“Donna con il liuto” di Vermeer: il silenzio, l’attesa, la “voce” delle cose

Vermeer fa in modo che l’osservatore entri nello spazio della stanza in cui si trova la suonatrice e percepisca quel “silenzio di attesa” che è il segno distintivo dell’arte del pittore olandese e trova coerente supporto nella tecnica e nella tavolozza di caldi toni smorzati sul fondo grigio: il grigio in tensione, usato in modo inimitabile da Vermeer. Disse Marcel Proust, e Ungaretti confermò, che Vermeer è il pittore della “luce sognata”. Il quadro (cm.52×46) è conservato al Metropolitan Museum di New York.   E’ una questione di prospettive e di sguardi. Il pittore che dipinge un interno in tutta la sua interezza, da una parete all’altra, obbliga l’osservatore a restare sulla porta, a cercarvi il posto da cui il suo occhio riuscirà a percepire in un sol colpo tutto lo spazio e tutto l’arredamento. Vermeer inquadra solo una parte della stanza e fa in modo che i quattro lati della tela “taglino” gli oggetti. Nel capolavoro il lato destro “interrompe” la sedia e la mappa appesa al muro, tagliata anche dal lato superiore, il lato sinistro fende la finestra e la tenda, il lato inferiore la sedia, il drappo verde scuro e il pavimento. L’osservatore “avverte” che lo spazio continua anche oltre i lati della tela, e perciò “si sente” dentro la stanza, “sente” di essere entrato nell’intimo di uno spazio privato, che è suddiviso in parti anche al suo interno: la sedia di sinistra “taglia” il tavolo, il tavolo “taglia” il corpo della donna e il liuto, la lama di luce che entra dalla striscia scoperta della finestra “taglia” in forme e con intensità diverse l’ombra. Gli oggetti, infine, sono disposti in modo tale che alcuni di essi – in questo quadro le due sedie che si “affrontano”-suggeriscano una percezione circolare dello spazio interno e creino la suggestione della profondità. L’occhio dello spettatore, prima di arrivare al volto della suonatrice, che dovrebbe essere il dettaglio più importante dell’opera, è sollecitato, dalla struttura del disegno, a percorrere una rete di linee spezzate che i ricami dei tessuti, le forme della mappa, lo schema delle mattonelle e le volute del legno rendono ancora più complicata. Il tempo di percezione si allunga a dismisura: l’osservatore, anche dopo aver contemplato a lungo “La donna con il liuto” sente il bisogno di “rileggerla” daccapo, entrandovi da un altro “ingresso” e scoprendo dettagli che non aveva ancora colto. Questo è il primo miracolo dell’immenso Veermer. Il secondo miracolo è quello della luce. La luce di Veermer, dopo essersi posata con la massima intensità su un elemento – che in questo quadro è la fronte della suonatrice – si scioglie morbidamente nell’ombra all’intorno, crea misurati effetti di un chiaroscuro riscaldato – è un calore lieve – da toni cromatici smorzati che si dispongono a corona intorno a un tono ora di un rosso intenso e vivo, come nella “Lezione di musica interrotta”, ora di un azzurro araldico come nella “ Signora seduta alla spinetta”, ora, come  nella “Suonatrice di chitarra”, di un giallo ossido di piombo. Ma anche i toni smorzati vibrano perché si dispongono su un fondo color grigioverde, che, nella “Donna con il liuto”, traspare, sotto le leggere velature di rosa, nel collo della suonatrice, e in misura ancora più intensa, nella mappa appesa alla parete e nel panno che copre il tavolo. Sulla fronte della suonatrice, sul collo della camicia, sulla mano destra e sul braccio sinistro l’ intensità della luce è resa con piccole lumeggiature di bianco di piombo, applicate a punta di pennello: si serviranno di questa tecnica anche gli impressionisti, soprattutto Bazille e Renoir. Vermeer elimina dal quadro ogni elemento superfluo, e nella costruzione degli oggetti e dei corpi appiattisce con pennellate opportunamente orientate le strutture sferiche e cilindriche, come, nel quadro di cui stiamo parlando, il braccio della suonatrice e i piedi della sedia appoggiata al muro. Con questa tecnica il pittore si propone di ridurre la suggestione del movimento, perché, egli ritiene – e Baudelaire gli darà ragione – che la Bellezza essendo “un sogno di pietra” aborrisce“il moto che sciupa ogni contorno lieve”. Vermeer è “il pittore del silenzio”, dicono in molti: ma A. Blankert propone un’aggiunta significativa: “Vermeer è il pittore del silenzio dell’attesa”. Immersi nello spazio complesso e nella luce che suggerisce le forme, più che rivelarle, gli oggetti “parlano”, e, ripresentandosi di quadro in quadro – le stesse sedie, la stessa brocca, lo stesso tappeto, gli stessi strumenti musicali – essi avvertono l’osservatore attento che la quiete tra poco potrà essere scossa da qualcosa di nuovo, che le sedie accoglieranno un ospite, che la finestra verrà tutta coperta o interamente scoperta, che le pieghe dei drappi verranno stese e spianate, che i personaggi si muoveranno. Vermeer è riuscito a rappresentare un silenzio carico di tensione e di attesa. Come il suo connazionale e coetaneo Spinoza, il pittore crede nell’armonia del mondo: perciò gli strumenti musicali e la musica “compagna della gioia e medicina del dolore” sono protagonisti di molti suoi quadri.

Maxi furto di farmaci oncologici al Policlinico: danni per milioni e dieci indagati

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NAPOLI – Un’organizzazione criminale specializzata nel furto di farmaci oncologici di altissimo valore è stata smantellata dai carabinieri. Nella mattinata di oggi i militari della compagnia Napoli Vomero hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di dieci persone, tra Napoli, Catania e Melito di Napoli.

Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura, prevede tre arresti in carcere, tre persone agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e quattro destinatari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli indagati sono accusati a vario titolo di furto aggravato e ricettazione di medicinali antitumorali salvavita.

L’indagine, coordinata dalla VII sezione “Sicurezza urbana” della Procura partenopea e condotta dal Nucleo operativo dei carabinieri del Vomero tra maggio 2024 e aprile 2025, è partita dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza. Successivamente gli investigatori hanno sviluppato l’attività attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a numerose perquisizioni e sequestri.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo avrebbe messo a segno diversi colpi nelle farmacie ospedaliere, strutture autorizzate alla custodia dei medicinali oncologici. Tra gli episodi accertati ci sono quattro furti avvenuti al Policlinico universitario Federico II di Napoli, tra maggio e dicembre 2024, con un danno economico per il Servizio sanitario nazionale stimato in circa 3,5 milioni di euro.

La banda, organizzata da due figure ritenute centrali, pianificava i colpi con sopralluoghi preliminari e utilizzando auto a noleggio e utenze telefoniche dedicate. In alcuni casi sarebbero state oscurate telecamere o forzati accessi alle strutture.

In tre dei furti ricostruiti dagli investigatori avrebbe avuto un ruolo anche una guardia giurata, accusata di aver fornito informazioni utili sui tempi di approvvigionamento dei farmaci.

Secondo gli investigatori i medicinali sottratti venivano poi immessi in una rete di ricettatori. Alcuni prodotti, inoltre, potrebbero essere stati conservati in modo non idoneo, senza il rispetto della cosiddetta catena del freddo, con possibili rischi per la salute.

Le persone coinvolte restano comunque presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

Sequestrata officina abusiva di 700 mq: cinque lavoratori in nero

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Un opificio abusivo di circa 700 metri quadrati è stato sequestrato dalla Polizia Metropolitana di Napoli nel comune di San Giorgio a Cremano. L’attività, situata in via Cupa Mannini, operava nel settore della fusione e della lavorazione di materiali metallici e non metallici senza le necessarie autorizzazioni ambientali e amministrative.

Il controllo rientra nell’ambito delle operazioni mirate al contrasto delle attività produttive irregolari e potenzialmente inquinanti sul territorio metropolitano. Durante l’ispezione gli agenti hanno accertato che l’impianto era utilizzato per diverse lavorazioni industriali, tra cui trasformazione, verniciatura e trattamento di componenti metallici.

Secondo quanto emerso dalle verifiche, il titolare dell’attività non era in possesso delle autorizzazioni obbligatorie per la gestione degli scarichi industriali. Nel laboratorio venivano utilizzati prodotti chimici, tra cui acidi sgrassanti e vernici, i cui residui – stando agli accertamenti – venivano convogliati direttamente nella rete fognaria pubblica senza alcun trattamento preventivo.

Ulteriori irregolarità riguardano le emissioni in atmosfera. Gli investigatori hanno rilevato l’assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa ambientale per le lavorazioni che producono fumi e vapori. Inoltre, l’attività non disponeva della documentazione necessaria per la tracciabilità dei rifiuti prodotti, elemento fondamentale per il controllo dello smaltimento dei materiali potenzialmente pericolosi.

Nel corso dell’intervento è stato accertato anche l’impiego di cinque lavoratori privi di regolare contratto. Per questo motivo il proprietario dell’opificio è stato denunciato all’autorità giudiziaria.

L’intera area è stata sottoposta a sequestro preventivo.

Le operazioni di controllo, spiegano fonti investigative, continueranno nei prossimi giorni su tutto il territorio della Città Metropolitana di Napoli. Le attività rientrano nelle linee operative stabilite dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal prefetto di Napoli Michele di Bari, anche alla luce delle indicazioni emerse dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul tema della Terra dei Fuochi.

Il laser estetico e la trappola del Low-Cost: quando il risparmio svuota il tuo centro

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Un lampo di luce. Un odore pungente. La cliente si contrae sul lettino. Hai appena incrinato la tua credibilità. E lo hai fatto credendo di fare l’affare dell’anno. In Campania, la guerra dei prezzi divora la lucidità di chi fa impresa. Cedi alla stanchezza quotidiana. Firmi un assegno per un laser d’importazione. Costa poche migliaia di euro. È un guscio di plastica lucida che nasconde circuiti approssimativi e promesse vuote.

L’Illusione del Risparmio e il Prezzo dell’Inadeguatezza

La realtà ti aspetta al varco del primo appuntamento. Il manipolo si surriscalda. La calibrazione sfugge al tuo controllo. Sotto la lente, il bulbo pilifero non esplode; si schiarisce, beffardo, o si indebolisce a malapena. Cosa accade quando cedi al compromesso tecnologico?
  • L’emorragia di fiducia:La donna prenota cinque sedute. Vede il pelo resistere. Silenziosamente, cancella il sesto appuntamento e non torna più.
  • Il rischio cutaneo:Una pelle ustionata o segnata da macchie iperpigmentarie cancella anni di lavoro e ti espone a conseguenze legali.
  • L’agonia del macchinario:Quell’apparecchio economico invecchia in pochi mesi. Si trasforma in un pezzo di ferro inerte. Un debito fermo in un angolo della cabina.

Oltre il Pulsante: Ritrovare la Propria Autorevolezza

Il tuo centro estetico non ha bisogno di sconti. Ha bisogno di te.   Il laser non è una tassa inevitabile per restare a galla. È il punto di rottura tra chi esegue un compito e chi cura una persona. Se quel raggio è preciso, se la pelle resta intatta, la cliente abbassa le difese. Ti consegna la sua pelle e la sua fiducia. Smetti di essere l’operatrice anonima che preme un interruttore. Ritorni a essere la professionista che osserva la disidratazione profonda, che tocca i cedimenti del tessuto e che, con onestà spietata, offre l’unica soluzione possibile.  

L’Ingegneria della Bellezza: La Visione di Fabio Petrone

Tutto questo esige uno strumento che non tremi. Tecnologie italiane, stabili. Ma il metallo non ha empatia. Fabio Petrone osserva i danni di questo mercato da oltre 25 anni. Ha iniziato dal basso, come tecnico che costruiva e installava queste tecnologie di estetica avanzata. Conosce le false promesse che bloccano la crescita di chi lavora in questo settore.   La sua risposta non è un catalogo di macchine da sfogliare. È un affiancamento reale che mostra da subito cosa cambiare. Fabio entra, osserva, ascolta, e ti restituisce chiarezza.  

La Scienza in Cabina

La macchina più potente è inutile se non sai decifrare chi hai davanti. Per questo interviene la Dott.ssa Valeria Castagliuolo, beauty specialist. Insieme, costruiscono un protocollo personalizzato per il tuo centro che potrai applicare da subito.   L’obiettivo è trasformare la confusione in direzione:  
  • Diagnosi spietata:Capire l’esatto punto in cui il centro perde soldi.
  • Valorizzazione del lavoro:Alzare i prezzi senza doverti svendere.
  • Organizzazione ferrea:Strutturare protocolli distintivi per gestire i clienti e listini.
Il compromesso ti relega a lottare per le briciole, esaurendoti. L’eccellenza, unita a un metodo crudo e reale, ti restituisce il comando del tuo lavoro.      

Caporalato e sfruttamento lavorativo, a Marigliano la presentazione di “Vite a basso costo”

Mercoledì 18 marzo 2026, alle ore 18, nell’aula consiliare del Comune di Marigliano, sarà presentato “Vite a basso costo”, il rapporto del CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza dedicato al tema dello sfruttamento lavorativo e del caporalato. L’iniziativa è promossa dalla Rete Vesuviana Solidale e dal CNCA, con il patrocinio del Comune di Marigliano e di CSV Napoli ETS. L’appuntamento si inserisce nel solco della XXII Settimana d’azione contro il razzismo promossa dall’UNAR e intende offrire uno spazio di analisi e confronto a partire da un documento che aggiorna il percorso di studio, osservazione e intervento avviato dal CNCA nel settembre 2020. In questi anni, le organizzazioni aderenti alla federazione hanno maturato un importante lavoro di approfondimento sui diversi contesti territoriali, attraverso progetti e servizi rivolti alle persone vittime di sfruttamento. Il report restituisce un quadro articolato e preoccupante, che attraversa alcuni dei comparti produttivi oggi più esposti: dall’agricoltura alla logistica, dal lavoro dei rider al manifatturiero e al tessile. Emergono condizioni di forte vulnerabilità, diritti compressi o negati, precarietà estrema e nuove forme di intermediazione illegale del lavoro, che colpiscono soprattutto le persone più fragili. Un focus particolare sarà dedicato al territorio vesuviano, grazie al lavoro di inchiesta e monitoraggio svolto dalla Rete Vesuviana Solidale, impegnata attraverso l’associazione Restiamo Umani ODV nella progettualità Su.Pr.Eme2 – Lotto 4 Area Vesuviana della Regione Campania, con ente capofila la Cooperativa Dedalus. Attraverso questa esperienza sono state raccolte storie, testimonianze e dati sullo sfruttamento lavorativo nel cosiddetto “vesuviano interno”, insieme alle pratiche di prossimità e agli strumenti messi in campo quotidianamente per contrastarlo. Da questo lavoro è nata anche una sperimentazione significativa sul piano istituzionale: la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il Comune di Marigliano, che consente l’iscrizione anagrafica delle persone prese in carico dallo sportello di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo. Una buona pratica concreta, che sarà presentata nel corso dell’incontro come esperienza territoriale replicabile anche in altri contesti regionali e nazionali. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Gaetano Bocchino, sindaco di Marigliano, e di Umberto Cristadoro, presidente di CSV Napoli. L’introduzione alla giornata e al documento sarà affidata a Fedele Salvatore, presidente CNCA Campania. La presentazione del documento sarà curata da Alessio Malinconico, della Rete Vesuviana Solidale / CNCA Campania, e da Fabio Saliceti, del CNCA Tavolo Nazionale Sfruttamento e Caporalato. Seguirà un intervento sulle buone prassi attivate dal Comune di Marigliano per contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo e del caporalato, a cura di Luigi Amato, assessore alle Politiche sociali del Comune di Marigliano. Spazio poi a un intervento sulle buone prassi di welfare territoriale nel contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato, a cura di Mimma D’Amico del CSA Ex Canapificio di Caserta / Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose. Previsto anche un approfondimento sul programma regionale di contrasto al caporalato Su.Pr.Eme2 della Regione Campania, con l’intervento di Federica Dolente del Consorzio Nova. Le conclusioni saranno affidate a Andrea Morniroli, assessore alle Politiche sociali della Regione Campania. Tutte le realtà sociali, istituzionali, politiche e sindacali sono invitate a partecipare.   Il report nazionale “Vite a basso costo” è consultabile online al seguente link: https://www.cnca.it/online-vite-a-basso-costo-il-documento-del-cnca-sullo-sfruttamento-lavorativo/

La tradizione dei Salvo al Vesevus: Umberto Salvo firma i weekend della pizza a San Giuseppe Vesuviano

La grande tradizione della pizza napoletana è protagonista a San Giuseppe Vesuviano. Umberto Salvo porta ogni weekend la sua arte al Vesevus Bistrot di via Armando Diaz 193, dove firma personalmente le pizze del venerdì, sabato e domenica.

Un nome che racconta una storia importante. Umberto appartiene alla storica famiglia Salvo, legata alla celebre Pizzeria Gorizia di Napoli: sua nonna è Anna Grasso, sorella di Salvatore Grasso, mentre suo padre è Salvatore Salvo, capostipite di una tradizione che ha segnato l’evoluzione della pizza partenopea.

Da oltre 25 anni componente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, Umberto Salvo affianca all’attività in pizzeria un impegno costante nella formazione. Ha insegnato il mestiere anche all’Istituto Penale Minorile di Nisida, offrendo attraverso la pizza un’opportunità concreta di crescita e riscatto.

Nel corso della sua carriera è stato insignito del titolo di “Senatore della Pizza” e ha partecipato a diversi Guinness dei primati dedicati all’arte pizzaiola, contribuendo a promuovere la tradizione napoletana nel mondo.

Al Vesevus propone una pizzeria autenticamente tradizionale, fondata sulla capacità di individuare e lavorare il cosiddetto “punto di pasta”. Utilizza una propria miscelazione di farine, lievitazioni tra le 12 e le 20 ore, materie prime di alto livello e un’attenzione scrupolosa ad aroma, equilibrio dei sapori e fragranza finale.

«Porto al Vesevus la pizza che racconta la mia famiglia e la mia storia. Per me tradizione significa rispetto dell’impasto, delle materie prime e del cliente. La soddisfazione più grande? Vedere le persone tornare», afferma Umberto Salvo.

I primi riscontri sono già molto positivi e il passaparola cresce di settimana in settimana. Del resto, come ripeteva suo padre: “Se ti piace la mia pizza non dirlo a me, dillo agli altri”. Una filosofia semplice che oggi si traduce nell’entusiasmo di chi sceglie il Vesevus per vivere un’esperienza di gusto legata alla vera scuola napoletana.

Stanziati 9 milioni per il sito Agrimonda a Mariglianella

Dopo decenni di attese sono stati stanziati dalla Giunta Fico 9 milioni di euro per la bonifica del sito Agrimonda di Mariglianella.

La notizia della possibile bonifica del sito Agrimonda arriva dopo più di trent’anni di attese. I fondi (9 milioni) sono stati stanziati dalla Giunta regionale guidata dal presidente Roberto Fico nel bilancio 2026-2028 e sono destinati il risanamento dell’intera area.

Il sito Agrimonda a Mariglianella è un ex deposito di fitofarmaci, devastato dall’incendio del 1995 che comporta tutt’oggi una grande fonte di inquinamento nella zona circostante e di contaminazione del suolo e delle falde.

È stato il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle, Gennaro Saiello, a dare la felice notizia: “Dopo oltre trent’anni possiamo mettere la parola fine al disastro ambientale dell’Agrimonda. Le risorse stanziate dalla Giunta Fico consentiranno di intervenire in modo definitivo su un sito che rappresenta una delle emergenze ambientali più gravi del territorio”.

Saiello ha inoltre ricordato i suoi numerosi interventi in Consiglio regionale che hanno reso possibile la rimozione della maggior parte dei rifiuti combusti rimasti sul posto a seguito del disastro ambientale del ‘95.

Nonostante ciò ha precisato che la parte più importante e complessa, la bonifica del sottosuolo, non è stata possibile ed è rimasta bloccata per anni. Nel suo discorso ha sottolineato che “con questo finanziamento possiamo finalmente avviare la fase decisiva del risanamento”.

Il consigliere regionale ha spiegato che questo è un risultato atteso da tempo dai cittadini di Mariglianella, Marigliano e dell’intera zona nolana che per anni hanno chiesto un intervento e una soluzione definitiva a questa situazione insostenibile, data la pericolosità per l’ambiente e per la salute pubblica che il sito rappresenta da tempo.

Somma Vesuviana, Maria Pangiroli : “Continuerò la mia battaglia per la giustizia sociale”

Riceviamo e pubblichiamo

Ringrazio con il cuore tutta la mia comunità, le forze politiche, i cittadini e tutti coloro che in questi giorni hanno dimostrato vicinanza e affetto alla mia famiglia per il grave lutto che ci ha colpiti. La perdita di mio figlio segna per sempre la nostra vita. È un dolore immenso, che porterò dentro ogni giorno della mia esistenza. Da oltre dieci anni combatto per la giustizia sociale, per chi non ha voce, per chi si è sentito solo davanti alla burocrazia, all’indifferenza e alle false promesse. In questo lungo percorso ho incontrato persone in difficoltà, famiglie dimenticate, cittadini che chiedevano soltanto rispetto, diritti e dignità. Molti sanno che per questa battaglia ho sacrificato tempo alla mia famiglia. L’ho fatto perché credevo — e continuo a credere — che nessuno debba essere lasciato indietro. E proprio la mia famiglia è sempre stata la mia forza, il mio sostegno, la mia motivazione. Oggi il dolore che vivo è immenso e chiedo che resti, per quanto possibile, nella sfera più privata. Ma allo stesso tempo sento ancora più forte il dovere morale e civile di continuare il mio impegno pubblico. Da questo dolore nasce anche una nuova responsabilità: l’associazione che porterà il nome di Giuliano Cefalo, che camminerà accanto al mio impegno politico e sociale, nel segno dei valori che hanno guidato la nostra vita. Se ieri ho combattuto contro la burocrazia, contro le false professionalità e contro chi ha preferito il silenzio o la complicità, oggi quella battaglia sarà ancora più determinata. Non ci saranno più scuse. Non ci saranno più rinvii. Chi ha responsabilità dovrà dare risposte chiare, immediate e trasparenti. Il tempo del pressapoco è finito. Continuerò ad esserci. Sarò presente, sarò voce e sarò azione. Oggi più che mai. Maria Pangiroli Segretario PSI – Somma Vesuviana

Boscofangone, rimossi i rifiuti lungo la SP87 dopo la diffida del Comune

Riceviamo e pubblichiamo

Sono stati rimossi i rifiuti abbandonati nell’area di Boscofangone, lungo l’Alveo Gaudo e la bretella della SP87. Un intervento che ha permesso di restituire decoro a una zona più volte segnalata per la presenza di sversamenti abusivi.

La pulizia dell’area effettuata dalla SMA, per conto della Regione Campania, è stata avviata dopo la diffida formale del Comune di Nola, che ha imposto agli enti competenti di intervenire per la rimozione dei rifiuti e la messa in sicurezza del sito. L’iniziativa è stata portata avanti in sinergia con la dirigente dell’area tecnica del Comune di Nola, Annunziata Lanzillotta.

Il tratto stradale  negli ultimi tempi era diventato un punto critico per l’abbandono di rifiuti di ogni genere, con evidenti conseguenze di degrado ambientale e di disagio.

Nel frattempo la strada è stata completamente chiusa al traffico, proprio per evitare nuovi sversamenti e impedire che l’area possa essere nuovamente utilizzata come discarica abusiva.

La chiusura della strada non ha carattere definitivo, ma rappresenta una misura temporanea, adottata per evitare nuovi sversamenti di rifiuti. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Ruggiero sta infatti lavorando, di concerto con Città Metropolitana di Napoli e Regione Campania, al ripristino della strada e alla conseguente riapertura della circolazione, trattandosi di una bretella di collegamento di fondamentale importanza per il territorio.

“Era una situazione che non potevamo più tollerare. Grazie alla nostra netta presa di posizione – dichiara l’assessore all’Ambiente Vincenzo Scolavino –  abbiamo ottenuto la rimozione dei rifiuti e la pulizia dell’area. Parliamo di uno scempio ambientale che offende il territorio e crea disagi ai cittadini”.

“L’operazione di pulizia è un primo importante passo, ma – aggiunge Scolavino –  è necessario intervenire anche sulle cause che determinano l’allagamento della strada, per fare in modo che torni ad assolvere la propria funzione e soprattutto per strapparla definitivamente al degrado”.

Il punto sulla corsa Champions

A 10 giornate dal termine del campionato e dopo la vittoria sul Torino dell’ultimo weekend, il Napoli si ritrova terzo in classifica con un cuscinetto di 5 punti su quarta e quinta posizione, occupate rispettivamente da Como e Roma. Nonostante il Milan abbia vinto il derby ieri sera, risulta comunque piuttosto irrealistico pensare ad un rientro nella lotta per lo scudetto: l’Inter mantiene un vantaggio considerevole e, a differenza dell’anno scorso, anche in caso di (improbabile) crollo dei nerazzurri, c’è la presenza di un avversario in più, uomini di Allegri a rendere più complessa la situazione. Tuttavia, il “sogno” rimonta potrebbe servire come stimolo per allungare sulle inseguitrici e mettere entrambe le mani sulla fondamentale qualificazione in Champions. In tal senso, gli impegni fino alla sosta di fine mese potrebbero rivelarsi molto importanti. Il Napoli affronterà Lecce e Cagliari (alla portata per quanto non scontate), la Juventus invece Udinese e Sassuolo; nel prossimo fine settimana ci sarà inoltre lo scontro diretto tra Como e Roma, che potrebbe consentire ai partenopei di mettere ulteriore distanza tra sé e il quinto posto, accumulando un distacco difficile poi da colmare. Questo vale in particolare per la squadra di Gasperini che, oltre ad aver perso molte partite nell’arco del campionato, sembra aver perso smalto e fiducia dopo la rimonta subita all’ultimo dalla Juventus la scorsa giornata.