Covid19, i dati sui contagi attualmente attivi forniti dall’Agenzia Area Nolana

Aumenta, seppur di poco, la percentuale di incidenza dei cittadini attualmente positivi, rispetto al numero dei residenti, nell’area nolana: lo si apprende dalle elaborazioni grafiche realizzate appunto dall’Agenzia di Sviluppo Area Nolana e che si basano su dati messi a disposizione dall’ASL. Sfogliando i grafici si scopre che in una settimana i comuni del territorio nolano che fanno riferimento all’agenzia – ossia Camposano, Carbonara di Nola, Casamarciano, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Liveri, Mariglianella, Marigliano, Nola, Roccarainola, San Paolo Bel Sito, San Vitaliano, Saviano, Scisciano, Tufino e Visciano – fanno registrare una tendenza dei positivi in leggero aumento: 0,455% al 27 febbraio, in salita rispetto al precedente dato dello 0,37% di sette giorni prima. Una incidenza che, va detto, si attesta al di sotto della media sia nazionale che regionale, le quali rispettivamente registrano una percentuale dello 0,67 e 1,27 (non a caso la Regione Campania è zona arancione). Al momento i comuni dove si registra il maggior numero di positivi sono Nola (160), Marigliano (84) e Saviano (83): oltre cinquanta i contagiati attualmente attivi a Cimitile e Cicciano. Tuttavia l’incidenza più alta la fa registrare il Comune di Liveri (0,963%), che conta 12 positivi su circa millecinquecento abitanti, seguito a ruota da Visciano (0,894% con 39 positivi su circa quattromila abitanti). Ad ogni modo, per il momento nessun ente comunale dell’area nolana presa in considerazione raggiunge il dato dell’1 per cento. Un dato interessante fornito dall’Agenzia è quello relativo ai positivi per Covid19 classificati per range di età: dall’elaborazione si scopre che ci sono ben 90 persone contagiate, attualmente attive, che hanno tra i 19 e i 26, a dimostrazione del fatto che l’età media si è abbassata nell’ultimo periodo, anche a causa delle varianti. I numeri più alti, almeno nel nolano, si contano comunque nelle fasce d’età che vanno dai 36 ai 64 anni e che nel complesso fanno registrare, al 27 febbraio, 306 positivi. Ovviamente sarebbe interessante conoscere anche i dati relativi ai tamponi effettuati, alle vaccinazioni effettuate e ai deceduti, per avere un quadro ancora più completo dell’emergenza pandemica nel suo complesso.

Casalnuovo, compleanno “clandestino” in piena notte: sanzionate 9 persone

Continuano in modo serrato i controlli sul territorio per verifiche norme anti contagio.  I carabinieri della tenenza di Casalnuovo di Napoli hanno sanzionato 9 persone, assembrate nottetempo, in un garage privato di Via Grimaldi. Attirati dalla musica ad alto volume, i militari hanno controllato il locale e scoperto che 9 persone stavano festeggiando il compleanno di una di queste. Ad ognuno di loro notificata una multa per violazione della normativa anti contagio.

Marigliano, vanno all’ASL i locali dell’ex comando di Polizia Municipale a Pontecitra

Cambia ancora la morfologia urbana dei servizi in città. Nei giorni scorsi, infatti, l’ente comunale e l’azienda sanitaria locale (Distretto 48 della sezione Napoli 3 Sud) hanno stipulato un contratto di comodato d’uso gratuito per i locali, siti in via San Luca, a Pontecitra, che per anni hanno ospitato il Comando di Polizia Municipale. La sinergia si inserisce nel nuovo iter che vede la ASL Napoli 3 Sud impegnata nella riduzione dei fitti passivi, anche mediante trasferimento di proprie attività presso locali di proprietà di altri enti pubblici che si rendono disponibili a cederli in comodato gratuito, ai sensi dell’art. 15 della legge regionale n. 1/2012. Il contratto, formalizzato dal responsabile urbanistica del Comune di Marigliano, l’ingegnere Andrea Ciccarelli, e dalla dott.ssa Carmela Frontoso, in qualità  di direttore dell’Unità Operativa Complessa Affari Generali dell’azienda sanitaria locale, prevede la cessione in comodato d’uso, per vent’anni, dei locali al pianoterra, i quali complessivamente vantano una superficie interna pari a 319,84 mq e di una area esterna, ad uso esclusivo, di 2.032 mq. I locali in questione sono adiacenti ad altri spazi di proprietà del Comune di Marigliano, attualmente adibiti a sede dell’istituto scolastico “Pacinotti” e del Comando dei Carabinieri Forestali, che però in estate si trasferiranno presso l’ex stazione Circumvesuviana di Corso Vittorio Emanuele III, in via di riqualificazione. Al fine di rendere necessariamente autonomo l’approvvigionamento energetico della ASL – come si legge nel documento pubblicato in Albo Pretorio – il direttore della U.O.C. Valorizzazione e Manutenzione del Patrimonio Immobiliare della ASL Napoli 3 Sud ha richiesto il frazionamento dell’impianto elettrico attualmente a servizio dell’intero immobile (compresa la scuola e il Comando dei Carabinieri): dunque, i lavori di ristrutturazione, di adeguamento igienico/sanitario e le spese per la fornitura delle utenze a rete (energia elettrica, gas, telefonia), ad eccezione di quelle per la fornitura di acqua che resteranno a carico del Comune di Marigliano, saranno a carico dell’ASL. Tuttavia le spese per la fornitura di acqua saranno compensate dall’azienda sanitaria locale con la manutenzione del cancello carrabile di ingresso alla struttura e con la manutenzione di parte delle aree esterne a verde. Oltre a più generiche attività sanitarie e istituzionali dell’ASL, all’interno dei nuovi locali si insedieranno sicuramente l’UOPC, ossia le Unità Operative Semplici Territoriali (fondamentali per la prevenzione in questa emergenza pandemica), e il SAUT, i Servizi di Assistenza ed Urgenza Territoriale che infatti lasceranno l’attuale sede di Corso Vittorio Emanuele III, a maggior ragione dato che l’edificio che li ospita era in vendita (e forse è stato anche già venduto). Inoltre, nei giorni scorsi il sindaco Peppe Jossa ha comunicato che il comune concederà in comodato d’uso gratuito all’ASL anche i locali del centro socioculturale (ex chalet della villa comunale) in Piazza Roma: quello sarà il luogo adibito allo sviluppo della campagna vaccinale anti Covid19, ma non è dato sapere ancora quando.

Afragola, 2mila euro per ottenere “protezione”. Un arresto per estorsione

 2mila euro per la “protezione” di “quelli delle palazzine”. Carabinieri arrestano 31enne per estorsione.

I carabinieri della sezione operativa di Casoria hanno arrestato per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso Marco Antonio Credentino, 31enne di origini venezuelane già noto alle ffoo. Un uomo travisato ha avvicinato un imprenditore edile del posto e chiesto 2mila euro, destinati a garantire la “protezione” del cantiere dove stava lavorando. Ha poi riferito che sarebbe passato nei giorni successivi per riscuotere. L’impresario non ha ceduto e ha denunciato tutto ai carabinieri che hanno organizzato un servizio di appostamento. A raggiungere il cantiere per incassare la somma proprio Credentino,  presentantosi come appartenente a “quelli delle palazzine”. Prima che potesse allontanarsi il 31enne è stato bloccato, arrestato e tradotto al carcere di Secondigliano.

I Verdi di Pomigliano: “Via il nome di Leone da piazza Primavera”. Ma il sindaco frena

Gli ambientalisti e altre associazioni lanciano la campagna per il ripristino del nome originario del luogo d’incontro più importante della città, nome cancellato dall’ex sindaco di centrodestra. Però Del Mastro non ne ravvisa la priorità    “Il nome del presidente Giovanni Leone deve essere tolto: quella piazza deve tornare a chiamarsi Primavera, anche per onorare la Resistenza a cui è dedicata”. Si può riassumere così il significato della campagna lanciata dai Verdi di Pomigliano e da varie associazioni del territorio per dare seguito a una delle promesse elettorali del nuovo sindaco del laboratorio politico M5S-PD, Gianluca Del Mastro. Intanto è stata avviata sul sito nazionale delle petizioni “Change.org” (il link si può trovare nella pagina Facebook “Pomigliano Green”) una prima raccolta di firme finalizzata alla revoca della delibera che nel 2013 portò al cambio del nome della piazza da “Primavera” a “Giovanni Leone”. “Fu una decisione presa in modo unilaterale – racconta Carmine D’Onofrio, esponente dei Verdi di Pomigliano – dalla giunta di centrodestra retta dall’allora sindaco Raffaele Russo.  Noi comunque non vogliamo che il nome dell’ex presidente della Repubblica Giovanni Leone, che nacque e crebbe a Napoli centro ma il cui papà era nativo di Pomigliano, sia cancellato del tutto dalla toponomastica della nostra città. Anzi – puntualizza D’Onofrio – abbiamo proposto al Comune di dedicare a lui l’attuale via Passariello, che è una delle strade più centrali”. Ma il sindaco frena. “L’intitolazione di piazza Giovanni Leone – ha dichiarato ieri Del Mastro – è un argomento a cui non siamo insensibili, come avevamo detto anche durante la campagna elettorale. Ma non può essere una priorità in questo frangente, con la macchina comunale da avviare, in piena pandemia, tra mille proposte che stiamo cercando di dare”. A ogni modo il 21 marzo, proprio in concomitanza dell’inizio della primavera, i Verdi allestiranno dei gazebo per raccogliere le firme anche in strada e dunque non solo attraverso il web. Gli esponenti del partito ambientalista affermano che sosterranno questa iniziativa anche alcuni consiglieri di maggioranza. Piazza Primavera, che è sempre stata la piazza più grande e importante di Pomigliano, fu chiamata per la prima volta così agli inizi degli anni Settanta allo scopo di sottolineare il risveglio civile della città. Poi, con la ristrutturazione del 1998 voluta dal sindaco di sinistra dell’epoca, Michele Caiazzo, le fu dato anche un significato legato alla Resistenza, attraverso la realizzazione di una raggiera pavimentale che ricorda il 25 aprile, giornata della Liberazione dal nazifascismo. “Si tratta solo di ripristinare un dato di fatto culturale e di costume – conclude durante una diretta web Giovanna Passariello, dell’associazione Ad Astra – ancora oggi qui tutti chiamano quella piazza “piazza Primavera” “. 

Alfonso I d’Aragona: il nuovo libro sul soggiorno a Striano e le battute di caccia nel bosco di Longola

Il saggio – dal titolo “Alfonso I d’Aragona. Il soggiorno a Striano e le battute di caccia nel bosco di Longola” – nasce dalla collaborazione tra quattro valenti professionisti e ricercatori: Angelandrea Casale, Felice Marciano, Luigi Ambrosio e Pasquale Marciano. Il lavoro passa in rassegna, minuziosamente, i momenti salienti della conquista del Regno di Napoli a partire da Carlo III d’Angiò – Durazzo (1345 – 1386) fino alla morte di Alfonso I d’Aragona (1393 – 1458).       Il pregevole testo è stato curato dal Centro Studi Storici Histricanum in collaborazione col Centro studi Archeologici di Boscoreale, Boscotrecase e Trecase. Un testo di 64 pagine a colori, corredato da inediti documenti e da numerose immagini, che ne rendono piacevole la lettura In particolare l’attenzione è puntata principalmente sulla figura di Alfonso d’Aragona detto il Magnanimo, con un avvincente capitolo riservato alla relazione amorosa con la bella Lucrezia d’Alagno. Il lavoro descrive, inizialmente, la sua trionfale entrata in Napoli del 26 febbraio del 1443 sopra un carro trainato da quattro cavalli.  A tal riguardo, Ettore Pignatelli Alferi (1465 ca. – 1535), duca di Monteleone, alle cc. 89-90 del suo manoscritto Giornale delle cose antique del Regno di Napoli, scrisse che il Re Alfonso entrò in Napoli col Carro Trionfale [trainato da quattro cavalli] et fè abbattere 40 braccie di muro al Mercato con lui vennero tutti li SS.ri [Signori] del Regno et p[er] molti dì fe[re]no gra[n] feste et giostre et attendeva tuttavia ad usare clementia et liberalità et alli nemici p[er]donava lassandoli parte della robba et li fedeli esaltava co[n] stati et titoli à quelli tempi moltiplicaro più che à doppio li titolati del Regno. Successivamente, sulle tracce dei continui spostamenti nel regno di Alfonso, per la stragrande maggioranza di natura bellica, gli autori vengono poi a conoscenza, dopo attente ricerche, che il sovrano il 27 settembre del 1438 visitò il campo di Striano allestito presso il territorio di Longola, proveniente dal castello di Nocera, ove si trovava già dal giorno 25, colà giunto dal castello di Angri nella giornata precedente ed ancor prima aveva soggiornato nel castello di Scafati dal 17 al 22. Dal 27 al 30 settembre, il sovrano e la sua corte si dedicarono nella valle alla caccia col falcone nella vasta foresta, che allora lambiva le pendici del Vesuvio. Nel casale di Striano venne ospitato nel palazzo de Sparano, di proprietà del nobile Temporio, ubicato in località alli Marzi, ovverosia lungo la direttrice interna che conduce a Palma e da qui a Nola. Dal 18 al 31 agosto del1449, Alfonso d’Aragona si trasferì ad alloggiare a Torre del Greco, per ritornare ancora a Striano nei giorni 2 e 4 settembre del 1449. Ettore Pignatelli così scrive della passione intensa che Alfonso provava per la bella Lucrezia: Quest’anno [1450] Re Alfonso si diede alli piaceri innamorato con Mad[amm]a Lucretia d’Alagno figlia di M [es]s[ere] Cola d’Alagno ch’hanno la torre della Nuntiata. Il loro è un amore travolgente che li accompagnerà fino alla fine dei loro giorni. Il duca di Monteleone, infine, al fol. 94 del suo diario, così annota, minuziosamente, gli ultimi istanti della morte del sovrano aragonese: Nelli 1458 morì Re Alfonso al Castello dell’Ovo alli 27 di Giugno alle 7 hore di notte in quelli di poco dopò la morte di Re Alfonso il Duca Ferrante di Calabria suo figlio ma[nd]o à PP Caliste [Papa Callisto III, al secolo Alfonso Borgia, Xàtiva (Spagna), 31 dicembre 1378 – Roma, 6 agosto 1458] per la confirmatione et investitura del Regno in persona sua PP. Caliste li diede parola ò fosse che volesse il Regno per la chiesa ò che voleva partire [dividere] à suoi Nepoti, ò che ne volesse investire Re Gio[van]ni d’Aragona fr[at]e del Re Alfonso che pretendeva che il Duca di Calabria come bastardo non potesse succedere anzi l’Ambasciadori del Re si scoversero che detto PP. haveva pessimo animo contro di lui, ma la fortuna designando in ogni modo farlo succedere al Regno volse, che morio Caliste, et fù creato Pio 2° [Corsignano, 18 ot-tobre 1405 – Ancona, 14 agosto 1464] di pa-tria senese di Casa pic-col’homini quale l’an-no sequente mandò Latino Ursino [Roma, 1411 – 11 agosto 1477] Cardinale di S.ta Chie-sa à Coronarlo à Bar-letta (…) Papa Callisto III di Casa Borgia Va-lentiniano [annota il Pignatelli al fol. 94 del suo manoscritto], huomo di Cattolica vita qual’era stato consigliero di Re Alfonso del med[esi]mo anno [1455] à Napoli alla Sellaria p[er] fare Alfonso una giostra ad ins[tan]t[i]a di Mad[onn]a Lucretia d’Alagno fè coprire tutta la strada di Panni.   Insomma, un libro avvincente, da non perdere per gli appassionati e studiosi. Per ricevere una copia online, basta richiederla all’indirizzo postale histricano@gmail.com.

I caratteri del “liberal- socialismo” di Mario Draghi

Il liberal – socialismo del Presidente del Consiglio ha caratteri molto simili a quelli di Carlo Rosselli, perché si propone di coniugare i principi del liberalismo classico con il rispetto della cultura delle “pari opportunità” e dell’ “uguaglianza tra i gruppi”. L’Italia che lasciamo ai nostri figli.   Proviamo a buttar giù le nostre prime idee sul governo Draghi, e in generale sui governi impropriamente detti tecnici, sfruttando qualche parallelismo che la storia ci concede al fine di comprendere quale sia la direzione più auspicabile per il Bel Paese. Dopo aver riflettuto su tutte le scelte, di enorme difficoltà, compiute dal neo-premier Mario Draghi in merito ai diversi Ministeri, cerchiamo di allargare il focus: non soffermandoci sui singoli ministri o sui singoli provvedimenti, ma proviamo ad unire i possibili puntini di un disegno dall’alto; per fare ciò è indispensabile conoscere tutto dell’autore del disegno, provando anche a indovinare i suoi pensieri.   Mario Draghi ama definirsi, in maniera volutamente ossimorica, un “liberal-socialista”. Dico volutamente poiché, come sostiene un autorevole storico delle dottrine politiche, George Lichtheim, “la scelta della terminologia politica non è   mai accidentale. A tal proposito Norberto Bobbio scrive che “liberalismo” e “socialismo” “sono storicamente considerati due termini antitetici”, tanto che “tutta la storia  del pensiero politico dell’Ottocento, e in parte anche del Novecento, potrebbe essere raccontata come la storia del contrasto tra liberalismo e socialismo “. Il superamento di questo ossimoro si articola lungo diverse fasi, culminanti in una spietata critica al liberismo, operata da alcuni studiosi, poi confutata da rilevazioni empiriche. Ci basti dire, tuttavia, che il liberal-socialismo a cui fa riferimento il premier, considerando le sue attività trascorse, che hanno a più riprese salvato il nostro Paese dal “default”, è semplicemente un liberalismo classico “addolcito” per le masse da una componente di “pari opportunità” o di “uguaglianza tra gruppi” che appaiono antitetiche con la classica ideologia liberale, ma molto efficaci come catalizzatori di consensi, soprattutto nel 2021. Qui entra in gioco la paura del “liberale”, che buona parte del nostro Paese ha, dato un “bias cognitivo” che ci porta ad associare liberismo e diseguaglianze: ma sappiamo che il libero mercato e la libera iniziativa privata, se coadiuvati dal controllo prettamente qualitativo dello Stato, evitano qualsiasi forma di diseguaglianza che non sia basata sulla meritocrazia. Cosi può essere riassunto, a parer mio, il pensiero di Draghi, molto vicino a quello di Carlo Rosselli. Il Governo neo-costituito viene definito “di unità nazionale”, e ha il compito di preparare la ripresa dell’Italia e di fronteggiare i tremendi effetti dell’esternalità negativa più incidente degli ultimi 70 anni. Il principio che è alla base della formazione di un governo detto – impropriamente – tecnico è quello di scegliere, mediante l’autorità del Presidente della Repubblica e mediante la fiducia delle Camere, di  essere temporaneamente governati da personalità fornite di competenze  tecniche, acquisite sul campo e adatte a riportare in piedi le colonne portanti di un Paese, che in questo modo potrebbe funzionare di nuovo normalmente.  La situazione italiana non sembra rientrare in questa definizione, considerata la vastità del buco nero in cui si trova il  nostro Paese: non sarà sicuramente un unico mandato del governo Draghi a risolvere i problemi dell’Italia, che richiedono molto tempo solo per essere elencati e esaminati in maniera analitica. Tuttavia stiamo iniziando a visualizzare il futuro: la crescita sostenibile è orientata al futuro L’importanza di questi due concetti richiederebbe tante ore di lavoro per poter essere trattata in maniera corretta, ma per il nostro fine è fondamentale  sottolineare un aspetto: tutti gli interventi dello Stato in ambito economico  devono essere orientati a garantire basi economico-finanziario-patrimoniali solide e durature: non servono  iniezioni di liquidità temporanee. Mediante i bonus di vario genere o gli interventi assistenzialisti che siamo abituati a vedere si è configurato uno Stato che somiglia, dal punto di vista prettamente economico, di più a quello assoluto dei  governi collettivisti, ben descritto da Alfredo Rocco,  che ad uno Stato libero, uno Stato che non cerchi di  accomunare  in uno “spirito unico” tutti i suoi cittadini, uno Stato che non sia  prigioniero delle sue scelte sconsiderate e che non debba far pagare i propri  errori ai posteri.  Dobbiamo costruire uno Stato in cui, mediante l’ausilio delle istituzioni, tutti i cittadini  devono, a poco a poco, diventare consapevoli del fatto che nel preciso istante in cui un bambino nasce, nel 2021, ha in capo a sé  già un debito di 40.000€. Dobbiamo capire  che lo Stato che lasceremo ai nostri figli e nipoti somiglia economicamente di più al Venezuela che alla Svizzera. Dobbiamo convincerci del fatto  che gli ideali propugnati dai Padri fondatori dell’Unione Europea possono essere applicati solo adottando strategie di crescita che siano – in questo ordine – rigorose, sostenibili e proiettate al futuro. .  

Somma Vesuviana, covid, aumentano i contagi: altri 29 nuovi positivi. In totale i casi sono 134

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana Di Sarno: “A Somma Vesuviana altri 29 nuovi positivi. Domani chiusura di tutti gli uffici comunali per consentire una sanificazione precauzionale”   “A Somma Vesuviana registriamo altri 29 nuovi positivi. Domani chiusura di tutti gli uffici comunali, sull’intero territorio di Somma Vesuviana per consentire la sanificazione di tutti gli ambienti. In questo momento abbiamo 134 positivi attivi di cui 2 ricoverati in ospedale e 141 persone in sorveglianza sanitaria”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. “Multe e controlli a tappeto con l’impegno dei Vigili Urbani che qualche giorno fa sono stati costretti ad intervenire nella piazzetta del Borgo antico del Casamale. Vedo tanti giovani la sera in piazza e senza mascherine. L’appello non lo faccio più ai giovani ma ai genitori: “L’Istituto Superiore della Sanità ed anche la Regione Campania raccomandano di uscire solo in caso di necessità e di evitare rapporti extra – familiari e soprattutto tra persone non conviventi”. Invece vedo ancora oggi, tanti, ma tanti, ragazzi incontrarsi senza distanziamento, fuori ai bar anche oltre l’orario consentito dalle norme vigenti. Non solo si rischia una multa di ben 400 euro e le stiamo facendo ma si rischia una terza ondata di contagi. Si vedono in giro, in Piazza Vittorio Emanuele III e non solo tanti ragazzi anche minorenni assembrarsi e non rispettare le regole. Questi comportamenti allungano i tempi della pandemia e rischiano di farci andare in zona rossa. Dobbiamo evitarlo! Molti ragazzi si stanno sacrificando, non escono, non incontrano amici, ma tanti altri non stanno per nulla rispettando le regole”.

Napoli – Benevento (Partita 37), è una vittoria significativa?

La vittoria contro il Benevento fa tornare il sorriso. Il Napoli torna a convincere, ma è una vittoria significativa?

   

Contro avversari non troppo pericolosi, il Napoli gestisce e domina una gara che conclude anche a suo favore. Non ci dovrebbe meravigliare, una squadra come il Napoli non dovrebbe mai aver troppa paura del Benevento, e invece oggi ci sorprendiamo perché il Napoli indirizza agevolmente la partita, o quasi. Il Benevento non riesce ad uscire. Fa quasi tutto il Napoli, va in vantaggio con Mertens, ma inizia a lasciare troppo spazio agli avversari, come è suo solito si assopisce. Bisogna chiuderla, perché il Napoli è capace di tutto e può far resuscitare i morti. Nella seconda frazione chiuderà i giochi con un rocambolesco gol di Politano. Koulibaly la fa grossa, si fa inutilmente espellere in una situazione non rischiosa e a distanze siderali dalla sua area.

Il 2-0 e i conseguenti 3 punti contano molto per acquisire la fiducia in un momento molto difficile. Il Napoli sta ritrovando energie, Mertens e Ghoulam sono due frecce ritrovate per l’arco di Gattuso, e Fabian sembra aver trovato giusti stimoli nelle ultime partite giocate. Ma pensate che possa essere una vittoria significativa? Non credo che vadano tratte delle conclusioni troppo affrettate, l’avversario era troppo modesto e servirà molto più di questo per uscire dalla crisi.

Volla, polizia locale in campo per controlli anti assembramento

Riceviamo e pubblichiamo dalla Polizia Municipale di Volla. Non solo covid: settimana di controlli anti-assembramento, di controlli contro l’abusivismo commerciale e di controlli contro l’abusivismo edilizio da parte della Polizia Locale di Volla.   Settimana di intensificazione controlli anti assembramento, di controlli commerciali e di controlli edilizi della Polizia Locale di Volla capitanata dal Tenente Colonnello Giuseppe Dott. Formisano. Numerosi i controlli anti movida effettuati soprattutto dopo le ore 18.00 nei confronti dei  minori che si assembravano nei punti centrali della Città con identificazione degli stessi e consegna ai genitori. Circa 90 le persone ed i veicoli controllati ed identificati. Nel campo del controllo per l’antiabusivismo commerciale, controllate circa 40 attività commerciali con irrogazione sanzione per occupazione di suolo pubblico, per violazione dell’art. 20 del codice della strada che sanziona l’occupazione di suolo pubblico senza autorizzazione. Anche nel campo del controllo contro l’abusivismo edilizio il personale della Polizia Locale, sempre agli ordini del Tenente Colonnello Giuseppe Dott. Formisano, ha provveduto ad effettuare diversi controlli ed ha provveduto ad informare ai sensi dell’art. 347 del Codice di Procedura Penale, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola una persona che aveva provveduto a trasformare una parte del porticato di proprietà del Comune con la chiusura in muratura ricavandone un vano. La stessa persona era già stata denunciata in passato per occupazione abusiva di area, sempre di proprietà del Comune, da questo Comando alla Procura di Nola e segnalata all’Ufficio patrimonio per il seguito di competenza.