Madonna dell’Arco, una voragine nel chiostro: danni da 400 mila euro

 Una voragine che sembra allargarsi ogni giorno che passa, uno squarcio inquietante, un baratro nel luogo dove ogni giorno si riuniscono i pellegrini che arrivano in Santuario, dove si tengono eventi e concerti, dove i fujenti si riposano il lunedì in Albis, il luogo dove, nella suggestiva passeggiata che lo circonda, si affacciano il Museo che ospita la più grande collezione al mondo di ex voto, l’antica farmacia dei Domenicani, la sala offerte, l’antico refettorio oggi trasformato in un’elegante sala dove si organizzano mostre, concerti, iniziative culturali, la biblioteca a disposizione degli studiosi. Una ferita deturpa da qualche giorno il grande chiostro domenicano che risale al principio del 1600, progettato alla fine del secolo precedente al centro del convento a pianta quadrata, una «pugnalata» inferta nella bellezza. La storia secolare di uno dei Santuari più noti in Campania e al mondo, quello della Madonna dell’Arco, gira di fatto anche intorno al chiostro. La storia del convento è lunga: ha attraversato eruzioni del Vesuvio, soppressione napoleonica, crolli e restauri. Tra varie vicissitudini, si arriva alla radicale ristrutturazione terminata nel 1999 in occasione del Giubileo del 2000, fu allora che il livello del chiostro venne rialzato di un metro, portandolo quasi a livello dei corridoi laterali. Il chiostro, con il pozzetto al centro dove i pellegrini gettano monetine, dove giocano i bambini, dove gli sposi si attardano per qualche scatto dopo la celebrazione di matrimoni, dove passeggiano gli innamorati e dove il giorno simbolo dedicato alla Mamma dell’Arco, il Lunedì in Albis, si affollano i «battenti» per riposarsi, per ritemprarsi, ora è transennato. Inagibile. Circondato da nastro giallo e delimitato da cordoni, quasi come un luogo del delitto in un film noir. Quella ferita, quella voragine, quel baratro che se non fosse in un luogo di spiritualità potrebbe far pensare ad una discesa agli inferi, è frutto di un errore. Un errore compiuto proprio durante i lavori del Giubileo quando si pensò di eliminare il dislivello tra chiostro e passeggiata laterale, eliminando i gradini e portandoli sullo stesso piano. Al centro del chiostro, dove sorge la cisterna con sopra il pozzetto, furono riversati detriti, calcinacci, materiale di risulta, terreno. Il peso ha evidentemente fiaccato il tetto della cisterna, le infiltrazioni hanno fatto il resto. Così il pavimento ha ceduto, e continuerà a farlo. Non potranno fermarvisi i fujenti nel giorno di Pasquetta, non potranno giocarvi i bambini, non vi si potranno attardare gli sposi, non vi si potranno organizzare eventi.
padre Alessio Romano, Rettore del Santuario di Madonna dell’Arco
«Abbiamo accertato che la causa risale ai lavori del Giubileo, l’architetto di allora volle riempire il dislivello tra chiostro e passeggiata, in pratica dopo vent’anni il solaio della cisterna concepito per reggere un peso, per esempio, di dieci chili, ne ha dovuti sopportare quasi mille. Crediamo che anche il resto del perimetro della cisterna crollerà» – dice il priore, Padre Alessio Romano. La sentenza dei tecnici che hanno compiuto la perizia è di quelle ferali: occorreranno circa 400 mila euro per riparare il danno. «Ora va ripristinato lo stato dei luoghi, bisognerà intervenire presto, rispettando l’architettura originaria ed eliminando le modifiche compiute nel 2000» – continua padre Alessio che ha fatto appello alla Soprintendenza, alla Regione Campania, a qualsivoglia istituzione voglia tutelare uno dei beni più preziosi della regione. Nel frattempo, il chiostro resterà vietato a fedeli, pellegrini, fujenti. E tutti gli eventi in programma di qui all’estate saranno annullati. «Il chiostro è praticamente l’unica piazza, l’unico agorà di cui il Santuario dispone, giacché il progetto di riqualificare e ridare nuova vita a piazza Arco, un progetto regalato dai Domenicani al Comune, ha visto il mancato impegno della passata amministrazione comunale. Ora non c’è un luogo dove i pellegrini possano sostare e sarà un grande problema soprattutto il Lunedì in Albis» – aggiunge padre Alessio                                  

Coronavirus, a Casalnuovo il sindaco vieta gli eventi. Tranne quello di un politico. Nappi: “Ordinanza anti me”

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Ieri il sindaco di Casalnuovo ha ordinato il divieto di tutte le manifestazioni pubbliche, sia all’aperto che al chiuso, nelle giornate del 24  e di oggi. Dietro il divieto ci sono motivi precauzionali dovuti al potenziale pericolo della diffusione del contagio da Coronavirus. Ma è scoppiata una dura polemica politica. Questo perché mentre l’ordinanza del primo cittadino ha fatto saltare l’appuntamento fissato per oggi, cioè l’ultima e più importante sfilata di Carnevale voluta dal candidato sindaco alle prossime elezioni municipali, Giovanni Nappi, ieri mattina si è lo stesso tenuta la programmata manifestazione di Carnevale nella popolosa frazione di Casarea, un evento tenuto al chiuso e in un luogo pubblico, di proprietà comunale, il centro polifunzionale Labor Inti. Una manifestazione che è stata gestita dall’associazione Stella Polare, fondata da una consigliera comunale di maggioranza. “A questo punto visto quello che è successo a Casarea – dichiara Giovanni Nappi – sono costretto per forza di cose a desumere che questa ordinanza sia stata fatta contro di me, proprio per far saltare la manifestazione più popolare che si sta tenendo a Casalnuovo, il Carnevale che sto organizzando e che finora stava ottenendo un grande successo di pubblico perché stava allietando migliaia di persone di tutte le età da queste parti”. Anche l’anno scorso il Carnevale organizzato da Nappi ebbe dei problemi. Il Comune non voleva autorizzarlo per motivi di sicurezza. Poi però ci fu il dietrofront della municipalità. Ma il culmine dello scontro tra il sindaco e Nappi è stato raggiunto la settimana scorsa, quando durante una delle ultime sfilate cittadine di Carnevale, tenuta domenica 16 febbraio, un candidato al consiglio della coalizione di Nappi, Ciro Razzini, ha mimato una scena satirica nei riguardi del primo cittadino mascherandosi da Pinocchio con tanto di fascia tricolore al petto. Per questo fatto il sindaco ha sostenuto che l’episodio sia avvenuto sotto la casa di sua madre ed ha quindi definito “cialtroni”, sulla sua pagina Facebook, i protagonisti della scenetta carnevalesca. Intanto si moltiplicano gli interrogativi da parte delle opposizioni politiche su quest’ultima ordinanza. “Perché – si chiedono – il sindaco ha vietato tutto solo per il 24 e il 25 febbraio e non ha esteso l’ordinanza anche per i prossimi giorni ? “.

Sant’Anastasia, i Verdi invitano partiti, cittadini e associazioni ad incontrare Francesco Emilio Borrelli

Ines Antonella Barone
La «chiamata» a confrontarsi con il consigliere regionale Borrelli arriva dalla commissaria cittadina del partito del Sole che Ride, Ines Barone. L’appuntamento è alle 18 di giovedì 27 febbraio al gazebo esterno della Casa del Pellegrino a Madonna dell’Arco.   «Discuteremo sul tema dell’ecologia della politica attraverso la legalità, anche delle piccole azioni quotidiane, e la partecipazione collettiva cittadina – dice Ines Barone – chiunque voglia partecipare e apportare un contributo propositivo e costruttivo alla discussione sarà il benvenuto». Tra gli spunti dell’evento i temi sicuramente sul tavolo saranno la legalità e la partecipazione dei cittadini. Il titolo scelto è «Tra legalità e partecipazione: l’ecologia della politica». «Nessun vero rinnovamento sociale, economico, civile sarà possibile in Italia senza disinquinare la politica, senza ripulirla da corruzioni, abusi di potere, conflitti d’interesse. Ecologia come trasparenza dei processi pubblici, ecologia come interdipendenza di tutte le forme di vita associata al fine di rendere più eque, sostenibili ed efficaci le dimensioni pubbliche da cui dipende il benessere delle persone e delle comunità, dalla politica all’organizzazione sociale alla città. Occorre una robusta ecologia della politica, che ridia dignità e forza ai compiti di rappresentare la volontà dei cittadini e di esercitare le funzioni pubbliche oggi screditati più che mai, e in Italia più che altrove, da una politica e da una pubblica amministrazione che recano stimmate evidenti di arretratezza culturale e di una generale caduta dell’etica pubblica» -è la presentazione dell’evento nelle parole del commissario cittadino Ines Barone.

Famiglia dei Coronavirus e virus influenzali: cofattori che contribuiscono alla guarigione

Facciamo chiarezza e allontaniamo i virus influenzali e para influenzali in maniera giusta e diligente. Fermo restando  che lo stato di attenzione  in questo momento storico è particolarmente alto e giustamente si è attenzionati  per evitare il propagarsi di stati influenzali, è importante  fare un punto su CHI O COSA SONO  I Coronavirus  e come potersi difendere da questi , oltre il lavarsi le mani,…c’è bisogno di fare “il carico di vitamine”! Questi indagati e “tamponati” Sono una vasta famiglia di virus ! Sono virus RNA a filamento positivo con aspetto simile a una corona al microscopio elettronico. La sottofamiglia Orthocoronavirinae della famiglia Coronaviridae è classificata in quattro generi di coronavirus (CoV): Alpha-, Beta-, Delta– e GammacoronavirusIl genere del betacoronavirus è ulteriormente separato in cinque sottogeneri (tra i quali il Sarbecovirus).
  • Coronavirus umani comuni: HCoV-OC43 e HCoV-HKU1 (Betacoronavirus) e HCoV-229E e HCoV-NL63 (Alphacoronavirus); essi possono causare raffreddori comuni ma anche gravi infezioni del tratto respiratorio inferiore.
  • Altri Coronavirus umani (Betacoronavirus): SARS-CoV, MERS-CoV e 2019-nCoV (ora denominato SARS-CoV-2)
Ma questo NUOVO Coronavirus , come altre malattie respiratorie, può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre e quindi anche autorisolversi se non lasciato a se stesso , senza alcuna attenzione, come in altre infezioni da virus influenzali, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie, cosa che accade se trascurato, come in tutte le patologie influenzali o in soggetti già compromessi. Raramente può essere fatale!
  • Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache.
Quindi, cosa fare? Innanzitutto,  ragionare e non farsi prendere dal panico. Ragionare ed evitare di additare chi ha naso che cola o un pò di tosse come un untore. Se  il naso “cola” o abbiamo il  primo colpettino di tosse che fa sospettare l’arrivo dell’influenza, iniziamo a mandare giù spremute di agrumi , pompelmo a go-go, kiwi, vere e proprie pillole di vitamina C, propoli, pappa reale,  polline delle api per rafforzare le difese immunitarie. Purtroppo nelle infezioni virali come questa, non esiste un vero e proprio farmaco che distrugge “l’intruso”  e gli antibiotici  servono solo ad evitare sovrainfezioni  batteriche. Le proprietà curative di alcuni frutti  da sempre  ci accompagnano facendoci star meglio. Chi non si è sentito dire “una mela al giorno toglie il medico di torno” e un po’ dentro di sé ci ha anche creduto? C’è addirittura chi tiene in tasca una castagna d’india o “di cavallo” (il frutto tossico dell’ippocastano e non del castagno) per tutto l’inverno. La ragione? È convinto di tenere alla larga il raffreddore. Ne è così convinto che la regala anche ad amici e parenti. Tutti, però, trascurano un altro detto della nonna: “Il raffreddore se curato dura sette giorni, se non curato una settimana”! Certo è che le patologie non si curano solo ed esclusivamente con le vitamine della frutta , ma questi sono potenti cofattori che contribuiscono ad abbreviare i tempi di guarigione e  a creare uno scudo antiossidante a tutte le altre cellule, che saranno così più forti e più pronte a rispondere ad un sussulto esterno. Un fatto è certo: gli agrumi, dato il loro contenuto elevato di vitamina C, sono importanti per rinforzare la nostra salute, anche se non sono in grado da solidi farci passare il raffreddore o la sindrome influenzale. I rimedi naturali allora quali sono? Arance, limoni, pompelmi: contengono molta acqua in una percentuale tra l’80% e il 90%, acidi organici e in particolare l’acido citrico, calcio, potassio, magnesio e ferro, e delle diverse vitamine, fra le quali la più abbondante è certamente la C, ma sono presenti anche la vitamina PP (o niacina), la A e diverse del gruppo B Non dimentichiamo i rimedi di piante officinali che potenziano e rafforzano il sistema immunitario.
  • Achillea –  usata come tintura madre, l’achillea favorisce la traspirazione e agisce come antipiretico e antisettico, e risulta essere un valido aiuto per curare stati febbrili, raffreddore e catarro.
  • Cannella – efficace antivirale e antibiotico, è sufficiente sciogliere un cucchiaino di cannella in polvere, nel miele da usare per dolcificare una tazza di tè caldo, alleviando così la tosse e decongestionando le vie nasali.
  • Curcuma – contiene vitamina C,  ha elevate proprietà antiossidanti e antinfiammatorie: la sua attività immunostimolante, combatte l’influenza e i malanni di stagione.
  • Echinacea – utile per favorire le naturali difese immunitarie dell’organismo e ottimo antivirale, l’echinacea è ideale per prevenire i raffreddori tipici dei periodi invernali;
  • Fiori di tiglio – anche il decotto a base di fiori di tiglio si rivela utile per beneficiare del suo effetto antipiretico, preparato usando un paio di cucchiai di fiori sminuzzati, da infondere per una mezzora in acqua bollente; da bere prima dei pasti, fino a tre volte al giorno.
  • Foglie di ortica – le foglie di ortica rappresentano un ingrediente base per preparare tisane e decotti in grado di lenire i disturbi provocati dai malanni di stagione: contiene, infatti, elevate quantità di vitamine e minerali preziosi, favorisce l’idratazione e aiuta ad eliminare le tossine.
  • Rosa canina – una tisana a base di bacche di rosa canina, bevuta calda, rappresenta un toccasana per regolare la temperatura corporea, eliminare le tossine e trovare sollievo in caso di raffreddamento;
  • Anche i Probiotici naturali  hanno un loro perché.
  • La flora batterica è importantissima per ostacolare lo sviluppo di microrganismi dannosi e per riequilibrarla,
  • Oli essenziali – gli oli ottenuti dal bergamotto e dall’eucalipto sono perfetti per le infezioni del tratto respiratorio ed orale, mentre l’olio di rosmarino è un potente antibiotico naturale e un efficace antivirale
Non dimentichiamo i
  • Suffumigi – concedersi salutari suffumigi a base di timo, rosmarino e origano contribuisce a decongestionare e liberare le vie nasali, combattendo efficacemente i virus e i batteri presenti nell’organismo.
Tuttavia bisogna ricordare alcune regole generali valide tutto l’anno per tenere lontane le malattie: alimentarsi in modo sano, idratarsi a sufficienza, garantirsi un quantitativo di ore di sonno adeguato, svolgere attività fisica regolare e ottimizzare i livelli di vitamina D, potentissimo immunomodulatore,  e vitamina C, necessari per migliorare il sistema immunitario.  

Nola, contrasto al lavoro sommerso: denunciati due imprenditori

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Nell’ambito dei servizi disposti dal comando provinciale di Napoli per il contrasto al lavoro sommerso e il rispetto delle norme sui luoghi di lavoro, i Carabinieri delle Stazioni di Nola e San Paolo Bel Sito, insieme al Nucleo Ispettorato del lavoro di Napolie al personale dell’A.S.L. NA 3 Sud,  hanno denunciato i titolari di due ditte edili. Al primo, un 48enne di Nola già noto alle forze dell’ordine,  è stata contestata una sanzione di 3mila euro  perché nel suo cantiere due  lavoratori non indossavano il casco protettivo e non avevano effettuato la visita medica preventiva prevista dalla legge. Ben più grave la situazione del secondo titolare, un 32enne incensurato. I carabinieri hanno trovato nel suo cantiere due  lavoratori che non avevano effettuato la visita medica preventiva periodica né avevano ricevuto la formazione dei dipendenti sui rischi sui luoghi di lavoro. Uno di questi è risultato anche “in nero” e beneficiario del reddito di cittadinanza. Salata la sanzione amministrativa: ben 6mila e 300 euro mentre l’attività è stata sospesa.

Giugliano, pendeva su di lui un mandato d’arresto europeo: arrestato 50enne bulgaro

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I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Giugliano hanno rintracciato e arrestato Petkò Nikolov Petkov, nato in Bulgaria il 20 luglio del 1969, con precedenti di polizia. Sull’uomo pendeva un mandato di arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria bulgara per violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni personali volontarie e procurato allarme. I fatti risalgono all’agosto del 2015 e sono stati commessi in Bulgaria. Il 50enne è stato trovato in un’abitazione di Licola mare dove viveva da qualche giorno.

Castello di Cisterna, 101 dosi di crack in casa: arrestato 33enne

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I carabinieri della stazione di Castello di Cisterna hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Rosario D’Ambrosio, 33enne del posto già noto alle forze dell’ordine.  Durante una perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto e sequestrato 101 dosi di crack, una droga il cui nome deriva dal crepitio che genera quando viene riscaldata prima dell’assunzione. La sostanza, contenuta in piccoli involucri di carta era nascosta in un vano che il 33enne si era ricavato sul pianerottolo di casa. D’Ambrosio è stato tradotto al carcere di Poggioreale.

Suppletive Senato, a Napoli vince Sandro Ruotolo

Urne semi deserte : al voto solo 34 mila elettori, meno del 10%. Vince l’alleanza Pd-de Magistris.   Il giornalista sotto scorta, Sandro Ruotolo, è un nuovo senatore della Repubblica. Ad eleggerlo i napoletani del collegio uninominale 7 della Campania che hanno votato per le elezioni suppletive del Senato della Repubblica. Molto bassa l’affluenza alle urne: nelle 444 sezioni la soglia si è fermata sotto il 10 per cento (9,52%). Gli elettori erano 357.299, ma i votanti solo 34mila, segnando un astensionismo record. Pochissimi i partenopei che si sono recati a votare. Seggi vuoti, complice il timore del coronavirus e anche una campagna elettorale in sordina, con pochi incontri pubblici e dibattiti ridotti al lumicino. Ruotolo ha incassato il 48,45% delle preferenze (16.243 voti) e andrà a sedere a Palazzo Madama sulla poltrona che fu di Franco Ortolani, il geologo eletto il 4 marzo 2018 tra le fila del Movimento 5 stelle con oltre 100mila voti e il 53% dei consensi, scomparso il 22 novembre dello scorso anno. Ruotolo, ex braccio destro di Michele Santoro in trasmissioni televisive d’inchiesta, ha incassato il placet del sindaco Luigi de Magistris e del suo movimento politico, demA, riuscendo a garantire un’alleanza con il Partito democratico. Fratello di Silvia, vittima innocente di camorra uccisa nel 1997 e zio dell’assessore del Comune di Napoli Alessandra Clemente, è riuscito a far convergere sul suo nome sia i simpatizzanti del movimento capeggiato dall’ex pm che gli iscritti al Partito democratici. E’ stato proprio de Magistris, a rompere, per primo, il silenzio post elettorale con un tweet nel quale ha scritto: “Ruotolo Senatore! Anche se affluenza bassissima alle urne è una nostra grande vittoria, insieme a chi ha ritenuto di puntare su un uomo perbene che unisce e non divide. Sconfitta la destra. Ruotolo porterà al Senato la Napoli autonoma e fiera di questi anni. Un baffo antifascista!”. Battuti gli altri quattro candidati: Salvatore Guangi, sostenuto da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia (che era stato già sconfitto nel 2018 proprio da Ortolani), criminologo e attuale vice presidente del Consiglio comunale di Napoli che ha portato a casa 8.066 voti (24,60%); Luigi Napolitano, ex compagno di studi di Luigi Di Maio, scelto dal Movimento 5 Stelle che ha ottenuto 7.533 voti (22,47%); il professore di Storia contemporanea e scrittore, Giuseppe Aragno (Potere al Popolo) con 865 preferenze (2,58%) e l’avvocato civilista, Riccardo Guarino (Rinascimento Partenopeo) che chiude la cinquina con 819 voti (2,44%).

Acerra, eventuale emergenza da coronavirus: tavolo permanente con i dirigenti scolastici

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 Intensificate in via precauzionale le operazioni di igienizzazione delle scuole cittadine e delle strade. Giunta comunale convocata permanentemente, tavolo permanente anche con i dirigenti scolastici.

Giunta comunale convocata permanentemente oggi nel Comune di Acerra dal Sindaco Raffaele Lettieri per monitorare la situazione relativa ad eventuale emergenza da coronavirus. Tavolo permanente convocato anche con i dirigenti scolastici, che prontamente hanno manifestato collaborazione. Per domani mattina invece il primo cittadino incontrerà l’Ucad, il coordinamento del Distretto sanitario locale e dei medici di base per coordinarsi e decidere percorsi di informazione alla popolazione.

Intanto nella riunione che questa mattina si è svolta presso il Comune di Acerra, il Sindaco Lettieri ha deciso con tutti i dirigenti delle scuole di predisporre immediatamente l’intensificazione di un’attività straordinaria di igienizzazione e sanificazione in via precauzionale dei locali scolastici da svolgere proprio in questi giorni in cui gli istituti scolastici rimarranno chiusi. L’Ente comunale sosterrà economicamente queste azioni e fornirà quanto necessario alle scuole acerrane.

Questa mattina, sempre in via precauzionale, intensificato anche il lavaggio delle strade cittadine, con agenti antibatterici, operazioni che proseguiranno anche nelle prossime giornate. Rimane l’appello di attenersi alle comunicazioni ufficiali che provengono dal Ministero della Salute e dagli organi istituzionali per evitare che si diffondano notizie parziali e senza fondamento scientifico, che portano ad allarmismo e psicosi.

Acerra, pulizie dell’ASI nella bufera: rifiuti lanciati sui campi. I carabinieri denunciano la ditta

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Scene di “ordinaria” follia per l’ennesima storia paradossale in Terra dei Fuochi. Sequenze da mani nei capelli, venerdi scorso. L’ente regionale che gestisce le aree di sviluppo industriale di Napoli manda una ditta nell’ASI di Acerra, a ripulire le strade. Ma gli operai della stessa ditta invece di smaltire presso le discariche autorizzate l’immondizia raccolta prendono i rifiuti rimossi e li scaricano con una pala meccanica a pochi metri di distanza da dove li hanno appena prelevati, lungo una scarpata. E così scarti di tutti i generi, anche rifiuti speciali, finiscono sul terrapieno e su un terreno sottostante, vicino ai campi coltivati e a poca distanza dagli stabilimenti industriali. Un servizio di pubblica utilità trasformato dunque in un gesto da puro scoramento collettivo. Che però non è passato inosservato. Alcuni ambientalisti, Alessandro Cannavacciuolo, Vincenzo Petrella e Michele Pannella, dei “Volontari Anti Roghi di Acerra”, che nel frattempo stavano perlustrando la zona come fanno abitualmente, hanno infatti filmato l’increscioso episodio. Nello stesso frangente si sono fermati davanti alla pala meccanica ingaggiando una polemica con gli operai della ditta. Intanto gli ecologisti avevano già chiamato carabinieri e polizia municipale per sollecitare interventi. Alla fine, dopo una lunga attesa, sono intervenuti i poliziotti municipali e i carabinieri, diretti dal comandante della stazione di Acerra, Giovanni Caccavale. I militari, una volta compreso l’accaduto, hanno portato in caserma gli autori dello scarico illegale, i titolari della ditta e un responsabile del consorzio ASI di Napoli. Ma i primi ad essere ascoltati dagli investigatori sono stati gli ambientalisti. Nel comunicato diffuso ieri dai carabinieri è scritto che al termine dell’operazione risultano due denunciati, uno di 66 e l’altro di 33 anni. Il primo è il titolare della ditta, il secondo uno dei due operai sorpresi sul posto. Entrambi i denunciati sono di Melito e incensurati. Si tratta di denunce a piede libero per smaltimento illecito di rifiuti. I carabinieri hanno sequestrato la pala meccanica della ditta che aveva ricevuto dal consorzio l’incarico di ripulire le strade della zona ASI. “Erano le 10 e 45 del mattino del 21 febbraio – racconta Cannavacciuolo – e durante un giro di perlustrazione su viale delle Industrie, l’arteria che collega l’area Asi di Acerra alla superstrada Nola-Villa Literno, abbiamo visto una pala meccanica che scaricava rifiuti dal ponte, su una scarpata. Quindi ci siamo avvicinati e abbiamo contestato ai due giovani operai che stavano lavorando con la pala che quello che stavano facendo era assurdo, che stavano scaricando rifiuti di ogni sorta. Loro però ci hanno risposto che quello che avevano gettato era solo terreno. Allora abbiamo chiamato le forze dell’ordine per chiarire tutto e per far punire la condotta palesemente illecita”. Gli ambientalisti durante la loro deposizione ai carabinieri hanno chiesto formalmente di perseguire i responsabili per il reato di smaltimento illecito e gestione illecita di rifiuti in concorso con il soggetto committente dei lavori”. Secondo quanto emerso dalle indagini la ditta incaricata dall’ASI non disponeva delle autorizzazioni necessarie a rimuovere e trattare rifiuti.