Somma Vesuviana, gli revocano il reddito di cittadinanza e minaccia i dipendenti Inps: arrestato

I carabinieri della compagnia di Nola hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, interruzione di servizio pubblico o di pubblica necessità e porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere, F.A., 55enne di somma vesuviana già noto alle forze dell’ordine.   I militari dell’arma – allertati dal 112 – sono intervenuti presso l’inps di nola. era stato segnalato un uomo in escandescenze. il 55enne è entrato negli uffici dell’inps – l’ufficio relazioni con il pubblico – e si è lamentato per la recente revoca del reddito di cittadinanza. allocca ha poi minacciato con un coltello la responsabile dell’u.r.p. e una guardia particolare giurata, danneggiando anche alcuni arredi ed oggetti presenti all’interno del locale. Provvidenziale l’intervento dei carabinieri che hanno bloccato e arrestato il 55enne. l’arma è stata sequestrata. l’arrestato è stato condotto al carcere in attesa  di giudizio.

Somma Vesuviana, ragazzo minacciato e schiaffeggiato per strada da un “branco” di adolescenti

Raccontare di aver subito violenze, minacce, percosse non è mai facile. È però un gesto estremamente generoso per chi ascolta, per chi ha subito la stessa esperienza, per non sentirsi soli. È accaduto nei giorni scorsi a Somma Vesuviana: i soliti adolescenti, i classici bulletti del quartiere, hanno inseguito a bordo dei loro motorini un ragazzo che stava tornando a casa. Diego (nome di fantasia) ha capito fin da subito che c’era qualcosa di strano in quei ragazzi che continuavo a stargli dietro e a seguire il suo passo e poco dopo ha avuto la conferma che stava per accadere qualcosa. È stato deriso, schiaffeggiato, minacciato più volte in malo modo, ovviamente senza alcuna ragione. Lo hanno spintonato, colpendo l’auto di Diego con i propri motorini, gli hanno intralciato la strada, più volte, impedendogli di proseguire ed è proprio in quel momento che è stato colpito gratuitamente in volto con estrema brutalità. Diego è riuscito a sfuggire a quello che presumibilmente si sarebbe trasformato in un pestaggio brutale (se non peggio) solo perché era a bordo della sua auto e grazie alla quale è riuscito a seminare i ragazzi sugli scooter e a tornare a casa sano e salvo. Forse si tratta di fortuna, forse è solo un caso ma come può sembrare giusto sentirsi fortunati dopo un evento tanto traumatico? Come si può credere che il giorno dopo aver subito una tale violenza, Diego non abbia avuto paura di uscire di casa? Perché Diego la paura l’ha provata proprio in quei momenti in cui è stato aggredito non solo fisicamente. Perché la violenza psicologica esiste, è reale e va condannata tanto quanto quella fisica. Minacce di ogni tipo con parole feroci che Diego non ha avuto il coraggio di ripetere: “Questi episodi vanno oltre il bullismo: sono atti di pura criminalità di un gruppo di adolescenti il cui obiettivo è quello di incutere paura nelle persone. Sono ancora sotto shock per quello che mi è accaduto alcuni giorni fa. È un evento raccapricciante.” Seppure visibilmente turbato ed imapurito, Diego ha deciso di sporgere denuncia nei confronti di questi ragazzi per non permettere che questo atto criminale rimanesse impunito come spesso accade. I ragazzi, infatti, sono già noti e collegati ad aggressioni simili avvenute a Somma Vesuviana, ragazzini che si atteggiano a padroni della strada, ragazzini spavaldi e annoiati ai quali andrebbero insegnati i sentimenti, l’arte, la comunicazione verbale. Perché quando l’unico modo di comunicare è attraverso la violenza vuol dire che c’è qualcosa di profondamente sbagliato nella società. Questa è la storia di una violenza e solo questo basterebbe a far rabbrividire chiunque ma purtroppo non è sempre così. C’è chi è vittima, chi è carnefice, chi guarda e passa e chi invece si ribella. È la storia di una violenza di un branco che crede di avere il potere del mondo intero nelle proprie mani, che crede che utilizzare la forza bruta sugli altri sia una vittoria e che la violenza sia il modo giusto per avere il rispetto che gli è dovuto. È la storia di una violenza subita da un giovane uomo che ha scelto di combatterla. Perché l’unico modo per porre fine alla violenza non è restare in silenzio ma avere coraggio.

Mariglianella, nuovo servizio al cittadino con l’App Municipium.

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Mariglianella.

 

L’Amministrazione Comunale di Mariglianella guidata dal Sindaco, Dott. Arcangelo Russo, sta implementando i servizi dicomunicazione pubblica nell’ottica del miglioramento dei rapporti con i cittadini. Su suggerimento del Consigliere Comunale, Giovanni Corbisiero, l’App Municipium ha debuttato a Mariglianella e sta permettendo ai sempre più numerosi cittadini di accedere a news o di effettuaresegnalazioni, il tutto con lo smartphon.

Il Comune di Mariglianella intensifica il contatto con la cittadinanza, grazie ai dispositivi Apple, Android, Huawei, ed alla suddetta app che è scaricabile gratuitamente da parte ditutti i cittadini. Questo innovativo servizio permette aggiornamenti in tempo reale, su eventi, calendario raccolta differenziata, punti di interessi, informazioni di protezione civile, conoscenza delle emergenze e delle comunicazioni urgenti con notifica “push” e molto altro ancora inerente le attività dell’Ente Locale di Mariglianella.

L’app è disponibile per questi dispositivi: Apple, https://apple.co/31xlsTa; Android, ; Huawei, . 

In ogni momento su questa app si possono attivare  i servizi ed i moduli che si preferiscono.

Il Sindaco, Dott. Arcangelo Russo ed il Consigliere Comunale, Giovanni Corbisiero, hanno riscontrato “l’alto gradimentodell’App Municipium a Mariglianella che permette di migliorare la qualità della comunicazione istituzionale ed instaurare nuovi rapporti con i cittadini che stanno già sperimentando positivamente questa nuova modalità, in modo gratuito e semplice, rapido ed efficace. Questa Amministrazione Comunale colloca così, con successo unnuovo tassello nel processo di ottimizzazione della macchina comunale, in sintonia con le linee programmatiche del mandato elettorale. Da questo mese, per garantire un costanteaggiornamento sulle novità del Comune, abbiamo attivato l’App Municipium ulteriore strumento per migliorare la qualità della vita dei cittadini di Mariglianella”.

Sant’Anastasia, lettera in redazione: “La scuola che rifiuta i nostri figli”

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Da un cittadino di Sant’Anastasia riceviamo e pubblichiamo   Egregio direttore, sono un cittadino di Sant’Anastasia e le scrivo anche a nome di tanti altri cittadini esasperati e sfiniti da una vicenda paradossale che ci vede, nostro malgrado, protagonisti. Consapevole dell’attenzione che da tanti anni il suo giornale presta alle vicende dei comuni vesuviani, vorrei sottoporle una situazione veramente triste che riguarda una istituzione storica del panorama scolastico di Sant’Anastasia e dintorni, la scuola paritaria Santa Caterina da Siena, da decenni fiore all’occhiello del panorama scolastico, che ha formato generazioni di anastasiani e non. Nel corso del mese di gennaio, recependo un formale invito partito dall’Istituto Santa Caterina da Siena a procedere con la regolarizzazione delle domande di iscrizione per il prossimo anno scolastico, tutte le famiglie si sono apprestate a recarsi presso la Segreteria per formalizzare le iscrizioni dei propri figli per l’a.s. 2021/2022. Ebbene, dopo pochi giorni in cui alcuni di noi hanno potuto consegnare i moduli e regolarizzare i pagamenti, la Scuola ha unilateralmente deciso di non accettare più le iscrizioni, senza addurre nessuna spiegazione ufficiale. Alle nostre immediate e continue richieste di motivare tale inopinata decisione, ci siamo trovati di fronte un vero e proprio muro di gomma: nessuna risposta, o solo vaghi ed evasivi accenni a fantomatici “problemi organizzativi”. A fronte di un silenzio ufficiale a dir poco scorretto e irrispettoso, che può di certo immaginare quanto abbia accresciuto la preoccupazione e l’ansia delle famiglie, ecco che, con modalità del tutto informali, tali da suscitare legittimi dubbi e totale sgomento, si è appreso addirittura della probabile chiusura definitiva dell’Istituto Scolastico in parola, a far data dal prossimo mese di settembre. Questa fantomatica chiusura, a tutt’oggi solo annunciata fra gli spifferi e le voci di corridoio, non è stata formalmente comunicata né a noi genitori, che avremmo dovuto essere invece immediatamente avvisati di tale eventualità, e con largo anticipo, tale da consentirci di poter pensare alla collocazione dei nostri figli presso altre strutture, né, stando a quanto ci è dato sapere, alle autorità scolastiche territorialmente competenti, né tantomeno al Comune di Sant’Anastasia. È appena il caso di ricordarle come, soprattutto in tempi di pandemia, sia enormemente difficoltoso trovare oggi, che siamo quasi a maggio, un’altra scuola che possa accettare, tutti insieme, tanti bambini, con tutte le legittime esigenze delle famiglie, le quali avevano scelto la scuola Santa Caterina anche per la possibilità di poter fruire del “tempo prolungato” e del servizio mensa. Molti di noi, nell’incertezza, hanno provato a fare qualche sondaggio presso le altre scuole del nostro Comune e, come era logico aspettarsi, la risposta è stata la stessa in ogni struttura: non c’è posto! I nostri bambini, dopo anni trascorsi insieme, dovranno separarsi, non potranno più fruire del tempo pieno, addirittura qualcuno dovrà cambiare anche il comune dove frequentare la scuola. Ad oggi, ci sono decine di bambini che si vedono negato il loro diritto allo studio, costituzionalmente protetto, fondamento della nostra società civile. Ad oggi, addirittura, ci sono bambini e bambine che non possono neanche cominciare il ciclo della scuola primaria perché per loro non c’è posto in nessuna scuola di Sant’Anastasia. A fronte di tale gravissima situazione, che incide sulla vita di tanti bambini, sul loro equilibrio psicologico ed affettivo, già minato dal lungo periodo di pandemia, e che comprometterebbe l’esercizio del diritto allo studio, le chiediamo un intervento del suo autorevole giornale, al fine di rendersi portavoce delle nostre legittime istanze, fino ad ora inascoltate, per poter finalmente conoscere la reale posizione e le reali intenzioni dell’Ente Gestore dell’Istituto Santa Caterina da Siena in merito alla riapertura o meno del servizio scolastico per l’anno 2021/2022.    

San Giuseppe Vesuviano, è ufficiale: il centro vaccinale aprirà

A San Giuseppe Vesuviano nelle prossime settimane aprirà un Centro Vaccinale che sarà situato presso la sede Capoluogo del primo circolo didattico in via Cesare Battisti in pieno centro cittadino, con ingressi e uscite in via Marconi e Piazza Garibaldi. Dopo mesi di richieste da parte del Sindaco Catapano è finalmente arrivato il via libera dai piani alti. Una notizia estremamente positiva , come sottolinea il primo cittadino, nonostante l’attesa sia stata davvero lunga. Il comune vesuviano conta più di 31.000 abitanti, dato che ha permesso di acconsentire alla creazione di un centro vaccinale e che non avrebbe potuto essere ignorato. In questo modo incrementerà ulteriormente il numero delle vaccinazioni che permetterà dunque anche una netta diminuzione di positivi in città. Inoltre, come ha specificato più volte il Sindaco, ora tutte le persone impossibilitate a spostarsi in altri paesi, come persone non automunite, anziani e/o soggetti fragili con gravi patologie, potranno finalmente utilizzare un servizio assolutamente necessario. Intanto il numero dei positivi al covid-19 sta gradualmente diminuendo, fino a ieri erano 177, un segnale sicuramente positivo per l’intera comunità san giuseppese che fa ben sperare per il prossimo futuro.    

Somma Vesuviana, quarta rata tari, Lega Giovani: “Si riduca l’aliquota comunale almeno del 50%”

Riceviamo e pubblichiamo da Lega Giovani di Somma Vesuviana Da oggi partono le spedizioni ai contribuenti Sommesi, per la quarta rata della tassa rifiuti (tari) inerente all’anno scorso. Ricorderete che doveva arrivare a Dicembre e causa pandemia era stata posticipata a data da definirsi. Noi della Lega Giovani chiediamo, visto l’impossibilità di agire a ritroso con norme e atti già prefissati, che per la nuova tassa rifiuti, anno 2021, venga fatto uno sgravio importante a tutti i contribuenti. É inaccettabile in un momento di crisi mandare la quarta rata della Tari, figuriamoci poi se a Settembre ne arrivasse un’ altra a prezzo intero. Noi chiediamo a questa amministrazione di valutare la condizione per quanto riguarda l’aliquota comunale, e di ridurla in una somma importante, almeno del 50%. Non solo esercizi commerciali, ma tante famiglie per via della pandemia hanno problemi di lavoro, economici e di salute, chiediamo che venga usato un po’ di buonsenso. Il coordinatore cittadino Antonio Giuliano

Brusciano, il tragico destino di Enza uccisa dal fratello con diverse coltellate

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Ferita con un coltello da cucina in varie parti del corpo, ha tentato di scappare dalla furia del fratello, ma è morta sulle scale. E’ quanto ricostruito dalla polizia che sta indagando sull’omicidio della 54enne Vincenza Cimitile, avvenuto ieri mattina intorno alle 11 a Brusciano.   I fatti sono avvenuti all’interno dell’appartamento in via Roberto Rossellini al civico 7, dove i due vivevano. L’uomo, S. Cimitile, 55enne in cura presso il locale centro di salute mentale, ha ferito in modo gravissimo la donna che, in cerca di aiuto, ha aperto la porta di casa cercando di fuggire, ma ha trovato la morte sulle scale del quinto piano.
(FONTE FOTO: RETE INTERNET)

Autismo e selettività alimentare a scuola

Autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo: di cosa stiamo parlando?
È sicuramente uno degli argomenti più discussi ed analizzati nel panorama scolastico. Peccato che, talvolta, i dati scientifici di cui disponiamo, frutto di studi specifici e ponderati si perdono nella miriade di informazioni false che circolano sul web, depistando anche il più attento genitore o educatore. Altre volte, invece, capita che l’assimilazione delle nozioni subisca un forte rallentamento nella pratica educativa compromettendo l’esito del percorso.
Perseguire obiettivi di inclusione per un bambino che risulta poco “attrezzato” a vivere con gli altri, a causa dei deficit di interazione e comunicazione sociale oltre che di comportamento, tipologia di interessi e di selettività alimentare, rappresenta una grande opportunità per la famiglia ma anche per la scuola ed il bambino stesso. Opportunità che trovano la loro motivazione nella prospettiva sia di ricercare apprendimenti funzionali, sia di comprendere meglio il mondo con le sue regole e di generalizzare nella vita quotidiana apprendimenti specifici acquisiti in ambito riabilitativo.
Ed è proprio dei Disturbi dello Spettro Autistico e di Selettività Alimentare che parleremo con il dott. Pietro Tortora, specialista in Diagnostica Molecolare e perfezionato in Igiene Alimentare – Nutrizione – Benessere.
Dottore, prima di tutto penso sia giusto spiegare cosa si intende per Disturbo dello Spettro Autistico. 
Quando mi chiedono cosa sia il Disturbo dello Spettro Autistico, mi piace descriverlo con una citazione del grande scrittore e paroliere britannico Nick Hornby: “Autismo può voler dire di tutto: da un bambino che neanche riconosce i propri genitori, a uno studente di Oxford che ha comportamenti un po’ strani”. L’autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, ed è forse il più enigmatico tra i disturbi dello sviluppo e per essere precisi, Il DSM 5, la più recente edizione del principale sistema diagnostico, ha sostituito il termine autismo con Disturbo dello Spettro Autistico, includendo in un’unica voce tutte le varie tipologie.
Da un punto di vista nutrizionale, qual è il più grande problema da affrontare per quanto riguarda il Disturbo dello Spettro Autistico?
Bisogna considerare che il bambino autistico è un bambino che presenza alcuni canali sensoriali alterati. Nella maggior parte dei casi, l’ostacolo più ostico da superare è sicuramente la Food Selectivity, ossia la Selettività Alimentare che è quella condizione sicuramente multifattoriale in quanto descrive situazioni e comportamenti alimentari abbastanza diversi tra loro: dal rifiuto di uno o più alimenti, all’avversione per specifici sapori, colori, consistenze ma anche temperature, alla presenza di un regime dietetico ristretto a specifiche categorie di alimenti.
Ha parlato di alterazione dei canali sensoriali, cosa intende?
Nel soggetto autistico l’alterazione sensoriale del gusto è una delle cause per la quale il bambino presenta problemi di alimentazione. Il bambino autistico con problemi gustativi non solo si presenta denutrito per una carente o inadeguata alimentazione, ma può, ad esempio, mangiare sostanze non commestibili come detergenti o sapone compromettendo la propria salute; può essere selettivo, nutrendosi per lunghi periodi sempre con gli stessi alimenti; addirittura, in alcuni casi può rigurgitare il cibo ingerito per poi riassumerlo. Bisogna capire che le abitudini e le preferenze alimentari dei bambini autistici sono atipiche. La scelta si manifesta con una preferenza per alcuni cibi particolari, e si basa sulla consistenza, sul colore e sulla forma degli alimenti; solitamente è rivolta verso cibi asciutti, secchi o semiliquidi.
Tutto questo cosa determina nel tempo?
Il comportamento autistico si accompagna spesso a numerosi sintomi fastidiosi del sistema gastro-intestinale, come dolore addominale, nausea, vomito, costipazione o diarrea, che provocano inappetenza e malassorbimento del cibo. Tali problemi sono spesso connessi con uno squilibrio della microflora intestinale.
Ci sono strategie per evitare tutto ciò?
Lei ha toccato un tasto dolente, purtroppo. Ci sono strategie che ci aiutano, in maniera furtiva, ad introdurre nel piano alimentare del soggetto cibi “non scelti” ma nessuna terapia o percorso terapeutico-nutrizionale ci viene in soccorso. Come le dicevo esistono strategie che noi nutrizionisti adottiamo quotidianamente quando interagiamo con soggetti autistici arrivando in soccorso a genitori ormai disperati che sono strategie molto semplici che nella maggior parte dei casi risultano anche molto efficienti come l’introduzione di piccole dosi, con quantitativo crescente nel tempo, di cibi “non scelti” all’interno di quelli “scelti”.
Considerando il quadro generale del Disturbo dello Spettro Autistico, cosa pensa riguardo la scuola?
La sfida è quella metodologica: cosa fare e come fare; non può essere affrontata con le sole forze dell’insegnante di sostegno e richiede di fatto, lo stabilirsi di alleanze fra colleghi, operatori di diversa professionalità e famiglie, oltre che una flessibilità organizzativa dell’ambiente scuola.

Il “viaggio” di una giovane artista ottavianese attraverso un “genere” avvincente: il fumetto

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Angela Minichini  già è padrona, nella teoria e nella prassi, di quella “semantica del disegno” che è fondamentale per chi aspira a diventare autrice di fumetti. Profonde sono le sue riflessioni anche sulle tecniche del linguaggio e sulla necessità di sottolineare e di difendere l’identità specifica del genere, che non “scimmiotta” né il libro, né il cinema. I riferimenti alle pagine che Umberto Eco dedicò all’argomento.   Lei si chiama Angela Minichini, ha venticinque anni, e dopo una laurea in Lettere Classiche, “l’amore per il disegno – dice – e l’immaginazione che mi accompagnano da sempre mi hanno portato a iscrivermi alla sede di Napoli della Scuola Internazionale di Comics, dove studio tuttora nella speranza di entrare, un giorno, come autrice nel meraviglioso mondo in cui mi immergo da lettrice fin dalla tenera età.”. La disegnatrice c’è, e il livello è già alto: i disegni che corredano l’articolo dimostrano che Angela sa usare con naturalezza quelli che Umberto Eco definì “ i procedimenti di visualizzazione della metafora o della similitudine”. Il falco arciere nasce da un tratto realistico, ma la metafora viene nascosta abilmente nella corrispondenza delle forme “puntute”: la punta della freccia, il becco e gli artigli del rapace, le estremità dell’arco, la forma delle penne che compongono le ali. Ma, dopo aver a lungo osservato i particolari e l’insieme, non me la sento di dire che il “cecchino “ é solo immagine della rapacità: la metafora degli artigli deve confrontarsi con il bianco e il rosa, che sono i colori della moderazione e della pace. E l’antitesi è già, di per sé, una storia che il lettore “misura” attraverso la sua esperienza. Notevole è l’autoritratto, a metà foto, e per l’altra metà disegno. L’idea di Angela avvia un complesso gioco di interpretazione, crea la condizione di “suspense” che Eco considerava essenziale nel fumetto. A ben vedere, la metà disegnata non è un banale completamento della metà fotografata: Angela ha rappresentato nel modo più originale la complessa struttura della sua interiorità. Nella fotografia ci sono calma e serenità: anche il rosso della chioma si “addolcisce” attraverso le sfumature e nella luce del cielo che fa da sfondo. Nella metà disegnata, invece, il rosso laccato dei capelli, il nero della camicia, lo sguardo reso più intenso e aggressivo dal disegno delle ciglia e delle sopracciglia – elegante disegno metaforico – e dai grafemi dello sfondo ci dicono che Angela non si fa sorprendere dall’ipocrisia che domina il mondo, e che è pronta ad  affrontarla con la parte guerriera del suo carattere e del suo temperamento: il “due” indicato dalle dita è uno di quei “preziosi elementi iconografici”  che “ disponendosi in una più ampia trama di convenzioni” costituiscono “un vero e proprio repertorio simbolico, così che si possa parlare di una semantica del fumetto” (U. Eco, “Apocalittici e integrati”, 1964).La personalità della disegnatrice è solida e coerente, ma possiede tutti i “modi” necessari per misurarsi con le molte e contraddittorie maschere della realtà quotidiana. Anche il doppio ritratto della ragazza dimostra allo stesso tempo l’abilità tecnica di Angela, e la duttilità dell’immaginazione: il suo “viaggio” all’interno dei misteri e delle categorie del genere ci dice che l’esploratrice è sapiente e appassionata. Mi ha colpito, durante il colloquio, una sua riflessione sull’uso ingannevole del verbo “leggere” quando viene riferito sia a un libro che a un fumetto: “ Le due azioni sono in realtà molto differenti: se una narrazione è condotta solo per mezzo di parole, per seguirla si attiveranno determinate aree del cervello; se, invece, la narrazione è condotta per mezzo di parole e immagini, le aree del cervello impegnate saranno per forza di cose altre.. il fumetto si è ritrovato un po’ relegato in quel limbo per cui non è abbastanza verboso per essere un libro serio e non ha neanche la stessa impressione visiva che invece ti dà un vero film ( e che un fumetto per sua natura non cerca neanche di dare), e finisce per essere visto come quell’ibrido scemo che cerca di scimmiottare un po’ l’uno e un po’ l’altro senza però darti nulla di concreto”. E mi vien di pensare che  quell’immagine del fumetto “ibrido scemo” sia bastata ad Angela Minichini  per costruire un fumetto sull’infelice destino del fumetto. Si capisce che il “viaggio” della giovane ottavianese mira a raggiungere un obiettivo importante: sottolineare e difendere l’identità specifica del genere, ricordando a tutti che anche il “montaggio del fumetto non tende a risolvere una serie di inquadrature immobili in un flusso continuo, come nel film, ma realizza una sorta di continuità ideale attraverso una fattuale discontinuità. Il fumetto spezza il continuum in pochi elementi essenziali”( U.Eco, op. cit.): toccherà al lettore ricostruire, con l’immaginazione, quel “continuum”.“ Il fumetto-  dice Angela – è descrivibile come linguaggio stereotipato: sono gli stereotipi grafici e narrativi a permettere al lettore di orientarsi all’interno della storia, delle pagine, della pagina, delle vignette e della vignetta: ogni elemento, letto correttamente nel suo insieme e nel singolo, è fondamentale ai fini della narrazione e della comprensione di essa da parte del lettore.”.E’ un “viaggio” affascinante e difficile, quello di Angela Minichini: ma sono certo che la giovane artista raggiungerà tutti gli obiettivi, perché, come Ulisse,  è mossa dal desiderio sapiente di misurarsi e di misurare. E, soprattutto, ha, come diceva di Migliaro Luigi Crisconio, “l’arte del disegno nella mente e nella mano”.  

Marigliano, Rosanna palma è il nuovo assessore alle politiche sociali

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Marigliano  

E’ Rosanna Palma, 39 anni, il nuovo assessore alle politiche sociali del Comune di Marigliano. Laureata in Giurisprudenza è sempre stata molto attiva nell’ambiente del volontariato cittadino cercando di aiutare chi è più indietro a superare le difficoltà. Ed è  in particolare sul welfare che ha dato il proprio contributo anche in campagna elettorale collaborando con la lista “Azzurra Libertà” che sostiene  il progetto amministrativo del sindaco Peppe Jossa.

“Sono grata al sindaco Peppe Jossa per la fiducia che mi ha voluto accordare. Mi impegnerò con passione e dedizione mettendo a disposizione tutto il mio patrimonio di competenza. Con la pandemia in atto c’è bisogno molto più di prima di azioni concrete per poter affrontare la fase di emergenza che ci sta mettendo tutti alla prova ormai da più di un anno . In linea con la vision  dell’amministrazione comunale fin dall’inizio orientata all’ascolto ad alla vicinanza dei cittadini più fragili    – ha detto il neo assessore –  mi dedicherò anima e corpo alla comunità, lavorando sodo affinchè si possa guardare al futuro con più fiducia e speranza”.

“La squadra si arricchisce di nuove energie e nuove forze. Sono certo che Rosanna Palma, giovane professionista, saprà fare bene nel delicato settore che le è stato assegnato. Raccoglie il testimone dal vice sindaco Felice Mautone al quale avevo affidato temporaneamente le deleghe e che io ringrazio perchè – sottolinea il sindaco Peppe Jossa – ha svolto un ottimo lavoro nonostante l’eccessivo peso del quale era stato caricato. Con il team al completo potremo proseguire ancora più spediti con l’azione amministrativa rivolta a rendere Marigliano ogni giorno migliore”.