I boquet del Festival realizzati da un fiorista di Acerra

0

ACERRA – Il Festival di Sanremo 2025 si tinge dei colori e dei profumi dei fiori grazie all’arte del maestro fiorista acerrano Pietro Laezza. Originario di Acerra, Laezza si è aggiudicato il prestigioso compito di confezionare i bouquet che verranno consegnati a cantanti e ospiti sul palco dell’Ariston.

Il flower designer campano ha trionfato nella nona edizione del concorso organizzato da Amaie Energia e Mercato dei Fiori, un’iniziativa che mira a valorizzare l’eccellenza floricola di Sanremo. Con una combinazione di creatività e tecnica sopraffina, Laezza ha superato la concorrenza di altri talentuosi fioristi, tra cui Mario Garofalo di Torremaggiore e Katia Santamaria di Cassino, aggiudicandosi il primo posto. L’edizione di quest’anno del concorso ha avuto come tema “i fiori nell’arte”, richiedendo ai partecipanti di creare bouquet ispirati a movimenti artistici come il Barocco, l’Impressionismo, il Modernismo e il Cubismo. I dieci concorrenti hanno dovuto dimostrare il loro talento in prove di 30 minuti ciascuna, conquistando il giudizio di una doppia giuria. La giuria tecnica, composta dai maestri d’arte floreale Rudy Casati, Marco Introini e Rita Milani, e la giuria d’onore, formata da esponenti del settore florovivaistico e istituzioni locali, hanno premiato Laezza per la sua maestria e sensibilità artistica. Il ruolo dei fiori a Sanremo è fondamentale non solo per il valore estetico ma anche per l’importanza economica del settore floricolo nella città ligure. Grazie al lavoro di Pietro Laezza, i bouquet del Festival saranno un omaggio alla tradizione e all’innovazione nel mondo dell’arte floreale.  

Edicolante finisce le carte dei Pokemon e viene minacciata con una spranga

0

Una commerciante è stata minacciata con una spranga di ferro da un cliente furioso per non aver trovato in vendita le tanto ricercate carte Pokemon. L’accaduto, verificatosi venerdì scorso poco dopo le 7 del mattino, ha lasciato la donna sotto shock.

“Poco dopo le 7 di mattina di venerdì scorso, mentre aprivo l’edicola, ho visto quell’uomo avvicinarsi – racconta all’ANSA l’edicolante, che preferisce rimanere in anonimato – e, anche se avevo fatto caso alla spranga che aveva tra le mani, non avrei mai immaginato la sua reazione. Sono rimasta paralizzata dalla paura e per fortuna dopo lunghissimi istanti in sua balia sono stata soccorsa da altri clienti”. L’uomo, dopo aver ricevuto la notizia che le carte non erano disponibili, ha iniziato a inveire contro la donna, sferrando colpi sugli scaffali con la spranga. La situazione sarebbe potuta degenerare se non fosse stato per l’intervento di altri clienti e dei commercianti di un bar vicino, che sono riusciti a far allontanare l’aggressore. L’episodio ha sollevato preoccupazioni tra i commercianti del settore, già penalizzati dalla scarsa distribuzione di queste carte da collezione. Il sindacato degli edicolanti ha espresso una dura condanna dell’accaduto attraverso una nota ufficiale: “Un atto grave che condanniamo con fermezza”, ha dichiarato Aldo Esposito, coordinatore regionale del Sinagi Campania. “Nessun lavoratore deve subire intimidazioni o violenze nello svolgimento della propria attività”. L’edicolante, che proviene da una famiglia che gestisce l’attività da tre generazioni, ha evidenziato come il fenomeno Pokemon stia attirando speculatori che alterano il mercato e alimentano situazioni di tensione. “Ogni scatola di carte venduta mi fa guadagnare 10 euro, niente rispetto a quello che gli speculatori riescono a guadagnare con la vendita online”, ha dichiarato. L’episodio ha riacceso il dibattito sulla gestione della distribuzione di questi prodotti e sulle conseguenze di una domanda crescente che rischia di sfociare in episodi di violenza.

Auto si ribalta ad Acerra, muore 48enne prima dello svincolo Brusciano-Marigliano

0
    Un tragico schianto si è verificato ieri sera lungo la Statale 162, nei pressi dello svincolo Brusciano-Marigliano, in zona Spiniello, alla periferia di Acerra. A perdere la vita è stato Maurizio Coppola, 48 anni, napoletano residente a Ponticelli. L’uomo era alla guida della sua Jeep quando, per cause ancora in fase di accertamento, il veicolo ha perso stabilità e si è capovolto tre volte. L’impatto è stato devastante e Maurizio è deceduto immediatamente. Le forze dell’ordine stanno conducendo accertamenti per chiarire l’esatta sequenza degli eventi. Non è ancora noto se nell’incidente siano stati coinvolti altri mezzi o se il conducente abbia perso il controllo per un imprevisto sulla carreggiata. I militari stanno raccogliendo eventuali testimonianze per ricostruire con precisione quanto accaduto. La vittima era una persona stimata e apprezzata da chi lo conosceva. Sempre disponibile e con un sorriso per tutti, Maurizio stava rientrando a casa quando si è verificata la tragedia.  

Rapine ai coetanei e spari all’impazzata, la paranza dei bambini che terrorizzava Pomigliano

0
Pomigliano d’Arco – Dalla lettura dei numerosi fascicoli dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti dei maggiorenni, e dalle 150 pagine del provvedimento destinato ai minorenni, emerge un quadro inquietante sulla criminalità giovanile a Pomigliano d’Arco. Tra i protagonisti di questa vicenda, spicca un sedicenne che avrebbe avuto un ruolo chiave nella gestione di una piazza di spaccio collegata agli Esposito, un sottogruppo del clan Cipolletta, attivo nella zona della “219”.   Il giovane, secondo le accuse, non si sarebbe limitato a ruoli marginali, ma avrebbe avuto un ruolo attivo all’interno del gruppo guidato da Olindo e Salvatore Cipolletta, tanto da vedersi contestata l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Oltre alla vendita al dettaglio di cocaina e hashish, il ragazzo sarebbe stato coinvolto anche in azioni violente per contrastare il clan rivale Ferretti-Mascitelli, che a sua volta operava sotto l’influenza del clan Mazzarella di Napoli.   Uno degli episodi più rappresentativi della pericolosità del gruppo è avvenuto lo scorso 1° marzo. Quel giorno, il sedicenne, insieme ad altri quattro complici, tra cui Olindo Cipolletta, avrebbe messo in atto una rapina a mano armata ai danni di una comitiva di giovani a Casalnuovo. Il gruppo non avrebbe esitato a puntare una pistola contro le vittime, che si trovavano a bordo di una Renault, lasciandole sotto shock e privandole dell’auto.   Non si sarebbe trattato di un caso isolato. La banda giovanile, definita una vera e propria “paranza”, avrebbe più volte sottratto con la violenza telefoni di ultima generazione e ingenti somme di denaro. Tra le accuse mosse al babyboss, figura anche l’aggressione di uno spacciatore, reo di aver venduto droga senza rispettare i confini imposti dal clan.   Questa vicenda evidenzia la crescente piaga della criminalità giovanile e la spregiudicatezza con cui operano bande di adolescenti, spesso guidate da logiche mafiose, seminando paura e violenza nei territori in cui operano.    

Ai ragazzi del Liceo “A. Diaz” di Ottaviano P. Rinaldi spiega perché cambia spesso “contesti narrativi”

0

Venerdì scorso sono stato “testimone” di un interessante incontro tra Patrizia Rinaldi e gli alunni del Liceo “Diaz” che l’hanno interrogata su molti aspetti della sua attività di scrittrice, capace di vincere il premio Andersen, e di “disegnare” nei suoi gialli prima il personaggio di Blanca, poi due investigatrici “per caso”, “la Signora “ e Andrea.

Non dimentico che Donna Patrizia è laureata in filosofia e specializzata in scrittura teatrale. E dunque, quando leggo una sua pagina, o l’ascolto mentre parla dei suoi libri, mi sento e mi “vedo” come uno spettatore pronto ad ammirare la sua straordinaria capacità di dare forma e “figura” alle sue idee, alle sue descrizioni, al suo “sentire”. Non esiste un “prima” e un “dopo” nella produzione letteraria di Patrizia Rinaldi. La scrittrice che nel 2016 ha vinto il Premio Andersen, il premio più importante per chi pubblica libri per ragazzi, era già la creatrice di Blanca, e già si confrontava con la “Signora” e con “Andrea”, le protagoniste dei suoi romanzi freschi di stampa, “Guaio di notte” e di “Il mare di pietra”. Qualche tempo fa il giornalista di “LiberWeb” le ha chiesto: Il romanzo Hai la mia parola”  è una storia dai temi forti e importanti: tra questi la fedeltà e la sorellanza, che è spesso presente nei suoi romanzi anche per adulti. Chi sono per te Nera e Mariagabriela?” E lei ha risposto: “Questo romanzo è dedicato a mia sorella, Gabriella, che ho perduto troppo presto. Mi ha dato la possibilità di continuare a dirle la mia fedeltà e il mio amore per lei. Resterà tra i miei romanzi più cari. Come Nera riesce a risollevarsi dai limiti che la vita le ha imposto, così la memoria di un dolore si converte in bellezza, grazie alle parole che trovano una pietra filosofale insolita che muta la fine in cento inizi narrati”. Questa attenzione continua alla realtà si manifesta nelle descrizioni che la scrittrice fa dei paesaggi, vivi di quella luce e di quel disegno particolari che vengono da una tecnica narrativa e da un linguaggio in cui senti il ritmo e la potenza della musica. Si manifesta, questa attenzione, nella descrizione dei gesti, dei toni e dei silenzi dei personaggi: è l’attenzione di una grande scrittrice di teatro. Donna Patrizia, pur dichiarando che non ascolta musica mentre scrive, ha svelato di essere affascinata da Mozart. Sapientemente coordinati dalle docenti R. Cianciulli, G. Franzese, C. Prisco e L. Annunziata, i ragazzi hanno dimostrato, con le loro domande, di essere andati oltre la superficie dei libri, di essere entrati in quello che la Ortese chiamava il “tessuto” dell’opera, di aver colto la complessità del rapporto che Donna Patrizia “stringe” con tutti i suoi personaggi. I ragazzi hanno meritato l’ammirazione della scrittrice. Hanno allietato il mio pomeriggio, e di questo li ringrazio. E ringrazio l’assessora (un’assessora di fatto) Fiorella Saviano, che ha organizzato l’incontro, e l’assessora Virginia Nappo che ha portato ai presenti i saluti dell’Amministrazione e i suoi. Ringrazio, infine, Patrizia Rinaldi, che ha dimostrato ancora una volta di rispettare chi la interroga e di saper sempre scoprire dietro la domanda manifesta quella nascosta: è una saggezza affascinante.

     

Pomigliano, videochiamata choc dal carcere al bimbo di 3 anni: “Sparo ai poliziotti vicino alla chiesa”

0
Pomigliano d’Arco – L’inchiesta che ha scosso Pomigliano d’Arco ha rivelato uno scenario inquietante grazie a intercettazioni e videochiamate tra membri dei clan. Uno degli episodi più scioccanti è emerso da una chiamata tra una madre e lo zio detenuto, durante la quale un bambino di appena tre anni ha affermato con disarmante naturalezza: “Sparo ai poliziotti… vicino alla chiesa”. Il detenuto, dall’altro lato del telefono, ha riso e risposto: “Bravo, così si fa!”. Le intercettazioni hanno documentato come i bambini crescano immersi in un ambiente criminale, dove il linguaggio della violenza è normale e l’affiliazione ai clan è trasmessa di generazione in generazione. In un’altra registrazione, un bambino di sei anni chiede al padre: “Papà, dove vai con la pistola?”, segno di un contesto in cui le armi fanno parte della quotidianità. “Non ti preoccupare, è per lavoro”, risponde l’uomo con tono rassicurante. Questi elementi hanno rafforzato le accuse nei confronti dei presunti membri della mala pomiglianese, vicini alle famiglie Cipolletta e Ferretti, che non solo gestiscono affari illeciti, ma plasmano anche le nuove generazioni secondo i codici della camorra. La diffusione di una cultura mafiosa tra i minori è un fenomeno che preoccupa fortemente le autorità, in quanto compromette qualsiasi tentativo di riscatto sociale.   Le intercettazioni hanno inoltre confermato il ruolo attivo dei minorenni all’interno delle organizzazioni criminali. Uno di loro, per dimostrare la propria fedeltà al clan, si era tatuato il cognome del boss sul polso. “Così tutti sanno chi rispetto”, avrebbe detto in una conversazione intercettata. Questa mentalità dimostra quanto la criminalità organizzata sia radicata nel tessuto sociale del territorio. Le autorità sperano che queste prove schiaccianti portino a misure più severe e a un piano di intervento per salvare i giovani dalla spirale della criminalità organizzata.    

Acerra violenta: appena maggiorenne ha la pistola con 13 colpi

0
Acerra – Proseguono i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per contrastare i fenomeni di detenzione abusiva di armi e traffico di sostanze stupefacenti. Nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto per porto e detenzione illegale di arma da sparo un 19enne napoletano con precedenti di polizia. In particolare, gli agenti del Commissariato di Acerra, durante i servizi all’uopo predisposti, nel transitare in via Goglia ad Acerra, hanno controllato un soggetto, trovandolo in possesso di una pistola Beretta cal. 9 con 13 cartucce; per tali motivi, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante.  

Pomigliano, Ciarambino: “Commercio in crisi, Comune assente“

Pomigliano. Riceviamo e pubblichiamo:  Ciarambino: «A Pomigliano commercio in crisi, Comune non pervenuto» «Il commercio è l’anima di una città e che Pomigliano stia vivendo un momento buio è attestato anche dallo stato del commercio, oramai in ginocchio, con tantissime attività commerciali che hanno abbassato le saracinesche definitivamente. Per ogni serranda che si abbassa per sempre, c’è un territorio più povero e più insicuro – dichiara Valeria Ciarambino, Vicepresidente del Consiglio regionale e componente del Gruppo Misto – Commercianti inascoltati e bistrattati dalla stessa amministrazione comunale che ha tradito tutte le promesse e ha cancellato ogni occasione di confronto per affrontare e risolvere le problematiche del settore. Dopo la crisi dovuta al Covid, dalla quale molte attività commerciali non si sono più rialzate, il colpo di grazia al commercio è stato dato dall’aumento delle tariffe per le strisce blu, con le associazioni dei commercianti del tutto inascoltate per cercare una soluzione migliore. Sono vicina ai commercianti in questo momento così critico, a loro offro tutto il mio sostegno e auspico che tutte le forze sane, civili e produttive della nostra città si uniscano per restituire a Pomigliano la dignità che merita. Magistratura e forze dell’ordine fanno la loro parte, i cittadini e la politica devono fare la loro» ha concluso Ciarambino.

Casa prima cosa, assemblea ad Acerra: “Sta per scoppiare un’emergenza sociale”

0
Si è tenuta ieri sera l’assemblea pubblica aperta organizzata da Coalizione Civica dal titolo “Casa prima Cosa”, sul tema del patrimonio di edilizia popolare pubblica ad Acerra. Hanno partecipato il Segretario nazionale del Sunia, Antonio Giordano, l’esperto Giuseppe Cantore dell’associazione PARI, i consiglieri comunali di Coalizione Civica e Movimento di Popolo. Diversi i temi sviluppati, sia relativi all’applicazione del nuovo Regolamento Regionale in materia di canoni di locazione, che sul passaggio da diritto di superficie a diritto di proprietà di diversi immobili di cooperative locali. Non poteva mancare un riferimento al Puc che, tra l’altro, dovrebbe anche disegnare la programmazione sull’edilizia residenziale popolare. “Sta per scoppiare l’ennesima emergenza sociale perché senza contributi sui fitti, tagliati dal Governo Meloni, si complica la condizione di quanti non riescono a trovare casa e a pagare i fitti – ha dichiarato, tra l’altro, Giuseppe Cantore” “Sul tema dell’abitare costruiamo un’azione congiunta tra parti sociali, politiche e cittadinanza affinché si possa supplire ad un’Amministrazione Comunale finora immobile e incapace di farsi carico delle istanze dei cittadini – dichiara Andrea Piatto, portavoce di Coalizione Civica – con la Giunta che propone atti amministrativi inapplicabili e non si rende conto di giocare con la vita delle persone”. “Con questa Amministrazione comunale è difficile dialogare, anzi fugge dal confronto con le parti sindacali – dichiara Antonio Giordano, Segretario nazionale del SUNIA – noi vogliamo dare una mano perché questa è la nostra missione”. “Attiveremo uno Sportello Casa – dichiara Elvira Altobelli, responsabile organizzativo di Coalizione Civica – che possa raccogliere, sostenere e risolvere gratuitamente le istanze dei cittadini che vengono vessati da proprietari pubblici, Comune compreso, che non migliora le loro condizioni di vita”.

Pomigliano, clan chiede 100 euro a settimana ai parcheggiatori abusivi: “Ti faccio dormire, ma in eterno”

0
POMIGLIANO D’ARCO – Il fenomeno del pizzo ai parcheggiatori abusivi a Pomigliano d’Arco ha raggiunto proporzioni preoccupanti, con tangenti che superavano persino quelle destinate ai gestori delle piazze di spaccio. Lo scontro tra il clan Ferretti e il gruppo dei “napoletani”, noti come i Cipolletta, aveva ormai toccato un livello di pericolo altissimo. Le richieste di denaro per il “pizzo” erano capillari e diffuse in tutta la città, coinvolgendo non solo i commercianti, ma anche i parcheggiatori abusivi, che venivano costretti a versare una somma settimanale. Nelle oltre mille pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Enrico Campoli, emerge chiaramente il quadro della guerra di camorra in corso a Pomigliano negli ultimi anni. Complessivamente sono 54 le persone coinvolte nell’inchiesta, ma solo 23 sono finite in carcere (inclusi quattro minorenni), mentre altre quattro sono agli arresti domiciliari. Il resto degli indagati risulta a piede libero. A capo del gruppo autoctono, che operava sul territorio, vi era Salvatore Ferretti, un tempo legato al clan Foria, ormai disciolto. L’imposizione del pizzo non risparmiava nessuno. I commercianti erano obbligati a versare una tangente di mille euro, mentre i parcheggiatori abusivi erano costretti a pagare una quota settimanale di 100 euro. Le minacce erano esplicite e violente, come testimoniano le intercettazioni. In una di queste, un esattore del clan minacciava un parcheggiatore con le seguenti parole: “Ah? Ma voi sapete come funziona il parcheggio? Non ti ha fatto nessuna imbasciata… devi cacciare cento euro alla settimana!”. In un’altra intercettazione, la minaccia era ancora più cruenta: “Ti scarico tutta la pistola, tutta! Mi metto fuori casa sua e te la scarico tutta quanta addosso!”. Le intimidazioni nei confronti dei commercianti che non pagavano erano altrettanto gravi. Un esempio di minaccia si legge: “Qualche volta ti faccio dormire io, per eterno però!”, seguita da un’altra frase inquietante: “Non ti preoccupare, ti faccio, ti faccio l’eterno riposo… riposa in pace, amen!”. Queste dichiarazioni testimoniano la violenza e il terrore con cui i camorristi cercavano di imporre il loro controllo sulla città, mettendo in ginocchio interi settori economici e sfidando apertamente le autorità. Le parole dei capi clan, come quelle riportate nelle intercettazioni, mostrano chiaramente l’intensità e la gravità del fenomeno del pizzo, con l’ombra della camorra che si estendeva in ogni angolo della città, creando un clima di paura insostenibile per chi cercava di opporsi. La città di Pomigliano d’Arco si trovava così intrappolata in un conflitto camorristico che stava avvelenando ogni aspetto della vita quotidiana, dai parcheggi alle attività commerciali.