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Da padre Alessio Romano e dall’intera comunità Domenicana di Madonna dell’Arco, riceviamo e pubblichiamo. 

Si è spenta, questa mattina, presso le Case di riposo di Madonna dell’Arco Suor Maria Margherita Seclì op, figlia delle Suore Domenicane di Madonna dell’Arco, per più di 50 anni instancabile operatrice di bene e carità nelle opere dello stesso Santuario.

Suor Margherita era nata a Parabita (Le) il 4 agosto del 1936, dal padre Cataldo e dalla madre Maria Rosaria e insieme ai 2 fratelli e alle 4 sorelle vengono educati alla fede. Suor Margherita fin da giovane frequenta l’Azione Cattolica presso la chiesa madre di Parabita e sotto la guida del Parroco e dei padri Domenicani, custodi del Santuario della Madonna della Coltura, coltiva la sua vocazione alla vita religiosa.

Il 27 dicembre del 1965 entra a far parte della Congregazione delle Suore Domenicane di Madonna dell’Arco e fa il suo ingresso nella Comunità di Noviziato Sant’Anastasia. Pertanto, trascorre gli anni della formazione iniziale, presso il Convento Santa Caterina da Siena in Sodani, dove per volontà dei superiori e con grande slancio personale intraprende anche gli studi per diventare infermiera. Nel 1967, al termine del noviziato, emette la professione semplice e il 30 settembre 1973 la professione solenne, promettendo a Dio e alla Beata vergine Maria di amarli e servirli con immenso amore e in spirito di carità e servizio fino alla morte.

Dopo una breve esperienza presso il Convento Santa Maria della Sanità in Mariglianella, nei primi anni settanta prende dimora presso la comunità dell’Orfanotrofio Femminile di Madonna dell’Arco. In quest’opera del Santuario, insieme alle sue consorelle e ai frati Domenicani, Suor Margherita si prende cura delle bambine che venivano affidate alla cura materna delle suore nella struttura assistenziale. Svolgerà questo delicato compito, con immenso spirito materno e con grande gioia “memore di quanto ha detto il Signore Gesù: qualunque cosa che avrete fatto a questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me!” Terminò quella lunga esperienza nel mese di giugno del 1997, quando l’orfanotrofio fu chiuso per l’entrata in vigore della nuova legge statale che prevedeva l’accoglienza dei minori in case-famiglia o affidatarie o adottive. Conclusa quella esperienza, Suor Margherita fu trasferita presso le Case di Riposo Madonna dell’Arco, allo scopo di dedicarsi al servizio del Santuario e alla cura religiosa degli ospiti delle strutture per gli anziani. Tutto ciò lo ritenne sempre una grazia della Madonna perché era la sua grande aspirazione.

L’eco, la premura, la maternità di quell’amore che suor Margherita ha diffuso negli anni di apostolato presso l’orfanotrofio, è ancora vivo nelle tante bambine, oggi ormai donne, che l’anno sempre considerata come una seconda mamma, o come l’unica mamma della loro vita. In tutti questi anni e soprattutto in quest’ultimo mese, quando un’emorragia cerebrale l’ha costretta a trascorrere l’ultimo mese di vita a letto, le sue bambine, così amava chiamarle lei: Elsa, Michela, Rita, Anna, Antonietta, Marianna, Alessandra, Rosaria e tante altre, non le hanno fatto mancare il loro affetto visitandola spesso e rimanendo a lungo al suo capezzale.

Donna umile e di grande fede, ha sempre saputo trovare una parola buona per tutti. Materna con le bambine alle quali cuciva vestitini e divise, le educava alla fede e raccontava loro il Vangelo come una storia stupenda, da amare e imitare, così come era stata quella della sua vocazione, vissuta da lei nella quotidianità, nella preghiera e nel servizio agli altri. Suor Margherita era capace di donare tanta gioia e serenità, quella serenità che sapeva trasmettere col suo sorriso e col suo entusiasmo a chiunque la incontrava.

Dal 1997 fino ad oggi, ogni domenica, era presente in Santuario per accogliere i pellegrini presso la sala offerte. Era solita donare loro un’immaginetta della Madonna, invitando tutti a pregare la Mamma dell’Arco e consolando chi, in lacrime, le chiedeva preghiere per le sue necessità.

Un affetto immenso la legava ai sacerdoti, per i quali ogni giorno pregava, offrendo ogni penitenza e ogni piccola sofferenza della sua vita per la loro perseveranza e per la loro salvezza. Abile sarta, una volta smesso di lavorare per le sue bambine, si è dedicata a cucire per il decoro del Santuario e dei suoi frati. Dalle tovaglie per l’altare della Madonna, i lini per la messa, camici e casule per i sacerdoti, fino agli abiti religiosi dei frati…. tutto faceva con amore e per amore perché, per lei, quello era anche la sua preghiera. Quando le si chiedeva qualcosa era subito pronta e disponibile e sempre rispondeva “con l’aiuto della Madonna sarà fatto”.

“L’aiuto della Madonna!” Ogni suo lavoro era fatto con l’aiuto della preghiera a Maria e, ogni cosa bella, l’aveva sempre fatta la Madonna. Il merito era sempre della Madonna che le aveva guidato le mani e la mente nel fare qualsiasi lavoro. La Madonna da lei tanto amata e che, come sempre amava raccontare, non l’aveva mai abbandonata, ma sorretta e aiutata in tutti i giorni della sua vita, le donava quella gioia impagabile che traspariva dai suoi occhi lucidi e sorridenti.

Con queste poche righe vogliamo dire Grazie a suor Margherita.

Grazie per aver detto si a Dio ed esserti donata a Lui totalmente.

Grazie per le carezze che hai dato alle bambine che Dio ti ha affidato.

Grazie per l’affetto che hai donato agli anziani.

Grazie per l’esempio che ci hai dato di come si segue e si ama Cristo: umile, povero e obbediente.

Grazie per le preghiere che hai fatto per noi religiosi e religiose al servizio del Santuario.

Grazie per il sorriso e le parole di conforto che hai donato ai pellegrini che giungevano al Santuario.

Con te se ne va un pezzo importante della storia del Santuario e delle sue opere, ma resterà indelebile il tuo esempio di religiosa e di donna che ha saputo testimoniare la carità di Cristo con il suo operato: umile, silenzioso, discreto e generoso.

Dal 1997 fino ad oggi suor Margherita è vissuta nelle due Case di Riposo, sempre a Madonna dell’Arco, realizzando in pieno la sua vocazione: spendersi per amore della Madonna e dei Sacerdoti… Era solito dire: avrei bisogno di più tempo per fare tanto e fare meglio… per accontentare tutti ed essere felice di sentirmi utile. Il suo, però, lo ha ben investito, anticipandolo nel cuore dell’Eterno. Ad ognuno che le faceva visita, offriva un “bitter” perché, come diceva lei, il caffè non sapeva farlo. Così ci si sentiva ristorati dalla sua semplicità e dalla bontà che sgorgavano dal suo cuore, senza alcuna distinzione per nessuno.

Il 30 settembre del 2017, nel santuario di Madonna dell’Arco da lei tanto amato, ha celebrato il cinquantesimo anno della sua consacrazione religiosa, festeggiata da Consorelle, Confratelli e familiari. Il Suo ringraziamento, a braccio, è stato un “Magnificat”, un canto di lode all’Altissimo, per le “mirabilia Dei” ricevute. Simile ad una piccola bambina che si rivolge alla mamma, così Lei con la Mamma dell’Arco.

Domenica 17 novembre, dopo aver partecipato alla messa delle 7, ha preso il “suo posto” nella sala offerte. A fine mattinata, come “dopo aver fatto tutto ciò che doveva fare” è stata colpita da una sincope che l’ha portata ad una infermità grave. Da subito le condizioni sono apparse irreversibili, così dopo un primo ricovero presso l’ospedale civile, su consiglio dei medici e in accordo con i familiari, la portammo a casa sua, così come chiamava le case per anziani dove lei viveva. Nei momenti di lucidità e di dormiveglia riusciva a riconoscere chi le andava a far visita, ringraziava con voce flebile e sommessa, salutava con la mano e diceva a tutti: “Grazie, Grazie, quante premure per me…. Quanto fastidio…”  Ricevuto il sacramento dell’Unzione degli infermi per due volte, si è addormentata nel Signore all’alba del 18 dicembre 2019.

Ci piace pensare e la fede ce lo fa sperare che adesso, come fiore profumato e delicato, come margherita graziosa, occupa il posto preparato dal Signore Gesù per lei, in quel giardino di Dio, dove i colori della carità compongono il volto della Misericordia del Padre.

Intercedi per noi, Suor Margherita, facci il dono della letizia del cuore, quella letizia che non appassisce né marcisce, perché fondata su Cristo Risorto e Vittorioso da morte.