Terremoto di magnitudo 4.5 nel Salernitano

A Montecorice, ipocentro localizzato a 319 k
Terremoto di magnitudo 4.5 è avvenuto nella zona di Montecorice, in provincia di Salerno. L’ipocentro è stato localizzato a una profondità di 319 km. La scossa sismica è stata registrata alle 1.28 dalla Sala Sismica INGV-Roma. Al momento non si hanno notizie di danni e persone o cose. CREDIT FOTO WEB

Angela Luce, la ‘voce di Napoli’, si è spenta ieri

Era l’artista italiana con la carriera più longeva e per questo il Senato l’aveva premiata, giusto un anno fa. Oggi, dalle 8.45 alle 12.00, l’Amministrazione comunale allestirà la camera ardente presso la Sala dei Baroni al Maschio Angioino. I funerali saranno celebrati alle ore 12.30 nella chiesa di San Ferdinando, conosciuta come chiesa degli Artisti, in piazza Trieste e Trento. A Palazzo Giustiniani era stata ancora una volta Bammenella, cantando il classico di Viviani che aveva rilanciato nel mondo. Angela Luce è morta a 87 anni nella sua Napoli. E’ stata cantante, attrice, diva popolare e amatissima per la bellezza mediterranea e un talento naturale che fece dire a Eduardo De Filippo: ‘Chesta nunn’ave bisogno ‘e provino’ (per lei non occorrono provini). E il ‘Direttore’ aveva naturalmente ragione: in 74 anni di attività, artista poliedrica e grintosa, Angela Luce, ‘voce di Napoli’ perfettamente conservata fino alle ultime esibizioni, ha lavorato tanto, nei teatri, nel cinema (80 film) in televisione (un titolo per tutti, ‘Giochiamo al Varietè’ di Antonello Falqui). Una vita artistica ricca che raccontava con gioia e consapevolezza: da Visconti a Totò (cult la scena del bacio ‘di condoglianze’ sui seni generosi in ‘Signori si nasce’ di Mario Mattoli), dal Decameron di Pasolini a Pupi Avati e Turturro, dalla sceneggiata con Merola a Sanremo (dove nel 1975 si classificò seconda con il teatrale brano ‘Ipocrisia’, alla pari con Rosanna Fratello), fino alla grande soddisfazione del David di Donatello nel 1995 per ‘L’amore molesto’ di Mario Martone che la portò in concorso a Cannes. Angela Savino, nata a Napoli il 3 dicembre 1938, aveva esordito quattordicenne cantando ‘Zì Carmilì’ alla Piedigrotta Bideri ma sognava di recitare: tra i clienti del padre, artigiano di Via Mezzocannone, c’era anche l’attore Ugo D’Alessio. Sarà lui a presentarla a Eduardo che la scrittura subito per la compagnia del San Ferdinando (sarà anche una Ninuccia di Natale in Casa Cupiello) facendola crescere alla sua dura scuola. Un rapporto che si interrompe per una ‘cottarella’ che in ambiente di lavoro non era consentita, ma la stima non fu intaccata: Eduardo la richiamerà anni dopo, per le celebri commedie televisive e lo sceneggiato ‘Peppino Girella’. Angela lavora tanto, anche con le compagnie di Peppino De Filippo e Nino Taranto. E poi c’è Bammenella, il personaggio capolavoro di Viviani, puro e tragico, la prostituta dei Quartieri spagnoli che giustifica il suo sfruttatore e che considera le botte prese un segno d’amore: è Giuseppe Patroni Griffi a volerla per il suo ‘Napoli notte e giorno’ (1967) e quella interpretazione della celebre canzone scritta nel 1918 per raccontare la dura vita dei bassifondi sarà storia del teatro, non solo in Italia. Un critico inglese, dopo lo spettacolo a Londra, scrisse: la Carmen di Bizet di fronte a Bammenella è una semplice venditrice di tabacchi. Una recensione che Angela Luce conservava. Riservata, mai sposata, il suo grande amore, lo aveva recentemente confessato, è stato il cantante Peppino Gagliardi. Oggi, dalle 8.45 alle 12.00, l’Amministrazione comunale allestirà la camera ardente presso la Sala dei Baroni al Maschio Angioino. I funerali saranno celebrati alle ore 12.30 nella chiesa di San Ferdinando, conosciuta come chiesa degli Artisti, in piazza Trieste e Trento. CREDIT FOTO: WEB

Parole e gesti nel momento del dolore

Il dolore arriva nella vita di tutti, senza chiedere permesso, e spesso ci trova impreparati: soprattutto quando non è il nostro, ma quello di chi amiamo. In quei momenti le parole rischiano di essere troppo, o troppo poco, e ciò che davvero conta è la qualità della nostra presenza. Questo articolo è un invito gentile a imparare l’arte di stare accanto: con ascolto, piccoli gesti concreti e un ego che finalmente accetta di farsi da parte. Era da tempo che avrei voluto affrontare questo argomento che considero delicato tanto quanto la potenza che contiene: soggettiva, invalidante e trasformativa. Avevo bisogno io stessa di entrare un po’ più in confidenza con voi e avevo bisogno che, la vostra conoscenza di me, vi avrebbe spinti a leggere ben sapendo che non salgo in cattedra neanche quando vi parlo “tecnicamente” della comunicazione e, in questo caso, men che meno. Mi piace pensare di essere lì, a tenervi la mano e guidarvi ad essere accanto, con parole e gesti a chi, vicino a voi, vive un momento particolarmente difficile. Il dolore non ha preferenze. Non guarda il conto in banca, il titolo di studio, il numero di follower. Arriva. A volte bussa piano, altre sfonda la porta della nostra quotidianità e la lascia a pezzi sul pavimento. Può essere un lutto, una diagnosi, una separazione, una perdita di senso. Può essere qualcosa che “agli altri” sembra piccolo, ma che dentro di noi diventa un terremoto silenzioso. Dal punto di vista psicologico ed emotivo, il dolore è una risposta profonda alla perdita di qualcosa che per noi contava: una persona, un ruolo, un progetto, un’idea di futuro. È una frattura fra “com’era” e “come sarà d’ora in poi”. Ed è una frattura che, in modi diversi, tocca tutti. Nessuno ne è immune. Possiamo illuderci di essere forti, di avere il pieno controllo sulla nostra vita, ma il dolore è lì a ricordarci che siamo umani, vulnerabili, finiti. Il punto non è evitare il dolore, perché questo è impossibile. Il punto è: come ci stiamo dentro? E, soprattutto, come ci stiamo accanto a chi lo sta vivendo? Perché è qui che si gioca una delle sfide più difficili, e più alte, della comunicazione umana: imparare a essere presenza, e non solo voce, nelle vite ferite degli altri.

Non basta parlare, bisogna comunicare

Quando qualcuno affronta un lutto, una malattia, un momento di grande sofferenza, spesso noi “sani”, “forti”, “operativi” andiamo in panico. Non sappiamo cosa dire, temiamo di essere inopportuni, ci sentiamo goffi. E allora facciamo una cosa che ci viene benissimo: riempiamo il silenzio. Di frasi fatte, di consigli prematuri, di rassicurazioni troppo veloci.

Passerà. Vedrai che andrà tutto bene. Sei forte, ce la farai 

Parole dette con buone intenzioni, certo, ma che spesso suonano come una mano che, invece di accarezzare, spinge via la realtà di chi soffre. Comunicare, però, non è “dire qualcosa”. È stare in relazione. È accordare il nostro tempo, il nostro corpo, il nostro sguardo all’esperienza dell’altra persona. A volte, la frase più potente che possiamo dire è: “Non so cosa dire. Ma sono qui.” In quella confessione di impotenza c’è una verità che consola più di mille discorsi: non ti aggiusto, non ti spiego, non ti giudico. Ti sono accanto.

L’arte difficilissima dell’ascolto 

Nel momento del dolore, l’ascolto non è una tecnica, è un atto d’amore. Ascoltare davvero significa rinunciare – almeno per un po’ – al bisogno di intervenire, di brillare, di avere la risposta giusta. È accogliere lacrime, silenzi, confusione, persino rabbia. Senza prenderla sul personale, senza voler “sistemare” ogni crepa. Ascoltare una persona in lutto o in malattia vuol dire, molto spesso, permetterle di ripetere la stessa storia dieci, venti volte. Il giorno dell’ospedale. L’ultima telefonata. L’attimo in cui tutto è cambiato. Per noi è un déjà-vu. Per chi soffre è un modo per dare forma all’indicibile, per rendere raccontabile ciò che altrimenti resterebbe un nodo in gola. Ci vuole pazienza, certo. E ci vuole umiltà: riconoscere che in quel momento il nostro ruolo non è quello di “salvatore”, ma di testimone. Siamo lì per restare accanto, non per fare miracoli.
La presenza che parla più delle parole 
Quando la vita ferisce, la cosa di cui abbiamo più bisogno non è qualcuno che ci spieghi il senso profondo di ciò che è accaduto. Di solito non ne ha, di “senso”, almeno non subito. Abbiamo bisogno di una presenza. Un corpo che c’è, una mano che stringe, un messaggio che non chiede nulla in cambio. “Ti porto la spesa? Ti vengo a prendere i bambini? Vuoi che stiamo in silenzio sul divano a guardare una cosa leggera?” Sono gesti apparentemente banali, ma in certi momenti valgono più di mille analisi psicologiche. Comunicano: non sei sola, non sei solo, il tuo dolore non mi fa scappare. La presenza discreta è un’arte: non è invadere, non è controllare, non è pretendere che l’altro “si apra” quando noi lo desideriamo. È esserci, chiaramente ma senza rumore, e lasciare a chi soffre il diritto di scegliere quanto, quando e come appoggiarsi a noi.
Parole e gesti nel momento del dolore: mettere l’ego in panchina 
Il nostro ego è abituato a stare al centro della scena. Nelle conversazioni quotidiane fa la star: racconta, commenta, consiglia, giudica, spiega. Quando però ci troviamo davanti al dolore dell’altro, se vogliamo davvero essere di aiuto, il nostro ego deve fare una cosa che detesta: un passo indietro. Significa, per esempio: – Non spostare l’attenzione su di noi    Anche se siamo in buona fede, frasi come: È successo anche a me… So come ti senti… rischiano di rubare il palcoscenico al vissuto dell’altro. Non sempre è il momento di raccontare il nostro dolore. A volte l’empatia è tacere la nostra storia e lasciare che la sua riempia lo spazio. – Non voler “aver ragione”    Nel dolore le persone possono dire cose irrazionali, contraddittorie, persino ingiuste. Il nostro compito non è correggerle, ma capirle: quella frase dura, magari, è l’unico modo che hanno per non crollare del tutto. – Non forzare percorsi di crescita    Il dolore talvolta porta con sé trasformazioni profonde, nuove priorità, rinascite. Ma non siamo noi a doverlo “insegnare” a chi soffre. Dire: da questa cosa uscirai più forte, mentre l’altro è ancora in ginocchio, suona come una richiesta di performance anche nel lutto. È disumano. Il tempo della crescita, se arriverà, lo deciderà la persona stessa. La silenziosa potenza del “sono qui” Stare accanto al dolore richiede coraggio. Non tanto per quello che dobbiamo fare, quanto per quello che dobbiamo accettare: la nostra impotenza. Non possiamo riportare indietro chi è morto, non possiamo guarire chi è malato, non possiamo abbreviare a comando il tempo di un lutto. Possiamo però offrire la nostra presenza come un porto sicuro, una stanza calda dove il dolore non deve travestirsi da forza, né chiedere scusa. Quando mettiamo da parte l’ego, quando smettiamo di volere la battuta brillante, il consiglio perfetto, la frase salvifica, succede una piccola magia: diventiamo davvero utili. Non perché abbiamo la soluzione, ma perché reggiamo lo spazio in cui l’altro può respirare, piangere, stare come sta. In fondo, nei momenti più bui della nostra vita, ciò che ricordiamo non sono le frasi esatte che qualcuno ci ha detto, ma i volti che non sono scappati. Le mani che ci hanno fatto un caffè, le persone che hanno rispettato i nostri silenzi, quelle che c’erano anche quando non avevamo nulla di intelligente da dire, solo lacrime da versare. Parole e gesti, nel momento del dolore, non sono mai neutri. Possono diventare muri o ponti. Possiamo scegliere di essere il rumore che disturba, o la presenza che sostiene.  Non serve essere perfetti, non serve essere preparati. Serve essere autenticamente umani: meno protagonisti, più presenti; meno pronti a parlare, più disposti a restare. Nel dolore dell’altro, a volte, il gesto più rivoluzionario è questo: sedersi accanto, in silenzio, e non andarsene.

Carnevale a Pollena Trocchia, domenica il secondo appuntamento

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Riceviamo e pubblichiamo
Raduno alle 16:00 in via Esperanto, poi la sfilata a seguito del carro
Tutto pronto per il secondo e conclusivo atto del Carnevale 2026 a Pollena Trocchia organizzato dal Comune in collaborazione con associazioni del territorio: domenica 22 febbraio, a distanza di una settimana dal primo evento, si torna in strada per “La sfilata di Carnevale”, manifestazione a cura dell’Associazione di Promozione Sociale SOUL APS. Appuntamento nell’area mercatale di via Esperanto a partire dalle ore 16:00 per una passeggiata in maschera a seguito di carro allegorico che passerà per Piazza Amodio, Corso Umberto e Piazza Donizetti per concludersi in Via Vigna.
«Due giorni, due sfilate, tanto divertimento. Il Carnevale a Pollena Trocchia anche quest’anno si sta confermando una vera e propria esplosione di allegria, divertimento e partecipazione. Dopo l’esordio di domenica scorsa concludiamo a distanza di una settimana con un pomeriggio che si preannuncia particolarmente intenso e che di sicuro saprà ripagare le attese grazie allo sforzo organizzativo dei ragazzi di Soul» ha detto Francesco Pinto, vicesindaco del comune vesuviano con delega agli eventi. «Come già accaduto per lo scorso anno, abbiamo organizzato, in collaborazione con le associazioni del territorio Graffito d’Argento e Soul, una manifestazione capace di coinvolgere diverse aree della nostra città, a monte come a valle, portando in strada centinaia di nostri concittadini e non solo, per farli divertire, sorridere e stare insieme» ha spiegato il sindaco di Pollena Trocchia, Carlo Esposito.
Domenica scorsa, 15 febbraio, il primo appuntamento del Carnevale di Pollena Trocchia con “Aspettando Carnevale”, la manifestazione a cura dell’associazione Graffito d’Argento presieduta da Annamaria Romano che ha allietato il comune vesuviano tra musiche, balli, coriandoli e maschere, il tutto a seguito di un allegro carro allegorico che ha distribuito gadget e promosso il divertimento.

Sant’Anastasia, “Voce e Anima”: l’ IC. D’Assisi – Amore apre le porte al canto lirico

Un pomeriggio all’insegna dell’arte e dell’emozione quello in programma il prossimo 25 febbraio 2026 alle ore 16:00, presso l’I.C. F. D’Assisi – N. Amore di Sant’Anastasia. L’evento, intitolato “Voce ed Anima”, rappresenta un’occasione speciale in cui la scuola si apre al fascino senza tempo del canto lirico. Protagonisti dell’incontro sarà il tenore Aniello Sepe e, insieme a lui, anche la celebre  cantante Katia Ricciarelli e guideranno il pubblico in un viaggio attraverso la potenza espressiva della voce, intesa come autentico “prolungamento dell’anima”. Il maestro Sepe in più occasioni ha invitato la Ricciarelli e insieme hanno regalato agli spettatori grandi emozioni. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di avvicinare  gli alunni  al mondo dell’opera, valorizzando la musica come strumento di crescita culturale ed emotiva. Non solo spettacolo, ma anche condivisione e formazione, in un dialogo diretto con artisti di grande esperienza. Un appuntamento imperdibile per gli alunni e tutti gli operatori scolastici  che amano la musica  e che desidera lasciarsi trasportare dalla magia del canto lirico. Ospite anche lo stilista Gianni Molaro

Boscoreale, base in un B&B per preparare la droga: arrestato 43enne

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Un bed and breakfast trasformato in laboratorio per il confezionamento di sostanze stupefacenti. È quanto hanno scoperto i Carabinieri della Stazione di Boscoreale nel corso di un servizio di controllo del territorio che ha portato all’arresto di un 43enne originario di Scafati, già noto alle forze dell’ordine.

L’intervento è scattato nel pomeriggio, quando i militari hanno notato un movimento sospetto in strada: l’uomo è stato visto mentre consegnava un piccolo involucro a un’altra persona ricevendo in cambio denaro contante. Un passaggio rapido, tipico dello spaccio al dettaglio, che non è sfuggito all’attenzione dei carabinieri.

Bloccato immediatamente e sottoposto a perquisizione personale, il 43enne è stato trovato in possesso di nove dosi già confezionate e pronte per essere cedute, oltre a una somma di denaro ritenuta provento dell’attività illecita. Da qui la decisione di approfondire i controlli.

Le verifiche si sono quindi estese alla struttura ricettiva dove l’uomo alloggiava. All’interno della stanza occupata dal 43enne, i militari hanno rinvenuto tutto il necessario per la preparazione e il confezionamento della droga: polveri da taglio, bilancini di precisione, divisori, dosatori, bustine in plastica e una macchina per il sottovuoto. Sequestrati anche circa 100 grammi di hashish, presumibilmente destinati a essere suddivisi in ulteriori dosi.

Nel corso della perquisizione è emerso anche un ulteriore elemento di gravità: una pistola con matricola abrasa, completa di caricatore rifornito e munizioni. Un’arma clandestina detenuta illegalmente, che ha aggravato la posizione dell’uomo.

Al termine delle formalità di rito, il 43enne è stato arrestato con le accuse di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, detenzione di arma clandestina e possesso di munizionamento. Attualmente si trova in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Domenico, le ore più tragiche del bimbo di Nola: i nodi dell’indagine

Mentre si sceglie la cura migliore da attuare, continuano incessantemente le indagini per individuare i responsabili del danneggiamento del cuore del piccolo Domenico

All’Ospedale Monaldi, stamattina, si è svolta la riunione per decidere quale sarà la prossima terapia per il piccolo Domenico. Il pool che si confronterà sarà composto dai medici dell’ospedale, la mamma, il medico di fiducia della famiglia e il suo avvocato.

Si apprende da fonti interne all’ospedale che “al bambino non sarà staccato l’Ecmo, perché un secondo dopo si rischia la morte. Verranno invece eliminate altre terapie non necessarie”.

Intanto il caso ha sconvolto l’intero paese e si accendono i riflettori sui responsabili. Infatti, sul fronte giudiziario si è allargata la platea degli indagati.

La Procura della Repubblica di Napoli aveva già puntato il dito contro la sala operatoria dell’ospedale San Maurizio di Bolzano, dove è stato praticato l’espianto del cuore destinato al Domenico, successivamente danneggiato.

L’ispezione avviata da parte dell’azienda sanitaria ha evidenziato che nella sala operatoria è stato fornito un ghiaccio inadeguato al team del Monaldi che ha gestito l’espianto e il trasporto.

La cardiochirurga che ha eseguito l’espianto a Bolzano ha spiegato: “ho chiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio mancante fino alla copertura completa del contenitore con il cuore espiantato”. La richiesta di questo ghiaccio aggiuntivo è avvenuta perché quello portato da Napoli si sarebbe presumibilmente sciolto nel tragitto.

Un altro collega presente ha aggiunto: “Uno dei membri di sala operatoria ha provveduto a versare nel contenitore, da un altro recipiente, ciò che sembrava del normale ghiaccio tritato mentre eravamo ancora bardati sterilmente”.

Il dubbio sorge sul perché per il trasporto sia stato utilizzato un frigo isotermico non di ultima generazione. Apparentemente la box era a norma, ma priva di termostato, che è invece presente nelle box di ultima generazione, di cui il Monaldi è a disposizione.

La gravità sta nel fatto che grazie a quel termostato il dispositivo avrebbe consentito di rilevare in maniera celere l’abbassamento della temperatura e probabilmente di intervenire prima che il cuore si “bruciasse”, diventando un blocco di ghiaccio.

Serie A tra polemiche, colpi di scena e score incredibili

In Serie A la situazione si fa sempre più interessante sia al nord della classifica, dove la lotta impera tra scudetto e zona UEFA, sia nel sud, dove la Viola sta cercando di uscire dalla zona retrocessione in un derby contro il Pisa, mentre il Verona continua ad affondare. Il palinsesto statistico delle scommesse Italia cambia le sue quote in base agli ultimi risultati, ma anche lo score delle prime 25 gare incide sulle valutazioni dei bookmaker e sui risultati dei club.

Il Lecce tira una spallata nella zona retrocessione

Il Lecce raggiunge il Genoa e la Cremonese a quota 24 punti e tira una spallata alla Viola, che nonostante la vittoria resta alla diciottesima posizione. Intanto, anche il Torino perde punti e rischia di venire inghiottito nella flop tre.

Como e Atalanta in lotta per la top 6

La lotta per il sesto posto è tutta tra Como e Atalanta, che a distanza di un solo punto non possono permettersi passi falsi per agguantare la qualificazione in Conference League, attualmente obiettivo principale di entrambi i club. Mentre la Dea resta in ballo in Coppa Italia e deve giocare i playoff di Champions, il Como sta vivendo il suo periodo di massimo splendore e gli incroci potrebbero regalarci proprio una finale tra questi due club in Coppa Italia.

Juventus, Roma e Napoli ancora in gioco

Tra terzo e quinto ci sono le Zebre, la Lupa e l’asino Azzurro partenopeo, che si giocano due posti in Champions e uno in Europa League. Roma e Napoli hanno pareggiato in un match pirotecnico nella 25esima giornata, mentre la Juventus ha perso contro l’Inter in un universo che fino a pochi anni fa poteva apparire paradossale. Infatti, sia Spalletti che Chiellini hanno caricato diverse polemiche contro i favori arbitrali presupposti nei confronti dei Nerazzurri dopo il recente derby d’Italia, un altro match pirotecnico terminato 3 – 2 per il Biscione capolista. I Giallorossi sono in netta ripresa ma pesa ancora la brutta sconfitta contro l’Udinese che ha minato il cammino verso la top 3, tuttavia, il Gasp può vantare il miglior reparto difensivo della categoria con 16 gol subiti.

Diavolo e Biscione: scontro al vertice con tantissime polemiche

Ecco le due favorite nelle quote scommesse serie a con i Nerazzurri in piena polemica, come accennato poco fa, e il Diavolo guidato da Allegri che ha perso soltanto un match nelle prime 25 partite. Mentre tra Juve e Inter infiammano le polemiche sulle soluzioni arbitrali, per il derby della Madonnina lo scontro è tutto statistico, con il Diavolo che possiede il secondo miglior reparto difensivo del campionato con 18 gol subiti e il Biscione con 60 reti segnate resta il miglior attacco per il secondo anno consecutivo. La quota Antepost dell’Inter vincente Serie A è scesa in picchiata fino a 1.11, mentre il Diavolo è quotato vincente a 6.5. Dietro ci sono tutte le altre underdog, come il Napoli campione in carica, la Juve e la Roma, ormai già troppo distanti dal primo posto.

Somma Vesuviana, tagliano a metà la serranda : tentato furto alla farmacia del Borgo

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Questa notte la “Farmacia del Borgo” , situata in via Colonnello Aliperta,  è stata presa di mira da ignoti. Un episodio particolare perché i malviventi hanno tentato di introdursi nel locale praticando un taglio netto lungo tutta la serranda.

Fortunatamente il loro tentativo è stato vano e sono stati costretti a scappare a mani vuote, non è ancora chiaro se sia stato il sistema di allarme o l’arrivo delle forze dell’ordine a farlo desistere, ma la struttura ha comunque riportato danni.

Non si tratta di un caso isolato, episodi del genere negli ultimi tempi si stanno verificando più spesso del previsto in città: tra furti di auto, svaligiamenti di appartamenti  e questa volta di mira è stata presa la  farmacia del Borgo, che ha aperto da poco.

Gli abitanti di Somma sono preoccupati e sollevano questioni importanti .

 “L’ assurdo- dichiara un residente della zona-  è che nonostante si sia in prossimità delle elezioni,  ci sia comunque un fermento, anche se di sottofondo, per la ricerca di candidati, nonostante i partiti abbiano le solite difficoltà organizzative,  nessuno si preoccupa di porre la questione, l’accento su un tema politico che accumuna tutti, cioè quello della sicurezza. “Nessuno – aggiunge un ‘altra persona- si preoccupa di fare delle proposte, nessuno si preoccupa di sollecitare la commissione prefettizia  per chiedere maggiori controlli sul territorio, maggiori passaggi delle auto delle forze dell’ordine, maggiore presenza. In sostanza, questo territorio era abbandonato, resta abbandonato e dalle prospettive che si vedono sarà  abbandonato”.

Massa di Somma: per sfuggire all’arresto tampona un’auto nel traffico per poi finire in una recinzione

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  Massa di Somma: per sfuggire all’arresto tampona un’auto nel traffico per poi finire in una recinzione. Carabinieri arrestano 28enne   A Massa di Somma i carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio hanno arrestato per furto aggravato in concorso e resistenza il 28enne già noto alle forze dell’ordine Salvatore Avagnano. L’uomo, di Scampia, è stato notato dai militari mentre percorreva le strade di Massa a bordo di una Jeep Renegade in compagnia di un’altra persona. L’auto era stata appena rubata. Inizia l’inseguimento che dura poco ma è sufficiente per creare panico nel traffico. La jeep, prima di fermarsi, urta contro una chevrolet matiz con a bordo una donna per poi impattare contro una recinzione. I due tentano di fuggire a piedi e il 28enne viene bloccato dopo una colluttazione. Perquisito, l’uomo è stato trovato in possesso di un dispositivo elettronico capace di manomettere le centraline delle auto. Per la donna a bordo della Matiz 30 giorni di prognosi. Per uno dei Carabinieri intervenuti 5 giorni di riposo. L’arrestato è in attesa di giudizio. Sono in corso indagini per identificare il complice.