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Riceviamo e pubblichiamo una  amara riflessione di due noti ristoratori della cittadina vesuviana. E’  la voce comune di tutti i ristoratori che hanno provveduto ad adeguare i loro locali secondo tutte  le prescrizioni anti covid e che, nonostante tutto, si ritrovano a fare i conti con continue restrizioni e a  chiusure spesso improvvise. Intanto, il paradosso è che in strada , nelle piazze, nei pressi dei bar gli assembramenti non mancano. E’ di ieri la notizia dell’interessamento del deputato Gianfranco Di Sarno(MS5) che ha presentato una interrogazione parlamentare per dire basta con le chiusure all’ultimo minuto e la cosa fa ben sperare.  Somma più degli altri comuni limitrofi vanta la presenza sul territorio di numerose attività di ristorazione e la situazione sta diventando davvero insostenibile poichè  molti si ritrovano a pagare tasse e fitti senza incassare. Auspichiamo che la politica locale, regionale e nazionale apra uno spiraglio che  consenta ai ristoratori, a quelli che rispettano tutte le regole anti covid, a quelli che hanno provveduto agli adeguamenti, a quelli che hanno fatto investimenti e che pagano le tasse,  di svolgere la loro attività. Di seguito la riflessione di Consiglia e Luigi del ristorante La Lanterna.

 

 

“Siamo di nuovo in zona arancione ed il settore ristorativo è allo stremo delle forze per i danni subiti. Gli interventi del governo sono  stati inadeguati ed offensivi per chi, come noi, è abituato al rispetto delle regole.

Tutti i locali pubblici  hanno ridotto il numero dei posti a sedere di almeno il cinquanta per cento, per garantire il distanziamento sociale, hanno provveduto alla igienizzazione  continua degli ambienti, degli  arredi, delle stoviglie, gli operatori sono stati dotati di tutti i dispositivi di protezione individuale e formati al rispetto delle norme anti covid. La sicurezza è stata dal principio la serenità per gli addetti ai lavori e per gli ospiti delle nostre strutture.

Questa chiusura forzata ci lacera profondamente: i Ristoranti, le Pizzerie, i Bar non sono untori covid. Un lockdown generalizzato sarebbe stato accolto meno duramente.

Le fabbriche sono state sempre operative, i trasporti pubblici funzionanti, nelle palesi situazioni di inadeguatezza igienica, le scuole aperte in molti comuni, dove i ragazzi restano almeno cinque ore in classi piccole con un risicato distanziamento, file interminabili agli uffici postali, supermercati zeppi, assembramenti ad ogni angolo di strada. Perché il Settore ristorativo è costretto a chiudere?

Le casse integrazioni arrivano con mesi di ritardo e con cifre addirittura insufficienti a pagare i fitti. Le famiglie, in preda alla disperazione, stanno ricorrendo all’Usura, come unica via di salvezza. La mala vita organizzata si sta arricchendo del dolore della gente.

Il Contenimento dei Contagi è il finto nome della Guerra Virologica che si sta combattendo con le nostre vite. Il fallimento del settore terziario è il fallimento dell’Italia stessa  e con il suo annientamento morirà una grossa fetta dell’economia nazionale, tutta la filiera agro-alimentare è già messa in ginocchio.

Sentiamo il bisogno di associarci per forme di protesta pacifiche ma efficaci, il governo deve smette di ignorarci e dovrà rispondere al grido del nostro settore.

Fino alla fine, resistere e lottare.

Luigi e Consiglia Russo

(FONTE FOTO: RETE INTERNET)