Chiusura ex Auchan di Nola: Mensorio convoca tutti alla Regione

L’appuntamento è stato fissato alle 12 di martedi 5 gennaio nella torre del consiglio regionale presso la terza commissione attività produttive, commercio, turismo e lavoro Giovanni Mensorio, docente universitario alla Federico II e noto penalista, è da settembre consigliere regionale nonché presidente della terza commissione consiliare permanente attività produttive, commercio, turismo e lavoro. Mensorio, che è un nolano, originario di Saviano, il giorno dopo la chiusura dell’ipermercato ex Auchan di Nola, avvenuta il 30 dicembre e che grazie a questo giornale on line ha avuto una enorme eco mediatica, ha inviato un fax praticamente a tutti, agli amministratori delegati di Margherita Distribuzione e Conad, all’assessore regionale al lavoro e alle attività produttive, Antonio Marchiello, alle segreterie regionali dei sindacati e, per conoscenza, al presidente della giunta campana Vincenzo De Luca e a tutti i consiglieri regionali, presidenti di tutte le commissioni compresi. Sono stati invitati in audizione presso la commissione a causa del terribile momento che sta coinvolgendo impianto e addetti di Nola.  Nel frattempo i 90 lavoratori dell’ipermercato (questo il numero esatto aggiornato al netto delle dimissioni dei dipendenti avvenute fino alla fine dell’anno scorso) sono stati messi in cassa integrazione a zero ore. Stipendi dimezzati dunque: dai 900 euro di media ai circa 550 euro della cig, che per “fortuna” degli addetti sarà anticipata ogni mese dall’azienda, la Margherita distribuzione, una controllata di Conad. Conad che a sua volta aveva due anni fa preso l’intero comparto di Auchan Italia a causa della “fuga” dei francesi dall’Italia. Ma la coop finanziaria bolognese  si è poi però voluta sbarazzare di una serie di ipermercati, soprattutto di quelli ubicati nel sud del Paese, in particolare di quelli in provincia di Napoli. E così gli iper ex Auchan di Mugnano, Giugliano e Pompei sono finiti nelle mani di una serie di piccoli gruppi locali, che però prima di far riaprire gli impianti, chiusi dalla fine dell’anno 2020 per ristrutturazione, vogliono dare il via a 130 licenziamenti complessivi su circa 380 addetti dei tre impianti. Situazione più drammatica per l’ex Auchan di Nola, ubicato nel centro commerciale Vulcano Buono. Qui non è stata firmata nessuna cessione. Nessuno ha comprato o comunque acquisito l’ipermercato. Nel frattempo però l’iper di Nola è stato lo stesso chiuso e gli addetti sono stati messi in cassa integrazione a zero ore. Una chiusura al buio, quindi. A ogni modo, secondo quanto finora trapelato, due potenziali acquirenti si sarebbero fatti avanti. Ma resta il fatto che non c’è ancora niente di definito. Il destino di 90 tra padri e madri di famiglia è appeso a un filo. E a marzo il governo farà sbloccare i licenziamenti provvisoriamente fatti sospendere a causa della pandemia da Coronavirus.   

Somma Vesuviana, covid e crisi economica, nasce lo sportello per le imprese e le famiglie indebitate

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana Di Sarno: “Dobbiamo cercare di evitare l’emergenza economica. Quando tutto questo finirà il rischio è di trovarsi in una grave crisi economica. Oggi abbiamo approvato la nascita di uno sportello gratuito per imprese, famiglie, cittadini indebitati”. Esposito: “Apriamo a Somma Vesuviana una sede operativa dell’Organismo di Composizione della Crisi da sovra indebitamento. Un team di esperti professionisti, gratuitamente, supporterà quelle imprese, quei cittadini, quelle famiglie che sono a rischio fallimento, al fine di attivare un piano di rilancio economico”. “Sull’emergenza economica causata dalla pandemia la Giunta oggi ha approvato l’istituzione di uno sportello aperto ad imprese e famiglie, a costo zero per il cittadino. L’obiettivo è quello di affrontare il fenomeno del sovra indebitamento di famiglie ed imprese al fine di evitare anche possibili fallimenti. Dunque il cittadino avrà un team di esperti professionisti tra avvocati, commercialisti a completa disposizione per attivare un percorso virtuoso che sia in grado di far ritornare alla crescita economica famiglie ed imprese. Questo team seguirà il cittadino con opera di consulenza gratuita”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano. L’iniziativa è stata proposta e portata in giunta dall’ Assessore ai Servizi per il Cittadino, architetto Salvatore Esposito. “Abbiamo approvato il protocollo d’intesa tra Comune e Associazione Nazionale “I Diritti del Debitore”  – ha dichiarato Salvatore Esposito, Assessore ai Servizi per il Cittadino – grazie al quale apriamo a Somma Vesuviana, sul nostro territorio, una sede operativa dell’ Organismo di Composizione della Crisi da sovra indebitamento, normato dalla legge n.3 del 2012, per offrire una risposta efficace ed efficiente ai bisogni del cittadino e delle aziende del territorio, per cercare di affrontare eventuali situazioni di grave crisi debitoria. Il Comune dunque, attiva un servizio immediato per rispondere alle emergenze e ai bisogni di assistenza, di consulenza, di ascolto e di sostegno a famiglie ed imprese. Le famiglie, ma le persone in generale, pensiamo ai professionisti, agli imprenditori, dopo avere costruito un naturale percorso di indebitamento, a causa di un evento non riconducibile alla loro volontà, come lo è una pandemia e non solo, subiscono una contrazione del reddito, entrano nella spirale del sovra indebitamento e cominciano a contrarre debiti per pagare i debiti precedenti sino all’insolvenza. Ora il Comune di Somma Vesuviana mette gratuitamente a disposizione uno sportello pronto ad ascoltare tutti e ad elaborare un piano di rientro per cercare di salvare famiglie, imprese, cittadini dal fallimento economico. Tale sportello formato da un team di professionisti affiancherà imprese e cittadini nel loro piano economico di rinascita”.

Somma Vesuviana, un bimbo di 10 anni scrive al sindaco: ” Regole covid: anche noi piccoli dobbiamo dare il buono esempio”

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno: “Ecco è bello chiudere il 2020 con la speranza e il sorriso di un bambino. Ti ringrazio, caro Alfonso e farò tesoro delle parole che mi hai scritto. Belli e veramente originali anche i Presepi. C’è chi lo ha fatto nella lana di un calzino, chi con un’unione particolare di bottiglie. Belli davvero! Poi Valeria che mi ha inviato un disegno con mani che si sfiorano, forse è il simbolo di questa epoca. E’ l’immagine che sintetizza bene le emozioni che stiamo vivendo. Auguri!”. “Ringrazio il piccolo Alfonso per avermi scritto e vorrei lasciare il 2020 proprio con il suo messaggio. Penso che le nuove generazioni non siano una speranza ma siano invece la speranza. In tanti stanno inviando foto, pensieri, riflessioni, poesie aderendo a “Uniti per vincere”, perché è il momento di tenere viva la creatività”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano. Ecco il testo della lettera scritta da un bambino di 10 anni al sindaco: “Caro Sindaco, mi chiamo Alfonso, ho 10 anni. Conosco i sacrifici delle Forze Armate, grazie alle spiegazioni delle maestre ed ai racconti di mia nonna. Penso che i bambini vissuti nell’epoca della guerra siano dei piccoli eroi e che, ora che il mondo si trova a combattere contro questo virus, tocca a noi piccoli dare il buon esempio, rispettando le regole. Io lo so che tu, con le Forze dell’Ordine  – ha scritto il piccolo Alfonso – e con il personale sanitario, ce la stai mettendo tutta. Io, nel mio piccolo, se incontro qualcuno senza la mascherina gli dico “la mascherina”, se incontro qualcuno con la mascherina sotto il naso gli dico “la mascherina messa per bene, coprendo naso e bocca”, se vedo assembramenti dico “distanza e mascherina”. Molti mi regalano un sorriso, soprattutto gli anziani e le ragazze, qualcuno mi risponde che ce l’ha, anche se abbassata sotto il naso o sotto la bocca e qualcuno invece mi risponde in maniera maleducata. Spero nel mio piccolo di esserti utile. Ti saluto con affetto, Alfonso” E c’è un disegno che sintetizza l’epoca che stiamo vivendo con due mani che si sfiorano. E’ il disegno inviato da una ragazza di nome Valeria. “Sono fiero dei giovani di Somma Vesuviana. Tutti hanno del positivo e del creativo dentro come ad esempio Valeria – ha concluso Di Sarno – che partecipando ad “Uniti per vincere” ha creato un disegno con due mani che si sfiorano. Oggi il Covid impone il distanziamento ed è bello vedere che qualcuno invece descriva questo momento con un’immagine così manzoniana nella sua descrizione d’animo. Ma anche i Presepi sono tutti belli. Ad esempio quello di Rosalba, di Anna, di Rosa, di Salvatore. Emerge, il cuore, risalta la semplicità, la voglia di esserci, di raccontare. Ecco, io penso che questo possa rappresentare il mio migliore messaggio di un 2021 all’insegna della voglia di esserci, risocializzando magari meglio di prima perché questa pausa forse ha dato modo di riflettere attentamente sugli affetti personali. A tutti voi ragazzi io dico che l’unità trasmette forza e serenità. Auguri di cuore alla mia città! Auguri di cuore a tutti voi!”. (FONTE FOTO:RETE INTERNET)  

Somma Vesuviana, il Truck fa tappa a S. M del Pozzo: i medici sommesi in prima linea contro il covid

I medici di famiglia sono pronti a collaborare per ottimizzare i tempi e le procedure per lo screening covid.  Grazie all’unità mobile Truck, effettueranno  tamponi in totale sicurezza.    L’accordo per fare i test antigenici rapidi da medici di famiglia e pediatri di libera scelta è stato firmato a fine ottobre. Il costo dei tamponi sarà a carico dello Stato.  Al netto di tutte le polemiche sollevate dai tanti, l’unica certezza è che  è  i medici di medicina generale  non vogliono tirarsi indietro nella battaglia contro il covid, anzi. I medici di medicina generale sono costantemente in campo contro il covid ma hanno anche bisogno di tutelare se stessi e i loro pazienti.  Esistono delle difficoltà oggettive, una tra tutte il fatto che la maggior parte degli ambulatori non sono idonei al distanziamento, non hanno il doppio ingresso. Non solo, in caso di esiti positivi, molti ambulatori rimarrebbero chiusi per sanificazione provocando ulteriori disagi ai pazienti. Inoltre, non va dimenticato l’altissimo numero di contagi tra il personale sanitario e, purtroppo, anche della lunga lista di medici morti per covid . Allo scopo di effettuare i tamponi rapidi in piena sicurezza, i medici del AFT  n 2 del  distretto 48 ASL NA 3 SUD di Somma Vesuviana ,attraverso la MEDICOOP VESEVO, prima Cooperativa di  medici di medicina generale   in Italia, hanno deciso dunque di utilizzare l’unità mobile TRUCK,  un veicolo di diagnosi unico e innovativo in collaborazione con esperti del settore sanitario, che può essere utilizzato per rilevare le infezioni da SARS Cov-2 in modo sicuro e rapido .  Il truck e i  medici di Somma Vesuviana   saranno nella piazza di Santa Maria del Pozzo  martedì 5 gennaio per effettuare tamponi rapidi. Saranno effettuati tamponi a 20 pazienti per ogni medico di famiglia.

L’editoriale del direttore, Addio 2020…

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Mi è più difficile che mai scrivere l’editoriale di fine anno. Un turbinio di emozioni, misto a malinconia, continua ad affollare la mia mente e ogni parola sembra inutile, priva di significato. Davanti ai miei occhi, come del resto davanti agli occhi di tutti , non fanno che passare le immagini del dolore, della paura, della povertà, del vuoto assoluto provocato dal covid 19.

Era il 31 dicembre 2019 quando si iniziò a parlare di una misteriosa polmonite a Wuhan, che poi si sarebbe scoperto essere causata dal coronavirus SarsCov2. Da allora tutto è cambiato in ogni angolo del mondo e il nostro vocabolario si è “arricchito” delle parole” pandemia”, “dpcm”, dropler”, “Rt”, “distanziamento”. In poco tempo i problemi quotidiani, spesso anche i non problemi, hanno ceduto il passo alla paura, all’ansia, al terrore di essere aggrediti mortalmente da un nemico invisibile e pericoloso, insidioso e subdolo. E tra un lanciafiamme e l’altro abbiamo avuto conferma, grazie alle testimonianze di chi lo ha vissuto sulla propria pelle, che il nostro sistema sanitario campano, così come del resto quello di tutta l’Italia, fa acqua da tutte le parti. Nonostante lo sforzo sovraumano del personale sanitario, schierato in prima linea con ritmi estenuanti e mal retribuiti, abbiamo visto file interminabili di ambulanze davanti agli ingressi degli ospedali impossibilitati a lasciare i pazienti perché i posti in terapia intensiva mancano, perché anche le numerose e costose strutture modulari sistemate nei parcheggi dei grandi ospedali non bastano o non sono funzionanti. E dove funzionano mancano i medici.   Ma la verità è stata abilmente manipolata dalla politica politicante tant’è che ci è sembrato, a fine maggio, di essere quasi liberi dal pericolo, liberi e salvi grazie alla “buona” gestione regionale. Ed è sembrato naturale e giusto dare spazio alla campagna elettorale, dimenticando di tutto il resto, abbassando la guardia e girando la testa dall’altra parte. Anzi, da più parti: al centro, a destra, a sinistra…    

Nel frattempo il covid è diventato business: si sono arricchite le aziende produttrici di dispositivi di sicurezza, mascherine, igienizzanti, banchi monoposto e sedie con le rotelle, amuchina, saturimetri, termoscanner,monopattini… Contestualmente, chi già era precario è rimasto tale, le piccole e giovani aziende sono al collasso, in tanti hanno abbassato le serrande per sempre e la lista dei nuovi poveri si è allungata in modo vertiginoso. Teatri, cinema, centri di cultura sono allo stremo. Reinventarsi e adattarsi da remoto non è impresa facile.

 Il covid ha tenuto e continua a tenere banco, ci ha distratti e continua a distrarci da tante situazioni. La politica, che già era svuotata, si è nascosta spesso dietro il covid e ha salvato parecchie poltrone. “Non è opportuno parlare in questo momento”: questo il leitmotiv di quello che resta delle opposizioni, di quanti dovrebbero vigilare sul bene comune. E così grazie alla “somma urgenza” e all’”emergenza sanitaria” sono stati fatti tanti pastrocchi, parecchie gaffe e diverse stupidaggini. Al grido vittorioso de “il covid non ci ferma” è andato in scena il nulla assoluto, l’ordinario, spesso fatto male e in fretta. Nessuno si offenda, chi sceglie di metterci la faccia e di rappresentare la città deve avere anche l’umiltà di accettare le critiche e il buon senso di avvalersi di dirigenti e di tecnici competenti e altamente preparati.  D’altra parte anche noi ci mettiamo la faccia e siamo costantemente sotto la lente di chi vuole insegnarci qualcosa, di chi contesta, chi offende, di chi ci minaccia, di chi addirittura pensa di indispettirci con ridicole “vendette”. Come è strana la politica dei nostri territori! Ci fanno sorridere e ci fanno anche un po’ tenerezza i soliti compagni di merende e ci fanno un po’ pena quelli che, alla faccia della coerenza, da acerrimi nemici diventano improvvisamente amici, in nome di ideali condivisi(??). Le nostre città non meritano la politica mediocre, la politica delle conoscenze, dei favori, dell’approssimazione e della superficialità. Più competenza, più programmazione, formazione continua. I riflettori e il palcoscenico vanno lasciati agli artisti, alla politica le sedi opportune.

È vero: è stato un anno funesto, terribile, difficile ma è altrettanto vero che il 2020 ci ha dato l’opportunità di vivere totalmente i valori familiari, di ripensare ad una nuova e autentica umanità, di dedicare tempo alle persone che amiamo, di riscoprire e di accettare le nostre fragilità, di ritrovare il senso di comunità e della solidarietà. E non è poco. Anzi!

Sereno 2021

[VIDEO] Marigliano, arte e musica danno vita alla speranza: l’iniziativa di Capodanno promossa dai commercianti

“Anno bisesto, anno funesto”, si diceva una volta in un misto di superstizione e tradizione popolare. Il 2020 passerà alla storia come uno dei più funesti anni bisesti, eppure, ancora una volta, nella crisi si è trovato lo spunto per nuove opportunità. A Marigliano, per esempio, le difficoltà hanno permesso di costruire sinergie importanti tra artisti e commercianti, intrecciando il tessuto della solidarietà e rinvigorendo il senso di comunità. Si era iniziato già nella prima fase della pandemia, con il progetto denominato “L’arte per Marigliano”, quando gli artisti locali erano intervenuti in soccorso del settore commerciale, con gli esercenti costretti a lunghe e (per alcuni) drammatiche chiusure. In quel caso un’asta benefica di sostegno a uno dei settori più colpiti dai vari decreti aveva sollecitato la generosità dei cittadini, pronti a offrire un aiuto concreto attraverso l’acquisto delle opere d’arte messe a disposizione per il nobile scopo. Oggi, agli sgoccioli dell’annus horribilis, sono i commercianti a tendere una mano agli artisti, assegnando alla speranza la missione di rilanciare il territorio attraverso un connubio di musica e arte visiva. L’associazione di categoria M.I.A. Marigliano ha infatti promosso per le feste natalizie (in tono minore) l’iniziativa “Riaccendiamo la speranza”, che contempla l’installazione di 6 videoproiezioni nelle zone periferiche della città, con immagini sacre rappresentate sulle facciate delle più importanti chiese, e un videoclip realizzato proprio all’interno di una di esse, il Santuario Madonna della Speranza di San Vito. Lì, lungo la navata dell’edificio di culto, è stata immortalata l’esibizione (rigorosamente a porte chiuse) del duo Tribalafro, composto da Afrodite, voce, e CiakkiCiakki Marrucché (al secolo Giacinto Lo Sapio), percussioni e coro, che per l’occasione hanno interpretato il grande classico di Leonard Cohen, “Hallelujah”, portato poi al successo da Jeff Buckley e qui rilanciato sulla scia della riproposizione offerta dalla cantante inglese Alexandra Burke. Le immagini, curate dal giovane videomaker Lorenzo “Goodman” Buonomo, punto di riferimento per le arti visive in città, trasmettono la potenza espressiva del duo musicale, tesa a veicolare il messaggio di giubilo (intrinseco nella parola hallelujah) lungo le strade spoglie di questo mesto Natale mariglianese. Guarda il video cliccando qui.
“È proprio quando c’è il buio più profondo che scopriamo quanto sia bello credere nella luce. È la luce della Speranza che restituirà ai nostri cuori il coraggio di rialzarsi e di scoprirsi insieme, per sognare e per credere. Questo momento lo abbiamo raccontato così, guardando dall’alto la nostra città, tra le luci e i colori di un tempo sopito, dietro le note di una melodia senza tempo”, commentano dall’associazione dei commercianti il presidente Mimmo Tomo e il vicepresidente Giovanni Leonessa, facendo riferimento anche alle suggestive riprese effettuate con il drone. Il progetto musicale è stato curato da un’eccellenza artistica mariglianese, il rinomato Centro Musica curato dai fratelli Minale, “voce” della città a livello nazionale e internazionale. Proprio nel loro studio è stato registrato il brano, poi incorniciato nelle immagini girate all’interno del Santuario, grazie alla generosa disponibilità dei frati minori. Gli arrangiamenti, cuciti addosso al talento della cantante Afrodite e alle vibrazioni cosmopolite di CiakkiCiakki Marrucché, sono stati curati da Raffaele Minale, mentre Stefano ha provveduto a mix e mastering. Inoltre, le programmazioni ritmiche sono state sviluppate da Salvatore Minale, i flauti sono suonati da Gianni Minale e le chitarre da Claudio Romano.
L’iniziativa ha incassato anche il sostegno morale del Comune di Marigliano, attraverso l’assessorato allo sviluppo economico. Uno sviluppo che è il vero protagonista della speranza messa in campo da artisti e commercianti, ancora una volta insieme a sognare un futuro luminoso per la città.

Somma Vesuviana, il calendario che fa rivivere la storia del territorio

Si rinnova l’appuntamento annuale di Mario Sodano in piazza Vittorio Emanuele III con la pubblicazione della VII edizione del calendario dedicato, stavolta, alle “spigolature” storiche, religiose e civili di Somma Vesuviana.   Somma si racconta era diventato l’appuntamento di fine anno allo Spazio Creattivo di Mario Sodano in Piazza Vittorio Emanuele III, ma il Coronavirus, purtroppo, ha frenato l’abituale presentazione serale. Il calendario di Sodano non solo scandirà i giorni dell’anno, ma ci rivelerà storie ed aneddoti della comunità vesuviana. L’imprenditore – editore, infatti, ha voluto a tutti i costi onorare la sua città, cercando di non far mancare il suo contributo culturale. Un modo questo – sostiene l’autore – di richiamare l’attenzione sul nostro patrimonio storico, civile e religioso. Un progetto ambizioso che ha trovato nel prof. Ciro Raia, illustre storico, la massima adesione e disponibilità. Un’iniziativa editoriale – continua Sodano – ampiamente positiva e  tanto gratificata lungo i primi sei anni di vita, tanto che registra un notevole interesse per i collezionisti e gli appassionati storici. Corredato con foto e immagini, il calendario documenta piccoli e grandi eventi che sono avvenuti sul territorio, rievocando atmosfere, volti e momenti che hanno segnato la comunità. Un viaggio tra antiche masserie, eruzioni vesuviane, chiese, confraternite e sacre rappresentazioni. Spero – conclude Mario Sodano – che il nostro lavoro sia un buon strumento di consultazione per chi voglia approcciarsi alla storia del proprio paese. Verrà distribuito gratuitamente in questi giorni, ritirando una copia presso il Centro Stampa Mario Sodano in piazza Vittorio Emanuele III.

La lunga storia dei pasticcieri ottajanesi: i Pascale, i Menichini, i Ragosta

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Le due ultime principesse di Ottajano decisero di affidare la cucina di Palazzo Medici a due “monzù” napoletani e diedero inizio alla tradizione gloriosa dei pasticcieri ottajanesi. Sebbene proprio l’altro ieri mi abbiano ricordato che sono storico di Ottajano – e forse volevano intendere “solo di Ottajano” -, ho osato citare i Menichini di San Giuseppe, importanti produttori di cioccolato e di confetti, perché la loro attività iniziò quando San Giuseppe era ancora “quartiere” di Ottajano. I Pascale e i Ragosta. Un articolo a parte verrà dedicato ai pasticcieri di oggi.   I Medici di Ottajano non furono famosi, tra i nobili napoletani, per i cuochi e per la cucina: non si preoccuparono di rinnovare, a Napoli e nel Vesuviano, la gloria della loro antenata, Caterina, che da regina insegnò ai Francesi il galateo del banchetto e l’uso delle posate. Anche Luigi de’ Medici volle una tavola sobria e perciò si accontentò dell’arte modesta di Giuseppe, il suo “monzù”. Nella seconda metà del ‘700 i principi ottajanesi presero l’abitudine di preparare, nel parco del Palazzo, “ristori” e rinfreschi per il clero e per i notabili della città che partecipavano alle processioni di San Michele e della Madonna del Carmine: in una relazione del luglio 1768 il segretario del Decurionato di Ottajano scrisse  che Vincenza Caracciolo dei Principi di Avellino, moglie di Giuseppe III Medici, durante la processione della Madonna del Carmine aveva offerto alle Carmelitane venute da Napoli e alle signore ottajanesi biscotti “alle mandorle” e “pasticci con le cerase del Monte”, con quelle ciliegie del Somma di cui i Medici di Ottajano furono grandi produttori e che riservarono solo alla propria mensa e a quella degli amici. Le cose cambiarono con Michele, penultimo principe: la moglie, Giulia Marulli dei Duchi di San Cesario, e le sorelle lo convinsero a dare prestigio alla cucina di palazzo, e questo progetto venne condiviso e sviluppato dalla moglie dell’ultimo principe, Maria Felicita Gallone dei Principi di Tricase, che fu splendida protagonista, come abbiamo già raccontato in altri articoli, della “Belle ‘Epoque” napoletana. Nell’ ultimo ventennio della “dinastia”, tra il 1870 e il 1890, la “cucina” del Palazzo di Ottajano venne affidata ai cuochi napoletani Giovanni Fusco e Antonio Trematerra, “allievi”, probabilmente, di due importanti “Monzù”, Pasquale Marino e suo figlio Vincenzo, che avevano lavorato anche per i Duchi di San Cesario. Quei due cuochi napoletani formarono a Ottajano una vera e propria scuola, perché ebbero un buon numero di aiutanti, Alfonso e Giuseppe Pascale, Francesco Avino, Giuseppe Ricciardi. E quando anche nel nostro territorio le caffetterie incominciarono a produrre “confetti” e dolci, quegli aiutanti aprirono pasticcerie: a Ottajano nel 1902 c’erano sette pasticcieri, Giuseppe Arpaia, Francesco Avino, Pasquale Fusco, forse figlio di “monzù” Giovanni, Alfonso e Giuseppe Pascale, Massimo Prisco e Giuseppe Ricciardi; due erano i “caffettieri pasticcieri” di Terzigno, Luigi Piccolo e Michele Ester, quattro quelli di San Giuseppe, che da quasi dieci anni aveva conquistato l’autonomia: Gaetano Amato, Giovanni Catapano, Alfonso Ambrosio, Enrico Ammendola. Gaetano Amato e Giovanni Catapano a San Giuseppe, e i Pascale a Ottajano, distillavano liquori: Alfonso Pascale diceva che la sua china reggeva il confronto con quella della “Galliano”, la distilleria famosa in tutta Italia. Tutti i pasticcieri ottajanesi erano “confettieri” “perfetti”:producevano non solo “confetture”, torte e dolci di piccolo taglio, ma anche confetti. In un libro sulla storia del cioccolato curato da una prestigiosa ditta di prodotti dolciari si legge che agli inizi del ‘900 la “ditta Menichino di Ottajano” era “la più grande azienda cioccolatiera del Mezzogiorno”. La sua attività era iniziata nel 1885, quando San Giuseppe era ancora “ quartiere di Ottajano”, ma in realtà la Ditta “Menichini Pasquale fu Giuseppe” aveva l’unica sede in San Giuseppe, gestiva  un deposito merci al Porto di Napoli e negli atti trasmessi tra il 1901 e il 1903 alla Camera di Commercio dichiarava di produrre “cioccolato, coloniali, confetture, dolci, liquori”.  Nel 1903 la ditta stipendiava, ufficialmente, 54 tra operai, tecnici e impiegati , di cui 11 addetti esclusivamente alla lavorazione dei confetti. La dinastia dei pasticcieri Pascale durò a Ottaviano fino agli anni’70 del Novecento: la nostra giovinezza venne segnata dai biscotti a mandorla e dalle sfogliatelle di “Panasciutto” e la sua china aveva il posto d’onore nel menù della “Casina Rossa”, il famoso ristorante di Torre del Greco. Intanto volava sempre più in alto la fama dei Ragosta, partita nel 1945 dalla pasticceria di via Roma, che si chiamava “Veseri”. Michele Ragosta, allievo di Caflish, era un artista delle creme e del cioccolato, e i segni di quest’arte sono stati ereditati da un suo allievo, Raffaele Avino “Trinchetto”. I pasticcieri di oggi meritano un articolo a parte: anche essi hanno un posto di prima fila in questa storia luminosa. E dolce.  

Marigliano, 63enne sola e inferma , l’intervento della polizia Municipale

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La polizia municipale, coordinata dal comandante Nacar, intervengono in via Umberto per aiutare una donna  rimasta chiusa in casa.

Intervento in Marigliano, Corso Vittorio Emanuele, civico 96, I piano, una signora di anni 63, allettata e in attesa di intervento chirurgico, restava chiusa in casa. Su richiesta telefonica  pervenuta al Comando Polizia Municipale da parte del fratello dell’inferma che non riusciva ad avere notizie della sorella, una pattuglia si portava sul posto, ove si valutava la necessità di chiedere l’ausilio dei Vigili del fuoco che, prontamente intervenuti, provvedevano ad accedere all’interno dell’immobile ove rinvenivano la signora provata e spaventata. La donna, tranquillizzata dall’arrivo delle forze dell’ordine, non richiedeva l’ausilio del 118.

Aspettando Sanremo Raiuno celebra Loredana Berté, Toto Cutugno, Fiorella Mannoia, Patty Pravo e i Ricchi e Poveri

L’inizio del 2021 per Raiuno sarà caratterizzato da una serie di programmi intenzionati a mettere la musica al centro dello spettacolo. Dalla lettura del cast avevamo già intuito che quest’anno gli autori del Festival di Sanremo, capeggiati dal direttore artistico Amadeus, hanno scelto di portare sulla scena musicale più nazional-popolare molti talenti sconosciuti al grande pubblico, con l’evidente intento di dare uno slancio alla musica italiana in un periodo di grande depressione. A causa del Covid il Festival di Sanremo quest’anno andrà in scena con un mese di ritardo (dal 02 al 06 marzo), nella sua attesa, la Rai, anche per venire incontro ai gusti di un pubblico più intergenerazionale, ha ideato un varietà per celebrare alcuni grandi artisti che hanno fatto la storia della musica italiana. Nei tre sabati di febbraio che precedono Sanremo su Raiuno andrà in onda A grande richiesta, ossia un programma tutto nuovo che la Rai dedicherà integralmente il 13 a Patty Pravo, il 20 a Loredana Berté e il 27 a Toto Cutugno e ai Ricchi e Poveri. L’idea di Stefano Coletta, direttore di Raiuno, è quella di tributare la carriera e il successo di questi grandi nomi che hanno reso importante la musica italiana nel mondo. Grazie ai loro percorsi artistici verranno raccontati anche aneddoti di vita, storie di amicizie e colleghi che, di sera in sera, ci allieteranno con inediti duetti di brani indimenticabili e sempre attuali. Un salto nel passato della nostra storia, non solo musicale, che ci porterà a scoprire come è cambiato il costume del Paese e soprattutto il modo di fare e di interpretare la musica. Un racconto, quello incentrato sulla musica, che Raiuno ha sempre privilegiato nel corso degli ultimi anni e che ha deciso di continuare anche con l’arrivo del 2021. A tal proposito sarà Fiorella Mannoia, a gennaio, a riprendere uno dei progetti del 2017, iniziato con Un, due, tre… Fiorella!. La cantante romana, il venerdì sera, sarà la protagonista di due importanti prime serate il 15 e il 22, per poi lasciare spazio, il 29, alla seconda edizione de Il cantante mascherato di Milly Carlucci, programma di successo che viene riproposto dopo il grande consenso riscosso dalla prima edizione. Insomma per gli appassionati di musica, e non solo, gennaio e febbraio saranno mesi ricchi di importanti appuntamenti televisivi da non perdere… aspettando Sanremo.