Venerdì scorso sono stato “testimone” di un interessante incontro tra Patrizia Rinaldi e gli alunni del Liceo “Diaz” che l’hanno interrogata su molti aspetti della sua attività di scrittrice, capace di vincere il premio Andersen, e di “disegnare” nei suoi gialli prima il personaggio di Blanca, poi due investigatrici “per caso”, “la Signora “ e Andrea.
Non dimentico che Donna Patrizia è laureata in filosofia e specializzata in scrittura teatrale. E dunque, quando leggo una sua pagina, o l’ascolto mentre parla dei suoi libri, mi sento e mi “vedo” come uno spettatore pronto ad ammirare la sua straordinaria capacità di dare forma e “figura” alle sue idee, alle sue descrizioni, al suo “sentire”. Non esiste un “prima” e un “dopo” nella produzione letteraria di Patrizia Rinaldi. La scrittrice che nel 2016 ha vinto il Premio Andersen, il premio più importante per chi pubblica libri per ragazzi, era già la creatrice di Blanca, e già si confrontava con la “Signora” e con “Andrea”, le protagoniste dei suoi romanzi freschi di stampa, “Guaio di notte” e di “Il mare di pietra”. Qualche tempo fa il giornalista di “LiberWeb” le ha chiesto: Il romanzo“ Hai la mia parola” è una storia dai temi forti e importanti: tra questi la fedeltà e la sorellanza, che è spesso presente nei suoi romanzi anche per adulti. Chi sono per te Nera e Mariagabriela?” E lei ha risposto: “Questo romanzo è dedicato a mia sorella, Gabriella, che ho perduto troppo presto. Mi ha dato la possibilità di continuare a dirle la mia fedeltà e il mio amore per lei. Resterà tra i miei romanzi più cari. Come Nera riesce a risollevarsi dai limiti che la vita le ha imposto, così la memoria di un dolore si converte in bellezza, grazie alle parole che trovano una pietra filosofale insolita che muta la fine in cento inizi narrati”. Questa attenzione continua alla realtà si manifesta nelle descrizioni che la scrittrice fa dei paesaggi, vivi di quella luce e di quel disegno particolari che vengono da una tecnica narrativa e da un linguaggio in cui senti il ritmo e la potenza della musica. Si manifesta, questa attenzione, nella descrizione dei gesti, dei toni e dei silenzi dei personaggi: è l’attenzione di una grande scrittrice di teatro. Donna Patrizia, pur dichiarando che non ascolta musica mentre scrive, ha svelato di essere affascinata da Mozart. Sapientemente coordinati dalle docenti R. Cianciulli, G. Franzese, C. Prisco e L. Annunziata, i ragazzi hanno dimostrato, con le loro domande, di essere andati oltre la superficie dei libri, di essere entrati in quello che la Ortese chiamava il “tessuto” dell’opera, di aver colto la complessità del rapporto che Donna Patrizia “stringe” con tutti i suoi personaggi. I ragazzi hanno meritato l’ammirazione della scrittrice. Hanno allietato il mio pomeriggio, e di questo li ringrazio. E ringrazio l’assessora (un’assessora di fatto) Fiorella Saviano, che ha organizzato l’incontro, e l’assessora Virginia Nappo che ha portato ai presenti i saluti dell’Amministrazione e i suoi. Ringrazio, infine, Patrizia Rinaldi, che ha dimostrato ancora una volta di rispettare chi la interroga e di saper sempre scoprire dietro la domanda manifesta quella nascosta: è una saggezza affascinante.






