Coronavirus e sciacallaggio, il deputato Di Sarno (M5S) presenta una interrogazione al ministro dell’interno

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal deputato Gianfranco Di Sarno(M5S)
Presentata alla camera un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al ministro dell’interno sull’emergenza coronavirus:
” I recenti dati evidenziano è l’esistenza di fenomeni speculativi su tali beni, con rincari oltre il 160% sui prezzi praticati al pubblico ed in molte zone del Paese è diventato difficile reperire gel disinfettanti, guanti sterili e mascherine nella grande distribuzione o nelle farmacie;
– per tali ragioni la popolazione ricorre anche ad acquisiti on-line e a siti di e-commerce, dove pure si registrano speculazioni intollerabili, con prezzi stellari ed aumenti pari al 650%, approfittando dell’apprensione diffusasi tra i cittadini;
– le associazioni a tutela dei consumatori denunciano lo sciacallaggio attualmente in atto sui prodotti igienico-sanitari, che i cittadini hanno necessità di procurarsi per la tutela di un bene primario e costituzionalmente protetto, qual è la salute ;
– a fronte delle numerose segnalazioni, la Procura della Repubblica di Milano ha aperto un fascicolo, annoverando tra le ipotesi di reato “manovre speculative su merci”, volto a punire chiunque compie manovre speculative su generi di largo consumo e di prima necessità, in modo tale da determinare la rarefazione o il rincaro sul mercato interno.”
Il deputato di Sarno ha chiesto in che modo si intende agire e quali misure adottare per assicurare il monitoraggio dei prezzi e scongiurare fenomeni speculativi come quelli in atto.

Afragola, chiude in casa la convivente incinta : arrestato

Aveva chiuso in casa la convivente, incinta al quinto mese e madre di una bimba di un anno, impedendole di uscire. Un 29 enne di Afragola è stato arrestato dai Carabinieri dopo una segnalazione dei vicini e messo ai domiciliari in attesa del processo.I militari, con l’ aiuto dei Vigili del Fuoco, hanno forzato la porta di un appartamento di via San Giorgio, ad Afragola, dopo aver parlato con la donna attraverso le grate di una finestra. I militari hanno trovato l’ appartamento in condizioni igieniche pessime. Mancavano prodotti alimentari ed alimenti per la bimba di un anno. La donna ha detto ai Carabinieri di non aver potuto sostenere una visita ginecologica e di non uscire di casa da tempo. Il compagno provvedeva alla spesa ed alle altre esigenze familiari. Al suo rientro a casa, dopo più di un’ora dalla sollecitazione dei militari, l’ uomo è stato arrestato per maltrattamenti e sequestro di persona. La donna e la bambina sono state affidate ad una struttura protetta.

Brescia – Napoli (Lezione 34), un po’ onda, un po’ particella, un po’ coronavirus

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 In Fisica si parla spesso di dualismo onda-particella, in riferimento alla doppia natura sia della materia e sia delle onde elettromagnetiche. In fatti, alcuni esperimenti mettono in evidenza la natura corpuscolare, come l’effetto fotoelettrico per il fotone (particella che costituisce la luce), ma la luce mette in evidenza anche una diversa natura, questa volta descritta da onde, attraverso fenomeni di diffrazione e interferenza (è famoso l’esperimento della doppia fenditura). E’ duale come Harvey Dent di Batman, e anche come il Napoli. La Partita. Il Napoli è in chiara ripresa, ma non abbandona la sua veste quantistica, entropica, caotica. E lo dimostra anche con una squadra di scarso valore tecnico, come il Brescia. Eppure la gestione palla e il gioco della prima frazione del primo tempo mi piacciono, scorgo sicurezza, la voglia di giocare, il solito inizio gioco dalle retrovie. Ma il Napoli resta inconcludente. Gli azzurri giocano e il Brescia passa in vantaggio, grazie all’unica occasione del primo tempo. Manolas si fa anticipare da Chancellor di testa. Segnano gli azzuri, ma sono quelli del Brescia. Dopo il gol il Napoli si eclissa, si spegne. Il Napoli è un po’ onda, è inconsistente come un’onda delocalizzata. Ma fortunatamente c’è chi si fa sentire negli spogliatoi, torna in campo un Napoli diverso, più deciso. Sblocca col rigore di Insigne e raddoppia con il solito Fabian, che si ricorda che ha un calcio prelibato, e ci delizia con un altro tiro a giro. Nel finale il Brescia ci prova, il Napoli rischia, ma è tutto inutile. Il Napoli  è un po’ particella, più preciso, più definibile, più localizzato. Conclusioni. E’ la sesta vittoria nelle ultime sette gare giocare. Non sarà perfetto, ma il Napoli è guarito e sta risalendo la china. Si prepara per l’impegno impossibile con il Barcellona, col suo dualismo onda-particella. Nel frattempo, mentre il Napoli decide se essere onda o particella, sugli spalti disquisiscono anche di coronavirus, la versione moderna del colera. Lo fanno gli eminenti scienziati sugli spalti del Rigamonti, che diagnosticano agli azzurri il dannato virus cinese. E fortunatamente, sono idiozie da spalti, che con la Fisica del Napoli, onde, particelle e veri scienziati hanno poco a che fare.

Somma Vesuviana, scatta il countdown per il contest fotografico #InSomma2020

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Ancora pochi giorni per potersi iscrivere al contest fotografico “#InSomma2020” organizzato dal Forum dei Giovani di Somma Vesuviana in vista dell’evento “Metti una notte al Castello…”. L’appuntamento per la manifestazione culturale è stato rimandato a data da destinarsi causa emergenza Coronavirus, ma si conferma l’1 marzo come termine ultimo per l’iscrizione al contest. Grazie al grande successo riscontrato in seguito alle numerose adesioni per il contest indetto dal Forum dei Giovani di Somma Vesuviana, è stato prorogato fino all’1 marzo il termine ultimo per inviare la propria iscrizione all’evento. Sede della manifestazione culturale sarà – in data da destinarsi – una delle pietre miliari del paese che sorge alle pendici del Vesuvio, l’antichissimo Castello de Curtis d’Alagno. Non poteva essere scelta location più adatta per un evento che vuol celebrare la bellezza della lunga storia che vede coinvolto il territorio di Somma Vesuviana. Di origine aragonese, la fortezza fu voluta da Lucrezia d’Alagno, amante del Re Alfonso d’Aragona, nel 1458. A ridosso del centro storico, domina tutta la zona sottostante. Il perché del suo nome non è difficile da comprendere: è qui che il celebre Antonio de Curtis, in arte Totò, ha trascorso i momenti più felici tra la sua gente che lo amava e venerava al pari di un vero sovrano. Con il patrocinio del Comune di Somma Vesuviana, il Forum dei Giovani bandisce il contest fotografico dal titolo “#InSomma2020”, inserito all’interno di una manifestazione ancor più ampia “Metti una notte al Castello…” per promuovere e valorizzare il paese e le sue ricchezze nascoste, fatte di storia, scorci, borghi e tradizione folkloristica, particolarmente apprezzata e preservata anche dalle nuove generazioni. Non è tutto; sarà questa l’occasione adatta per dare il via a un nuovo e importante capitolo per lo stesso Forum: «Dopo lunghi mesi di intrepida attesa, abbiamo riottenuto le chiavi di quella che sarà la nostra sede operativa, un posto carico di valenze simboliche, che in breve tempo riapriremo, inaugureremo e renderemo fruibile a tutta la collettività», commentano gli amministratori con un post pubblico su Facebook sulla loro pagina ufficiale. Il concorso è gratuito e aperto a tutti i fotoamatori, professionisti e dilettanti, senza limiti di età. Lo scopo è quello di promuovere la cultura e la passione per il territorio anche attraverso l’arte fotografica. Valorizzare i luoghi di Somma Vesuviana e catturarne l’atmosfera, questa è la mission per riuscire a primeggiare, classificandosi al primo posto con tanto di bottino: una macchina fotografica Canon, oltre alla partecipazione gratuita ad un workshop organizzato da uno studio fotografico. Le fotografie in gara saranno sottoposte ad una duplice analisi. La valutazione avverrà per il 50% in base al numero di like ricevuti per ogni foto sulla pagina Instagram forum_giovanisommavesuviana, e per l’altro 50% al giudizio critico di una giuria di esperti che valuterà l’aderenza al tema proposto, l’originalità del messaggio e la qualità tecnico/professionale e artistica. In base a quanto stabilito nel bando:
  • Ogni foto dovrà essere inviata tramite e-mail all’indirizzo forumdeigiovanisv@yahoo.com;
  • Essere pubblicata su Instagram con l’hashtag #InSommacontest2020 e contenere il tag del profilo instagram ufficiale del Forum dei Giovani di Somma Vesuviana: forum_giovanisommavesuviana;
  • Si può partecipare con un massimo di quattro opere, in bianco e nero e /o a colori;
  • Le foto dovranno essere in formato JPG;
  • La dimensione del file di ogni singola immagine non dovrà superare i 2MB;
  • Le dimensioni delle foto devono essere di un massimo di 1920 pixel di larghezza per il lato più lungo (sia esso verticale o orizzontale);
  • Risoluzione 72 dpi.

Un contributo da Somma Vesuviana per il docufilm di Rai Tre dedicato a Mia Martini

Di seguito un pezzo del Musicista Antonio Porcelli sul docufilm dedicato a Mia Martini Cresce l’attesa per Mia Martini, fammi sentire bella; il docufilm su Mia Martini che sarà trasmesso dalle 21:20 giovedì 27 febbraio su Rai Tre, a circa 25 anni dalla scomparsa della più grande interprete d’autore italiana di tutti i tempi. Con la regia di Giorgio Verdelli, la produzione di Alessandro Lostia per Indigo Stories, lo speciale conterrà anche il nuovo singolo (rimasto inedito nel cassetto dal 1991) Fammi sentire bella che dà il nome al docufilm. Il brano, scritto da Giancarlo Bigazzi e da Angelo Valsiglio è pubblicato postumo dalla Sugar Music di Caterina Caselli. A fare da voce narrante sarà Sonia Bergamasco che guiderà lo spettatore attraverso un racconto corale formato da più voci. Tra le tante testimonianze quella delle sorelle Leda, Olivia e Loredana Berté, delle amiche Gianna Bigazzi e Dori Ghezzi e dei tanti autori che hanno scritto per lei. Un ritratto originale, in cui è la stessa Mia Martini a svelare sé stessa, frutto di una lunga ricerca che permetterà al grande pubblico di scoprire filmati e curiosità inedite. Un contributo alla realizzazione del docufilm è partito anche da Somma Vesuviana attraverso lo straordinario lavoro svolto in oltre trent’anni dal prof. Ciro Castaldo, tra i massimi biografi di Mia Martini, che sarà presente anche nello speciale. Ciro Castaldo è docente di Matematica e Fisica presso il Liceo Statale C. Colombo di Marigliano dove è anche responsabile dei progetti: Coro & Colombo Big Band e Giornata dell’arte e della creatività studentesca. Da anni è promotore di una didattica alternativa che si fonda sulla relazione e sul metodo costruttivista dei saperi. Da sempre coltiva la sua passione per la musica d’autore italiana soffermandosi su come questa abbia contribuito alla trasformazione culturale e sociale del nostro tempo. Negli anni ha organizzato eventi e tributi dedicati a Luigi Tenco, Fabrizio De André, Rino Gaetano, Domenico Modugno, Lucio Dalla, Lucio Battisti, Enzo Jannacci, Franco Califano, Ivan Graziani, Gabriella Ferri, pubblicando anche il libro Tante facce nella memoria per le Edizioni Melagrana per cui dirige la collana I grandi della musica. Fin dai suoi esordi come critico musicale Mia Martini è stata al centro della sua ricerca e dei suoi interessi. Difatti Ciro Castaldo è stato anche uno storico collaboratore dello Chez Mimì Mia Martini club, l’unico fans club riconosciuto dall’artista nel 1990, fondato e diretto dal compianto messinese Pippo Augliera. A partire dai primi anni ‘90 il nostro professore ha raccolto materiali, interviste, aneddoti e curiosità sulla grande Mia Martini. Fornendosi del metodo scientifico, che costituisce la sua formazione culturale, è andato alla ricerca di dati, luoghi e testimonianze, portando avanti nel tempo alcune tesi che oggi assumono il ruolo di teorie. Al centro di questa lunga linea del tempo non c’è solo una conoscenza raffinata e un amore smisurato per Mia Martini ma anche il desiderio di riporre l’attenzione sul suo straordinario contributo al panorama musicale italiano e mondiale, diffidando e combattendo le cattiverie che la grande interprete ha dovuto subire durante la sua carriera artistica e approfondendo anche tematiche personali che hanno segnato la vita dell’artista. Da fine biografo ha posto l’attenzione su tutte le fasi musicali del repertorio martiniano: dallo studio della musica classica alle prime esecuzioni jazz, dall’approccio al folk e al rock progressive alle consacrazioni ai Festivalbar, da musa ispiratrice di grandi firme d’autore alla Mia Martini cantautrice e musicista, dalle collaborazioni con i cantautori sudamericani al prestigioso sodalizio con Charles Aznavour, dal contrastato ma prolifico rapporto con Ivano Fossati al trionfale ritorno sulle scene a Sanremo, dal grande amore per Napoli all’indissolubile legame con la sua terra natia Bagnara Calabra. Scrive per IlMediano.it, dirigendo la rubrica Frazioni musicali, ha fondato l’associazione no profit Universo di Mimì di cui è presidente, ha richiesto e ottenuto che un luogo pubblico di Somma Vesuviana portasse il nome di Piazza Mia Martini, ha ideato e realizzato, come direttore artistico, il Mia Martini Festival che si tiene ogni anno al Teatro Summarte di Somma Vesuviana e nelle cinque edizioni svolte ha ospitato Olivia Berté, Manuela Savini Berté, Alba Calia, Gianna Bigazzi, Luciano Tallarini e tanti artisti tra cui Mariella Nava, Mimmo Cavallo, Ivan Cattaneo, Aida Cooper, Grazia Di Michele e Serena Rossi. A metà marzo del 2019, a testimonianza di anni di viaggi, racconti e interviste raccolte è uscito, sempre per Edizioni Melagrana, Martini Cocktail, un libro che è indispensabile per introdursi alla conoscenza di un’artista completa e originale come Mia Martini, presentato in diretta su TV 2000 e su Rai Uno a Italia Sì condotto da Marco Lioni e a seguire in tante Radio. Un libro prezioso che è corredato anche da un CD che contiene un’intervista radiofonica inedita rilasciata da Mia Martini a Radio Kiss Kiss in cui l’artista si lascia andare, ancora di più senza filtro, in racconti e aneddoti molto interessanti, con grande ironia, trasporto e disinvoltura. Alcuni di questi salienti passaggi li ascolteremo proprio nel docufilm in onda giovedì 27. Non ci resta, dunque, che aspettare la messa in onda di quest’opera diretta da Giorgio Verdelli, compiacendoci di come le nostre piccole realtà locali siano capaci di offrire contributi culturali, nell’ambito musicale, così significativi da arrivare fino alla Rai. Al professore Castaldo vanno i nostri complimenti nutriti d’orgoglio per aver promosso la sua persona e la Città di Somma Vesuviana ad una ribalta di carattere nazionale.    

Coronavirus, documento dei sindaci del Nolano: “Subito un’area dedicata nell’ospedale di Nola”

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I  sindaci del Nolano: “Subito un’area dedicata nell’ospedale di Nola e obbligo ai cittadini di comunicare gli spostamenti nelle zone focolaio del  Covid – 19”

Alla popolazione chiedono di evitare allarmismi e di attenersi alle indicazioni utili alla prevenzione della diffusione del coronavirus, alle istituzioni sollecitano, invece, l’attuazione di misure idonee a fronteggiare eventuali emergenze e soprattutto a salvaguardare le salute dei cittadini. Sono le richieste unanimi pronunciate dai 18 sindaci dell’area nolana, che ieri hanno convocato il Tavolo dei Comuni dell’Agenzia di Sviluppo per organizzare un piano di azioni condivise e dirette a rassicurare e proteggere gli abitanti del territorio.

Indicata come prioritaria anche la necessità di dare seguito alla predisposizione di un’area dedicata che, nel Pronto Soccorso dell’ospedale di Nola, accolga i pazienti con sintomi respiratori in modo da prevenire possibili cause di contagio.

In linea con le misure urgenti contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  i primi cittadini hanno disposto che ” le persone che dal 1° febbraio 2020 sono transitate  ed hanno sostato nei Comuni  focolaio del coronavirus  sono obbligate a comunicare la circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, ai fini dell’adozione di ogni misura necessaria,  compresa la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva”.

I Comuni interessati dalle misure urgenti di contenimento del contagio  sono: nella Regione Lombardia Bertonico, Casalpusterlengo,  Castelgerundo,  Castiglione d’Adda,  Codogno,  Fombio,  Maleo,  San Fiorano,  Somaglia,  Terranova dei Passerini.  Nella Regione Veneto:  Vò.

A firmare il documento sono stati: il sindaco di Camposano, Francesco Barbato;  il sindaco di Carbonara di Nola, Antonio Iannicelli;  il sindaco di Casamarciano,  Andrea Manzi;  il sindaco di Cicciano, Giovanni Corrado;  il sindaco di Cimitile Nunzio Provvisiero;  il sindaco di Comiziano Severino Nappi;  il sindaco di Liveri, Raffaele Coppola;  il sindaco di Mariglianella Felice Di Maiolo;  il sindaco di Marigliano, Antonio Carpino;  il sindaco di Nola Gaetano Minieri;  il sindaco di Palma Campania,  Nello Donnarumma;  il sindaco di Roccarainola Giuseppe Russo; il sindaco di San Paolo Bel Sito, Manolo Cafarelli;  il sindaco di San Vitaliano Pasquale Raimo; il sindaco di Saviano, Carmine Sommese;  il sindaco di Scisciano, Edoardo Serpico;  il sindaco di Tufino, Carlo Ferone;  il sindaco di Visciano Gianfranco Meo.

In queste ore di grande preoccupazione – dice il presidente del Tavolo dei Comuni Antonio Carpino, sindaco di Marigliano –  siamo concentrati ancor di più nella tutela della salute e della serenità del le nostre comunità. Siamo in costante contatto con l’azienda sanitaria, con la Prefettura e con la Regione per essere pronti ad intervenire a salvaguardia dei nostri concittadini ai quali però chiediamo di evitare allarmismi, di informarsi solo attraverso le fonti ufficiali e soprattutto di osservare le misure di prevenzione per evitare il contagio“.

Luigi Raia presenta il suo libro di poesie “Dove sono le stelle?”

Il libro è una raccolta di poesie scritte in italiano ed inglese che hanno come tematica principale l’amore. La presentazione si terrà il 26 febbraio alle ore 18.00 presso il Teatro Summarte di Somma Vesuviana. E’ l’amore vero, autentico, quello che si sogna nelle notti d’estate, proprio sotto un bel cielo stellato, oppure in casa, sdraiati sul letto o seduti in poltrona a leggere un bel libro, le cui parole corrispondono a ciò che si vive dentro. Oggi, questa società, sempre più basata sulle apparenze e dominata dallo strapotere dei social network, sembra essere quasi del tutto orfana di sentimenti originali e di una trasmissione di essi, diciamo, nella maniera tradizionale. Luigi Raia nasce a Pompei nel 1991, laureato in Lingue e Letterature Straniere, si appassiona sempre di più alla poesia e alla letteratura, in particolare a quella straniera. Questa mia prima pubblicazione – afferma l’autore –  nasce, senza presunzione o estrema nostalgia, proprio come alternativa a questa insidia della modernità: dobbiamo tutti, me compreso, ridare il giusto peso alle parole ed ai sentimenti, senza cadere nel tranello della spettacolarizzazione o commercializzazione degli stessi. Con la speranza che genuinità e semplicità ritornino a far parte della vita quotidiana. Sono quei piccoli gesti e quelle piccole attenzioni che fanno la differenza. Ritengo – continua Raia – che via sia ancora spazio per l’Amore in questo mondo, nonostante gli spazi sembrino troppo ridotti ed arredati di una presunta banalità, tendente alla mediocrità. La poesia per l’autore rappresenta l’espressione massima dell’esternazione e diffusione di ciò che si vive negli antri più segreti del proprio cuore. Per Luigi Raia scrivere questo libro è stata un’esperienza davvero divertente e, allo stesso tempo, interessante. Ha riscoperto, durante le operazioni di rilettura e stesura, compiute in questi mesi, l’adolescente che è stato in lui, i luoghi visitati, le persone incontrate, le parole dette e non dette, le emozioni provate. Un viaggio di vita, breve ma molto intenso. Niente, comunque, risulta più prezioso dei ricordi, conclude Raia: spesso e volentieri sono l’unico tesoro da custodire per non affogare nella negatività e, di conseguenza, affrontare con coraggio le sfide future. La presentazione si terrà mercoledì 26 febbraio alle ore 18.00 presso il Teatro Summarte di Somma Vesuviana. Interverranno Stefania Spisto, presidente de Il Quaderno Edizioni, ed Adriano Conato, autore della prefazione. Sarà presente l’autore.  

Una “maschera” della Napoli che fu: “‘o pazzariello”

Il “pazzariello” faceva pubblicità a botteghe e a “cantine” nei quartieri “plebei” di Napoli, vestito come un generale borbonico, accompagnato da un “concertino” e declamando proclami in cui l’esagerazione della propaganda era sempre attenuata e complicata dall’ ironia  e da allusioni scherzose. Le note d G. Artieri e di F. D’Ascoli. “’O pazzariello” di R. Viviani annuncia l’apertura di una macelleria e della “cantina” di zia Stella.   In un “pezzo” pubblicato nel 1955, e dedicato ai “Pazzi di Napoli”, Giovanni Artieri scrisse la storia mirabile di due “pazzi” di genio, Vincenzo Gemito e Antonio Mancini e citò due “pazzi da strada”, “Pimpinella” e “Baccalà”, che giravano senza sosta per i quartieri della plebe, che il “risanamento” poi demolì, e comunicavano le “ultime notizie”, “liberando il bilancio dei poveri della notevole spesa di un soldo per l’acquisto del giornale”. Questi “filosofi da marciapiede”, questi “Socrati senza Platone”, finirono a Capodichino, nel Manicomio provinciale, che i Napoletani chiamano Pazzeria, “deposito dei pazzi”. Ma il capitolo si apre con il nostalgico ricordo di una “maschera”, “’o pazzariello”, che, scrive l’Artieri, è scomparso da tutti i quartieri della città, anche “dai dedali” della Napoli “egizia, greca, fenicia, bizantina: Forcella, San Gregorio Armeno, via Nilo, l’Anticaglia, Sant’ Agostino alla Zecca”. “’O pazzariello”, bardato con la divisa eccessiva di un ufficiale borbonico – feluca, spadino e svolazzi di carta colorata-, ma con la fascia tricolore, e armato con il nero bastone del comando, che Artieri paragona a un “tirso bacchico,  girava per i quartieri popolari annunciando l’apertura di una nuova “cantina” con filastrocche declamate a voce straripante, “ Uommene e femmene, gruosse e piccerille, nobele e snobele, ricche e puverielle, int’’o vico… s’è aperta una cantina nova, attaccata a ‘o pustiere, de rimpetto a ‘o pizzaiuolo, addò se venne ‘o vino ‘e Gragnano, e ‘o russo d’’o Vesuvio a duie grana ‘a caraffa”.. attenzione, battaglione, è asciuto pazzo ‘o padrone.”. “’O pazzariello” annunciava, ricorda Francesco D’Ascoli, anche l’arrivo del vino nuovo, e il ribasso del prezzo della pasta praticato da qualche bottega, “è una pasta di sostanza, che vi riempie gli intestini e la panza”. Lo accompagnava, in questi giri pubblicitari, “’o cuncertino”, un gruppo di suonatori che da pifferi tamburi triccheballacche putipù e scetavajasse traevano inni chiassosi. Abbiamo davanti agli occhi “’ o pazzariello” che Totò interpretò nell’ “Oro di Napoli”. Notava Artieri che tutti i cantori della Napoli popolare, la Serao, Di Giacomo, Ferdinando Russo, Bovio, Galdieri, Nicolardi, hanno trascurato questo personaggio, questa “maschera”: tutti, eccetto Raffaele Viviani. Il suo “pazzariello”, protagonista di una splendida poesia del 1908, annuncia al popolo l’apertura di una nuova macelleria, “’a chianca nova”, all’inizio di via Cavone di piazza Dante. E subito sferra un colpo ai bottegai: dice infatti che al padrone i conti non tornano, perché sua moglie, “’a maesta”, donna Vincenza, non fa imbrogli sul peso, “mette ‘o gghiusto ‘int’ ‘a valanza”: “ si ‘a vedite, benedico / tene ‘a faccia d’abbundanza”. Da vera “maschera” carnevalesca, “’o pazzariello” di Viviani dice amare verità e fa allusiva ironia sulle altre “virtù della “maesta”, che “s’aggarba ‘e cliente a uno a uno”, che soddisfa le richieste di ogni suo cliente, e a tutti permette di toccare con mano la carne, che “nun è carne americana”, ma è “robba paisana / staggiunata, fresca e sana”. “’O pazzariello” di Viviani annuncia poi al popolo che nel “vico ‘e femmenelle”  zia Stella – “zia” è un titolo di riverenza- ha aperto una nuova cantina, “cu ‘na bella frasca ‘a fore”. Ma la tradizione e le ragioni del mercato dicono che, per attirare clienti, non basta che il vino sia buono: è necessario, prima di tutto, che l’ostessa sia una donna piacente e cordiale: e zia Stella è veramente “bella”, e basta guardarla per sentirsi già ubriaco, anche perché la sua veste mette a nudo una parte del corpo, un po’ di carne, “’o ppoco d’’a ciacella”, e ai suoi clienti viene l’acquolina in bocca, “ognuno fa sputazzella”. Chi sa come zia Stella è riuscita a trovare il riccone, “ ‘o capitalista”, che le ha allestito “il locale” sfondando sette “bassi”, uno nell’altro, “uno int’’a n’ato”. E poi c’è il vino buono: solo sette soldi per un vino di Marano, un vino purissimo. Da zia Stella i clienti non troveranno mai “o vino ‘mmisturato / ‘a birra svapurata / e ‘a gassosa sfiatata”. Avevano ragione Melville, Benjamin e Domenico Rea: Napoli è tutta un eterno teatro.  

Madonna dell’Arco, una voragine nel chiostro: danni da 400 mila euro

 Una voragine che sembra allargarsi ogni giorno che passa, uno squarcio inquietante, un baratro nel luogo dove ogni giorno si riuniscono i pellegrini che arrivano in Santuario, dove si tengono eventi e concerti, dove i fujenti si riposano il lunedì in Albis, il luogo dove, nella suggestiva passeggiata che lo circonda, si affacciano il Museo che ospita la più grande collezione al mondo di ex voto, l’antica farmacia dei Domenicani, la sala offerte, l’antico refettorio oggi trasformato in un’elegante sala dove si organizzano mostre, concerti, iniziative culturali, la biblioteca a disposizione degli studiosi. Una ferita deturpa da qualche giorno il grande chiostro domenicano che risale al principio del 1600, progettato alla fine del secolo precedente al centro del convento a pianta quadrata, una «pugnalata» inferta nella bellezza. La storia secolare di uno dei Santuari più noti in Campania e al mondo, quello della Madonna dell’Arco, gira di fatto anche intorno al chiostro. La storia del convento è lunga: ha attraversato eruzioni del Vesuvio, soppressione napoleonica, crolli e restauri. Tra varie vicissitudini, si arriva alla radicale ristrutturazione terminata nel 1999 in occasione del Giubileo del 2000, fu allora che il livello del chiostro venne rialzato di un metro, portandolo quasi a livello dei corridoi laterali. Il chiostro, con il pozzetto al centro dove i pellegrini gettano monetine, dove giocano i bambini, dove gli sposi si attardano per qualche scatto dopo la celebrazione di matrimoni, dove passeggiano gli innamorati e dove il giorno simbolo dedicato alla Mamma dell’Arco, il Lunedì in Albis, si affollano i «battenti» per riposarsi, per ritemprarsi, ora è transennato. Inagibile. Circondato da nastro giallo e delimitato da cordoni, quasi come un luogo del delitto in un film noir. Quella ferita, quella voragine, quel baratro che se non fosse in un luogo di spiritualità potrebbe far pensare ad una discesa agli inferi, è frutto di un errore. Un errore compiuto proprio durante i lavori del Giubileo quando si pensò di eliminare il dislivello tra chiostro e passeggiata laterale, eliminando i gradini e portandoli sullo stesso piano. Al centro del chiostro, dove sorge la cisterna con sopra il pozzetto, furono riversati detriti, calcinacci, materiale di risulta, terreno. Il peso ha evidentemente fiaccato il tetto della cisterna, le infiltrazioni hanno fatto il resto. Così il pavimento ha ceduto, e continuerà a farlo. Non potranno fermarvisi i fujenti nel giorno di Pasquetta, non potranno giocarvi i bambini, non vi si potranno attardare gli sposi, non vi si potranno organizzare eventi.
padre Alessio Romano, Rettore del Santuario di Madonna dell’Arco
«Abbiamo accertato che la causa risale ai lavori del Giubileo, l’architetto di allora volle riempire il dislivello tra chiostro e passeggiata, in pratica dopo vent’anni il solaio della cisterna concepito per reggere un peso, per esempio, di dieci chili, ne ha dovuti sopportare quasi mille. Crediamo che anche il resto del perimetro della cisterna crollerà» – dice il priore, Padre Alessio Romano. La sentenza dei tecnici che hanno compiuto la perizia è di quelle ferali: occorreranno circa 400 mila euro per riparare il danno. «Ora va ripristinato lo stato dei luoghi, bisognerà intervenire presto, rispettando l’architettura originaria ed eliminando le modifiche compiute nel 2000» – continua padre Alessio che ha fatto appello alla Soprintendenza, alla Regione Campania, a qualsivoglia istituzione voglia tutelare uno dei beni più preziosi della regione. Nel frattempo, il chiostro resterà vietato a fedeli, pellegrini, fujenti. E tutti gli eventi in programma di qui all’estate saranno annullati. «Il chiostro è praticamente l’unica piazza, l’unico agorà di cui il Santuario dispone, giacché il progetto di riqualificare e ridare nuova vita a piazza Arco, un progetto regalato dai Domenicani al Comune, ha visto il mancato impegno della passata amministrazione comunale. Ora non c’è un luogo dove i pellegrini possano sostare e sarà un grande problema soprattutto il Lunedì in Albis» – aggiunge padre Alessio                                  

Coronavirus, a Casalnuovo il sindaco vieta gli eventi. Tranne quello di un politico. Nappi: “Ordinanza anti me”

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Ieri il sindaco di Casalnuovo ha ordinato il divieto di tutte le manifestazioni pubbliche, sia all’aperto che al chiuso, nelle giornate del 24  e di oggi. Dietro il divieto ci sono motivi precauzionali dovuti al potenziale pericolo della diffusione del contagio da Coronavirus. Ma è scoppiata una dura polemica politica. Questo perché mentre l’ordinanza del primo cittadino ha fatto saltare l’appuntamento fissato per oggi, cioè l’ultima e più importante sfilata di Carnevale voluta dal candidato sindaco alle prossime elezioni municipali, Giovanni Nappi, ieri mattina si è lo stesso tenuta la programmata manifestazione di Carnevale nella popolosa frazione di Casarea, un evento tenuto al chiuso e in un luogo pubblico, di proprietà comunale, il centro polifunzionale Labor Inti. Una manifestazione che è stata gestita dall’associazione Stella Polare, fondata da una consigliera comunale di maggioranza. “A questo punto visto quello che è successo a Casarea – dichiara Giovanni Nappi – sono costretto per forza di cose a desumere che questa ordinanza sia stata fatta contro di me, proprio per far saltare la manifestazione più popolare che si sta tenendo a Casalnuovo, il Carnevale che sto organizzando e che finora stava ottenendo un grande successo di pubblico perché stava allietando migliaia di persone di tutte le età da queste parti”. Anche l’anno scorso il Carnevale organizzato da Nappi ebbe dei problemi. Il Comune non voleva autorizzarlo per motivi di sicurezza. Poi però ci fu il dietrofront della municipalità. Ma il culmine dello scontro tra il sindaco e Nappi è stato raggiunto la settimana scorsa, quando durante una delle ultime sfilate cittadine di Carnevale, tenuta domenica 16 febbraio, un candidato al consiglio della coalizione di Nappi, Ciro Razzini, ha mimato una scena satirica nei riguardi del primo cittadino mascherandosi da Pinocchio con tanto di fascia tricolore al petto. Per questo fatto il sindaco ha sostenuto che l’episodio sia avvenuto sotto la casa di sua madre ed ha quindi definito “cialtroni”, sulla sua pagina Facebook, i protagonisti della scenetta carnevalesca. Intanto si moltiplicano gli interrogativi da parte delle opposizioni politiche su quest’ultima ordinanza. “Perché – si chiedono – il sindaco ha vietato tutto solo per il 24 e il 25 febbraio e non ha esteso l’ordinanza anche per i prossimi giorni ? “.