Palma Campania, arriva la “Mano de Dios”: una struttura in argilla in onore di Diego Armando Maradona

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Palma Campania.

Palma Campania: arriva la “Mano de Dios”, una scultura in argilla promossa dall’ammirazione comunale. Il sindaco: “la “Mano de Dios” ha un significato quasi religioso, sicuramente devozionale. Non c’è soltanto lo sport, c’è l’amore per un personaggio unico.”

A Palma Campania sta per arrivare la “Mano de Dios”. Una scultura in argilla, raffigurante Diego Armando Maradona nell’atto di segnare il primo gol di Argentina – Inghilterra del Mondiale del 1986 sarà, infatti, installata a Palma Campania, in un luogo che sarà deciso dall’amministrazione comunale insieme alla tifoseria locale. Sono stati proprio i tifosi, infatti, a sollecitare il Comune a dare vita ad un’iniziativa per ricordare Maradona, scomparso da poco.

A promuovere l’allestimento è, appunto, l’amministrazione comunale, che tramite l’associazione culturale “Non me ne vado”, presieduta da Ferdinando Sorrentino, curatore d’arte e organizzatore eventi artistici ha commissionato l’opera a Francesco Cretella, artista con bottega nel centro storico di Napoli, nei pressi di via dell’Anticaglia.

Nel corso della lavorazione, la bottega di Cretella è diventato un luogo di pellegrinaggio: in tanti si affacciano per ammirare la “Mano de Dios” e l’interpretazione che l’artista ha dato del genio del calcio. Diego è raffigurato in una posa quasi divina, nel compiere un atto che unisce genio e sregolatezza e che col passare degli anni è diventato anche il simbolo di un riscatto (Argentina e Inghilterra pochi anni prima si erano fronteggiati in un conflitto militare): un gesto “irregolare” ma allo stesso tempo esempio di straordinaria inventiva.

Spiega il sindaco Nello Donnarumma: “Abbiamo voluto a Palma Campania un allestimento originale: la “Mano de Dios” ha un significato quasi religioso, sicuramente devozionale. Non c’è soltanto lo sport, c’è l’amore per un personaggio unico. Da tempo, ormai, stiamo portando l’arte contemporanea a Palma, col progetto di dare vita ad un percorso artistico di un certo spessore. Dopo Jorit e altri, è il tempo della Bottega Cretella, autentica eccellenza napoletana. Questa statua non si limita a ricordare Diego: immortala un momento, una posa, un gesto diventato leggenda”

Aggiunge il consigliere delegato allo sport Nello Gemito: “Insieme ai tifosi individueremo la location dove installare la statua che, ne siamo certi, diventerà una meta per appassionati. È il nostro piccolo, grande omaggio ad un calciatore che ha dato tanto al calcio mondiale”.

Saviano, affidato servizio pulizia e ripristino dopo incidenti stradali

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Saviano.

Pulizia e ripristino delle strade dopo gli incidenti stradali: il servizio affidato alla società M.P.M. a costo zero. Il sindaco Simonelli: «Strumento valido per cittadini, Polizia Locale e Protezione civile».

È stato affidato alla società M.P.M. di Osimo, a costo zero, il servizio di pulizia e ripristino delle strade comunali dopo gli incidenti stradali. Un servizio importante poiché il corretto e tempestivo intervento è fondamentale per due motivi: il primo riguarda la prevenzione e la sicurezza stradale. Una buona percentuale di incidenti che avvengono sul territorio nazionale sono imputabili a insidie determinate dal mancato o inadeguato ripristino della piattaforma stradale a seguito di precedenti incidenti; il secondo riguarda l’ambiente. I veicoli nelle collisioni sversano sostanze come oli e carburanti potenzialmente dannose per la salute. Sono da considerarsi rifiuti speciali e per questo devono essere trattate e rimosse con competenza.
«Ci siamo rivolti ad un gruppo di professionisti esperti del settore per le situazioni di viabilità compromessa – dice il sindaco avv. Simonelliè una risposta rapida e sicura per gli automobilisti e per tutta l’utenza veicolare».
La società con sede ad Osimo, nelle Marche, assicura interventi rapidi e soprattutto realizzati a costo zero per la cittadinanza: «Oltre alle buone referenze della società – prosegue il sindaco – M.P.M. ha offerto un range di possibilità cucite su misura per la nostra pubblica amministrazione. Inoltre è un grosso vantaggio vedersi ripristinare un bene danneggiato senza esborsi per le casse comunali. Abbiamo messo in campo il servizio – prosegue il sindaco – in modo da avviare subito l’attività ma il nostro obiettivo è rendere sempre più partecipe la cittadinanza. Attraverso il numero verde M.P.M. (800.561.731) è possibile attivare subito le squadre sul territorio che provvedono a ripulire il manto stradale e a smaltire correttamente i rifiuti liquidi e solidi raccolti, nel rispetto del Codice della Strada e dell’ambiente. Oltre che per la cittadinanza questo è uno strumento utilissimo anche per l’ufficio tecnico del Comune, per la Protezione Civile comunale e, naturalmente, per la Polizia Locale».

Somma Vesuviana, il vicesindaco D’Avino: “Per la prima volta abbiamo la segnaletica di sicurezza ad energia verde”

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   D’Avino (Vicesindaco) : “A Somma Vesuviana la segnaletica di sicurezza ad energia verde”. Di Sarno: “Marciapiedi e strade nuove, ma anche la pubblica illuminazione nuova. Non è finita, a breve inizieremo con l’edilizia scolastica”.     “Una Somma Vesuviana sempre più sicura. Per la prima volta nel nostro paese abbiamo la segnaletica di sicurezza ad energia verde, solare. Si tratta di un impianto installato per la nuova rotonda di Via Macedonia, in grado di accumulare energia solare durante la giornata per poi attivarsi al calare della sera e rendere ben visibile la segnaletica. E’ la stessa tecnologia installata sulle piste dell’aeroporto di Fiumicino a Roma per consentire il passaggio di mezzi di soccorso ed anche l’impresa è la stessa. E’ un impianto dotato di tecnologia innovativa, all’avanguardia. Il consumo di energia è anche a costo zero per la comunità, in quanto l’intero impianto è alimentato dall’energia solare. Inoltre, aggiungo che trattasi di tecnologia a led. Un grande ed innovativo lavoro reso possibile grazie alla collaborazione con il Corpo di Polizia Municipale. In queste ore stiamo lavorando alla nuova segnaletica tradizionale sul nuovo manto stradale lungo tutta Via Circumvallazione dove a beve installeremo anche i rilevatori di velocità. Lavoriamo con costanza e continuità ad una Somma sempre più sicura”.  Lo ha affermato Sergio D’Avino, assessore alla Viabilità e alla Polizia Municipale di Somma Vesuviana. Il Covid dunque non ferma cantieri a Somma Vesuviana. “Il paese, in questo momento è un cantiere aperto – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – con marciapiedi nuovi in Via Cupa di Nola, strade nuove come Via Pomigliano, Via Duca Di Salza, Via Circumvallazione, Via Fosso dei Leoni, Via Gobetti, ma anche in altri quartieri periferici della città. Lavori che in parte stanno anche per terminare ed a breve continueremo con altre strade e cantieri. Non solo manto stradale nuovo ma stiamo cambiando anche la pubblica illuminazione sull’intero territorio di Somma Vesuviana dotandolo della moderna tecnologia a led. Abbiamo portato la pubblica illuminazione nuova anche in Via Santa Maria Castello, strada che conduce alla zona alta del paese. Abbiamo installato illuminazione nuova anche nel Borgo antico del Casamale ed in tanti altri quartieri della città. Un grande lavoro per il quale ringrazio l’Assessorato ai Lavori Pubblici, guidato da Stefano Prisco, l’Assessorato alla Viabilità, guidato dal Vice – sindaco Sergio D’Avino ed il Corpo di Polizia Municipale guidato da Claudio Russo. Ma non è finita perché a breve inizieremo con l’edilizia scolastica, realizzazione di scuole nuove e ristrutturazione dei plessi scolastici di Somma Vesuviana”.

Torre del Greco, chiuso un ristorante: 25 persone festeggiavano un compleanno

 Carabinieri chiudono ristorante. 25 persone festeggiavano compleanno 25 persone in un ristorante in Via De Nicola che festeggiavano a tavola, tutti sanzionati . È questo il bilancio di un controllo effettuato dai Carabinieri della sezione radiomobile di Torre del Greco. Quello che i militari hanno interrotto  è un compleanno, festeggiato da 25 persone, in violazione della normativa anti-contagio. Il locale è stato chiuso per 5 giorni, sanzionato il titolare e tutti i partecipanti.

Casoria, festa di compleanno: sanzionate 22 persone

22 persone sanzionate per un 18° compleanno. Carabinieri interrompono festa. Ancora una festa interrotta dai Carabinieri nel corso di servizi di controllo del territorio. Questa volta accade a Casoria. Intervenuti in serata in Via Indipendenza, i militari della stazione locale hanno scoperto che 22 persone stessero festeggiando un 18° compleanno. La villa che ospitava i festeggiamenti è stata chiusa per 5 giorni, il titolare sanzionato per violazione alla normativa anticontagio. Multe anche per le 22 persone presenti. (FONTE FOTO:RETE INTERNET)

Atalanta – Napoli (Partita 35), anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno?

C’è un detto che dice “anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno”, per indicare che anche per casualità si riuscirà in qualcosa in sporadiche situazioni. Il Napoli è un orologio rotto, che a stento segna l’ora 1 volta al giorno.

   

Il dramma del Napoli continua a Bergamo, è il peggior momento della sua storia recente. Gli azzurri non si rialzano, Napoli confuso, fuori fase, fuori posizione, sempre in ritardo, si illumina solo per la qualità dei suoi. Nel primo tempo alza la testa solo per 10 minuti, per il resto è dominato, è inerte, è fortunato a non soccombere. Nella seconda frazione subisce, si rialza, ma subisce ancora lo strapotere avversario. E’ una dura sconfitta, un 4 – 2 che testimonia pienamente lo stato di questa squadra. Il Napoli ha palesato una difficoltà nel gioco, nell’uscire dalla difesa e connettersi agevolmente con gli attaccanti. Molto spesso è sembrato che non vi fosse collante tra i reparti, troppo spesso Osimhen è stato lasciato solo, in preda alla difesa avversaria. Il Napoli è sfasato come un orologio rotto, sempre in ritardo, i giocatori si trovavano sempre nelle posizioni sbagliate, come birilli, mentre gli atalantini scambiavano agevolmente per perforare la difesa azzurra. Ancora, come in coppa, come una lama nel burro. Problemi in fase difensiva, ma anche nel mero reparto difensivo. Non si può sempre dimenticare l’uomo sul lato debole, Di Lorenzo lo ha fatto ancora, facendosi attrarre dalla palla e non badando all’uomo alle sue spalle. Non si può far saltare Rui su Zapata. A tratti gli avversari sembravano in 111, gli azzurri erano 5 gatti spaventati in mezzo al campo. Eppure il Napoli riesce ad agguantare gli avversari sull’1-1, grazie ad un cross millimetrico di Politano e un gran gol al volo di Zielinski. La qualità di alcuni uomini è innegabile. Ma gli errori fioccano, dopo il gol di Gosens, Bakayoko regala un gol a Muriel. Che fai Bakayoko! Il Napoli accorcia su autorete, ma non basta, Romero chiude i giochi.

Il gioco non c’è, il gruppo è malato, l’allenatore ha la sua gran fetta di colpe, ora basta. Non è più accettabile. Il Napoli va in silenzio stampa, ma la sensazione è che non si possa fare più nulla per questa squadra. Anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno, il Napoli è una triste eccezione.

Miano, prova a soffocare la moglie durante una lite: arrestato

Violenza di genere. prova a soffocare la moglie durante una lite. 40enne arrestato dai Carabinieri. Sempre massima l’attenzione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli al fenomeno della violenza di genere.   In questa occasione ad operare sono stati i militari del Nucleo Radiomobile di Napoli, al terzo arresto in pochi giorni per maltrattamenti in famiglia nell’area metropolitana di Napoli.   A finire in manette un 40enne di Miano già noto alle ffoo. Allertati da un familiare, i militari hanno raggiunto l’abitazione e scoperto che il 40enne avesse poco prima picchiato e tentato di soffocare la moglie 37enne. Avrebbe poi scaraventato a terra la suocera che aveva provato a difendere la figlia. L’uomo è stato tradotto al carcere di Poggioreale. La vittima, invece, è stata trasportata al ps del Cardarelli e ritenuta guaribile in 21 giorni per varie contusioni, trauma cranico e stress emotivo.

Corruzione, assenteismo e gare truccate all’Asl di Caserta : dodici arresti e 79 indagati

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Dodici arresti e sei misure interdittive, 79 indagati (tra funzionari e dipendenti) e un sequestro di oltre 1,5 milioni di euro: sono i numeri della maxi-indagine della Procura di Napoli Nord sull’Asl di Caserta che ha consentito di fare luce su parecchi episodi di assenteismo, corruzione e gare d’appalto truccate.   La stessa indagine, nel novembre scorso, aveva portato alla sospensione di 22 “furbetti del cartellino”, tra cui importanti funzionari in servizio al distretto ASL di Aversa. Secondo l’indagine, l’affidamento dei servizi di trasporto in emergenza (118) avveniva in cambio di regali e assunzioni.

Dal brigantaggio “sociale” di Pilone alla camorra “social populista” di Raffaele Cutolo

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I briganti di Pilone cercarono di scardinare il potere di quelle famiglie di “galantuomini” che tennero sotto controllo il Vesuviano e il Nolano sia sotto i Borbone che dopo l’Unità d’Italia: la guerra dei briganti fu anche rivolta sociale. La NCO  fu definita da Sales “il partito della plebe”, e “social populista” apparve l’azione politica del capo. La storia di Raffaele Cutolo è anche la storia della debolezza dello Stato e dei suoi organi, troppo spesso condizionati dal potere mafioso (I.Sales).   Anche nei Comuni del Vesuviano il passaggio dalla monarchia dei Borbone al governo dell’Italia “unita” non modificò di una virgola il sistema del potere locale.Giuseppe IV Medici, l’ultimo Intendente borbonico della Provincia di Napoli, venne arrestato nel 1861 con l’accusa di essere uno dei capi del partito filoborbonico e di fornire armi e protezione ai briganti di Antonio Cozzolino “Pilone”: ma nel ’63 il principe era a tal punto convertito ai valori dell’Italia “unita” e alla fedeltà ai Savoia che Vittorio Emanuele II lo nominò amministratore del Palazzo Reale di Napoli. I “galantuomini” che sapevano leggere, scrivere e far di conto e che controllavano l’economia, il mercato del lavoro e i flussi di danaro, da borbonici divennero immediatamente savoiardi e restarono Sindaci, amministratori comunali, priori di congreghe e gestori del cospicuo affare dei prestiti e dell’usura. Le famiglie dei “galantuomini” erano intrecciate, attraverso i matrimoni, in vere e proprie “consorterie”: in ognuna c’erano l’avvocato, l’architetto, il notaio, e c’era il “diplomatico”, colui che trattava con i rappresentanti delle altre “consorterie” per la spartizione pacifica degli affari. Nel  1872  lo Stato avviò la costruzione della rete stradale tra il Vesuviano, il Nolano e il territorio di Acerra: la politica sperimentò con successo un modello di distribuzione degli appalti che accontentò tutti i gruppi di potere. Era chiaro che questi gruppi, se fossero stati costretti, avrebbero usato anche le armi per difendere i propri interessi: un’analisi attenta della storia “locale” dei Comuni della Provincia di Napoli potrebbe dimostrare che certi modi e certe pratiche di questi gruppi di famiglie entravano a pieno titolo negli spazi della camorra, e che questa camorra “alta” del Vesuviano e del Nolano in un certo senso anticipava il futuro. Il sistema restò sostanzialmente solido e intatto fino alla Prima Guerra Mondiale, che avviò trasformazioni anche radicali all’interno del corpo sociale. Antonio Cozzolino Pilone, che aveva combattuto a Calatafimi contro Garibaldi, era certamente mosso, all’inizio, dalla nostalgia per i Borbone e dal rifiuto delle nuove leggi sul servizio militare. Ai suoi briganti, “sbandati”, “renitenti alla leva” e latitanti egli promise che al ritorno di Francesco II avrebbero ricevuto onori, pensioni e il congedo perpetuo: per ora, dovevano accontentarsi di cibo abbondante e del danaro estorto a quei “galantuomini” che avevano spadroneggiato sul territorio sotto i Borbone e si proponevano di continuare a farlo anche ora, con il permesso dei “liberali”.Uno di questi “galantuomini” era Luigi Menichini, proprietario e sensale, che abitava in una vasta masseria, al centro di Terzigno. Nel marzo del 1862 Pilone, accompagnato da alcuni “briganti”, si presentò a casa del ricco sensale per chiedergli un “prestito”: e il Menichini, a cui il terrore suggeriva i modi della cortesia diplomatica,invitò gli ospiti a sedersi alla sua tavola, e a dividere con lui il cibo. Uno dei briganti, Francesco Napodano, contadino, figlio di contadini, mandò a chiamare il padre, perché assistesse direttamente a una scena incredibile: suo figlio che mangiava e beveva “lietamente”, trattato come persona di riguardo, alla tavola di uno degli uomini più potenti di Terzigno. Nel 1863 Pilone non pensava più al ritorno di “Francischiello”: il suo obiettivo era quello di occupare gli spazi del potere dei “galantuomini”, di mettere le mani sul mercato del legname, sulle “trafiche” del vino, di condizionare la politica locale: insomma, come scrisse il Sottoprefetto Gaetano De Roberto, di “fare mano bassa sulle autorità”. E quando, nel 1870, Pilone tornò da Roma, le “autorità” decisero che doveva morire: nessuno voleva che fosse portato davanti a un tribunale, che avesse la possibilità di raccontare. E Pilone il 14 ottobre 1870 venne ucciso, a Napoli, nei pressi dell’Albergo dei Poveri, da un nugolo di poliziotti. Isaia Sales ha ricordato (la Repubblica, 19 febbraio) ciò che Cutolo ha scritto in un libro: “Napoli è divisa in signori e pezzenti. Se io ho un carisma è quello di poter offrire il passaggio immediato dalla seconda alla prima categoria”. Fin dal primo momento la NCO svolse, all’interno della criminalità napoletana, questo ruolo “sociale”: mentre i clan tradizionali della camorra erano sistemi chiusi, “famiglie” storiche della malavita guidate da capi che erano figli e nipoti di camorristi e di guappi, Cutolo arruolò nella sua organizzazione “un esercito di giovani sbandati che fino a quel momento si sentivano solo degli emarginati, dando loro una identità, uno scopo, un metodo.”(I.Sales, “La Città”, 21/02). Egli costruì il suo personaggio secondo questa linea: garantì ai suoi e alle loro famiglie danaro, avvocati, tutele di ogni genere, punì con la morte un tale che era sospettato di aver seviziato e ucciso una ragazzina, fornì a malati privi di mezzi i soldi per curarsi, fece notare che la sua organizzazione aveva un’identità napoletana e che egli aveva bloccato i tentativi della mafia siciliana di mettere le mani sulla Campania. Ha scritto Giorgio Mottola che “gli uomini di Cutolo erano fieri di essere criminali a tempo pieno. Potendo, la qualifica di camorrista se la sarebbero fatta scrivere anche sulla carta d’identità”. La NCO venne definita “il partito della plebe”, e l’idea da cui nasceva parve “social populista”: queste definizioni non le ha coniate un ammiratore di Cutolo, ma Isaia Sales. Molto è stato scritto su Cutolo, molto resta da scrivere: resta da capire perché   è grande il numero di coloro che hanno dimenticato e, ancora dimenticano, serenamente, che il capo della NCO fu un “cavaliere della Morte”, protagonista di un’avventura e di una guerra in cui persero la vita centinaia di persone. E’ probabile che al centro di tutto ci sia la sfiducia che da secoli il popolo del Sud nutre nei confronti dello Stato e dei suoi rappresentanti. E’ probabile che molti “galantuomini” si siano arricchiti grazie a Cutolo, abbiano saputo evitare i rigori della legge, e partecipino a testa alta alle manifestazioni contro la camorra. Questi “galantuomini” oggi tirano un sospiro di sollievo….

Covid e scuole, Sant’Anastasia non è nella lista di Alert e non si prevede la chiusura delle scuole

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Sant’Anastasia   Per valutare la criticità dei contagi sul nostro territorio e limitare la diffusione del virus, abbiamo fatto riferimento, come da nota trasmessa in data 11/02/2021 dall’Unità di Crisi della Regione Campania, ad un sistema di “Alert” basato su metodologia scientifica. Sulla base di tale approccio, abbiamo evidenziato 3 indicatori relazionati tra loro (Incidenza, Percentuale tamponi, Densità abitativa ) che se definiti come incrementali su analisi di 7 gg rispetto al valore medio regionale generano un alert sull’area/comune/marco-area interessata. Dall’analisi di tali indicatori emerge che il nostro comune è in zona “verde”. La fascia di colore verde è la meno critica e non prevede che vengano chiusi plessi o istituti scolastici sul territorio. L’indicazione è che venga fatto un monitoraggio e una rivalutazione a 3 e 5 giorni degli indicatori. Infatti, le fasce di colore (rosso, arancione e verde) indicano la gravità di estensione del fenomeno nell’ambito del setting per singola fascia di età nel caso delle scuole. Sulla scorta di quanto sopra rilevato, si comunica che, ad oggi, il nostro comune non risulta tra i comuni che sono al di sopra della soglia critica, per i quali l’ Unità di crisi ritiene che debbano essere adottate misure di chiusura come da flow-chart da parte dei Sindaci. Per maggiore chiarezza si evidenzia che, nonostante gli attuali positivi, i nostri parametri sono ben sotto quelli stabiliti come misura di alert dal Comitato tecnico regionale. Si ribadisce che, la percentuale maggiore dei contagi non riguarda fasce d’età di soggetti in età scolare ma è da collocarsi in una fascia d’età che va dai 35 ai 65 anni, contagi per la maggior parte circoscritti a nuclei familiari ben evidenziati. Si precisa pertanto che, di concerto con l’ UOPC Distretto 51 di Pomigliano D’Arco, abbiamo orientato la nostra decisione, sulla base dei dati epidemiologici aggiornati e contestualizzati. Ci teniamo a sottolineare, ulteriormente, che, ad eccezione di un unico plesso interessato, non si è sviluppato nessun focolaio all’interno del mondo scolastico di sant’anastasia, anzi riteniamo che al momento, il protocollo funziona in modo egregio. Infatti per i  casi di positività registrati tra gli allievi, con l’immediato isolamento delle classi e il conseguente tracciamento dei contatti nelle classi isolate, i risultati dei tamponi svolti sono risultati tutti negativi. Continueremo a monitorare con massima attenzione la situazione, al fine di prendere tutti i provvedimenti che si riterranno necessari per contenere la diffusione del virus e salvaguardare la salute dei nostri piccoli cittadini. Si invita, però, la cittadinanza a tenere alta la guardia e ancora una volta ci affidiamo al senso civico di ognuno nel rispetto delle recenti disposizioni, soprattutto nell’evitare inutili incontri, affinché non si rendano vani gli sforzi compiuti fin qui nel contenimento del virus. Infine il Sindaco Carmine Esposito dichiara: “ Preso atto di questi dati, mi auguro e confido nel buon senso dei miei concittadini, affinché, rispettino tutte le norme fin qui emanate per il contenimento del virus. Vorrei ribadire che, questa Amministrazione sta facendo il possibile per monitorare ogni singolo cambiamento e variazione dei dati dei contagi e poter vagliare ogni possibile soluzione in maniera tempestiva. Chiedo, dunque, che vengano rispettate tutte le norme e di evitare il più possibile assembramenti inutili. So che il momento è davvero molto difficile ma, con l’aiuto di tutti, ci auspichiamo di poter ritornare alla normalità.”