San’Anastasia/Concorsopoli, il consigliere regionale Longobardi: “Si dia la parola alle urne”
Dal coordinamento cittadino di Sviluppo e Territorio e dal consigliere regionale Alfonso Longobardi, riceviamo e pubblichiamo.
Il coordinamento cittadino di Sviluppo e Territorio per Sant’Anastasia, unitamente al Consigliere Regionale della Campania, Alfonso Longobardi, per senso di responsabilità e rispetto delle Istituzioni, ritengono che occorra ridare quanto prima possibile la parola ai Cittadini.
Fatto salvo il principio garantista nei confronti degli indagati e rispettando pienamente il doveroso lavoro della magistratura, è ora opportuno che la Città e gli Anastasiani scelgano.
I Cittadini siano chiamati alle urne per avere, in piena trasparenza e legittimità politica e istituzionale, una nuova Amministrazione comunale: la Città non merita la gogna mediatica di queste ore, per questo siamo al fianco della Comunità locale e, come abbiamo sempre garantito la nostra presenza sul territorio, continueremo ad essere al fianco degli Anastasiani per il bene comune.
E’ indispensabile ridare la parola alle urne, il tutto nel rispetto dell’operato della magistratura che stabilirà verità e responsabilità.
L’azienda Auricchio inaugura il nuovo reparto a Somma Vesuviana
“Una scelta dettata dall’imprescindibile attaccamento alle nostre origini” – dichiarano univocamente i tre fratelli Auricchio – “un segnale importante, crediamo, per tutto il comparto agroalimentare italiano”.
Giovedì 1 9 Dicembre alle 11:00, alla presenza del sindaco Di Sarno e con la benedizione di Monsignor Alfonso Pisciotta si inaugurerà il nuovo reparto produttivo Auricchio presso lo stabilimento di Somma Vesuviana dove è stata implementata la prima linea a ciclo teso per Auricchio. Un grosso investimento in sviluppo e innovazione. Nello stabilimento di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, già si produceva l’Auricchio Giovane e fungeva da centro distributivo. I tre fratelli Auricchio alla guida del gruppo hanno deciso di investire in questa sede che rappresenta per loro il legame con le origine dell’azienda, nata nel 1877 a San Giuseppe Vesuviano. “Questo investimento è stato per noi una scelta sia di cuore sia strategica” – ha dichiarato Antonio Auricchio, Presidente di Gennaro Auricchio SpA – “Abbiamo sempre voluto mantenere la nostra presenza in queste aree a cui dobbiamo tanto: da quattro generazioni ci tramandiamo l’antica ricetta del nostro provolone, inventata dal bisnonno e che ci ha portato alla realtà che rappresentiamo oggi. Il sud Italia e in particolare la Campania rappresentano per noi un mercato di riferimento e mantenere la nostra presenza su questo territorio vuol dire anche essere sempre reattivi ad ogni richiesta del mercato.” Molto felice dell’investimento anche Alberto Auricchio, “Oltre ad aver ampliato la capacità produttiva abbiamo anche trasferito in questa sede la logistica che serve la Sicilia, altro mercato per noi molto importante e per il quale abbiamo certamente migliorato il servizio in termini di qualità e velocità. L’intero progetto che ha riguardato lo stabilimento di Somma Vesuviana è stato inserito nel PSR 2014-2020 della Regione Campania: un ringraziamento al Presidente De Luca, al consigliere delegato On. Nicola Caputo, alla struttura dell’assessorato alle politiche agricole e forestali e non per ultimo alla dott.ssa Vera Buonomo – presidentessa di COPAGRI che ha fornito costante supporto in tutto l’iter burocratico. Un ringraziamento al Sindaco Di Sarno
e a tutta l’amministrazione comunale per il sostegno che ci hanno dato.” Questo ampliamento porta lo stabilimento di Somma Vesuviana a produrre ogni giorno 13 tonnellate di provolone, con oltre 60 dipendenti. I lavori di ampliamento hanno coinvolto imprese locali che hanno fornito sia la parte edile sia di automazioni per le linee produttive. Il Provolone è da sempre il ns prodotto più rappresentativo – il 50 % del totale venduto in Italia e nel mondo è infatti a marchio Auricchio. “Abbiamo l’orgoglio di portare il Made in Italy nel Mondo – completa Giandomenico Auricchio – e lo facciamo mettendo il nostro nome su ciascuno dei nostri formaggi e quindi è ancora maggiore
la responsabilità di offrire ogni giorno il massimo della qualità nel rispetto delle nostre origini e tradizioni.”
Il gruppo Auricchio ha oggi otto stabilimenti, tutti in Italia, dove produce un’ampia gamma di formaggi della tradizione, oltre al “re” della sua produzione, il Provolone.
Nel 2018 il Gruppo ha realizzato un fatturato di oltre 280 milioni di euro e esportando in 60 Paesi nel mondo, tra i quali Nord e Sud America, Australia, Europa, Giappone, Cina, Emirati…
Sant’Anastasia/Concorsopoli e la finta coppia gay
Per truccare i concorsi e sostituire materialmente gli elaborati, due degli indagati della Concorsopoli anastasiana si fingevano una coppia gay e si rinchiudevano in un camping dell’area pompeiana. Il particolare che potrebbe sembrare piccante, ma rivela invece la disinvoltura di chi si ammantava di ogni cautela per evitare rischi, riguarda due delle persone in custodia nel carcere di Poggioreale.
L’ex segretario comunale di Sant’Anastasia, Egizio Lombardi, e l’imprenditore salernitano Alessandro Montuori agivano insieme, come ha raccontato ai giudici uno dei partecipanti al concorso snocciolando tutti i particolari riferitigli dall’altro componente della cricca, Pasquale Iorio. Il sistema funzionava così: il candidato pagante, cooptato da Iorio su presunta indicazione dell’indagato più eccellente, il sindaco Lello Abete, consegnava parte dei soldi prima della prova. Nel caso specifico, trattandosi dei posti a concorso di categoria C, il totale era di 20mila euro. Tre le prove da affrontare, la prima consisteva in quiz multipli e ai candidati privilegiati veniva raccomandato di annerire bene caselle a caso in ogni stringa, poi ci avrebbe pensato l’ormai noto giochetto cui Iorio si riferiva come ad un non meglio precisato «algoritmo». Passati i quiz, c’era la prova scritta e infine l’orale. Al candidato erano fornite sei tracce che avrebbe dovuto sviluppare e salvare su una pen -drive. La pennetta finiva nelle mani del segretario, detto anche ‘O Presidente per il suo ruolo nelle commissioni d’esame. Il candidato doveva poi ricopiare le tracce su fogli protocollo forniti da Iorio, una modifica dell’ultimo momento, giacché l’organizzazione aveva dovuto rivedere tutto per la presenza di un candidato pagante, un altro, al quale Iorio si riferiva come «la Capra». Gli elaborati sarebbero stati sostituiti in sede di concorso da Lombardi e Montuori, cosa facile giacché – ancorché custoditi in cassaforte nella sede del Municipio di Sant’Anastasia –erano accessibili al segretario che ne aveva le chiavi. Sia quelle del Comune, sia quelle della cassaforte. Lo scambio avveniva in un discreto bungalow per coppiette sotto il Vesuvio, dove Lombardi e Montuori si rinchiudevano, avendo stabilito che se qualcuno li avesse notati, avrebbero finto di essere una coppia omosessuale. Tutto fila liscio per il candidato che aveva già versato diecimila euro ma, dopo le prove scritte, si approssimava la tornata elettorale e mentre Iorio si lamentava del sindaco che a suo dire «parlava troppo», il segretario volava in vacanza a New York. A luglio, ad elezioni vinte da Abete, al candidato che ha poi raccontato tutto in Procura, furono consegnate le domande per l’orale. All’esame, per la copertura di sei posti, si classificò quarto. Su queste e su molte altre circostanze avrebbero dovuto ieri rispondere al gip Fortuna Basile e ai pm Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano gli indagati, in sede di interrogatorio. Lello Abete (difeso dagli avvocati Giovanni Pansini e Isidoro Spiezia), l’ex segretario Lombardi (avvocato Antonio De Simone), Alessandro Montuori (avvocati Vincenzo Desiderio e Antimo D’Alterio) e Pasquale Iorio (avvocato Sabato Graziano), si sono avvalsi della facoltà di non rispondere ma il sindaco continua a professarsi innocente ed estraneo ai fatti. Tutto ciò mentre si esprimeva anche il Riesame rispetto alle istanze di Lombardi e Montuori, annullando parzialmente la misura cautelare in riferimento al reato associativo – decisione per cui il pm potrebbe proporre ricorso in Cassazione – e confermando tutte le altre relative alla corruzione, con relativa esigenza di custodia cautelare in carcere.
Sant’Anastasia, la consigliera Giulia Raia: “Per rispetto dei cittadini, mi dimetto”

Screening neonatale esteso: passi in avanti per l’allargamento del panel
Si è svolto a Roma presso il Ministero della Salute il convegno dal titolo “Screening neonatale: dai progetti pilota all’adeguamento del panel”, a cura dell’O.M.A.R. (Osservatorio Malattie Rare)
Scopo: fare il punto sullo stato di attuazione dello screening neonatale esteso e valutare quanto emerso dai progetti pilota in vista di un ampliamento del panel relativo alle malattie sottoponibili a screening. Tra queste vi è l’Adrenoleucodistrofia, una malattia devastante che provoca gravi danni al sistema nervoso centrale con effetti altamente invalidanti, con un espressione clinica così eterogenea che attualmente la diagnosi è molto complessa e rischia di arrivare in ritardo. I tempi sembrerebbero essere maturi: infatti da una parte vi è la precisa volontà politica di adeguamento del panel, dall’altra l’impegno del mondo medico-scientifico e delle associazioni dei pazienti per raggiungere obiettivi comuni. Un allineamento di forze che si dispiega da Nord a Sud, con progetti pilota già avviati o in partenza, caratterizzati da un’ottica paziente-centrica, in cui è centrale lo screening neonatale, ma anche il percorso di presa in carico ed assistenza integrata long life: dalla Lombardia alla Toscana, passando per la Campania, senza dimenticare i passi in avanti fondamentali compiuti in Veneto e in Lazio.
Michele è un bambino di Rimini: verso i sette anni ha cominciato a scrivere fuori dal rigo del suo quaderno a scuola… a distrarsi. Le maestre hanno chiesto ai genitori di affidarlo ad un supporto psicologico perché aveva dei disturbi del comportamento. Michele ha cominciato dopo qualche mese a perdere l’equilibrio, poi a parlare sempre meno… Michele, come tanti Michele, come Lorenzo Odone, come tutti i Lorenzo, come Francesco, oggi in stato di ridotta coscienza, da cui tutta la storia dell’Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia ha avuto inizio, forse avrebbero potuto avere una vita diversa, se la diagnosi fosse arrivata in tempo.
Ed invece oggi non parlano, non vedono, non si muovono, non si alimentano, se non per via enterale.
Nonostante tanti passi avanti e tanti sforzi oggi sussiste ancora un vuoto di conoscenza diagnostica e assistenziale per l’Adrenoleucodistrofia.
Si resta nelle mani della fortuna, che agisce proprio come una dea bendata, nella speranza di entrare, quasi per caso, in uno dei centri di riferimento della patologia che darà le indicazioni giuste e di farlo prima che intervengano gravi danni al Sistema Nervoso Centrale.
Ma potrebbe non essere più così.
Questo grazie allo screening neonatale esteso, un percorso integrato e multidisciplinare che, introdotto con la legge 167/2016 , oggi consente di individuare precocemente ben 40 malattie metaboliche in tutti i nuovi nati sul territorio nazionale.
“Nessuna Regione deve rimanere indietro – sottolinea il viceministro della Salute Piepaolo Sileri -. E’ importante l’uniformità di accesso e di attuazione su tutto il territorio nazionale, perché, dopo aver creato una legge sullo screening neonatale, non si possono fare passi indietro. C’è l’assoluta volontà politica di impegnarsi per l’estensione alle patologie neuromuscolari genetiche, alle immunodeficienze combinate severe e alle malattie da accumulo lisosomiale, valutando sia la fattibilità, sia i costi-benefici. A breve partirà un tavolo tecnico presso il Ministero della Salute. L’obiettivo è quello di valutare nello specifico le patologie da includere nei test e di definire la presa in carico migliore in caso di esito positivo”.
Ad oggi l’Italia è prima in Europa per numero di malattie sottoposte a screening. Si pensi ad esempio che Romania e Malta ne hanno appena 2 e la Francia solo 5.
“La legge 167/2016 – evidenzia la senatrice Paola Taverna, che ne è la promotrice è stata approvata già in fase deliberante, quindi all’unanimità. Scoprire tempestivamente una patologia, indirizzando ad una terapia, vuol dire dare ad un bambino la possibilità di avere una vita sana e felice, è indicatore di una sanità valida e consentirebbe un SSN sempre più sostenibile ed universale”.
A farle eco anche Domenica Taruscio, direttrice del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità: “Lo screening neonatale – evidenzia – mette in sicurezza anche il Servizio Sanitario Nazionale. Abbiamo 9 laboratori attivi a livello regionale e 6 interregionali, con 29 centri clinici. Non è necessario, infatti ‘fare tutto in casa”, anzi è auspicabile che soprattutto le regioni con un bacino di utenza più piccolo attivino accordi interregionali”.
L’Adrenoleucodistrofia è una patologia X legata, trasmessa cioè dalle madri portatrici ai figli maschi (gli uomini affetti trasmettono solo lo stato di portatrice alle femminucce, che tuttavia svilupperanno neuropatie in età avanzata). L’ALD ha un’incidenza di 1 su 15-17mila nuovi nati, con un incremento atteso di 35-40 casi all’anno. I casi diagnosticati sono tra i 200 e i 300, ma si stima che ben 3500-4000 persone ne siano affette. Un recente studio dell’Università del Minnesota parla però di numeri 5 volte più alti di quelli attualmente ipotizzati.
“E’ una malattia – sottolinea Valentina Fasano, presidente dell’Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia – per la quale si contano più di 900 mutazioni del gene ABCD1, senza correlazione genotipo-fenotipo, con grande eterogeneità nell’espressione clinica e differenti età di esordio della sintomatologia”.
Per riuscire ad intervenire precocemente e donare a tanti bambini una vita serena occorrerebbe agire nella cosiddetta finestra pre-sintomatica, prima che il sistema nervoso centrale riporti danni irreversibili.
“Abbiamo il test che è pronto e sicuro – continua la presidente AIALD – e la malattia è una delle più semplici da screenare. Inoltre un recente studio condotto dall’Università di Sheffield ci dice che lo screening neonatale costituirebbe un vantaggio anche dal punto di vista economico, oltre che etico e morale”.
Proprio per l’Adrenoleucodistrofia arriva la notizia che è in fase di avvio, a partire dalla Toscana, un progetto pilota per raccogliere congrue evidenze scientifiche sull’efficacia del test di screening.
“E’ di fondamentale importanza applicare le tecnologie alle malattie rare – mette in risalto Giancarlo La Marca, presidente Simmesn e rappresentante della Conferenza Stato-Regioni -. Infatti lo screening permette che la diagnosi arrivi prima della manifestazione dei sintomi, quando la patologia è ancora asintomatica. Sono stati raggiunti risultati importanti: allo stato attuale circa il 96,5% dei nuovi nati viene sottoposto a screening per 40 patologie metaboliche. Ma io non sono ancora contento di questi numeri: manca all’appello la Calabria. Dobbiamo fare di più”.
UNA MALATTIA CHE RIDUCE ALLA DISPERAZIONE L’INTERO NUCLEO FAMILIARE
Migliore qualità della vita non solo per i pazienti ma anche per famiglie e caregiver.
“Non si può immaginare il carico di fatica per chi assiste un malato di adrenoleucodistrofia – continua Valentina Fasano – che si traduce in una quotidianità equiparabile ad un vero e proprio calvario dal punto di vista fisico, emotivo, psicologico ed economico. Ve ne potrebbe parlare Caterina, con due figli che si si sono ammalati a distanza di 7 anni l’uno dall’altro. Bisognerebbe che conosceste Pompea che per 10 anni non ha messo un piede fuori casa, non ha più dormito nel suo letto, perché la sua vita era accanto a Giovanni, come nuovamente legati da un cordone ombelicale. Tutta la notte a tenerlo in braccio per alleviare le sue crisi, tutto il giorno ad alimentarlo con un cucchiaino di cibo”.
Ma non bisogna dimenticare chi non potrà accedere allo screening come ad esempio le persone adulte: l’obiettivo, secondo quanto ribadisce Fasano, dovrebbe essere quello di fornire un’assistenza completa, coordinata e continua, adattata allo sviluppo del paziente durante tutto l’arco di vita che risponda alle esigenze di una specifica alimentazione con cibi opportunamente supplementati, di assistenza domiciliare e di ausili necessari a garantire un’esistenza dignitosa.
LA SITUAZIONE DELLO SCREENING NEONATALE IN CAMPANIA
In Campania lo screening neonatale ha avuto avvio nel 2007 con un progetto pilota. A marzo 2019 è arrivata una delibera finalizzata ad evidenziare con precisione chi fa cosa, cioè i ruoli e le competenze del sistema di screening neonatale.
L’informativa viene distribuita durante i corsi pre-parto, nei punti di accompagnamento alla nascita e nei centri nascita ed è stato anche avviato il dialogo con i pediatri.
“Nel 2020 – spiega Margherita Ruoppolo, responsabile del laboratorio di screening del Ceinge Biotecnologie avanzate – sono previsti corsi di formazione sulle modalità di raccolta dello spot ematico, rivolti ai centri clinici, e momenti di formazione per i pediatri di famiglia”.
UN PROGETTO PILOTA IN CAMPANIA
Si sta svolgendo in Campania un progetto pilota sull’Adrenoleucodistrofia, ideato, realizzato e coordinato da Marina Melone direttrice del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Avanzate & Centro Interuniversitario di Ricerca in Neuroscienze dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.
Il Progetto che prende il nome di MISSION-MEM è volto a creare un nuovo paradigma per dare voce ai pazienti affetti da adrenoleucodistrofia ed adrenomieloneuropatia e intende delineare un percorso organico ed efficace di assistenza long life che passi indispensabilmente attraverso Informazione/Formazione/Networking, Screening precoce fino a quello neonatale e Prevenzione.
“Il nostro centro universitario dalla metà degli anni ’80 ha individuato 10 famiglie affette dalla mutazione genetica ed attualmente abbiamo in follow-up circa 20 pazienti con quadro clinico AMN plus. Mission-Mem rappresenta un ulteriore passo in avanti che si pone in continuità col nostro impegno come centro di riferimento in Campania per la patologia e con la nostra missione a favore dei pazienti”.
In base a quanto afferma Melone, è essenziale la formazione di laboratori specializzati per le diagnostica delle malattie metaboliche in Campania, in particolare per l’adrenoleucodistrofia, un aspetto che consentirebbe di ridurre costi, indirizzando subito i pazienti verso un’assistenza adeguata.
“La stessa migrazione regionale di pazienti – continua la direttrice del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Avanzate – è un costo che dovrebbe essere abbattuto facendo sì che ogni paziente venga indirizzato al centro della sua regione, laddove presente, o della Regione territorialmente più vicina”.
FARE RETE CON LE ALTRE ASSOCIAZIONI DEI PAZIENTI
Da più parti viene ribadito come la legge debba agire da facilitatore, laddove esista già una terapia e non trasformarsi in un limite, diventando pastoia burocratica. I bambini non possono aspettare: avere una diagnosi efficace, infatti, equivale ad assicurare un’esistenza normale e non costellata da ricoveri in terapia intensiva o vissuta in stato di ridotta coscienza. Vari i momenti cruciali del percorso di screening: quello della conferma diagnostica; quello della consulenza genetica accompagnato da una comunicazione chiara e corretta; quello della presa in carico di tutta la famiglia, in particolare se con alto rischio genetico, che deve essere accompagnata nella quotidianità.
“Bisogna continuare a parlare di questi pazienti – rincara la dose la presidentessa AIALD – per restituire loro la piena dignità di esseri umani”.
Sant’Anastasia, il consigliere regionale Emilio Borrelli, con Ines Barone (Verdi). “Abete si dimetta”
Raffaele Abete, sindaco di Sant’Anastasia, arrestato per corruzione. Verdi: “Le accuse sono gravi e le dimissioni sono un atto dovuto”.
Grave accusa per il sindaco di Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, Raffaele Abete: corruzione per manomettere i concorsi pubblici. Assieme ad Abete sono altri cinque gli indagati. Il sindaco, con la complicità degli altri indagati, avrebbe alterato per via telematica i risultati di concorsi pubblici in cambio di tangenti che vanno dai 30 ai 50 mila euro.
“La notizia dell’arresto di Abete e delle accuse ci ha molto scossi. E’ il secondo sindaco in pochi anni che è stato colpito da una vicenda di corruzione. Il suo predecessore fu arrestato e condannato per aver preso delle tangenti. Abbiamo fiducia nella magistratura e ci auspichiamo che le indagini facciano il loro corso, che la verità venga a galla e che Abete possa dimostrare la propria estraneità ai fatti. Per noi l’unico tipo di politica possibile è fatta da azioni amministrative trasparenti e legali. Altri modi di fare politica non ci appartengono. E quindi visto che le accuse sono gravissime le dimissioni per quanto ci riguarda sono un atto dovuto.”- dichiarano il commissario cittadino di Sant’Anastasia Ines Barone e il consigliere regionale del Sole che Ride Francesco Emilio Borrelli.
Natale, doppio appuntamento con i libri: Franco Di Mare e Viola Ardone a Nola
Franco Di Mare e Viola Ardone a Nola ospiti del circolo culturale Passepartout. Il noto giornalista e la scrittrice candidata al premio Strega saranno in città rispettivamente mercoledì 18 e giovedì 19 dicembre.
Di Mare mercoledì alle 18.30 presenterà il suo ultimo romanzo “Sarò Franco” nel museo storico archeologico di via Senatore Cocozza. A promuovere l’incontro, insieme a Passepartout, il Lions club Nola Ottaviano Augusto presieduto da Michela Rega ed il Rotary club Nola Pomigliano d’Arco guidato da Vito Barone.

Stessa location giovedì 19 dicembre per Viola Ardone in città per presentare con la Fidapa di Maria Manganiello il libro “Il treno dei bambini”.

All’evento prenderanno parte anche il direttore del museo Giacomo Franzese e la dirigente scolastica dell’istituto Masullo Theti di Nola Annamaria Silvestro.
“È la rete delle associazioni che contribuisce a rendere viva una comunità – spiega Rosa Barone del circolo culturale Passepartout – Ringrazio Lions, Rotary e la Fidapa per aver voluto organizzare, insieme al circolo di cui sono referente letteraria, eventi culturali capaci di catturare interesse favorendo buone alternative in questo ricco Natale”.
Sant’Anastasia, il Riesame conferma le esigenze cautelari per Lombardi e Montuori
Mentre il tribunale della Libertà per l’ex segretario Lombardi e l’imprenditore Montuori (difeso dagli avvocati Vincenzo Desiderio e Antimo D’Alterio) ha annullato parzialmente la prima misura (quella riferita al reato associativo), i giudici del Riesame hanno comunque ritenuto di confermare le esigenze cautelari in carcere. L’avvocato Antonio De Simone, difensore di Lombardi, ha fatto sapere che non proporrà istanza di Riesame per l’altra ordinanza, nel frattempo il suo cliente, come tutti gli altri indagati questa mattina, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
All’interrogatorio di questa mattina nella casa circondariale di Poggioreale erano presenti sia il gip Fortuna Basile che i due pm, Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano. Il sindaco Lello Abete, come Pasquale Iorio (assistito dall’avvocato Sabato Graziano), Egizio Lombardi e Alessandro Montuori hanno preferito non rispondere alle domande. L’avvocato Isidoro Spiezia che, insieme a Giovanni Pansini, ha assunto la difesa del sindaco fa sapere che Abete, al momento sospeso dal prefetto, continua a dichiararsi estraneo ai fatti e ribadire di essere totalmente all’oscuro dei reati che gli vengono contestati. In ogni caso starebbe, per ragioni che il legale ha definito di «trasparenza», valutando le dimissioni dalla carica di primo cittadino di Sant’Anastasia.
Nemmeno Lombardi, Montuori e Iorio, che insieme al sindaco sarebbe il più provato dalla pena detentiva, hanno risposto ai giudici. Si attende ora l’esito del Riesame per sindaco e consigliere (che avrebbe già provveduto alle dimissioni dall’assise di Sant’Anastasia), ma l’esito per i due, avendo lasciato già in piedi nella prima sentenza i capi di imputazione relativi alla corruzione, sarebbe scontato a meno di novità.
Sant’Anastasia, lettera in redazione: “Altro che assicurare i servizi, le scuole cadono a pezzi”
Da Luigi Russo, cittadino anastasiano ed ex segretario del Psi, riceviamo e pubblichiamo.
Gentile direttore,
in un comunicato dell’Amministrazione Comunale si legge che, nonostante le note vicende giudiziarie, non si pensa alle dimissioni per «continuare a garantire i servizi». Quali servizi? Il plesso scolastico Liguori cade a pezzi, mettendo in serio pericolo i nostri figli e pure i docenti e i collaboratori.
Qualche giorno fa, all’incontro scuola – famiglia, ho dovuto far mettere una cattedra sotto una plafoniera cadente per evitare che qualcuno ci transitasse sotto ed evitare infortuni. Sono corpi illuminanti che risalgono agli anni ’60 e chi volesse garantire un minimo di servizi dovrebbe sostituirli.
Il bagno delle maestre è guasto da mesi, l’impianto di riscaldamento non sempre funziona, nel corridoio ci sono vetri lesionati; lavagne, sedie, banchi ed altre attrezzature scolastiche sono depositate da un anno fuori dalle aule e nel giardino. Quelle che ho elencato sono alcune delle tante cose che non funzionano. Vorrei ricordare a chi deve intervenire che la sicurezza non prevede tempi tecnici ma interventi immediati, diversamente la struttura va chiusa. Tengo a precisare che gli amministratori sono a conoscenza di questo scempio. E parlano di garantire servizi!
Ad Afragola una giornata di prevenzione sull’alimentazione
Continuano le giornate di Prevenzione e Promozione della salute. Il Piano Nazionale della Prevenzione è parte integrante del Piano Sanitario Nazionale, affrontando le tematiche relative alla promozione della salute e prevenzione delle patologie.
L’AVIS, sede di Afragola (Na) ed il Consiglio Regionale della Campania -V Commissione Sanità- con il proprio Patrocinio morale e Partecipazione, daranno vita ad una nuova giornata di prevenzione volta alle patologie tiroidee. Il Titolo della giornata è il seguente: “Dall’epigenetica alla diagnosi, passando attraverso l’alimentazione”.
L’importanza di come l’ambiente influenza ed influisce sul patrimonio genetico, fino alla comparsa di patologie e come l’alimentazione può intervenire positivamente su queste, prevenendole, risolvendole oppure rallentandole quando già presenti.
Giovedi 19 dicembre 2019 ore 15.00 presso il Centro AVIS, sede Afragola.
Interverranno il Dott.re Enrico Sangiovanni, Presidente AVIS Casoria e l’On. Bruna Fiola, Consiglio Regionale della Campania, componente della V Commissione Permanente Sanità e Sicurezza sociale.
Medici Specialisti per la propria disciplina, La Dott.ssa Teresa Esposito Medico Chirurgo Specialista in Bioch. Clin. e Genetica molecolare, Specialista in Scienze dell’alimentazione – Dietologia clinica- PhD in Scienze Mediche Cliniche e Sperimentali, e consulente Presidente V Commissione Sanità Consiglio Regionale della Campania ed il Dott.re Guido Pone, Medico Specialista Nefrologia, ecografia SIUMB, si susseguiranno per affrontare il tema delle tiroidopatie, offrendo alla comunità il loro contributo scientifico.
Seguiranno esami diagnostici gratuiti (Ecografie tiroidee) e donazioni sangue, eseguiti dagli stessi, previa prenotazione.
Questo progetto, prende vita grazie al supporto, completamente a titolo gratuito, di aziende leader nella nutraceutica come Agaton e nella tecnologia per diagnostica strumentale come Medisol.
Offrire il proprio contributo in qualità di divulgazione, visite mediche ed esami diagnostico-strumentali gratuiti, questa lo spirito che è alla base del progetto. In Italia si è fatta molta strada in tema di prevenzione e la Campania mantiene alto il suo impegno.
