Polizia arresta i due della rapina al supermercato: premiato il gesto eroico di Adam

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Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto due soggetti in quanto gravemente indiziati del reato di rapina impropria. In particolare, lo scorso 17 aprile è stata consumata una rapina nel parcheggio di un supermercato di Casoria, ove i due presunti autori, dopo aver rubato uno scooter, hanno tentato di investire un uomo che aveva tentato di bloccarli, trascinandolo al suolo. La vittima è Adam, migrante che lavora in quell’area. Le indagini, svolte dalla Sezione Falchi della Squadra Mobile, hanno consentito di raccogliere, in breve tempo, gravi indizi di colpevolezza a carico dei presunti autori. Nella fase di ricerca uno dei due fermati ha tentato di disfarsi di un’arma, lanciandola in un’aiuola, particolarmente impervia per la presenza di rovi e di una fitta vegetazione, antistante l’appartamento in cui aveva trovato rifugio. L’arma, ritrovata grazie al prezioso ausilio delle ruspe di personale dei Vigili del Fuoco, era contenuta in un calzino nero e si è rivelata essere una pistola semiautomatica cal. 6.35 con matricola abrasa e relativo munizionamento, consistente in 6 cartucce. Il video della rapina è stato diffuso in rete, divenendo in poco tempo virale. Si precisa che il provvedimento eseguito è una misura pre-cautelare eseguita da parte della Polizia Giudiziaria, in attesa di convalida del PM., avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari della misura sono persone sottoposte a indagini e, pertanto, da considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Fuga folle a Pomigliano, evaso si schianta con l’auto contro abitazione

Una fuga senza senso, conclusa con uno schianto e un arresto. È quanto accaduto nella notte a Pomigliano d’Arco, dove un 23enne è finito in manette dopo aver tentato di sottrarsi al controllo dei carabinieri.

Il giovane, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, ha deciso di uscire dalla propria abitazione e mettersi al volante dell’auto del fratello. Una doppia violazione, considerando anche che il ragazzo non è in possesso della patente di guida.

Il caso ha voluto che proprio durante il tragitto incrociasse una pattuglia del Radiomobile di Castello di Cisterna. I militari, riconoscendolo, hanno tentato di fermarlo. A quel punto il 23enne ha scelto la fuga, dando vita a un inseguimento lungo le strade della zona.

La corsa si è rivelata breve ma pericolosa. Dopo alcuni chilometri, il giovane ha perso il controllo del veicolo, andando a impattare contro il muro perimetrale di un’abitazione. L’urto ha provocato danni evidenti sia al mezzo che alla struttura privata.

Dopo l’incidente, il 23enne è stato soccorso e trasportato in ospedale per accertamenti. Una volta dimesso, è stato accompagnato in caserma, dove è stato formalizzato l’arresto.

Per lui ora si prospettano accuse pesanti: evasione, resistenza a pubblico ufficiale e guida senza patente. Dovrà inoltre rispondere dei danni causati, sia al veicolo del fratello sia alla proprietà privata danneggiata durante la fuga.

Marijuana e insalata, un chilo di droga conservato in frigo: fermato 19enne

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Un nascondiglio insolito, scelto probabilmente per eludere i controlli: nel frigorifero, tra le verdure, erano stati sistemati quasi 900 grammi di hashish. È quanto scoperto dai carabinieri durante un’operazione a Casoria che ha portato all’arresto di un 19enne del posto.

Il giovane, Francesco Ferrara, è stato fermato dai militari della stazione locale al termine di una perquisizione domiciliare. L’attività investigativa si inserisce nei servizi mirati al contrasto dello spaccio di droga sul territorio. Già noto alle forze dell’ordine, il ragazzo dovrà ora rispondere dell’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata alla vendita.

Nel corso del controllo, i carabinieri hanno individuato diversi quantitativi di droga distribuiti in vari punti della casa. In particolare, all’interno di uno zaino e di un giubbotto sono stati trovati circa 70 grammi di marijuana e 40 grammi di cocaina.

La scoperta più significativa è però avvenuta in cucina. Aprendo il frigorifero, i militari si sono trovati davanti a un ingente quantitativo di hashish confezionato sottovuoto. La scelta di conservarlo tra gli alimenti, secondo gli investigatori, potrebbe essere stata dettata dal tentativo di nascondere la sostanza e mantenerne intatte le caratteristiche.

La droga è stata immediatamente sequestrata, mentre per il giovane sono scattate le manette. Dopo le formalità di rito, è stato condotto in carcere, dove resta in attesa di giudizio.

L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine nel monitorare le dinamiche legate allo spaccio, con controlli sempre più mirati anche nei contesti domestici, spesso utilizzati come basi operative per la distribuzione delle sostanze.

ASD MDA COCOON – Comunicazione istituzionale

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COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE Dell’associazione sportiva ASD MDA COCOON Si porta a conoscenza degli interessati che è convocata l’assemblea di tutti gli associati e tesserati dell’Associazione e degli aventi diritto per il giorno Sabato 25 Aprile 2026 alle ore 22:00 in prima convocazione ed in seconda convocazione Domenica 26 Aprile 2026 alle ore 10:00 presso la sede sociale “ASD MDA COCOON” Via Villa Felice n° 82 Sant’Anastasia (NA) Con il seguente ordine del giorno: 1) Relazione socio sportiva 2) analisi ed approvazione del rendiconto economico-finanziario dell’anno 2025 3) Varie Li 21 APRILE 2026 IL PRESIDENTE SIG. Luisa Rea

Assalto dei malviventi a Banca Intesa a Pomigliano

Tentato colpo nella notte ai danni della filiale di Banca Intesa Sanpaolo a Pomigliano d’Arco. L’episodio si è verificato nelle prime ore del mattino, intorno alle 4, quando alcuni individui, al momento non identificati, sono riusciti a introdursi all’interno dell’istituto di credito dopo aver forzato l’ingresso principale.

Secondo una prima ricostruzione, i malviventi avrebbero utilizzato un attrezzo metallico, probabilmente una leva, per scardinare la porta e accedere così ai locali della banca. Una volta all’interno, avrebbero tentato di impossessarsi del denaro contenuto in una cassa automatica, ma senza riuscirci. Il sistema di sicurezza o le difficoltà tecniche riscontrate durante l’azione avrebbero infatti impedito di portare a termine il furto.

Il colpo, quindi, si è concluso senza alcun bottino, costringendo i responsabili a fuggire prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Non è escluso che i ladri possano essere stati disturbati o messi in fuga da qualche imprevisto, circostanza ora al vaglio degli investigatori.

Sul posto, in via Terracciano, sono intervenuti i carabinieri della compagnia competente per territorio insieme ai militari del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, che hanno avviato immediatamente i rilievi del caso. Gli accertamenti si concentrano sia sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona sia su eventuali tracce lasciate durante l’effrazione.

L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e risalire all’identità dei responsabili. Al momento non si esclude alcuna pista, mentre proseguono le indagini per chiarire ogni dettaglio di un’azione che, seppur fallita, conferma l’attenzione delle bande criminali verso gli istituti di credito del territorio.

Anagrafe, scoperto giro di soldi e sesso per le carte di identità: 120 indagati

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  Appartamenti minuscoli trasformati, sulla carta, in residenze sovraffollate. In alcuni casi fino a venti persone registrate nello stesso indirizzo, spesso senza alcun riscontro reale. È da queste anomalie che è partita un’indagine complessa che ha portato alla luce un presunto sistema illegale legato al rilascio di documenti anagrafici. L’inchiesta è raccontata nell’edizione odierna de “Il Mattino”. Gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su due uffici cittadini, dove – secondo l’accusa – si sarebbe consolidata nel tempo una rete organizzata capace di aggirare le procedure. L’obiettivo era facilitare il rilascio di certificati di residenza e carte d’identità, elementi fondamentali per ottenere diritti e servizi. Il quadro che emerge è quello di una struttura ben articolata: circa 120 gli indagati, tra cui funzionari pubblici e intermediari. Le accuse ipotizzate comprendono reati gravi come associazione per delinquere, falso ideologico e corruzione. Alcuni dipendenti, nel frattempo, hanno lasciato il servizio o sono stati trasferiti. Secondo le risultanze investigative, per ottenere un’accelerazione delle pratiche erano richiesti pagamenti che variavano dai 30 ai 50 euro. Un vero e proprio tariffario, in base alla complessità della procedura. In diversi casi, i documenti sarebbero stati rilasciati senza verifiche, anche a persone prive dei requisiti necessari. Non mancano episodi particolarmente inquietanti: in alcune circostanze sarebbe stato richiesto, al posto del denaro, uno scambio di natura sessuale per favorire l’esito positivo delle pratiche. Elementi che aggravano ulteriormente la posizione degli indagati. L’inchiesta ha inoltre evidenziato il ruolo di figure esterne, considerate punti di raccordo tra i richiedenti e gli uffici pubblici. Tra queste, anche strutture che avrebbero operato come veri e propri canali di reclutamento. Determinanti per le indagini sono state le attività tecniche, comprese intercettazioni e riprese ambientali, che avrebbero documentato il funzionamento del sistema. Gli inquirenti parlano di un meccanismo consolidato nel tempo, basato su controlli inesistenti e complicità diffuse.

Somma, Antonio Coppola: “Cambiare si può: la lista a Viso Aperto al fianco di Antonio Granato”

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Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:

A Viso Aperto, una lista giovane che parteciperà alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, aderendo al progetto civico che ha scelto l’avvocato Antonio Granato quale candidato sindaco per la sua storia personale e per le competenze professionali ed istituzionali che assicureranno stabilità alla prossima amministrazione.

Se vuoi cambiare le cose, devi esserci: è con questo senso di responsabilità che vogliamo provare insieme ai sommesi che si riconosceranno nei candidati e nelle candidate della nostra lista ad essere protagonisti di un governo civico che avrà come unico scopo quello di restituire a Somma Vesuviana la reputazione che merita.

Avvertiamo la necessità di dimostrare che la politica è passione, identità territoriale e tutela delle nostre radici: facciamolo insieme a viso aperto!

Somma Vesuviana, lì 20/04/2026

Dott. Antonio Coppola

Rive, a Napoli nasce laboratorio innovativo contro la violenza di genere

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Napoli diventa laboratorio di innovazione sociale con il lancio di RIVE – Rete Interistituzionale contro la Violenza per l’Empowerment, in programma mercoledì 22 aprile 2026 a partire dalle 9 a Palazzo Cavalcanti 348.

L’iniziativa, sostenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, segna l’avvio di un percorso biennale che unisce ricerca, formazione e intervento diretto, con un approccio multidisciplinare e orientato al cambiamento reale.

I lavori si apriranno con i saluti di Emanuela Ferrante e Giusy Terracciano Ficca, seguiti dagli interventi di Rosa Di Matteo e Immacolata Di Napoli, figure chiave nella gestione e nel coordinamento del progetto. Il progetto, nato nell’ambito dei perfezionamenti in “Perizia psicologica, CTU e referto psicologico per il contrasto alla violenza sulle donne e alla violenza assistita (IPV e VDW)” e in “Interventi per il recupero di autori di violenza domestica e di genere” dell’Università Federico II, trova forza nell’attività dei CAV della città di Napoli e dell’intera rete interistituzionale per il contrasto alla violenza sulle donne.

Il progetto si fonda sull’apporto di Gabriella Ferrari Bravo, presidente Psycom APS, associazione da sempre attiva nel contrasto alla vittimizzazione secondaria delle donne nei procedimenti di denuncia della violenza di genere, e di Marcella Autiero, presidente dell’associazione Pensare Più-Ram, impegnata con il DSU nella sperimentazione del videogioco VIDACS per la sensibilizzazione degli autori di violenza sugli effetti sui minori della violenza assistita.

Tra i protagonisti del progetto Francesca Marone, responsabile del Master in Studi di genere, educazione alle differenze e politiche di uguaglianza di genere dell’Università Federico II, che con Marco Musella porterà un contributo fondamentale nella costruzione del modello formativo per percorsi di empowerment, e Fortuna Procentese, responsabile del Community Psychology Lab della stessa Università, che attiverà e monitorerà un percorso innovativo per il contrasto delle dinamiche psicosociali che impediscono la fuoriuscita dalla violenza.

La dimensione comunicativa sarà curata da Emanuele Esempio Andrea Terracciano, mentre le conclusioni saranno affidate a Caterina Arcidiacono, figura di rilievo nel panorama nazionale.

RIVE nasce con l’obiettivo di superare l’approccio emergenziale alla violenza di genere, puntando su prevenzione, consapevolezza e partecipazione attiva. Nei prossimi due anni saranno sviluppati strumenti innovativi di ricerca e intervento, capaci di incidere sul territorio e generare un cambiamento culturale duraturo.

Un progetto che non si limita a raccontare il problema, ma costruisce soluzioni.

Sant’Anastasia, “Progetto CIVICO Italia” ufficializza il sostegno al candidato sindaco Mariano Caserta

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Riceviamo dal Comunicato stampa Progetto Civico Sant’ Anastasia e pubblichiamo   A Sant’Anastasia da qualche mese è nato Progetto Civico Italia – Sant’Anastasia, un comitato locale aderente al Progetto Civico Italia fondato da Alessandro Onorato proprio con l’idea di creare una nuova politica realmente attenta alla persona e ai territori, anche quelli più piccoli. Un’iniziativa nata con l’obiettivo di mettere al centro competenze, conoscenza del territorio, partecipazione e responsabilità, per costruire un percorso concreto e condiviso per la città. Il progetto si fonda sulla convinzione che un buon modello amministrativo debba partire dai territori e coinvolgere direttamente i cittadini, valorizzando le energie locali e trasformandole in azioni reali, capaci di rispondere ai bisogni della comunità. In accordo con il coordinamento regionale guidato da Carlo Puca in occasione delle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, Progetto Civico Italia – Sant’Anastasia ha scelto di  sostenere la candidatura a sindaco di Mariano Caserta, condividendone la visione e l’impegno per una città più attenta, efficiente e vicina alle persone. A testimonianza di un impegno concreto e diretto, diversi componenti del comitato hanno deciso di candidarsi nelle liste civiche a supporto del candidato sindaco. Tra questi, anche la coordinatrice del comitato, Susy Rea, che ha scelto di scendere in campo in prima persona, rafforzando ulteriormente il legame tra Progetto Civico e la partecipazione attiva alla vita amministrativa della città. Progetto Civico Italia – Sant’Anastasia si propone così come uno spazio aperto e inclusivo, dove idee, competenze e responsabilità si incontrano per costruire insieme il futuro della comunità. Le comunità si costruiscono insieme. Il futuro si costruisce insieme

Comunità Laudato Sii, “Un anno senza Papa Francesco: cosa resta del suo pontificato”

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Riceviamo dal referente della Comunità Laudato Sii e pubblichiamo   Ad un anno dalla morte di Papa Francesco: il peso leggero di un’eredità.  Francesco, il Papa che ha riportato la Chiesa sulla strada degli uomini   C’è un modo di raccontare alcune vite che non passa dalla cronaca, ma dalla memoria Non perché quelle vite siano concluse, ma perché hanno già lasciato un segno così profondo da poter essere rilette come una storia compiuta, attraversata da un senso riconoscibile. È in questo spazio che si colloca la figura di Papa Francesco, un Papa che ha cambiato il linguaggio prima ancora delle strutture, e che ha riportato la Chiesa dentro le contraddizioni del mondo contemporaneo, senza proteggerla dietro formule rassicuranti. Nato Jorge Mario Bergoglio, figlio di emigranti, cresciuto in una Buenos Aires lontana dai centri del potere ecclesiastico europeo, Francesco ha portato con sé una geografia diversa. Non solo fisica, ma culturale e spirituale. Una Chiesa vista dalle periferie, non dal centro. Dai margini, non dai palazzi. Quando nel 2013 si affaccia per la prima volta da Pontefice, quel semplice “buonasera” segna già una frattura. Non è solo un saluto: è un cambio di postura. Il Papa non si presenta come un’autorità distante, ma come un uomo tra gli uomini. E forse è proprio questa la chiave del suo pontificato: aver insistito ostinatamente sull’umanità. C’è un’immagine, più di altre, che restituisce questa idea in modo potente.  È quella del carcere di Rebibbia, durante il rito del Giovedì Santo. Papa Francesco si inginocchia e lava i piedi ai detenuti.  Tra loro c’è anche una persona transgender, Isabel. Il gesto è lo stesso di sempre, antico, evangelico. Ma il contesto lo rende nuovo, persino spiazzante. Non è un gesto simbolico nel senso vuoto del termine. È una scelta precisa: portare la misericordia là dove il giudizio è più forte, riconoscere dignità là dove spesso prevale l’esclusione.  In quel momento, la Chiesa non parla “di” qualcuno. Si china “verso” qualcuno.  Francesco ha parlato di misericordia in un tempo dominato dal giudizio. Ha parlato di accoglienza mentre crescevano muri e diffidenze. Ha richiamato la responsabilità verso i più fragili, in un mondo sempre più segnato da disuguaglianze evidenti e spesso accettate come inevitabili.  Non è stato un Papa “comodo”. Né per chi dentro la Chiesa avrebbe preferito una linea più rigida e identitaria, né per chi fuori si aspettava cambiamenti immediati e radicali. Si è mosso su un terreno difficile ,  instabile, fatto più di sforzi che di certezze:  sforzo di tenere insieme la tradizione e il presente, sforzo di non perdere il cuore del messaggio cristiano dentro le sue stesse strutture, sforzo  soprattutto, di restituire credibilità a una parola, quella della Chiesa , che negli anni aveva perso ascolto. In questo percorso non sono mancate ambiguità, lentezze, contraddizioni. Ma sarebbe riduttivo leggere la sua esperienza solo attraverso ciò che non è riuscito a cambiare. Più interessante è osservare ciò che ha rimesso in movimento. Ha spostato il baricentro del discorso pubblico. Ha rimesso al centro, con l’Enciclica Laudato sii, i poveri non come categoria astratta, ma come criterio concreto di giudizio. Nella stessa Enciclica ha  parlato di ambiente, di economia, di guerra, con una libertà che raramente si era vista in modo così diretto. E soprattutto ha modificato il tono. In un’epoca segnata da leadership gridate, Francesco ha scelto una voce spesso bassa, a tratti persino esitante.  Una voce che non cercava l’applauso, ma l’ascolto. Non sempre ottenendolo, ma insistendo comunque. Raccontarlo oggi significa non attendere la distanza della storia, ma riconoscere che alcune traiettorie sono già visibili. La sua non è solo la storia di un Papa, è la storia di un tentativo di riportare senza retorica  il sacro dentro la vita quotidiana, di ridurre la distanza tra istituzione e persona, di  dire, in fondo, che la fede, prima ancora che dottrina, è relazione. Che lo si condivida o meno, resterà questo: un pontificato che ha provato a spostare lo sguardo.  E in tempi come questi, non è poco.