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Somma Vesuviana, il consigliere Rianna:”“È il momento di essere una comunità, non solo a parole”
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal consigliere Rianna.
Il mio è un appello a tutte le forze politiche di Somma Vesuviana, anche a quelle non rappresentate in Consiglio Comunale. Credo sia giunto il momento di mettere da parte personalismi e protagonismi, di dare spazio al “Noi”, non più all’Io. L’emergenza e il rischio generato dalla diffusione del Coronavirus e la circostanza del primo contagio sul nostro territorio è una chiamata precisa alla Responsabilità, una doverosa opportunità di mettere in pausa le fazioni, per il momento. Le Istituzioni, i rappresentanti del Popolo, devono essere da oggi un unico “corpo” compatto. Questo è l’unico modo per ingenerare fiducia nei cittadini ed è oggi, in questo preciso momento, un nostro DOVERE. La Politica è il perseguimento del Bene Comune, questo basta e ben sappiamo che amministrare è difficile ma in momenti come questo lo è ancor di più. Naturalmente, passata l’emergenza, ciascuno tornerà nelle proprie posizioni naturali, laddove il popolo ci ha collocato, con la dialettica politica e le contrapposizioni di sempre. Ora no, ora Somma Vesuviana ci chiede Unità. Quanto alle azioni concrete, mettiamoci tutti al servizio della Città, di chi chiede risposte, coinvolgendo le associazioni di volontariato per portare, con tutti gli accorgimenti del caso, il necessario aiuto alle persone sole, agli anziani, a coloro che non hanno materialmente qualcuno che se ne prenda cura.
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Sant’Anastasia, Coronavirus, qui le istituzioni non si vedono. Un Comune “fantasma”
Le proposte di Cuore Anastasiano e sìAmo Anastasiani.
Un comune «fantasma» che sembra abbandonato a sé stesso. Le ordinanze della Regione ci sono, l’Asl fa la sua parte, la polizia locale e le forze dell’ordine anche. Sicuramente anche il commissario prefettizio Stefania Rodà, il secondo da quando l’amministrazione è stata sciolta per l’arresto del sindaco e lo scandalo dei concorsi truccati, sta facendo la sua parte, come i subcommissari. Ma non si vede. I cittadini sono confusi, smarriti, senza guida. La comunicazione tra Palazzo Siano e la città manca completamente. Se i sindaci del circondario si preoccupano di rassicurare i cittadini, di informarli ulteriormente e con tutti i mezzi sui comportamenti da tenere per prevenire il contagio da coronavirus (che si possono apprendere anche dalla tv, certo, ma non è la stessa cosa) e soprattutto di comunicare se ci siano o meno persone in quarantena, in autoisolamento, soggetti che arrivano dalle zone rosse, gli anastasiani sono totalmente all’oscuro. Sono stati sanificati gli immobili comunali? Si è proceduto alla disinfezione delle strade? C’è qualcuno che si preoccupi di far da guida agli anastasiani in questo momento di crisi che man mano degenera in psicosi? A Ottaviano c’è un morto. A Somma c’è un contagio. A Pomigliano pure. Tante famiglie sono in quarantena. Perché da Palazzo Siano non c’è alcuno che si prenda la briga di far da collegamento tra governo, sia pure commissariale, e cittadini? Ci si limita ai manifesti. E chi dovrebbe leggerli se il consiglio è quello di rimanere nelle proprie case? Ieri l’ex assessore all’ambiente Alfonso Di Fraia è andato in municipio: «Il commissario ha il preciso dovere di informare la cittadinanza su quello che sta accadendo a Sant’Anastasia, è sconcertante che nessuno parli». Di Fraia ha anche protocollato, a nome del movimento Cuore Anastasiano, un documento con precise richieste: un’informazione dettagliata su ciò che accade in città su questo fronte, la riunione del centro operativo comunale come previsto dal piano di emergenza comunale, il censimento di tutte le persone giunte dalle zone rosse nei giorni scorsi, la sanificazione di strade ed ambienti, l’assistenza per le persone anziane che necessitano di medicine e beni di prima necessità. Sul fronte dell’opposizione la voce è identica, quella della responsabilità: il movimento sìAmo Anastasiani ha chiesto, con firma del segretario Ciro Terracciano e del portavoce Ciro Pavone, un comitato per la comunicazione istituzionale. «In questo momento così delicato – in cui è facile insinuare dubbi e propagandare fake news, con il rischio di generare un effetto domino devastante – un ruolo fondamentale lo giocano le Istituzioni, per autorevolezza e attendibilità delle fonti» – spiega Terracciano. «Non è affatto un caso che sindaci, governatori, ministri e capo del Governo utilizzino con frequenza tutte le piattaforme di comunicazione – continua Pavone -il silenzio dell’ente non è accettabile, non tranquillizza i cittadini e indirettamente genera uno stato di confusione e paura. È il momento della serietà». E occorre fare presto, a Sant’Anastasia mancano oggi tutti i riferimenti e un comune «fantasma» che c’è ma non si vede, non aiuta. Conte annuncia l’inasprimento delle misure: ‘Italia zona protetta’
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