Somma Vesuviana, Somma Futura e Di Pilato (Fi): “Si sospenda la prima rata Tari”
Dai Consiglieri Comunali Celestino Allocca, Lucia Di Pilato, Umberto Parisi e Vincenzo Piscitelli, riceviamo e pubblichiamo la seguente proposta (cui ha replicato oggi il consigliere Peppe Nocerino, componente della commissione bilancio, qui)
“Visto il particolare momento che sta coinvolgendo la Nazione tutta dovuto alla epidemia da corona virus, tenuto conto che è necessario da parte di tutti i rappresentanti dei cittadini assumersi le necessarie responsabilità in termini di atti, azioni, provvedimenti che a volte potrebbero apparire impopolari, ma che invece mirano solamente alla salvaguardia della salute e della incolumità fisica proprio della nostra popolazione, considerato che è notizia odierna che anche nella nostra Città, Somma Vesuviana, è stato riscontrato un caso positivo di influenza da corona virus, che sicuramente porterà maggiore tensione e preoccupazione tra la popolazione, ritengono doveroso ribadire la loro completa disponibilità a concertare tutti insieme, Sindaco, Giunta e Consiglieri Comunali i doverosi provvedimenti da adottare per tutelare la salute dei cittadini, offrendo il necessario supporto alla limitazione o risoluzione delle difficoltà in cui i cittadini stanno incorrendo.
In questo momento particolare riteniamo quanto mai indispensabile che le Istituzioni siano vicine alla cittadinanza, incoraggiandola a resistere, combattendo soprattutto lo stress, il disagio e ogni tipo di preoccupazione.
In tale ottica, riteniamo utile suggerire un immediato provvedimento in aiuto alle attività produttive e commerciali presenti sul nostro territorio, quelle che ad oggi risentono (e risentiranno) di una forte crisi economica per le loro attività, diretta conseguenze di questa situazione; il provvedimento che tutti insieme dobbiamo assumere è quello della sospensione del pagamento della prima rata della TARI relativa alle loro attività, che scadrà in questi giorni, quale concreta dimostrazione della vicinanza della Amministrazione Comunale alle attività produttive e ai commercianti”.
I Consiglieri Comunali
Celestino Allocca
Lucia di Pilato
Umberto Parisi
Vincenzo Piscitelli
Somma Vesuviana, il consigliere Nocerino: «Le proposte vanno fatte in sede istituzionale»

Coronavirus, la storia assurda di Luca e l’umanità che sta svanendo, sostituita dalla paura
L’appello del giovane Luca Franzese divenuto virale. In casa con la salma della sorella morta e nessuno che lo volesse aiutare.
Nel videomessaggio, che sta rimbalzando sui social da ieri , Luca Franzese, con parole dure e immagini molto forti , ha denunciato la sensazione di “abbandono” che con tutti i familiari sta vivendo in queste ore. La sorella di Luca Franzese, Teresa, di anni 47 , è deceduta due sere fa e per ventiquattro ore la famiglia è rimasta in isolamento, senza poter ottenere nessuna risposta dalle autorità competenti. E’ Luca stesso che spiega nel video, poi diventato virale, quello che è accaduto . «Siamo in attesa da 24 ore dell’esito del tampone per il Coronavirus – spiega Luca- nessuno ci ha fatto sapere nulla e siamo completamente abbandonati a noi stessi, nessuno fornisce indicazioni su cosa fare e anche le pompe funebri ovviamente non vengono fino all’esito del tampone». L’appello disperato di Luca arriva in ogni casa . Sullo sfondo, in diretta, anche il corpo esanime della povera donna. Un episodio agghiacciante, che ha turbato l’intera nazione. Oggi è stato risolto il problema. Lo si può vedere in una diretta a cura di TVParadise.it, dove Luca spiega che” grazie all’intervento di una ditta di pompe funebre, ditta Aprea, ottenuto il nullaosta per liberare la salma, si è potuto risolvere. Molte aziende funebri si sono rifiutate”.
Sospeso il servizio per le visite guidate al Cratere del Vesuvio fino al 3 aprile 2020.
In recepimento del Dpcm 8 marzo 2020 art.2 il “Cratere del Vesuvio” – sentiero n.5 del Parco Nazionale del Vesuvio rimarrà chiuso fino al 3 aprile.
“In ottemperanza all’ultimo decreto Corona Virus – dichiara Agostino Casillo Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio – abbiamo provveduto alla chiusura del Cratere del Vesuvio da questa mattina e fino al 3 di aprile.
È stata una decisione sofferta – aggiunge Casillo – ma motivata alla luce delle disposizioni del decreto in rapporto alle peculiarità del sito e soprattutto agli ingenti flussi turistici che abbiamo in questo periodo dell’anno. Inoltre, stiamo prendendo tutte le precauzioni necessarie anche per la nostra sede. Spero fortemente che la situazione si risolva al più presto e si possa tornare alla normalità.
Sono sicuro – conclude il Presidente – che con l’impegno di tutti riusciremo a rialzarci e superare questo momento di difficoltà”.
Coronavirus, sìAmo Anastasiani: “Il Comune istituisca un Comitato per la Comunicazione Istituzionale”
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal movimento politico Siamo Anastasiani
Il movimento politico “sìAMO ANASTASIANI – IL FUTURO CHE CI MERITIAMO” lancia l’idea di costituire un Comitato per la Comunicazione Istituzionale: “In questo momento così delicato – in cui è facile insinuare dubbi e propagandare fake news, con il rischio di generare un effetto domino devastante – un ruolo fondamentale lo giocano le Istituzioni, ovviamente per una serie di motivi abbastanza comprensibili, uno su tutti: l’autorevolezza e l’attendibilità delle fonti” – spiega Ciro Terracciano, segretario del movimento.
“Non è affatto un caso – né una considerazione di secondo piano – se ciascuno dei rappresentati istituzionali (sindaci, governatori, ministri e finanche il Capo del Governo) utilizzino con frequenza tutte le piattaforme di comunicazione esistenti per comunicare ai cittadini le notizie più importanti per cui è necessario attenersi e da propagandare a loro volta” – continua il portavoce, Ciro Pavone.
“Il silenzio dell’Ente non è accettabile, perché non tranquillizza i cittadini e indirettamente genera una stato di confusione e paura. È il momento della calma e della serietà, per cui chiunque ha la possibilità di contribuire alla serenità sociale deve farlo, questo è un atto fondamentale per uscire dall’emergenza e (per quanto sia possibile) contribuire ad evitare che il contagio possa ulteriormente propagarsi, anche nel nostro territorio” – conclude Pavone.
Pomigliano D’Arco, intensificati i controlli di tutti locali della movida
La polizia locale intensifica i controlli in tutti i locali. Martedì regolo tecnico con i gestori dei locali.
Controlli a tappeto di tutti i locali della movida Pomiglianese gia da diverse sere . L’attività è resa possibile perché il comando di polizia locale di Pomigliano riessce a garantire un minimo di servizio notturno nei fine settimana .
A pomigliano alcuni locali molto frequentati hanno preferito restare chiusi .
Martedì ( come ogni settimana )ci sarà un tavolo tecnico con i locali della movida .
Caso di coronavirus a Ottaviano. Il sindaco: “Attivate tutte le procedure. Stiamo calmi e seguiamo le regole”
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Ottaviano.
E’ di Ottaviano la donna deceduta all’ospedale di Nola nella giornata di ieri, alla quale è stato riscontrata l’infezione da coronavirus. Aveva 84 anni e pregresse patologie. A darne notizia è stato il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, con una diretta dal proprio profilo Facebook.
Il sindaco ha provveduto a disporre la quarantena per due condomini di Ottaviano, quello in cui abitava la donna e quello attiguo, oltre che per altre persone che hanno avuto contatti con la 84enne.
“E’ il momento di mantenere la calma e, soprattutto, di attenersi alle disposizioni che da tempo vi stiamo indicando: restare a casa, seguire le regole sull’igiene e mantenere la distanza di almeno un metro nei contatti personali”, dice il sindaco Capasso.
Il primo cittadino chiarisce: “Non è assolutamente vero che uno dei figli della donna deceduta sia stato di recente a Milano o al Nord Italia. Chiedo ai cittadini di attenersi alle informazioni diffuse tramite i profili facebook del sottoscritto o tramite i canali ufficiali del Comune”.
In caso di necessità, i cittadini possono rivolgersi al comando di polizia municipale (081 827 8304) e, tramite whatsapp, all’assessore alla protezione civile Giorgio Marigliano (3356749909) o al sindaco (3383733970)
Resta, inoltre, l’obbligo di segnalare la propria presenza per coloro che hanno fatto o faranno ingresso in regione Campania, con decorrenza dalla data del 7/03/2020 e fino al 3 aprile 2020, provenienti dalla Regione Lombardia e dalle province di Modena. Parma. Piacenza. Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia, Novara
Tali individui sono invitati a scaricare e compilare una scheda presente sul sito del Comune di Ottaviano (http://www.comune.ottaviano. na.it/c063051/po/mostra_news. php?id=66&area=H) da presentare al Comando di polizia municipale
Coronavirus, confermato il primo decesso all’ospedale di Nola
Confermato poco fa anche dal sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, il caso di una signora di 84 anni residente nel comune vesuviano, colpita dal Covid-19 e purtroppo deceduta ieri presso il Presidio Ospedaliero “Santa Maria della Pietà” di Nola.
L’anziana, che soffriva di ulteriori patologie, era giunta al pronto soccorso dell’ospedale nolano già in gravi condizioni: in seguito all’accertamento del decesso è stato effettuato anche il tampone che ha confermato il contagio da Coronavirus. Ad accompagnarla al pronto soccorso la figlia, residente al nord Italia ma a quanto pare non nella zona rossa, ormai sigillata dalle recenti e più restrittive disposizioni del governo. Come sottolineato anche dal sindaco Capasso, è stata adottata immediatamente la quarantena per i familiari e anche per i condomini dello stabile dove la signora abitava, a Ottaviano.
Dal nosocomio della città bruniana non trapelano ulteriori informazioni, soprattutto in merito alla effettiva attivazione della grande tenda all’esterno del pronto soccorso, indispensabile per attuare il pre-triage, orientamento comunicato dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, già alla fine di febbraio. L’ospedale da campo è stato allestito già nel pomeriggio del 1 marzo scorso, come annunciato dal sindaco di Nola Gaetano Minieri, ma servirebbe una maggiore efficacia nel costituire una zona per la terapia sub intensiva, al fine di agevolare il lavoro degli operatori sanitari che si dedicano esclusivamente al contagio.
Il cosiddetto triage, lo ricordiamo, è il metodo di valutazione e selezione immediata utilizzato per assegnare il grado di priorità del trattamento quando si è in presenza di molti pazienti, oppure quando si è in presenza di un’emergenza extraospedaliera e si deve valutare la gravità delle condizioni cliniche del paziente, proprio come nel caso dell’attuale contagio. In un pronto soccorso l’applicazione del triage è motivata dall’aumento progressivo delle persone che vi afferiscono, soprattutto di casi non urgenti. Così facendo è possibile razionalizzare i tempi di attesa in funzione delle necessità dei pazienti, utilizzando quale criterio di scelta le condizioni cliniche degli stessi e non il criterio dell’ordine di arrivo.
A tal proposito l’ufficio amministrativo dell’ospedale non rilascia dichiarazioni, ma sappiamo che è in corso la sanificazione del reparto che ha accolto la signora di Ottaviano, il pronto soccorso è stato temporaneamente chiuso ieri e le condizioni di salute dei dipendenti che hanno avuto a che fare con la paziente vengono monitorate costantemente: probabile anche per loro la quarantena. Il rischio più concreto è quello di una emergenza nell’emergenza, con la chiusura delle unità operative degli ospedali dedicate ai casi di urgenza: temporaneamente chiuso, ma già riaperto e sanificato anche il pronto soccorso del Cardarelli di Napoli, in seguito alla scoperta di un primario positivo al tampone. Vedremo se questo darà un input ulteriore alla funzionalizzazione delle tendostrutture previste per la fase di pre-smistamento dei pazienti contagiati, magari adottando le buone pratiche già messe in campo altrove, anche nel nostro Paese.
Per un week end di emozioni occorre attraversare il ponte tibetano alla Luna
I premiati della prima edizione del premio “La Voce del Fiume”
“La Voce del fiume” di Brienza in provincia di Potenza, in Basilicata, comune di appena
quattromila abitanti in una zona incontaminata ai confini del salernitano in posizione strategica equidistante dai grandi attrattori monumentali
Il B&B è situato in una dimora di charme, in una location di altri tempi dove si può assaporare una gustosa colazione a base di prodotti tipici su una splendida terrazza panoramica con affaccio sul fiume.
L’avvocato Rocchina Adobbato è la proprietaria che gestisce con passione questa affascinante struttura.
Booking.com per l’anno in corso ha assegnato il Traveller Review Awards 2020 con
un’attribuzione di 9,70 punti su 10.
La “La Voce del fiume” da sempre attenta alle eccellenze del territorio, apre le sue porte alla cultura, all’informazione, alla musica e alle amministrazioni “illuminate”, organizzando la prima edizione del Premio “La Voce del fiume”.
Nella splendida cornice storica del palazzo ottocentesco che ospita il B&B, uno dei più particolari della Basilicata, incastonato nel cuore del borgo
medievale di Brienza, all’ombra del Castello Caracciolo, si è tenuta la cerimonia di consegna dei premi consegnati dalla giornalista Annamaria Sodano, questi i premiati:
Domenico Tripaldi, Direttore Generale del Dipartimento Programmazione e Finanze della
Regione Basilicata;
Patrizia Minardi, Dirigente dell’Ufficio Sistemi Culturali e Turistici Cooperazione Internazionale della Regione Basilicata;
Lisa Bernardini, Giornalista “GP Magazine”;
Umberto Garibaldi, Direttore “Red Carpet”;
Mariella Anziano, Capo Servizio Tgr Lazio;
Anthony Peth, Conduttore radio televisivo Mediaset;
Imma Battista, Direttore Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno;
Franco Rina, Direttore e Fondatore del Festival Cinematografico Internazionale “CinemadaMare”.
L’evento ha contribuito alla promozione del territorio e a far conoscere le sue peculiarità.
Per trascorrere nel B&B un week end di emozioni, sarà possibile vivere l’esperienza
dell’attraversamento del ponte tibetano alla Luna , sospesi in aria. Al calar della luce si potrà raggiungere il paese Sasso di Castalda dove sorge il ponte, a solo cinque minuti di macchina dalla Dimora di charme e vivere un’ esperienza davvero indimenticabile!
Il percorso dei ponti tibetani di Sasso di Castalda si sviluppa sulle sponde del “Fosso Arenazzo” che si apre proprio ai piedi del suggestivo centro storico.
Attraverso le stradine che si diramano tra le caratteristiche abitazioni in pietra del centro storico, si raggiunge la partenza del primo ponte, “
Ponte Petracca ” lungo 95 metri e sospeso a circa 30 metri di altezza, attraverso il quale si giunge sul versante caratterizzato da formazioni geologiche.
Percorrendo il sentiero lungo la sponda del Fosso si supera la cappella votiva “Madonna delle Grazie” per giungere in 10 minuti alla partenza dell’impressionante “
Ponte alla Luna”.
Attraverso una campata unica di ben 300 metri e sospesi nel vuoto a 102 metri di altezza dal torrente sottostante, letteralmente si arriva al rudere del castello che domina il villaggio da un
suggestivo punto panoramico.
Per chi ama i sapori autentici e la vera cucina lucana, il ristorante tipico e nello stesso tempo raffinato “Conte d’Aragona” a Sasso di Castalda rappresenta un angolo di storia e immutata tradizione.
Somma Vesuviana e il colera del 1884
La più violenta delle varie pandemie che hanno interessato le nostre
contrade è senza ombra di dubbio quella del colera nel 1884. La sua
influenza – afferma lo storico Domenico Russo – modificò ampiamente la
storia civile e lo sviluppo economico di Napoli e della intera provincia.
Napoli pagò il tributo più alto con 17420 casi e 6999 morti. Il sistema idrico della città di Napoli era, purtroppo, contaminato da condotti fecali. Tale emergenza costrinse il Parlamento nazionale a stilare un provvedimento speciale, che si tradusse subito in una legge per il risanamento della città di Napoli del 15 gennaio 1885. A Somma – come riferisce il Dott. Domenico Russo – si ebbero solo nove casi, dei quali solo 3 mortali. I registri cimiteriali consultati riportano 5 casi mortali, mentre negli atti del Consiglio comunale del 24 ottobre del 1884, si annotano 6 casi, dei quali 4 erano di sicura importazione partenopea e 2 per l’età decrepita. Certo è che la città di Somma non fu molto colpita dalla malattia, a differenza degli altri Comuni della Provincia che, invece, riportarono quasi 8000 morti. I casi, nella città di Somma, si verificarono in via Tirone, via San Domenico, strada Trivio ed al Casamale in via Castello. Ben due dei 5 casi erano commercianti di frutta che avevano contratto, quasi certamente, l’infezione durante i loro viaggi a Napoli.
Nella riunione di Giunta municipale del 30 novembre 1884, Sindaco Michele Troianiello, si deliberò di stanziare la cospicua somma di Lire 180 per soccorrere le poche famiglie colpite. Oltretutto, fu stanziata la somma di Lire 66 per lo spazzamento delle vie pubbliche. La spesa sanitaria fu a completo carico del Municipio, ed in particolare per quella farmaceutica furono pagate determinate somme ai farmacisti Angrisani Gennaro e Tuorto Francesco. Per le spese di disinfezione, furono acquistati 2 quintali di cloruro di calce da usarsi per l’imbiancatura di case e, verosimilmente, per l’inattivazione delle feci, come ci conferma lo storico appassionato Russo. Altre 45 lire furono stanziate per il pagamento della fornitura di latte di asina ai poveri. All’epoca quasi tutte le unità abitative erano costituite da un basso e da una sola camera. Questi locali, oltre ad essere imbiancati, furono sottoposti a vapori disinfettanti (suffumigi). Addirittura la famiglia di tale Maiello Alfonso fu segregata fuori del proprio abitato in una altra casa, sotto la custodia di due guardie campestri (polizia municipale dell’epoca), perché provenienti da Marsiglia.
Questo caso evidenziò la lungimirante misura di profilassi che l’Amministrazione cittadina perseguì, se si considera, inoltre, che la pandemia del 1884 arrivò in Italia dalla Francia Meridionale ed in particolare da Tolone. In data 28 dicembre 1884 la Giunta comunale deliberò , ancora, forti spese per l’impianto di un lazzaretto nel soppresso Convento di Santa Maria del Pozzo, dove furono rimodernati 21 vani con restauri all’intonaco e totale biancheggiatura. L’epidemia del colera del 1884 costituì per Somma, come per tutti i paesi viciniori, un avvio verso la ristrutturazione urbanistica e, principalmente, l’avvio per il miglioramento delle condizioni sanitarie e sociali. Ben presto tale fenomeno si attenuò, se si considera che solo nel 1913, dopo ben due altre epidemie coleriche del 1893 e 1911, fu inaugurato finalmente l’acquedotto del Serino a Somma Vesuviana. Il dott. Russo conclude il suo lavoro, affermando che gran parte del successo della bassa mortalità dell’epidemia in città fu dovuta al fervore degli amministratori dell’epoca ed alla bravura sopratutto di due medici condotti (comunali): Domenico Angrisani e De Falco Mario. Alla loro memoria, il Dott. Alberto Angrisani propose, nel 1935, di intitolare due strade del paese.


