuale istituzionale capace di promuovere l’artigianato campano nel mondo, soprattutto, in questa fase di grave emergenza sanitaria.

Somma Vesuviana, pizzaiolo dona 70 pizze da un mezzo metro alle famiglie bisognose

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana Gaetano Boccia: “Ho voluto festeggiare il mio compleanno donando 70 pizze da mezzo metro alle famiglie bisognose del mio paese. Ringrazio il Comune e la Protezione Civile Cobra 2 per avermi messo in contatto con loro”. Le pizze sono state consegnate a domicilio dai volontari della Protezione Civile di Somma Vesuviana per tutelare la privacy e la sicurezza sanitaria. Di Sarno : “Un grade cuore quello di Gaetano e sui volti dei volontari della Protezione Civile, ho visto il sorriso. Oggi più di ieri dobbiamo dare sorriso a chi rischia di perderlo”. Secondulfo (Protezione Civile) : “Bello avere contribuito alla serenità di bambini, anziani, famiglie. Domenica tutte le sezioni territoriali della Protezione Civile saranno a Somma Vesuviana. Per ricordare i cittadini dei vari comuni che hanno perso la vita, posizioneremo tutti i mezzi in modo tale da formare un albero di Natale e liberemo in cielo una luce per ognuna delle vittime”. “Ho deciso di festeggiare il mio compleanno donando 70 pizze da mezzo metro  a 70 famiglie bisognose di Somma Vesuviana, alle quali abbiamo anche offerto ben 300 crocchè e 70 bottiglie di Coca – Cola. Credo nella condivisione ed in questo momento dobbiamo condividere anche le preoccupazioni, lo stress e allo stesso tempo i valori. Dobbiamo aiutarci ed essere tutti uniti. La Protezione Civile Cobra 2 ha dato una mano molto pratica in quanto sono stati i volontari della stessa Protezione Civile con i loro mezzi a recarsi presso queste persone e consegnare loro pizze, Coca – Cola e crocchè, al fine di tutelare la privacy e la sicurezza sanitaria. Le pizze sono state fatte tutte con il piennolo del Vesuvio offertomi da un agricoltore di nome Giuseppe Ceriello e lavorate ed infornate da me, da mia moglie e mia mamma”. Lo ha affermato Gaetano Boccia, pizzaiolo di Somma Vesuviana, nel napoletano. “Ringrazio il sindaco e la Protezione Civile perché  grazie a loro – ha continuato Boccia –  ho potuto raggiungere le famiglie bisognose del mio paese e regalare così a tanti bambini, anziani un sorriso e una serata di tranquillità”. In campo i volontari della Protezione Civile Cobra 2 di Somma Vesuviana. “Sono stati mesi davvero intensi, vissuti in piena trincea – ha affermato Vincenzo Secondulfo, Presidente della sezione sommese della Protezione Civile Cobra 2 – e da 10 mesi non ci stiamo fermando di notte e di giorno. Qualche settimana fa eravamo, anche noi di Somma Vesuviana, a Crotone in supporto alla popolazione colpita dall’alluvione. Vedere un sorriso sul volto di un qualsiasi cittadino è per noi un risultato così importante da trasmetterci serenità in un momento in cui è difficile trovarla. Noi della Protezione Civile ci siamo e Domenica con il coordinamento Vesuvius che raggruppa le sezioni territoriali di più Comuni, ricorderemo nella Piazza Vittorio Emanuele III di Somma Vesuviana, tutte le vittime del Coronavirus, tutte le persone di questo territorio che hanno perso la vita a causa del Coronavirus e con il Coronavirus.  Formeremo sulla piazza grande, un albero di Natale posizionando tutti i mezzi delle sezioni territoriali della Protezione Civile e libereremo nel cielo una luce per ogni vittima”. In campo sempre al fianco dei cittadini. “E’ la testimonianza di ciò che sono i miei concittadini: generosi, genuini, veri. Ringrazio di cuore Gaetano ed anche i volontari della Protezione Civile ben guidati dal Presidente Vincenzo Secondulfo – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – ed ieri sera, mentre sfornavano le 70 pizze, ho visto il volontariato, la bellezza delle relazioni umane, volti sorridenti perché è il sorriso che dobbiamo dare alla gente. Ricordo che è attivo anche il servizio dei buoni spesa. Ricordo anche l’impegno della Croce Rossa al fianco di famiglie che necessitano di un supporto anche emotivo. Ricordo Psicologia – Emergenza Covid 19 con un team di psicologi del Comune a completa disposizione di cittadini che vogliono parlare, esporre ciò che sentono. Ricordo e ringrazio anche i sacerdoti di Somma Vesuviana che si stanno mobilitando per iniziative come la spesa solidale. Siamo una comunità ed ognuno sta dando un contributo concreto. Non escludo altre iniziative sociali in vista del Natale. Somma Vesuviana c’è!”.

L’agenda-libro di Gesco edizioni dedicata ai personaggi illustri di Napoli, da Leopardi a Maradona

È stato presentata  in diretta social dalla Basilica di Santa Maria della Pietrasanta la sedicesima edizione di agendo il taccuino libro di Gesco edizioni per il 2021 intitolato oltre l’infinito e destinato, con il ricavato delle sue vendite, a curare gli spazi verdi abbandonati in diversi quartieri della città. Sono interventuti l’imprenditore-filosofo Raffaele Iovine, presidente dell’Associazione Pietrasanta Polo Culturale onlus, gli scrittori Serena Venditto, Dino Falconio, Michele Serio e Vincenzo Esposito, la curatrice di agendo Ida Palisi con Chiara Reale che ha curato la sezione immagini, gli artisti Viviana Rasulo, Mary Cinque e Alfonso Mezzacapo.

“Guardare oltre l’infinito – spiega il presidente di Gesco Sergio D’Angelo nell’introduzione – è ritrovare Napoli nella sua globalità: come città d’arte e di cultura ma anche come spazio fisico da riconquistare, dove incontrarsi, dove giocare, dove vivere speriamo finalmente in libertà”. Per questo il ricavato delle vendite della pubblicazione servirà a curare gli spazi verdi abbandonati in diversi quartieri della città. La presentazione di agendo 2021 è della nipote di Totò, Elena Anticolo De Curtis, che scrive: «Io sono parte napoletano e parte “nopèo”, cioè due volte napoletano: così lui si definiva. E ha restituito alla città sempre, in un modo o nell’altro – nei suoi film, nelle sue poesie, nelle canzoni – questo affetto per Napoli. C’era e c’è un feedback continuo. Che sia mio Nonno a fare da apripista insieme agli altri “Uomini di mondo” che accompagnano agendo è un orgoglio e, per dirla a modo suo: «Napoletanissimo. Sono orgoglioso e mi vanto di essere Napoletano».

agendo 2021 oltre l’infinito racconta di personaggi illustri di ieri e di oggi che a Napoli sono nati o hanno trascorso una parte significativa della loro vita. A partire da Totò guardato da dietro le quinte da Dino Falconio, per passare poi a Libero Bovio rivelato nella sua creatività da Maurizio de Giovanni, Raffaele Viviani con un aneddoto raccontato da Mauro Giancaspro, a Eduardo De Filippo rievocato attraverso la sua più famosa poesia d’amore da Chiara Tortorelli e a Vincenzo Gemito colto nella sua “candida pazzia” con un racconto sperimentale di Angelo Petrella. Ci sono poi Gilda Mignonette ricordata da Vincenzo Esposito in una storia di emigrazione ed emarginazione, Luciano De Crescenzo collocato “al posto giusto” nell’aldilà da Serena VendittoMaradona protagonista dei sogni di gioventù con Massimiliano Virgilio, Matilde Serao rivissuta nella sua singolarità da Vincenza AlfanoMassimo Troisi presentato in un dialogo surreale da Sara Bilotti, Enrico Caruso messo a confronto con il demone della depressione da Michele Serio, e infine Giacomo Leopardi nume d’amore per Aldo Putignano. I racconti sono affiancati da immagini generosamente donate dall’Archivio Carbone e dal Museo di Capodimonte e dagli artisti Donatella Donatelli, Giuseppe Klain, Viviana Rasulo, Mary Cinque, Alfonso Mezzacapo e Vincenzo Noletto, mentre la caricatura di Viviani è di Sergio Giancaspro, padre dello scrittore Mauro. La presentazione è di Elena Anticolo de Curtis, nipote di Totò, l’introduzione del presidente di Gesco Sergio D’Angelo.

agendo 2021 oltre l’infinito è stampato su carta riciclata industriale ed è a cura di Ida Palisi con la collaborazione di Teresa Attademo, il progetto grafico di Studio Eikon e la cura delle immagini e dei contributi artistici di Chiara Reale.

Una seconda presentazione si terrà giovedì 17 dicembre 2020 alle ore 12 dalla libreria Iocisto e sulla sua pagina Facebook.

A Napoli riparte “il libro sospeso” per chi a Natale non può acquistare

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A Napoli riparte “il libro sospeso” per chi a Natale non ha la possibilità di acquistare. A rilanciare l’iniziativa è la libreria A&M Bookstore di via Duomo, un’attività gestita da due giovani che, nonostante la pandemia, cercano di aiutare chi è in difficoltà. «Le persone che acquistano da noi, possono lasciare un libro pagato per quelle persone che non possono permetterselo, o magari portare da casa un libro da donare dando l’opportunità a tutti i leggere», dicono Anna Minucci e Andrea Ambrosini, gestori della libreria. Fra i primi ad aderire all’iniziativa il consigliere di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli che ha donato un libro di Maurizio De Giovanni. «Iniziativa dal grande valore culturale e umano. In un momento difficile come questo, i gesti di solidarietà sono importanti, soprattutto se aiutano a diffondere la cultura che oggi latita in troppe case. E se a promuoverle sono due giovani è ancora più bello», spiega Borrelli

È in tutte le librerie e sui canali online l’ultimo libro di Giovanni Capurso “L’angelo della speranza”

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È in tutte le librerie e sui canali online l’ultimo libro di Giovanni Capurso “L’angelo della speranza” edizioni Elledici, pagg 32, euro 5,00. Il testo, che si dipana attraverso una breve ma intensa intervista a padre Anselm Grün, affronta le ataviche questioni sul bene e il male, sul senso della vita, sui cambiamenti del mondo. Il 2020 è l’anno in cui Anselm Grün, padre benedettino tedesco e autore di oltre 300 libri di spiritualità, festeggia il suo 75° compleanno. Giovanni Capurso, scrittore e docente di filosofia pugliese, lo ha intervistato in Baviera, nell’abbazia di Münsterschwarzach. La conversazione, come scrive l’autore, “sa di letizia, quella profonda” e colma di speranza il quotidiano. Partendo dai valori etici in campo lavorativo fino alla capacità di guardare il bello presente intorno e dentro ognuno di noi, padre Anselm ragiona su un aspetto inalienabile: l’uomo, quando avrà soddisfatto tutti i bisogni materiali, si troverà fisiologicamente a fare i conti con la propria interiorità e col mistero che la anima. Questo lo spirito del volume che l’autore ha voluto condividere con tutti coloro che vogliono ritagliarsi uno spazio di riflessione in una società sempre più caotica. La parola speranza a cosa si riferisce precisamente? “La speranza – spiega Capurso – è una costante, non tanto nelle affermazioni di Grün, quanto nel suo modo di percepire e di tramettere quello che dice. Anche nelle pieghe più difficili dell’esistenza lui riesce a trovare sempre degli spazi di luce. E credo sia anche un eccellente messaggio in questo periodo di pandemia”. Perché intervistare proprio Grün? “Pater Anselm – continua l’autore – tra le altre cose, è uno dei principali studiosi di psicologia e psicoanalisi del nostro tempo. Forse il più importante. La spiritualità dei Padri del deserto era sostanzialmente una forma di psicologia e lui cerca di riproporre questo modello nella società contemporanea. Questo vale anche per i benedettini, i quali hanno proposto un’etica del lavoro che andrebbe rivalutata. Per me, tutto ciò, da studioso di scienze umane, è molto interessante”. Perché un lettore dovrebbe acquistare questo libro? “Dipende dalla finalità. Ci sono libri e libri, quelli che vengono acquistati per essere “consumati” e quelli che vengono acquistati per darsi l’opportunità di “coltivare” qualcosa di importante dentro se stessi”. L’autore: Giovanni Capurso nasce a Molfetta(BA) nel 1978. È docente, saggista e scrittore. Tra le sue pubblicazioni recenti ci sono i romanzi di formazione La vita dei pesci (Manni) e Il sentiero dei figli orfani (Alter ego). Scrive regolarmente per numerosi periodici e blog.   La casa editrice: L’Editrice Elledici è nata nel 1941 come Libreria della Dottrina Cristiana (LDC) su iniziativa di don Pietro Ricaldone, allora Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana. Oggi è leader nel campo della catechesi, dell’educazione e dell’evangelizzazione, rivolgendosi con particolare riguardo al mondo giovanile e ai loro educatori secondo lo spirito e gli insegnamenti di San Giovanni Bosco, il fondatore dei Salesiani. L’ANGELO DELLA SPERANZA Autore: CAPURSO GIOVANNI Editore: ELLEDICI Data di pubblicazione: Novembre 2020 Collana: PENSIERI PER LA RIFLESSIONE Codice Isbn: 9788801066357 Pagine: 32 Prezzo: Euro 5,00

Sperpero di denaro pubblico, la Corte dei Conti cita in giudizio il governatore De Luca

La Procura regionale della Corte dei Conti della Campania ha depositato un atto di citazione in giudizio nei confronti del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per un danno stimato dalla magistratura contabile pari a 403.643,21 euro. La vicenda riguarda le assunzioni negli uffici di diretta collaborazione della presidenza della giunta di quattro ex vigili urbani di Salerno. Secondo la Procura campana nel trasferimento si sarebbe concretizzato uno sperpero di denaro pubblico

Sant’Anastasia, documento politico firmato da quindici iscritti: “Presto il congresso, occorre aria fresca”

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Ricostruire il Pd, mettere un freno alle diaspore. La rinascita del partito è l’obiettivo dichiarato dai firmatari del documento politico, appello ad iscritti e simpatizzanti, che porta in calce i nomi di chi ha lo condiviso. Tra loro ci sono, almeno in parte, iscritti che nelle ultime elezioni non hanno condiviso la candidatura di Enzo Iervolino, ex sindaco, oggi consigliere comunale sotto le insegne del partito. Stavolta, nelle scorse amministrative di settembre, il Pd ha mancato anche il ballottaggio, la terza sconfitta degli ultimi dieci anni. In pratica, dalla fine del secondo mandato Iervolino, tutti i candidati democrat sono andati incontro alla sconfitta. È stato così nel 2010 quando Giovanni Barone arrivò al ballottaggio ma perse contro Carmine Esposito, quando ci riuscì Antonio De Simone nel 2014 per essere poi sconfitto da Lello Abete, così nel 2019 quando rivinse Abete al primo turno e il candidato sindaco Pd, Raffaele Coccia, si fermò a 1515 voti di lista. Ed è stato così anche a settembre 2020, con il già ex sindaco Iervolino che al ballottaggio non è arrivato. Va detto però che almeno in parte tra i firmatari del documento che ora punta alla rinascita del partito ci sono nomi, ma anche un candidato al consiglio comunale, che sostenevano non Iervolino bensì Carmine Pone, avversario al ballottaggio del sindaco in carica. Fatto sta che poco dopo le elezioni, in un’assemblea di partito, il segretario cittadino Antonio Pone ha rassegnato le dimissioni con l’intenzione di un confronto interno manifestata prima del secondo lockdown. Da allora nessuna assemblea si è più tenuta, però il segretario metropolitano Marco Sarracino ha dato al gruppo dirigente uscente il mandato per «gestire la fase ordinaria con equilibrio e responsabilità» e indicando Gennaro Acampora quale «facilitatore e garante» rispetto al nuovo tesseramento. E ieri è stato diffuso il manifesto politico che porta le firme di Gioacchino Abete, Luigi Barone, Saverio Barone, Mauro Beneduce, Antonio Beneduce, Peppe Di Marzo, Pasquale Esposito, Ciro Fiore, Pasquale Fornaro, Nando Isernia, Ciro Liguoro, Ernesto Marciano, Maria Provenzano, Francesco Savarese e Grazia Tatarella. «Il partito si è frantumato in tante piccole entità che, nelle occasioni più importanti, si sono divise e contrapposte, portandoci tutti insieme alla sconfitta» – scrivono, auspicando un cambio di passo. «Abbandonando la logica di correnti e le sterili battaglie fratricide che cittadini e militanti non capiscono più. Occorre far entrare aria fresca, rendere il partito luogo inclusivo, aggregante e aperto».  Insomma, una sintesi politica finora rimasta miraggio. Il primo step, il primo obiettivo, è un congresso di circolo. «Un congresso che apra una fase nuova, innovativa». Di seguito pubblichiamo il documento integrale Documento politico per la rinascita del Pd a Sant’Anastasia Preso atto delle dimissioni rassegnate in assemblea dal segretario di circolo e dal Direttivo crediamo sia necessario e doveroso lavorare alla costruzione di una nuova piattaforma politico-programmatica del partito anastasiano. Purtroppo, bisogna registrare che, nonostante la lista del partito alle ultime amministrative sia risultata la più votata, la coalizione di centro sinistra, con il candidato Iervolino, non ha ottenuto i voti necessari per passare il turno e arrivare al ballottaggio: si tratta della terza sconfitta degli ultimi dieci anni: nel 2010 il PD e la sua coalizione, con la candidatura di Giovanni Barone, riuscì, nonostante i pronostici negativi, ad arrivare al ballottaggio. Nel 2014 il PD risulta la lista più votata con 2668 voti di lista – Antonio De Simone era il candidato sindaco – e arriva al turno di ballottaggio perdendo le elezioni contro Lello Abete. Nel 2019 le elezioni si chiudono al primo turno, ma il PD, con la candidatura di Coccia, si ferma a 1515 voti di lista. Veniamo da una serie di sconfitte alle elezioni comunali, che si contrappone alle vittorie sul piano regionale ed europeo. Alle ultime elezioni regionali, svolte contestualmente a quelle comunali, il PD conquista 3399 anastasiani mentre alle comunali 2073: bisogna chiedersi perché 1200 elettori democratici non votano il PD a livello locale e in che modo recuperare quel consenso che, giocoforza, si rivolge ad altre compagini politiche. Il Partito si è frantumato in tante piccole entità, che nelle occasioni più importanti si sono divise e contrapposte, portandoci tutti insieme alla sconfitta. E’ venuto meno il patto di lealtà che, in presenza di opinioni politiche diverse, deve sempre e necessariamente salvaguardare l’obiettivo unico: perseguire, tutti e comunque, il bene comune del nostro territorio. La convinzione di essere “sicuramente” nel giusto ha tradito i principi cha, anche e soprattutto nella diversità, devono esserci comuni. L’entusiasmo e le giuste ambizioni personali invece di trascinarci ci hanno diviso, con i risultati che sono sotto gli occhi di noi tutti. Essere un partito significa darsi regole chiare e condivise, che non possono valere solo per la maggioranza di turno, autorizzando chi è in minoranza ad assumere comportamenti autonomi e (non di rado!) apertamente contrari. Allo stesso modo ricercare una posizione politica di maggioranza non può essere solo un mero esercizio numerico, ma deve necessariamente passare per il coinvolgimento di tutte le opinioni in campo, anche quelle più lontane. E’ venuto il momento di ricominciare a pensare come un partito e non come una diaspora litigiosa di opinioni contrapposte; ad operare come un partito e non come una élite auto-isolata e lontana da ogni confronto con il territorio e con le altre forze politiche presenti. Per tutti questi motivi è necessario un netto e radicale cambio di passo, è necessaria una profonda riflessione che ognuno di noi deve fare, abbandonando la logica delle correnti e delle sterili battaglie fratricide che non solo i cittadini, ma neanche i militanti capiscono più. Occorre far entrare aria fresca e rendere il partito un luogo di discussione inclusivo, aggregante ed aperto. Ci sono tantissimi amici e compagni, giovani e meno giovani, che svolgono un lavoro appassionato e competente: questi rappresentano il patrimonio e la speranza più importante del PD. Occorre dargli forza e protagonismo: è arrivato il momento che ogni generazione abbia la possibilità di contribuire a costruire il futuro che desidera con coraggio e determinazione. Occorre proporre un’idea nuova di partito con una linea politica di apertura e di allargamento alle forze che si riconoscono nel campo ampio del centro sinistra e del civismo democratico. Ci vuole un progetto per il futuro, a partire da un partito anastasiano autonomo, forte ma connesso con gli eletti al livello regionale e nazionale. Un partito unito che torni tra le persone, che sia capace di essere una vera comunità, che condivida le scelte, che renda di nuovo protagonisti i militanti e gli elettori. Un partito che torni ad essere elemento di connessione tra cittadini e istituzioni. Occorre tornare a rappresentare mondi che abbiamo abbandonato, valori che in parte abbiamo colpevolmente trascurato. Parlare con i cittadini, con gli imprenditori, con i dipendenti pubblici e privati, con gli studenti e i giovani di questa terra. Dare una voce e una prospettiva a chi non ha lavoro, a chi lo cerca o a chi l’ha perso. E’ necessario oggi, e non domani, lavorare con pazienza ad avviare una discussione che porti ad una sintesi politica, ma anche ad un percorso politico e ad un metodo largamente condivisi, se vogliamo realmente costruire un partito aperto, plurale e che torni a parlare ai cittadini anastasiani. Dobbiamo fare tutti gli sforzi per ricostruire il “nostro” PD, in una fase sociale ed economica estremamente delicata. E’ necessario un congresso di circolo che apra una fase nuova e innovativa Questo è l’obiettivo che tutti insieme dobbiamo perseguire, a cui tutti insieme dobbiamo sentirci chiamati, innanzitutto per il doveroso rispetto che dobbiamo ai nostri militanti, ai nostri elettori ed ai cittadini tutti. Questo è l’appello che sentiamo di fare a tutti: iscritti, simpatizzanti, militanti ed amici. Tutti insieme per un nuovo futuro del Partito Democratico a Sant’Anastasia.  

Barra, Anna Paola Napoli celebra l’artista Francesco Solimena tra sacro e profano

La prof.ssa Anna Paola Napoli con le sue argute argomentazioni ci trascina alla scoperta del grande pittore Francesco Solimena e la sua bottega nel Real Casale della Barra, svelando i sottili dettagli della sua vita e della sua arte.    Anna Paola Napoli  nasce Cercola nel 1981, ma risiede per i primi 3 anni della sua vita a Somma Vesuviana. Attualmente vive nel quartiere della zona orientale di Napoli a Barra. Il suo iter formativo nasce dall’amore paterno per la storia dell’arte. Da qui la scelta di frequentare il liceo artistico di Napoli SS. Apostoli. Nel 2006 si  laurea con lode in Lettere con indirizzo moderno – storico – artistico e si affaccia nel mondo del lavoro, prestando servizio per due anni come dipendente comunale presso i servizi del patrimonio artistico e dei grandi eventi della Municipalità di Napoli. Questo fu il motivo che generò in lei  l’amore per la conoscenza degli infiniti beni in possesso della città di Napoli. La sua grande passione, ora, è  far conoscere il proprio territorio, organizzando eventi privati e pubblici. L’intervista nasce in relazione alla riscoperta del  grande pittore Francesco Solimena: personalità di spicco della cultura tardo – barocca in Italia e  figura di rilievo europeo che Napoli vantava in quell’epoca. Solimena nacque a Canale di Serino, in provincia di Avellino, il 4 ottobre del 1657 e morì a Barra il 5 aprile del 1747.   Prof.ssa Napoli, come nacque la scelta di Francesco Solimena per Barra? “La scelta del sito di Barra nasceva, probabilmente, dal desiderio di materializzare quell’ideale aristocratico di raccoglimento nel seno di una bucolica e composta bellezza che l’ accademia letteraria Arcadia, all’epoca, andava propugnando in tutta Europa. Furono le verdi campagne del luogo che lo stimolarono a edificare una solitaria dimora, che egli stesso disegnò accuratamente. Pur possedendo case a Napoli, l’artista visse in questa villa tutta la seconda parte della sua vita, lunga quasi 90 anni. In questi ameni luoghi cercò e trovò la giusta ispirazione per la sua opera, tanto pittorica che letteraria. Oggi, grazie alla Carta topografica di Napoli e dintorni di Giovanni Carafa del 1775, ci è nota l’esatta collocazione di questo podere detto Le Pigne. Oltretutto, una bella incisione, tuttora esistente, è ben visibile in un volume del Voyage en Italie dell’abate Jean Claude Saint-Non (1727 – 1791). La villa viene così descritta: un ingresso, costituito da una volta a botte tra due piccoli bastioni cilindrici di piperno, introduce ad un ampio cortile, sul quale affaccia un nobile edificio a due piani, affiancato da una caratteristica torre. L’insieme dà una sensazione di compatto rifugio, come un piccolo castello, e nello stesso tempo di leggerezza e di grazia”. Che cosa rappresentò per Barra la sua bottega di pittura? “Le sue opere pittoriche furono richieste da committenti laici ed ecclesiastici di tutta Europa e numerosi artisti giunsero nel casale di Barra per confrontarsi con la sua opera. Qui tenne, infatti, la sua celebre bottega di pittura, dove approdarono anche i figli delle più cospicue famiglie del Regno. Tra i nomi illustri della bottega ricordiamo: Francesco De Mura, Domenico Antonio Vaccaro, Lorenzo De Caro, Leonardo Antonio Olivieri, Evangelista Schiano, Bernardino Fera, Michele Foschini e così via. Il Solimena, memore delle sue umili origini e consapevole che l’arte non era prerogativa  nobiliare, volle tenere presso di sé discepoli di ogni classe sociale, purché volenterosi e promettenti. Ciò spiega il fatto che, oltre a figli dei nobili napoletani ed europei, trovarono posto anche giovani barresi, come Giambattista Vela. A Barra, il Solimena ebbe comunque la possibilità di frequentare le case dei nobili villeggianti locali. In questo armonioso contesto, pensò bene di nobilitarsi, comprando, al prezzo di 72 mila scudi,  il titolo ed il feudo dei signori d’Altavilla, le cui origini risalivano addirittura all’epoca normanna. Con questo titolo lo troviamo menzionato nell’atto di morte, custodito presso l’archivio della parrocchia Ave gratia plena di Barra”. Quale fu il suo rapporto con la vita religiosa locale? “Iscritto alla venerabile confraternita del SS. Rosario, frequentò attivamente anche la chiesa di S. Maria della Sanità dei Domenicani di Barra, partecipando alla formazione religiosa in qualità di terziario domenicano. Tutto ciò gli valse appellativo in paese di abate Ciccio, avendo scelto, oltretutto, una forma di vita celibataria”.  Quali opere ha lasciato a Barra? “Appena arrivò a Barra, il Solimena entrò subito nelle simpatie dei nobili e del popolo, regalando alla chiesa parrocchiale dell’ Ave Gratia Plena una sua bellissima tela, raffigurante la Madonna delle Grazie con anime purganti (vedi foto). La tela è tuttora visibile nella seconda cappella, a sinistra di chi entra, e reca la firma e la scritta ex sua devotione con la data 1697. Un’altra tela, bella e misteriosa, lasciata a Barra, raffigura l’apparizione della Vergine ad una donna di nome Giovannetta de’ Vacchi. Il fatto avvenne nella località di Caravaggio, in provincia di Bergamo, al tramonto di lunedì 26 maggio del 1432. La pittura è chiaramente firmata Franciscus Solimena ed è datata 31 dicembre 1746, come accuratamente documentato dal prof. Erminio Paoletta nel suo studio effettuato in occasione del restauro ultimato nel 1994. Evidentemente, il Solimena, all’età  di 89 anni –  su commissione di Fabrizio III Pignatelli (1718-1763), X duca di Monteleone, e di sua madre Margherita Pignatelli (1698-1774), V duchessa di Bellosguardo – eseguì l’opera per essere collocata sull’altar maggiore della costruenda cappella gentilizia della famiglia nella grande villa di Barra. La raffigurazione della Vergine, apparsa all’ umile donna del paesino di Caravaggio, fu probabilmente la sua ultima opera che lo accompagnò, con la sua cecità, fino alle soglie della morte. Il suo atto di morte, contenuto nei registri della parrocchia Ave Gratia Plena di Barra, così riporta testualmente: A dì 5 aprile 1747, il Sig. D. Franc(is)co Solimena, celebre pittore, dei Sig.ri d’Altavilla, è morto in età d’anni 89, mesi 6, ed un giorno, in questa villa della Barra, nel proprio palazzo. E’ stato inumato nella ven(rabi)le Chiesa della Sanità, nella Sua cappella gentilizia sotto il titolo del nome di Gesù, e quella proprio che sta in cornu Evangelii, dopo aver ricevuto tutti i Sant(issi)mi Sagramenti, per mano di Don Salvatore Roselli Par(oc)co”. Che cosa è rimasto della villa dell’artista? “Attualmente della villa di Solimena in Barra è rimasto ben poco: l’immagine, tanto esaltata nei volumi di Saint-Non, basta a farci rimpiangere quanto è andato perduto a causa dell’incuria degli uomini. Rimane l’odonimo via Pini di Solimena  a perpetuare  il luogo in cui sorgeva.  Nel 1997, in occasione del 250° anniversario della sua morte, fu apposta una lapide sul luogo della sua sepoltura nella chiesa dei Domenicani di Barra”: QUI RIPOSA FRANCESCO SOLIMENA GRANDE PITTORE E ARCHITETTO NATO A CANALE DI SERINO (AV) IL 4-10-1657 MORTO A BARRA IL 5-4-1747 COMUNE DI NAPOLI PADRI DOMENICANI E CIRCOSCRIZIONE DI BARRA POSERO NEL 250° ANNIVERSARIO DELLA MORTE 5-4-1997

Unione Giovani Dottori Commercialisti di Nola, primo convegno sulla Revisione Legale

Domani, martedì 15 dicembre, dalle 14, 45 alle 18 su piattaforma Zoom, videoconferenza webinar sulla «Revisione Legale» organizzata dall’Unione Giovani Dottori Commercialisti di Nola guidata dal presidente Giovanni Passaro, in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Nola: i partecipanti potranno maturare crediti formativi obbligatori. Moderatore dell’evento sarà il dott. Mariano Caserta, presidente della Commissione Studio Revisione Legale UGDCEC di Nola. «Questo è uno degli eventi che caratterizza il lavoro dell’Unione Giovani di Nola –  dice il presidente Giovanni Passaro, e promette, grazie anche al lavoro delle commissioni istituite dall’assemblea soci del 4 dicembre scorso, numerosi eventi formativi nel biennio 2021/2022, non solo su tematiche come la Revisione Legale ma anche argomenti come Finanza Agevolata, Contenzioso Tributario e Crisi di Impresa da sovraindebitamento. Tutti i professionisti sono invitati a partecipare». Alle 14, 45 saluti e apertura dei lavori, con l’intervento del presidente dell’Ordine Commercialisti di Nola, dott. Domenico Ranieri, del presidente Giovanni Passaro (UGDCEC), del presidente Nazionale dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti, dott. Matteo De Lise. Dalle 15.00, la relazione della dott.ssa Eleonora Bodecchi, componente di giunta dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti, dottore commercialista in Modena. L’argomento sarà “La Pianificazione del lavoro di revisione e gli effetti del Covid19 sulle procedure di revisione”.

Misure anti covid, controlli a Napoli e provincia. Controllate 141 attività commerciali ed elevate 34 sanzioni

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 Controlli della Guardia di Finanza, tra Napoli e provincia, per verificare il rispetto delle misure anti Covid. Tra venerdì e domenica scorsi, sono state controllate 862 persone e 141 attività commerciali, 34 le sanzioni complessive, compresi casi di contraffazione, contrabbando e traffico di rifiuti. In particolare, per le misure anti Covid, a Torre Annunziata sanzionati 3 soggetti in strada oltre l’orario consentito e due bar mentre vendevano bevande pronte per l’immediato consumo all’esterno del locale. Il Gruppo Pronto Impiego, tra i quartieri Vomero, Mergellina, Mercato, ha sanzionato diversi cittadini sprovvisti di mascherina o sorpresi in un comune diverso da quello di residenza senza comprovate esigenze; così come la Stazione Navale di Napoli che, nelle acque antistanti l’isola Capri, ha multato un cittadino sorpreso in un comune diverso da quello di residenza senza valide motivazioni. Ed ancora, nell’area metropolitana, la Compagnia di Ottaviano ha sequestrato, in un ingrosso di abbigliamento di San Giuseppe Vesuviano, oltre 160.000 tra mascherine facciali con marchi contraffatti di note griffes, come “Dior”, “Gucci”, “Fendi Louis Vuitton”, “Versace”, “Moschino. La Compagnia di Castellammare di Stabia, invece, su attivazione della Sala Operativa, ha constatato un assembramento di avventori all’interno di un internet point intimandone la chiusura provvisoria per 5 giorni mentre la Tenenza di Massa Lubrense ha sanzionato 2 giovani sorpresi in strada oltre l’orario consentito; uno di loro è stato anche trovato in possesso di 8,5 grammi di marijuana.