Cemento a Pomigliano: ancora sequestri. Indagati un politico e sua moglie

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Sta per sfiorare quota 200 il numero degli appartamenti realizzati o in fase di realizzazione sequestrati dalla polizia municipale a causa di una serie di reati accertati in fase d’indagine 

 

Uno scandalo iniziato quattro mesi fa e che non sembra avere fine. Intanto iniziano a spuntare nomi eccellenti dall’indagine sui palazzi sorti a Pomigliano grazie alla legge regionale “Piano Casa”. Dalle carte dell’ennesimo sequestro messo a segno appena l’altro giorno di altri due complessi edilizi, per un totale di 31 nuovi appartamenti, è venuto fuori il nome di un ex consigliere comunale della maggioranza che ha guidato il Comune negli ultimi dieci anni. L’ex politico locale, nonché ex manager pubblico candidato alle ultime comunali, ora risulta indagato dai magistrati di Nola per abusivismo edilizio. Con lui è finita indagata anche la moglie. Nel provvedimento di convalida dei sigilli apposti dagli agenti della polizia municipale, diretti dal colonnello Luigi Maiello, l’ex amministratore comunale figura come il progettista di un’impresa di costruzioni che ha realizzato un complesso di una ventina di appartamenti in via Mauro Leone, a poca distanza dall’Istituto tecnico industriale di Pomigliano. La moglie del progettista figura invece come la titolare della ditta di costruzioni che ha realizzato l’edificio, 19 alloggi ed alto cinque piani. Contestualmente è stato sequestrato anche un secondo complesso edilizio, stavolta riconducibile a una nota famiglia della città, molto influente ed forte anche sotto il profilo finanziario. Il complesso si trova nel centro storico, in una traversa di via Roma. Consta di 12 appartamenti e di una serie di box . Secondo gli inquirenti tutti gli immobili sigillati non dovevano proprio essere costruiti perché le relative licenze rilasciate dal Comune tra il 2019 e il 2020 sono in contrasto con le prescrizioni di legge. Inoltre per il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Nola che ha convalidato il sequestro di via Leone sussistono precisi e concreti indizi del reato di abusivismo edilizio. Il tutto prende spunto da un’indagine del comandante Maiello su un numero non ancora precisato di licenze taroccate ed erogate con la scusa della legge sul piano casa ma per dare il via a un’imponente speculazione edilizia: nuovi appartamenti venduti a prezzi stellari, fino a oltre 300mila euro per abitazione. Risale al 3 febbraio scorso l’ultima, imponente, operazione di polizia. Quando cioè, sempre su disposizione del gip del tribunale di Nola, è stato dato il via al maxi sequestro di quattro edifici a destinazione residenziale per un totale di 100 appartamenti, 78 quasi ultimati e 22 non ancora realizzati, per i quali cioè sono state solo gettate le fondamenta. Provvedimento che si è aggiunge a quello che il 30 novembre ha portato al sequestro di un condominio in costruzione da 50 appartamenti non ancora realizzati (anche in questo caso ci sono solo le fondamenta). Molti gli indagati. Finora la Procura ha inviato 15 avvisi di garanzia nei confronti dei costruttori e dei loro tecnici. Tra i reati contestati: false attestazioni nella consegna al Comune delle documentazioni che hanno portato al rilascio delle licenze e abusivismo edilizio. Indagate anche le nipoti di un noto imprenditore titolare di una catena di supermercati. Una terza donna indagata per falso e abusivismo è il tecnico di alcune di queste operazioni edilizie, un architetto di Pomigliano. Figura nell’ambito della realizzazione di 50 appartamenti al posto dello storico cinema Mediterraneo, raso al suolo per far posto al nuovo condominio, nel centro storico. Un’operazione denunciata in procura nell’estate dello scorso anno dai militanti della compagine politica “Rinascita”.