Condannato per l’omicidio del ras Tortora ad Acerra, finisce in prigione

  È stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Napoli Stella Vincenzo Bastelli, 38 anni, destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Napoli.   Il provvedimento arriva dopo il passaggio in giudicato della condanna per l’omicidio aggravato dal metodo mafioso di Pasquale Tortora (nella foto), detto ‘o stagnaro, assassinato ad Acerra il 20 maggio 2020.   La vittima, all’epoca 55enne, fu uccisa a colpi di pistola nel cortile della propria abitazione. Le successive indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, permisero di individuare Bastelli quale responsabile del delitto, inserito nel contesto delle dinamiche camorristiche che interessavano il territorio acerrano.   Con la definitività della sentenza è stato disposto il suo ingresso in carcere, dove sconterà una pena di 14 anni di reclusione, oltre alle pene accessorie.   L’esecuzione del provvedimento conclude un lungo percorso investigativo e giudiziario sviluppato dall’Arma dei Carabinieri e dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha consentito di assicurare il condannato alla giustizia.

Centrati da auto sull’Asse Mediano: lei muore, lui é grave

  Asse Mediano, tragedia nella notte: muore una 39enne di Frattamaggiore, grave l’uomo che era con lei   Una donna di 39 anni, residente a Frattamaggiore, ha perso la vita nel grave incidente stradale verificatosi nella notte tra domenica e lunedì lungo l’Asse Mediano, nel tratto compreso nel territorio di Cardito, in direzione Lago Patria.   L’incidente è avvenuto intorno all’una. La vittima viaggiava come passeggera su uno scooter condotto da un uomo quando, per motivi ancora al vaglio degli investigatori, il mezzo è uscito di strada. L’urto è stato violentissimo e i due occupanti sono stati sbalzati sull’asfalto.   Per la 39enne, nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118, non c’è stato nulla da fare. Le lesioni riportate nello schianto si sono rivelate fatali.   Il conducente dello scooter è invece rimasto gravemente ferito ed è stato trasportato d’urgenza alla clinica Villa dei Fiori di Acerra, dove resta ricoverato.   Il tragico incidente ha avuto pesanti ripercussioni sulla circolazione lungo una delle principali arterie della provincia di Napoli. Il traffico è rimasto bloccato per oltre due ore, con lunghe code in direzione Lago Patria e centinaia di automobilisti costretti a rimanere fermi durante le operazioni di soccorso.   Sulla dinamica dello schianto sono in corso gli accertamenti della Polizia Stradale. Gli agenti stanno raccogliendo tutti gli elementi utili a ricostruire quanto accaduto e a stabilire le cause dell’incidente che è costato la vita alla 39enne di Frattamaggiore.

Marigliano, nuovo blitz della Polizia Locale: sequestrata un’altra lottizzazione abusiva in via San Francesco

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  Prosegue senza sosta l’attività di contrasto all’abusivismo edilizio da parte della Polizia Locale di Marigliano. Nelle scorse ore gli agenti hanno eseguito un nuovo sequestro d’iniziativa in via San Francesco, dove è stata individuata un’area agricola trasformata illecitamente in una lottizzazione abusiva.   Secondo quanto accertato dagli operatori, il terreno, originariamente destinato ad uso agricolo, era stato convertito in un deposito per caravan e camion. All’interno dell’area erano inoltre stati realizzati alcuni mini appartamenti destinati ad uso abitativo, in assenza delle necessarie autorizzazioni.   L’intera area è stata posta sotto sequestro, così come una porzione di terreno interessata da ulteriori lavori di movimento terra, che avrebbe potuto essere destinata a nuovi interventi abusivi.   Contestualmente al sequestro sono stati avviati accertamenti per verificare l’eventuale presenza di allacci abusivi alle reti di energia elettrica e idrica, che potrebbero comportare ulteriori responsabilità.   “Abbiamo chiesto all’Ufficio Tecnico Comunale l’abbattimento di queste strutture abusive e stiamo procedendo anche con le cancellazioni anagrafiche”, ha dichiarato il comandante della Polizia Locale, Emiliano Nacar.   Il comandante ha inoltre ribadito la linea dura dell’amministrazione contro il fenomeno delle lottizzazioni abusive: “Non si può permettere che sul territorio di Marigliano continuino a esistere aree interessate da lottizzazioni abusive realizzate sotto gli occhi di tutti”. Infine, ha rivolto un appello ai cittadini affinché collaborino con le istituzioni, invitandoli a segnalare qualsiasi illecito, sia attraverso esposti formali sia in forma riservata, per contribuire alla tutela della legalità e del territorio.

Non accetta fine della relazione e pubblica contenuti intimi sui profili dell’ex: arrestato

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  La fine di una relazione sentimentale si è trasformata in un caso di presunta violenza digitale che ha richiesto l’intervento della Polizia. Vittima una ragazza di 21 anni dell’area di Torre del Greco, che, dopo aver deciso di interrompere il rapporto con il fidanzato, avrebbe subito una vera e propria escalation di intimidazioni culminata nella pubblicazione sul web di immagini intime. Le indagini hanno ricostruito che il giovane, ventenne e incensurato, non avrebbe mai accettato la decisione della ex. Dopo la separazione sarebbero iniziati continui tentativi di contatto, seguiti da minacce e comportamenti ossessivi. In diverse occasioni avrebbe cercato di incontrarla per convincerla a tornare sui suoi passi. L’episodio più grave si sarebbe verificato quando la ragazza ha perso improvvisamente il controllo dei propri account social. Instagram e TikTok risultavano infatti accessibili soltanto a chi si era impossessato delle credenziali. Poco dopo, su quei profili, sono comparsi foto e video privati realizzati durante la relazione, materiale che la coppia aveva condiviso esclusivamente nella propria sfera personale. La diffusione dei contenuti ha rapidamente raggiunto amici e parenti della giovane, provocandole forte disagio. Senza perdere tempo, la vittima si è rivolta agli investigatori denunciando l’accaduto. Gli accertamenti tecnici hanno consentito agli specialisti della Polizia Postale di individuare il presunto responsabile. Fondamentale è risultata la perquisizione eseguita nella sua abitazione, dove il telefono cellulare sequestrato avrebbe fornito riscontri ritenuti decisivi dagli inquirenti. Al termine degli accertamenti il ventenne è stato arrestato con l’accusa di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, il cosiddetto revenge porn. Dopo l’udienza di convalida sono state applicate misure cautelari che prevedono il divieto di avvicinarsi alla giovane, l’utilizzo del braccialetto elettronico e l’obbligo di permanenza nel comune di residenza. Una vicenda che evidenzia ancora una volta quanto sia fondamentale denunciare rapidamente ogni forma di violenza e abuso commessa anche attraverso gli strumenti digitali.

Al via la XIII edizione dell’evento “Vesuvio sotto le stelle”

Riceviamo e pubblichiamo   Un’esperienza unica dal calar del sole fino al sorgere delle stelle, sui sentieri più belli del Parco Nazionale Dettagli dell’evento e prenotazioni su www.vesuviosottolestelle.it   Ritorna l’atteso appuntamento estivo di Vesuvio sotto le Stelle – XIII edizione, la rassegna serale a marchio registrato firmata Vesuvio Natura da Esplorare, organizzata con l’autorizzazione e il sostegno del Parco Nazionale del Vesuvio. La rassegna comincia nei weekend di giugno con le iniziative di “Aperitivo al tramonto” e prosegue nei mesi di luglio, agosto (con eventi tutte le sere), settembre e durante i weekend di ottobre fino al cambio dell’ora solare, con gli eventi notturni di Vesuvio sotto le Stelle: un’occasione per vivere la magia del vulcano sotto il cielo stellato, regalando emozioni indimenticabili a chiunque voglia immergersi nella sua atmosfera unica. Previste anche delle serate speciali per le notti di San Lorenzo e Ferragosto, le notti di luna piena, luna nuova: le serate speciali hanno un’impostazione diversa su sentieri inediti, offrono qualcosa in più dal punto di vista astronomico e hanno una durata più lunga. I sentieri del Parco si trasformano in percorsi di scoperta, guidati dalle esperte guide dell’Associazione Vesuvio Natura da Esplorare, ideatrice e proprietaria del marchio, che propone un ricco programma di escursioni ed esperienze. “Vesuvio sotto le stelle” è un evento plastic free, che si svolge nel rispetto della biodiversità locale ed è pensato per famiglie, gruppi di amici, escursionisti e per tutti gli amanti della natura che desiderano esplorare o riscoprire il Vesuvio in una veste inedita, dal crepuscolo alla notte. Il programma completo degli eventi è consultabile su www.vesuviosottolestelle.it e sui canali social di Vesuvio Natura da Esplorare.

I Percorsi

Percorso 600 – Si tratta di un cammino accessibile e avvolgente, che attraversa il versante occidentale del Parco immerso nella vegetazione mediterranea e nelle colate laviche dell’ultima eruzione. Regala uno dei tramonti più belli del Vesuvio, cedendo poi il passo alle stelle che si specchiano nel Golfo di Napoli. Percorso 1000 – Si tratta di un sentiero dal fascino potente, con due opzioni di percorribilità, che si snoda tra antiche colate laviche e viste sul cuore del vulcano. Qui la natura è più aspra, lo sguardo si perde tra profili scuri e paesaggi lunari, con la sensazione di toccare il cielo con un dito. Per tutta la durata della manifestazione, sarà attivo un Servizio Clienti al numero 3291340500 (telefono e WhatsApp), operativo dalle 10:00 alle 19:00, per fornire informazioni in tempo reale sugli eventi.

Un’occasione imperdibile per vivere il Vesuvio in modo inedito e indimenticabile.

Informazioni Pratiche

Agli eventi non è consentito portare animali. Si raccomanda un abbigliamento adeguato:
  • Scarpe da ginnastica con suola scolpita o da trekking
  • Indumenti comodi, felpa e giacca a vento
  • Acqua e uno spuntino
  • Bicchiere personale per le degustazioni di vino locale
  • Sacchetto per i rifiuti personali
  • Zaino (evitare le tracolle)

Vesuvio Natura da Esplorare

Vesuvio Natura da Esplorare è un’associazione di promozione sociale fondata nel 2013, che offre un servizio di accompagnamento guidato sui sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio, su altri siti naturalistici e archeologici, aperto a tutti e attivo tutto l’anno. Nasce dall’impegno di esperti naturalisti, biologi, geologi, comunicatori, guide del Parco e tecnici specializzati, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza, l’amore e il rispetto per la natura attraverso attività multidisciplinari, originali e ad alto valore educativo.

Contatti

Telefono e WhatsApp: 3291340500 (dalle 10:00 alle 19:00) Mail: info@vesuvionatura.it Facebook: www.facebook.com/vesuvionatura Instagram: www.instagram.com/vesuvio_natura

Perchè ci ammaliamo proprio quando andiamo in vacanza?

  È arrivata L’Estate e con la bella e calda stagione il tempo del riposo estivo e delle meritate vacanze per milioni di lavoratori. Tuttavia secondo i dati statistici nazionali ed europei, l’Italia si colloca tra i Paesi con la minore disponibilità di tempo libero reale, evidenziando una severa disparità nella distribuzione del riposo e una spiccata vulnerabilità psicofisica della popolazione femminile. Nella giornata media infatti, secondo l’indagine sui tempi della vita quotidiana, risultano liberi per meno di 5 ore: 4 ore e 54 minuti. All’estremo opposto la Finlandia: 5 ore e 50 minuti. Un’indagine di Bain&Company (società di consulenza strategica) rivela che sono proprio i lavoratori italiani i più stressati al mondo, con picchi che coinvolgono maggiormente gli under 35.     Il passaggio dallo stato produttivo e quello ricreativo come le ferie estive, rivela connessioni profonde tra i processi intrapsichici, le risposte neuroendocrine del corpo e le caratteristiche fisiche dell’ambiente circostante. ll riposo, storicamente concepito come dimensione esistenziale autosufficiente e rigenerativa, è stato progressivamente colonizzato da metriche performative. In questo scenario, l’inattività viene percepita non come un diritto biologico o uno spazio di espressione del sé, ma come una minaccia identitaria che suscita ansia, colpa e manifestazioni psicosomatiche debilitanti. Il fenomeno della produttività tossica si manifesta quando la stanchezza cessa di essere un segnale biologico da assecondare e diventa un vero e proprio modus vivendi. In questo contesto, l’identità del soggetto si fonde interamente con il ruolo professionale, strutturando una dinamica per cui l’individuo riconosce il proprio valore esclusivamente in base a ciò che produce e non a ciò che è. Quando la struttura rigida degli impegni quotidiani viene meno, ad esempio durante i fine settimana o nei periodi festivi, il soggetto sperimenta la cosiddetta “paura del vuoto“. Questa condizione, già intuita sul piano filosofico da Blaise Pascal come l’angoscia derivante dall’incontro con il proprio silenzio interiore, si traduce sul piano psicologico nell’Oziofobia: l’ansia acuta e il senso di colpa paralizzante che emergono quando non si è impegnati in un compito finalizzato o socialmente spendibile. L’Oziofobia spinge l’individuo a riempire compulsivamente ogni momento di svago con attività pianificate, sport estremi, letture di crescita personale obbligata o pratiche di monitoraggio biologico, snaturando la funzione decongestionante del riposo. La difficoltà clinica nell’affrontare la sospensione delle attività non è una prerogativa esclusiva della modernità iper-connessa. Già nel 1919, lo psicoanalista ungherese Sándor Ferenczi pubblicò uno studio pionieristico intitolato Sunday Neuroses (“Nevrosi domenicale”). Ferenczi osservò che molti suoi pazienti lamentavano sistematicamente emicranie, disturbi gastrointestinali e improvvisi stati depressivi o ansiosi in coincidenza con la domenica, il giorno tradizionalmente dedicato all’inattività. L’interpretazione psicoanalitica classica individua la causa di questa nevrosi nell’allentamento delle difese psichiche indotto dal riposo. Durante la settimana lavorativa, l’ordine imposto dalle scadenze esterne e la sottomissione alle autorità professionali fungono da catalizzatori che permettono di canalizzare e reprimere gli impulsi aggressivi, libidici o conflittuali. La domenica, offrendo una “liberazione” da questa pressione, espone l’individuo a un vuoto strutturale in cui le pulsioni rimosse minacciano di emergere alla coscienza. Per arginare questa minaccia, il Super-io del soggetto nevrotico risponde con un meccanismo di autosabotaggio e autopunizione, convertendo il conflitto psichico in un sintomo somatico debilitante che impedisce il godimento del tempo libero. Successivamente, clinici come Cattell hanno integrato questa visione evidenziando come i giorni festivi, caricati dalla società di imperativi morali di felicità, intimità familiare e “re-creazione”, agiscano da amplificatori del senso di solitudine e inadeguatezza per chi vive situazioni di isolamento o disfunzione relazionale. Il concetto di Leisure Sickness (malattia da tempo libero), coniato nel 2001 dagli psicologi olandesi Ad Vingerhoets e Maaike van Huijgevoort. I due ricercatori sottoposero a indagine un campione di circa 2000 individui,  rilevarono che circa il 3% della popolazione sperimenta l’insorgenza sistematica di sintomi fisici — tra cui emicranie, stanchezza invalidante, mialgie diffuse, nausea e infezioni delle vie aeree superiori (influenze e raffreddori) — non appena cessa l’attività il periodo delle vacanze estive e del riposo prolungato rappresenta per la mente un’arena di disconnessione più profonda, ma non priva di insidie psicologiche. Le vacanze vengono spesso caricate di aspettative salvifiche, intese come una panacea universale contro lo stress accumulato in mesi di lavoro. Tuttavia, la ricerca psicologica e organizzativa dimostra che il funzionamento cognitivo e il benessere emotivo legati ai lunghi periodi di stop seguono dinamiche precise, descritte dall’effetto “fade-out” e dal modello DRAMMA. Questo costrutto amplia le tradizionali quattro dimensioni del recupero di Sonnentag e Fritz (REQ), integrando la teoria dell’autodeterminazione e individuando sei bisogni psicologici fondamentali che devono essere soddisfatti durante le vacanze per garantire una reale rigenerazione perché il tempo libero prolungato riesca a rigenerare le nostre risorse: Detachment (Distacco psicologico): la capacità di sconnettersi mentalmente e operativamente dai problemi lavorativi. Lavorare o rispondere a e-mail durante le vacanze azzera l’effetto rigenerativo del riposo. Relaxation (Rilassamento): Svolgere attività a bassissima richiesta cognitiva che riducano l’attivazione muscolare e cardiovascolare. Autonomy (Autonomia): Sentirsi liberi di decidere come impiegare il proprio tempo, liberi da orari rigidi e obblighi sociali o familiari opprimenti. Mastery (Competenza/Padronanza): Dedicarsi ad attività stimolanti che diano un senso di crescita personale, apprendimento o superamento di piccole sfide (es. esplorare un territorio nuovo, praticare uno sport locale). Meaning (Significato): Svolgere attività che abbiano un valore personale profondo o che offrano una sensazione di utilità esistenziale, contrastando il vuoto della stasi fine a se stessa. Affiliation (Affiliazione/Relazionalità): Coltivare e approfondire le relazioni interpersonali significative, ad esempio trascorrendo tempo di qualità con il partner o i propri cari, migliorando la coesione familiare e la connessione sociale.   Il rientro dalle vacanze alla routine quotidiana può innescare quella che comunemente viene definita sindrome da rientro, o post-vacation blues, categoria diagnostica non riconosciuta dal DSM, descrive uno stato di sofferenza transitorio caratterizzato da profonda stanchezza fisica, tristezza, irritabilità, ansia da prestazione e deficit di attenzione che colpisce una percentuale significativa di viaggiatori. Durante la vacanza, l’esposizione costante a stimoli nuovi, piacevoli e gratificanti induce un rilascio costante di dopamina. Al rientro a casa, la brusca perdita di novità ambientale causa una rapida caduta del livello di questo neurotrasmettitore, generando apatia e anedonia temporanea. Il rientro repentino a ritmi serrati, scadenze e sovraccarico digitale innesca una risposta di allarme acuta dell’organismo, con repentine impennate dei livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) che contrastano dolorosamente con la stasi biochimica della vacanza. Molti soggetti soffrono la transizione non per nostalgia del luogo geografico, ma per la perdita della versione di sé stessi sperimentata in vacanza (spontanea, rilassata, orientata al presente), che viene bruscamente sostituita dal ruolo utilitaristico della quotidianità (“Non mi manca la spiaggia, mi manca chi ero io lì”). Riconquistare il tempo libero nella società dell’iper-performance richiede un radicale cambio di paradigma, sia individuale che collettivo. Come dimostrano le evidenze neuroscientifiche, psicoterapeutiche e ambientali, il vero riposo si configura come un processo attivo di ecologia esistenziale, in cui la cura della mente, l’ascolto dei segnali somatofisiologici del corpo e la riconnessione con contesti naturali rigeneranti cooperano per ripristinare la nostra integrità biologica e psichica.  

Caldo record a Napoli, anziani si rifugiano in chiesa.

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  Turisti in giro con short e cappelli, anziani che cercano riparo nelle chiese, famigliole nei centri commerciali sotto l’aria condizionata. A Napoli è caldo da bollino arancione. Per la giornata di oggi il livello di allerta è 2, come da bollettino del ministero della Salute, con temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute, in particolare sulle persone vulnerabili. La temperatura massima percepita arriva a 37 gradi. Il Comune di Napoli ha varato un vero e proprio ‘Piano Caldo 2026’ promosso dall’assessorato al Welfare del Comune di Napoli (Servizio Programmazione Sociale ed Emergenze Sociali). Per i cittadini più suscettibili alle alte temperature a causa di isolamento o condizioni di salute, è attiva la Centrale Operativa Sociale (risponde al numero 081/5627027). Il servizio offre un monitoraggio telefonico periodico. Operatori dedicati garantiranno attività di vicinanza, compagnia, accompagnamento e disbrigo delle pratiche quotidiane. Assistenza particolare viene garantita alle persone senza fissa dimora mentre cinque équipe mobili durante la giornata distribuiscono beni di prima necessità (acqua, berretti, kit igienici, indumenti freschi), offrendo al contempo ascolto, supporto psicologico e orientamento ai servizi socio-sanitari. In Campania fino alle ore 20 di domani vige l’allerta per ondate di calore. Le previsioni confermano condizioni di disagio legate a temperature superiori di 5-6 gradi superiori rispetto ai valori medi stagionali, associate a elevati tassi di umidità e scarsa ventilazione. Particolare attenzione è richiesta nei comuni classificati a rischio elevato e moderato, soprattutto nelle province di Benevento e Caserta.

Somma Vesuviana, Vincenzo Nocerino: Riflessione civica sul futuro di Somma Vesuviana

Riceviamo dall’avvocato Vincenzo Nocerino e pubblichiamo   All’indomani della proclamazione della Sindaca Silvia Svanera  e del discorso pronunciato nell’aula consiliare del Comune, appare opportuno, anzi necessario, sviluppare alcune riflessioni sul momento politico e istituzionale che Somma Vesuviana si appresta a vivere. La conclusione della competizione elettorale segna l’inizio di una fase completamente diversa. Il tempo della contrapposizione lascia il posto al tempo della responsabilità. Da questo momento in poi saranno i fatti, le decisioni e la capacità di amministrare a qualificare l’azione della nuova maggioranza e il ruolo dell’opposizione. Il discorso della Sindaca ha richiamato, tra gli altri temi, il valore della collaborazione istituzionale. È un richiamo che merita attenzione, perché la situazione amministrativa che il Comune si trova ad affrontare appare tutt’altro che semplice. Le difficoltà sono evidenti e, allo stato, non è ancora chiaro quale sarà il percorso necessario per superarle. Proprio questa complessità rende indispensabile un atteggiamento improntato alla responsabilità, al dialogo e alla ricerca di soluzioni condivise ogni volta che ciò sia possibile. Collaborazione politica non significa confusione dei ruoli. La maggioranza ha il dovere di governare e di assumersi pienamente la responsabilità delle proprie scelte. L’opposizione ha il compito, altrettanto importante, di vigilare, controllare, proporre e criticare quando necessario. Una democrazia matura si fonda sull’equilibrio tra questi due ruoli, non sulla loro contrapposizione permanente. Sarebbe un grave errore se il confronto politico continuasse a essere alimentato da logiche di rivalsa personale, da rancori accumulati negli anni o da una continua ricerca dello scontro. Somma Vesuviana ha bisogno di una politica capace di confrontarsi anche duramente sui contenuti, ma sempre nel rispetto delle istituzioni e delle persone. Occorre, inoltre, guardare oltre i tradizionali schemi di partito. Le appartenenze sono legittime, ma non possono diventare l’unico criterio di giudizio. La città ha bisogno di idee, competenze, programmazione e visione. Ha bisogno di donne e uomini che considerino la politica un servizio e non un mestiere da difendere ad ogni costo. In questo senso, il rinnovamento non consiste semplicemente nell’avvicendamento delle persone o nella nascita di nuove liste civiche. Il vero cambiamento sarà misurato dalla qualità dei comportamenti, dalla trasparenza delle decisioni, dalla capacità di ascoltare e dalla coerenza tra gli impegni assunti e le scelte concretamente realizzate. Esiste però una riflessione che riguarda anche la cittadinanza. La qualità della politica dipende, in larga misura, dalla qualità della partecipazione civica. Una comunità cresce quando valuta gli amministratori per i risultati, per la serietà e per la competenza, e non soltanto sulla base delle emozioni del momento, delle simpatie personali o delle appartenenze. Per questa ragione, la fase che oggi si apre dovrebbe rappresentare un’occasione per tutti: per chi governa, chiamato a dimostrare capacità amministrativa; per chi è all’opposizione, chiamato a svolgere un controllo rigoroso ma costruttivo; e per i cittadini, chiamati a partecipare con spirito critico e senso di responsabilità alla vita pubblica. L’auspicio è che il clima politico possa progressivamente allontanarsi dalla logica delle tifoserie e avvicinarsi a quella del confronto democratico. Le difficoltà che attendono Somma Vesuviana non appartengono a una sola parte politica: riguardano l’intera comunità e richiedono il contributo di tutti. Il futuro della città non si costruirà solo  con le parole pronunciate nel giorno della proclamazione, ma con il lavoro quotidiano, con la capacità di dialogare senza rinunciare ai propri principi e con il coraggio di assumere decisioni nell’interesse generale. È questa la sfida che attende la nuova Amministrazione, il Consiglio comunale e, insieme, tutta la comunità di Somma Vesuviana. Ed è una sfida che nessuno può affrontare da solo.  

Le ricette di Biagio: melanzane al cioccolato. E togli subito la maschera a chi ti sta parlando. Ma conviene sempre?

Scrive Marianna Ventre che i frati francescani di Tramonti “si dilettavano di alta cucina e che le melanzane al cioccolato, una specialità gastronomica della costiera amalfitana di antichissima tradizione, nacquero nella cucina del convento dove i monaci preparavano le melanzane fritte ricoperte da un intingolo dolce.” (Civiltà della tavola, n.246, 2013). E i monaci francescani, presenti da subito nel Nuovo Mondo, sarebbero stati i primi a usare la cioccolata “come intingolo dolce”. Ricordiamo che Tramonti è famosa anche per la pizza alla mozzarella. Don Biagio ha seguito, sostanzialmente, la ricetta pubblicata da Marianna Ventre. “Si friggono le melanzane come per la parmigiana, poi si passano nello zucchero e nel cacao amaro. Per l’intingolo si procede con latte, farina, zucchero e cacao, come nella tradizionale cioccolata. Si aggiungono a questo intingolo pezzetti di cioccolato fondente amaro, un bicchiere di liquore per ogni mezzo litro di intingolo e si formano gli strati di melanzane. Il tocco finale è costituito dalle ottime amarene di Tramonti cosparse su questo antico dolce”. Marianna Ventre consiglia di usare il liquore “Concerto”, l’antico rosolio della costa amalfitana: Don Biagio ha usato la “China Pisanti” e sull’ultimo strato ha collocato non le amarene, ma le sanguigne ciliegie di Ottaviano. Scrissi anni fa che i succhi amari e il colore viola- il colore di maghe e fattucchiere, il colore di Satana – e una cervellotica etimologia – melanzana, da “mens insana”, il “cervello di un pazzo” – tennero a lungo l’ortaggio nell’ombra del sospetto. Sospetto che diventava paura manifesta, quando certi medici, ancora sul finire dell’Ottocento, sentenziarono che la melanzana provoca l’anemia e spegne, nei maschi, l’impulso e il seme dell’eros. Tra i tanti meriti culinari i Napoletani hanno avuto anche quello di incominciare a colorare di rosa la fama delle melanzane, sollecitati dal fatto che l’ “umore” dell’ortaggio coltivato nella piana della Campania Felix era meno amaro rispetto agli “umori” delle altre melanzane: inoltre, più gradevole era anche il suono della parola che a Napoli indica l’ortaggio, “mulignana”: a pronunciarlo lentamente, suggerisce l’immagine dei denti che entrano piacevolmente nel corpo della parmigiana. Perfino il colpo che ha prodotto una lividura, se questa lividura la chiami, per associazione cromatica, “mulignana”, si sopporta meglio. E poiché incominciò a farsi strada l’idea che il viola fosse il colore degli esorcismi che rendono impotenti i diavoli, si diffuse l’opinione che le melanzane potenziassero le capacità fisiche e intellettuali di chi ne consumava porzioni copiose. Per esempio Camilleri “santifica” le melanzane della caponata siciliana di cui Adelina è magistrale cuoca e Montalbano è insaziabile goloso: è il miracolo della letteratura, che rende patrimonio nazionale due “valori” siciliani, un “piatto” e un personaggio. E pare che proprio le melanzane accendano la luce – una luce “santa”, ma un poco ancora diabolica – nella mente del commissario e lo aiutino a risolvere il giallo. Figuriamoci cosa succede quando al potere illuminante della melanzana si unisce quello della cioccolata. Dunque, la melanzana aiuta a “smascherare” gli autori di un delitto. Ma dall’’800 a oggi quel verbo – “smascherare”-  è diventato un groviglio di significati letterali e metaforici: è la parola dominante del nostro vivere. Ogni giorno ognuno di noi, prima di uscire, si comporta come il protagonista nel quadro di Magritte che correda l’articolo: sceglie la “maschera” con cui si coprirà il volto, e si prepara ad usare modi, linguaggio e comportamenti corrispondenti sul “palcoscenico” della vita quotidiana, e a “smascherare” gli altri. Non sempre ci riusciamo, perché Pirandello ci ha insegnato che siamo “uno, nessuno e centomila” e che maschere numerose si susseguono su ogni volto, anche sul nostro, e perciò, mei momenti di solitudine, ci chiediamo talvolta: “chi sono, veramente?”. E’ una domanda a cui è necessario rispondere, anche se non è facile. Recitare il sé stesso autentico nel teatro dell’esistere può condannarci alla solitudine, a parlare con pochi, a non credere più nei “giochi” che costituiscono la trama della vita sociale. Forse avevano ragione Torquato Accetto, Machiavelli, Guicciardini e Luigi de’ Medici: la via della salvezza può essere l’arte della dissimulazione onesta. E se proprio la situazione diventa insopportabile, possiamo sostenerla aumentando la dose di cioccolata. Ma è un tema che impone un approfondimento.

La trasmissione e trasformazione musicale nel Medioevo: Guido D’Arezzo e l’evoluzione della scrittura neumatica

Bentornati al ventitreesimo appuntamento di “Riavvolgi il futuro”.

Oggi esamineremo la profonda trasformazione della didattica e della trasmissione musicale nel Medioevo, concentrandosi in particolare sull’apporto teorico e metodologico di Guido d’Arezzo.

All’inizio questo segmento viene completato il quadro storico e concettuale relativo all’evoluzione della scrittura neumatica e ai primi tentativi di dare una precisa collocazione spaziale ai suoni sulla pagina, superando i limiti della notazione adiastematica che non indicava gli intervalli precisi. Si introduce la figura di Guido d’Arezzo, attivo nell’XI secolo, il cui merito principale consiste nell’aver compreso la necessità di una riforma pedagogica radicale che permettesse ai cantori di apprendere canti mai uditi prima direttamente dalla pagina scritta, senza dover dipendere esclusivamente dall’insegnamento orale e dalla memoria. Guido formalizza l’uso del rigo musicale moderno inserendo linee di colori diversi, solitamente il giallo per la nota do e il rosso per la nota fa, offrendo così un punto di riferimento visivo immediato e certo per identificare i semitoni all’interno della scala.

Il cuore dell’approfondimento è incentrato sull’invenzione del sistema della solmisazione e sulla nascita dei nomi delle note. Per facilitare l’intonazione corretta degli intervalli, in particolare del semitono, Guido d’Arezzo adotta come modello pedagogico l’inno a San Giovanni Ut queant laxis. Questa composizione poetica possedeva la particolarità di iniziare ogni semifrase su una nota progressivamente più acuta, ascendendo grado per grado. Utilizzando le prime sillabe di ciascun emistichio, il teorico individua le sei sillabe ut, re, mi, fa, sol, la, che vanno a costituire una struttura scalare fissa di sei suoni definita esacordo. La caratteristica fondamentale dell’esacordo risiede nella posizione fissa dell’intervallo di semitono, che si colloca rigorosamente ed esclusivamente tra le sillabe mi e fa.

La trattazione analizza come questo modulo di sei note venisse applicato all’intero sistema musicale medievale per mezzo del meccanismo della mutazione. Poiché l’estensione complessiva delle melodie superava l’ambito di sei sole note, era necessario sovrapporre più esacordi di tre tipi differenti a seconda della posizione della nota si: l’esacordo naturale (costruito a partire dal do), l’esacordo duro (che partiva dal sol e utilizzava il si naturale) e l’esacordo molle (che partiva dal fa e necessitava del si bemolle per mantenere il semitono tra mi e fa). Quando una melodia superava i confini di un singolo esacordo, il cantore doveva effettuare una mutazione, ossia cambiare la denominazione delle sillabe sostituendo la sillaba di arrivo di un esacordo con quella di partenza del nuovo esacordo, mantenendo però inalterato il suono reale. Questo esercizio mentale e vocale permetteva di cantare qualsiasi melodia mantenendo la percezione del semitono sempre agganciata al rapporto tra le sillabe mi e fa.

Infine si evidenzia l’enorme impatto di questa riforma: la musica si svincola progressivamente dalla pura pratica empirica ed entra a pieno titolo nell’ambito delle discipline teoriche e speculative del quadrivio, trasformando il cantore da mero esecutore mnemonico a musico consapevole in grado di leggere in autonomia il repertorio scritto.

Ed eccoci arrivati alla fine cari musicofili e musicofile, se siete giunti fin qui vi attendo nel prossimo appuntamento per approfondire questo nostro fantastico discorso. P.S.: Vietato mancare ;^) . A presto!!!!! :^)