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Afragola, chiude in casa la convivente incinta : arrestato
Brescia – Napoli (Lezione 34), un po’ onda, un po’ particella, un po’ coronavirus
Somma Vesuviana, scatta il countdown per il contest fotografico #InSomma2020
- Ogni foto dovrà essere inviata tramite e-mail all’indirizzo forumdeigiovanisv@yahoo.com;
- Essere pubblicata su Instagram con l’hashtag #InSommacontest2020 e contenere il tag del profilo instagram ufficiale del Forum dei Giovani di Somma Vesuviana: forum_giovanisommavesuviana;
- Si può partecipare con un massimo di quattro opere, in bianco e nero e /o a colori;
- Le foto dovranno essere in formato JPG;
- La dimensione del file di ogni singola immagine non dovrà superare i 2MB;
- Le dimensioni delle foto devono essere di un massimo di 1920 pixel di larghezza per il lato più lungo (sia esso verticale o orizzontale);
- Risoluzione 72 dpi.
Un contributo da Somma Vesuviana per il docufilm di Rai Tre dedicato a Mia Martini
Coronavirus, documento dei sindaci del Nolano: “Subito un’area dedicata nell’ospedale di Nola”
I sindaci del Nolano: “Subito un’area dedicata nell’ospedale di Nola e obbligo ai cittadini di comunicare gli spostamenti nelle zone focolaio del Covid – 19”
Alla popolazione chiedono di evitare allarmismi e di attenersi alle indicazioni utili alla prevenzione della diffusione del coronavirus, alle istituzioni sollecitano, invece, l’attuazione di misure idonee a fronteggiare eventuali emergenze e soprattutto a salvaguardare le salute dei cittadini. Sono le richieste unanimi pronunciate dai 18 sindaci dell’area nolana, che ieri hanno convocato il Tavolo dei Comuni dell’Agenzia di Sviluppo per organizzare un piano di azioni condivise e dirette a rassicurare e proteggere gli abitanti del territorio.
Indicata come prioritaria anche la necessità di dare seguito alla predisposizione di un’area dedicata che, nel Pronto Soccorso dell’ospedale di Nola, accolga i pazienti con sintomi respiratori in modo da prevenire possibili cause di contagio.
In linea con le misure urgenti contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri i primi cittadini hanno disposto che ” le persone che dal 1° febbraio 2020 sono transitate ed hanno sostato nei Comuni focolaio del coronavirus sono obbligate a comunicare la circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, ai fini dell’adozione di ogni misura necessaria, compresa la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva”.
I Comuni interessati dalle misure urgenti di contenimento del contagio sono: nella Regione Lombardia Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini. Nella Regione Veneto: Vò.
A firmare il documento sono stati: il sindaco di Camposano, Francesco Barbato; il sindaco di Carbonara di Nola, Antonio Iannicelli; il sindaco di Casamarciano, Andrea Manzi; il sindaco di Cicciano, Giovanni Corrado; il sindaco di Cimitile Nunzio Provvisiero; il sindaco di Comiziano Severino Nappi; il sindaco di Liveri, Raffaele Coppola; il sindaco di Mariglianella Felice Di Maiolo; il sindaco di Marigliano, Antonio Carpino; il sindaco di Nola Gaetano Minieri; il sindaco di Palma Campania, Nello Donnarumma; il sindaco di Roccarainola Giuseppe Russo; il sindaco di San Paolo Bel Sito, Manolo Cafarelli; il sindaco di San Vitaliano Pasquale Raimo; il sindaco di Saviano, Carmine Sommese; il sindaco di Scisciano, Edoardo Serpico; il sindaco di Tufino, Carlo Ferone; il sindaco di Visciano Gianfranco Meo.
“In queste ore di grande preoccupazione – dice il presidente del Tavolo dei Comuni Antonio Carpino, sindaco di Marigliano – siamo concentrati ancor di più nella tutela della salute e della serenità del le nostre comunità. Siamo in costante contatto con l’azienda sanitaria, con la Prefettura e con la Regione per essere pronti ad intervenire a salvaguardia dei nostri concittadini ai quali però chiediamo di evitare allarmismi, di informarsi solo attraverso le fonti ufficiali e soprattutto di osservare le misure di prevenzione per evitare il contagio“.
Luigi Raia presenta il suo libro di poesie “Dove sono le stelle?”
Una “maschera” della Napoli che fu: “‘o pazzariello”
Madonna dell’Arco, una voragine nel chiostro: danni da 400 mila euro
Una voragine che sembra allargarsi ogni giorno che passa, uno squarcio inquietante, un baratro nel luogo dove ogni giorno si riuniscono i pellegrini che arrivano in Santuario, dove si tengono eventi e concerti, dove i fujenti si riposano il lunedì in Albis, il luogo dove, nella suggestiva passeggiata che lo circonda, si affacciano il Museo che ospita la più grande collezione al mondo di ex voto, l’antica farmacia dei Domenicani, la sala offerte, l’antico refettorio oggi trasformato in un’elegante sala dove si organizzano mostre, concerti, iniziative culturali, la biblioteca a disposizione degli studiosi.
Una ferita deturpa da qualche giorno il grande chiostro domenicano che risale al principio del 1600, progettato alla fine del secolo precedente al centro del convento a pianta quadrata, una «pugnalata» inferta nella bellezza. La storia secolare di uno dei Santuari più noti in Campania e al mondo, quello della Madonna dell’Arco, gira di fatto anche intorno al chiostro.
La storia del convento è lunga: ha attraversato eruzioni del Vesuvio, soppressione napoleonica, crolli e restauri. Tra varie vicissitudini, si arriva alla radicale ristrutturazione terminata nel 1999 in occasione del Giubileo del 2000, fu allora che il livello del chiostro venne rialzato di un metro, portandolo quasi a livello dei corridoi laterali. Il chiostro, con il pozzetto al centro dove i pellegrini gettano monetine, dove giocano i bambini, dove gli sposi si attardano per qualche scatto dopo la celebrazione di matrimoni, dove passeggiano gli innamorati e dove il giorno simbolo dedicato alla Mamma dell’Arco, il Lunedì in Albis, si affollano i «battenti» per riposarsi, per ritemprarsi, ora è transennato. Inagibile. Circondato da nastro giallo e delimitato da cordoni, quasi come un luogo del delitto in un film noir. Quella ferita, quella voragine, quel baratro che se non fosse in un luogo di spiritualità potrebbe far pensare ad una discesa agli inferi, è frutto di un errore. Un errore compiuto proprio durante i lavori del Giubileo quando si pensò di eliminare il dislivello tra chiostro e passeggiata laterale, eliminando i gradini e portandoli sullo stesso piano. Al centro del chiostro, dove sorge la cisterna con sopra il pozzetto, furono riversati detriti, calcinacci, materiale di risulta, terreno. Il peso ha evidentemente fiaccato il tetto della cisterna, le infiltrazioni hanno fatto il resto. Così il pavimento ha ceduto, e continuerà a farlo. Non potranno fermarvisi i fujenti nel giorno di Pasquetta, non potranno giocarvi i bambini, non vi si potranno attardare gli sposi, non vi si potranno organizzare eventi.

