Massa di Somma: marito e moglie arrestati con 5 quintali di sigarette di contrabbando

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MASSA DI SOMMA. Sei quintali di sigarette di contrabbando. Carabinieri arrestano marito e moglie Oltre 600 chili di sigarette di contrabbando, un carico impressionante costato le manette a Ciro Mandarino e Carmela Scudo, marito e moglie di Massa di Somma. Durante una perquisizione nella loro abitazione, i carabinieri della tenenza di Cercola hanno trovato le prime 21 stecche e 2mila euro in contante ritenuto provento illecito. A pochi metri dall’abitazione, in due casolari abbandonati i militari hanno rinvenuto 70 pacchi di tabacchi lavorati esteri per un totale di 600 chili. Il marchio identico a quello recuperato nell’appartamento dei due coniugi. Mandarino e Scudo, di 54 e 52 anni, sono finiti in manette. Arrestati per contrabbando di TLE, sono stati portati in carcere.

Discariche e telecamere ko, Nocerino chiede conto al Consiglio di Castello di Cisterna

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Il consigliere comunale Davide Nocerino ha riportato in consiglio, il 10 febbraio 2025, un’interrogazione già presentata lo scorso ottobre riguardante il malfunzionamento delle telecamere di videosorveglianza e la presenza di discariche abusive a Castello di Cisterna, in particolare nei pressi della Cisternina e della 2019. Nessun intervento è stato ancora attuato, nonostante la denuncia e la recente diffusione di un video che mostra la presenza di ratti tra i rifiuti. Il consigliere Elpidio D’Angelo ha assicurato l’impegno dell’amministrazione nell’installazione di nuove telecamere, nella bonifica delle aree e nell’attuazione di un programma di vigilanza con eventuali sanzioni.    

Un territorio ferito: l’uomo ignora, l’ambiente soffre.

La natura continua a subire la violenza dell’uomo. Il verde viene soffocato dal cemento, i fiumi si tingono di colori innaturali, l’aria è satura di odori tossici. Le discariche abusive sono ferite aperte nel paesaggio, simbolo di negligenza che si trasforma in emergenza. Ma fino a quando si potrà restare indifferenti?  

Un problema irrisolto: l’interrogazione del 5 ottobre 2024

Lo scorso 5 ottobre 2024, il consigliere comunale Davide Nocerino aveva presentato un’interrogazione per denunciare il malfunzionamento delle telecamere di videosorveglianza e l’aumento dei reati ambientali sul territorio di Castello di Cisterna. In particolare, aveva segnalato la presenza di due discariche abusive, una nei pressi della Cisternina e l’altra della 2019, situazioni che continuano a peggiorare senza alcun intervento concreto da parte dell’amministrazione.  

Nessuna risposta: la questione torna in consiglio comunale

A distanza di quattro mesi, durante il consiglio comunale del 10 febbraio 2025, Nocerino è tornato a sollevare la questione, sottolineando come nulla sia stato fatto per affrontare il problema. A rafforzare la sua denuncia, sta circolando sui social un video pubblicato da un cittadino, che mostra la presenza di ratti all’interno di una delle discariche abusive, evidenziando il rischio sanitario oltre che ambientale.  

La risposta dell’amministrazione

A intervenire è stato il consigliere Elpidio D’Angelo, che ha assicurato l’impegno dell’amministrazione nel risolvere la situazione. In particolare, ha annunciato l’installazione di nuove telecamere di sorveglianza, la rimozione dei rifiuti e la predisposizione di un programma di vigilanza aggiuntivo, valutando anche le tipologie di sanzioni da applicare per contrastare il fenomeno delle discariche abusive. D’Angelo ha inoltre ricordato che, nonostante le criticità, la raccolta differenziata a Castello di Cisterna ha raggiunto il 72%, ma l’amministrazione è determinata a migliorare ulteriormente questo risultato.  

Verso una soluzione concreta?

Le parole di D’Angelo sono un primo segnale di attenzione al problema, ma resta da vedere se le misure annunciate verranno effettivamente attuate. I cittadini e l’opposizione restano in attesa di azioni concrete.

Gratteri a Russo: “Smentito dai fatti, camorra a Pomigliano c’è”. Sindaco replica con una lettera

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POMIGLIANO D’ARCO – Pomigliano d’Arco torna al centro del dibattito sulla criminalità organizzata dopo le recenti operazioni delle forze dell’ordine che hanno smantellato un’organizzazione camorristica attiva nella zona. A riaccendere la polemica sono state le dichiarazioni del procuratore Nicola Gratteri e la replica del sindaco Lello Russo, già protagonista di un controverso intervento sul tema lo scorso anno.

Nel 2023, il primo cittadino dichiarò che “nella mia città non c’è alcun clan camorristico”, affermazione che suscitò reazioni critiche, tra cui quella della presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo. Quest’ultima invitò Russo alla prudenza, sottolineando la pervasività della camorra anche nell’hinterland napoletano. Ora, alla luce dei recenti arresti e delle indagini che hanno svelato una realtà criminale ben radicata, Gratteri ha commentato con fermezza: “Il sindaco ha detto che da decenni non c’era camorra a Pomigliano, mi pare che sia stato smentito”. Un’affermazione netta che contraddice le parole pronunciate da Russo lo scorso anno. Il sindaco, dal canto suo, ha voluto precisare il senso delle sue parole, sostenendo di essere stato frainteso e ribadendo che la sua dichiarazione si riferiva esclusivamente all’assenza di infiltrazioni camorristiche all’interno del Palazzo municipale. “Ringrazio i magistrati e i carabinieri per il lavoro svolto. L’anno scorso come oggi, intendevo dire che la camorra non esiste all’interno del Municipio”, ha affermato Russo. Lo ha fatto più dettagliamente con una lettera indirizzata proprio a Gratteri.

LA LETTERA DEL SINDACO RAFFAELE RUSSO AL PROCURATORE CAPO DI NAPOLI NICOLA GRATTERI

 
Egregio Procuratore,
A nome dell’Amministrazione Comunale di Pomigliano d’Arco, che ho l’onore di rappresentare, desidero esprimere il più sincero plauso alla Magistratura e all’Arma dei Carabinieri per l’operazione anticamorra condotta nella giornata odierna, che ha portato a un brillante risultato nella lotta alla criminalità organizzata sul nostro territorio.
Colgo l’occasione per precisare quanto segue. Avendo letto a mezzo stampa le Sue dichiarazioni secondo cui sarei stato smentito nell’affermazione che a Pomigliano d’Arco la camorra non esiste, ritengo doveroso chiarire che tale affermazione non corrisponde a quanto da me dichiarato. Ho sempre specificato, sebbene spesso le mie parole siano state male interpretate, probabilmente anche a fini strumentali, che la camorra non esiste all’interno del Palazzo Municipale e che non vi è alcun episodio che possa legare l’attività della criminalità organizzata con quella dell’attuale Amministrazione Comunale. A conferma di ciò, i reati per cui oggi 27 persone sono state assicurate alla giustizia non presentano alcun riferimento con l’attività amministrativa locale.
Ribadisco, pertanto, il mio pieno sostegno e la mia gratitudine per il lavoro instancabile svolto dalla Magistratura e dalle Forze dell’Ordine per difendere la legalità e la sicurezza della nostra città. L’operazione odierna è una chiara testimonianza dell’impegno comune nella lotta contro ogni forma di illegalità.
Sarei inoltre grato se volesse concedermi l’opportunità di esporLe di persona, presso la Procura, la mia posizione in merito e di raccontarLe con dovizia di particolari ogni aspetto della vicenda, così da poter chiarire al meglio la questione.
Rinnovando le mie congratulazioni, Le porgo i miei più cordiali saluti.
Raffaele Russo
Sindaco di Pomigliano d’Arco

“Papà dove vai con la pistola?”: i profili e i nomi dei 27 arrestati di Pomigliano. C’è anche un tiktoker

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POMIGLIANO D’ARCO – Ci sono i tiktoker, nuove leve e qualche aspirante boss nell’elenco degli indagati dell’mportante operazione contro la camorra che ha colpito duramente i clan Ferretti e Cipolletta, attivi a Pomigliano d’Arco. Il blitz, condotto dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo Castello di Cisterna, ha portato all’arresto di 27 persone, tra cui quattro minori. Le accuse comprendono estorsione, traffico di stupefacenti, possesso illegale di armi e atti violenti, tutti aggravati dal metodo mafioso.

La gerarchia dei clan e gli arrestati

Tra gli arrestati figurano nomi di spicco della criminalità organizzata locale. In cima alla gerarchia c’erano Bruno Mascitelli, detto ‘o canott, e Felice Ferretti, accusati di aver imposto estorsioni ai commercianti e gestito il traffico di stupefacenti, in una lotta serrata con il gruppo Cipolletta. Tra le persone arrestate, su disposizione del GIP del Tribunale di Napoli, c’è anche Sabatino Edificante, noto come Sabino ‘o malese, per i suoi legami con i Cipolletta. Il 41enne, originario di Afragola, era già stato arrestato nel marzo 2022 con l’accusa di truffa, introduzione di monete falsificate e fuga dopo un incidente stradale con danni alle persone. L’ordinanza cautelare lo ha raggiunto nel carcere di Carinola. Oltre a lui, sono finiti in manette anche Salvatore Ferretti, Raffaele Carretta, Luigi Di Fenza, Nunzio Esposito, Aniello Ferretti, Felice Ferretti, Domenico Forino, Felice Pirozzi, Carmine Ambra, Beniamino Cipolletta, Olindo Cipolletta, Salvatore Cipolletta, Pasquale D’Onofrio, Raffaele Pio Esposito, Diego Ferraro, Francesco Cipolletta, Armando Tammaro e Vincenzo Basso. Per alcuni, come Maria Limitaola, Franco Bitondo, Salvatore Bitondo e Vincenzo Basso, sono stati disposti gli arresti domiciliari.

La guerra tra clan e le azioni criminali

Le due bande criminali erano in conflitto per ottenere il controllo della zona e del mercato della droga, attuando azioni violente come incendi, attentati dinamitardi e tentativi di omicidio nei confronti degli appartenenti al gruppo avversario. L’indagine, avviata alla fine del 2023, ha registrato un’escalation di violenza, con almeno 11-12 “stese” avvenute per strada o contro le abitazioni dei rivali. Queste azioni sono state eseguite in orari di alta affluenza, mettendo in pericolo l’intera comunità locale.

La disponibilità di armi e il coinvolgimento dei minori

Uno degli aspetti più inquietanti dell’indagine è stata la grande disponibilità di armi da parte dei clan. Il maggiore Andrea Coratza, comandante del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, ha sottolineato la disinvoltura con cui gli affiliati maneggiavano le armi, tanto che durante un’intercettazione un bambino di sei anni ha chiesto al padre: “Papà, dove vai con la pistola?”. Le forze dell’ordine hanno sequestrato circa una trentina di armi, tra fucili e pistole. Particolarmente preoccupante è il coinvolgimento di minori in azioni violente: sono state documentate 14 estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti, oltre a 11 rapine, spesso eseguite con modalità brutali, con pestaggi e colpi di arma da fuoco contro le vittime.

Le misure cautelari

Il provvedimento cautelare è stato emesso durante le indagini preliminari e i destinatari restano presunti innocenti fino alla sentenza definitiva. L’operazione rappresenta un passo significativo nella lotta alla criminalità organizzata a Pomigliano, colpendo duramente gruppi che per anni hanno seminato terrore nella comunità locale.

Camorra assume ragazzini di Pomigliano a basso costo: uno si tatua il nome del clan per riconoscenza

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Nella giornata odierna, quattro minori sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Napoli e trasferiti presso un Istituto Penale per Minorenni (IPM). I giovani risultano coinvolti, a vario titolo, nelle attività criminali del clan Cipolletta, un’organizzazione camorristica attiva a Pomigliano d’Arco e nelle zone limitrofe.

L’ordinanza accoglie la richiesta cautelare avanzata dalla Procura del Tribunale per i Minorenni di Napoli, formulata sulla base delle indagini condotte dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna. L’attività investigativa è stata coordinata congiuntamente dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) della Procura di Napoli e dall’ufficio competente. Le Indagini e le Accuse Le indagini hanno portato a una solida base indiziaria nei confronti dei quattro minori. Uno di essi è gravemente indiziato di partecipazione diretta all’associazione camorristica, oltre che di aver commesso alcuni reati strumentali agli interessi del clan. Gli altri tre, invece, avrebbero eseguito azioni criminali finalizzate a favorire l’operatività dell’organizzazione. Pur restando ferma la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, le evidenze raccolte dagli inquirenti hanno consentito di formulare accuse precise e disporre la misura cautelare nei confronti dei minori. Giovani al Soldo della Camorra Secondo quanto emerso dalle indagini, i ragazzi sarebbero stati reclutati dal clan Cipolletta con due ruoli distinti: alcuni come partecipanti diretti all’organizzazione, altri come esecutori di specifici reati per favorirne il programma criminale. Il reclutamento sarebbe avvenuto con estrema facilità, anche grazie a una retribuzione ridotta rispetto a quella prevista per i membri adulti della cosca. I minori, infatti, venivano pagati “a cottimo”, percependo compensi inferiori per ogni singola azione criminosa rispetto ai loro complici maggiorenni. Nonostante questa minore considerazione economica, gli indagati avrebbero dimostrato una particolare violenza nell’esecuzione dei reati, spesso eccedendo la necessità dell’azione criminale stessa. Questa brutalità avrebbe avuto lo scopo di guadagnarsi il rispetto e il riconoscimento all’interno del gruppo, con atti di violenza e minaccia compiuti persino per scopi personali. Affiliazione e Simboli di Appartenenza Uno dei minori, in particolare, avrebbe consolidato la propria posizione all’interno del clan Cipolletta, guadagnandosi la fiducia del capo e svolgendo incarichi di rilievo, tra cui il trasporto di armi. A riprova del suo status acquisito, il giovane si sarebbe fatto tatuare il nome “Cipolletta” sul polso, un segno tangibile della sua affiliazione e fedeltà all’organizzazione criminale. L’operazione rappresenta un duro colpo per il clan Cipolletta, confermando l’attenzione delle autorità nel contrastare il fenomeno del coinvolgimento dei minori nelle attività camorristiche. Le indagini proseguono per individuare ulteriori responsabilità e per arginare il fenomeno della criminalità giovanile nel territorio. Il plauso dell’amministrazione
L’Amministrazione Comunale di Pomigliano d’Arco esprime il proprio plauso e il più sentito ringraziamento ai Carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna per la brillante operazione condotta sul territorio. L’impegno costante delle forze dell’ordine rappresenta un baluardo fondamentale per la sicurezza dei cittadini e per l’affermazione della legalità.
Questa operazione testimonia ancora una volta l’importanza del ruolo delle forze dell’ordine nel contrasto a ogni forma di illegalità. La nostra comunità ha il diritto di vivere in un ambiente sicuro e protetto, e come Amministrazione siamo fermamente impegnati in questa direzione.
Proprio in quest’ottica, sabato prossimo inaugureremo il nuovo Comando della Polizia Locale, un presidio di legalità e sicurezza per la città, che contribuirà a rafforzare il controllo del territorio e la vicinanza delle istituzioni ai cittadini.
 

Casa prima cosa: assemblea sull’edilizia popolare ad Acerra con l’ex sindaco

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“Casa prima Cosa” è il titolo dell’assemblea aperta, organizzata da Coalizione Civica in collaborazione con il Sunia, per fare il punto sui problemi dell’edilizia popolare ad Acerra. Verrà innanzitutto analizzato l’impatto del nuovo Regolamento regionale che disciplina l’assegnazione, la gestione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, sia di proprietà comunale (ex Ice Snei e 34 alloggi), sia di proprietà regionale (ex IACP). Le famiglie si sono ritrovate con canoni aggiornati che non tengono conto delle condizioni oggettive degli alloggi e della loro condizione economico-sociale. Verrà analizzata la modifica regolamentare proposta dall’amministrazione comunale di Acerra, palesemente contro legge, che apre la vendita degli alloggi ai privati non assegnatari. Verranno approfondite le questioni relative alla proposta del passaggio dal diritto di superficie a quello di proprietà per le cooperative di edilizia popolare convenzionata, per sollecitare l’Amministrazione comunale a fare meno propaganda ma a risolvere le questioni. “Come ho detto in Consiglio comunale, il Sindaco è chiuso nel fortino, rifugge ad ogni confronto con le parti sociali e con i cittadini che vivono sulla loro pelle enormi problemi, come quello del diritto alla casa – dichiara Andrea Piatto, portavoce consiliare di Coalizione Civica”. L’iniziativa, che si terrà stasera ad Acerra in c.so Garibaldi n.66, sede di Coalizione Civica,  verrà introdotta proprio da Andrea Piatto e moderata da Elvira Altobelli, vedrà la partecizione di Giuseppe Cantore ed Espedito Marletta dell’associazione PARI. Le conclusioni saranno affidate ad Antonio Giordano, segretario nazionale SUNIA.

Somma, lavoratori Dema bloccano strada: si protesta per futuro e stipendi

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SOMMA VESUVIANA – A Somma Vesuviana, in via San Sossio, i dipendenti della Dema stanno bloccando la strada che conduce all’ITIS, protestando insieme alle loro famiglie per la mancanza di stipendi. La situazione è critica da settimane, con i lavoratori che esprimono forte preoccupazione per il futuro dell’azienda e dei loro posti di lavoro. La protesta è scaturita dalle recenti notizie riguardanti l’acquisizione della Dema da parte del Gruppo Adler, guidato dall’imprenditore Paolo Scudieri. Secondo quanto emerso, il piano industriale proposto prevedrebbe la chiusura degli stabilimenti di Somma Vesuviana e Paolisi, con conseguenti licenziamenti e trasferimenti obbligati del personale verso altre sedi, tra cui quella di Brindisi. I lavoratori, sostenuti dalle sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm, hanno manifestato il loro dissenso anche a Roma, in occasione di un incontro convocato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Durante la manifestazione nella capitale, gli operai hanno espresso la loro contrarietà al piano di ristrutturazione, temendo una frammentazione dell’azienda e la perdita di numerosi posti di lavoro. In risposta alle preoccupazioni sollevate, Paolo Scudieri ha dichiarato che non è prevista la chiusura degli stabilimenti campani della Dema, ma ha sottolineato la necessità di un ridimensionamento del personale, in particolare presso la sede di Somma Vesuviana, al fine di ridurre i costi operativi. Ha inoltre menzionato l’utilizzo di ammortizzatori sociali per gestire la fase di crisi e si è detto fiducioso riguardo al futuro dell’azienda. Nonostante queste rassicurazioni, i lavoratori continuano a manifestare, chiedendo maggiore chiarezza sul loro futuro occupazionale e sollecitando un intervento deciso da parte delle istituzioni per garantire la salvaguardia dei posti di lavoro e il rilancio dell’azienda. La situazione rimane tesa, con le parti coinvolte in attesa di ulteriori sviluppi e possibili soluzioni che possano conciliare le esigenze aziendali con la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie.

Camorra a Pomigliano, Ciarambino: ora il sindaco chieda scusa alla città

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Camorra a Pomigliano, Ciarambino: ora il sindaco chieda scusa alla città «C’è ancora qualcuno disposto a sostenere che a Pomigliano la criminalità organizzata e i clan camorristici non siano più presenti? Quanto accaduto poche ore fa dimostra l’esatto contrario – dichiara Valeria Ciarambino, Vicepresidente del Consiglio regionale e componente del Gruppo Misto – Alle forze dell’ordine e alla magistratura il mio plauso e sostegno incondizionato per la brillante operazione con la quale sono stati colpiti al cuore due clan di camorra in lotta tra loro per il controllo del territorio. La mia Pomigliano, i miei concittadini, il suo tessuto sociale, la parte produttiva e sana della città, non possono e non vogliono subire l’affronto della criminalità che ogni giorno imperversa sul territorio. Pomigliano ha bisogno di essere liberata definitivamente da questo cancro che mina il buon nome della città e di tutti i pomiglianesi onesti. Mi sono sempre chiesta per quale ragione il primo cittadino sentisse la necessità di affermare in ogni occasione che a Pomigliano la camorra non esiste, un’affermazione inspiegabile e grave. Ora il minimo che questo sindaco può fare è chiedere scusa alla nostra città. Il mio auspicio è che l’azione di pulizia dai criminali da parte di magistratura e forze dell’ordine rafforzi la fiducia dei pomiglianesi nelle istituzioni, anche di coloro che magari si sono sentiti scoraggiati nel denunciare illeciti e soprusi dinanzi alle massime istituzioni locali così impegnate a negare l’esistenza della camorra sul nostro territorio» conclude Ciarambino.

Colpo letale clan di Pomigliano, 27 arresti

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Pomigliano d’Arco- I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo Castello di Cisterna hanno eseguito una ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 27 persone (di cui 23 sottoposte alla custodia in carcere, 4 agli arresti domiciliari) gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso nonché di tentata estorsione, estorsione, detenzione e porto di armi, pubblica intimidazione con uso di armi, incendio, tentato omicidio, ricettazione, associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, detenzione a fine di spaccio di droga, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, rapina, usura, sequestro di persona, delitti aggravati dal “metodo mafioso” e dalla finalità di agevolare, rispettivamente, i clan camorristici “Ferretti” e “Cipolletta” operanti nella zona di Pomigliano d’Arco e in territori limitrofi. In particolare, le suddette organizzazioni sarebbero risultate in lotta tra loro e, per conseguire il predominio del controllo del territorio e del mercato della droga, avrebbero realizzato azioni di fuoco, incendi e tentati omicidi in danno di appartenenti al gruppo rivale. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Da Somma Vesuviana a Montecatini Terme per la X edizione del Mia Martini Festival

Nell’ambito dell’ottava edizione della rassegna “Acqua in bocca (ma non troppo)”, che si terrà come di consueto nel Sito patrimonio mondiale dell’UNESCO delle “Terme del Tettuccio” di Montecatini Terme (lungo tutto il 2025), tra il 10 e il 12 maggio prossimi, avrà luogo una tre giorni interamente dedicata alla grande e sempre attuale Mia Martini, nel trentennale della sua prematura scomparsa.

   

La tre giorni, dall’emblematico ed evocativo nome “Mia Martini… E ancora canto”, che cita un brano scritto e musicato da lei stessa nel 1981, vuole, da parte degli organizzatori, sottolineare – nonostante i tanti anni trascorsi – il suo essere presente più che mai nei cuori di tante generazioni, anche dei più giovani, che hanno decretato il suo mito incontrastabile di immensa artista e interprete che da tanti decenni fa colpo con le sue indimenticabili esecuzioni musicali.

Proprio a Montecatini Terme, nell’aprile del 1992, Mia Martini in una memorabile puntata di “Serata d’onore” in diretta Rai dal Teatro Verdi, insieme ad Alberto Tomba, è stata protagonista di una partecipazione televisiva entusiasmante in uno dei momenti più luminosi della sua lunga carriera.

Con la supervisione della storica amica del cuore di Mia Martini, Gianna Albini Bigazzi, nonché moglie dell’autore e produttore discografico Giancarlo Bigazzi, e con la collaborazione della padrona di casa Simona Peselli, la sera di sabato 10 maggio alle ore 20.30, nella Sala Portoghesi delle “Terme del Tettuccio”, andrà in scena la X edizione del “Mia Martini Festival” con la partecipazione di artisti e testimoni che giungeranno da vari luoghi – vicini e lontani – per mettere al centro ricordi e considerazioni sul percorso artistico e umano della Mimì della canzone, coadiuvati da proiezioni video d’archivio ed esibizioni live.

L’evento, organizzato dal 2015 dall’associazione no profit per Mia Martini “Universo di Mimì”, quest’anno da Somma Vesuviana farà tappa nella cittadina toscana e si avvarrà come di consueto della direzione artistica e della presentazione di Ciro Castaldo, giornalista e scrittore, nonché esperto biografo dell’artista e autore di “Martini Cocktail”, il libro CD a lei interamente dedicato, premiato al “Concorso letterario Writers” di “Casa Sanremo” nel corso del “Festival di Sanremo” del 2024.

Domenica 11 e lunedì 12, ampio spazio verrà dato a presentazione di libri e tesi di Laurea dedicati all’artista, a dibattiti e a una mostra di vinili d’epoca e memorabilia di Mia Martini, tra cui il tailleur Armani indossato al “Festival di Sanremo” del 1992 cantando Gli uomini non cambiano e la Gondola d’oro vinta alla “Mostra internazionale di musica leggera di Venezia” nel settembre del 1973 per le vendite del 45 giri Donna sola.

Domenica 11, alle ore 10.00, avrà luogo l’inaugurazione della mostra di vinili e memorabilia dell’artista che sarà aperta al pubblico fino alla serata del giorno successivo.

Sempre domenica 11, alle ore 18.00, Ciro Castaldo dialogherà con la sorella di Mimì, Olivia Berté, e con Gianna Bigazzi, tra testimonianze, aneddoti e curiosità.

Lunedì 12, dalle ore 18.00, si darà spazio alle presentazioni delle tesi di Laurea e dei libri dedicati a Mia Martini con la partecipazione delle autrici Flavia De Bartolomeo e Rosaria Maria Marino. La serata verrà condotta da Simona Peselli, direttore editoriale della rassegna “Acqua in bocca (ma non troppo)”.

La tre giorni, alla quale stanno aderendo tanti artisti, compagni di viaggio di Mimì e personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, è in corso di allestimento, con l’obiettivo di favorire la realizzazione anche di altri eventi nel corso di tutto il 2025.

L’ingresso alle varie serate sarà gratuito, con prenotazione obbligatoria all’indirizzo di posta elettronica ass.acquainboccamanontroppo@gmail.com

La rassegna “Acqua in bocca (ma non troppo)” è patrocinata dal Comune di Montecatini Terme e realizzata con il contributo di Esselunga.