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a dx il ministro Costa davanti alla discarica di masseria Chiavettieri, a sx Gianluca Del Mastro

La popolazione locale lancia l’appello all’ “eliminazione dei mostri” da case e palazzi

 

Di solito si tende a pensare che il disastro ambientale appartenga alla confinante Acerra oppure ad altri comuni limitrofi e che non coinvolga anche la Pomigliano divenuta nel tempo epicentro dello shopping, della movida e del dibattito politico nazionale. Ma non è così. Qui tanto per fare un esempio c’è una bomba di 40mila metri quadrati, incastrata tra case e palazzi. E’ la grande discarica abusiva di Masseria Chiavettieri. “Finora sono rimasti tutti a guardare: liberateci da quel mostro”, l’appello lanciato dagli abitanti della zona. Una situazione giunta al punto di non ritorno. Proprio di recente la presidente del laboratorio nolano di Fare Ambiente, Anna Rea, ha scritto al sindaco Gianluca Del Mastro e all’assessore all’ambiente, Mariangela D’Auria. Obiettivo: fare il punto su tutto quanto e istituire finalmente una consulta comunale apposita. “Il pericolo è l’immobilismo – spiega Rea – la paura nella popolazione è aumentata ora che l’Istituto Superiore della Sanità e la procura di Napoli Nord hanno stabilito per la prima volta il nesso causale tra la presenza dei rifiuti e l’insorgenza dei tumori”. La discarica di Masseria Chiavettieri e quella di Masseria Fornaro sono state sequestrate dai carabinieri forestali rispettivamente a marzo del 2020 e a novembre del 2019. Da allora il nulla. Non sono stati fatti i carotaggi chiesti dalle forze dell’ordine alla magistratura e il Comune non ha firmato ordinanze di bonifica o di rimozione dei rifiuti in danno ai proprietari dei suoli. Nel frattempo ieri l’assessore D’Auria ha annunciato che “farà una ricognizione e che entro un paio di giorni potrà rispondere”. Insomma, la faccenda è di quelle non proprio al centro della massima attenzione. Eppure l’allora ministro dell’ambiente, Sergio Costa, ha ispezionato per ben due volte le discariche di Pomigliano. La prima volta è stata a settembre dell’anno scorso, quando è giunto proprio davanti allo sversatoio di Masseria Chiavettieri: un invaso di chissà quali schifezze interrate su cui si erge una collinetta di scarti di ogni genere tra cui traverse ferroviarie intrise di creosoto, bitumi e amianto. La seconda visita di Costa risale a un paio di settimane fa, quando l’ex esponente del fu governo Conte ha consegnato 30 telecamere da installare nel territorio. In quell’occasione è stata fatta anche un’ispezione all’area di Masseria Ciccarelli Fornaro, dove un giorno si e l’altro pure si continuano a sversare abusivamente rifiuti e dove c’è un problema di ricaduta delle polveri da dare i brividi. Già, le polveri. Tralasciando per il momento il fatto che a Pomigliano di discariche abusive ce ne siano a bizzeffe è anche la questione della qualità dell’aria a preoccupare molto. Ieri l’Arpac ha diffuso gli ultimi dati. Le centraline di monitoraggio stanno impazzendo dappertutto. Dall’inizio dell’anno, cioè da appena una cinquantina di giorni, i superamenti dei livelli di PM10 ammontano a 31 a San Vitaliano, 19 ad Acerra, 15 a Volla e 13 a Pomigliano. Il limite massimo annuale stabilito per legge è di 35 sforamenti. E non si sa che pesci pigliare. Basti pensare che non funzionano più le altre centraline che potrebbero dare un quadro più dettagliato dei livelli di PM10. Sono quelle fatte installare sul municipio anni fa dalla precedente amministrazione comunale: non producono dati da nove mesi di fila, da maggio dell’anno scorso. Discariche, polveri sottili ma non solo. Si è aggiunto il sospetto che negli ultimi anni la città sia stata sepolta da una valanga di cemento abusivo: licenze edilizie taroccate per centinaia di nuovi appartamenti.