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Marigliano, l’amministrazione adotta il programma triennale dei lavori pubblici


Marigliano, staZIONe UtOpiA è morta: viva staZIONe UtOpiA! Intervista al collettivo che lotta per i beni comuni in città


Le loro attenzioni, le cure e le premure avevano trasformato il piccolo spiazzo, portando bellezza laddove l’incuria aveva generato solo degrado. Nel febbraio del 2018, grazie a una copiosa quanto insolita nevicata, il luogo aveva assunto per qualche ora sembianze quasi fiabesche: ciononostante, per la favola di staZIONe UtOpiA non è previsto un lieto fine. Il collettivo, nel corso degli anni, aveva anche provato a proporre una modifica del regolamento per la gestione inventariale dei beni mobili e immobili del Comune di Marigliano: tutto, però, si è risolto in una serie di incontri con alcuni esponenti dell’amministrazione (citiamo l’architetto Pino Napolitano, ex assessore all’urbanistica) che non hanno favorito la continuità del progetto, sulla scia di quanto fatto nel 2011 dal Comune di Napoli, che ha introdotto nello Statuto la categoria giuridica “bene comune”.
Una dialettica che potrebbe riprendere con la nuova amministrazione, nella quale per la prima volta è presente un assessorato per la rigenerazione territoriale. Questo, almeno, è l’auspicio: coniugare le istanze propositive di chi da anni si impegna per il territorio alle buone pratiche politiche che sicuramente chi governa intende mettere in campo per la città. Cemento a Pomigliano: ancora sequestri. Indagati un politico e sua moglie
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Buio sulle discariche di Pomigliano visitate da Costa. Fare Ambiente scrive al sindaco
La popolazione locale lancia l’appello all’ “eliminazione dei mostri” da case e palazzi
Di solito si tende a pensare che il disastro ambientale appartenga alla confinante Acerra oppure ad altri comuni limitrofi e che non coinvolga anche la Pomigliano divenuta nel tempo epicentro dello shopping, della movida e del dibattito politico nazionale. Ma non è così. Qui tanto per fare un esempio c’è una bomba di 40mila metri quadrati, incastrata tra case e palazzi. E’ la grande discarica abusiva di Masseria Chiavettieri. “Finora sono rimasti tutti a guardare: liberateci da quel mostro”, l’appello lanciato dagli abitanti della zona. Una situazione giunta al punto di non ritorno. Proprio di recente la presidente del laboratorio nolano di Fare Ambiente, Anna Rea, ha scritto al sindaco Gianluca Del Mastro e all’assessore all’ambiente, Mariangela D’Auria. Obiettivo: fare il punto su tutto quanto e istituire finalmente una consulta comunale apposita. “Il pericolo è l’immobilismo – spiega Rea – la paura nella popolazione è aumentata ora che l’Istituto Superiore della Sanità e la procura di Napoli Nord hanno stabilito per la prima volta il nesso causale tra la presenza dei rifiuti e l’insorgenza dei tumori”. La discarica di Masseria Chiavettieri e quella di Masseria Fornaro sono state sequestrate dai carabinieri forestali rispettivamente a marzo del 2020 e a novembre del 2019. Da allora il nulla. Non sono stati fatti i carotaggi chiesti dalle forze dell’ordine alla magistratura e il Comune non ha firmato ordinanze di bonifica o di rimozione dei rifiuti in danno ai proprietari dei suoli. Nel frattempo ieri l’assessore D’Auria ha annunciato che “farà una ricognizione e che entro un paio di giorni potrà rispondere”. Insomma, la faccenda è di quelle non proprio al centro della massima attenzione. Eppure l’allora ministro dell’ambiente, Sergio Costa, ha ispezionato per ben due volte le discariche di Pomigliano. La prima volta è stata a settembre dell’anno scorso, quando è giunto proprio davanti allo sversatoio di Masseria Chiavettieri: un invaso di chissà quali schifezze interrate su cui si erge una collinetta di scarti di ogni genere tra cui traverse ferroviarie intrise di creosoto, bitumi e amianto. La seconda visita di Costa risale a un paio di settimane fa, quando l’ex esponente del fu governo Conte ha consegnato 30 telecamere da installare nel territorio. In quell’occasione è stata fatta anche un’ispezione all’area di Masseria Ciccarelli Fornaro, dove un giorno si e l’altro pure si continuano a sversare abusivamente rifiuti e dove c’è un problema di ricaduta delle polveri da dare i brividi. Già, le polveri. Tralasciando per il momento il fatto che a Pomigliano di discariche abusive ce ne siano a bizzeffe è anche la questione della qualità dell’aria a preoccupare molto. Ieri l’Arpac ha diffuso gli ultimi dati. Le centraline di monitoraggio stanno impazzendo dappertutto. Dall’inizio dell’anno, cioè da appena una cinquantina di giorni, i superamenti dei livelli di PM10 ammontano a 31 a San Vitaliano, 19 ad Acerra, 15 a Volla e 13 a Pomigliano. Il limite massimo annuale stabilito per legge è di 35 sforamenti. E non si sa che pesci pigliare. Basti pensare che non funzionano più le altre centraline che potrebbero dare un quadro più dettagliato dei livelli di PM10. Sono quelle fatte installare sul municipio anni fa dalla precedente amministrazione comunale: non producono dati da nove mesi di fila, da maggio dell’anno scorso. Discariche, polveri sottili ma non solo. Si è aggiunto il sospetto che negli ultimi anni la città sia stata sepolta da una valanga di cemento abusivo: licenze edilizie taroccate per centinaia di nuovi appartamenti.Somma Vesuviana, una riflessione di due noti ristoratori: “Il nostro settore è allo stremo delle forze”
“Carta Canta”, l’esposizione costituita da centinaia di Opere del Settore demoetnoantropologico
Riceviamo e pubblichiamo
Martedì 23 febbraio 2021 alle ore 16:00 si inaugurerà la mostra “Carta Canta” – Biblioteca delle tradizioni identitarie dei Paesi dell’Unione Europea. L’esposizione è ospitata dall’Archivio Storico del Comune di Palermo.
Martedì 23 febbraio 2021 alle ore 16:00 si inaugurerà la mostra “Carta Canta” – Biblioteca delle tradizioni identitarie dei Paesi dell’Unione Europea. Patrimonio del Premio Internazionale G. Pitrè – S. Salomone Marino (1958 – 2013), organizzata dal Centro Internazionale di Etnostoria Fondazione Aurelio Rigoli.
L’esposizione, sorretta da un contributo dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, è ospitata dall’Archivio Storico del Comune di Palermo, diretto da Eliana Calandra e patrocinata dall’Assessorato Alle Culture del Comune di Palermo, diretto dal Prof. Mario Zito e si articola in due eleganti spazi espositivi: la monumentale Sala Giuseppe Damiani Almeyda e l’annessa Sala Fedele Pollaci Nuccio.
L’esposizione è costituita dalle centinaia di Opere del Settore demoetnoantropologico, di volta in volta, donate al Centro dai concorrenti dell’intero Ecumene, al pluiridecennale “Premio Pitrè”, implementato in Premio Internazionale di Studi Etnostorici Giuseppe Pitrè – Salvatore Salomone Marino”, appannaggio della Città di Palermo, Capitale dell’Antropologia dal 1958 al 2013
La Mostra testimonia l’alta qualità scientifica del ricordato Patrimonio bibliografico, ai fini di certificare i profili etnici dei Paesi costitutivi, negli anni, dell’Unione Europea, tramati tutti da radici culturali comuni, oltre ogni possibile interconnessione, fra essi, di natura economico-politica. Una U. E., di matrice cristiana, ormai chiara scommessa per il futuro. E allora, una loro sostanziale identità, resa esplicita dal metaforico arcobaleno dei colori delle Bandiere Nazionali (Opere di Biagio Esposito presente all’inaugurazione).
La Mostra sarà visitabile gratuitamente dal 23 febbraio al 16 marzo 2021 dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09,00 alle ore 12,30 e mercoledì dalle ore 09,00 alle ore 17,00.
Presenzieranno la cerimonia d’apertura l’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Onorevole Alberto Samonà, l’Assessore alle Culture del Comune di Palermo Prof. Mario Zito, la Dott.ssa Eliana Calandra, Direttrice dell’Archivio Storico Comunale di Palermo, Il Prof. Aurelio Rigoli Presidente Centro Internazionale di Etnostoria Fondazione Aurelio Rigoli e la Prof.ssa Annamaria Amitrano, Vice Presidente della Fondazione.

