Arte e fraternità nel nome di San Francesco: al via il percorso itinerante in Campania

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Nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, una figura che continua a parlare al presente con un messaggio universale di fraternità, pace e armonia tra uomo e creato. Da questa visione nasce FRATELLO UNIVERSO, una collettiva d’arte che trasforma il pensiero francescano in un’esperienza contemporanea, capace di unire linguaggi, sensibilità e percorsi artistici diversi in un unico racconto condiviso. Il progetto si fonda su un principio essenziale: la forza dell’insieme, che sfida la rilevanza dell’individuale. 25 sagome del Santo di Assisi, a grandezza naturale, affidate ad altrettanti artisti chiamati a interpretare una parte della vita e del messaggio di Francesco, dando forma a una biografia corale che si costruisce attraverso segni, materie e visioni.   FRATELLO UNIVERSO nasce dunque dall’incontro di sensibilità diverse, linguaggi lontani, esperienze autonome che scelgono di convergere in un unico racconto. Pittura, segno, materia, visione: ogni artista porta con sé una voce distinta, ma nessuna voce resta isolata. Tutte entrano in relazione, tutte si riconoscono in un orizzonte comune. È nella diversità che questa collettiva trova la sua verità più profonda. È nella pluralità che prende forma l’unità. Ogni opera è una tappa, un frammento, una soglia. Ogni artista ha accolto l’invito a confrontarsi con la figura di Francesco non per rappresentarlo, ma per attraversarlo: cogliendone un gesto, un simbolo, una intuizione, una traccia di Vangelo vissuto. Elemento centrale dell’esperienza espositiva è la presenza, su ogni sagoma, di uno specchio all’altezza degli occhi: un invito diretto al visitatore a riconoscersi, a entrare nell’opera, a diventare parte attiva del percorso. Per questo FRATELLO UNIVERSO non è una mostra da guardare, ma un’esperienza da attraversare.   La collettiva prende avvio con tre prime tappe, che segnano l’inizio di un percorso più ampio, destinato a proseguire in altri luoghi in via di definizione:   Aula Capitolare – Santuario Madonna dell’Arco dal 27 aprile al 3 maggio Tappa di apertura del percorso, scelta nel segno della fraternità universale: l’abbraccio tra Francesco e Domenico, simbolo di unità tra carismi diversi, ispira l’avvio del percorso in un luogo domenicano, come gesto concreto di dialogo e condivisione.   Basilica di San Lorenzo Maggiore – Napoli dal 14 maggio al 20 giugno Chiesa Giubilare Francescana per il 2026, San Lorenzo Maggiore è la più antica basilica francescana della città, nel cuore del centro storico di Napoli. Un luogo di straordinario valore culturale e spirituale, profondamente coerente con il messaggio del progetto. Napoli, in molte delle sue espressioni più autentiche, è stata ed è città francescana: nella devozione popolare, nella cultura, nel rapporto vivo con gli ultimi.   Chiesa dell’Annunziata – Collegiata di Santa Maria delle Grazie – Marigliano dal 23 giugno al 12 luglio Tappa significativa per il suo valore umano e simbolico: la collettiva è esposta anche in onore di Santa Maria delle Grazie, a cui la chiesa è dedicata. Un luogo profondamente legato al percorso personale dell’ideatore, che qui è cresciuto e ha maturato la propria formazione, e lo ha scelto come spazio di restituzione e condivisione con la comunità.   FRATELLO UNIVERSO si configura così come un progetto che unisce arte, spiritualità e responsabilità contemporanea, offrendo al pubblico non solo un’esposizione, ma un’esperienza di incontro e partecipazione. Un invito a riscoprire, attraverso l’arte, il valore della fraternità universale. Un invito che oggi, più che mai, interpella ciascuno di noi.  

Guerra al pezzotto, i bar scoperti a trasmettere partite illegalmente

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La lotta al pezzotto entra nel vivo con un’operazione su larga scala avviata dalla Guardia di Finanza nei principali esercizi commerciali del Paese. Nel mirino, ancora una volta, i sistemi illegali di streaming utilizzati per trasmettere eventi sportivi, in particolare le partite di Champions League.

Il Nucleo Speciale Beni e Servizi ha coordinato un vero e proprio “action day”, coinvolgendo i comandi provinciali per effettuare controlli mirati su tutto il territorio. L’iniziativa nasce dall’esigenza di contrastare un fenomeno sempre più diffuso, che vede il pezzotto come strumento principale per aggirare i sistemi di accesso legale ai contenuti a pagamento.

Le verifiche hanno riguardato numerosi bar e locali pubblici, soprattutto quelli che registrano maggiore affluenza durante le serate calcistiche. In molti casi, infatti, il ricorso al pezzotto consente di attirare clienti senza sostenere i costi degli abbonamenti ufficiali, generando un danno economico significativo per le piattaforme legittime e per l’intero comparto.

Oltre agli aspetti tecnici legati alla trasmissione dei contenuti, gli accertamenti si sono concentrati anche sulla regolarità amministrativa e fiscale delle attività controllate. La pirateria audiovisiva, spiegano gli investigatori, non è solo un reato legato al diritto d’autore, ma si inserisce in un contesto più ampio di irregolarità che possono riguardare la gestione dell’attività commerciale.

La Guardia di Finanza ribadisce che il contrasto al pezzotto rappresenta una priorità strategica, soprattutto in un periodo in cui la domanda di contenuti sportivi è in costante crescita. I controlli continueranno nelle prossime settimane, con l’obiettivo di garantire legalità e trasparenza nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento.

“O’ Panin Street” apre a Cava de’ Tirreni: giovani imprenditori di Somma Vesuviana e Nola protagonisti

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Grande entusiasmo a Cava de’ Tirreni per l’inaugurazione di una nuova realtà gastronomica nel cuore della città. Il giorno 19 aprile 2026, in Corso Umberto I n. 74, ha ufficialmente aperto i battenti “O’ Panin Street”, una paninoteca e friggitoria che promette di diventare presto un punto di riferimento per gli amanti dello street food. Il locale nasce dall’iniziativa dei due soci, Cristian De Vivo e Francesco Ruggiero, uniti dalla passione per la cucina e dal desiderio di offrire prodotti di qualità in un ambiente giovane e accogliente. Fin dalle prime ore dell’apertura, l’affluenza è stata notevole, segno della curiosità e dell’interesse suscitato tra i cittadini Cavesi. Per celebrare l’evento, i titolari hanno voluto regalare un gesto concreto di condivisione con la comunità: durante la giornata inaugurale sono stati distribuiti gratuitamente oltre 1000 panini, attirando famiglie, giovani e curiosi da tutta la città. Un’iniziativa che ha trasformato l’apertura in una vera e propria festa di quartiere, tra sorrisi, profumi invitanti e tanta partecipazione. “O’ Panin Street” si propone così come un nuovo spazio di convivialità, dove tradizione e innovazione si incontrano nel segno del gusto. Un debutto che lascia già intravedere un futuro ricco di soddisfazioni per i due giovani imprenditori e per tutta la comunità locale.

Violenza cieca a Marigliano: 17enne accoltellato, feriti anche padre e zio

  Momenti di tensione e violenza a Marigliano, dove una rissa tra giovani ha provocato il ferimento di un minorenne e il coinvolgimento di altri due adulti. L’episodio si è verificato nelle scorse ore e ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e dei sanitari. Secondo quanto emerso, a riportare le conseguenze più gravi è stato un ragazzo di 17 anni, colpito con un’arma da taglio al gluteo destro durante la lite. Una ferita che, pur non essendo risultata fortunatamente letale, ha richiesto cure mediche immediate. La situazione si è ulteriormente aggravata poco dopo, quando sul posto sono giunti il padre e lo zio del giovane. I due, nel tentativo di intervenire o comprendere quanto stesse accadendo, sarebbero stati a loro volta aggrediti dai presenti. Alcuni dei giovani coinvolti avrebbero utilizzato sedie prelevate da un’attività commerciale vicina per colpirli. Il bilancio finale è di tre persone ferite. Tutti sono stati trasferiti presso l’ospedale di Nola, dove sono stati medicati e successivamente dimessi. I medici hanno stabilito una prognosi di quindici giorni per il 17enne, mentre al padre e allo zio sono stati assegnati dieci giorni ciascuno. Sull’accaduto sono ora in corso le indagini dei carabinieri, che stanno lavorando per ricostruire con esattezza la dinamica della rissa e individuare eventuali responsabilità. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e valutando la presenza di eventuali immagini di videosorveglianza utili a chiarire i contorni della vicenda. L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della violenza tra giovani e sulla gestione delle situazioni di conflitto, spesso degenerate in modo improvviso e pericoloso.

Abusi su donna disabile, due arresti a Napoli: indagini partite dai video

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Un’indagine complessa e delicata ha portato all’arresto di due uomini, di 32 e 33 anni, accusati di violenza sessuale aggravata ai danni di una donna di 59 anni in condizioni di grave disabilità. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia Napoli-Stella su disposizione del Gip del Tribunale di Napoli.

L’elemento centrale dell’inchiesta è rappresentato dai filmati consegnati agli investigatori dalla figlia della vittima, che ha sporto denuncia il 22 marzo. Le immagini hanno consentito agli inquirenti di ricostruire un contesto inquietante e di attribuire precise responsabilità, diventando un passaggio chiave nella definizione del quadro accusatorio.

Secondo la ricostruzione della Procura, uno degli indagati avrebbe abusato della donna approfittando della sua totale incapacità di reagire. Un aspetto ancora più grave riguarda il presunto coinvolgimento della figlia convivente della vittima, che avrebbe facilitato l’ingresso dell’uomo nell’abitazione e documentato gli episodi con il cellulare.

Le analisi tecniche sui dispositivi elettronici hanno permesso di identificare con precisione i soggetti coinvolti, anche attraverso elementi apparentemente secondari come tatuaggi e capi di abbigliamento. Un lavoro investigativo minuzioso che ha rafforzato le accuse.

A carico dei due uomini è stata contestata anche la minaccia grave: avrebbero cercato di esercitare pressioni sulla denunciante per indurla a ritirare la querela.

Il caso riporta l’attenzione sulla vulnerabilità delle persone fragili e sull’importanza delle denunce supportate da elementi concreti. L’azione congiunta di familiari e forze dell’ordine si è rivelata decisiva per far emergere una vicenda che altrimenti sarebbe potuta restare nascosta.

Resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Afragola, la polizia locale denuncia un cittadino per abbandono di animali, truffa e procurato allarme

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Continua incessante l’attività della Polizia Locale della Città di Afragola diretta dal Dirigente Comandante Colonnello Antonio Piricelli, finalizzata a prevenire e reprimere comportamenti illeciti.   Nel corso delle attività di controllo giornaliere del territorio, la centrale operativa veniva contattata da un cittadino il quale segnalava l’abbandono di alcuni cani in una strada del Comune. Immediatamente una pattuglia si portava in zona per verificare quanto segnalato, gli Agenti giunti sul posto in un cartone rinvenivano n.3 cuccioli di cane razza meticcia. Delle attività poste in essere veniva informato il Comandante Piricelli, il quale disponeva l’identificazione del cittadino che aveva chiamato, e l’avvio delle attività di indagine finalizzate alla verifica dell’autore dell’abbandono dei tre piccoli cani, oltre alla verifica di eventuali sistemi di videosorveglianza presenti in zona ai fini dell’acquisizione delle immagini. Dalle risultanze delle attività poste in essere si riusciva ad individuare il cittadino che aveva abbandonato i cani, risultato essere colui che aveva contattato la centrale operativa e segnalato i tre cani meticci. Lo stesso veniva identificato e denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per abbandono di animali, truffa e procurato allarme.

Poggiomarino, ladri rubano parte dell’oro votivo di Sant’Antonio

Colpo notturno a Poggiomarino, dove ignoti si sono introdotti nella casa canonica della parrocchia dei Santi Sposi. L’episodio si è verificato tra venerdì e sabato, quando i malviventi hanno avuto accesso ai locali riuscendo ad appropriarsi di alcuni oggetti di valore, tra cui parte dell’oro votivo legato al culto di Sant’Antonio.
Da una prima ricostruzione, gli autori del furto avrebbero agito con rapidità, muovendosi all’interno dell’edificio alla ricerca di preziosi, in particolare ex voto e gioielli donati nel tempo dai fedeli.
L’azione è stata interrotta dal risveglio di uno dei religiosi presenti, che ha messo in fuga gli intrusi. Nella precipitosa ritirata, i ladri avrebbero lasciato sul posto parte della refurtiva.
Sull’accaduto cresce l’attenzione della comunità locale, colpita soprattutto dal valore simbolico dei beni sottratti. Indagini in corso per risalire ai responsabili.

Cimitile omaggia Clementino: inaugurato un murale dedicato al rapper

Un nuovo segno di identità urbana e culturale prende forma a Cimitile, dove è stato inaugurato un murale dedicato a Clementino. L’opera, svelata nel pomeriggio di sabato 18 aprile alla presenza dell’artista, rappresenta un tributo al percorso umano e musicale del rapper, profondamente legato al territorio.
Il murale porta la firma dello street artist napoletano Corrado Teso, che ha costruito l’immagine ispirandosi a un verso del brano “Tarantelle”, contenuto nell’omonimo album pubblicato nel 2019. Il progetto visivo si basa anche su uno scatto del fotografo Alfiero Crisci, scelto come immagine ufficiale del “Live Tour 2025” del rapper.
All’inaugurazione, Clementino – nome d’arte di Clemente Maccaro – ha mostrato una forte emozione, segno del legame mai interrotto con la sua città d’origine. Un rapporto che negli ultimi tempi si è ulteriormente rafforzato, anche in seguito al ritorno stabile dell’artista a Cimitile.
L’opera, situata in un’area popolare della città, si inserisce in un più ampio processo di valorizzazione degli spazi urbani attraverso l’arte contemporanea, trasformando un semplice muro in un punto di riferimento simbolico per la comunità.
Attraverso questo intervento artistico, Cimitile celebra non solo il successo di uno dei suoi cittadini più noti, ma anche un percorso fatto di radici, appartenenza e crescita. Il murale diventa così un elemento identitario, capace di raccontare una storia che parte dal territorio e arriva al grande pubblico.
Immensa l’emozione di Clementino che sulla sua pagina ha scritto un post di ringraziamento a tutti e alla sua Cimitile:
Gescal di Cimitile (NA) 18/4/26
Una data che ricorderò per sempre.
Qui sono nato, qui ho fatto le prime rime, qui ho riempito i quaderni di scuola sognando un palco.  
Ogni strada di questo paese mi ha insegnato qualcosa. La mia famiglia, i miei amici, il Rap che faccio.
Vedere il mio volto su questo muro alla Gescal… non ho parole. Avete reso infinito un ragazzo partito da qui.  
Questo è per gli amici di sempre, che c’erano prima e ci sono ancora. E per i miei Nonni, che non ci sono più ma da lassù mi guardano.  
Ringrazio  Gennaro Spizuoco @hollywood_animazione amico dal giorno zero (sei Immenso!) e l’Amministrazione Comunale che hanno reso possibile tutto questo. @ass_culturaeistruzionecimitile 
L’opera è stata creata dalla  Leggenda del Writing Napoletano Corrado Teso  @teso_cprsnsis 
Si nu mostr! 
Il murales è tratto dalla foto scattata dal Grande @alfierocrisci !! 
Grazie di cuore a tutti voi.
Questo murales deve dire una cosa chiara: ce la possiamo fare tutti. Anche se vieni dalla Gescal di Cimitile, da Nola, da Camposano, dalla provincia di Napoli o da qualsiasi zona del Sud Italia, anche se parti da un quartiere difficile, puoi sognare e puoi arrivare. Serve solo determinazione.  
Voglio che ogni bambino, ogni ragazzo che passa di qui e ha un sogno, guardi questo muro e capisca che si può realizzare. Senza scorciatoie, senza brutte strade. Si può!! 
Grazie Cimitile, mi hai dato le radici per restare in piedi e le ali per provare a volare. Ti porto con me per sempre.
“Cimitile pareva infinito”
Grazie ragazzi. Non ho parole, veramente.
Forever 🩵
E Forza Napoli Sempre !!

Dal boom dei Nickelodeons al controllo sociale e l’autocensura

Benvenuti al tredicesimo appuntamento di “Riavvolgi al futuro”. Oggi parleremo de “L’industria cinematografica americana”, dove si descrive il periodo di trasformazione e consolidamento del cinema negli Stati Uniti tra il 1905 e il 1912. In questa fase, Hollywood non dominava ancora il mercato internazionale come oggi, poiché le società americane erano concentrate principalmente sulla crescita vertiginosa della domanda interna e sulla competizione per il potere industriale. Il fenomeno principale di questi anni fu l’esplosione dei nickelodeons, sale cinematografiche economiche ricavate solitamente da magazzini con meno di duecento posti, dove l’ingresso costava un “nickel” (cinque centesimi). Tra il 1905 e il 1907 la diffusione di queste sale aumentò notevolmente, portando a una stabilità dell’industria che permise successivamente di puntare al mercato estero. Per gestire la crescente domanda di film e porre fine ai conflitti legali sui brevetti, nel 1908 nacque la Motion Picture Patents Company (MPPC), guidata da Edison e Biograph. Questa società cercava di controllare l’intero mercato imponendo il pagamento di tasse su ogni fase della filiera, ma il suo monopolio fu presto sfidato dalle società indipendenti. La lotta tra la MPPC e gli indipendenti portò a una maggiore efficienza produttiva e al graduale spostamento dell’industria verso la California. Il periodo fu segnato da tre cambiamenti cruciali che definirono il cinema moderno:
  • La nascita del lungometraggio: Il passaggio dai cortometraggi a film di più rulli permise di narrare storie più complesse e spettacolari, aumentando anche il prestigio culturale del cinema.
  • Lo star system: Le case di produzione iniziarono a promuovere i nomi degli attori per attirare il pubblico, rendendo le star (come Mary Pickford o Douglas Fairbanks) il fulcro del marketing cinematografico.
  • Il trasferimento a Hollywood: Molte case indipendenti e poi le grandi major si spostarono nella zona di Los Angeles per approfittare del clima favorevole che permetteva riprese all’aperto tutto l’anno e di una varietà di paesaggi naturali ideali per diversi generi. 
A causa della popolarità dei nickelodeons presso le classi popolari e degli scandali che colpirono alcuni divi, l’industria dovette affrontare crescenti pressioni per il controllo morale. Per evitare leggi di censura statale, i produttori iniziarono a praticare forme di autocensura, che culminarono più avanti nella creazione di organizzazioni come la MPPDA per garantire un’immagine rispettabile al cinema americano.  

💡 L’Angolo dell’Esperto: La maturazione dell’industria: Tra arte e Strategia

Il periodo tra il 1905 e il 1912 non è solo un’epoca di crescita numerica, ma il momento in cui il cinema smette di essere un attrazione da fiera per diventare un’istituzione socio-economica. In Europa, la strategia del noleggio introdotta dalla Pathé cambia tutto: le case di produzione smettono di vendere “oggetti” (le pellicole) e iniziano a vendere “diritti di visione”, creando un mercato circolare e prevedibile. Mentre l’Italia scommette sulla magniloquenza visiva (pensa ai set tridimensionali di Cabiria o Gli ultimi giorni di Pompei che influenzarono persino l’americano D.W. Griffith), gli Stati Uniti combattono una guerra intestina sui brevetti. La creazione della MPPC (Motion Picture Patents Company) è il tentativo di creare un cartello per estromettere la concorrenza, ma paradossalmente proprio la ribellione degli “indipendenti” spinge l’industria verso la West Coast. Il trasferimento a Hollywood non fu dettato solo dal sole, ma anche dalla necessità di fuggire dai legali di Edison che, a New York, controllavano ferocemente ogni macchina da presa. Il passaggio al lungometraggio è la risposta a un’esigenza narrativa e commerciale: storie più lunghe permettono di approfondire la psicologia dei personaggi, portando alla nascita dello Star System. Gli spettatori non vanno più a vedere “un film della Biograph”, ma iniziano ad andare a vedere “il film con Mary Pickford”. Questo legame emotivo con l’attore diventa la garanzia finanziaria su cui si costruiranno i grandi imperi cinematografici degli anni a venire. Bene cari cinefili/cinefile , se siete giunti fin qui vi attendo al prossimo appuntamento dove parleremo di… ops no spoiler ;^) .    A presto!!!

Cicerone racconta che Verre, quando governò e saccheggiò la Sicilia, era tenuto al guinzaglio dalla “fidanzata”

Dalla fidanzata e da un servo. Nel 70 a.C. i Siciliani accusano di concussione, di furti e di corruzione Gaio Licinio Verre, che dal 73 al 71 ha governato la provincia come propretore e ha commesso una serie di reati che, a ben vedere, lo rendono un “mito” per certi politici di oggi. L’accusato si affida al più quotato avvocato del momento, Quinto Ortensio Ortalo, mentre i Siciliani si rivolgono a un giovane, Marco Tullio Cicerone. Ortensio, candidato al consolato per il 69, accetta di difendere Verre per difendere il “sistema” senatorio che poi deve votarlo. La “fidanzata” che teneva Verre “al guinzaglio” mi ricorda il volto di una donna imperiosa raffigurata da Dorota Piotrowiak, artista polacca: l’immagine del quadro correda l’articolo.     Nella prima delle orazioni contro Verre Cicerone demolisce l’avversario con l’ironia e con il sarcasmo. Verre ha scialacquato il danaro pubblico, ha spogliato l’Asia, la Panfilia e la Sicilia, da pretore urbano ha amministrato la giustizia come un brigante.  Ma Verre è un brigante stupido: ha rubato sotto gli occhi di tutti, perché era certo di comprarsi i giudici. Cicerone incomincia a costruire l’accusa intorno alle immagini dello spogliare e del denudare: Verre spoliavit nudavitque le statue, i monumenti, i templi, le donne: ma Cicerone mette a nudo non solo i suoi delitti, ma anche le trame che egli e i suoi hanno tessuto per evitare la condanna. Cicerone racconta quello che aveva appreso ex hominibus certis, da persone fidate: nel certis c’è una punta di sarcasmo. Verre credeva che fossero uomini suoi, e invece erano spie di Cicerone. In casa di un senatore e di un cavaliere c’erano decine di casse piene del danaro saccheggiato da Verre in Sicilia.   Poco prima che iniziasse il processo, Verre aveva convocato a casa sua una riunione di divisores, di galoppini, che avrebbero dovuto distribuire quel danaro per impedire l’elezione di Cicerone a edile. Uno dei galoppini si era immediatamente recato a casa di Cicerone per raccontargli ogni cosa, per dirgli che molti si erano defilati, o perché non avevano il coraggio di esporsi in un’operazione del genere, o perché erano certi che niente avrebbe potuto impedire l’elezione di Cicerone. L’oratore proclama che Verre è il male estremo: non è un ladro, ma un grassatore, non è un adultero, ma uno stupratore, non un sacrilego, ma un nemico armato e dichiarato del sacro e delle religioni, non un assassino, ma il carnefice più crudele di concittadini e di alleati. La sequenza incalzante delle antitesi costruisce l’immagine di un nero demone, che porta la maledizione sulla città: chi sa che faccia fece Verre quando si rovesciò su di lui questo clamoroso gioco di antitesi.   Ma Cicerone non si ferma: rivela che, mentre i magistrati prendono gli auspici dagli uccelli stando seduti, e poi si alzano, Verre, eletto pretore, li prende da una rondine, Chelidone, che è il nome della sua amante e che in greco significa “rondine”: e non dalla sedia si alza, dopo averli ricevuti, ma dal letto di quella. La casa di Chelidone diventa l’ufficio della pretura: lì si vendono le sentenze, che la donna detta all’orecchio del suo amante. L’indignazione suggerisce ai Romani amare battute di spirito: qualcuno dice che non bisogna meravigliarsi se ius tam nequam esse verrinum: se le sentenze di Verre sono così ingiuste, se il brodo di porco è così indigesto. Il gioco di parole è intraducibile: ius è la giustizia, ma anche il brodo, mentre verrinus significa di Verre, e di porco. E poiché il predecessore di Verre si chiama Sacerdote, i Romani maledicono il sacerdote che ha lasciato vivo un porco spregevole. Cicerone usa con destrezza i modi del sarcasmo paradossale.   Chi è eletto al governo di una provincia subito si dedica a programmare una saggia amministrazione. Verre, appena gli tocca in sorte la Sicilia, cerca di individuare, con i suoi amici, i mezzi che gli consentiranno di accumulare ingenti ricchezze in un solo anno, vuole arrivare nell’isola già pronto e organizzato ad everrendam provinciam, a ripulire la provincia (e il verbo è scelto con arte): e perciò a Roma mette a punto l’elenco non solo delle tecniche di furto, ma anche delle vittime predestinate. Nel saccheggio della Sicilia la sua coorte risulta invincibile padrona del campo: Verre annunzia che i censori li sceglierà tutti lui, uno per uno, città per città. Insomma dichiara aperto il mercato, e il suo palazzo a Siracusa diventa “un incendio di passioni e di ambizioni”. Tutta l’ambizione della provincia è compressa in una sola stanza. Il banditore della vendita all’asta delle cariche pubbliche è un liberto, Timarchide: con grande abilità Cicerone lo mette al centro della scena, lo descrive come colui che accende e spegne tutti i vizi del propretore, e lo riduce a uno strumento della propria ambizione.   “Lo schiavo fuggitivo Timarchide ha regnato per tre anni su tutte le città, egli è stato il padrone dei figli, delle donne, dei beni e del destino dei più antichi e fidati alleati di Roma. “. Se Verre, che si atteggia a sapientone, sapesse una sola parola di greco, quando ha rubato la statua di Saffo dal pritaneo di Siracusa non avrebbe lasciato sul posto il piedistallo, con un’iscrizione greca che indica chiaramente quale monumento è scomparso.  Verre non sa una parola di greco: eppure gli incompetenti d’arte li chiama con un termine greco, idiotas. Questo ladro ha stravolto le abitudini delle guide turistiche di Siracusa, i “mistagoghi”: prima mostravano ai turisti le opere che si trovavano dovunque, ora indicano gli spazi vuoti e spiegano quali opere sono state portate vie: descrivono in absentia . Da sempre sono certo che la storia si ripete…