“Troppo cemento”: la Città Metropolitana boccia il nuovo piano regolatore di Acerra

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La Città Metropolitana ha fermato una nuova valanga di calcestruzzo che stava per travolgere la già ultra cementificata provincia di Napoli. L’ente di piazza Matteotti ha infatti appena bocciato il nuovo piano regolatore di Acerra presentato dalla giunta comunale, a marzo. Lo strumento approntato prevedeva la realizzazione nel territorio nordorientale del Napoletano di circa 3mila appartamenti, quasi tutti concentrati in una città satellite, una sorta di “Acerra 2”. Ma l’ufficio tecnico dell’organismo guidato dal sindaco metropolitano, Luigi de Magistris, con una comunicazione ufficiale diramata il 27 dicembre scorso, ha dichiarato il nuovo puc, il piano urbanistico comunale, non coerente con le sue linee di indirizzo urbanistico. La non compatibilità scaturisce da numeri notevoli. Secondo quanto sostenuto dalla Città Metropolitana il nuovo puc respinto prevede la realizzazione fino a 2900 nuovi alloggi entro il 2027. “Possiamo consentirne solo altri 277 per quella data: il Comune di Acerra ha fatto un calcolo del fabbisogno errato”, la risposta sostanziale di piazza Matteotti. Secondo l‘ente metropolitano, a cui è delegata la responsabilità di dare o meno il via libera ai piani urbanistici comunali, il Comune di Acerra nel redigere il nuovo puc “non ha – è l’affermazione dei tecnici provinciali – nemmeno considerato tutti gli immobili esistenti non destinati ad un uso abitativo ”. Immobili che fanno volume esattamente come fanno volume le nuove case insieme a quelle già costruite. La Città Metropolitana ha poi fatto notare che il territorio di Acerra è caratterizzato dalla presenza di aree archeologiche, di campagne coltivate e aree boschive già interessate dalla penetrazione di impianti industriali ad alto impatto, di infrastrutture interregionali e di vasti e lunghi canali cementificati come i Regi Lagni, per cui non è possibile consentirne un ulteriore sovradimensionamento urbanistico con conseguente consumo eccessivo di suolo. Dal canto suo il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, nel pomeriggio del 31 dicembre ha a sua volta diramato un comunicato attraverso cui spiega che “recepirà le indicazioni della Città Metropolitana ma in coerenza con gli indirizzi giù espressi dal consiglio comunale”. Il sindaco farà dunque ricalcolare il fabbisogno abitativo sulla base delle prescrizioni ricevute ma tenendo nel conto anche “le esigenze del territorio”. Secondo il puc respinto la popolazione di Acerra dovrebbe aumentare dagli attuali 59mila a 67mila abitanti entro il 2027. La Città Metropolitana vuole invece consentire un aumento eventuale di soltanto alcune centinaia di persone. Una decisione, questa, che mette in discussione tutto il nuovo piano. Intanto il presidente del consiglio comunale ha convocato in municipio la conferenza dei capigruppo. L’appuntamento è fissato a giovedi 9. Non si sa a questo punto se il puc possa essere solo in parte modificato per poi essere sottoposto al voto del consiglio comunale in vista dell’adozione definitiva o se debba essere praticamente cestinato. Quel che è certo è che si tratta di una vicenda che sta facendo salire la tensione negli ambienti politici locali e non solo. Una tensione iniziata quando nel 2018 il PD di Acerra ha lanciato “l’allarme cemento costituito dal nuovo puc”, attraverso una conferenza degli architetti e degli ingegneri della zona, e quando alcuni esponenti democrat hanno accusato il sindaco, che è un geometra, di “non aver votato, per motivi mai chiariti, né il preliminare di piano né il puc” ora bocciato. “Si è sempre assentato alle votazioni – il j’accuse – il piano lo hanno votato gli assessori della sua giunta”.