Martedì 8 aprile 2025, nella chiesa francescana di Sant’Antonio di Padova si terrà una lettura teatrale sul tema del Pianto di Maria.L’appuntamento è alle ore 19:30 con il gruppo teatrale iJocundi, diretti magistralmente da Luigi de Simone, medico psichiatra, scrittore e regista teatrale. Le sue sceneggiature sono legate principalmente al Presepe Vivente vesuviano: quello che lui definisce la ricerca del legame tra l’eterno e il tempo, tra l’onnipotenza e la nullità.
I passi più teatrabili della liturgia e del racconto evangelico erano e sono quelli della Passione, per l’evidente potenza drammatica insita nel tema. Già un testo del secolo IX di San Dunstan (ca. 925; +988) espone una traccia d’azione dal Venerdì Santo alla Domenica di Resurrezione. Ai primi drammi liturgici del X secolo della Passione seguiranno poi quelli del Natale con l’elemento spettacolare dell’ambientazione pastorale, dell’Epifania con la stella e i Magi, dell’Annunciazione: sino a soggetti più liberi come il Pianto di Maria. In Italia il teatro sacro medioevale ha genesi e sviluppo diversi, che pur non ignorando, dicevamo, le prime esperienze dei drammi liturgici, trova la sua esplicazione nella lauda drammatica, prima forma teatrale medioevale italiana di argomento sacro; nella Devozione, genere particolare della lauda drammatica da eseguirsi in chiesa con notevole funzionalità teatrale; e, infine, nella sacra rappresentazione, spettacolarità sacra tipica della Firenze medicea eseguita fuori alle chiese.
Jacopone da Todi
Per le laudi abbiamo un nome, il più grande: Jacopone da Todi (1236 – 1306). Entrato tardi nell’ordine francescano (1278), dopo una vita di mondo e dopo la crisi seguita dalla morte della moglie, ebbe la vita travagliata per la lotta intentata a Bonifacio VIII. Il suo capolavoro è la Lauda VII Donna del Paradiso, più nota come Pianto della Madonna: in essa non vi è ancora la rappresentazione visiva, ma la tragicità delle immagini, della concitazione, della contrapposizione del dialogo, ne fa un capolavoro della poesia drammatica. Un altro testo, stavolta attribuito a Jacopone da Todi, è lo Stabat Mater: una lirica religiosa – spiega Luigi de Simone – di altissimo profilo poetico come quadro di struggente realismo. Nei secoli moltissimi musicisti, tra cui Pergolesi e Rossini, si sono ispirati, consegnando all’umanità opere che sfidano i secoli.Luigi De Simone
In preparazione alla Pasqua, gli attori del gruppo teatrale, facente capo proprio a De Simone, in una performance si confronteranno con il testo, dando voce al grande pathos della Madre. Una lirica contemporanea, liberamente adattata, in cui Maria dolorosa, iuxta crucem, insieme a sei lettori, piange il Figlio crocifisso. E’ la Mater dolorosa – continua De Simone – che accoglie lo stesso dolore di tante madri ancora oggi costrette a vivere momenti tragici contro natura: figli che muoiono anzi tempo per droga, per violenze, per maltrattamenti, per incidenti, perché soprattutto vittime di guerre. Maria, che noi siamo abituati a veder sotto la croce come l’Addolorata, sarà presentata, allora, come una semplice mamma: ella – conclude De Simone – non solo è la tipica donna del sud che resiste alle sue sofferenze per il dolore avuto, ma è anche la donna che trova nella speranza un motivo importante e fondamentale della sua vita: quella speranza si tramuterà nella gioia della Resurrezione.
NOLA – A meno di un mese dalla presentazione delle liste e a due dalle elezioni comunali del 25 maggio, a Nola il quadro politico è ancora tutto da decifrare. Se comuni vicini come Marigliano possono giustificare il ritardo con un commissariamento improvviso, nella città bruniana la confusione sembra il frutto di vecchie fratture e rancori mai sanati.
I tavoli politici si susseguono senza approdi concreti, e la frammentazione continua a dominare la scena. L’unico progetto con una fisionomia definita è quello guidato dal cardiologo Luigi Caliendo, che ha ufficializzato la sua candidatura, sostenuto da Fare Democratico, Azione e alcuni ex consiglieri comunali. Caliendo ha lanciato segnali distensivi verso il centrosinistra, ma PD e Nola Democratica, coordinati dal consigliere regionale Massimiliano Manfredi, sembrano ancora incerti sulle alleanze. Tuttavia, si parla dell’ingresso di una lista legata all’ex vicesindaco Tudisco nel loro campo.
Ancora più incerta la situazione per il gruppo Iovino-Mauro-Conventi-Barbato, che, con l’aggiunta del consigliere regionale Giovanni Mensorio, non ha ancora trovato un candidato unitario. I nomi circolati – dalla dottoressa Marinella Napolitano all’avvocato Domenico Vitale, dall’ingegnera Ada Minieri ad Arturo Cutolo – sembrano non convincere pienamente.
Alla finestra resta Andrea Ruggiero, promotore di un progetto civico autonomo che potrebbe trasformarsi in una candidatura solitaria sostenuta da due liste.
Cantine Villa Dora premiata al Vinitaly 2025 con il prestigioso Vinitaly Design Award
Un riconoscimento che celebra il connubio tra territorio, bellezza e innovazione.
Cantine Villa Dora, storica azienda vitivinicola alle pendici del Vesuvio, ha ricevuto il Vinitaly Design Award 2025, un premio che celebra l’eccellenza nel packaging e nel design nel mondo del vino.
Un riconoscimento prestigioso che non è solo estetica, ma racconto: quello di una famiglia, gli Ambrosio, che da generazioni porta avanti con passione e visione un progetto radicato profondamente nel territorio vesuviano.
A esprimere l’orgoglio dell’azienda è il direttore commerciale Vincenzo Orabona, che ha dichiarato:
> “È un’emozione indescrivibile portare un territorio piccolo come il Vesuvio su questi palcoscenici. Dalla qualità in bottiglia all’attenzione e allo studio sul packaging e il design, Villa Dora investe e crede fortemente nel suo territorio e lo fa nel rispetto della sua storia, e con una grande spinta all’innovazione.”
Parole che riflettono la missione di un’azienda che ha saputo fondere tradizione, identità e visione contemporanea, facendo del vino un mezzo di valorizzazione culturale e territoriale.
A prendere la parola anche Vincenzo Ambrosio, capostipite della famiglia e fondatore delle Cantine Villa Dora, che aggiunge:
> “Quando ho iniziato questo cammino, non immaginavo che un giorno avremmo ricevuto premi così importanti. Ma ho sempre creduto nella nostra terra, nella sua forza e nella sua unicità. Questo riconoscimento è il frutto di anni di sacrifici, ma soprattutto di un amore profondo per il Vesuvio e per ciò che rappresenta.”
Il Vinitaly Design Award rappresenta dunque non solo un traguardo, ma un nuovo punto di partenza per portare la Campania e le sue eccellenze sui palcoscenici più prestigiosi, nel segno dell’identità, della bellezza e della continua innovazione.
Aurora incanta ancora: il Vespucci si trasforma in una fiaba per i più piccoli
Veronica Maya e il Millennium Ensemble hanno portato magia e musica ad Ortona con il tour Mediterraneo 2025 nei Villaggi IN Italia
Ortona, 05 aprile 2025 – La magia è tornata a solcare le onde: dopo il successo della tappa veneziana del 29 marzo, la fiaba musicale Aurora e la nave incantata ha incantato anche il pubblico di Ortona, durante una delle soste più emozionanti del tour Mediterraneo 2025 dell’Amerigo Vespucci. Con la voce narrante di Veronica Maya e le suggestioni musicali del Millennium Ensemble, il Villaggio IN si è trasformato in un vero e proprio teatro galleggiante per i più piccoli.
Il progetto, nato da un’idea di Veronica Maya e sviluppato con la collaborazione di Nicol Montuori e Vincenzo Manzo, ha preso vita grazie alle musiche originali firmate dai compositori Catello Milo, Anna Maria Milo e Beatrice Milo. Un racconto capace di affascinare bambini e adulti, accompagnato da un’orchestra che ha reso ogni scena ancora più viva e poetica.
Protagonista musicale dell’evento, il Millennium Ensemble – con i maestri Fabio Angelo Colajanni (flauto), Massimo Lamarra (oboe), Emanuele Geraci (clarinetto), Andrea Brancalente (corno) e Gaetano Lo Bue (fagotto) – ha dato vita a un’atmosfera sonora incantevole, facendo vibrare ogni nota con grazia e potenza narrativa.
Prodotta dall’Associazione Musicale Assoflute nell’ambito del progetto “Il Mondo delle favole”, la fiaba ha confermato ancora una volta l’importanza della musica come ponte tra cultura, tradizione e immaginazione. La direzione artistica del maestro Fabio Angelo Colajanni ha saputo valorizzare ogni dettaglio, trasformando l’intera esperienza in un viaggio multisensoriale.
Significativo anche il contributo del Colonnello Attilio Cortone, ufficiale dell’Esercito Italiano in servizio in Libano, che ha curato la prefazione del progetto con parole colme di orgoglio e spirito d’avventura, richiamando i valori condivisi da generazioni di navigatori e sognatori.
Dopo la tappa di Ortona, il tour proseguirà nei prossimi Villaggi IN in Italia. Il calendario delle soste è in costante aggiornamento sul sito ufficiale www.tourvespucci.it, dove è possibile scoprire tutte le prossime occasioni per vivere questa straordinaria fiaba musicale.
Un’esperienza unica che ha già conquistato centinaia di famiglie, tra musica, storia e fantasia, riportando alla luce lo spirito avventuroso che da sempre anima il leggendario Amerigo Vespucci.
Momenti di terrore ad Acerra, dove un incendio scoppiato nella notte ha colpito un appartamento in Corso della Resistenza. Le fiamme si sono propagate al primo piano di una palazzina, generando panico tra i residenti e richiedendo l’intervento urgente dei Vigili del Fuoco.
Le cause dell’incendio non sono ancora state chiarite. I rilievi sono in corso e nessuna ipotesi è esclusa, nemmeno quella di un guasto elettrico. In pochi minuti l’interno dell’abitazione è stato invaso dal fuoco. Una coppia residente nell’appartamento, entrambi invalidi, è rimasta coinvolta: l’uomo è purtroppo deceduto, mentre la donna è stata soccorsa e portata in ospedale con gravi ustioni.
I soccorritori sono riusciti a evitare conseguenze peggiori, mettendo in salvo anche altri inquilini del palazzo. Sul posto sono intervenute le ambulanze, oltre a pattuglie della Polizia e squadre dei Vigili del Fuoco.
Notte Nazionale del Liceo Classico (XI edizione) – Liceo “E. Torricelli” di Somma Vesuviana.
I suoni, le voci, i miti e le storie del Mediterraneo hanno popolato per una notte le sale del Castello d’Alagno, a Somma Vesuviana. È il profumo del Mare nostrum quello che ha invaso, con veemenza, le nari di chi ha avuto la fortuna di vivere – venerdì scorso – l’XI Notte Nazionale del Liceo Classico del Liceo “E. Torricelli”, manifestazione promossa e supportata dal D.S., prof.ssa Anna Giugliano, e suggellata dall’emissione di uno speciale annullo filatelico dedicato all’evento. Un convegno con relatori illustri ha aperto la serata: il tema comune a tutti i licei d’Italia, il Mediterraneo appunto, nelle sue caleidoscopiche e spesso contrastanti sfaccettature, è stato l’oggetto degli interventi del prof. Marco Pacciarelli, docente di Preistoria e Protostoria presso l’Università di Napoli “Federico II”, e del prof. Giancarlo Abbamonte, docente di Filologia Classica presso lo stesso ateneo. I talentuosi allievi del Conservatorio di Avellino “D. Cimarosa”, accompagnati dalla maestra Marilena Laurenza, hanno impreziosito questa prima parte della serata con voci e melodie dalla forte potenza evocativa ed emotiva.
Il Mediterraneo ha poi mostrato, col calar del sole, gli altri suoi numerosi volti, attraverso la passione e il genio degli allievi e dei docenti del Liceo: Alessandria d’Egitto: porto di cultura, porto di culture: un’esperienza immersiva nell’Alessandria dei Tolomei; Mediterranei: intrecci di culture: un’originale installazione d’arte capace di richiamare sinesteticamente i mille aspetti del Mare nostrum; Mediterraneo una tensione dell’anima: il mare come tensione all’infinito e la terra come limite e prigione di questa nella riflessione e nelle voci dei ragazzi; Figlie d’ ’a tempesta: le Donne del Mediterraneo, il Mediterraneo delle donne: una catartica pièce teatrale, una lettura allegorica, attraverso una lente femminile e mediterranea, delle Argonautiche di Apollonio Rodio; appassionante la lezione teatralizzata Caos nell’animo, quiete sul mare: l’ossimorica vicenda di Ifigenia in Aulide: il drammatico racconto di Euripide che si presta a riflessioni universali ed eterne sulla condizione umana, sul pacifico quanto contrastante sfondo del mare in bonaccia; infine, un breve quanto intenso viaggio, parlato e cantato, nella musica d’autore italiana ne Il pensiero, come l’oceano, non lo puoi recintare.
Una notte, questa notte, che è un’alba di cultura, passione e speranza.
Riceviamo e pubblichiamo:
Nola, Certame Internazionale Bruniano: Matteo Di Mola del Liceo Manzoni di Milano vince l’edizione 2025 della gara letteraria.
Si è conclusa oggi la tre giorni alla quale ha partecipato Paolo Benanti che ha acceso un focus sulla relazione tra intelligenza artificiale e mnemotecnica.
E’ Matteo Fermo Di Mola del liceo classico Manzoni di Milano il vincitore della ventunesima edizione del “Certame Internazionale Bruniano”, la gara letteraria dedicata a Giordano Bruno, promossa dal Comune di Nola in collaborazione con la Fondazione “Parco letterario Giordano Bruno”, il liceo “Carducci” e la Pro-loco.
Matteo Di Mola, come gli altri 70 studenti che hanno partecipato, si è confrontato con i passi dell’opera “La Cena de le Ceneri”. Ha giocato in casa, invece, l’alunna che si è classificata al secondo posto: si tratta di Maria Triolo, iscritta al liceo Carducci di Nola. Terzo posto per un altro alunno campano: Simone Sannino del liceo Nobel di Torre del Greco. E’ del liceo classico Vittorio Emanuele di Napoli il quarto classificato Giovanni Anelitano. Resta a Nola il quinto premio che è stato assegnato ad Alessandra Monteforte del liceo Albertini. Ad aggiudicarsi il riconoscimento riservato agli studenti universitari è stata Lea Coppola dell’Università “L’Orientale” di Napoli.
Oggi la consegna dei premi alla fine di una tre giorni che si è svolta anche all’insegna dei dibattiti sull’intelligenza artificiale che ha visto dialogare con gli studenti il capo della commissione nazionale sull’intelligenza artificiale per l’informazione Paolo Benanti. Insieme con il presidente della Fondazione “Parco letterario Giordano Bruno”, Sebastiano Maffettone, filosofo e docente alla Luiss, gli studenti sono stati stuzzicati sulle ragioni comuni della mnemotecnica bruniana e, ad esempio, i social come Instagram e un chatbot che sfrutta l’intelligenza artificiale generativa come ChatGPT.
Ragionamenti che hanno sollecitato “l’intelligenza naturale” dei giovanissimi alunni che hanno partecipato con slancio ed interesse al consolidato appuntamento culturale e che questa mattina hanno affollato il salone del museo storico archeologico di Nola prima di ripartire per le destinazioni di provenienza.
Alla cerimonia organizzata per la consegna dei riconoscimenti hanno partecipato il vice prefetto Corinne Palumbo, sub commissario prefettizio del Comune di Nola, il presidente della Fondazione “Parco Letterario Giordano Bruno” Sebastiano Maffettone, la presidente della commissione esaminatrice Mariassunta Picardi, docente di storia della filosofia all’Università “L’Orientale” di Napoli e la dirigente scolastica del liceo Carducci Assunta Compagnone. Tutti hanno sottolineato il valore di un evento che va oltre la competizione fine a sé stessa e che rappresenta una preziosa occasione per valorizzare l’importanza dello studio del pensiero del pensatore nolano, per favorire gli scambi culturali tra le giovani generazioni e per promuovere una città antica come Nola, che ha fatto da culla a Giordano Bruno.
La ventunesima edizione del Certame Bruniano ha rappresentato anche l’occasione per inaugurare una staffetta filosofica tra le scuole partecipanti: al liceo Manzoni di Milano è stata infatti consegnata una scultura in bronzo realizzata dalla Fonderia Nolana Del Giudice di Nola, eccellenza internazionale nel campo delle produzioni artistiche. Si tratta di una barca sulla cui prua è posato un uccellino: sono i due simboli scelti per rappresentare i temi del viaggio e della libertà, cari a Giordano Bruno.
L’opera è firmata dal giovane scultore Antonio Della Guardia, realizzata con la tecnica della fusione a cera persa, così come spiegato da Antonio Del Giudice, docente di tecnica di fonderia all’Accademia di belle arti di Napoli oltre che socio del laboratorio nolano.
La scultura è il frutto di un concorso di idee come evidenziato dallo storico dell’arte Gianluca Riccio. L’anno prossimo sarà proprio il liceo milanese a passare il testimone alla scuola che si aggiudicherà il miglior risultato.
Dal punto di vista geografico, storico, monumentale e climatico Somma è un vero gioiellino. Peccato che è in atto una smobilitazione da parte delle attività commerciali tradizionali. A resistere ormai sono solo un manipolo di commercianti.
La grande distribuzione sta facendo una strage. Complice anche le vendite online. Bisognerà pur cominciare a ragionarci un giorno ed escogitare qualche tentativo di soluzione. Fermare la desertificazione e la decadenza non sarà facile. E non basterà il miracolo di Villa Augustea.
Uno spiraglio sarebbe tornare seriamente all’agricoltura. Ci sono fior di prodotti da coltivare. E mettere in vetrina non solo gli edifici storici ma anche chicche gastronomiche come frutti (Crisommole? Catranesca?) con storie ultrasecolari alle spalle. E’ dunque necessario la cultura, la storia, anche per la promozione dell’attività primaria (l’agricoltura). L’ideale è puntare su produzioni di nicchia visto che ormai è impossibile (per troppa antropizzazione della superficie) puntare sulle quantità.
Con tanti ristoranti all’opera non basta il richiamo gastronomico. Ci vogliono manifestazioni spalmate tutto l’anno.
Moltiplicare i tanti piccoli eventi come sta avvenendo è praticamente inutile. C’è bisogno anche di due/tre grandi (grandissimi) eventi diffusi lungo un calendario annuale. Qualcosa già c’è (Il Palio? Festa delle Lucerne?) Basta potenziare l’organizzazione investendoci economicamente anche soldi pubblici. Tenendoli in piedi per due tre mesi ciascuno. E creando qualcosa di nuovo e moderno con l’incarico a professionisti di settore (Folk? Multimediale? Ballo?)
E’ assurdo pensare di risolvere tutto questo con centinaia di piccole associazioni. Anche in questo caso bisognerebbe farne crescere un paio dando loro i mezzi necessari a pensare in grande. Questo bisognerebbe fare: pensare in grande! Ma per pensare in grande bisogna studiare e anche molto. E la nostra governance sta studiando?
Per celebrare il ruolo delle donne “nel tempo e nella musica” l’ISIS “Luigi de’ Medici” ha invitato il coro “Gaetano Di Matteo” che ha dato una splendida prova della sua tecnica e del suo “genio” musicale. Il nome del Coro è in memoriam del musicista che per primo disegnò a Somma un progetto di gruppo musicale: e il Coro – oggi un Coro pop- è diretto in modo magistrale dalla moglie del musicista Gaetano Di Matteo, Rosa Coppola. Musiche e arrangiamenti del Maestro Ciro Perna.
Nel vasto suo repertorio il Coro ha scelto le canzoni che meglio rispondono al tema della serata, “il ruolo della donna nel tempo e nella musica”: Senza ‘e te, Resta cum’ me, Donna, Viva la Mamma, E mo’ e mo’, Tammurriata nera. Cito queste, perché l’elenco completo sarebbe troppo lungo, e perché, nell’eseguirle, il Coro ha dato una straordinaria prova del potere evocativo della sua interpretazione: in certi passaggi, in certe pause, in certe variazioni di tono gli interpreti hanno indotto noi spettatori e ascoltatori – un pubblico assai numeroso – a ricordare, e, come sollecitati da un impulso naturale, a “vedere” gli interpreti primi di quelle canzoni: il falsetto e la “mezza voce” di Pino Daniele, la malinconia di Mia Martini, l’entusiasmo di Domenico Modugno, la vibrante irruenza di Edoardo Bennato, la voce cristallina di Peppino di Capri, in cui ci sono il mare e la luce dell’isola azzurra, la sostenuta delicatezza di Roberto Murolo quando cantava “Tammurriata nera” e il canto libero, segnato da punte di ironia, di Massimo Ranieri, quando canta e “grida” la stessa canzone. Ma il coro “Gaetano Di Matteo” non si è limitato alla pura imitazione: negli “attacchi” – tutti i tipi di “attacco” – nell’accordare i “filati” ,nel variare ritmi e toni i coreuti hanno cantato calibrati arrangiamenti, documento oggettivo di una luminosa sapienza musicale: mi riferisco in particolare ad alcuni “passaggi” dell’interpretazione di Resta cum’ me, di Donna, di Tammurriata Nera, che il Coro ha eseguito in modo coinvolgente, perfettamente sostenuto dal pianista, dal chitarrista e da adattamenti musicali registrati. Ma il Coro ha acceso l’entusiasmo del pubblico soprattutto perché ha saputo fondere tutte le voci nell’incanto di una sola voce, e mettere insieme le emozioni dei singoli cantanti in una sola ammaliante emozione: il Coro diventava, nel canto, una sola famiglia, e riusciva a trasmettere a noi tutti quell’emozione, e a suscitare in noi commozione – quando hanno cantato Resta cum’ me– e, già alle prime note di Tammurriata nera, una serena eccitazione: la serena eccitazione di chi, tra il pubblico, si è messo a ballare, a cantare, ad accompagnare battendo ritmicamente le mani il canto dei coreuti. Uno spettacolo gioioso, di una gioia colma di significati. E mentre mi rimproveravo per non aver mai accolto i numerosi inviti ad assistere ai concerti del Coro – inviti fatti da Carmela D’Avino, la Direttrice del nostro giornale, che è membro del Coro-, mi sono ricordato, e ne ho parlato nel mio intervento, di chi sosteneva che forse Eva non sbagliò del tutto quando disobbedì a Dio: se l’umanità fosse rimasta per sempre nell’Eden, non avrebbe avuto la possibilità di creare la poesia, la musica e le arti tutte: del resto, non c’è artista che non abbia avuto la sua Musa, la Donna capace di orientare la sua visione di sé stesso e del mondo. Il sindaco di Ottaviano, prof. Biagio Simonetti, ha ringraziato il prof. Vincenzo Falco, Dirigente dell’Istituto, per aver organizzato un evento di tale livello, ha elogiato il Coro, la direttrice, il Maestro Ciro Perna, i musicisti, ha sottolineato con vigore il fatto che i progetti disegnati e sviluppati dal Dirigente e dai docenti tutti del “de’ Medici” promuovono organicamente lo sviluppo culturale e sociale della comunità vesuviana e aprono a decine di allievi una strada sicura verso un lavoro “creativo”. La prof.ssa Anna Fornaro, Dirigente dell’IS “Domenico Beneventano”, ha condiviso le parole del Primo Cittadino e ha aggiunto che nell’attività dell’Isis “Luigi de’Medici” si conciliano con sapienza innovazione e rispetto della tradizione. E’ un elogio non di maniera: perché la Fornaro dice sempre e solo quello che pensa veramente, e perché la saggia innovazione e il rispetto della tradizione sono i cardini su cui è costruita l’attività anche dell’Istituto diretto da Lei. Ha moderato la serata la prof.ssa Rosaria Valletta, che ha suscitato scrosci di applausi con i suoi casti passi di danza. E io ringrazio la preziosa cortesia della prof.ssa Anna Maria Napolitano.
Si sono tenuti oggi i funerali di Lucia Iervolino, la 31enne di Ottaviano che si è spenta lo scorso martedì.
Tantissime le persone presenti per dare l’ultimo saluto alla ragazza: la piazza di San Gennarello, così come la chiesa in cui sono avvenute le esequie, era colma di familiari, amici, conoscenti o semplicemente di persone che hanno voluto omaggiare una giovane vita andata via troppo presto.
Una funzione molto emozionante seguita da un primo momento di silenzio al di fuori della chiesa, per poi far suonare l’allarme delle ambulanze del Soccorso San Gennaro e altre, di cui il marito Francesco è il responsabile.
Momenti che lasciano una tristezza di fondo, la stessa che ha accompagnato Ottaviano in questi giorni e che, oggi, ha stretto in un abbraccio di calore le persone a lei più care.
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