Napoli, 500 persone in marcia per la pace con il Cardinale Crescenzio Sepe

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“Dobbiamo credere alla pace per ottenerla; per tale motivo, dopo la celebrazione di questa Eucaristia, ci metteremo in marcia e attraverseremo alcune strade della nostra città per dire a tutti che la pace anche oggi è possibile”. Così l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, ha annunciato nell’omelia della messa per Maria Santissima Madre di Dio e nella 53ma Giornata Mondiale della Pace, il senso della ‘marcia’ svoltasi dal Duomo fino alla chiesa di San Nicola a Nilo nel centro antico. Nel Te Deum, Sepe aveva sottolineato che “la speranza non è attesa; dobbiamo tutti impegnarci perché il 2020 sia l’anno dei giovani, di appagamento dei loro sogni, del pieno riconoscimento dei loro diritti”. Alla marcia della pace di oggi hanno partecipato circa 500 persone, manifestazione organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con altre associazioni e movimenti. In piazza anche la piccola Nyamal, sudanese giunta a Portici con i corridoi umanitari della Comunità di Sant’Egidio. Credit foto: web.

Napoli e provincia, consuntivo dei carabinieri: 35 persone denunciate all’autorità giudiziaria di cui 20 in stato di arresto e 15 a piede libero. Circa 20mila i botti sequestrati

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Nel mese di dicembre appena trascorso, intensa è stata l’attività di prevenzione e repressione posta in essere dai carabinieri del comando provinciale di Napoli per togliere dal mercato gli ordigni artigianali, spacciati come giochi ma pericolosissimi, e per perseguire i venditori abusivi di fuochi d’artificio. L’obiettivo è stato quello di ridurre le vittime della strage di fine anno degli anni passati a causa dei petardi illeciti. L’attività dei carabinieri non si è comunque concentrata solo sul lato repressivo bensì anche e soprattutto su quello preventivo attraverso conferenze nelle scuole elementari, medie e superiori dove i carabinieri hanno spiegato ai ragazzi cosa può accadere se si maneggiano incautamente i fuochi e hanno dimostrato praticamente cosa significhi continuare a vivere dopo aver perso un occhio, o un dito, oppure una mano. Gli effetti della promozione della cultura della legalità sono stati molto soddisfacenti perché i feriti tra i 13 ed i 17 anni sono stati “appena” 3 e anche in modo lieve. In sintesi, dal primo dicembre i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno sequestrato, in città e in provincia, quasi 20mila fuochi –artigianali o di libera vendita- per un peso totale di una tonnellata e 202 chili; 20 sono state le persone arrestate, 15 quelle denunciate a piede libero. In città, il primo sequestro è stato eseguito proprio il primo dicembre al quartiere vicaria, con 4 ordigni artigianali tolte dal mercato nero. 3 sono state le operazioni di servizio al Vomero a fine mese. Sono stati sequestrati 150 ordigni artigianali e 7 chili e mezzo di polvere pirica a un 28enne, arrestato; 204 “rendini” e 9.721 fuochi d’artificio di libera vendita sono stati sequestrati a un 30enne che li vendeva per strada, anche lui arrestato; ieri sera i militari hanno sequestrato 16 batterie a due uomini che le vendevano in piazza degli artisti: hanno denunciato i due e la commerciante che glieli aveva venduti. sempre ieri sera al Vomero sono stati sequestrati 134 fuochi e denunciate 2 persone che li vendevano per strada, mentre tra Chiaiano e Piscinola ne sono stati trovati mille, sequestrati ad ignoti. Notevole l’attività dei Carabinieri anche nell’area vesuviana. Una denuncia a Somma Vesuviana per il possesso di 17 chili di materiale pirotecnico legale e di un colpo di mortaio. A Villaricca, sono stati denunciate 3 persone, mentre sono finiti sotto sequestro 434 fuochi fatti artigianalmente e 761 petardi. Marigliano ha visto un arresto per detenzione illegale di 4 chili di fuochi e una denuncia con il sequestro di 105 petardi  artigianali insieme a 9 batterie. A Sant’Anastasia sono state sequestrate a carico di ignoti ben 79 batterie. A Casalnuovo di Napoli un uomo è stato arrestato per 165 “cipolle” e 20 “rendini”: in totale 40 chili di merce. Nell’area sud della provincia, in ordine cronologico, a Vico Equense sono stati sequestrati 51 chili di fuochi e denunciato colui che li vendeva per strada. A Pompei, gli ordigni sequestrati sono 616 ed è scattato un arresto. A Castellammare di Stabia è stato arrestato un uomo per la detenzione di 87 ordigni artigianali e 12 chili di fuochi legali. A Ercolano è stato arrestato un 31enne per il possesso di 500 “rendini”. un altro soggetto è stato arrestato per il possesso di 120 “rendini”, una “cipolla” e 58 fuochi di libera vendita. una terza persona è stata arrestata dopo essere stata trovata in possesso di 5 improvvisati e 200 “rendini”. Anche a Torre del Greco un arresto e un sequestro di 40 “rendini”. Ancora a Torre del Greco  un arresto il 30 dicembre  per il possesso di 156 grandi petardi. A Torre Annunziata infine ieri sono stati arrestati due uomini per il possesso di 2.453 ordigni (1651 dei quali artigianali). A nord della provincia, i primi 3 arresti ci sono stati a Casandrino con il sequestro di 80 “cipolle”, 28 “rendini”, 78 candelotti grandi e 42 piccoli oltre che 2 chili e mezzo di artifici di libera vendita. Due arresti a Qualiano: un uomo che aveva 200 “rendini” e 200 candelotti e un altro trovato in possesso di 90 candelotti, 24 “rendini”, una cipolla e una batteria napoletana. A Marano di Napoli, c’è stato un arresto per la detenzione di 151 petardi. A Casandrino, un 40enne è stato arrestato perché deteneva 146 “rendini”; un altro soggetto per la detenzione di 25 ordigni artigianali. A Casavatore sono stati denunciati 2 venditori abusivi e sequestrati loro 2 chili di fuochi d’artificio. A Casoria c’è stata una denuncia  con il sequestro di un chilo di merce. Ad Arzano, infine, i carabinieri hanno denunciato 4 persone e sequestrato 25 chili di fuochi d’artificio. L’ultimo sequestro è di questa notte, a Monteruscello, dove i carabinieri hanno denunciato un 44enne del posto trovato in possesso illecito di 30 Chili Di Fuochi D’artificio.

Saldi da oggi 2 gennaio, spesa media 145-179 euro

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Saldi invernali ai blocchi di partenza: oggi 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal 4 o dal 5 gennaio. Codacons,flop vendite -10%. Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un “flop totale” con un -10%. Le famiglie, come è già avvenuto per le spese natalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite. Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti. “Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Codacons – e così i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”. Per questo, l’organizzazione dei consumatori liquida come “inutili e obsoleti” i saldi di fine stagione che “andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il Black Friday, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”. Anche per Federconsumatori il Black Friday ha ormai definitivamente cambiato le abitudini degli italiani: “se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o il proprio shopping al periodo dei saldi – spiega l’associazione – quest’anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero, con il vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi l’articolo desiderato”. Nel periodo dei saldi, poi, “il rischio dell’inganno è sempre dietro l’angolo e la possibilità che le promozioni si rivelino poco vantaggiose è concreta”, avverte Federconsumatori, ricordando che il cartellino deve indicare sia il prezzo ‘ordinario’ che quello scontato e di “diffidare degli sconti eccessivi, pari o superiori al 60%”. Credit foto: web.

La pelle color della neve, a qualsiasi costo: era il fondamento della bellezza per le matrone romane. Con qualche eccezione

Le trasformazioni dei canoni della bellezza femminile nell’antica Roma. Felicione, il “lupinarius” di Pompei. I costi eccessivi di profumi e di pomate, importate dall’Oriente e i limiti (si fa per dire) imposti da Diocleziano. Ovidio indica il candore della pelle come principio primo della bellezza femminile, ma talvolta si contraddice. Le posizioni di Properzio e di Tibullo. L’originalità di Catullo, e i comportamenti della sua Lesbia, la Clodia violentemente offesa da Cicerone nell’orazione “Pro Caelio”.   Fu Ovidio a consacrare la pelle bianca come l’elemento primo e essenziale della bellezza femminile: la pelle bianca seduceva gli uomini, e dunque le signore erano pronte a usar qualsiasi mezzo per far sì che la loro epidermide fosse “candida” come la neve. E i mezzi erano, in verità, molto particolari: impiastri a base di miele “nel quale possibilmente erano morte delle api” (Eva Cantarella, CdS, 11 maggio 2017), un pesto delle radici di melone, sterco di coccodrillo, suggerito dai “maestri di bellezza” egiziani, e perfino una mistura di “fiele di asino e di toro”. Le matrone più ricche potevano procurarsi la pomata reclamizzata da Ovidio, fatta con sterco di uccelli marini.Le signore di provincia dovevano accontentarsi di unguenti fatti con grani di fava e con lupini: i profumieri di Pompei compravano i lupini e legumi necessari alla loro arte dal “lupinarius” Felicione, che teneva bottega presso la lavanderia di Vesonio. Scrive il Faure che Pompei, Ercolano e Capua erano i centri di produzione di profumi a buon mercato, mentre le sostanze odorose più rare e più costose venivano dalla Siria, dall’Egitto, dalla Giudea e dalla Mesopotamia: il mercato valeva, dice Plinio, decine di milioni di sesterzi. Il balsamo della Giudea costava 2 denari al grammo: 10 grammi costavano dunque 20 denari, il salario massimo giornaliero di un bracciante agricolo nel sec. III d.C. I prezzi erano diventati così esagerati che l’imperatore Diocleziano fu costretto a fissare dei limiti invalicabili: 2000 denari per una libbra di zafferano arabo, 200 denari per una libbra di mirra e di nardo, 80 denari per una libbra di olio di rosa di alta qualità: una libbra corrispondeva a gr. 327, e dunque si capisce perché Rostovzev sostiene che proprio nella seconda metà del sec.III d. C. tra i ricchi e i poveri si spalancò un baratro incolmabile. Anche Ovidio cadde in qualche contraddizione. Infatti, negli “Amores” egli si fa paladino del colore naturale dei capelli e rimprovera Corinna per le torture che ella infligge, con le tinture e con il ferro rovente, alla sua chioma, per schiarirla e per arricciarla: una chioma che era così bella, allo stato naturale, da suscitare l’invidia perfino di Apollo e di Bacco. Anche Properzio si contraddisse. Egli diceva di ammirare nella sua Cinzia la bellezza naturale e di disprezzare ornamenti e trattamenti cosmetici: e quando Cinzia decise di tingersi i capelli, egli si irritò e scrisse che era da folli imitare certe pratiche in uso presso i barbari, in particolare presso le donne dei Belgi e dei Britanni. Le sole novità rispetto al passato che egli ammetteva nel suo ideale di bellezza femminile erano l’eleganza del portamento, la grazia nella danza, la cultura letteraria e musicale: sono, come si vede, pregi che vanno oltre il livello della così detta bellezza naturale e fanno parte di quel “cultus”, di quella cultura della bellezza “preparata”, che Properzio diceva di non ammirare, e nella quale rientrava anche l’attenzione delle donne per pomate e tinture. E quando finì la storia d’amore con Cinzia, Properzio si vendicò, svelando in versi dettati dalla cattiveria che il “candor” della donna, che lui nei giorni dell’amore aveva cantato come puro e naturale, era in realtà il frutto di creme e di unguenti. I poeti della prima età imperiale si trovarono al centro del complicato conflitto tra il nuovo ruolo e la nuova “figura” della donna, da una parte, e dall’altra i “mores maiorum”, i costumi dei padri che ancora resistevano: il conflitto si svolgeva, ovviamente, all’interno della classe dei potenti. Properzio e Tibullo subirono l’influenza di Catullo, ma non ne avevano il genio. In un famoso carme Catullo aveva ammesso che la diva del momento, Quinzia, era “formosa, candida, longa, recta”, formosa, bianca come la neve, slanciata: ma questi pregi restavano separati e isolati, “singula”, non trovavano quel principio di unità che potesse trasformali in aspetti di una sola “forma”: la bellezza. E invece la sua Lesbia era bella, perché in lei “omnes veneres”, tutti i pregi, erano diventati una sola armonia. E Lesbia- Clodia non era “candida”, non aveva la pelle bianca, e non aveva paura dei raggi del sole: Cicerone, che non la sopportava perché lei lo aveva respinto, racconta nella “Pro Caelio” le dissolutezze di cui Clodia-Lesbia era protagonista nella villa di Baia, tra “orge, passioni libidinose, adulteri, gozzoviglie, canti, concerti e gite in barca”. E a Roma questa Musa il cui fascino era esaltato proprio dalla libertà e dalla sregolatezza aveva comprato una villa con giardino  in un punto del Tevere “dove tutti i giovani si recano a fare il bagno”: L’arte oratoria di Cicerone fece sì che il pubblico e i giudici del processo contro Celio “vedessero” Clodia mentre, nel suo giardino, esponeva il suo corpo ai raggi del sole e agli sguardi dei giovani nuotatori.

Afragola, NAS in azione: sequestro da più di una tonnellata e mezza in un panificio

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Ad Afragola, in via De Nicola, i Carabinieri del NAS di Napoli hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un panificio, con annesso punto vendita di generi alimentari, al termine della quale hanno sequestrato 1,5 tonnellate di alimenti (prodotti da forno, prodotti da pasticceria, prodotti carnei e verdure cotte) rinvenuti in condizioni di detenzione/conservazione non conforme alla normativa vigente. Disposto anche il sequestro amministrativo di 100 chili di alimenti vari (ritagli di insaccati e prodotti lattiero – caseari) in quanto risultati privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilita’ alimentare. Nell’ambito della stessa operazione è stata infine decisa l’immediata chiusura amministrativa di un ulteriore locale, pertinente all’attivita’ di panificazione ma arbitrariamente attivato nonché privo di qualsivoglia requisito igienico-sanitario e strutturale previsto dalla normativa comunitaria in vigore.

Napoli, teatro San Carlo: a gennaio il maestro Muti e la Tosca firmata De Angelis

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Sarà il Teatro di San Carlo ad ospitare la prima data del tour italiano di Riccardo Muti con la Chicago Symphony Orchestra domenica 19 gennaio alle 19. In programma la Suite da Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev e la Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvorák. Tosca di Giacomo Puccini sarà invece l’opera che aprirà il 2020 operistico del massimo napoletano (dal 22 al 29 gennaio) in una nuova produzione molto attesa, perché porterà la firma di Edoardo De Angelis, regista cinematografico che affronta per la prima volta il palcoscenico lirico. Un inizio di 2020 da non perdere quindi per gli appassionati, a cominciare dall’appuntamento con Muti ad appena un anno di distanza dal ‘Così fan tutte’ della Stagione 2018-2019. Muti sarà nuovamente a Napoli, questa volta alla guida dell’Orchestra del Teatro di San Carlo, a novembre 2020. L’evento del 19 gennaio rientra in Concerto d’Imprese, progetto di potenziamento della Stagione Sinfonica. Credit foto: web.

Napoli, capodanno col botto. 48 i feriti tra città e provincia

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Nessuno in gravi condizioni, coinvolti anche tre minorenni.

Sono 48 i feriti della ‘guerra’ dei botti a Napoli (22) e in provincia (26) secondo quanto fa sapere la Questura ed il Comando provinciale dei carabinieri. Nessuno è in gravi condizioni. Quarantasei sono stati feriti da petardi, 2 da arma lanciarazzi. Risultano coinvolti anche tre minorenni. Foto web.

Napoli, partite le cartoline artistiche della Notte d’arte

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Aspettando venerdì 3 gennaio i concerti in piazza del Gesù e a Forcella. Dedica speciale del concerto di piazza del Gesù a Pino Daniele e a Renato Carosone.

La Notte d’arte 2019 continua il suo percorso verso il concerto del 3 gennaio. Le speciali cartoline artistiche create per l’occasione sono spedite a esponenti nazionali ed europei della cultura, delle istituzioni, e delle imprese, per invitarli a testimoniare la loro vicinanza ai temi dell’accessibilità e dell’inclusività.Ciascun annullo di Poste Italiane, con valore filatelico e artistico, è stato riprodotto su una cartolina realizzata con un’opera pittorica e poetica riportata in braille. Le restanti cartoline saranno rese nuovamente disponibili nel corso della serata del 3 gennaio a Napoli. È proprio questa la data scelta per concludere il percorso della Notte d’arte attraverso due concerti che interesseranno la città, animando piazza del Gesù e il quartiere Forcella.

Nel corso dell’evento, a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e della Municipalità 2, alla presenza dell’Assessore Eleonora de Majo, del presidente della Municipalità Francesco Chirico e di Marino D’Angelo, presidente di “Abili Oltre”, e di Giacinto Palladino, presidente di “First Social Life”, si avvicenderanno tanti ospiti, chiamati dal direttore artistico:  l’attore, regista e autore napoletano Gianfranco Gallo.

Sul palco di Piazza Del Gesù volti noti, cantanti affermati, generi diversissimi, grandi musicisti, giovani emergenti, attori e attrici di grande spessore per una vera notte dell’inclusione. Si canterà, si suonerà e si affronteranno temi come l’abbattimento delle barriere fisiche e culturali. Sul palco due ricorrenze, che per caso capitano proprio tra la sera del 3 e la notte del 4 gennaio, saranno in qualche modo celebrate: il centenario della nascita di Renato Carosone (3 gennaio 1920), attraverso la presenza di Andrea Sannino, che nel 2020 sarà il protagonista di un musical sulla sua vita, e i cinque anni dalla scomparsa del grande Pino Daniele (4 gennaio 2015), per la concomitante presenza di sua nipote Loredana Daniele in concerto. In questa coincidenza di date, testimonianza della magia di Napoli e dei  suoi artistiNunzia Marciano, Rosaria De Cicco e Gaetano Gaudiero presenteranno, a piazza del Gesù, Gianfranco GalloAndrea Sannino, Loredana Daniele, Antonio Maiello, Gianni Lamagna, Giovanni Block, SesèMamà, Marco Zurzolo, Capone&BungtBangt, Enzo Savastano, Fabrizio e Aurelio Fierro, La Scalzabanda, Danise #scugnizzodeljazz, Francesco Di Leva, Elvis Esposito, Antonella Prisco, Daniela Fiorentino, Trio Tarantae , Alessandra Vacca, Alessia Moio, Mariano Bellopede, Bianca Gallo, Patrizia Di Martino, Marianna Robustelli, Ivan Castiglione, Vincenzo Pirozzi, 29 e 30, Kafka sui Pattini, Oriana Lippa, Just Sound, Luisa Farina, Soul Food, Roberta Tondelli, Maharina, Lorenzo Girotti, Mariano Lieto, Vox Inside, Antonio Della Ragione, Antonio Spenillo.

Simbolo della manifestazione è ancora quel pugno, ideato da Roxy in the Box e a cura di Creative AddMaker, che con dita di tanti colori stringe una rosa e annulla le differenze, come solo la musica può fare e farà il 3 gennaio 2020, alle 20:30 a Forcella e alle 20:45 in piazza del Gesù.

Sant’Anastasia/Concorsopoli, dopo l’Epifania l’imprenditore Montuori dinanzi al pm

L’avvocato Vincenzo Desiderio, difensore di Alessandro Montuori
Mentre le udienze di Riesame per l’ex sindaco Abete, anche quella di ieri, 30 dicembre, hanno confermato l’esigenza di custodia cautelare in carcere, altre svolte stanno per arrivare nell’inchiesta che ha causato, tra le conseguenze, le dimissioni dell’intera amministrazione comunale.   Come confermato dai legali di Alessandro Montuori (avvocati Vincenzo Desiderio e Antimo D’Alterio), il titolare dell’agenzia selezioni e concorsi di Salerno, considerato il «braccio» della cricca dei concorsi, sarà sentito dal pm Luca Pisciotta giovedì 9 gennaio 2020. Un interrogatorio fissato su richiesta della difesa. Anche per l’ex segretario Egizio Lombardi, nelle prime settimane di gennaio, sarà fissato un interrogatorio su richiesta dell’avvocato Antonio De Simone. Presumibilmente, come accaduto per l’ex consigliere Pasquale Iorio – attualmente in custodia domiciliare nella sua abitazione di Sant’Anastasia – anche per gli altri due indagati, Montuori (la cui azienda è sotto sequestro) e Lombardi – le misure cautelari potrebbero diventare meno afflittive.  

Botti illegali, arresti e denunce nel vesuviano

Novantacinque chilogrammi di botti illegali sequestrati, 2 arresti ed una persona denunciata. É il bilancio dell’azione di contrasto ai botti illegali dei carabinieri del Comando provinciale di Napoli. A Marano i militari hanno arrestato un 32enne per detenzione abusiva di esplosivi ed attentato alla sicurezza pubblica; hanno trovato nella sua abitazione 151 petardi per un peso di 6 chilogrammi. A Ercolano è stato arrestato Salvatore Imperato, 27enne, per detenzione di materiale esplodente, già noto alle forze dell’ordine. Era in possesso di quasi 9 chilogrammi di botti illegali. Nella sua automobile i cc hanno trovato altri 200 ordigni artigianali. A Sant’Anastasia i carabinieri hanno trovano 45 chilogrammi di botti illegali nascosti in un’autovettura mentre a Marigliano è stato denunciato un 32enne; nascondeva in casa 35 chilogrammi di botti illegali. I militari hanno trovato nell’abitazione dell’uomo 105 ordigni artigianali e 6 “cipolle” per un peso complessivo di 35 chilogrammi.