Abbiamo incontrato Luca Parula che in questa intervista ci parla del suo nuovo singolo, dell’attuale situazione discografica e dei suoi progetti.
Può tradirti tutto, tranne la musica! È il credo fondamentale del cantautore partenopeo che con la band dei Parula raccolse premi e consensi fino alla prima metà degli anni Duemila. Fra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000 Internet non aveva ancora preso il sopravvento e la discografia si muoveva ancora alla vecchia maniera. La band dei Parula aveva conquistato tanto seguito grazie ai continui concerti in tutta la penisola e a un unico album che superò le cinquemila copie di vendita grazie al pubblico dei live.
Hai nostalgia di quel periodo?
Non saprei dirti se è nostalgia. È cambiato e passato tutto velocemente. Eravamo tutti amici, molto uniti. Il web non aveva preso ancora il sopravvento. Oggi è un miraggio poter fare tutti quei concerti. C’è saturazione di proposte, i giovanissimi riempiono le piattaforme digitali ma ci sono pochi spazi e occasioni per emergere se non agendo molto attraverso i social. Da questo punto di vista sono fuori target però ammetto che uso anche io i social e confesso che un minimo di pubblico nuovo lo sto conquistando.
Perché hai scelto una ballad per il tuo ritorno discografico?
È nata in una sera d’estate, quasi di getto e ho preferito lasciarle questa nudità. Anche Skioffi, il produttore che l’ha arrangiata, e che ha lavorato con Achille Lauro, Nayt, Rancore e altri, l’ha immaginata così e al di là del fatto che si tratta di suoni decisamente puri ma vintage, ho ricevuto molti apprezzamenti in merito.
Nel testo ti specchi molto nella natura e nell’amore, inteso proprio come sentimento universale.
È ciò che credo e penso. Da sempre. Natura e musica non tradiscono. Gli esseri umani sono più deboli ma un sentimento forte e puro sa resistere a tutto.
Quindi stavolta non ti prenderai lunghe pause dalla musica?
No, fino a quando avrò la possibilità di esprimermi, continuerò. L’etichetta Soter mi segue con stima e fiducia. Il prossimo pezzo sarà molto più ritmico e ha nel titolo le atmosfere estive anche se i miei testi sono sempre metaforici e apparentemente leggeri. Musicalmente ci sta lavorando Daniele Franzese, che vanta produzioni con Clementino, Stè, Ivan Cattaneo, Riserva Moac e tutta la scena indie campana degli ultimi anni. Sarà un pezzo molto solare.
Magari senza volerlo, diventerà un tormentone.
Per adesso miro a presentare nuova musica man mano. Io mi auguro che i miei pezzi piacciano a vari tipi di pubblico: quello social e a coloro che amano ascoltare musica in maniera più personale. Questa sarebbe una bella vittoria.



