Riceviamo e pubblichiamo l’appello dell’Associazione “Città Aperta” al sindaco Del Mastro
Premesso che
- Con la chiusura dell’inchiesta della procura di Roma su Giulio Regeni è emersa in tutta evidenza che il giovane ricercatore italiano fu seviziato e ucciso dai servizi segreti egiziani. Le accuse nei confronti dei quattro agenti dei servizi segreti dell’Egitto sono di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate.
- Secondo l’accusa i quattro agenti furono gli autori delle sevizie durate giorni che causarono a Regeni «acute sofferenze fisiche»messe in atto anche attraverso oggetti roventi, calci, pugni, lame e bastoni.
- La notifica della conclusioni «delle indagini è avvenuta tramite il rito degli irreperibili» direttamente ai difensori di ufficio italiani non essendo pervenuta l’elezione di domicilio degli indagati dal Cairo
- In base all’atto di conclusione delle indagini, Regeni nel 2016, venne condotto «contro la sua volontà e al di fuori di ogni attività istituzionale, prima presso il commissariato di Dokki e successivamente presso un edificio a Lazougly» dove venne «privato della libertà personale per nove giorni».
- I Genitori di Giulio Regeni hanno dichiarato che da quando nel 2017 è stato rinviato l’ambasciatore italiano in Egitto, «uno degli scopi era la ricerca di verità e giustizia per nostro figlio Giulio. Purtroppo questo punto è stato messo in secondo piano dando priorità alla normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto e a sviluppare i reciproci interessi in campo economico, finanziario e militare, vedi la recente vendita delle fregate, e nel turismo, evitando di affrontare qualsiasi scontro. L’atteggiamento dell’ambasciatore Cantini è una chiara dimostrazione di tutto ciò»
I Genitori di Giulio Regeni hanno quindi chiesto «richiamare in Italia l’ambasciatore»., per poter dare un segnale forte all’Egitto e per consentire alla Giustizia italiana di fare il proprio corso nei confronti dei quattro agenti dei servizi segreti egiziani.
- La città di Milano ed altre amministrazioni stano aderendo all’appello dei familiari di Giulio Regeni e ponendo anche il tema dell’ingiusta e violenta detenzione del giovane studente di Bologna Patrick Zaki, conferendogli la Cittadinanza Onoraria , per accendere i riflettori su quest’altra drammatica violazione dei diritti umani
L’Associazione CITTA’ APERTA, con sede in Via Mercato, 2 a Pomigliano d’Arco, interpretando i sentimenti di moltissimi cittadini di Pomigliano , come abbiamo avuto modo di riscontrare anche con la condivisione da parte di centinaia di persone, del nostro appello diffuso sui social aderisce a questa iniziativa per far si che anche nella nostra Città ci sia una espressione chiara e netta a difesa dei diritti umani.
Come hanno detto i familiari di Regeni, “Giulio è diventato uno specchio che riverbera in tutto il mondo come vengono violati i diritti umani in Egitto ogni giorno» , e pertanto con la presente
CHIEDE
Che la Città di Pomigliano si esprima con una posizione pubblica di richiesta al Presidente del Consiglio ed al Ministro degli Esteri di richiamare immediatamente l’Ambasciatore italiano in Egitto.
Conferire la Cittadinanza onoraria al giovane PATRICK ZAKI, come un gesto di vicinanza della nostra città a questo giovane ricercatore incarcerato in Egitto e anche a tutti coloro che si battono a favore dei diritti umani.

