Omicidio di Simone: quei terribili momenti del filmato proiettato in aula

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Le posizioni degli avvocati di parte civile e della difesa. La mamma: “l’ergastolo è quello che hanno inflitto a me”   Deve aver avuto un effetto devastante vedere le immagini dell’assassinio del proprio figlio. Davanti agli occhi di mamma Natascia, di papà Luigi e del fratello Stefano, che comunque si sono allontanati per non vedere, le scene, catturate da una telecamera di videosorveglianza urbana, dell’omicidio di Simone Frascogna sono state proiettate giovedi, penultima udienza del processo, nell’aula della Corte d’Assise di Napoli. E dopo l’horror movie in tribunale il pubblico ministero della procura di Nola, Patrizia Mucciacito, ha chiesto il massimo della pena per l’assassino appena maggiorenne al momento dell’omicidio: ergastolo, fine pena mai. Una richiesta più unica che rara, davvero inusuale in casi del genere. Il pm c’ha messo pure il carico da novanta: ergastolo con isolamento diurno, per sei mesi. Giovedi l’omicida di Simone era lì, dietro le sbarre dello stanzone di tribunale, ad ascoltare quella richiesta di condanna dura come non mai. Domenico Iossa, 19 anni compiuti da poco, 18 quando uccise il suo quasi coetaneo Simone, è stato più volte definito da mamma Natascia “un figlio di Satana”. L’adolescente della vicina Pomigliano è cresciuto in un ambiente molto difficile, davvero problematico, con un papà morto prematuramente d’infarto e sospettato dagli inquirenti più volte di essere organico alla camorra ma sempre assolto, e un fratello maggiore pregiudicato per narcotraffico nonché legato ai clan di Acerra.  Intanto Domenico Iossa si trova recluso da un anno nel carcere di Poggioreale, dove alcuni mesi fa il fratello più grande si rese protagonista di una boutade che fece piangere di rabbia mamma Natascia. Si recò davanti alle finestra della cella in cui era rinchiuso Domenico e dalla sua auto “sparò” a tutto volume una canzone neomelodica attraverso cui annunciò la “pronta scarcerazione” del fratello. Ne fece anche un video che diffuse sui social.  Ma ora la musica è cambiata di colpo. Adesso c’è la prospettiva di una reclusione a vita. Il silenzio ha preso il posto delle sbruffonate sullo sfondo di un atto di violenza estrema. La sera del 3 novembre 2020 Simone Frascogna, studente dell’Isis Europa, era alla guida dell’auto della madre. Accanto a lui l’amico di sempre, Gino Salamone. A un certo punto però una vettura s’incollò a quella loro. Il conducente era Domenico Iossa. Faceva lampeggiare gli abbaglianti di continuo perchè voleva sorpassare per forza in uno spazio strettissimo, impossibile. E’ tutto contenuto nel filmato proiettato ieri. Quindi la seconda parte del video, quella terribile, quando Simone e Gino si fermarono più avanti, al centro di Casalnuovo, sul corso Umberto, a pochi passi dal municipio, per incontrare un altro amico. I ragazzi furono raggiunti dal branco in questo punto. Iossa e due suoi compagni, entrambi minorenni, residenti a Casalnuovo, partirono all’attacco. Domenico Iossa dalla strada accoltellò per tre volte Gino Salamone che si trovava ancora seduto in auto. Simone nel frattempo venne aggredito dai due minorenni ma riuscì a liberarsene dopo essere uscito dalla vettura. In un impeto di altruismo e coraggio Simone si lanciò subito al salvataggio di  Gino. Ma rimediò in un lampo una serie furiosa di coltellate al cuore da parte di Iossa. Simone Frascogna stramazzò a terra, in una pozza di sangue. La baby gang si dileguò. Comunque i tre giovanissimi aggressori vennero subito identificati dai carabinieri. Intanto i minorenni, a settembre, dopo il rito abbreviato sono stati condannati rispettivamente a 10 e 7 anni. Pene notevoli se si considera che non sono stati gli esecutori materiali dell’omicidio. La sentenza a carico di Iossa è attesa invece per il 16 dicembre. “L’ergastolo è ciò a cui è condannata una madre come me. In ogni caso il pubblico ministero ha affermato che l’assassino non ha dato mai alcun segno di pentimento e quindi non merita nessuna attenuante”, ha fatto sapere la mamma di Simone attraverso il suo legale, Antonio Pelliccia. Ma il legale di Iossa non la vede così. “L’ergastolo per un ragazzo così giovane – spiega l’avvocato Antonio Iorio – non prende in considerazione il principio costituzionale della finalità rieducativa della pena”.    

Sant’Anastasia, Marinella Gifuni rappresentante e vicepresidente F.A.I.R. della Regione Campania

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Nata da non più di due settimane, l’Associazione che vuole diventare il riferimento degli organizzatori autonomi di fiere ed eventi procede spedita nella sua attività di recruitmen all’insegna della qualità e della competenza.

 

Marinella Gifuni, rappresentante della regione Campania di F.A.I.R. (Fiere Autonome Italiane Riunite) con un esperienza trentennale nel settore logistico e ideazione di eventi,  assieme a Nicoletta Cardillo, vicepresidente e socia fondatrice della stessa e agli attuali colleghi, intende rappresentare e dare voce al comparto degli organizzatori autonomi di fiere ed eventi, attraverso un progetto iniziato nel periodo di fermo lavorativo dovuto alla pandemia che ci ha colpiti, e ancora ci pervade, che si è poi trasformato in realtà : “FAIR”.

La rappresentante afferma: “avevamo ben chiaro nella mente che il settore degli eventi, come si è purtroppo dimostrato, sarebbe uscito a pezzi dalle conseguenze della pandemia, eppure, strattonati dal ricordo delle positive esperienze professionali precedenti e dall’incognita di un futuro che in quei mesi non faceva intravedere nessuno spiraglio, abbiamo capito che nulla del nostro bagaglio di esperienze e contatti doveva andare perduto e che, anzi, in un momento così drammatico non potevamo fare altro che mettere insieme le nostre competenze per ricominciare più motivati di prima”.

F.A.I.R. può già vantare una bella squadra di lavoro a iniziare dai referenti regionali per ora di Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Abruzzo, Campania e Sicilia, elenco che speriamo di incrementare presto con le rimanenti regioni italiane. Per F.A.I.R. la competenza e la qualitàrappresentano i pilastri della sua attività, per questo la selezione dei suoi componenti si è basata sul possesso di questi importanti requisiti.

Marinella Gifuni ringrazia la sua equipe di lavoro, originata nel nord Italia ma che è stata aperta e disponibile al lavoro di gruppo, al divario regionale superando pregiudizi e difficoltà e alla multiculturalità, con l’auspicio di poter raggiungere insieme, gli obiettivi prefissati attraverso la salvaguardia e il miglioramento del proprio settore, diventando modello per le generazioni future.

Per saperne di più visita il sito www.associazionefair.it  o vai sulla  pagina FB Associazione FAIR.

VingustandoItalia, la regola delle tre T “Tipicità, Tradizione e Territorio”.

  Tipicità cammina di pari passo con il termine francese terroir, perché sono elementi convergenti.   Spesso nei miei articoli avrete letto la regola delle Tre T “Tipicità, Tradizione e Territorio”, ma cosa vuol dire? Cosa si intende per prodotto tipico? Perché suscita tanto interesse il legame tra territorio e tradizione? Le risposte a queste domande sono determinanti sia perché intorno ai prodotti tipici ruota un pezzo importante dell’economia e del turismo enogastronomico, sia per il valore culturale che esprimono i territori e le tradizioni ad esso legate.  L’attenzione al prodotto tipico risponde all’esigenza di tutelare le tipicità alimentari ed enogastronomiche e conoscere le culture ad esse collegate. Il prodotto tipico è un prodotto caratteristico con un forte legame con l’area geografica in cui nasce e possiede proprietà qualitative elevate, frutto di un insieme di fattori, tra i quali i processi artigianali di lavorazione tramandati da generazioni. Questa tipologia di prodotti è proposta, in opposizione a un mercato che tende alla standardizzazione dei gusti, per assecondare una domanda basata sulla genuinità, sulla esclusività dei prodotti, su ciò che di unico può offrire una località, intercettando la forte attrazione verso tutto ciò che rinvia al passato e alla natura. Il prodotto tipico è intrinsecamente legato a un territorio, che non indica solo un luogo fisico ma un insieme di condizioni che comprendono numerosi fattori: la storia, i saperi, le esperienze e le tecniche di lavorazione. Il nostro termine “Tipicità” cammina di pari passo con il termine francese terroir, perché sono elementi convergenti, determinando la necessità di difesa della “reputazione” del territorio prima ancora di quella del prodotto. Spesso si presume che il prodotto tipico appartenga da tempi remoti a un territorio e continui a essere realizzato secondo memoria, metodi e pratiche che affondano le loro radici nella tradizione. Si tratta di uno degli aspetti più problematici e pregnanti del concetto di “tipico”. Gli storici dell’alimentazione hanno messo in luce il carattere culturale del cibo, radicato in un contesto di pratiche, relazioni e significati sociali. Alla tradizione si associa la memoria, come ripristino del passato, in un continuo processo di ricostruzione da parte di un singolo e di una comunità. La tradizione, infatti, può essere considerata come l’esito di un processo sedimentato nel tempo, che ha selezionato i prodotti e le pratiche alimentari socialmente accolti. Un prodotto tipico, quindi, è “locale”, in quanto frutto del territorio da cui deriva; è “peculiare”, cioè portatore di caratteri distintivi, è “tradizionale, in quanto frutto di una memoria tramandata che ha sedimentato nel tempo grazie alle pratiche di preparazione e di consumo, che ricordano i modi di lavorazione, le abitudini, gli stili di vita, i simboli ed i riti. I consumatori sono attratti dal prodotto tipico per la sua natura di prodotto che viene dal passato, senza “tradirlo”. Grazie al fatto che la tradizione è tutto ciò che affonda le radici nel passato, diventa garanzia di un’autenticità che investe non solo il prodotto, ma anche le relazioni, gli stili di vita ed i sentimenti. Se si afferma che la tradizione sia in sé “buona”, questo implica la sua conservazione, la sua difesa e il suo tramandare ciò che nel passato è stato praticato. Il prodotto tipico diventa quasi un mito sinonimo di qualità, il cui richiamo rappresenta di per sé una garanzia. Le produzioni tipiche sono percepite come “meno industriali”: più naturali e rispettose dell’ecosistema in quanto associate ad attività artigianali e a minore impatto sull’ambiente di quelle industriali. Sono autentici i prodotti conosciuti da tempo, che hanno mantenuto inalterata la loro fisionomia, al contrario di contraffazione che è attribuita, più o meno implicitamente, alla moderna produzione industriale. La ritualità nell’acquisto gioca un ruolo importante nel sostenere l’autenticità: l’acquisto è spesso abbinato a eventi come le sagre, che rafforzano l’identità originaria del prodotto, richiamando l’idea di qualcosa fatto secondo un’antica sapienza. “Tipico” è ciò che ha radici, che affonda nel tempo e nella storia. Le radici sono una metafora per proteggersi dai cambiamenti, garantire stabilità e tenuta, restituire linfa e vita. Si studia la storia locale. L’immaginario si nutre di nostalgia, come i sapori buoni dell’infanzia, di consuetudini antiche che riportano a ricordi familiari. Per concludere possiamo affermare che il concetto di prodotto tipico si associa in modo indissolubile a un territorio inteso come luogo, non solo fisico ma anche antropologico, vale a dire un territorio con una sua storia, cultura, sapori, profumi e relazioni. (fonte foto: rete internet)

Il fumo per i clienti lo prende dal pozzetto del wc e lo vende dalla finestra, scoperto e arrestato

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  Sant’Antimo – Spaccio dalla finestra, scatta l’arresto. Ieri sera gli agenti del Commissariato di Frattamaggiore, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, nel transitare in via Diaz a Sant’Antimo hanno notato una persona che sostava sotto la finestra di un’abitazione e che, dopo un breve colloquio con un uomo che si era affacciato, ha ricevuto qualcosa in cambio di denaro e si è allontanata. I poliziotti hanno raggiunto e bloccato l’acquirente trovandolo in possesso di un involucro contenente 0,75 grammi di hashish; inoltre, hanno effettuato un controllo presso l’abitazione dello spacciatore dove hanno rinvenuto una stecca di 0,3 grammi circa della stessa sostanza mentre, in un pozzetto delle acque reflue collegato al wc dell’appartamento, hanno recuperato altre 18 stecche di hashish del peso di 25 grammi circa. Salvatore Marzocchella, 31enne di Sant’Antimo con precedenti di polizia, è stato arrestato per spaccio di sostanza stupefacente e l’acquirente è stato sanzionato amministrativamente per detenzione di sostanza stupefacente per uso personale.

S.Giuseppe, scappa dalla polizia: addosso ha la droga, nel garage auto rubata a Somma

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  San Giuseppe Vesuviano – Sorpreso con la droga e arrestato, nel garage ha pure auto rubata a Somma Vesuviana. Ieri sera gli agenti del Commissariato di San Giuseppe Vesuviano, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Santa Maria la Scala un uomo che, una volta sceso da un’auto, si è allontanato verso un edificio ed è ritornato consegnando qualcosa ad una persona in cambio di denaro. L’uomo, poco dopo, ha ripreso la marcia in direzione di via Mattiulli ma è stato bloccato e trovato in possesso di tre involucri contenenti 1,8 grammi circa di cocaina, una stecca di hashish del peso di circa 1,7 grammi e 270 euro; inoltre, i poliziotti hanno effettuato un controllo presso la sua abitazione in via Santa Maria la Scala dove hanno rinvenuto 2 portiere di auto, 3 autoradio, un navigatore satellitare, altre 2 buste contenenti 100 grammi circa di cocaina e diverso materiale per il confezionamento della droga. Infine, nel garage in uso all’uomo, hanno trovato un’autovettura risultata rubata lo scorso 29 ottobre a Somma Vesuviana e 5 motori di auto completi. A.A., 43enne di San Giuseppe Vesuviano, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e denunciato per riciclaggio; infine, il veicolo è stato riconsegnato al legittimo proprietario.

Mariglianella ha un nuovo Puc: l’ok della giunta

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  Mariglianella Nuovo Piano Urbanistico Comunale PUC adottato dalla Giunta Comunale. Riceviamo e pubblichiamo Mariglianella – L’Amministrazione Comunale di Mariglianella, guidata dal Sindaco Dott. Arcangelo Russo, avente come Assessore all’Urbanistica, Felice Porcaro, raggiunge un altro importante traguardo con il nuovo Piano Urbanistico Comunale. Le procedure erano state avviate circa due anni fa, nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti e coerentemente alle previsioni della pianificazione territoriale regionale e provinciale, per una nuova Pianificazione Urbanistica Comunale. I lavori per la redazione del P.U.C., per la stesura di tutti gli atti tecnici necessari all’adozione e alla sua successiva approvazione, vedevano l’attivazione dell’Ufficio di Piano i cui componenti assumevano il competente incarico professionale su Determina di conferimento n. 84 del 27 marzo 2019 del Responsabile del Servizio Tecnico Comunale, Ing. Arcangelo Addeo. Intanto presso la Casa Comunale di Mariglianella, si tenevano incontri per la partecipazione iniziale alla “Formazione del Piano Urbanistico Comunale”, quelli territoriali con la Cittadinanza e tematici con il mondo economico ed imprenditoriale ed ancora con l’Associazionismo culturale, civile e religioso. La Conferenza interistituzionale di pianificazione urbanistica CIPU vedeva la partecipazione degli Enti sovraordinati ed equiordinati. La Giunta Comunale, con delibera n. 79 del 28 dicembre 2020, addiveniva alla “Presa d’atto del preliminare di Piano e del rapporto preliminare ambientale (RPA) e avvio delle consultazioni”. Questa settimana, martedì 9 novembre 2021, la Giunta Comunale con la Delibera n. 74 ha adottato il “Piano Urbanistico Comunale (PUC). Adozione ai sensi della legge regionale 22 dicembre 2004, n. 16 e s.m.e. e del Regolamento 5/2001”. Il Sindaco, Dott. Arcangelo Russo, ha così espresso la sua soddisfazione e quella dell’intera Amministrazione Comunale: “Mariglianella ha un nuovo PUC (Piano Urbanistico Comunale), l’ultima modifica risaliva a 1983. Il nuovo piano regolatore è stato adottato martedì nella seduta di Giunta Comunale. La pianta del nostro paese è stata modificata dedicando soprattutto attenzione allo sviluppo produttivo, quindi, alla possibilità di creare nuovi posti occupazionali. Abbiamo previsto nuove strutture pubbliche, nuove aree verdi attrezzate e la possibilità di costruire nuove strutture sportive pubbliche o private. Inoltre, abbiamo pensato di potenziare la rete stradale per favorire una migliore viabilità nel nostro paese. Sono davvero soddisfatto del lavoro di tutto l’ufficio tecnico coordinato dall’ingegnere Arcangelo Addeo. Ringrazio anche l’Assessore all’Urbanistica Felice Porcaro per le idee e per il lavoro svolto ed iniziato con la vecchia amministrazione”.

Somma, Rianna chiede una seconda adunanza segreta: presentata l’interrogazione

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Il consigliere Salvatore Rianna ha presentato un’interrogazione diretta al Sindaco e all’Assessore al Personale, chiedendo la discussione in adunanza segreta, come già avvenuto per la questione del micronido, servizio mai partito. L’interrogazione verte su una delicata situazione verificatasi dopo una serie di decreti e deliberazioni.

Di seguito le dichiarazioni del Consigliere Rianna:

“Tenuto conto di una serie di atti che ritengo sintomo di una reiterata approssimazione e di mancate verifiche, ritengo necessario che la vicenda cui mi riferisco si discuta alla presenza dell’intero Consiglio Comunale e, vista la delicatezza degli argomenti che intendo sottoporre, lo si faccia ancora una volta in adunanza segreta. Tengo inoltre che tale discussione avvenga nei tempi più celeri possibili poiché la situazione paradossale creatasi a Somma Vesuviana si riverbera in maniera palese sull’Ambito n.22”.

Ucciso a 19 anni, chiesto ergastolo per l’assassino di Simone

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  CASALNUOVO – Il massimo della pena per l’assassino di Simone. Nella giornata di eiri è stata celebrata presso il tribunale di Nola la requisitoria per l’omicidio di Simone Frascogna, ucciso il 3 novembre 2020, a Casalnuovo. Il pm ha chiesto l’ergastolo per il 19enne Domenico Iossa, che ha confessato il delitto. Simone, suo coetaneo, venne assassinato con sette coltellate inflitte alle spalle, dopo una lite per motivi di viabilità caratterizzata, inizialmente, da calci e pugni. Per l’assassino c’è l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà di Simone e del tentato omicidio dell’amico di Simone, anche lui raggiunto dai fendenti. “Ci auguriamo che si arrivi a dare il massimo della pena a chi ha ucciso Simone”, ha detto il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli che ha seguito anche questa vicenda sin dall’inizio. “Per lui e per tutte le vittime della criminalità e della violenzadeve esserci giustizia vera. Basta con le scusanti, basta con la tolleranza, basta con le giustificazioni è tempo di ristabilire le regole e la giustizia sui nostri territori”. Nella foto Simone Frascogna

Controlli tra Palma, Ottaviano e Nola: ispezionate 11 ditte

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    Action day’ interforze nella ‘Terra dei Fuochi’: Napoli e  Caserta NOLA – Nella giornata dell’ 11 Novembre è stata effettuata nei Comuni di Napoli e Caserta, un’ operazione di controllo straordinario interforze contro lo smaltimento illecito e i roghi di rifiuti industriali, artigianali e commerciali.   Prosegue lo sforzo di repressione e prevenzione dell’abbandono illecito di rifiuti provenienti da utenze domestiche, industriali e agricole, mirato anche alle discariche abusive, secondo la pianificazione  stabilita con il coordinamento della Prefettura di  Napoli con la Prefettura di Caserta, le due Questure e con le altre Forze di Polizia delle provincie, in base alla programmazione proposta dall’Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania nell’ambito della Cabina di regia “Terra dei Fuochi”. Nell’attività di controllo e nella ricerca informativa degli obbiettivi vede impiegato l’assetto RAVEN (droni dell’Esercito italiano specializzati nella ricerca informativa) e il R.O.A.N. Guardia di Finanza di Napoli con  sorvoli aerei a supporto delle attività operative sul terreno nell’individuare aree destinate a sversamenti illeciti e possibili attività riconducibili. A tal proposito tali aree individuate e segnalate in fase di coordinamento, in seguito ad una analisi delle immagini per il  completamento delle informazioni, hanno portato al conseguimento di risultati operativi nella giornata odierna.   Partecipavano all’operazione interforze 20 equipaggi  per un totale di 48 unità, nelle località e nei siti in cui abitualmente vengono abbandonati e quindi conferiti in modo illecito i rifiuti sul territorio, controllando 11 attività imprenditoriali e commerciali di cui 01 sequestrata, 11 persone identificate, di cui  1 denunciata e  2 sanzionate, 200 mq di aree sequestrate, 10 Mc di rifiuti pericolosi e non, sanzioni comminate pari a 1.266,66 euro.   Nel dettaglio la composizione delle pattuglie interforze comprendeva: Raggruppamento Campania dell’Esercito su base Reggimento Cavalleggeri “Guide” (19°), Polizia di Stato di Nola (Na), Carabinieri Forestali di Roccarainola (Na), Carabinieri di Palma Campania (Na), R.O.A.N. Guardia di Finanza di Napoli, Guardia di Finanza di Ottaviano (Na), Polizia Metropolitana di Napoli, Ispettorato Centrale repressione frodi Italia Meridionale, Polizia di Stato di Castel  Volturno (Ce), Carabinieri di Grazzanise (Ce), Guardia di Finanza Territoriale di Capua, Carabinieri Forestali di Roccamonfina (Ce), Polizia Municipale di Grazzanise (Ce), ARPAC di Caserta, ASL di Caserta.

Armi nel divano e nel furgone, arresto dopo indagine dell’Antimafia

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  QUARTO – I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli hanno arrestato Crescenzo Catuogno, 39enne di Quarto già noto alle FF.OO, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. L’uomo è ritenuto gravemente indiziato di detenzione e porto di armi comuni e da guerra, ricettazione e detenzione di munizionamento senza la prevista comunicazione alle autorità di PS. Le indagini, coordinate dalla DDA di Napoli e condotte dai militari del Nucleo investigativo di Napoli, sono state avviate il 29 aprile dello scorso anno quando sono state rinvenute armi da fuoco e munizioni nei pressi di un’abitazione nel comune di Quarto Flegreo. Un mitra calibro 9 con 22 munizioni, un fucile a pompa e 31 cartucce cal. 12, in parte occultati nella fodera di un cuscino di un divano e in parte nell’abitacolo di un autocarro. Grazie all’analisi delle immagini di telecamere installate lungo il percorso verso l’abitazione e alle risultanze investigative ottenute con indagini tradizionali e tecniche, i militari hanno ripercorso il tragitto del veicolo, accertando che alla guida vi fosse l’odierno indagato. E il divano, quello nel quale è stata rinvenuta una parte delle armi, era stato trasportato proprio nel cassone di quel furgone.