Omaggio a Sommese a Nola, Capasso: “Ho commesso una leggerezza, pago la sanzione e continuo la quarantena”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Ottaviano

 Il sindaco Capasso: “La multa certifica che non ho detto bugie. Non ero a Saviano, né alla commemorazione. Ho commesso leggerezza, pago sanzione e continuo quarantena”

Nella giornata di ieri, il sindaco di Ottaviano Luca Capasso ha ricevuto un accertamento di violazione amministrativa dai carabinieri, con la seguente motivazione: “violazione commessa alle ore 10 circa del giorno 18/4, presso il parcheggio antistante l’ingresso principale dell’ospedale di Nola in occasione del minuto di raccoglimento tenutosi in memoria del dottor Carmine Sommese”.

A commento della vicenda, Capasso ha scritto il seguente post, pubblicato su Facebook:

“Mi ha sempre contraddistinto la trasparenza, ecco la multa che mi è stata notificata stasera. Nel notificarmela, i carabinieri certificano che ho detto la verità: non ero a Saviano, non ero alla commemorazione della salma all’ospedale (avvenuta alle 11) ma al minuto di raccoglimento avvenuto alle 10 nei pressi del parcheggio dell’ospedale. RIPETO: al minuto di raccoglimento delle 10. Pago la multa, pago una leggerezza commessa, mi sono messo in quarantena. La legge è uguale per tutti. Ma non ho detto bugie”

Arriva IO.it, l’app per interagire in maniera semplificata con i servizi pubblici locali e nazionali

Da oggi IO può. Il progetto IO (io.italia.it) è un importante pilastro della visione di cittadinanza digitale del governo italiano. Ideato e sviluppato dal team per la trasformazione digitale e oggi gestito da PagoPA S.p.A., ha l’obiettivo di facilitare l’accesso dei cittadini a tutti i servizi digitali della pubblica amministrazione e ai diritti che questi servizi garantiscono. Più che annunciarlo il governo in questi giorni frenetici, però, è stato oggi Riccardo Luna su La Repubblica a darne sostanzialmente notizia. L’applicazione, che vuole essere un unico punto di accesso per interagire in modo semplice e sicuro con i servizi pubblici locali e nazionali (Comuni, Regioni, agenzie centrali), direttamente dallo smartphone, è stata ufficialmente lanciata anche con un post sulla pagina Facebook ufficiale, ancora scarsamente seguita. “Abbiamo mantenuto l’impegno di rendere disponibile, nei tempi previsti, la prima versione pubblica di IO, l’app dei servizi pubblici, dando inizio al percorso che – progressivamente – porterà i cittadini italiani ad avere dei nuovi servizi pubblici digitali, moderni e centrati sulle loro esigenze. Tutti i cittadini che desiderano partecipare alla sperimentazione dell’app, oggi possono iniziare a usarla con i primi servizi degli Enti nazionali e locali che hanno già aderito; molti altri se ne aggiungeranno nelle prossime settimane. Per contribuire alla gestione dell’emergenza COVID-19 lavoriamo allo sviluppo di nuove funzionalità pensate per rimanere disponibili su IO anche in futuro. Intanto, avere l’app sugli store consente a tutti gli Enti di definire quali servizi possono integrare già oggi, compresi quelli di maggiore utilità legati all’emergenza”, si legge sulla pagina IO, l’app dei servizi pubblici (@IOitaliait). La grande novità consiste nell’esprimere una nuova visione dei servizi pubblici, completamente centrata sui bisogni dell’utente. Finalmente si mette il cittadino al centro della relazione con le istituzioni e si introduce un modo diverso di fare innovazione per e con la cittadinanza, seguendo dinamiche di sviluppo tipiche di una startup. Un radicale cambio di paradigma grazie al quale si cerca di perfezionare il modo in cui vengono erogati i servizi pubblici. L’innovazione di IO (che sta per input/output) intende portare importanti benefici alla PA: integrando i propri servizi sull’app, gli enti pubblici possono risparmiare denaro (non dovendo più sviluppare soluzioni proprietarie), aumentando nel contempo l’efficacia della relazione con i propri utenti e la conoscenza che i cittadini hanno dei servizi che essi erogano. Grazie a IO, il cittadino può accedere alle funzioni comuni dei servizi pubblici di tutti gli enti di suo interesse (nazionali e locali) integrati sull’app. Per esempio:
  • ricevere messaggi e comunicazioni da un ente, con la possibilità di archiviarle;
  • ricordare e gestire le proprie scadenze verso la pubblica amministrazione (es. carta d’identità, permesso ZTL, bandi per iscrizione ai nidi), aggiungendo i promemoria nel proprio calendario personale con un clic;
  • ricevere avvisi di pagamento, con la possibilità di pagare servizi e tributi (es. bollo auto, TARI, mensa scolastica, multe) dall’app in pochi secondi (direttamente dal messaggio o tramite scansione QR dell’avviso cartaceo) portando sempre con sé lo storico delle operazioni e le ricevute di pagamento;
  • [prossimamente] ottenere certificati, notifiche e atti pubblici, da conservare nel proprio smartphone;
  • [prossimamente] avere sempre a disposizione i propri documenti personali in formato digitale (codice fiscale, patente, tessera sanitaria).
Per iniziare a usare IO, ogni cittadino deve registrarsi all’app con un’identità digitale forte, per garantire la propria identità in maniera sicura e inequivocabile agli enti che erogano i servizi di interesse. Il cittadino deve, quindi, autenticarsi con le proprie credenziali SPID o, in alternativa, con la Carta d’Identità Elettronica (CIE) abbinata al PIN che il cittadino riceve al momento del rilascio della nuova carta, e che garantisce che possa essere l’unico ad utilizzarla (anche in caso di furto del documento). In seguito alla prima registrazione, si potrà accedere all’app più facilmente digitando il PIN scelto dal cittadino o tramite riconoscimento biometrico (impronta digitale o riconoscimento del volto). A tutela della privacy, aggiornando le proprie preferenze nell’app, il cittadino può scegliere in ogni momento quali servizi possono contattarlo tramite IO, quali messaggi ricevere, e come riceverli. Tutti gli enti pubblici, locali e centrali, possono portare i propri servizi liberamente su IO:  è semplice e veloce, ma soprattutto è la conditio sine qua non per consentirne l’utilizzo ai cittadini. Per questo motivo è auspicabile che le amministrazioni provvedano in tempi rapidi a integrare lo strumento, a maggior ragione in questa fase di isolamento e distanziamento fisico che consentirebbe di agevolare l’interazione tra cittadini e PA. La nuova app IO ha un’anima interamente open source basata su processi di sviluppo aperti e collaborativi: di conseguenza , in quattro semplici passaggi gli enti locali possono cogliere l’opportunità di avvicinare la comunità. A tal proposito Riccardo Luna, nel suo contributo quotidiano per la rubrica Stazione Futuro fa notare che per il momento “a livello nazionale c’è solo l’ACI: potete pagarci il bollo auto e informarvi sul certificato di proprietà dell’auto. Insomma l’app c’è, i servizi arriveranno, speriamo presto anche perché così non serve a molto. Ma c’è un servizio che ci permettiamo di suggerire: il famigerato modulo di autodichiarazione che ogni cittadino dovrebbe scaricarsi e stampare o ricopiare a mano aggiungendo una motivazione valida per poter circolare. Ecco, in attesa che la app si popoli, questo semplice strumento le darebbe un senso”.

Somma Vesuviana, 25 Aprile : l’associazione “Antonio Seraponte” sarà presente con un video sulla pagina Fb

L’Associazione Antonio Seraponte è stata sempre presente alla cerimonia del 25 Aprile in piazza. Quest’anno ci sarò lo stesso ma sulla piazza virtuale.   “I giorni della “quarantena”, che ormai hanno superato i cinquanta, ci costringono a non vederci ne frequentarci e quindi niente prove per i Ragazzi della Banda Musicale e per i loro validi maestri. Non vediamo l’ora di riprendere per consolidare i risultati fin qui ottenuti e guardare avanti, alla conquista di nuovi traguardi. E tuttavia- spiega Ciro Seraponte, vera anima dell’Associazione Antonio Seraponte,  non restiamo con le mani in mano, ma guardiamo sempre con attenzione quello che sta accadendo e soprattutto quello che è accaduto, tanto per non perdere la memoria. Proprio a proposito della memoria, abbiamo preparato un video per rendere omaggio ai nostri Patrioti e per ricordarli nel giorno dell’Anniversario della Resistenza che è anche la Festa della Liberazione. La Cerimonia del 25 Aprile 2020 non potrà essere eseguita a causa delle norme anti contagio, ma l’Associazione Culturale Musicale “Antonio Seraponte”, che è sempre stata presente a questa come ad altre iniziative Istituzionali, sentito il parere del sindaco Salvatore Di Sarno, ha inteso essere ancora partecipe  per essere vicina ai Cittadini e all’Amministrazione Comunale. Se non possiamo vederci in Piazza, nessuno ci può vietare di vederci online. Quindi vi aspettiamo tutti sulla nostra pagina facebook a partire dalle ore 11 di Sabato 25 Aprile”.

Campania, Ciarambino (M5S ):“Elezioni in autunno, decisione di buonsenso del Governo”

La capogruppo regionale: “Assurdo che c’è chi minaccia di chiudere una regione, per poi inaugurare campagne elettorali”  

“Far slittare le elezioni amministrative in autunno è stata una decisione di assoluto buonsenso da parte del Governo. Tenuto conto che non è possibile alcuna previsione certa sulla fine di questa emergenza, sarebbe stato da irresponsabili svolgere operazioni di voto, rischiando assembramenti. Così come non è ipotizzabile paralizzare l’attività amministrativa di un governo regionale in un momento di recessione economica come questo. Tra fase elettorale, proclamazione degli eletti, nomina dei componenti di giunta, costituzione dei singoli staff e organizzazione del lavoro, andare alle elezioni ora equivarrebbe a limitare i poteri alla gestione ordinaria per chissà quanto tempo. E tra strategie sanitarie da aggiornare di ora in ora e contrasto a un disagio economico crescente, non possiamo permetterci di star fermi neppure un’ora”. Così la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino, nel commentare la notizia dello slittamento delle amministrative su decisione del Consiglio dei ministri.

“E’ paradossale – sottolinea Ciarambino – che da un lato si brandisca la minaccia di chiudere una regione, dall’altro si punti ad aprire seggi e a inaugurare campagne elettorali pubbliche, fregandosene dell’evidente rischio sanitario che si corre e di una paralisi amministrativa nel momento di peggiore crisi per migliaia di famiglie e ogni genere di comparto produttivo. E ancor più paradossale voler trasformare la gestione di questa drammatica emergenza in un’opportunità di facile consenso elettorale”.

Morte di Carmine Sommese,multati i sindaci presenti a Nola

Sono state notificate nella giornata di oggi le prime sanzioni amministrative per violazioni delle norme anti contagio da coronavirus in relazione al corteo funebre svolto a Saviano  per la morte del sindaco Carmine Sommese, al quale hanno partecipato centinaia di persone e che ha determinato l’istituzione della “zona rossa” nel comune di Saviano. Secondo quanto si apprende, sanzioni sono state notificate ai sindaci di Nola e Ottaviano, Gaetano Minieri e Luca Capasso, al consigliere regionale campano Pasquale Sommese e al vicesindaco di Saviano, Carmine Addeo. ( Fonte foto: rete internet)

Emergenza Coronavirus, una riflessione sull’erogazione dei buoni spesa tra stato di bisogno e rischio discriminazioni

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Diciamo la verità: in molti hanno storto il naso alla notizia che il governo avrebbe erogato buoni spesa per tamponare le esigenze delle persone più bisognose in questo momento di emergenza. Il motivo della diffidenza può essere ricondotto alla prassi politica ed economica dell’assistenzialismo, qui inteso soprattutto come un fenomeno degenerativo delle strategie redistributive e di sostegno ai redditi promossi dallo stato sociale. Nelle persone si era fin da subito insinuato il dubbio che fosse praticamente impossibile andare in crisi economica per poche settimane di shutdown, di attività commerciali chiuse, di lavori sospesi, di mancati introiti. Successivamente, questa diffidenza si è trasformata in indignazione nei confronti di chi ha cercato di approfittare della situazione e approvvigionarsi di buoni spesa anche se non ne aveva stretta necessità, vera e propria urgenza, come altre persone invece manifestavano. Si pensi che a Marigliano, come riportato dal sindaco Antonio Carpino, alcuni cittadini risultati beneficiari della misura straordinaria hanno volontariamente restituito i buoni, dopo l’annuncio di severi controlli da parte del primo cittadino. Le ricerche più recenti ci dicono che gli italiani continuano a mettere i loro soldi da parte, ma sta diminuendo il numero di quanti riescono a farlo. Pare che circa un quarto della popolazione non accantoni nulla, soprattutto perché le spese assorbono tutte le entrate. Questo suggerisce che un mese di lockdown mordace abbia davvero potuto mettere in crisi nerissima una grande fetta della cittadinanza che sostanzialmente sopravvive solo grazie al flusso del reddito e non alla staticità del patrimonio. Insomma, a ben vedere gli italiani sono sempre un popolo di risparmiatori, ma oggi risparmia solo chi può risparmiare. A tal proposito il Censis fa notare che, a differenza delle altre crisi economiche, comunque recenti, gli italiani arrivano all’appuntamento con l’emergenza pandemica dopo aver dato fondo a buona parte del loro tesoretto. Alla fine del 2018, sottolinea l’ istituto di ricerca socio-economica, la ricchezza finanziaria delle famiglie era ancora dello 0,4% inferiore a quella detenuta nel 2008. “Molta la ricchezza ereditata dal passato, poca la nuova aggiunta di recente”, commenta il centro studi. Banca d’Italia riferisce che alla fine del 2017 le famiglie italiane avevano una ricchezza complessiva di 9.743 miliardi di euro, nettamente superiore rispetto al reddito disponibile (8 volte superiore). Tuttavia già da anni, a causa delle crisi economiche e della crescita lenta, le famiglie hanno ridotto la loro capacità di accantomento. “Per questo motivo già dopo un mese di quarantena milioni di persone non hanno i soldi per la spesa”, indica su L’Espresso l’economista Salvatore Morelli, membro del Forum Disuguaglianze Diversità. Dopo anni di decrescita, stagnazione e sacrifici, nel portafoglio degli italiani, alla fine del mese restano davvero pochi spicci: oggi circa venti milioni di persone fanno fatica a mettere da parte mille euro all’anno. “I poveri sono già in difficoltà e a breve lo saranno tutti quelli che lavoravano a giornata, in nero, nei ristoranti, nei bar, nei negozi”, osserva Giorgio Di Giorgio, titolare della cattedra di Economia monetaria alla Luiss. Di conseguenza il punto cruciale riguarda quanto possa durare la resistenza di quella fetta di popolazione che già adesso non ce la fa. Secondo Morelli va scongiurato il rischio di un sostanziale ed ulteriore impoverimento: in tal senso l’economista della University of New York ha avanzato la proposta di rafforzare la tutela del lavoro autonomo con un sostegno di emergenza e sostenere così circa sette milioni di lavoratori attualmente scoperti dal decreto Cura Italia. Due misure temporanee ed eccezionali, un “Sostegno di Emergenza per il Lavoro Autonomo” (SEA) e un “Reddito di Cittadinanza per l’Emergenza” (REM), che pongano lo Stato di fronte alla responsabilità e alla necessità di non potersi rivolgere separatamente a parti diverse della società, magari attribuendo a qualcuno una corsia preferenziale rispetto ad altri. Bisogna, invece, offrire a tutti protezione sociale, differenziando le risposte in base alle esigenze di ognuno. Oggi più che mai, lo Stato deve unire la società. In questa direzione si inserisce anche l’appello delle associazioni YaBasta! e Nova Koinè, molto attive sul territorio nolano, per fermare le discriminazioni nell’erogazione dei buoni spesa. Con il supporto di Asgi – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione i volontari sollevano un grido di protesta e di rabbia contro i comuni dell’area nolana che nell’erogazione dei buoni spesa hanno posto la discriminante del permesso di soggiorno per i migranti che vivono nelle zone di riferimento. “Queste esclusioni sono ingiuste e contrarie a tutte le norme di legge”, fanno sapere le associazioni, le quali invitano i Comuni che ancora non hanno chiuso il bando a modificarne subito i criteri (come nel caso del Comune di Marigliano), cercando anche di inserire le buone prassi messe in campo da altri comuni del territorio, come ad esempio la Commissione Invisibili prevista dal Comune di Scisciano. “Per quanto riguarda, invece, i Comuni che hanno già erogato i fondi attraverso  bandi che riteniamo appunto discriminatori (come quelli di Mariglianella e Brusciano) chiediamo vengano attivate subito delle misure compensative per tutte le persone migranti dei loro territori”, sottolineano ancora da YaBasta RestiamoUmani e Nova Koinè. Vale la pena ricordare, in chiusura, che una delle prime misure adottate da un Portogallo in piena emergenza sanitaria è stata quella di regolarizzare tutti gli immigrati e i richiedenti asilo con permesso di soggiorno pendente, fino al prossimo 1 luglio. Questo per assicurare assistenza sanitaria e servizi pubblici alle fasce fragili della popolazione: come ha affermato Eduardo Cabrita, Ministro dell’Interno lusitano, “è un dovere di una società solidale in tempo di crisi”.

Pomigliano d’Arco, fuggono ad una pattuglia e si schiantano contro un palo

In auto marijuana e a casa un ordigno esplosivo artigianale. Conducente arrestato e complice denunciato dai Carabinieri I carabinieri della tenenza di Casalnuovo di Napoli, durante un servizio di controllo del territorio , hanno intercettato due soggetti a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata che, alla vista dei militari, hanno invertito la marcia e sono fuggiti. Inseguiti, un 22enne di origini peruviane già noto alle forze dell’ordine e un 19enne incensurato del posto,  sono stati bloccati in una via stretta della cittadina lungo la quale erano parcheggiati molti veicoli che ne restringevano la carreggiata. Il conducente ha poi provato ad investire i militari ed ha ripreso la fuga ad alta velocità. Intercettato nuovamente a Pomigliano D’Arco,  questa volta da una pattuglia della Stazione di Sant’Anastasia, il veicolo è finito contro un cartellone per evitare una terza pattuglia che sbarrava la strada poco distante dall’ingresso della SS268 I due, soccorsi da personale del 118, sono stati trovati in possesso di 31 grammi di marijuana e 890 euro in contante ritenuto provento illecito. La perquisizione, estesa anche all’abitazione, ha consentito di rinvenire e sequestrare un ordigno esplosivo artigianale, poi affidato al nucleo artificieri del comando provinciale di Napoli. Il conducente del veicolo, medicato come il complice   presso il pronto soccorso dell’ospedale, è stato arrestato  e sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio. Il 19enne è stato denunciato. Entrambi dovranno rispondere di resistenza a pubblico ufficiale,  detenzione di droga a fini di spaccio e detenzione di materiale esplodente.

San Vitaliano, cantiere edile su un terreno non edificabile: tre persone denunciate e sanzionati 11 operai

Controlli serrati dei carabinieri  su tutto il territorio per contrastare verifiche violazioni anti contagio. A San Vitaliano i carabinieri della locale stazione hanno trovato 11 operai che, nonostante il divieto imposto dalle normative anti-contagio,  stavano lavorando all’interno di un cantiere edile. Dagli accertamenti i carabinieri hanno constatato che il cantiere era stato allestito all’interno di un terreno non edificabile. I militari hanno denunciato per esecuzione di lavori edili in assenza del permesso per costruire tre persone: il proprietario del terreno, l’imprenditore edile e il rappresentante legale delle ditte incaricate per l’esecuzione dei lavori. Gli operai sono stati sanzionati per la violazione delle norme anti-covid mentre il terreno di circa 500 metri quadrati  è stato sequestrato. (FONTE FOTO: RETE INTERNET)

Wellness and health, Covid 19, l’importanza della vitamina D

Covid-19, poca esposizione alla luce e carenza di vitamina  D:  cosa fare?   La vitamina D è un preziosissimo micronutriente, tanto prezioso ed utile da essere identificata come ormone. I suoi bassi livelli possono portare ad un rischio di osteoporosi oltre che altri disturbi . È indispensabile nel bambino come nell’anziano, nella donna come nell’uomo. Purtroppo il 70% delle persone, si ritrovano sotto i livelli ematici minimi. La vitamina D sintetizzata attraverso l’esposizione ai raggi solari, oppure , anche se in piccola parte, dal cibo ha lo scopo di contribuire ad evitare il depauperamento del calcio dalle ossa, fissandolo a queste e  rendendole così più robuste.  Questo preserverebbe da eventuali fratture ed il rischio di osteoporosi. Inoltre, questo micronutriente è un importantissimo immunomodulatore  poichè riusce con le sue qualità a rafforzare il sistema immunitario. Ma le sue qualità non finiscono qui! Recenti studi hanno dimostrato che la vitamina D interviene anche nella modulazione degli stati di sovrappeso e che una sua carenza può più facilmente portare ad uno stato di obesità. Altri  importanti benefici della vitamina D  sono la regolazione della pressione arteriosa, la prevenzione della depressione, del diabete di tipo 2, di varie forme tumorali, di malattie vascolari .  Questa vitamina è molto importante ma negli alimenti si ritrova in piccola quantità  e per di più in forma non attiva. Per poterla rendere attiva c’è la necessità dell’esposizione alla luce del sole. In questo periodo di lunga quarantena e di obbligo a rimanere in casa, il nostro organismo non è stato e non è più esposto alla luce del sole  ma costretto a quella poca luce riflessa che riesce ad entrare dalle finestre delle nostre case. Il covid-19 in questo modo continua a fare danni in maniera subdola e silente! Dobbiamo in tutti i modi cercare di recuperare ed assumere la giusta dose giornaliera di vitamina D. Fino a 50 anni la dose giornaliera e di 400-800 unità internazionali pari a circa 0,4 meno 0,8 g di vitamina D O colecalciferolo, la forma di vitamina D più utile all’assorbimento del calcio nelle ossa. Dai 50 anni in su la quantità deve necessariamente arrivare almeno ad 1 grammo ( pari al contenuto di un litro e mezzo di latte) oppure basterebbe un solo cucchiaio di olio di fegato di merluzzo per avere la giusta dose giornaliera anche se il suo sapore non è dei migliori! E’ giusto  sapere che sarebbe sufficiente un’esposizione al sole, per 20 minuti in maglietta e pantaloncini , quando il periodo lo permette, per poter assorbire la vitamina D e fare la giusta ricarica! Cosa fare, quindi, in questo periodo in cui la giusta esposizione solare non è possibile? Mangiare i giusti alimenti ad alto contenuto in vitamina D: Pesci grassi come lo sgombro, le aringhe, il tonno, la carpa, l’anguilla, il pesce gatto oppure il salmone. Anche le ostriche e i gamberi contengono molta vitamina D. Inoltre, possiamo ritrovarla nei formaggi grassi, nel burro, nel tuorlo d’uovo,nella carne di fegato e nell’unica fonte vegetale come i funghi. Ovvio che la maggior parte degli alimenti che vi ho qui elencato sono anche calorici, quindi è importante riuscire ad equilibrare bene le giuste quantità a seconda anche della necessità di ciascuno per evitare di prendere peso e creare solo danni. Altre possibili fonti di vitamina D, sono gli alimenti fortificati cioè quelli che hanno un aggiunta di vitamina D oppure integratori alimentari. Rispetto a questi ultimi, però, dobbiamo stare molto attenti e farci suggerire dal nostro medico curante quali sono quelli più efficaci e quelli che riescono ad essere meglio tollerati. Infatti  esiste anche un livello massimo tollerabile di vitamina D secondo quanto indicato dai LARN ( livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana ). Se si superano le dosi giornaliere indicate, anche questo utilissimo micronutriente può diventare dannoso per la salute, portando effetti come: nausea, vomito, costipazione, mancanza di appetito, depositi di calcio nei tessuti molli . Meglio alimentarsi in maniera giusta ed equilibrata seguendo quanto  sopra indicato e, solo dopo aver  consultato  il proprio medico, scegliere di ricorrere ad una aggiunta per eventualmente  integrare. Prima di ogni integrazione,  è importante cercare e assumere la vitamina D presente nei nostri alimenti e, anche se con mascherina, farci baciare dal sole  sui nostri balconi  per almeno 20 minuti al giorno.

 L’addio a Carmine Sommese, una pagina indegna per la politica e lo Stato

Un feretro che fa tre tappe partendo dal Moscati di Avellino: Baiano, Nola e Saviano. Politici, sacerdoti, forze dell’ordine. «Era tutto spontaneo» – hanno detto.  E mentre il governatore De Luca reagisce imponendo la zona rossa a Saviano per sette giorni (ma solo a Saviano), i social si scatenano contro tutti i presenti dando addosso soprattutto ai politici, ossia coloro che da settimane ripetono ai comuni cittadini di starsene in casa. Per non dire di chi, a causa della pandemia ha perso un proprio caro senza poterlo salutare o fargli percorrere l’ultimo tratto terreno con la stessa solennità riservata a Sommese. La Procura di Nola ha già aperto un fascicolo sulla vicenda per comprendere come sia stato possibile far andare in scena quello che voleva essere un momento di commozione e che è diventato, invece, un circo. Saranno acquisiti tutti i video degli impianti di sorveglianza e lo stesso accadrà a Baiano, con la Procura di Avellino. Così come l’Asl ha disposto un’indagine interna per capire come mai medici, infermieri e personale si fossero schierati in attesa mentre i cancelli si aprivano tra le ali di folla facendo entrare il feretro.  A farne le spese è stata la memoria di un sindaco, e medico, che avrebbe dovuto essere onorato in una sola maniera: restando a casa. Che beffa per lui che con il coronavirus aveva combattuto, essere al centro di una delle polemiche più violente dall’inizio della pandemia. Assembramenti a Baiano, poi all’ospedale di Nola, ed ancora la consegna della fascia tricolore da parte del vicesindaco, ora primo cittadino, alla moglie che pure dai social aveva fatto appello chiedendo di restare a casa. Le insegne dello Stato utilizzate, in buona fede d’accordo, ma per avallare una manifestazione che doveva essere commovente e commossa ed è scaduta invece nel ridicolo mettendo la Campania alla berlina in tutta Italia. C’erano le forze dell’ordine, c’erano i sacerdoti, c’erano alcuni politici che ammoniscono i cittadini a non uscir due volte per far la spesa e che ieri sono andati a rendere omaggio alla salma. Povero sindaco Sommese, due volte. Per il destino che di certo non meritava e perché l’omaggio alla sua memoria è stato paragonato sui social network a quello che di solito si riserva ai camorristi. Lui, che era come dicono tutti, una persona perbene. Un medico vittima della pandemia omaggiato trasgredendo alle regole in vigore per combatterla. Nel ricordarlo, purtroppo, tutti penseranno a ciò che è successo sabato. Paragoneranno il dolore di chi ha salutato per l’ultima volta un proprio caro, rivedendolo solo in forma di urna piena di ceneri con fattura da pagare, a quella messinscena con tanto di palloncini tricolore, alla sfilata del corteo in tre tappe, alla preparazione con tanto di transenne, trombettiere e filodiffusione per poi sostenere che era tutto «improvvisato» con tanto di drone per le riprese, dovessimo mai dimenticare quelle immagini. La giornata dell’omaggio a Sommese resterà nei ricordi come quella in cui il sindaco di Nola, Gaetano Minieri, si è giustificato dicendo che era lì prima della bara, in rappresentanza di tutti i sindaci del nolano e che poi, vedendo arrivare il feretro, ha deciso sull’onda dell’emozione di tornare indietro. Quella in cui il consigliere regionale Pasquale Sommese ha pronunciato, nel viale dell’ospedale di Nola, poche parole di cordoglio, portando i saluti del «Consiglio Regionale tutto» tra gli applausi. Forse avrebbe dovuto avvisare De Luca. Quella in cui il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, ha deciso di accettare l’invito dei medici a «sostenerli», recandosi con tanto di fascia tricolore nel viale del Santa Maria della Pietà ad osservare un minuto di silenzio in omaggio a Carmine Sommese e ai medici. I social, stavolta, non lo hanno perdonato. Nemmeno quando ha deciso di mettersi in auto –quarantena, precisando però che è un atto che non vale nulla e che così ha deciso solo per dare un «esempio». E smorzare le polemiche.  Diffondendo poi in serata una nota stampa in cui minaccia querela a chiunque ripeta che il sindaco di Ottaviano è stato a Saviano, ha partecipato a qualsivoglia commemorazione della salma o a un non meglio precisato ultimo saluto». Comunque sia, e in ogni caso, è una pagina indegna per la memoria di Carmine Sommese e per tutti coloro che l’hanno scritta.