Un finale thriller rimanda tutto all’ultima giornata

C’è stata una vera e propria montagna russa di emozioni tra Parma e Milano, con la contemporaneità che regala una delle più belle giornate degli ultimi anni. Al 90′ Pedro pareggia a San Siro una partita che sembrava ormai nelle mani dell’Inter e dopo poco l’arbitro Doveri assegna il rigore del potenziale +3, ma il Var lo cancella (giustamente): questo ribaltamento ha ricordato la stagione 2017/18 e il Napoli di Sarri capace di passare da -9 a -4 dalla Juventus nel giro di pochi minuti. All’ultima tornata di questo campionato, gli uomini di Conte arrivano con un punto di vantaggio sui nerazzurri e l’atto finale vedrà in scena (verosimilmente di giovedì) Napoli-Cagliari in casa e Como-Inter. Ormai non contano più il gioco, gli schemi ma solo la lucidità nelle scelte: nei prossimi giorni occorrerà lavorare ancora sulla testa, evitando di farsi prendere dalla paura di fare l’ultimo passo contro un avversario che non ha nulla da perdere, proprio come lo era il Genoa settimana scorsa. Tutta la città e il Maradona attendono trepidamente la notte in cui si potrebbe riscrivere la storia, ma dovrà dare il suo contributo trasformandosi nella bolgia che possa condurre gli azzurri al traguardo.

Ascensore precipita con intera famiglia a bordo

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Paura nella serata di ieri in via Madonna del Principio, nei pressi della villa comunale di Torre del Greco: un intero nucleo familiare – padre, madre e due figli – è rimasto coinvolto nella caduta improvvisa di un ascensore all’interno del palazzo in cui vivono.

L’accaduto

Il grave episodio si è verificato mentre l’elevatore era in salita verso il terzo piano. Improvvisamente, l’impianto ha perso quota, scendendo di colpo per due piani prima di arrestarsi grazie al sistema di sicurezza che ha impedito l’impatto con il fondo del vano.

Sul luogo sono prontamente arrivati i vigili del fuoco e i sanitari del 118, che hanno prestato i primi soccorsi e trasportato i quattro coinvolti negli ospedali cittadini: la madre e uno dei figli al Cardarelli, mentre il padre e l’altro figlio sono stati accompagnati all’Ospedale del Mare. Nessuno dei feriti è in gravi condizioni, ma tutti sono stati trattenuti per monitoraggio, anche a causa del forte trauma emotivo.

Le verifiche in corso

Sono attualmente in corso indagini per capire cosa abbia causato il malfunzionamento dell’ascensore. Alcuni condomini hanno riferito che l’impianto – un modello idraulico installato circa nove anni fa – aveva già dato problemi in passato, con almeno tre episodi di blocco che avevano richiesto l’intervento della manutenzione.

Gli inquirenti stanno cercando di accertare se ci siano state mancanze nei controlli periodici o difetti strutturali che possano aver compromesso il funzionamento del dispositivo. L’obiettivo è fare piena luce sull’accaduto ed evitare che episodi simili possano ripetersi.

Danneggiata l’auto di scorta di Borrelli dopo le minacce della tiktoker De Crescenzo

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Ercolano, danneggiata durante un sopralluogo l’auto di scorta del deputato Borrelli dopo le minacce pubbliche della tiktoker De Crescenzo. Il deputato accolto da alcuni ragazzini che urlano “viva la camorra”. “Le minacce pubbliche e la pressione criminale aumentata del 100% dopo i video di minacce e insulti di pregiudicati e tiktoker della malaNapoli”.

L’auto di scorta del deputato Francesco Emilio Borrelli è stata danneggiata da ignoti nel tardo pomeriggio di sabato mentre il parlamentare, insieme alla scorta e ad una pattuglia della polizia di stato, era impegnato in un sopralluogo sulla spiaggia dell’ex lido Arturo di Ercolano cementificato e recentemente sequestrato. Terminato l’intervento, Borrelli e la scorta hanno trovato una ruota squarciata. Poco prima sempre il deputato era stato protagonista di un’accesa discussione con una donna che difendeva i parcheggiatori abusivi. Mentre alcuni presenti solidarizzavano con Borrelli, un gruppo di ragazzini ha iniziato ad  inneggiare alla camorra al suo passaggio. Questo ennesimo episodio intimidatorio avviene subito dopo la sfida e le minacce ricevute da Borrelli da alcuni noti tiktoker tra cui Rita de Crescenzo ed esponenti del mondo della criminalità.

“Un segnale intimidatorio molto grave. Le minacce e la pressione criminale è aumentata del 100% da quando sono arrivate le minacce pubbliche di tiktoker e pregiudicati dopo le mie denunce sulla gestione illecita di approdi e campi boe sul lungomare di Napoli. La sfida lanciata da alcuni tiktoker e da esponenti dei clan, ai quali evidentemente dà molto fastidio la mia azione contro l’illegalità diffusa e la loro presenza oppressiva in diversi quartieri della città, sta salendo di livello e ciò significa che siamo sulla strada giusta. Non è un caso che in alcuni contesti dove mi reco trovo puntualmente giovanissimi inneggianti alla camorra e adulti pronti a prendere sempre le parti della criminalità e mai quelle delle vittime innocenti e delle persone oneste. Le numerose testimonianze di solidarietà che sto ricevendo in questi momenti mi danno la forza per continuare sulla strada della legalità e”. Queste le parole di Borrelli.

https://www.facebook.com/francescoemilio.borrelli/videos/1835411840358650

“Mi fido” è il nuovo singolo di Luca Parula

Abbiamo incontrato Luca Parula che in questa intervista ci parla del suo nuovo singolo, dell’attuale situazione discografica e dei suoi progetti. 

Può tradirti tutto, tranne la musica! È il credo fondamentale del cantautore partenopeo che con la band dei Parula raccolse premi e consensi fino alla prima metà degli anni Duemila. Fra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000 Internet non aveva ancora preso il sopravvento e la discografia si muoveva ancora alla vecchia maniera. La band dei Parula aveva conquistato tanto seguito grazie ai continui concerti in tutta la penisola e a un unico album che superò le cinquemila copie di vendita grazie al pubblico dei live.

Hai nostalgia di quel periodo?

Non saprei dirti se è nostalgia. È cambiato e passato tutto velocemente. Eravamo tutti amici, molto uniti. Il web non aveva preso ancora il sopravvento. Oggi è un miraggio poter fare tutti quei concerti. C’è saturazione di proposte, i giovanissimi riempiono le piattaforme digitali ma ci sono pochi spazi e occasioni per emergere se non agendo molto attraverso i social. Da questo punto di vista sono fuori target però ammetto che uso anche io i social e confesso che un minimo di pubblico nuovo lo sto conquistando.

Perché hai scelto una ballad per il tuo ritorno discografico?

È nata in una sera d’estate, quasi di getto e ho preferito lasciarle questa nudità. Anche Skioffi, il produttore che l’ha arrangiata, e che ha lavorato con Achille Lauro, Nayt, Rancore e altri, l’ha immaginata così e al di là del fatto che si tratta di suoni decisamente puri ma vintage, ho ricevuto molti apprezzamenti in merito.

Nel testo ti specchi molto nella natura e nell’amore, inteso proprio come sentimento universale.

È ciò che credo e penso. Da sempre. Natura e musica non tradiscono. Gli esseri umani sono più deboli ma un sentimento forte e puro sa resistere a tutto.

Quindi stavolta non ti prenderai lunghe pause dalla musica?

No, fino a quando avrò la possibilità di esprimermi, continuerò. L’etichetta Soter mi segue con stima e fiducia. Il prossimo pezzo sarà molto più ritmico e ha nel titolo le atmosfere estive anche se i miei testi sono sempre metaforici e apparentemente leggeri. Musicalmente ci sta lavorando Daniele Franzese, che vanta produzioni con Clementino, Stè, Ivan Cattaneo, Riserva Moac e tutta la scena indie campana degli ultimi anni. Sarà un pezzo molto solare.

Magari senza volerlo, diventerà un tormentone.

Per adesso miro a presentare nuova musica man mano. Io mi auguro che i miei pezzi piacciano a vari tipi di pubblico: quello social e a coloro che amano ascoltare musica in maniera più personale. Questa sarebbe una bella vittoria.

Castello di Cisterna si tinge di rosa: il Giro d’Italia accende riflettori su storia e tradizione locale

Castello di Cisterna ha accolto una tappa del Giro d’Italia con entusiasmo e partecipazione. Il paese si è colorato di rosa e ha promosso le sue tradizioni artigianali grazie allo stand curato dall’associazione Iris – Cisterna in Comune.     Sono passati pochi giorni, ma l’entusiasmo e l’orgoglio per quanto vissuto restano vivi nella memoria dei cittadini di Castello di Cisterna, che giovedì ha accolto una delle tappe della 108esima edizione del Giro d’Italia. Un momento storico per la comunità, che ha colto l’occasione per raccontarsi e mostrarsi al meglio. Il paese si è “vestito di rosa”, tra striscioni, entusiasmo e partecipazione collettiva. Un’atmosfera di festa che ha unito generazioni, sportivi, curiosi e cittadini, facendo da cornice al passaggio della carovana rosa. A contribuire a rendere speciale la giornata anche l’impegno dell’associazione Iris – Cisterna in Comune, che ha allestito uno stand espositivo dedicato alla storia della lavorazione della pietrarsa, una delle tradizioni artigianali più antiche e identitarie del territorio. Un’occasione preziosa per valorizzare la memoria storica e culturale del paese e farla conoscere anche oltre i confini locali. Un ringraziamento speciale va al maestro Luigi Minichino, che ha generosamente messo a disposizione alcuni dei suoi strumenti e manufatti, offrendo così uno spaccato autentico del saper fare artigiano cisternese. L’evento si è svolto in un clima sereno e ben organizzato, grazie al lavoro del Comando dei vigili urbani e della Protezione Civile di Castello di Cisterna, che hanno garantito la sicurezza e la fluidità delle operazioni lungo tutto il percorso. Il passaggio del Giro d’Italia ha rappresentato molto più di un evento sportivo: è stato un momento di visibilità, coesione e orgoglio per l’intera comunità, che ha saputo accogliere con entusiasmo e rispetto uno degli appuntamenti più amati del calendario nazionale.

Nati per Leggere Campania: un premio alla passione che supera la mancanza di un sostegno reale

Al Salone del Libro di Torino, Nati per Leggere Campania ha ricevuto il Premio Nazionale come miglior “Rete di Libri – Progetto consolidato” grazie all’impegno, alla continuità e alla forza della rete territoriale, che si regge sul lavoro appassionato di operatori, pediatri e volontari.     In un mondo sempre più segnato dalla presenza dell’intelligenza artificiale, anche tra le nuove generazioni, esistono ancora luoghi dove le storie prendono forma attraverso i libri, gli autori e il confronto umano. Il Salone del Libro di Torino è uno di questi spazi, dove la parola scritta continua a generare pensiero, dialogo e scoperta. E proprio qui, nell’ambito del Premio Nazionale Nati per Leggere, che è stato conferito a Nati per Leggere Campania il prestigioso Premio come migliore “Rete di Libri – Progetto consolidato”. Il Premio Nazionale Nati per Leggere si articola in diverse sezioni – Nascere con i libri, Crescere con i libri, Reti di libri e Premio Pasquale Causa – pensate per valorizzare le buone pratiche di promozione della lettura sin dalla prima infanzia. A distinguersi quest’anno è stata proprio la rete campana, premiata come migliore rete di libri d’Italia nella sezione Reti di libri, grazie all’impegno, alla continuità e alla forza della rete territoriale, che si regge sul lavoro appassionato di operatori, pediatri e volontari. Presenti alla cerimonia di premiazione Claudia Cioffi, Giovanna Megna, Anna Riva, Gioacchino Di Capua, in rappresentanza della rete campana, e Rosanna Romano, Direttore Generale Politiche Culturali Regione Campania. Nati per leggere, nasce con l’obiettivo di proporre gratuitamente alle famiglie con bambini fino a 6 anni di età attività di lettura che costituiscono un’esperienza importante per lo sviluppo cognitivo dei bambini e per lo sviluppo delle capacità dei genitori di crescere con i loro figli. La sezione campana ha mosso i primi passi nel 2000, grazie a un piccolo gruppo di pediatri coraggiosi e ostinati, e ha visto nel 2012 la nascita del primo Punto Lettura Nati per Leggere d’Italia a Napoli. Oggi in Campania sono attivi oltre 41 i presìdi e vengono raggiunte, dagli interventi messi in campo, oltre 4000 famiglie. In un tempo in cui l’innovazione corre veloce, iniziative come “Nati per Leggere” ricordano quanto sia fondamentale investire nelle relazioni, nella cultura e nel tempo condiviso con i più piccoli. Il riconoscimento ottenuto a Torino non è solo un premio, ma un segnale forte: la lettura condivisa è un collante per costruire ponti e formare cittadini consapevoli sin dai primi anni di vita.  

Somma Vesuviana, il registro per le feste : l’amministrazione non perda l’occasione!

La legge regionale è la n. 7/2021 e si ispira ad una intuizione del compianto Luigi Veronelli (1926-2004) che aveva suggerito ai Comuni d’Italia le Denominazioni Comunali d’Origine. (De.co.).   Si aiutavano così le produzioni agricole, e non solo,  in difficoltà, dando ad esse dignità con piccoli marchi e riconoscimenti di livello comunale ed appositi registri. E Veronelli, giornalista, è stato il precursore nella valorizzazione dei prodotti agricoli italiani. Il regolamento di applicazione è il numero 11 del 12/10/2022. Se ne è parlato recentemente in un convegno tenuto ad Avella per promuovere e valorizzare le produzioni locali. La Regione Campania dunque ha fatto sua l’idea che in tanti comuni, soprattutto  del nord, hanno in passato adottato per valorizzare le proprie piccole eccellenze alimentari. Ovviamente non ha niente a che fare con i rigidi disciplinari delle DOC/IGP/DOP ecc, di riconoscimento comunitario, destinati a produzioni più ricche sul piano commerciale. Per la verità il suggerimento del Veronelli non era rivolto solo ai prodotti identitari minori, ma anche alle  tradizioni dei territori, quindi usanze, feste, ricorrenze, sistemi di lavorazione,  che avessero l’esigenza della salvaguardia. E bene ha fatto la Regione a proporre quel regolamento quasi integralmente, istituendone, però, il Registro Regionale (delle DE.CO). Ci permettiamo suggerire all’Amministrazione Comunale, se non l’avesse già fatto, di non perdere l’occasione di agire. Ci sono almeno due soggetti da candidare senza indugio: la festa delle Lucerne e il Palio di Somma.   Non per proteggerle da possibili copie (del resto già in essere per il Palio), ma per accedere ai benefici contributivi che la legge prevede. E per onore di cronaca aggiungiamo (ma solo per gratificare i nostri preziosi lettori…) che il Comune di Somma, pare nel lontano 2005, si fosse già adoprato per istituire tale Registro Comunale delle De.Co. Purtroppo, come sempre qui succede, pochissimi o (peggio) nessuno, ci credettero e tutto fallì miseramente. Ma erano solo venti anni fa.  

Cicerone si accorge, all’improvviso, della mediocrità politica e caratteriale del suo amico Pompeo

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Capita da sempre che un personaggio considerato da tutti geniale, chiamato a governare la cosa pubblica, deluda le aspettative e venga condannato anche dai suoi amici. Tra i tre triumviri, Cesare, Pompeo e Crasso, che presero il potere a Roma nel 60 a.C. Cicerone riservava la sua ammirazione a Pompeo. Ma si accorse subito della mediocrità maligna del suo amico, e “dipinge” questa mediocrità con suo magnifico stile che trasforma le parole in immagini e in tocchi di pennello. Correda l’articolo l’affresco di Cesare Maccari “Cicerone accusa Catilina in Senato” (cm.400 x900, dipinto nel 1880).   All’improvviso Pompeo appare così insignificante da non suggerire a Cicerone un’immagine definitiva, la forma sintetica della propria nullità: l’oratore non dimentica del tutto l’amicizia, anche se si accorge che l’amico è invidioso di lui. Pompeo non evoca parole icastiche, ma solo biliosi giri di frase. Pompeo, a chiacchiere, rispetta Cicerone: me diligit, amplectitur, amat, laudat: ma in realtà invidet, non mi può vedere. Non a caso Cicerone sceglie questo verbo: l’“invidia” è un’ostilità che presuppone nell’invidioso la coscienza del suo essere inferiore all’invidiato. E l’inconsistenza del carattere di Pompeo è tale che egli vorrebbe nascondere questo disturbo della sua “vista”, ma non sa che un disturbo che si vede a occhio nudo, perspicuum est: invidia perspicua est: è un sottile gioco di parole, condotto sulla base di una figura, l’antitesi, che Cicerone usa magistralmente. La nullità di Pompeo è un cumulo di nullità disposte a scala: nihil simplex, nihil en tois politikois illustre, nihil honestum, nihil forte, nihil liberum. Questa somma di mediocrità è lo stesso Pompeo di cui Cicerone si dichiara ancora amico: ma anche in questo caso l’incoerenza ha una sua logica. Questa “mezza calzetta” piace a Cicerone: egli è un “margutte”, un gigante restato nano, che cerca l’autore che lo allunghi un poco, e Cicerone crede di poter essere questo autore, ed è convinto che Pompeo sa che solo Cicerone può esserlo. E perciò Cicerone fa il proprio gioco: lo deprime, lo smonta, lo umilia, lo disegna sempre in bilico, incerto, impotente, perché si sappia che solo lui gli potrà fornire il filo perché non si sperda nel labirinto e trovi la porta verso il sole. Così scrive ad Attico il 25 luglio del 59, poche ore dopo che il console Bibulo ha rinviato i comizi elettorali dimostrando platealmente che l’arroganza dei triumviri, esacerbata dai fischi della massa, sibilis vulgi, e dai mormorii ostili dell’intera Italia, vuole lo scontro: e Pompeo non sa che fare: questo nostro amico, insolens infamiae, non abituato al disprezzo del popolo, semper in laude versatus, abituato da sempre a muoversi tra folle plaudenti, circumfluens gloria,  sempre avvolto in un alone di gloria, deformatus corpore, fractus animo quo se conferat nescit, ora non sa dove sbattere la testa, ed è rotto dentro, e si è accasciato. Non ho saputo trattenere le lacrime quando l’ho visto parlare al popolo sugli editti di Bibulo.  Lui che in quel luogo, in altri, tempi era solito fare sfoggio di tutta la sua magnificenza, in mezzo al favore e all’amore del popolo, come teneva gli occhi bassi, oggi, e come stava abbattuto, e come dispiaceva a sé stesso, e non solo a coloro che si trovavano lì.   Stava tra le stelle e ora si trovava in una fogna: Cicerone gli concedeva – ma era un’attenuante più maligna di un’aggravante – gli concedeva la scusa dell’errore: non vi è caduto per sua libera scelta, vi è scivolato dentro, e se ne è accorto solo quando si è trovato giù. E’ come se Apelle avesse visto la sua Venere, o Protogene il suo famoso Ialiso, imbrattati di sudiciume. Penso che ne avrebbero sofferto molto: e così io ho visto, con molta amarezza, deformarsi all’improvviso l’immagine di quest’uomo che era stata da me dipinta e rifinita con tutti i colori dell’ arte. Nonostante tutto, dice Cicerone, il mio amore per lui è così grande che non c’è oltraggio che possa cancellarlo. In quel momento, l’artista e autore Cicerone metteva da parte il risentimento e riapriva la strada dell’amore: la sua creatura aveva bisogno del suo Apelle: senza i “ colori ” dell’artista  vir tam vehemens tamque acer in ferro et tam insuetus contumeliae, quest’uomo così incapace di controllare i suoi sentimenti, così energico nell’usare le armi, così poco abituato all’oltraggio, non avrebbe saputo frenare la sua ira. Ma Pompeo è un uomo finito: anche la terza moglie lo ha tradito. E con chi, poi… Pompeo il conquistatore dell’Oriente, il vincitore di Mitridate, il novello Alessandro, torna in Italia, onusto di corone e di bottino, nel dicembre del ’62. E prima ancora che la flotta entri nel porto di Brindisi, arriva a Pompeo la notizia che la moglie Mucia, in sua assenza, se l’è spassata con un drappello di amanti, tra cui c’è anche Cesare. Non si sa come Pompeo prenda la cosa. Secondo Svetonio ( Caes. 50, 1), egli si aggrappa alla cultura: gemendo, gemens, fa ricadere ogni colpa sulla testa di Cesare bollandone l’infamia col dotto soprannome di Egisto. Ma secondo lo storico Carcopino, Pompeo, il conquistatore dell’Oriente si comporta da vero romano, senza banali sentimentalismi: immediatamente spedisce alla moglie infedele una lettera di ripudio, asciutta e breve: non si degna nemmeno di spiegare le ragioni della sua decisione. Ma Carcopino fu un ammiratore di Pompeo.  

ASI Caserta, convegno Con.forma: “L’IA al servizio della sicurezza sui luoghi di lavoro”

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 L’Intelligenza Artificiale al servizio della sicurezza sul lavoro, sia nel momento formativo dei dipendenti con l’ausilio di strumenti come la realtà aumentata, sia durante le loro mansioni attraverso app e dispositivi di protezione in grado di monitorare l’effettiva applicazione di tutte le norme. Obiettivo dichiarato: ridurre in maniera significativa le cosiddette morti bianche, oltre mille nel 2024 e con un trend simile anche quest’anno. Sono stati i temi al centro del convegno “L’innovazione al servizio della prevenzione. Dagli adempimenti ai provvedimenti: una nuova prospettiva nell’approccio alla sicurezza sul lavoro”, organizzato da Con.forma con il supporto logistico e operativo di Vialab che si è tenuto all’Area Asi di Caserta.

Alla tavola rotonda presieduta e moderata dal presidente di Con.forma Domenico Gallo, sono intervenuti l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, il Direttore centrale della Prevenzione Inail Ester Rotoli, il Direttore dell’Ispettorato del lavoro area metropolitana di Napoli Giuseppe Cantisano, l’amministratore di Vialab Group Vincenzo Iavarone, dopo i saluti istituzionali dell’amministratrice del Consorzio ex 3M Angela Marchese«In questa area industriale l’apertura di nuove attività è molto più di un traguardo, è una promessa di continuare ad investire nel territorio, nelle persone e nella qualità del lavoro». Ha detto la numero uno dell’area Asi Caserta, tagliando il nastro dei nuovi uffici di Vialab. Durante l’evento sono intervenuti anche Andrea Rossi ideatore dell’app AR Check-In, un’applicazione che monitora la corretta esecuzione delle procedure di sicurezza, e Lidano Lunghi ideatore del Casco Cascam, che aiuta a monitorare i parametri biologici del lavoratore e chimico/fisici dell’ambiente di lavoro.

Il “padre” del decreto legislativo 81 del 2008, l’ex ministro Cesare Damiano, ha parlato di digitalizzazione dei processi produttivi. «La domanda è se i nuovi strumenti tecnologici possono aiutare al fine di diminuire le morti sul lavoro, gli infortuni e le malattie professionali». Si è chiesto, rispondendo: «Penso che le opportunità ci siano perché sono già sperimentate molte di queste tecnologie. Il mio sogno è quello del cantiere digitale, l’ingresso con un badge, l’utilizzo dei sensori nei dispositivi di protezione individuale per fare in modo che le squadre di lavoratori utilizzino effettivamente tutti questi dispositivi. Poi possiamo avere l’airbag di caduta o l’allarme per l’uomo isolato». Specificando: «Insieme ai sindacati bisognerebbe far capire che l’uso dell’intelligenza artificiale non serve a controllare il lavoratore ma l’utilizzo di tutte le regole e i dispositivi per salvaguardarne l’integrità psicofisica».

Per Ester Rotoli bisogna parlare di «approccio umanistico all’introduzione del digitale». Secondo il Direttore centrale della Prevenzione Inail: «Non dobbiamo perdere di vista la visione della centralità dell’uomo. Le tecnologie digitali, che sicuramente possono realizzare condizioni di migliore salute e sicurezza, devono essere applicate in modo tale da non creare un digital device. Dobbiamo trovare il modo attraverso cui rendere inclusiva l’innovazione digitale nei processi produttivi. Questo si fa con tanta formazione, sia in aula sia esperienziale. E in quest’ultimo caso le tecnologie digitali aiutano: la realtà aumentata può riprodurre condizioni di rischio che si possono verificare».

Sul fronte del controllo, il Direttore dell’ispettorato del lavoro Area metropolitana di Napoli ha spiegato che il suo ente «non è soltanto un organo che fa repressione, ma vigilanza che va nell’ottica della prevenzione. Fare controlli – ha detto Giuseppe Cantisano – vuol dire anche far sì che aumenta quella che è la cultura della legalità e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Non è possibile avere ancora oggi tre morti al giorno per motivi di sicurezza».

Soddisfazione espressa dal presidente Domenico Gallo che ha commentato: «È una giornata ricca di interventi molto pregni di sostanza. La dottoressa Rotoli ci ha fatto capire quanto l’Inail sia vicina alle imprese e ai lavoratori, il direttore Cantisano ci ha palesato l’importanza della collaborazione tra tutti i soggetti, dai lavoratori ai datori di lavoro, fino agli organi di vigilanza. Con l’onorevole Damiano abbiamo ripercorso le tappe che hanno portato al decreto 81. Inoltre – ha continuato il numero uno di Con.forma – abbiamo visto una dimostrazione della realtà virtuale applicata alla formazione. Infine, ho presentato il chatbot che sarà presente sul nostro sito a beneficio degli associati che potranno porre tutte le domande per avere chiarimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro».

Marigliano, Russo: “al Pala Napolitano disegniamo la Marigliano che ci piace”

Marigliano. Riceviamo e pubblichiamo: Verità”, lunedì evento al Pala Napolitano Paolo Russo: “Occasione per stare insieme e per disegnare la Marigliano che ci piace” “Ci vediamo lunedì sera alle 19 per ragionare della Marigliano che ci piace, della Marigliano che costruiremo”: Paolo Russo, candidato a sindaco di Marigliano con la coalizione “Cuore Civico”, composta da 6 liste, annuncia l’evento in programma lunedì 19 Maggio alle 19. Dal titolo “Verità”, la manifestazione si terrà al Pala Napolitano di via Roberto De Vito. “Sarà una occasione per stare insieme, per ritrovarci come comunità. Con i giovani, con le famiglie, con tutti, proveremo a disegnare la città che ci piace, la città dei ragazzi e dello sport, la città che non lascia indietro nessuno e che accoglie chi ha voglia di fare, di crescere e – conclude Paolo Russo – di far crescere la terra che si ama”.