Terzigno: chiedono soldi a imprenditore e con una latta di benzina gli incendiano scaffali del negozio. Due arresti

I carabinieri della stazione di Boscoreale hanno arrestato due coniugi – un 36enne già noto alle forze dell’otdine e un’incensurata 34enne, entrambi del posto – per tentata estorsione ai danni di un commerciante di Terzigno. L’imprenditore ha chiesto l’intervento dei militari allorquando uno dei due arrestati  – utilizzando una tanica di benzina – ha cosparso alcuni scaffali di liquido infiammabile dandogli poi fuoco. La 34enne, anch’ella presente, intimidiva la vittima con insulti e minacce di morte. Secondo quanto accertato dai carabinieri, i due arrestati avevano imposto all’imprenditore – senza alcun motivo apparente –  il pagamento di una somma di oltre 10mila euro. Se non avesse ceduto alle richieste estorsive, l’intero negozio sarebbe stato incendiato. Arrestati in flagranza durante l’atto intimidatorio, i due sono stati sottoposti ai domiciliari e sono ora in attesa di giudizio. Contributo foto: web

Somma Vesuviana, il consigliere Rianna:”“È il momento di essere una comunità, non solo a parole”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal consigliere Rianna.

Il mio è un appello a tutte le forze politiche di Somma Vesuviana, anche a quelle non rappresentate in Consiglio Comunale. Credo sia giunto il momento di mettere da parte personalismi e protagonismi, di dare spazio al “Noi”, non più all’Io. L’emergenza e il rischio generato dalla diffusione del Coronavirus e la circostanza del primo contagio sul nostro territorio è una chiamata precisa alla Responsabilità, una doverosa opportunità di mettere in pausa le fazioni, per il momento. Le Istituzioni, i rappresentanti del Popolo, devono essere da oggi un unico “corpo” compatto. Questo è l’unico modo per ingenerare fiducia nei cittadini ed è oggi, in questo preciso momento, un nostro DOVERE. La Politica è il perseguimento del Bene Comune, questo basta e ben sappiamo che amministrare è difficile ma in momenti come questo lo è ancor di più. Naturalmente, passata l’emergenza, ciascuno tornerà nelle proprie posizioni naturali, laddove il popolo ci ha collocato, con la dialettica politica e le contrapposizioni di sempre. Ora no, ora Somma Vesuviana ci chiede Unità. Quanto alle azioni concrete, mettiamoci tutti al servizio della Città, di chi chiede risposte, coinvolgendo le associazioni di volontariato per portare, con tutti gli accorgimenti del caso, il necessario aiuto alle persone sole, agli anziani, a coloro che non hanno materialmente qualcuno che se ne prenda cura.

EAV, l’emergenza Coronavirus accelera la sperimentazione dello smart working

Con la legge n. 81 del 22 maggio 2017, entrata in vigore il 14 giugno dello stesso anno, si stabilivano le misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e le misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato. Il provvedimento, globalmente diffuso con il nome di “smart working”, rappresenta già da anni un fenomeno affermato nel mondo del lavoro, soprattutto fuori dal nostro Paese, contribuendo a sviluppare una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Anche in Italia, però, l’attenzione verso modalità di lavoro “smart” sta crescendo: secondo i risultati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano il 58% delle grandi imprese ha già introdotto iniziative concrete. Lo scorso 3 marzo 2020 il presidente del consiglio di amministrazione di EAV – Ente Autonomo Volturno, Umberto De Gregorio, ha comunicato che anche l’azienda ex Circumvesuviana intende sperimentare l’utilizzo del lavoro agile in favore di determinate categorie di dipendenti (forse è la prima volta per una società partecipata in Campania). L’iniziativa si rende necessaria in considerazione dell’emergenza sanitaria causata dall’epidemia di COVID-19, ossia il Coronavirus. “EAV – scrive De Gregorio – intende utilizzare le opportunità offerte dall’uso delle tecnologie per individuare soluzioni di flessibilità organizzativa che consentano ad alcuni dipendenti (particolarmente esposti alle conseguenze del contagio) e che svolgano determinate funzioni, di lavorare in piena sicurezza per la propria salute. In questo modo si potrà evitare il rischio di contagio, fermo restando l’assolvimento delle mansioni e dei compiti assegnati”. Di conseguenza, fino al prossimo 30 giugno verrà avviato un periodo di sperimentazione, con l’introduzione del lavoro agile che coinvolgerà, su base volontaria, i lavoratori inquadrati nella prima area professionale e nell’area operativa amministrazione e servizi, per i quali l’azienda riterrà sussistente la piena compatibilità delle attività svolte con l’esecuzione della prestazione lavorativa in modalità smart working. È necessario, dunque, che lo svolgimento della prestazione non sia vincolato alle sedi aziendali e che il lavoro agile non contrasti con il livello di riservatezza che caratterizza le mansioni e i compiti assegnati. In questa prima fase di sperimentazione la possibilità di smart working verrà concessa esclusivamente ai dipendenti di età pari o superiore a 65 anni, alle dipendenti durante il periodo di gravidanza certificato da strutture sanitarie pubbliche e, infine, ai dipendenti affetti da particolari patologie (tra cui malattie croniche dell’apparato respiratorio e malattie dell’apparato cardio-circolatorio). “Il lavoro agile – spiega ancora il presidente De Gregorio – potrà essere richiesto solo da chi ha con l’azienda un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, anche nella forma del part-time orizzontale […] e l’adesione avverrà a seguito di richiesta del lavoratore”. L’accordo si baserà sul presupposto necessario che il dipendente sia connesso e collabori con il resto dell’azienda, svolgendo la prestazione in modalità di lavoro agile soltanto durante l’orario diurno e nei giorni feriali. Escluso anche il ricorso al lavoro supplementare e al lavoro straordinario. Una volta terminato questo periodo di prova, della durata di circa quattro mesi, EAV valuterà l’andamento e l’impatto del lavoro agile e valuterà la possibilità di estendere la modalità ad altre categorie di dipendenti, a prescindere – e forse è questa la vera notizia – dall’emergenza sanitaria in corso. In fondo non tutti i mali vengono per nuocere.

Casalnuovo, parla Raffaele, pendolare affetto da Coronavirus: “Per me solo insulti e minacce”

“Ti prenderei a schiaffi”, “Ti bruceremo vivo”. Sono solo alcune delle minacce che sta ricevendo sulla sua pagina Facebook Raffaele Mazzuoccolo, il primo abitante di Casalnuovo, 50mila persone a nordest di Napoli, ad essere risultato contagiato dal Coronavirus. Ora però la gente si sta sfogando sulla sua pagina social a suon d’insulti, minacce e improperi. Un odio da vera e propria caccia all’untore. A ogni modo Raffaele, 38 anni, elettricista, un lavoratore pendolare che da settimane sta facendo la spola tra Casalnuovo e Firenze, sposato e con un bimbo di 3 anni, per fortuna ora sta bene e non ha sintomi. Si trova sempre ricoverato nell’ospedale Cotugno, ma solo per precauzione. Ha voluto concedere quest’intervista mettendoci faccia e nome proprio per tentare di combattere la caccia alle streghe che si è scatenata contro di lui e contro tutta la sua famiglia, che adesso vive barricata in casa. Raffaele, a giudicare dalla sua voce io sento che lei sta bene, molto bene… A Casalnuovo mi danno per morto, per intubato, per uno che sta più di là che di qua. Ringraziando il Signore non m’è capitato nulla di tutto questo” E quindi lei è uno dei classici contagiati con grande aspettativa di guarigione… Eppure i miei concittadini stanno solo offendendo e umiliando me e la mia famiglia invece di restare uniti. Perché è nelle difficoltà che si vede una nazione, no ? Sanno solo sputarmi addosso, sanno solo insultarmi dicendomi che io non sarei dovuto scendere da una zona rossa. Ma io dico: usate prima l’intelligenza. Firenze non è una zona rossa ! E poi io ho un bambino di 3 anni. Secondo voi al minimo dubbio avrei mai preso il treno per tornare a Casalnuovo ? Avrei mai potuto mettere a rischio la vita di mio figlio ? Tante persone quest’interrogativo non se lo sono proprio posto. Sanno solo offendere. Mi hanno detto che io e la mia famiglia dobbiamo bruciare” Ma la gente come ha fatto a identificarla ? Non lo so, non so da dove sia partita la fuga di notizie sulla mia identità. L’unico ente che sapeva della mia situazione è l’Asl. Mi hanno chiamato quelli dell’Asl, lunedi mattina, alle 7, per dirmi che ero positivo al test. Non è stato l’ospedale a dirmelo. E’ stata l’Asl ad avvisarmi” Lei che lavoro fa ? “Lavoro per una ditta di Bergamo di impianti elettrici specializzata in installazioni negli atelier di alta moda: Guess, Gucci, Versace, Dolce & Gabbana” Si trovava a Firenze per il suo lavoro ? “Si, mi trovavo a Firenze già da un mese: il mio primo cantiere in Italia. Fino ad allora avevo lavorato sempre all’estero, in Germania e in Francia, dove c’è maggiore disponibilità economica” Da chi pensa di essere stato contagiato ? “Nel mio cantiere venivano persone che scendevano da Milano, da Bergamo. Tutti operai, tecnici, elettricisti, cartongessisti, fabbri. Stiamo realizzando un negozio nel centro di Firenze” Ha amici lombardi ? “Si, ma nessuno vive in comuni in cui sono stati registrati casi di contagio. Questo è stato uno dei motivi che in un primo momento aveva spinto i medici dell’Asl Napoli 2 nord  a non venire da me. Nessuno dei miei amici e colleghi ha avuto casi di contagio, né in famiglia né tra i conoscenti. Per ironia della sorte l’unico contagiato della mia azienda di Bergamo è un napoletano, il sottoscritto” Quando è salito sul treno, a Firenze, da dove proveniva il convoglio ? “Da Milano. Sono partito da Firenze Santa Maria Novella alle 13 e 42 e giunto ad Afragola alle 16 e 25. Sono sceso alla stazione porta di Afragola, ero sereno. Nel frattempo ho avuto come un presentimento e allora per scrupolo sono andato a farmi un’ecografia in un centro diagnostico di Casalnuovo. Avevo la tosse e siccome sono un fumatore ho pensato che fosse dovuta a quello. Subito dopo sono andato a casa. Ma alle 19 e 30 avevo la febbre oltre i 38 gradi. In vita mia ho preso la febbre solo due volte. Mi sono impressionato. Comunque ho preso la tachipirina e subito è scesa. Dopo ho chiamato il 118: mi hanno detto che io parlavo e respiravo per cui non c’era bisogno di nessun intervento. Io  però gli ho risposto con una domanda: “allora devo prima morire ?”. Loro mi hanno aggiunto che non provenivo da una zona rossa per cui era “tutto a posto”. Non contento ho chiamato il mio medico curante. Sono stato a litigare fino a tutto sabato, ho insistito continuamente affinché venissero da me, mi facessero il tampone. A un certo punto mi è venuta una crisi di tosse. Mi è sembrato di rischiare una crisi respiratoria.Finalmente, sabato sera, dopo continue insistenze da parte mia e della mia famiglia, sono venuti a prendermi con l’ambulanza e mi hanno portato al Cotugno. In ospedale mi hanno dato un po’ di antibiotico. Ora mi è passato tutto. Sono convinto che ci siano tante persone che hanno il Coronavirus ma non se ne sono accorte nemmeno un po’ ” Quante persone ha incontrato dopo essere sceso dal treno ? “Nessuna. Sono stato a stretto contatto solo con mia moglie Come ha giudicato l’intervento delle autorità sanitarie alla sua richiesta di aiuto ? “A un certo punto ho dovuto minacciare che sarei andato dai carabinieri se non fossero venuti. Solo così sono riuscito a persuaderli, dopo quasi un giorno e mezzo di continue richieste di intervento. Il tampone comunque non me lo volevano fare. A ogni modo per fortuna dopo il ricovero mi sono sentito quasi subito bene. Poi però è iniziato lo sciacallaggio della gente. La mia famiglia si è dovuta barricare in casa” Dopo questa storia cosa pensa delle persone ? “Per me è la fine del mondo. Ho ricevuto molta più solidarietà dalla gente del nord. Gli abitanti del nord che mi conoscono mi hanno telefonato, mi hanno incoraggiato” Ha mai avuto il sospetto di essere stato contagiato nel treno ? “In due ore è impossibile contagiarsi per poi avere subito febbre e tosse. Inoltre qui il virologo mi ha detto che probabilmente ho contratto il virus intorno a martedi, quando ero al lavoro” Cosa pensa di tutte quelle persone che sabato sera sono scappate dalla Lombardia e hanno preso d’assalto i treni per fare ritorno al sud ? “Che sono stupide. Le avrei bloccate. Perché se io so che lo Stato mi deve chiudere dentro un territorio vuol dire che c’è un pericolo in quel territorio. Per cui non posso portare il pericolo a casa mia, non lo posso dare ai miei figli, ai miei genitori, ai miei nonni. Vede, io non sono uno di quelli che vanno alla movida in questo periodo. Che si vanno a fare l’aperitivo con gli amici. Qui a Napoli non c’è senso di responsabilità” Non pensa che il contagio possa essere alimentato anche dal fatto che si continua a dover lavorare ? “Lo ha pensato anche il mio titolare. Me lo ha detto al telefono, si sente quasi in colpa, poveretto. Lui si sente male perché non può chiudere improvvisamente un’azienda con 50 dipendenti: lo Stato non lo aiuterebbe”            

Ottaviano, quattro dipendenti comunali in autoisolamento, tra loro un parente della 84enne deceduta ieri

É di Ottaviano la donna, deceduta all’ospedale di Nola nella giornata di ieri, alla quale è stata riscontrata l’infezione da coronavirus. Aveva 84 anni e pregresse patologie. A darne notizia è stato il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, con una diretta dal suo profilo Facebook. Il sindaco ha provveduto a disporre la quarantena per due condomini di Ottaviano, quello in cui abitava la donna e quello attiguo, ma anche per altre persone che hanno avuto contatti con la 84enne. «Occorre mantenere la calma e attenersi alle disposizioni che da tempo vi stiamo indicando: restare a casa, seguire le regole sull’igiene e mantenere la distanza di almeno un metro nei contatti personali» – dice Capasso che tiene poi a smentire fake news dilaganti: «Non è assolutamente vero che uno dei figli della donna deceduta sia stato di recente a Milano o al Nord Italia. Chiedo ai cittadini di attenersi alle informazioni diffuse tramite i canali ufficiali». Intanto in autoisolamento ci sono anche quattro dipendenti comunali. Tra loro c’è una parente dell’anziana donna deceduta ieri e i suoi tre colleghi. Tutti sono asintomatici e si sta compiendo ogni verifica per controllare ciascuna frequentazione o ulteriore contatto. La stanza del municipio dove i quattro lavorano è frattanto in sicurezza. Dal municipio si fa sapere che in caso di necessità, i cittadini possono rivolgersi al comando di polizia municipale (081 827 8304) e, tramite whatsapp, all’assessore alla protezione civile Giorgio Marigliano (3356749909) o al sindaco (3383733970). Resta, inoltre, l’obbligo di segnalare la propria presenza per coloro che hanno fatto o faranno ingresso in regione Campania, con decorrenza dalla data del 7/03/2020 e fino al 3 aprile 2020, provenienti dalla Regione Lombardia e dalle province di Modena. Parma. Piacenza. Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia, Novara.   Tali individui sono invitati a scaricare e compilare una scheda presente sul sito del Comune di Ottaviano (qui) da presentare al Comando di polizia municipale.

Marigliano, rimosse dopo oltre dieci anni le ecoballe dal sito di Boscofangone

Una buona notizia per la comunità mariglianese: sono state rimosse le 50mila tonnellate di ecoballe stoccate nel sito di Boscofangone, ai confini del territorio comunale. Dodici anni fa, nel marzo del 2008, in piena emergenza rifiuti in Campania, la città di Marigliano veniva individuata come parte della soluzione: nella periferia nord, al confine con Nola, una vasta area accanto al depuratore veniva trasformata in sito di stoccaggio provvisorio e riempito di cosiddette ecoballe. In realtà si tratta di cubi di grosse dimensioni in cui si compattano i rifiuti solidi urbani una volta trattati, affinché diventino CDR (ossia Combustibile Derivato dai Rifiuti), eliminando le parti non combustibili e le materie organiche. I rifiuti idonei, in particolare quelli a base di materie plastiche, vengono ridotti in pezzi e poi aggregati in grandi blocchi compattati in strati di pellicola plastica, balle con il supporto “eco” perché fanno riferimento alla raccolta differenziata. Nel corso del 2019, in circa sei mesi, i grandi cumuli di rifiuti sono stati finalmente rimossi dalla Regione Campania. “Un’altra promessa mantenuta dall’amministrazione De Luca, che si era impegnato a rimuovere le ecoballe. Inoltre, proprio grazie all’impegno dell’amministrazione e a una buona sinergia con la Regione e la Città Metropolitana, la scorsa estate abbiamo scongiurato il pericolo che altre ecoballe venissero stoccate a Marigliano” dichiara il sindaco Antonio Carpino, che sottolinea adesso la necessità di effettuare la caratterizzazione del sito, già approvata, e la relativa bonifica. Le analisi preliminari effettuate hanno confermato l’inquinamento della falda acquifera e del topsoil (lo strato di terreno più superficiale): “il piano di caratterizzazione è stato approvato e a questo farà seguito l’analisi del rischio, che si fa in riferimento alla destinazione dell’aria, quindi la bonifica. Abbiamo indicato che l’area del sito di Boscofangone deve rispettare i parametri delle aree agricole, molto restrittivi, quindi bisognerà ripristinare necessariamente quei livelli di salubrità”, aggiunge ancora il primo cittadino. I lavori di rimozione sono stati completati negli ultimi mesi dello scorso anno, e hanno incluso anche la messa in sicurezza delle superfici che per undici anni hanno accolto quello che per la comunità mariglianese è stato un vero e proprio fardello. Un caso che all’epoca sollevò una protesta carica di rabbia e che nel corso degli anni ha lasciato il posto alla rassegnazione, soprattutto nel cuore di vive in un territorio in cui sono presenti ben 23 siti inquinati di interesse regionale, già censiti e per i quali nulla è stato fatto. Grazie a Nicola Cossentino della Protezione Civile di Marigliano – ASS. NAZ. VV. F. – possiamo integrare l’articolo con alcune immagini che testimoniano le fasi della rimozione. L’associazione di volontariato ha garantito un contributo di sostegno, offrendo supporto logistico alle operazioni e assicurando le condizioni di sicurezza per il ripristino dell’area.

Sant’Anastasia, Coronavirus, qui le istituzioni non si vedono. Un Comune “fantasma”

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Le proposte di Cuore Anastasiano e sìAmo Anastasiani.  Un comune «fantasma» che sembra abbandonato a sé stesso. Le ordinanze della Regione ci sono, l’Asl fa la sua parte, la polizia locale e le forze dell’ordine anche. Sicuramente anche il commissario prefettizio Stefania Rodà, il secondo da quando l’amministrazione è stata sciolta per l’arresto del sindaco e lo scandalo dei concorsi truccati, sta facendo la sua parte, come i subcommissari. Ma non si vede. I cittadini sono confusi, smarriti, senza guida. La comunicazione tra Palazzo Siano e la città manca completamente. Se i sindaci del circondario si preoccupano di rassicurare i cittadini, di informarli ulteriormente e con tutti i mezzi sui comportamenti da tenere per prevenire il contagio da coronavirus (che si possono apprendere anche dalla tv, certo, ma non è la stessa cosa) e soprattutto di comunicare se ci siano o meno persone in quarantena, in autoisolamento, soggetti che arrivano dalle zone rosse, gli anastasiani sono totalmente all’oscuro. Sono stati sanificati gli immobili comunali? Si è proceduto alla disinfezione delle strade? C’è qualcuno che si preoccupi di far da guida agli anastasiani in questo momento di crisi che man mano degenera in psicosi? A Ottaviano c’è un morto. A Somma c’è un contagio. A Pomigliano pure. Tante famiglie sono in quarantena. Perché da Palazzo Siano non c’è alcuno che si prenda la briga di far da collegamento tra governo, sia pure commissariale, e cittadini?  Ci si limita ai manifesti. E chi dovrebbe leggerli se il consiglio è quello di rimanere nelle proprie case? Ieri l’ex assessore all’ambiente Alfonso Di Fraia è andato in municipio: «Il commissario ha il preciso dovere di informare la cittadinanza su quello che sta accadendo a Sant’Anastasia, è sconcertante che nessuno parli». Di Fraia ha anche protocollato, a nome del movimento Cuore Anastasiano, un documento con precise richieste: un’informazione dettagliata su ciò che accade in città su questo fronte, la riunione del centro operativo comunale come previsto dal piano di emergenza comunale, il censimento di tutte le persone giunte dalle zone rosse nei giorni scorsi, la sanificazione di strade ed ambienti, l’assistenza per le persone anziane che necessitano di medicine e beni di prima necessità. Sul fronte dell’opposizione la voce è identica, quella della responsabilità: il movimento sìAmo Anastasiani ha chiesto, con firma del segretario Ciro Terracciano e del portavoce Ciro Pavone, un comitato per la comunicazione istituzionale.  «In questo momento così delicato – in cui è facile insinuare dubbi e propagandare fake news, con il rischio di generare un effetto domino devastante – un ruolo fondamentale lo giocano le Istituzioni, per autorevolezza e attendibilità delle fonti» – spiega Terracciano. «Non è affatto un caso che sindaci, governatori, ministri e capo del Governo utilizzino con frequenza tutte le piattaforme di comunicazione – continua Pavone -il silenzio dell’ente non è accettabile, non tranquillizza i cittadini e indirettamente genera uno stato di confusione e paura. È il momento della serietà». E occorre fare presto, a Sant’Anastasia mancano oggi tutti i riferimenti e un comune «fantasma» che c’è ma non si vede, non aiuta.

Conte annuncia l’inasprimento delle misure: ‘Italia zona protetta’

La conferenza stampa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia un nuovo Dpcm in vigore da domani: ‘Le nostre abitudini vanno cambiate ora’

“I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante delle persone in terapia intensiva e purtroppo delle persone decedute. Le nostre abitudini vanno cambiate ora: dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia. Lo dobbiamo fare subito e ci riusciremo solo se tutti collaboreremo e ci adatteremo a queste norme più stringenti”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.  “Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare con l’espressione “io resto a casa”. Ci sarà l’Italia come zona protetta”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Sulla nuova misura del governo c’è stato “il plauso delle Regioni”. Lo dice il premier Giuseppe Conte che annuncia di aver informato il presidente della Repubblica “Ho informato il presidente della Repubblica”, ha aggiunto.
Non c’è ragione per cui proseguano le manifestazioni sportive, abbiamo adottato un intervento anche su questo”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il decreto, firmato ieri sera, entra in vigore questa mattina. “Portiamo la sospensione delle attività didattiche sino al 3 aprile su tutta la penisola isole comprese” annuncia il premier Giuseppe Conte. Sono 7.985 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 1.598 persone rispetto a ieri. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nella conferenza stampa alla Protezione Civile. Le persone guarite sono 724, 102 in più di ieri ha affermato il commissario per l’emergenza.   Sono 463, 97 in più di ieri, i morti legati al coronavirus in Italia. I  malati ricoverati in terapia intensiva sono 733 per coronavirus, 83 in più rispetto a ieri. Il dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile. Di questi 440 sono in Lombardia, che ha avuto un incremento in un giorno di 41 casi. Sono invece 4.316 i malati con sintomi ricoverati e 2.936 quelli in isolamento domiciliare. “Da domani distribuiremo 100 mila mascherine negli istituti penitenziari, dove sono state montate 80 tende di pre-triage” per lo screening del coronavirus nelle carceri. In conferenza stampa sta lavorando ad una ‘progressiva omogenizzazione delle regole su tutto il territorio nazionale”. Lo ha detto il ministro Francesco Boccia, parlando in conferenza stampa alla Protezione civile. Boccia ha precisato che oltre alle regole si sta lavorando anche con le regioni per “prescrizioni e disciplina” omogenee su tutto il territorio nazionale, operazione che verrà fatta anche attraverso il confronto politico. “Abbiamo deciso di chiudere tutti gli impianti sciistici del Paese da domani mattina con un’ordinanza di Protezione civile”. “Dobbiamo prendere atto che il buon senso che spesso abbiamo chiesto non solo non c’é stato ma c’è stata anche una operazione di marketing vergognosa. Ci riferiamo alla sollecitazione ad alcuni studenti liberi da impegni scolastici ad andare in montagna”. Lo ha detto il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia sottolineando che “operazioni pubblicitarie e di marketing come quella fatta sull’Abetone è un esempio di quello che non va fatto”. La riunione che si è tenuta oggi in videoconferenza alla Protezione Civile con gli enti locali “sarà una riunione quotidiana per avere un coordinamento automatico con tutte le Regioni, il Presidente dell’Anci, il Presidente dell’Upi, riunito in seduta permanente ogni giorno alle ore 15 attraverso una videoconferenza presso la Protezione Civile con tutti i ministri competenti“. Lo ha detto il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia al briefing alla Protezione Civile riferendo che oggi, oltre a lui e al ministro della Salute Roberto Speranza, c’era anche la ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli. Contributo foto web. IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA DI BORRELLI

Somma Vesuviana, Somma Futura e Di Pilato (Fi): “Si sospenda la prima rata Tari”

Dai Consiglieri Comunali Celestino Allocca, Lucia Di Pilato, Umberto Parisi e Vincenzo Piscitelli, riceviamo e pubblichiamo la seguente proposta (cui ha replicato oggi il consigliere Peppe Nocerino, componente della commissione bilancio, qui) “Visto il particolare momento che sta coinvolgendo la Nazione tutta dovuto alla epidemia da corona virus, tenuto conto che è necessario da parte di tutti i rappresentanti dei cittadini assumersi le necessarie responsabilità in termini di atti, azioni, provvedimenti che a volte potrebbero apparire impopolari, ma che invece mirano solamente alla salvaguardia della salute e della incolumità fisica proprio della nostra popolazione, considerato che è notizia odierna che anche nella nostra Città, Somma Vesuviana, è stato riscontrato un caso positivo di influenza da corona virus, che sicuramente porterà maggiore tensione e preoccupazione tra la popolazione, ritengono doveroso ribadire la loro completa disponibilità a concertare tutti insieme, Sindaco, Giunta e Consiglieri Comunali i doverosi provvedimenti da adottare per tutelare la salute dei cittadini, offrendo il necessario supporto alla limitazione o risoluzione delle difficoltà in cui i cittadini stanno incorrendo. In questo momento particolare riteniamo quanto mai indispensabile che le Istituzioni siano vicine alla cittadinanza, incoraggiandola a resistere, combattendo soprattutto lo stress, il disagio e ogni tipo di preoccupazione. In tale ottica, riteniamo utile suggerire un immediato provvedimento in aiuto alle attività produttive e commerciali presenti sul nostro territorio, quelle che ad oggi risentono (e risentiranno) di una forte crisi economica per le loro attività, diretta conseguenze di questa situazione; il provvedimento che tutti insieme dobbiamo assumere è quello della sospensione del pagamento della prima rata della TARI relativa alle loro attività, che scadrà in questi giorni, quale concreta dimostrazione della vicinanza della Amministrazione Comunale alle attività produttive e ai commercianti”. I Consiglieri Comunali Celestino Allocca Lucia di Pilato Umberto Parisi Vincenzo Piscitelli

Somma Vesuviana, il consigliere Nocerino: «Le proposte vanno fatte in sede istituzionale»

Il consigliere Peppe Nocerino
In merito alla crisi che – per effetto dell’emergenza coronavirus – si sta abbattendo su esercizi ed imprese locali, riceviamo e pubblichiamo una riflessione dal consigliere di maggioranza Peppe Nocerino (Siamo Sommesi) che è allo stesso tempo una replica ad una proposta di alcuni consiglieri di minoranza (qui) «Ho avuto modo di leggere, per caso, una proposta dei consiglieri di Somma Futura e di una consigliera di Forza Italia – dice Nocerino, componente della commissione Bilancio del Comune di Somma Vesuviana – una proposta che suggerisce di sospendere la scadenza della prima rata Tari. Dico, da amministratore ed esperto di materia fiscale, che questa è una proposta strumentale e non significativa perché sono ben altre le scadenze che stanno preoccupando gli imprenditori: i pagamenti degli stipendi, i contributi, i pagamenti dell’Iva. Ora dobbiamo aspettare le decisioni prese dal Governo Nazionale, saranno queste a determinare anche per gli Enti Locali ulteriori spostamenti o proroghe, in maniera da non provocare dei “buchi” di bilancio cui poi non si potrebbe rimediare». «Ritengo sia il momento di rispettare le regole e colgo l’occasione per invitare i consiglieri che si prodigano in dichiarazioni sui social o ai giornali con le più disparate proposte, a portare le stesse nelle sedi opportune come il consiglio comunale o la commissione bilancio – aggiunge Nocerino – questo è un invito alla serietà istituzionale che altri consiglieri di opposizione hanno colto e, ripeto, gli imprenditori non si aiutano con proposte strumentali ma con responsabilità».