PoliMedical Center Santillo taglia il traguardo dei 30 anni tra innovazione e cura

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Nel panorama della medicina specialistica, l’esperienza e l’approccio multidisciplinare rappresentano i pilastri fondamentali per garantire risultati sicuri ed efficaci. È su questi valori che si fonda il PoliMedical Santillo, una struttura che da circa trent’anni è un punto di riferimento per chi cerca professionalità e competenze all’avanguardia. ​L’esperienza del Dott. Vincenzo Santillo ​A guidare il centro è il Luminare Prof. Vincenzo Santillo, medico chirurgo specialista in:
  • ​Chirurgia Maxillo-Facciale
  • ​Medicina Estetica
  • ​Chirurgia Plastica e Ricostruttiva
  ​Il Dott. Santillo ha dedicato la sua carriera alla formazione continua, collaborando con diverse strutture di rilievo nazionale e internazionale. Questa apertura verso le innovazioni globali gli ha permesso di importare nel proprio studio le tecniche più avanzate e le informazioni più aggiornate del settore. ​Oltre il “Tuttologo”: La Forza della Specializzazione ​Il cuore del PoliMedical Santillo risiede nella sua filosofia operativa: “Non esiste il tuttologo”. Il centro crede fermamente nella specificità settoriale. La struttura è infatti composta da un team di numerosi professionisti, ognuno con una competenza d’eccellenza nel proprio ambito. ​Questo approccio garantisce che ogni paziente riceva un trattamento personalizzato, basato su una profonda conoscenza tecnica e su un aggiornamento costante di tutto lo staff.   ​Un Invito alla Prevenzione e al Confronto ​Il PoliMedical Santillo si propone come uno spazio aperto al dialogo. L’obiettivo non è solo fornire trattamenti, ma costruire un percorso di fiducia con il paziente. ​“Venite presso il centro, fateci le vostre domande e certamente insieme troveremo la soluzione migliore per voi.” – Dott. Vincenzo Santillo.

Sant’Anastasia, Gratteri agli studenti delle superiori: “Non voglio parlarvi del referendum ma di cultura e legalità”

ll procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri incontra gli studenti delle superiori a Sant’Anastasia , risponde alle loro domande ma volutamente evita il tema della riforma della giustizia: “Non voglio – dice dal palco – che l’attenzione si sposti ancora sul referendum, l’appuntamento con voi è stato organizzato dall’Anpi per parlare della cultura della legalità” Spazio dunque alle domande dei ragazzi, cominciando dal tema delle serie tv incentrate sulla camorra. “Chi si definisce uomo di cultura si deve porre il problema di qual è il messaggio che arriva dalle fiction sulle mafie soprattutto ai ragazzi. All’interno di qualsiasi opera ci deve essere una speranza. Qualcuno che ci dica che c’è la presenza dello Stato”. “Alcuni anni fa abbiamo scritto un libro sui film incentrati sulle mafie – ha raccontato Gratteri – abbiamo analizzato il film “Il padrino”, un capolavoro per sceneggiatura, musiche, costumi. Ma quella ‘Cosa nostra’ mostrata non è mai esistita. Le mafie esistono in modo parassitario, vessando la povera gente. Nei film sembrano cose nobili ma che non esistono. Nelle fiction, dove in un’ora di visione c’è solo violenza e non si vede la presenza positiva delle forze dell’ordine, quale messaggio passa? E quando lo abbiamo fatto notare, ci hanno accusato di voler tarpare le ali alla libertà di raccontare certe cose”. Il procuratore, inoltre, ha sottolineato che le mafie sono “avanzate tecnologicamente”, sottolineando che le forze di polizia sono penalizzate oggi dalla mancanza di fondi. Gratteri, infine, ha fatto appello ai ragazzi presenti “interessati ed appassionati di informatica” a pensare anche ad un futuro nelle forze dell’ordine: “Abbiamo tanto bisogno di informatici – ha detto – ma abbiamo il problema delle paghe basse. Bisognerebbe adeguare gli stipendi in base alle professionalità per non far scappare i nostri esperti”. E a chi gli chiedeva se si possono “sconfiggere le mafie”, ha risposto che “non si può sconfiggere la mentalità e l’atteggiamento mafioso, ma la mafia tradizionale sì, si può sconfiggere. Con assunzioni straordinarie – ha concluso – adeguando gli stipendi e creando nuove strutture”

Somma Vesuviana, lettera in redazione: la repubblica dei candidati sindaco

Riceviamo e pubblichiamo dall’avvocato Vincenzo Nocerino In questi giorni si parla molto dei candidati a Sindaco a Somma Vesuviana. Ho provato a scrivere una riflessione semplice su come funziona davvero  la politica  nei paesi come il nostro. Non è una critica a qualcuno , ma un tentativo  di capire  la nostra comunità C’è un paradosso curioso che attraversa la politica dei paesi vesuviani: i cittadini spesso faticano a fidarsi della politica, ma allo stesso tempo non sono mai stati così numerosi come quelli che vogliono farla , e possibilmente da sindaco. È la fotografia di queste settimane a Somma Vesuviana, dove le prossime elezioni amministrative stanno generando un clima che qualcuno definisce vivace, altri confuso, altri ancora semplicemente inevitabile. La sensazione diffusa è una sola: tutti contro tutti e tutti pronti a correre per la fascia tricolore. Dopo la fine anticipata dell’amministrazione guidata da Salvatore Di Sarno, il quadro politico locale si è improvvisamente aperto. Quando un’amministrazione cade prima della scadenza naturale, accade quasi sempre la stessa cosa: vecchie alleanze si sgretolano, amicizie politiche si raffreddano, nuovi gruppi nascono nel giro di pochi giorni. E soprattutto emerge un fenomeno tipico dei comuni dell’area vesuviana: la moltiplicazione delle candidature. I partiti nazionali provano a mettere ordine, ma sul territorio contano molto di più le dinamiche locali. Così accanto alle sigle tradizionali nascono liste civiche, gruppi spontanei, movimenti cittadini. Ognuno con la propria idea di città, certo, ma anche con il proprio leader di riferimento. Ed ecco che il mosaico si complica. Ogni gruppo politico ha il suo candidato naturale. Ogni quartiere ha il suo punto di riferimento. Ogni tavolo di trattativa si conclude quasi sempre con la stessa frase: «Se non c’è accordo, mi candido io». Nasce così quella che qualcuno, con ironia ma non troppo, ha già definito la “repubblica dei candidati sindaco”. Sarebbe facile ridurre tutto a una semplice gara di ambizioni personali. Ma la realtà è più complessa. Nei paesi vesuviani la politica non è soltanto appartenenza ideologica: è soprattutto relazione umana, presenza sul territorio, fiducia costruita nel tempo. Si vota chi si conosce. Si vota chi si incontra al mercato o davanti al bar. Si vota chi si è visto intervenire per risolvere un problema personale o del quartiere. Per questo il sindaco non è percepito come una figura distante, ma come il volto concreto della comunità. Ed è proprio questa vicinanza che rende la carica di Sindaco così ambita. Il rischio, però, è evidente. Quando le candidature diventano troppe e le coalizioni nascono più per vincere che per governare, la politica perde profondità e diventa una competizione permanente tra leadership locali. In quel momento il dibattito smette di concentrarsi sui problemi della città, quali  – lavoro, servizi, urbanistica, ambiente, tasse – e si trasforma in un gioco di equilibri, alleanze e rivalità personali. Eppure Somma Vesuviana meriterebbe molto di più di una semplice corsa al potere. Meriterebbe una discussione vera sul suo futuro. La politica dei piccoli centri ha un pregio e un difetto: il Sindaco non può nascondersi. Qui non esistono leader lontani o decisioni anonime. Chi amministra una città incontra ogni giorno i cittadini per strada, al bar, in chiesa, al mercato. Per questo la fascia tricolore pesa più di quanto sembri. Non è soltanto un simbolo istituzionale: è una promessa di responsabilità e di impegno. E allora, mentre cresce il numero di chi sogna di diventare sindaco, vale la pena ricordare una verità semplice ma severa: una città non ha bisogno di molti candidati. Ha bisogno di persone capaci di amare davvero la propria comunità. Perché il potere può essere desiderato da molti; la politica come servizio, invece, è scelta  da pochi.  

Somma Vesuviana, la corsa a sindaco tra ambizioni personali e alleanze da costruire

A poco meno di due mesi dalle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, il quadro politico di Somma Vesuviana appare ancora incerto e frammentato. I tavoli di confronto tra gruppi politici e civici si susseguono da settimane, ma senza approdare a una sintesi condivisa. Più che un vero “campo largo”, sembra emergere una corsa diffusa alla candidatura a sindaco, con diversi protagonisti pronti a scendere in campo.
Il nodo principale resta proprio la scelta del candidato unitario. In molte riunioni, iniziate con l’obiettivo dichiarato di costruire un progetto di rinnovamento, le trattative si arenano di fronte alle ambizioni personali e ai veti incrociati. Alcuni nomi vengono respinti con decisione perché ritenuti, direttamente o indirettamente, legati alla stagione politica che ha portato al dissesto finanziario del Comune. Per questo motivo, la parola d’ordine che continua a circolare nei vari schieramenti è una sola: cambiamento.
Molti osservatori locali ritengono che le indicazioni decisive potrebbero arrivare dai nuovi equilibri politici regionali, in particolare dai neo consiglieri regionali più votati e influenti, chiamati di fatto a orientare le scelte delle coalizioni e a facilitare eventuali sintesi.
Nel frattempo, alcuni protagonisti si stanno già muovendo con decisione. Peppe Nocerino procede spedito con la sua campagna elettorale, consolidando contatti e presenze sul territorio. Antonio Granato, invece, resta in attesa di ulteriori certezze all’interno della coalizione di centrodestra, dove il confronto sul candidato resta aperto.
I primi segnali di movimento arrivano anche dall’area che guarda a una possibile candidatura di Peppe Sommese, che ha iniziato a muovere i primi passi, pur in un quadro ancora incerto: non si esclude infatti che possano arrivare indicazioni politiche per una soluzione diversa. Tra gli spifferi della politica locale circola, in maniera non insistente ma con una certa costanza,  il nome dell’ex consigliere regionale Carmine Mocerino.
Tra i possibili candidati figura anche Celestino Allocca, pronto a scendere in campo ma ancora alla ricerca di un sostegno politico più solido. Nelle ultime settimane quest’ultimo  ha scelto di affidarsi soprattutto ai social per raccogliere consenso e disponibilità attorno al proprio progetto.
Tra i nomi circolati nelle riunioni del cosiddetto “campo largo” compare anche quello del giovane Antonio Coppola. Una candidatura che, almeno inizialmente, avrebbe trovato l’interesse di una parte dell’area progressista, alla ricerca di un volto nuovo capace di rappresentare un ricambio generazionale. Con il passare delle settimane, tuttavia, attorno al suo nome sarebbero emerse non poche perplessità. A pesare, secondo diversi osservatori politici locali, sarebbe innanzitutto la sua giovane età e una esperienza amministrativa ritenuta ancora limitata, fattori che in una fase delicata come quella attuale – con un Comune alle prese con il dissesto finanziario – vengono considerati da molti elementi di forte rischio. Ma non è solo una questione anagrafica. Nei confronti della possibile candidatura di Coppola peserebbe anche il timore che attorno alla sua figura possano ritrovarsi esponenti politici di lungo corso, alcuni dei quali indicati come protagonisti della stagione amministrativa che ha preceduto il dissesto. Un elemento che, secondo alcuni interlocutori dei tavoli politici, finirebbe per indebolire proprio quell’idea di discontinuità che molti dichiarano di voler rappresentare.
Intanto prende sempre più forza il nome di Adele Aliperta, che per molti rappresenterebbe una candidatura di discontinuità rispetto al passato. Secondo indiscrezioni,  Aliperta potrebbe già contare su quattro liste pronte a sostenerla, elemento che la renderebbe una delle figure più competitive in questa fase preliminare.
A oggi, però, il quadro resta tutt’altro che definito. Riunioni, incontri e trattative continuano senza sosta, ma una sintesi politica ancora non si intravede. Con la data del voto ormai vicina, Somma Vesuviana si trova di fronte a una fase di grande incertezza, in cui alle dichiarazioni di cambiamento dovranno presto seguire scelte chiare e candidature ufficiali.
Per ora, più che una corsa con schieramenti definiti, quella verso le urne sembra ancora una partita tutta da costruire.
Non si può fare a meno di notare, però, che sembrano essere state accantonate alcune delle regole tradizionali del confronto politico. “Un tempo- ci spiegano politici di anni fa-  si partiva dai problemi della città: si discuteva delle priorità, si cercavano le risorse e i finanziamenti per affrontarle, e solo dopo si individuava la persona capace di fare sintesi tra le diverse componenti, organizzando uno schieramento il più possibile largo e competitivo.
Oggi, invece, si assiste sempre più spesso a una corsa alla candidatura solitaria. Diverse persone si propongono come aspiranti sindaco prima ancora che esista un progetto politico condiviso o uno schieramento definito. Come se la candidatura personale, da sola, potesse rappresentare la risposta ai problemi della città”.
Più che l’avvio di un percorso politico strutturato, questa agitazione solitaria dà l’impressione di una forzatura e rischia di rendere ancora più difficile la costruzione di un progetto credibile di governo per Somma Vesuviana.

Carburante alle stelle, nel Nolano il diesel sfonda 2 euro: la mappa dei distributori più (e meno)

Dall’inizio del 2026 il prezzo del carburante (in particolare del gasolio) è aumentato di quasi 0,40€, arrivando a costare in autostrada anche 2,60/L

Ciò che non aiuta è lo sciacallaggio dei proprietari delle stazioni di servizio che, pur di guadagnare, sparano cifre esorbitanti in un momento dove anche il bene primario sembra quasi inaccessibile.

Con dati alla mano, possiamo notare come anche nei paesi e nelle piccole città i prezzi non siano contenuti. Per esempio, nella zona di Somma Vesuviana possiamo trovare, per il gasolio, un prezzo che varia da un minimo di  1,989/L ad un massimo di 2,099/L.

Situazione simile la troviamo a Marigliano e Mariglianella, dove il prezzo minimo è di 1,899/L e il massimo è di 2,079/L, con un prezzo medio che si aggira sui 1,989/L. Prezzi sicuramente esagerati dato che a meno di un mese fa il prezzo medio era di 1,799/L.

Ma andiamo avanti guardando alla zona nolana. Qui i prezzi sono per lo più su i 2€ al litro, solo qualche distributore ha un prezzo “decente” (guardando gli standard attuali) che è di 1,959/L.

Sorte diversa l’ha avuta la benzina con un rincaro di “soli” 0,10€/0,20€, arrivando ad un massimo di 1,9/L. Un prezzo onesto lo troviamo nelle zone di Somma Vesuviana dove 1L di benzina costa 1,739€. Già se ci spostiamo verso Nola noteremo un prezzo nettamente superiore, che sfiora i 1,939/L.

Guardando al tipo di carburante più economico, il GPL, che ha da sempre avuto costi nettamente inferiori, anche lui ha subito un rincaro. Infatti, se prima si trovava un prezzo di 0,55/L, ora lo possiamo trovare anche a 0,839/L. Un aumento notevole, considerando l’economicità che ha sempre contraddistinto questo tipo di carburante.

Ciò che risalta sicuramente all’occhio è la velocità con cui questi prezzi siano schizzati alle stelle, giustificati in parte dalla condizione attuale europea e internazionale e sicuramente aiutati dalla necessità dei proprietari delle pompe di benzina di lucrare su questa situazione.

Una soluzione che i cittadini sperano venga messa in atto potrebbe essere quella di far scendere in campo la Guardia di Finanza, con il compito di controllare i registri di carico e scarico e la congruenza tra le fatture d’acquisto e i prezzi finali esposti al pubblico.

Somma Vesuviana, dal malcontento alla partecipazione: con Spazio Agòn i cittadini rimettono al centro le idee

A Somma Vesuviana è successo qualcosa che da tempo non si vedeva: i cittadini hanno preso il microfono e iniziato a parlare davvero. Non sfoghi da social o pettegolezzi, ma discussioni, critiche e soprattutto proposte. È questo lo spirito con cui è nato Spazio Agòn, il nuovo spazio di confronto civico che ha esordito con un primo evento che ha registrato una partecipazione rilevantissima. Tantissimi giovani hanno letteralmente chiesto il microfono e iniziato a dire la propria. Segno evidente che sotto la superficie della città esiste un malcontento diffuso, ma anche una grande voglia di trasformarlo in partecipazione. Spazio Agòn nasce proprio da qui: dall’idea che la politica non possa ridursi a un gioco di accordi o di equilibri interni, mentre fuori cresce la sensazione di una città che fatica a trovare direzione, cura e prospettiva. Durante l’incontro sono stati presentati 16 temi che toccano alcune delle questioni più sentite dalla comunità locale: dalla fuga dei giovani e delle competenze alla sicurezza urbana, dalla manutenzione degli spazi pubblici alla crisi del commercio, dalla mobilità sostenibile alla valorizzazione del patrimonio naturale e turistico del territorio. Tra gli argomenti proposti anche la necessità di spazi di lavoro e incontro per i giovani, l’attrazione di nuove opportunità economiche, il miglioramento dei servizi digitali per i cittadini, la gestione degli eventi culturali, il tema del randagismo e l’uso delle risorse pubbliche, inclusi i fondi del PNRR. I partecipanti sono stati invitati a individuare tre priorità tra i temi proposti, dando vita a un confronto animato da uno speaker che ha guidato la discussione. Sono state raccolte anche proposte e possibili soluzioni, depositate in apposite scatole insieme ai suggerimenti per i prossimi appuntamenti e per i futuri temi di confronto. Insomma, un’agenda costruita insieme ai cittadini. Il percorso proseguirà con nuovi incontri e momenti di confronto, anche attraverso videointerviste, interazioni sui social e strumenti di partecipazione digitale, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più cittadini e valorizzare le energie migliori del territorio. Spazio Agòn si propone così come un laboratorio civico aperto, dove idee diverse possano incontrarsi, confrontarsi e trasformarsi in proposte per una Somma Vesuviana più viva, più partecipata e più consapevole delle proprie potenzialità.

Dici Lecce, pensi Matador: il giorno in cui è definitivamente sbocciato l’amore tra Napoli e Cavani

Nella 29esima giornata di campionato il Napoli ospita il Lecce, in una sfida che potrebbe significare molto nella corsa Champions, considerando lo scontro diretto tra Como e Roma. Quando si pensa a Napoli-Lecce, la mente non può che andare allo scontro tra le due compagini del 19 dicembre 2010. Anche in quell’occasione gli azzurri stavano lottando per posizioni importanti, e il freddo pomeriggio del San Paolo sembra però essere stregato: nonostante il netto dominio territoriale, la squadra di Mazzarri non riesce a trovare la via del vantaggio, tra parate di Rosati e attaccanti poco ispirati (colossale l’occasione fallita dalla meteora Dumitru). Arriva la famosa zona Mazzarri e il resto è storia. Sembra essere il momento della fine quando Corvia supera De Sanctis con un destro preciso: lo stadio è in silenzio, come un paziente in punto di morte. Arriva però Grava, simbolo della cazzimma che contraddistingue quel gruppo, salva sulla linea e il pubblico si rianima. Sul ribaltamento di fronte, il Napoli ha l’ultima occasione a disposizione; la palla arriva al Matador che salta un paio di avversari e scarica una botta tremenda: è gol, con un colpo di scena da oscar. Il boato dello stadio è clamoroso e da quel momento l’amore tra Napoli e Cavani non sarebbe più finito.

Pomigliano, blitz dei carabinieri del Noe: sequestrata azienda di rottami

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Blitz dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Napoli ieri mattina a Pomigliano d’Arco, dove è scattato il sequestro penale di un’azienda operante nel settore del recupero e della lavorazione di rottami ferrosi. Il provvedimento è stato eseguito al termine di una serie di controlli e di un’attività investigativa avviata per accertare il rispetto della normativa ambientale.

Secondo quanto emerso dalle verifiche condotte dai militari specializzati nella tutela dell’ambiente, l’attività sarebbe stata interessata da gravi violazioni in materia ambientale. Per questo motivo l’area e le strutture dell’impianto sono state sottoposte a sequestro, nell’ambito di un’indagine che mira a fare piena luce sulle modalità di gestione dei rifiuti e sulle condizioni operative dell’azienda.

L’impianto si trova all’interno di un’area caratterizzata dalla presenza di abitazioni, una circostanza che negli anni ha generato numerose preoccupazioni tra i residenti della zona. Più volte, infatti, cittadini e comitati locali avevano segnalato alle autorità possibili criticità legate all’attività industriale, chiedendo verifiche approfondite e controlli sul rispetto delle norme ambientali.

Le segnalazioni arrivate nel tempo da parte dei residenti avevano portato all’attenzione delle istituzioni la necessità di monitorare con attenzione la situazione. Proprio in questo contesto si inserisce l’operazione condotta dal NOE dei Carabinieri, reparto specializzato impegnato nel contrasto ai reati ambientali e nella tutela del territorio.

L’indagine è tuttora in corso e servirà a chiarire eventuali responsabilità e a verificare se le irregolarità riscontrate abbiano provocato conseguenze sull’ambiente o sulla salute pubblica.

Il sequestro rappresenta un passaggio importante nell’attività di controllo sul territorio, soprattutto in un’area densamente abitata dove la presenza di impianti industriali richiede il rispetto rigoroso delle norme ambientali e delle autorizzazioni previste dalla legge.

Botola nascosta e cunicolo sotterraneo: scoperto il covo di un latitante del clan Gionta

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Un rifugio sotterraneo ricavato sotto un rudere abbandonato e raggiungibile solo attraverso una botola nascosta dentro un’abitazione. È qui che i carabinieri hanno trovato e arrestato un 37enne ritenuto affiliato al clan camorristico Gionta.

L’operazione è stata eseguita dai militari del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, al termine di una attività investigativa mirata alla cattura del latitante.

L’uomo era ricercato dal 18 luglio 2025, quando si era reso irreperibile per sottrarsi all’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento era stato emesso dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nell’ambito di una indagine più ampia che aveva portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di 19 persone ritenute legate al clan Gionta.

Il gruppo criminale, secondo gli investigatori, opererebbe principalmente nel territorio di Torre Annunziata e nei comuni limitrofi.

Al 37enne vengono contestati reati gravi: associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni e violazioni della normativa sulle armi.

Le ricerche dei carabinieri si sono concentrate per mesi su possibili covi utilizzati dal latitante. Gli investigatori sono riusciti infine a individuare un sistema di nascondiglio particolarmente elaborato.

Il ricercato si trovava all’interno di un cunicolo sotterraneo ricavato sotto un rudere. L’accesso al rifugio avveniva tramite una botola nascosta all’interno dell’abitazione di un uomo incensurato, ora denunciato per favoreggiamento personale.

Una volta scoperto il passaggio segreto, i militari sono intervenuti e hanno arrestato il 37enne, ponendo fine alla sua latitanza.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

Somma Vesuviana al centro di una frode da 500 milioni: sequestro per ditta, 64 indagati

Un capannone industriale a Somma Vesuviana finisce al centro di una vasta indagine della Guardia di Finanza su una presunta frode fiscale internazionale nel settore informatico. Nell’ambito dell’operazione, le fiamme gialle hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo superiore ai 32 milioni di euro, disposto dal gip del Tribunale di Napoli.

Il provvedimento riguarda cinque società ritenute coinvolte in un articolato sistema di frode IVA “carosello”, che secondo gli investigatori avrebbe prodotto fatture false per un valore complessivo superiore ai 500 milioni di euro. Tra i beni sequestrati figurano partecipazioni societarie, complessi aziendali e appunto un capannone industriale situato a Somma Vesuviana, ritenuto parte dell’infrastruttura utilizzata dall’organizzazione.

L’indagine, coordinata dall’autorità giudiziaria partenopea e avviata già nel marzo del 2023, ha portato alla luce una presunta rete composta da 64 persone indagate, operanti principalmente nella provincia di Napoli. Secondo l’ipotesi investigativa, il gruppo avrebbe creato una serie di società “cartiere”, cioè imprese prive di reale operatività, spesso intestate a prestanome e utilizzate per simulare transazioni commerciali.

Attraverso questo sistema sarebbero state emesse fatture relative a operazioni inesistenti, con l’obiettivo di generare crediti IVA fittizi e ridurre il carico fiscale delle società beneficiarie.

Le indagini hanno inoltre evidenziato il coinvolgimento di società con sede in diversi Paesi dell’Unione europea, tra cui Germania, Paesi Bassi, Romania e Ungheria, utilizzate per rendere più complessa la ricostruzione dei flussi finanziari.

In molti casi, secondo quanto emerso dagli accertamenti, i beni oggetto delle operazioni commerciali non sarebbero mai stati realmente movimentati. I prodotti sarebbero rimasti nelle stesse piattaforme logistiche mentre venivano registrate numerose compravendite fittizie tra le società coinvolte.

Il sequestro rappresenta ora un passaggio fondamentale dell’inchiesta, finalizzato a impedire che i beni ritenuti collegati alla presunta frode possano essere dispersi o sottratti alle successive decisioni dell’autorità giudiziaria.