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All’ I.S.I.S “Luigi de’ Medici” il fascinoso concerto del coro “Gaetano Di Matteo”

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Per celebrare il ruolo delle donne “nel tempo e nella musica” l’ISIS “Luigi de’ Medici” ha invitato il coro “Gaetano Di Matteo” che ha dato una splendida prova della sua tecnica e del suo “genio” musicale. Il nome del Coro è in memoriam del musicista che per primo disegnò a Somma un progetto di gruppo musicale: e il Coro – oggi un Coro pop- è diretto in modo magistrale dalla moglie del musicista Gaetano Di Matteo, Rosa Coppola. Musiche e arrangiamenti del Maestro Ciro Perna.

 

 

Nel vasto suo repertorio il Coro ha scelto le canzoni che meglio rispondono al tema della serata, “il ruolo della donna nel tempo e nella musica”: Senza ‘e te, Resta cum’ me, Donna, Viva la Mamma, E mo’ e mo’, Tammurriata nera. Cito queste, perché l’elenco completo sarebbe troppo lungo, e perché, nell’eseguirle, il Coro ha dato una straordinaria prova del potere evocativo della sua interpretazione: in certi passaggi, in certe pause, in certe variazioni di tono gli interpreti hanno indotto noi spettatori e ascoltatori – un pubblico assai numeroso – a ricordare, e, come sollecitati da un impulso naturale, a “vedere” gli interpreti primi di quelle canzoni: il falsetto e la “mezza voce” di Pino Daniele, la malinconia di Mia Martini, l’entusiasmo di Domenico Modugno, la vibrante irruenza di Edoardo Bennato, la voce cristallina di Peppino di Capri, in cui ci sono il mare e la luce dell’isola azzurra, la sostenuta delicatezza di Roberto Murolo quando cantava “Tammurriata nera” e il canto libero, segnato da punte di ironia, di Massimo Ranieri, quando canta e “grida” la stessa canzone. Ma il coro “Gaetano Di Matteo” non si è limitato alla pura imitazione: negli “attacchi” – tutti i tipi di “attacco” – nell’accordare i “filati” ,nel variare ritmi e toni i coreuti hanno cantato calibrati arrangiamenti, documento oggettivo di una luminosa sapienza musicale: mi riferisco in particolare ad alcuni “passaggi” dell’interpretazione di Resta cum’ me, di Donna, di Tammurriata Nera, che il Coro ha eseguito in modo coinvolgente, perfettamente sostenuto dal pianista, dal chitarrista e da adattamenti musicali registrati. Ma il Coro ha acceso l’entusiasmo del pubblico soprattutto perché ha saputo fondere tutte le voci nell’incanto di una sola voce, e mettere insieme le emozioni dei singoli cantanti in una sola ammaliante emozione: il Coro diventava, nel canto, una sola famiglia, e riusciva a trasmettere a noi tutti quell’emozione, e a suscitare in noi commozione – quando hanno cantato Resta cum’ me– e, già alle prime note di Tammurriata nera, una serena eccitazione: la serena eccitazione di chi, tra il pubblico, si è messo a ballare, a cantare, ad accompagnare battendo ritmicamente le mani il canto dei coreuti. Uno spettacolo gioioso, di una gioia colma di significati. E mentre mi rimproveravo per non aver mai accolto i numerosi inviti ad assistere ai concerti del Coro – inviti fatti da Carmela D’Avino, la Direttrice del nostro giornale, che è membro del Coro-, mi sono ricordato, e ne ho parlato nel mio intervento, di chi sosteneva che forse Eva non sbagliò del tutto quando disobbedì a Dio: se l’umanità fosse rimasta per sempre nell’Eden, non avrebbe avuto la possibilità di creare la poesia, la musica e le arti tutte: del resto, non c’è artista che non abbia avuto la sua Musa, la Donna capace di orientare la sua visione di sé stesso e del mondo. Il sindaco di Ottaviano, prof. Biagio Simonetti, ha ringraziato il prof. Vincenzo Falco, Dirigente dell’Istituto, per aver organizzato un evento di tale livello, ha elogiato il Coro, la direttrice, il Maestro Ciro Perna, i musicisti, ha sottolineato con vigore il fatto che i progetti disegnati e sviluppati dal Dirigente e dai docenti tutti del “de’ Medici” promuovono organicamente lo sviluppo culturale e sociale della comunità vesuviana e aprono a decine di allievi una strada sicura verso un lavoro “creativo”. La prof.ssa Anna Fornaro, Dirigente dell’IS “Domenico Beneventano”, ha condiviso le parole del Primo Cittadino e ha aggiunto che nell’attività dell’Isis “Luigi de’Medici” si conciliano con sapienza innovazione e rispetto della tradizione. E’ un elogio non di maniera: perché la Fornaro dice sempre e solo quello che pensa veramente, e perché la saggia innovazione e il rispetto della tradizione sono i cardini su cui è costruita l’attività anche dell’Istituto diretto da Lei. Ha moderato la serata la prof.ssa Rosaria Valletta, che ha suscitato scrosci di applausi con i suoi casti passi di danza. E io ringrazio la preziosa cortesia della prof.ssa Anna Maria Napolitano.

 

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