Museo Archeologico di Nola, Tino Simonetti presenta il primo almanacco del Nola Calcio

Oltre 100 anni di storia della squadra di Nola raccontati nel primo almanacco della città. L’evento, realizzato da Tino Simonetti con la presenza del presidente della Lega nazionale dilettanti, Cosimo Sibilia, sarà presentato questo pomeriggio presso il Museo Archeologico di Nola. La storia del Nola Calcio racchiusa in tre libri: il mastodontico lavoro di recupero di tutto ciò che ha accompagnato i bianconeri dalla categoria dilettantistica come la Promozione a quella nazionale in C; un racconto che parte nel 1910, anno in cui è nato il calcio a Nola e arriva fino ai nostri giorni. Il desiderio da parte del nolano Tino Simonetti di creare un archivio storico messo a disposizione di tutta la città nasce in un momento ben preciso, nel 2002, anno in cui si è assistito al fallimento della squadra. Di qui quello che poi si è trasformato nel bisogno di raccontare cos’era davvero il Nola attraverso le statistiche, le presenze dei giocatori, l’analisi dei marcatori, foto, cronache, amichevoli, nella speranza che qualche importante imprenditore possa prendere a cuore la storia di una squadra tanto longeva, riportandola ai fasti di un tempo. Il lavoro certosino non poteva che essere curato con minuzia di particolari da un nolano DOC, divenuto Maestro della Festa dei Gigli nel 2019 con una carriera canora alle spalle ultratrentennale. La passione di Tino Simonetti per il collezionismo della storia della sua città non è una novità del 2020. Già due anni fa è stato in grado di pubblicare in 4 dvd più di seimila brani della tradizione popolare dal 1898 ad oggi – un lavoro durato 15 lunghi anni per riportare in luce la memoria della Festa. La raccolta che ripercorre tutte le tappe della squadra è suddivisa in tre volumi e sarà presentata questo pomeriggio alle ore 17:30 presso la sala convegni del Museo Archeologico di Nola. Ospite speciale dell’evento sarà Pino Wilson, uno dei più grandi capitani che si possano annoverare nella storia della Lazio, campione d’Italia nella stagione calcistica 73/74; Cosimo Sibilia, presidente della Lega nazionale dilettanti; Felice Centofanti, dirigente sportivo dell’Ancona, ex terzino anche del Nola Calcio in C1; forse un atterraggio da Torino di Walter Mazzarri, ex allenatore del Napoli, nonché calciatore per ben due stagioni nel Nola Calcio. L’evento, ripreso da Videonola, sarà moderato da Rossella Nusco e Luigi Pasciari, già docente di storia e filosofia del liceo Carducci di Nola. Presenzieranno all’evento il sindaco, Gaetano Minieri, il direttore del Museo, Giacomo Franzese e l’Assessore allo Sport del Comune di Nola, Elvira Caccavale. (fonte foto: rete internet)

Giugliano, perseguita il proprio avvocato : arrestato un 42enne

Ha posto in essere una serie di atti persecutori nei confronti del suo avvocato, al quale aveva affidato la risoluzione per una controversia civile legata ad un risarcimento assicurativo. Nonostante avesse beneficiato di circa 200 mila euro a titolo di risarcimento, non si era accontentato, prendendosela con il proprio legale che ha vessato per circa un anno facendogli anche 30 telefonate al giorno. Lo ha aspettato più volte sotto casa e davanti allo studio, inseguendolo con la propria autovettura e minacciandolo di morte in presenza della figlia minore. In un’occasione, l’uomo avrebbe minacciato anche la moglie della vittima, in stato interessante. A finire nei guai un 42enne del posto già noto alle forze dell’ordine. I carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania hanno applicato nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari in esecuzione di un provvedimento emesso dal  Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura della Repubblica. L’uomo dovrà rispondere di atti persecutori e violenza privata.

Sant’Anastasia, la «penitenza» dell’architetto Luigi Pappadia

    L’architetto Luigi Pappadia
Come avevamo annunciato a fine 2019 (leggi qui), inizieremo con il raccontarvi – naturalmente secondo la sua versione che è stata dettagliata anche con un esposto ai carabinieri di Castello di Cisterna – i motivi per cui l’architetto Luigi Pappadia è stato destituito delle sue funzioni, le ragioni per cui da responsabile di posizione è ora un semplice impiegato che lavora all’ufficio patrimonio. Pappadia, nativo di Sant’Antimo e dipendente del comune di Sant’Anastasia dal 1998 (prima consiliatura di Enzo Iervolino) ricopriva nel 2014, anno dell’elezione dell’ex sindaco Lello Abete, il ruolo di funzionario (titolare di posizione organizzativa) di alcuni importanti settori: urbanistica, edilizia privata, Suap, cimitero ed ambiente. Gli erano stati affidati dal commissario prefettizio Anna Nigro a seguito dello scioglimento del consiglio comunale seguito all’arresto del sindaco precedente, Carmine Esposito, con il quale i rapporti erano stati pure difficili, per usare un eufemismo. Nei primi mesi del 2014 accadde qualcosa, un episodio grave che vi racconteremo nei prossimi giorni, che spinse il sindaco a rimuovere il funzionario dal settore urbanistica – edilizia. Ma questa è un’altra storia e nel frattempo Pappadia conservava la competenza nel settore Ambiente. Passarono i mesi e la giunta Abete fu rinnovata, ci fu un rimpasto. Il sindaco si liberò degli uomini e delle donne più vicini ad Esposito: via Giancarlo Graziani, dimesso Armando di Perna, via Lucia Barra (e più tardi arrivarono le dimissioni di Cettina Giliberti). Ad inizio 2016, anche e soprattutto su insistenza, o meglio intercessione, del nuovo vicesindaco, Carmen Aprea, convinta che il funzionario fosse il più competente nella materia (più tardi, dopo le dimissioni dell’assessore pro tempore Stefano Prisco, la delega all’Urbanistica sarebbe andata proprio a lei), il sindaco riaffidò a Pappadia il settore urbanistica – edilizia privata con una precisa direttiva (ma anche di questo vi racconteremo nelle prossime settimane). E va ricordato, in proposito, che in quel periodo la Aprea era l’assessore voluto dal sindaco stesso, quello in «quota Abete», tant’è che, a domanda diretta in un’intervista, il sindaco rispose che l’avvocato Aprea, da lui fortemente voluta in giunta, aveva il compito di «tutelare» – con la sua competenza – il Comune e lui stesso. I rapporti tra i due precipitano solamente in vista delle nuove alleanze elettorali per le elezioni amministrative del 2019, sulla questione Puc di cui vi parleremo nei prossimi giorni e in merito alla quale esiste, sulla pagina facebook del mediano.it, una intervista streaming alla Aprea prima della campagna elettorale, quando la stessa, pur avendo preso le distanze, ancora deteneva la carica di vicesindaco e assessore. Tra mille difficoltà si arriva al 2018. «La mia persona e la mia professionalità continuavano però ad essere messe in discussione – dice Luigi Pappadia – in particolare agli inizi del 2018 quando veniva da me contestato, alla Gpn (società affidataria del servizio raccolta di rifiuti urbani) il mancato raggiungimento della percentuale del 65% di raccolta differenziata, così come previsto nel contratto e nel capitolato di appalto. Da questo momento cominciarono ad acuirsi con il sindaco contrasti i cui motivi erano apparentemente né spiegabili, né giustificati e che poi però si manifestarono ampiamente in una prima riunione che si tenne a giugno 2018». A quella riunione, secondo i ricordi di Pappadia, parteciparono, oltre a lui stesso, il sindaco Abete, il vicesindaco Aprea, il segretario generale Egizio Lombardi e, per la Gpn, il dott. Salomone e il sig. Tesone». «In quella riunione – continua Pappadia – il sindaco chiedeva di poter evitare, nei confronti della Gpn, l’applicazione della penale prevista per il mancato raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata. Io e il vicesindaco Aprea non ritenevamo perseguibile una simile richiesta che sarebbe stata contro gli interessi del Comune e invitammo la Gpn a proporre, laddove lo avessero ritenuto opportuno, apposito ricorso nelle opportune sedi giudiziarie. Anzi, fu il vicesindaco Aprea a proporre di richiedere un parere all’avvocato dell’Ente sull’intera vicenda e sulla possibilità di perseguire soluzioni alternative (o transattive) alla luce delle osservazioni presentate dalla Gpn». In seguito, poiché non furono ravvisati gli estremi per una composizione bonaria della questione, Pappadia procedette a quantizzare la penale per gli anni 2015, 2016 e 2017, adottando tutti gli atti consequenziali e dovuti. «Venni nuovamente convocato dal sindaco – ricorda Pappadia – per ulteriori riunioni sempre sullo stesso argomento, insisteva e chiedeva con forza di non applicare, di annullare, la penale alla ditta Gpn, adducendo come motivazione lo scongiurare eventuali disservizi che la Gpn avrebbe potuto provocare, anche in vista della imminente campagna elettorale per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale». Ci fu, in quel periodo, un ulteriore tentativo di «evitare» il pagamento della penale. «La Gpn – rammenta Pappadia – fece pervenire una richiesta di aggiornamento ISTAT sul canone corrispostole dall’ente e questo aggiornamento era calcolato in una cifra che ammontava quasi a 500mila euro. La loro intenzione era procedere ad una compensazione con la somma dovuta a titolo di penale, guarda caso più o meno la stessa cifra. In realtà, come è facile provare, l’aggiornamento ISTAT dovuto alla Gpn non superava i 25mila euro e tale somma è stata regolarmente pagata». Siamo nell’estate 2018 quando Pappadia, come lui stesso ha poi raccontato in un esposto ai carabinieri ( di poco precedente all’inchiesta Concorsopoli che ha provocato la caduta della seconda amministrazione Abete e solo da pochi giorni reso noto, ndr), sarebbe stato convocato ancora una volta nella stanza del sindaco per una nuova riunione con lo stesso Abete, con l’allora assessore Fernando De Simone all’epoca titolare dell’ambiente, con l’avvocato del comune Antonietta Colantuoni, con il segretario generale Egizio Lombardi, con il socio Gpn Nicola Alfano accompagnato dall’avvocato della ditta e con il dott. Salomone. «In questa occasione – continua Pappadia – ancora una volta il sindaco chiedeva di annullare la famosa penale e stavolta con più veemenza e agitazione. Ancora una volta sia io, sia l’avvocato Colantuoni, ribadivamo l’impossibilità di annullare l’applicazione della penale e la riunione terminava con una evidente e crescente agitazione degli amministratori presenti». Dopo quella riunione, Pappadia andò avanti con gli atti dovuti e provvide a trattenere sul canone dovuto alla Gpn la somma a titolo di penale. «Nessuno mi ringraziò, non era certo necessario visto che avevo solo fatto il mio dovere per tutelare il Comune – ricorda Pappadia – ma di certo non pensavo possibile quel che poi è accaduto poco dopo: il sindaco mi convocò e, alla presenza del vicesindaco Aprea che non era della stessa opinione del sindaco, mi disse che non potevo più essere il responsabile del settore Ambiente, in quanto “non collaborativo ed in conflitto con la Gpn”». Per cui, detto fatto, di lì a poco Pappadia veniva rimosso dall’incarico di funzionario del settore ambiente, «colpevole» – così appare dal racconto – di aver fatto rispettare il capitolato, di aver tutelato l’Ente, di non aver «collaborato» con la ditta e di aver applicato una penale prevista dal contratto a favore del Comune per un totale di circa 500mila euro. Difatti, a settembre 2018, il Comune applicò una penale di oltre 515mila euro. La Gpn fece ricorso e nelle motivazioni addotte dinanzi al giudice, la ditta sostenne che la raccolta differenziata, a Sant’Anastasia, non avesse raggiunto il 65% previsto dal contratto per «colpa» della collettività che sversa in maniera scorretta i rifiuti. Dicendo, in pratica, che se non era stato rispettato il contratto, la colpa sarebbe dei cittadini di Sant’Anastasia. La prima sezione civile del Tribunale di Nola ha rigettato il ricorso, la Gpn è stata condannata a risarcire il Comune di Sant’Anastasia, pagando anche le spese del giudizio, e i giudici hanno «spiegato» alla Gpn che può anche essere vero che i cittadini, almeno una parte, sversano in maniera non corretta i rifiuti, ma che d’altronde una ditta non può non assumersi il rischio d’impresa rispetto ad un evento classificato come prevedibile. Una vicenda, che in un’intervista rilasciata al mediano.it in diretta streaming nel corso della campagna elettorale, anche il candidato sindaco Mario Gifuni aveva raccontato. Uno spunto per domande che furono poste, nello stesso periodo e anche in quel caso in diretta streaming, allo stesso sindaco Abete ricandidato alla carica, il quale smentì che questa circostanza fosse alla base della rimozione di Pappadia sostenendo che si trattasse di una semplice rotazione di funzionari per le norme anticorruzione (ma di fatto, questa misura ha riguardato al Comune di Sant’Anastasia il solo Luigi Pappadia). Nel frattempo, in materia di ambiente e sversamenti, ci sono stati nei mesi scorsi controlli e sanzioni da parte della Forestale di cui presto, con atti alla mano, vi daremo notizia. Agli inizi del 2018, tra l’altro, Pappadia aveva comunicato al sindaco e all’assessore al ramo che, essendo in scadenza il contratto con la Gpn, era necessario dare indicazioni per il nuovo capitolato affinché si potesse espletare la gara prima della scadenza. «Anzi – fa notare Pappadia – siamo ormai a tre proroghe e si va verso la quarta, nonostante la ditta sia stata sanzionata per inadempienza». Il contratto relativo al servizio integrato di igiene urbana è scaduto il 15 luglio 2019, la prima proroga ha la data del 12 luglio scorso, la seconda è stata fatta con determina del 26 settembre. La determina di indizione e approvazione degli atti di gara, con durata di cinque anni, è del 23 luglio 2019, con decorrenza «presunta» dal primo ottobre 2019. Agli uomini dell’Arma di Castello di Cisterna, Pappadia ha raccontato anche un altro episodio che avvenne nel pieno della campagna elettorale 2019, in un centro commerciale di Sant’Anastasia. «Io ero lì per acquisti – racconta l’architetto – e incontrai alcuni operai della Gpn che mi dissero di essere stati convocati lì da un loro referente, uno di quelli presenti alle riunioni in municipio, per incontrare dei politici per la campagna elettorale».      

L’allarme del vescovo di Acerra: “aggredito il sindaco: no alla violenza”

L’allarme è stato lanciato dal vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, durante le messa di Capodanno, tenuta nella giornata del primo gennaio. Dall’altare il prelato ha chiesto ai fedeli di “pregare per il sindaco, rimasto vittima di un’aggressione ieri sera”. Per molte ore, cioè fino a quando il vescovo ha rotto gli indugi, era calato il silenzio più assoluto sull’aggressione subita in mezzo alla strada dal sindaco Raffaele Lettieri, un geometra di 49 anni. Si parla di uno o forse due uomini che lo avrebbero avvicinato in una traversa di via Diaz, una zona residenziale di case basse e ville, poco frequentata, piuttosto isolata anche se molto vicina al centro. Quindi l’aggressione fisica. Erano circa le otto di sera, poco prima del cenone di Capodanno. A ogni modo quel che è certo è che intorno alle nove Lettieri si è presentato al pronto soccorso della vicina ed attrezzata clinica Villa dei Fiori. E’ stato accompagnato dalla moglie. I medici gli hanno diagnosticato una forte contusione all’emitorace sinistro. Nel frattempo non c’è l’assoluta certezza che il sindaco abbia denunciato l’episodio alle forze dell’ordine. Sull’argomento la Questura non ha potuto rispondere. Non ha risposto nemmeno l’ufficio stampa del primo cittadino. L’unico a ufficializzare pubblicamente l’accaduto è stato il vescovo Di Donna. “Anche se vengono fatte richieste giuste queste però – ha affermato il prelato durante l’omelia – devono essere avanzate con civiltà e con il dovuto rispetto delle regole democratiche: no alla violenza“. Resta comunque un mistero fitto su questa brutta storia. Ieri comunque vari politici di Acerra e di tutto il territorio napoletano hanno espresso totale solidarietà a Lettieri, che ricopre anche l’incarico di consigliere metropolitano delegato alla stazione unica appaltante.

“Troppo cemento”: la Città Metropolitana boccia il nuovo piano regolatore di Acerra

La Città Metropolitana ha fermato una nuova valanga di calcestruzzo che stava per travolgere la già ultra cementificata provincia di Napoli. L’ente di piazza Matteotti ha infatti appena bocciato il nuovo piano regolatore di Acerra presentato dalla giunta comunale, a marzo. Lo strumento approntato prevedeva la realizzazione nel territorio nordorientale del Napoletano di circa 3mila appartamenti, quasi tutti concentrati in una città satellite, una sorta di “Acerra 2”. Ma l’ufficio tecnico dell’organismo guidato dal sindaco metropolitano, Luigi de Magistris, con una comunicazione ufficiale diramata il 27 dicembre scorso, ha dichiarato il nuovo puc, il piano urbanistico comunale, non coerente con le sue linee di indirizzo urbanistico. La non compatibilità scaturisce da numeri notevoli. Secondo quanto sostenuto dalla Città Metropolitana il nuovo puc respinto prevede la realizzazione fino a 2900 nuovi alloggi entro il 2027. “Possiamo consentirne solo altri 277 per quella data: il Comune di Acerra ha fatto un calcolo del fabbisogno errato”, la risposta sostanziale di piazza Matteotti. Secondo l‘ente metropolitano, a cui è delegata la responsabilità di dare o meno il via libera ai piani urbanistici comunali, il Comune di Acerra nel redigere il nuovo puc “non ha – è l’affermazione dei tecnici provinciali – nemmeno considerato tutti gli immobili esistenti non destinati ad un uso abitativo ”. Immobili che fanno volume esattamente come fanno volume le nuove case insieme a quelle già costruite. La Città Metropolitana ha poi fatto notare che il territorio di Acerra è caratterizzato dalla presenza di aree archeologiche, di campagne coltivate e aree boschive già interessate dalla penetrazione di impianti industriali ad alto impatto, di infrastrutture interregionali e di vasti e lunghi canali cementificati come i Regi Lagni, per cui non è possibile consentirne un ulteriore sovradimensionamento urbanistico con conseguente consumo eccessivo di suolo. Dal canto suo il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, nel pomeriggio del 31 dicembre ha a sua volta diramato un comunicato attraverso cui spiega che “recepirà le indicazioni della Città Metropolitana ma in coerenza con gli indirizzi giù espressi dal consiglio comunale”. Il sindaco farà dunque ricalcolare il fabbisogno abitativo sulla base delle prescrizioni ricevute ma tenendo nel conto anche “le esigenze del territorio”. Secondo il puc respinto la popolazione di Acerra dovrebbe aumentare dagli attuali 59mila a 67mila abitanti entro il 2027. La Città Metropolitana vuole invece consentire un aumento eventuale di soltanto alcune centinaia di persone. Una decisione, questa, che mette in discussione tutto il nuovo piano. Intanto il presidente del consiglio comunale ha convocato in municipio la conferenza dei capigruppo. L’appuntamento è fissato a giovedi 9. Non si sa a questo punto se il puc possa essere solo in parte modificato per poi essere sottoposto al voto del consiglio comunale in vista dell’adozione definitiva o se debba essere praticamente cestinato. Quel che è certo è che si tratta di una vicenda che sta facendo salire la tensione negli ambienti politici locali e non solo. Una tensione iniziata quando nel 2018 il PD di Acerra ha lanciato “l’allarme cemento costituito dal nuovo puc”, attraverso una conferenza degli architetti e degli ingegneri della zona, e quando alcuni esponenti democrat hanno accusato il sindaco, che è un geometra, di “non aver votato, per motivi mai chiariti, né il preliminare di piano né il puc” ora bocciato. “Si è sempre assentato alle votazioni – il j’accuse – il piano lo hanno votato gli assessori della sua giunta”.

Pomigliano D’Arco, denunciato titolare di un’officina per gestione illecita di rifiuti

I carabinieri forestali della stazione di Marigliano e della sezione radiomobile di Castello di Cisterna hanno denunciato il titolare di un’officina di riparazione gomme per gestione illecita di rifiuti. Alcuni cittadini avevano segnalato la presenza di molti pneumatici abbandonati in un terreno a Pomigliano D’Arco. I militari hanno trovato ben 200 pneumatici esposti alle intemperie ed in stato di abbandono. I primi accertamenti hanno permesso di appurare che i rifiuti speciali pericolosi erano stati abbandonati da un 47enne, titolare di un’officina poco distante dal terreno. L’uomo si sarebbe scusato riferendo ai carabinieri che avrebbe smaltito gli pneumatici una volta passate le feste natalizie. L’area è stata sequestrata ed il titolare denunciato. A finire nei guai anche il proprietario del terreno che è stato denunciato a piede libero per gestione illecita di rifiuti in concorso.

Nola, l’amministrazione Minieri dà il via ai lavori di rifacimento stradale

Il 2020 si prospetta un anno pieno di novità per il sindaco Gaetano Minieri e per Nola, che accoglie con grande gioia l’annuncio di manutenzione e rifacimento stradale in alcune delle strade principali della città. Urgente ed indifferibile procedere ai lavori: ciò che manca è la sicurezza messa a repentaglio dall’asfalto che continua a cedere in seguito ad ogni nuovo temporale. Il 2019 si chiude con un annuncio importante: l’amministrazione comunale ha reso pubbliche le determinazioni dirigenziali che per il 2020 sanciscono l’inizio dei lavori in Via Feudo, in Via Nola, San Gennaro e in Via Anf. Laterizio. Sulla base degli atti affissi dall’Albo Pretorio online in data 30/12/2019 e validati dalla firma del Dirigente Bernardo Arienzo, l’importo dei lavori avrà una copertura sul Bilancio 2019 mediante l’impiego della somma di € 100.000,00. I lavori di rifacimento della sede stradale in Via Feudo, Nola (determinazione dirigenziale n° 01372/2019), sono stati aggiudicati con un ribasso pari al 37% circa all’azienda Ludo Appalti S.r.l., società casertana risultata vincitrice della gara d’appalto. Allo stesso modo, sono stati pubblicati sull’Albo Pretorio online in data 30/12/2019 gli esiti degli ulteriori lavori di manutenzione e rifacimento di Via Nola, San Gennaro e di Via Anf. Laterizio, Nola (determinazione dirigenziale n° 01373/2019). Per i suddetti lavori è stata stanziata una spesa complessiva di € 300.000,00. Secondo quanto stabilito dagli atti sottoscritti dal Dirigente Arienzo, la società vincitrice con un ribasso offerto del 33% circa è l’operatore economico La Rocca Società Cooperativa, con sede legale in Quarto (NA). In entrambi i casi sono stati effettuati i necessari controlli amministrativi, dai quali emergono i presupposti di regolarità tecnica e correttezza dell’adozione dei presenti provvedimenti. Le strade che con il nuovo anno potranno garantire una sicura viabilità a tutti i cittadini, sono attualmente ridotte in uno stato di fatiscenza, divenute quasi impraticabili a causa delle continue richieste di risarcimento danni da parte di numerosi automobilisti. I tratti stradali ad alta incidentalità di cui sopra, generalmente anche molto trafficati, diventano veri e propri fiumi in piena di acqua e fango durante i frequenti temporali che colpiscono la città di Nola e i territori limitrofi. Situazione divenuta insostenibile anche a causa di una rete fognaria obsoleta a cui si aggiunge lo stato di abbandono in cui versano i canali borbonici che non consentono all’acqua di defluire come dovrebbe. Tutto ciò comporta allagamenti fin troppo frequenti, black out diffusi, insomma un vero e proprio dramma per tutto il Nolano che trema ogni volta che una “bomba d’acqua” s’imbatte sulla città. L’annuncio dei lavori stradali farà sicuramente tirare un sospiro di sollievo ai cittadini che iniziano a vedere spiragli di luce dopo tante nuvole temporalesche.

Sorpreso con una pistola pronta a sparare, arrestato un diciannovenne di Somma Vesuviana

In manette per detenzione e porto di arma clandestino è  finito Giuseppe Saggese, 19enne di Somma Vesuviana già noto alle  forze dell’ordine    I carabinieri della stazione di Marigliano e della Sezione Operativa di Castello di Cisterna l’hanno intercettato in Via Ponte dei Cani. Era a bordo del suo scooter e quando è stato perquisito i militari gli hanno trovato addosso una pistola Taurus cal. 9×21 con matricola abrasa e 15 colpi nel serbatoio. In manette per detenzione e porto di arma clandestino è così finito Giuseppe Saggese, 19enne di Somma Vesuviana già noto alle  forze dell’ordine Il giovane è stato tradotto al carcere di Poggioreale. L’arma è stata sequestrata e sarà sottoposta ad accertamenti per verificare se sia stata utilizzata per fatti di sangue.

Qualiano, maxi rissa tra rom con spranghe e bastoni: 10 arresti e 4 denunce

 Tre famiglie di Rom si sono affrontati  in una rissa con spranghe e bastoni: 10 arresti e 4 denunce.. I carabinieri della stazione di Qualiano e della sezione radiomobile di Giugliano hanno arrestato 10 cittadini di etnia rom e ne hanno denunciati 4 perché tutti coinvolti in una rissa scoppiata fuori ad un bar della Circumvallazione esterna. Ad affrontarsi –  per motivi ancora poco chiari – i componenti di tre  diverse famiglie, armati di bastoni, spranghe e addirittura cric e mattoni. Quando i militari sono arrivati, molti sono riusciti a fuggire. Per 10 di loro sono invece scattate le manette. Delle 4 persone denunciate, 2 sono riusciti a fuggire mentre gli altri 2 sono minorenni: un 13enne e un 16enne. Tutti gli arrestati sono stati sottoposti ai domiciliari e sono in attesa di giudizio. Dovranno rispondere di rissa aggravata, lesioni personali e porto di oggetti atti ad offendere.

Napoli, 500 persone in marcia per la pace con il Cardinale Crescenzio Sepe

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“Dobbiamo credere alla pace per ottenerla; per tale motivo, dopo la celebrazione di questa Eucaristia, ci metteremo in marcia e attraverseremo alcune strade della nostra città per dire a tutti che la pace anche oggi è possibile”. Così l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, ha annunciato nell’omelia della messa per Maria Santissima Madre di Dio e nella 53ma Giornata Mondiale della Pace, il senso della ‘marcia’ svoltasi dal Duomo fino alla chiesa di San Nicola a Nilo nel centro antico. Nel Te Deum, Sepe aveva sottolineato che “la speranza non è attesa; dobbiamo tutti impegnarci perché il 2020 sia l’anno dei giovani, di appagamento dei loro sogni, del pieno riconoscimento dei loro diritti”. Alla marcia della pace di oggi hanno partecipato circa 500 persone, manifestazione organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con altre associazioni e movimenti. In piazza anche la piccola Nyamal, sudanese giunta a Portici con i corridoi umanitari della Comunità di Sant’Egidio. Credit foto: web.