Mentre il tribunale della Libertà per l’ex segretario Lombardi e l’imprenditore Montuori (difeso dagli avvocati Vincenzo Desiderio e Antimo D’Alterio) ha annullato parzialmente la prima misura (quella riferita al reato associativo), i giudici del Riesame hanno comunque ritenuto di confermare le esigenze cautelari in carcere. L’avvocato Antonio De Simone, difensore di Lombardi, ha fatto sapere che non proporrà istanza di Riesame per l’altra ordinanza, nel frattempo il suo cliente, come tutti gli altri indagati questa mattina, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
All’interrogatorio di questa mattina nella casa circondariale di Poggioreale erano presenti sia il gip Fortuna Basile che i due pm, Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano. Il sindaco Lello Abete, come Pasquale Iorio (assistito dall’avvocato Sabato Graziano), Egizio Lombardi e Alessandro Montuori hanno preferito non rispondere alle domande. L’avvocato Isidoro Spiezia che, insieme a Giovanni Pansini, ha assunto la difesa del sindaco fa sapere che Abete, al momento sospeso dal prefetto, continua a dichiararsi estraneo ai fatti e ribadire di essere totalmente all’oscuro dei reati che gli vengono contestati. In ogni caso starebbe, per ragioni che il legale ha definito di «trasparenza», valutando le dimissioni dalla carica di primo cittadino di Sant’Anastasia.
Nemmeno Lombardi, Montuori e Iorio, che insieme al sindaco sarebbe il più provato dalla pena detentiva, hanno risposto ai giudici. Si attende ora l’esito del Riesame per sindaco e consigliere (che avrebbe già provveduto alle dimissioni dall’assise di Sant’Anastasia), ma l’esito per i due, avendo lasciato già in piedi nella prima sentenza i capi di imputazione relativi alla corruzione, sarebbe scontato a meno di novità.


