Dalla “Didattica a Distanza”  alla  “Didattica a Domicilio” su misura: la formazione conta

Riceviamo e pubblichiamo. Come si può formare un vero professionista pasticciere? Questa la domanda che si sono posti nell’azienda Fabbri 1905, la risposta è ovvia: la formazione. L’esperienza di chi da oltre un secolo produce e lavora ingredienti naturali,  la conoscenza e la qualità produttiva di chi fornisce oltre 2.000 referenze a migliaia di gelatieri, pasticceri e bartender nel mondo. Fabbri Master Class è stata pensata per poter trasmettere tante sfumature di un mestiere bello e gratificante come quello del gelatiere, del pasticcere e del bartender. Ora la “Didattica a Distanza” si è trasformata in “Didattica a Domicilio”: DAD. L’iniziativa di Fabbri 1905 trasforma la sua formazione in Master Class “a domicilio”  su misura del cliente. Il progetto Master Class “a casa tua” è partito  ad ottobre 2020 e sono stati già realizzati  40 corsi  in tutta Italia. Dalla Sardegna alla Lombardia, dal Veneto all’Emilia, dal Lazio alla Campania. Gli insegnanti  – Brand Ambassador Fabbri  – coinvolti, tutti professionisti di alto profilo, hanno formato i colleghi sulle nuove tecniche e tendenze del mondo del dolce e del bere, come ad esempio: la pasticceria sottozero, le proposte invernali per il gelato, le monoporzioni, ma anche la caffetteria “miscelata”. Se non è possibile andare a scuola allora è la scuola che viene da te: perché la formazione, specialmente in un momento di crisi, è l’arma più potente per immaginare una nuova ripartenza. Questa la filosofia di Fabbri 1905, che in tempo di distanziamento sociale e saracinesche abbassate ha deciso di avviare Master Class “a domicilio” per i professionisti del fuori casa, una delle categorie più colpite dall’emergenza. Una visione che l’azienda bolognese porta avanti da vent’anni, quando per prima in Italia ha avviato una vera e propria scuola professionale per aiutare bartender, pasticceri e gelatieri ad acquisire nuovi strumenti e individuare le nuove tendenze del mercato. Un servizio che in tempo di Covid si trasforma ed evolve: non solo lezioni a domicilio, ma anche realizzate sulle esigenze del singolo professionista,  sempre garantendo in maniera rigorosa il rispetto delle normative e della sicurezza. Sulla  caffetteria “miscelata” si è specializzato Pasquale Gazzillo, bartender del Vittoria Different di Casoria,  cittadina  dell’hinterland napoletano  dove l’emergenza sanitaria  non frena  il suo entusiasmo: «usciremo dalla pandemia più forti di prima e capaci di offrire al cliente qualcosa in più», ha riferito Gazzillo. Del resto è questa la filosofia del suo bar, che vuole essere “Different” non solo nel nome: «il locale è nato distinguendosi dalla concorrenza grazie al suo laboratorio di pasticceria interno e al bistrot, che offre una scelta di vini e bollicine di alto livello. L’angolo cocktail era però  un po’ trascurato». Poi l’incontro, in piena pandemia, tra il titolare del bar e Pasquale e la scelta di rendere “Different” anche il night bar, investendo in questo periodo  in cui pochi imprenditori se la sentono di rischiare. Così entrano in menù i cocktail “giocosi”, con un’anima, che stupiscono e dialogano con il cliente. «Mi hanno insegnato che prima si beve con gli occhi e poi si deve cercare di comunicare, di lasciare un’emozione» asserisce saggiamente Gazzillo. Un percorso di crescita che si interrompe quasi sul nascere: salgono i contagi e si deve chiudere alle ore 18, che per un cocktail bar equivale a non aprire affatto. «Un duro colpo che però, grazie all’incontro con Fabbri, può trasformarsi in una  nuova opportunità». Pasquale, da 3 anni affezionato cliente dell’azienda bolognese,  ho cambiato 15 bar «ma mai sognerei di cambiare fornitore» dice  aprendo le porte del bancone al pluripremiato Brand Ambassador Vittorio Agosti, maestro della caffetteria italiana, che ha dichiarato:  «Abbiamo scelto una Master Class incentrata sulla caffetteria per coinvolgere e formare quasi tutto il personale del bar. Il risultato è stato entusiasmante: il nostro cliente scoprirà presto che il caffè non è solo espresso. Può essere un cocktail, un ingrediente versatile con cui giocare con consistenze, colori e aromi capaci di stupire anche i più scettici». 

Casamarciano, fuori il bando per il servizio civile universale

Riceviamo e pubblichiamo.
Dodici volontari per il servizio civile universale al comune di Casamarciano.
L’amministrazione comunale con l’assessore alle politiche giovanili, Pietro Tortora, partecipa al bando nazionale per il reclutamento di 12 ragazzi di età compresa tra i 18 ed i 28 anni che saranno impiegati in progetti che riguardano il sociale e l’ambiente.
Le domande dovranno essere presentate entro l’8 febbraio 2021.
Due i bandi predisposti: “Task-abile” che punta a supportare le persone con disabilità nella realizzazione di attività fondamentali per la loro piena integrazione nella società civile e “Terra dei Fuochi” per favorire percorsi di controllo e monitoraggio sul territorio tesi a rafforzare l’azione di contrasto agli atti di illegalità.
Entrambi i progetti avranno una durata di dodici mesi per 25 ore settimanali e con un compenso mensile pari a 439,50 euro.
“Un’opportunità per i nostri ragazzi di avvicinarsi al tessuto sociale cittadino e di conoscere le esigenze di questa comunità – spiega l’assessore Pietro Tortora – ma anche l’occasione di maturare un’esperienza lavorativa retribuita a stretto contatto con la cosa pubblica, un tassello sicuramente importante in questo periodo di profonda crisi economica. Auspico una bella risposta da parte dei giovani di Casamarciano”.
“Il nostro impegno per le politiche giovanili è un obiettivo che non perderemo mai di vista, anzi, sarà tra le azioni portanti di questa amministrazione comunale – aggiunge il sindaco Carmela de Stefano – Lavoriamo su due settori, sociale ed ambiente, fondamentali per la crescita e lo sviluppo del territorio ed in particolare di questa comunità che vogliamo diventi modello virtuoso dell’intero hinterland”.
Il bando è consultabile sul sito istituzionale del comune.

Ore 12: l’Auchan di Nola ha chiuso, lavoratori in lacrime. 100 addetti in cig a zero ore

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“L’Auchan di Nola chiude definitivamente: ringraziamo i nostri clienti che ci hanno sempre sostenuto e auguriamo a tutti buon anno”. Mentre la speaker del reparto accoglienza dava dai microfoni il tristissimo annuncio, tra i commessi dell’Auchan di Nola c’è  stato chi non ha potuto trattenere le lacrime mentre le saracinesche dell’ipermercato, ormai spoglio di ogni merce, si abbassavano, a mezzogiorno. E così i 100 addetti alle vendite della struttura ubicata nel centro commerciale Vulcano Buono, dopo 13 anni di sacrifici, tanto lavoro e salari bassi sono stati messi tutti in cassa integrazione a zero ore dall’azienda, la Margherita Distribuzione, una controllata della Conad. E’ la mazzata occupazionale e produttiva più grave inferta in un colpo solo negli ultimi due decenni nel territorio a oriente della provincia di Napoli. Una chiusura che si è consumata un giorno prima del Capodanno 2021 e al termine di un 2020 terribile nel corso del quale,  nonostante la pandemia da Coronavirus dilagante, gli addetti dell’ipermercato hanno comunque dovuto lavorare ogni giorno per garantire la vendita al dettaglio dei generi alimentari. Madri e padri di famiglia sono stati messi alla porta dopo aver lavorato dal 2007, anno dell’inaugurazione, tutti i sabati e le domeniche nonché i festivi. Dipendenti che hanno sacrificato la loro vita e quella dei loro cari, soprattutto a causa dei salari bassi e dei turni di lavoro praticamente impossibili. E tutto per un pugno di mosche, per ritrovarsi senza lavoro nell’indifferenza più assoluta della politica e di tanta gente. Istituzioni assenti, a ogni livello. Intanto l’ipermercato non è stato acquisito da nessun’altra azienda. Il salvataggio quindi non è affatto cosa certa. C’è una trattativa, secondo quanto fatto sapere dai sindacati, che starebbe interessando due potenziali acquirenti. Ma non è stato ancora deciso niente e non si sa ancora se questa trattativa andrà a buon fine o meno per cui al momento i dipendenti si trovano sottoposti a un forte rischio. Il timore, grandissimo, è legato alla decisione del governo di sbloccare i licenziamenti, finora sospesi a causa della pandemia, a partire dal prossimo marzo. “Intanto – spiega una commessa in lacrime – dovremo da subito rinunciare al nostro stipendio, comunque basso, di circa 900 euro al mese. La cassa integrazione a zero ore sarà infatti di circa 550 euro. Ora però stiamo tremando per il nostro futuro. Siamo l’unico dei quattro ipermercati della catena Auchan della Campania che non ancora raggiunto un accordo definitivo un compratore”. Gli iper di Mugnano, Pompei e Giugliano hanno invece già trovato chi li acquisirà. Anche questi altri tre impianti hanno chiuso ma per una ristrutturazione di qualche mese finalizzata a una riapertura certa. A ogni modo anche qui i problemi sono grossi. Le società subentranti vogliono ridurre il personale di quasi la metà. E con lo sblocco dei licenziamenti potranno avere gioco facile. “L’azienda alla fine ci ha abbandonato”, ha detto dai microfoni una commessa dell’Auchan di Pompei nel discorso di commiato di oggi.

L’intervista: Serena, studentessa di Pomigliano che prima del trapianto ha sfidato il Covid

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Ha dovuto lasciare la scuola già nel novembre del 2019 per entrare in un letto d’ospedale. Ma la parola “arrendersi” non fa parte del vocabolario di Serena Piccolo, giovane studentessa di Pomigliano. Nonostante l’incombente malattia al midollo la ragazza, 18 anni quest’anno, ha continuato a studiare durante i lunghi ricoveri e le terapie.   Serena ha anche organizzato insieme con papà Carmine e mamma Carmela una campagna pubblica per chiedere aiuto, per riuscire a trovare un midollo compatibile col suo. Insomma, c’ ha messo la faccia Serena, con tanto coraggio, pubblicando le foto del suo purgatorio. Lo stesso coraggio che a giugno l’ha spinta a volersi recare di persona a scuola per affrontare uno degli appuntamenti più importanti della vita, l’esame di Stato. La ragazza avrebbe potuto evitare di sostenere la maturità in presenza. Le sarebbe bastato collegarsi a distanza con un pc, tenendosi in questo modo lontana dal rischio, elevatissimo, di contrarre il Covid. Ma lei ha voluto dare un segnale di riscossa a se stessa e agli altri per cui ha lasciato la casa famiglia di Roma in cui si trovava ospitata in attesa del trapianto e si è presentata puntuale davanti alla commissione d’esame del liceo scientifico Imbriani di Pomigliano. Per tutti questi motivi il presidente Mattarella lunedi sera le ha comunicato al telefono, attraverso i suoi segretari, il riconoscimento di Cavaliere della Repubblica.  “Per la verità – racconta Serena – i medici mi hanno sconsigliato di andare a sostenere l’esame in presenza a causa del rischio di contrarre il Covid. Ma io volevo fortemente tornare là, vedere i professori, i compagni. Non vedevo la scuola dalla fine di novembre del 2019 a causa dei continui ricoveri e delle cure”. A ogni modo la giovane ha un’idea precisa sul fatto che il Covid costringa le scuole a rimanere chiuse. “Da persona immunodepressa – risponde – sono d’accordo sul fatto che le scuole debbano stare chiuse durante il Covid. Le scuole sono uno dei principali mezzi di contagio, che non si diffonde tanto nelle classi ma che si diffonde quando i ragazzi finiscono le lezioni ed escono”. Serena Piccolo ora sta bene. Si è iscritta all’università e continua a studiare come una matta. Intanto ci si chiede cosa si aspetti da questo riconoscimento di  Sergio Mattarella. “Innanzitutto – chiarisce – non mi aspettavo questo riconoscimento perché penso sia del tutto normale combattere per la propria vita e fare in modo che gli altri sappiano che possono salvare le vite altrui. Da questo riconoscimento mi aspetto solo di credere un po’ più in me stessa e di dedicare una considerevole parte della mia vita agli altri propagandando la mia esperienza, che può aiutare qualcuno”. Ecco l’intervista concessa ieri da Serena Piccolo Ci racconti il momento in cui hai saputo del riconoscimento ? “Lunedi sera, alle 7, hanno chiamato i carabinieri a casa. Ha risposto mia mamma. Ci hanno detto che sarebbero venuti qui. Per la verità ci siamo un po’ preoccupati perché non ci hanno detto il motivo. Pochi minuti dopo però è arrivata un’altra telefonata, chiamavano dal Quirinale. Una signora ci ha spiegato la decisione del presidente ma io pensavo fosse uno scherzo perché non ce l’aspettavamo. Ma poi abbiamo controllato e verificato: era tutto vero. Al telefono la segretaria del presidente Mattarella mi ha però anticipato che la cerimonia di conferimento del riconoscimento si potrà tenere sul posto, al Quirinale, solo quando la pandemia si sarà placata”. Ma tu hai subito capito il motivo per cui ti hanno premiata ? “No, anche perché come io sono stata malata ci sono state e ci sono tante altre persone, che combattono ogni giorno. Ma dal Quirinale ci hanno spiegato che sono due le cose che hanno caratterizzato la mia storia, la campagna messa in campo prima del Covid per trovare un donatore di midollo osseo compatibile, campagna nel corso della quale c’ho messo la faccia con le foto che mi ritraevano mentre più di mille persone manifestavano in strada per me, e la mia scelta deliberata di andare a sostenere l’esame di Stato nella mia scuola e non attraverso la didattica a distanza” Ho saputo che sei stata molto tempo negli ospedali… “ Sono stata prima al Cardarelli, per tre settimane, da fine novembre alla metà di dicembre del 2019, poi dal 12 gennaio mi hanno ricoverata al Bambino Gesù di Roma. Lì mi hanno applicato una terapia per tre mesi, che è fallita. Poi sono stata dimessa per essere ospitata in una casa famiglia insieme a mio padre nell’attesa del midollo compatibile. Alla fine per fortuna il midollo compatibile si è trovato e sono stata di nuovo ricoverata per il trapianto da metà agosto fino a una buona parte del settembre di quest’anno” Nel frattempo ti sei diplomata… “Si, al liceo scientifico Imbriani di Pomigliano. Mi trovavo nella casa famiglia di Roma quando mi si è posta davanti la scelta o di affrontare l’esame nella scuola o di farlo a distanza. I medici mi hanno sconsigliato di andarlo a sostenere in presenza per motivi legati al rischio elevato di contrarre il contagio Covid. Ma io volevo fortemente tornare là, vedere i professori, i compagni. Non vedevo la scuola dalla fine di novembre del 2019 a causa dei continui ricoveri e delle cure. Da un giorno all’altro mi sono dovuta allontanare dalla mia vita di tutti i giorni, che era quella di andare quotidianamente a scuola.  Dovevo tornarci per forza, peraltro in uno dei momenti più importanti della mia vita” Cosa pensi del fatto che la scuola resti sempre chiusa a causa del Covid ? “Da persona immunodepressa sono d’accordo sul fatto che le scuole debbano stare chiuse durante il Covid. le scuole sono uno dei principali mezzi di contagio, che non si diffonde tanto ma che si diffonde sicuramente quando i ragazzi finiscono le lezioni ed escono” Che ti aspetti da questo riconoscimento che ti ha conferito il presidente della Repubblica? “Innanzitutto non mi aspettavo questo riconoscimento perché penso sia del tutto normale combattere per la propria vita e fare in modo che gli altri sappiano che possono salvare le vite altrui. Da questo riconoscimento mi aspetto solo di credere un po’ più in me stessa e di dedicare una considerevole parte della mia vita agli altri propagandando la mia esperienza, che può aiutare qualcuno”    

Garante disabili, Paolo Colombo: “Piano vaccinale, la priorità per le persone con disabilità”

Riceviamo e pubblichiamo. lI Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania, l’avv. Paolo Colombo, avendo ricevuto numerose segnalazioni in tal senso, chiede che venga espressa con chiarezza, nel piano vaccinale, la priorità da dare alle persone con disabilità. “La somministrazione del vaccino – dichiara il Garante – deve essere destinata, in particolare, agli ospiti delle “Residenze sanitarie per disabili” e dei “Centri diurni per disabili”, considerato il rapporto “Abbandonati” di Amnesty International che ha rivelato che in queste strutture vi sono violazioni e mancata tutela del diritto alla vita, alla salute e alla non discriminazione dei pazienti anziani e dei disabili da parte delle istituzioni, considerando soprattutto l’alto rischio dell’insorgere di focolai in queste strutture e la particolare fragilità degli ospiti.” “Occorre la garanzia e il pieno accesso alle cure e alla salute in condizione di sicurezza ed agibilità anche rispetto alle differenti disabilità, a partire dai futuri vaccini che dovranno essere garantiti per tutte le persone con disabilità e alle persone con quadri clinici di particolare rischio, e non solo per coloro che si trovano in stato di ricovero, nel rispetto della loro libertà di scelta individuale e di quella delle loro famiglie.”  “In una seconda fase della campagna vaccinale – continua l’avv. Paolo Colombo – sono stati indicati dal Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 i “soggetti più fragili” come i destinatari delle dosi di vaccino insieme ai soggetti in età avanzata e a quelli con patologie gravi preesistenti. Non è però ancora a tutti chiaro se in questa definizione rientrino le persone con disabilità grave e non autosufficienti, nonché coloro che usufruiscono dell’assistenza domiciliare integrata. Queste persone sono doppiamente esposte al pericolo di infezione, sia perché le condizioni mediche possono determinare in molti casi un peggioramento del decorso della malattia da Covid-19, sia in riferimento ad un quadro più complesso, che investe la più ampia sfera di vita delle stesse persone e di chi se ne prende cura e carico. Vanno quindi considerate fra quelle da sottoporre a vaccinazione con carattere di priorità.” “Sotto questo aspetto dovrebbe anche essere considerato che nelle persone non autosufficienti e con disabilità psichica il rischio di contagio è particolarmente elevato, considerata l’estrema difficoltà nel rispettare rigorosamente le misure di sicurezza nel contesto quotidiano. Allo stesso tempo, la scarsa propensione alla collaborazione di queste persone, soprattutto nel momento in cui sono private dell’assistenza di chi se ne prende normalmente cura, si rivela un fattore di rischio in più, soprattutto in àmbito ospedaliero (ad esempio in caso di ricovero per infezione da Covid-19)”. “È quindi importante – conclude il Garante – che tali necessità siano tenute nella giusta considerazione nella predisposizione dei piani e che, nella stessa comunicazione istituzionale sia data rassicurazione sul fatto che la priorità sarà estesa anche alle persone con disabilità ospitate nelle strutture e a coloro i quali rientrano, fra le categorie più vulnerabili a prescindere dal dato anagrafico.” 

Covid, Confapi: al Sud a rischio 1 impresa su 3

Riceviamo e pubblichiamo.

«Dai comportamenti del governo traspare un assoluto disorientamento per quanto riguarda le fasi di messa in sicurezza delle imprese e del circuito produttivo nazionale».

Queste le parole di Raffaele Marrone, presidente Confapi Napoli, a commento dell’ultimo report Istat sulle imprese in piena emergenza Covid e sulle misure che intende mettere in campo l’esecutivo.

Nel dettaglio emerge che circa 73mila imprese, che pesano per il 4% dell’occupazione, hanno dichiarato di essere chiuse: e di queste 17mila prevedono di non riaprire (l’1,7% delle imprese pari allo 0,9% degli occupati). Tra le imprese attualmente non operative, quelle presenti nel Mezzogiorno sono a maggior rischio di chiusura definitiva: il 31,9% di quelle chiuse (pari a 6mila unità) prevede di non riaprire, rispetto al 27,6% del Centro, al 23% del Nord-ovest e al 13,8% del Nord-est (24% in Italia).

Un quadro estremamente negativo, a fronte del quale, secondo Marrone, «non sembra esserci alcuna possibilità, ma soprattutto capacità, di risolvere i problemi atavici della Campania, del Sud Italia e, più in generale, dell’intero Paese»«È impensabile – prosegue – che si voglia parlare seriamente delle risorse del Recovery fund e del Next Generation Eu senza aver prima aver eliminato ostacoli come la palude burocratica in cui le nostre imprese finiscono con l’affondare. I tempi per ottenere incartamenti, licenze, autorizzazioni sono lunghi, estremamente complessi e per nulla garantiti. E questo si traduce in un rallentamento dell’attività produttiva e delle capacità di sviluppo dei territori».

Marrone sottolinea inoltre «il rapporto conflittuale tra la giustizia e il mondo delle imprese», evidenziando come una riforma si renda «necessaria» al fine di «rendere certi e rapidi i tempi di risposta del sistema giudiziario». E ancora «l’abbattimento delle tasse». Secondo il numero uno di Confapi Napoli, infatti, «serve una pausa fiscale per l’emergenza Covid, ma ci deve essere anche una razionalizzazione di tutto il sistema fiscale che incombe come una spada di Damocle sulle Pmi».

Più ad ampio raggio, quindi «c’è la necessità di predisporre una riforma strutturale della Pubblica Amministrazione che sia di supporto e non di ostacolo all’imprenditoria. La verità è che finora nessuno si è assunto la responsabilità di pianificare un programma dettagliato e soprattutto omogeneo delle cose da fare limitandosi piuttosto a sterili tentativi che non hanno portato ad alcun risultato concreto. Solo dopo aver fatto tutto ciò – conclude Marrone – si potrà parlare seriamente delle risorse che arriveranno e si potranno salvare le nostre imprese».

Acerra, buoni spesa, vantaggi per chi spende sul territorio e sostegno al commercio locale

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Acerra, il Sindaco Lettieri annuncia: doppio vantaggio per chi spende i buoni spesa ad Acerra, sostegno al commercio locale con la riduzione delle commissioni al 5% per gli esercenti, per i cittadini un’ulteriore integrazione del 13% per chi si reca nei negozi locali Importanti novità sui “buoni spesa” del Comune di Acerra, ad annunciarlo il Sindaco Raffaele Lettieri sulle pagine social, con la finalità di sostenere il commercio locale: chi spenderà i “buoni spesa” nei negozi del territorio comunale riceverà successivamente un’integrazione, che ammonterà al 13% di quanto speso sul territorio Comunale. Con Delibera di Giunta  n.133 del 24 dicembre 2020 le attività commerciali della Città di Acerra, nelle quali saranno spesi i buoni per il sostegno alimentare avranno uno sconto del 10% sulle commissioni da pagare, In pratica gli esercizi commerciali che prima pagavano il 15% di commissioni, pagheranno solo il 5%. Inoltre i cittadini interessati, che in questi giorni stanno completando le procedure di richiesta per il sostegno alimentare, riceveranno una pec di risposta, sia nel caso in cui sia stata accolta la richiesta, sia se respinta. “Per gli acerrani – spiega il primo cittadino – abbiamo deciso per un ulteriore buono spesa pari al valore del 13% di quello che è stato assegnato loro e che spenderanno in questo periodo nei negozi del territorio accerrano. Tutto avverrà con pec evitando assembramenti ma garantendo comunque i servizi. Insomma, invito tutti i cittadini a spendere i buoni spesa ad Acerra, ci sarà un doppio vantaggio: conservando gli scontrini, successivamente, si potrà chiedere un’ulteriore integrazione del valore di 13% di questo sostegno speso in città e inoltre sosterremo il commercio locale”.

Aggressione all’ex poliziotto cieco, il Comune si costituirà parte civile. Il sindaco: “Acerra premia chi denuncia”

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Acerra, incontro tra il Sindaco Lettieri, Presidente del Consiglio comunale Piatto, il presidente dell’Osservatorio per la disabilità “La Battaglia di Andrea” ed i rappresentanti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. “Acerra premia chi denuncia” Si è svolto questa mattina presso il Castello dei Conti del Comune di Acerra l’incontro tra il Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri, il Presidente del Consiglio comunale di Acerra Andrea Piatto, Asia Maraucci, presidente dell’Osservatorio per la disabilità “La Battaglia di Andrea”, Mario Mirabile e Giuseppe Fornaro, rispettivamente Presidente di Napoli e Consigliere Nazionale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). Durante la riunione si è discusso dell’episodio di violenza ai danni del poliziotto Giacomo Pietoso, avvenuto lo scorso 20 dicembre, colpito in strada da colpi di pistola ad aria compressa. Il primo cittadino di Acerra ed il Presidente del Consiglio comunale hanno sottolineato che in occasione della fine dell’anno proporranno Giacomo Pietoso per un segno di riconoscimento civico quale esempio “per aver denunciato l’episodio delinquenziale. Acerra premia chi denuncia, la denuncia è l’unica risposta che abbiamo per il rispetto dei diritti di tutti”. Inoltre le massime cariche cittadine hanno anche annunciato che “nel costituendo Osservatorio sulla criminalità del Comune di Acerra inviteranno a far parte anche un rappresentante delle persone diversamente abili”.  “Il Sindaco Lettieri ha dimostrato molta sensibilità e molto interesse nel caso specifico – dichiara Asia Maraucci – ci ha assicurato che quando questi delinquenti saranno individuati e processati, il Comune di Acerra si costituirà parte civile e che continuerà a collaborare con le Forze dell’Ordine che stanno indagando per identificare e fermare i responsabili, noi non ci fermeremo – prosegue Maraucci – ci batteremo con tutte le nostre forze per assicurare alla giustizia i colpevoli, ottima l’idea dell’Osservatorio della criminalità ed ottima l’idea di invitare a farne parte un rappresentante dei diversamente abili, dal nostro canto – conclude Maraucci – candidiamo Giacomo Pietoso, già uomo di legge e cittadino dall’alto senso civico”. Dello stesso pensiero il Consigliere Nazionale dell’Unione Ciechi Italiani Giuseppe Fornaro che commenta: “Sono soddisfatto dell’incontro avuto questa mattina perché il Sindaco si costituirà parte civile, perché le istituzioni sono vicine alle persone disabili. L’indifferenza delle persone ci fa male. La punizione che riceveranno i colpevoli, oltre ad essere atto dovuto, sia anche da monito per il futuro e da deterrente, perché se oggi ci girassimo dall’altra parte, autorizzeremmo altri a gesti di emulazione”.  

Pomigliano, il Presidente Mattarella conferisce l’Onoreficenza al Merito a Serena Piccolo

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha premiato con un’onorificenza al Merito della Repubblica 36 persone, tutte dedite all’impegno civile, alla solidarietà, alla cooperazione, al volontariato e ad altri ambiti del sociale. Tra queste, c’è anche Serena Piccolo, la più giovane con i suoi 18 anni, originaria di Pomigliano D’Arco che lo scorso agosto ha ricevuto un trapianto di midollo a causa della rara malattia da cui è affetta, l’aplasia midollare. Una storia che abbiamo già raccontato, quella di Serena, ma che merita di essere posta all’attenzione di tutti ancora una volta. Ricoverata al Bambin Gesù di Roma già da diverso tempo, lo scorso giugno Serena decide di lasciare temporaneamente l’ospedale e tornare nella sua Pomigliano per sostenere l’esame di maturità in presenza insieme ai suoi compagni, nonostante il consiglio dei medici di svolgerlo a distanza. Una storia che ci aveva commosso già all’ora ma che oggi chiude definitivamente un cerchio maledetto con un titolo decoroso come quello appena ricevuto. Si, perché Serena da oggi, grazie alla forza, alla tenacia, alla sua forza d’animo e al sorriso che ha sempre avuto stampato sul volto durante tutto il suo percorso, è “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica“.

Cemento e inchieste a Pomigliano: il tribunale dice no al dissequestro dell’ex cinema Mediterraneo

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Dalle indagini del comandante della polizia municipale, Luigi Maiello, e della procura di Nola stanno emergendo elementi sempre più inquietanti. Un’attività edilizia enorme nel territorio della città delle fabbriche           Cemento e inchieste: il tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di dissequestro avanzata dai costruttori del cantiere nell’area dell’ex cinema Mediterraneo, il cinema del centro storico in disuso da decenni. Il cinema era stato abbattuto durante la campagna elettorale estiva per fare posto a un condominio di 60 appartamenti da circa 300mila euro ad unità immobiliare. Ma i lavori per la costruzione nel centro vecchio del grande condominio in stile americano restano fermi: sigilli intatti a causa di una serie di sospette irregolarità nell’ambito dell’iter che ha portato al rilascio delle autorizzazioni. Finora nel cantiere di via Fiume è stata realizzata solo una piccola parte del progetto edilizio la cui licenza era stata rilasciata dal Comune ai sensi della legge sul piano casa. Nel frattempo le prossime licenze da erogare sempre sulla base del piano casa sono state bloccate dall’ente. I sospetti ormai si moltiplicano per cui è stata resa necessaria una verifica attenta delle autorizzazioni di circa 200 appartamenti. Altre centinaia di alloggi moderni sono già stati costruiti negli ultimi dieci anni sventrando e super affollando, proprio in tempi di Covid, i cortili del centro storico di Pomigliano. Ora però il comandante della polizia municipale, Luigi Maiello, e la procura di Nola hanno avviato un’inchiesta su questa enorme attività edilizia consumata in un clima di omertà diffusa. Lo scandalo è inziato ad emergere il 7 ottobre, quando il Tar, su richiesta del parroco della chiesa madre, don Peppino Gambardella, ha dichiarato illegittima la licenza edilizia per un condominio in costruzione in via Firenze, un palazzo sorto su un antico edificio raso al suolo, un condominio il cui rustico ha quasi dimezzato il vicolo su cui è spuntato. L’11 novembre il comandante Maiello ne ha ordinato la demolizione. Non è finita. Il  2 dicembre il colonnello ha sequestrato il cantiere del condominio di via Fiume, per il quale il Riesame ha appena disposto il mantenimento dei sigilli e il 18 ha messo a segno una stessa operazione nel cantiere dell’ex pastificio Russo, dove si sta realizzando un ipermercato. Nel caso di via Fiume sono indagati per falso, tra gli altri, il titolare della ditta di costruzioni e un’architetta di Pomigliano. La stessa architetta è indagata anche nell’ambito dell’indagine sul pastificio Russo, basata su un presunto smaltimento illecito di rifiuti speciali prodotti dalla demolizione della ex industria alimentare dismessa nel 2012.