Due grandi eventi a Somma Vesuviana tra cultura e archeologia

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  Due grandi eventi a Somma Vesuviana – Sabato 28 Giugno –   DOMANI – SABATO 28 GIUGNO –     Alle ore 9 apertura del sito archeologico della Villa Augustea, in località Starza della Regina.   DIMANI – SABATO 28 GIUGNO – alle ore 20 e 30, nel cuore della Terra Murata, del Borgo Antico, nella chiesa antica de La Collegiata  avremo    “Mamma D’ A Speranza”, un’anteprima del Palio di Somma Vesuviana.   “Una Somma Vesuviana che DOMANI, Sabato 28 Giugno avrà due grandi eventi. L’Amministrazione Comunale a guida Salvatore Di Sarno sta puntando molto sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sociale. Alle ore 9 aprirà la Villa Augustea, un sito archeologico di epoca romana dal grande valore culturale ma anche patrimonio di bellezza. Il sito archeologico è nei pressi della località Starza della Regina, a 300 metri dalla omonima fermata della linea ferroviaria Napoli – Ottaviano – Sarno della Circumvesuviana. Un sito molto importante con ben quattro eruzioni vulcaniche quali quelle del 79 d.C. del 472 d.C.,  del 512 d.C. e del 1631. Dunque un sito in grado di raccontarci il prima e il dopo il 79 d.C. e le scoperte sono sensazionali in quanto sono venute alla luce terme di epoca augustea che servivano ad alimentare un complesso termale privato, appartenuto ad un personaggio di grande rilievo, ma anche mosaici, affreschi, ambienti imponenti con ogni probabilità destinati ad essere luoghi di culto e al cui interno sono presenti molto gli elementi dionisiaci. Un sito da vedere Sabato 28 Giugno con apertura dei cancelli alle ore 9 e fino alle ore 12 e 30. Si può raggiungere il sito in treno anche da Napoli, ma anche in auto uscendo a Pomigliano D’Arco sulla Napoli – Bari o ancora seguendo la superstrada 268 con uscita a Somma Vesuviana – Pomigliano”. Lo ha dichiarato Rosalinda Perna,  Assessore alla Cultura del Comune di di Somma Vesuviana, nel napoletano.   E alle ore 20 e 30, meraviglioso evento a La Collegiata, la chiesa più antica, nel cuore del Borgo Antico del Casamale, tra vicoletti e Cinta Muraria di epoca Aragonese.   “Avremo – Mamma D’’A Speranza – opera in forma di Lauda con testi e musiche di Giovanni D’Angelo, la Direzione Artistica di Josi Auriemma con Laboratorio di voci e suoni della memoria. Più di 10 artisti, una ricca presenza di strumenti musicali dal violino alla chitarra dal tamburo a sistro alle castagnette. Sarà un’apoteosi poetica per l’anteprima della XXXIII esima edizione del Palio che si svolgerà a Somma Vesuviana dal 12 al 14 Settembre. Un grande evento organizzato dal Centro Vita – ha continuato la Perna –  con l’impegno reale dei giovani, con i Giovani per un Mondo Unito di Chiara Lubich, Comune di Somma Vesuviana”. Nel cuore della Terra Murata, nel Borgo Antico del Casamale, Sabato 28 Giugno, alle ore 20 e 30 sarà Mamma D’’A Speranza! “Il Palio di Somma Vesuviana presenta il primo evento culturale segnato dal brand “Cultura&Culturae”, legato alla XXXIII edizione anno 2025: MAMMA D’ ‘A SPERANZA, Opera in forma Lauda, testi e musiche di Giovanni D’Angelo, direzione artistica di Josi Auriemma.   DOMANI, Sabato 28 giugno 2025 alle ore 20.30 nella chiesa Collegiata al Borgo medioevale Casamale, in occasione della presentazione del nuovo Brand Culturale del Palio di Somma Vesuviana e degli eventi associati per la XXXIII Edizione (12-13-14 settembre p.v.) della manifestazione – ha affermato Giuseppe Auriemma, Responsabile Centro Vita e Giovani per Un Mondo Unito Di Chiara Lubich –   sarà eseguita l’Opera scritta da Giovanni D’Angelo e Diretta da Josi Auriemma: MAMMA D’ ‘A SPERANZA. Mamma d’ ‘a Speranza è un omaggio alle Patrie memorie. Condividendone storia e tradizioni, si pone in essere il desiderio di riannodare il cordone ombelicale con le proprie origini e di sentirsi parte della comunità. Il percorso artistico-tecnico di Mamma d’ ‘Speranza è una commistione fra elementi tematici della Lauda antica, Religiosità Popolare, forme musicali, canti monodici e polifonici ispirati alla tradizione etnica dell’area vesuviana. Ci soffermeremo anche sul Giubileo ”.   Somma Vesuviana una realtà in movimento! Sabato 28 Giugno, dalle ore 9, a cura della ProLoco di Somma Vesuviana, apertura del sito archeologico della Villa Augustea, in località Starza della Regina.       “L’importanza del sito archeologico della Villa Augustea, di Somma Vesuviana, va oltre il mistero dell’Imperatore Augusto. Molto probabilmente, questa terra, ben 1600 anni fa, era la capitale del vino in Italia. E’ un risultato sorprendente. In questo sito c’è il sistema di canalizzazione del vino creato in epoca romana, sezioni di canali di trasporto, vasca di pigiatura, celle vinarie in parte venute alla luce. Crediamo che le comunità vesuviane settentrionali ancora non hanno colto appieno il valore delle scoperte archeologiche legate alla storia dell’enologia. Imperatore o non imperatore lo scavo di Starza della Regina ci consegna un imponente edificio interamente adattato alla produzione del vino. Esempio unico. E’ da manuale dell’enologia antica. Probabilmente nel IV secolo, milleseicento anni fa circa  – ha dichiarato Francesco Mosca, Presidente della ProLoco di Somma Vesuviana, nel napoletano  – questa terra era la capitale del vino in Italia. Non si conoscono ancora le capacità produttive dell’impianto perché  la cella vinaria è scoperta solo in piccola parte. Da quello che si intravede, sezione dei canali di trasporto, area della vasca di pigiatura, si viaggia su cifre impressionanti (trecentomila, quattrocentomila litri?). Significa per esempio migliaia e migliaia di addetti, decine e decine di carri di trasporto, vigna inimmaginabile per estensione. E dove viaggiava tutto il vino prodotto? Verso Roma? Verso il nord Europa? Verso le coste del Mediterraneo? E’ un tema da approfondire insieme a tutti gli altri che lo scavo giorno dopo giorno pone. La recente adesione del Comune di Somma all’associazione internazionale “Città del Vino” è un buon segnale. Il passato antico sta indicando forse la strada del futuro. Il mito di Dioniso, le statue di Somma, la cella vinaria romana, insieme alle cantine angioine ed aragonesi, descrivono per questo territorio un curriculum letterario invidiabile, maestoso. Ma degnissimo di attività correlate da incentivare”.

SS 268, via ai lavori: Fdi Sant’Anastasia ringrazia Iannone

Sant’Anastasia. Riceviamo e pubblichiamo:  In corso la messa in sicurezza delle rampe lungo la SS 268: Fdi ringrazia Sottosegretario Antonio Iannone per il suo intervento.

Fratelli d’Italia – Sant’Anastasia desidera esprimere un sentito ringraziamento al Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Antonio Iannone, per la sua vicinanza e soprattutto per la sua celere e pronta operatività anche nelle questioni che una corretta dialettica tra Enti preposti dovrebbe essere sufficiente a risolvere. “Ringrazio l’onorevole Sottosegretario Antonio Iannone, coordinatore regionale di Fdi, per l’attenzione verso i cittadini che invocano soprattutto la pronta risoluzione dei problemi quotidiani – dice Alfonso Di Fraia, coordinatore cittadino di Fdi e assessore al decoro urbano del Comune dì Sant’Anastasia – solo ieri mi sono permesso di rappresentargli la situazione incresciosa che riguarda la sicurezza stradale lungo il tratto anastasiano della SS 268, negli ultimi mesi invaso da vegetazione e arbusti. Ebbene, nonostante le ripetute sollecitazioni all’Anas e i richiami della Prefettura cui ci siamo rivolti, sono trascorse settimane in cui questa circostanza ha rappresentato un notevole rischio per chi percorre la statale, senza contare il rischio incendi, viste le alte temperature. Ho personalmente inviato una nota al Sottosegretario Iannone rappresentandogli le difficoltà nel veder rispettato un semplicissimo diritto dei cittadini da parte di chi ha la responsabilità di intervenire e questa mattina, finalmente, sono iniziati sulla 268 i lavori di sistemazione delle rampe. Grazie dunque anche all’Anas e alla nostra Polizia Locale che sta garantendo la sicurezza e la viabilità”.

Sanità campana, Direttori Generali: riconfermati gli ottavianesi Anna Iervolino e Mario Iervolino

La Giunta della Regione Campania ha ufficializzato le nomine dei Direttori Generali delle quindici aziende sanitarie presenti sul territori e, tra questi, figurano due professionisti del settore di Ottaviano. Tra nuovi volti e riconferme, la Regione Campania ha reso noti i nomi dei Direttori Generali che si occuperanno della Sanità campana e che guideranno le maggiori ASL e Aziende Ospedaliere del territorio. Nella lunga lista di nomi, figurano due volti noti, nonché eccellenze di Ottaviano: Anna Iervolino e Mario Iervolino, entrambi riconfermati a ricoprire queste importanti cariche anche per i prossimi anni. Anna Iervolino è stata riconfermata per la seconda volta alla direzione generale dell’Azienda dei Colli, dopo due mandati presso il Cardarelli e il Policlinico degli anni passati. Mario Iervolino, invece, dopo due mandati all’ASL Salerno e a quella Napoli 2 nord, è stato nominato Direttore Generale del Policlinico Universitario Vanvitelli. Due cariche prestigiose, quelle affidate ai direttori di Ottaviano, che sono un vanto per il territorio e che confermano l’ottimo lavoro svolto negli ultimi anni, con la canonica serietà che ha sempre contraddistinto entrambi i direttori. Orgoglio e felicità per Ottaviano che vede ancora una volta portato in alto il suo nome grazie al duro lavoro e all’impegno. Tantissimi sono stati, infatti, i post sui social da parte degli ottavianesi che hanno esultato per i loro due concittadini, entrambi conosciuti e stimati sul territorio locale e non solo, e hanno voluto fare un grande in bocca a lupo e due figure distinte della loro comunità.

Leopardi, viaggiatore “complicato”: l’incredibile giudizio sulle donne romane

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Leopardi non si mette d’accordo con sé stesso nemmeno quando si domanda se sia meglio vivere in città grandi o in città piccole. Più volte dichiara la sua preferenza per le città piccole, ma cambia idea appena torna a Recanati, “città morta, sciocca e microscopica” (lettera del 6 maggio 1825, a Pietro Brighenti); e tuttavia, nel “Dialogo di Timandro e Eleandro”, Eleandro dice che non c’è poesia che possa dilettare o “muovere” i lettori che vivono in città grandi. L’articolo è tratto dal mio libro “Leopardi a Napoli” pubblicato da “Selvaggio Edizioni”. Correda l’articolo l’immagine del quadro “Donna con ventaglio” di Edoardo Tofano.

Intervistato da Gianfranco Brevetto, Attilio Brilli, profondo studioso della letteratura del viaggiare, parlando di Leopardi viaggiatore sottolineava l’importanza di alcuni versi della canzone “Ad Angelo Mai”, composta nel gennaio del 1820. “..Ahi, ahi, ma conosciuto il mondo / non cresce, anzi si scema, e assai più vasto / l’etra sonante, e l’alma terra e il mare / al fanciullin, che non al saggio, appare/….A noi ti vieta/ il vero appena è giunto, / o caro immaginar; da te s’apparta / nostra mente in eterno; allo stupendo /poter tuo primo ne sottraggon gli anni; / e il conforto perì dei nostri affanni.”. Nella netta opposizione tra “vero” e “immaginar” si delinea, nitida, la difficoltà che gli studiosi incontrano nell’indicare il rapporto di Leopardi con Illuminismo e Romanticismo e nel disegnare, in modo chiaro e completo, la figura del poeta “flaneur”, che vuole conoscere il mondo, ma ha paura di conoscerlo troppo e ritiene necessario che tra lui e l’infinito ci sia sempre una siepe, e che la siepe sia alta e scura tra lui e le strutture architettoniche del luogo. Nelle sue lettere Leopardi dedica rari e brevi cenni alle strade, ai palazzi e ai tesori d’arte di Roma, di Firenze, di Napoli: il “luogo”, una volta conosciuto, “si rattrappisce”, esce dagli spazi dell’immaginazione per entrare in quelli, amari, della delusione. Leopardi vuole viaggiare perché non sopporta la “gabbia” di Recanati, ma ci sono momenti in cui egli associa il partire al morire, come nella lettera del 14 aprile del 1826 al fratello Carlo. In una lettera di quattro anni prima, raccontando al fratello alcuni momenti del viaggio per Roma, egli metteva insieme delle notizie che ci dicono chiaramente quanto complessi siano stati il suo “carattere” e il suo rapporto con i “luoghi”:

dovete sapere che (a Spoleto) io scrissi in tavola fra una canaglia di Fabrianesi, Iesini ec. i quali s’erano informati dal cameriere dell’esser mio, e già conoscevano il mio nome e qualità di poeta ec. ec. E un birbante di prete furbissimo ch’era con loro, si propose di dar la burla anche a me, come la dava a tutti gli altri: ma credetemi che alla prima mia risposta, cambiò

tuono tutto d’un salto, e la sua compagnia divenne buonissima e gentilissima come tante pecore. Scrive giustamente Michele Dell’ Aquila che l’epica del viaggio è in Leopardi la dimensione tutta interiore del pensiero che attraversa orizzonti di tempo e di spazio sconfinati. Il poeta soggiornò a Roma tra il novembre del 1822 e l’aprile del 1823 e poi, con Antonio Ranieri, tra il 1831 e il 1832, e vi si fermò nel settembre del ’33, durante il viaggio per Napoli. Il poeta, che “conosce” analiticamente, con il pensiero e con l’immaginazione, la Roma di Cesare, di Cicerone, di Virgilio, e anche quella di Madame De Stael, è fatalmente deluso dalla Roma papalina e dai suoi intellettuali per i quali filosofia e letteratura non hanno alcun valore, ma esiste solo “l’Antiquaria”, e che consumano il tempo nel chiedersi “se quel sasso appartiene a Marcantonio o a Marcagrippa”: e tuttavia “non c’è Romano che realmente possieda il Latino e il Greco”. Leopardi è deluso anche da Angelo Mai, e non ha pietà né per l’abate Francesco Cancellieri – “è un coglione, un fiume di ciarle” -, né per le donne, che descrive al fratello Carlo nella lettera del 6 novembre del ’22: una descrizione che, per la sorprendente novità di certe “immagini”, conviene leggere per intero: mi ristringerò solamente alle donne, e alla fortuna che voi forse credete che sia facile di far con esse nelle città grandi. V’assicuro che è propriamente tutto il contrario. Al passeggio, in Chiesa, andando per le strade, non trovate una befana che vi guardi. Io ho fatto e fo molti giri per Roma in compagnia di giovani molto belli e ben vestiti. Sono passato spesse volte, con loro, vicinissimo a donne giovani: le quali non hanno mai alzato gli occhi; e si vedeva manifestamente che ciò non era per modestia, ma per pienissima e abituale indifferenza e noncuranza: e tutte le donne che qui s’incontrano sono così. Trattando, è così difficile il fermare una donna in Roma come in Recanati, anzi molto più, a cagione dell’eccessiva frivolezza e dissipatezza di queste bestie femminine, che oltre di ciò non ispirano un interesse al mondo, sono piene d’ipocrisia, non amano altro che il girare e divertirsi non si sa come, non la danno (credetemi) se non con quelle infinite difficoltà che si provano negli altri paesi. Incredibile Leopardi……

Acerra aspetta Felice: nuova operazione per il piccolo guerriero che ha perso il papà nell’incidente

Un’intera comunità con il cuore in gola. Il piccolo Felice, cinque anni appena, combatte la sua battaglia più difficile in un letto d’ospedale, dopo il terribile incidente in moto che gli ha portato via il papà, Cuono Di Sena e cambiato per sempre il corso della sua giovane vita. L’incidente è avvenuto in via Bruno Buozzi, alle porte del rione Gescal ad Acerra.

Al Santobono di Napoli, i medici lo hanno operato due volte nel giro di poche ore. L’ultima, ieri pomeriggio, è durata quasi cinque ore e ha riguardato la ricostruzione del volto. È andata bene, dicono i sanitari, ma il bambino resta in prognosi riservata. La sua è una lotta a piccoli passi, tra i respiri assistiti e i monitor sotto controllo costante.

Intorno a lui, oltre ai medici, c’è la città intera. Una città che prega, spera, e si commuove ogni volta che sente il suo nome. Perché Felice è diventato il figlio di tutti: una piccola luce da difendere, un simbolo di innocenza ferita da una tragedia improvvisa.

Sui social si moltiplicano messaggi, disegni, cuori blu. Sul luogo dell’incidente ci sono mazzi di fiori e candele accse. Nelle case, il pensiero corre sempre lì, a quel reparto, a quel lettino.

Non è solo medicina, è anche amore quello che sta cercando di salvare Felice. E l’amore, si sa, può fare miracoli.

Torna presto, piccolo guerriero. La tua città non vede l’ora di riabbracciarti.

Degrado e gestione rifiuti, ditta nel mirino di Comune e vigili

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Continua forte la sinergia tra l’ Ufficio Ecologia diretto dall’ Ing. Terracciano ed il Comando di polizia locale di Marigliano diretto dal Magg.Emiliano Nacar In queste giornate numerose sono state le segnalazioni a carico della ditta dei rifiuti per il mancato ritiro degli ingombranti e il ritiro mancato dell’ indifferenziato o il taglio delle erbe che hanno creato una situazione ingestibile nella città e di degrado sotto ogni punto di vista Se da un lato vi sono state sanzioni molto forti alla ditta da parte dell’ Ufficio Ecologia. La polizia locale ha monitorato il fenomeno e ha configurato a carico della ditta ed il suo legale rappresentante le ipotesi di reato legate alla gestione illecita dei rifiuti. Un atto molto significativo che segna il cambio di passo anche nel contrasto non solo ai disservizi amministrative ma anche a condotte che dalla negligenza sono diventate colpose e dolose creando disservizi notevoli e degrado per la città. L’ azione del Conando di Polizia locale di Marigliano contro ogni forma di illegalità pertanto non trova ostacoli

Pomigliano, lavoratori Leonardo a confronto con il Comune: preoccupazioni sul destino dello stabilimento

Pomigliano, lavoratori Leonardo a confronto con il Comune: preoccupazioni sul destino dello stabilimento Una rappresentanza degli operai dello stabilimento Leonardo di Pomigliano d’Arco ha preso parte a un incontro istituzionale con l’amministrazione comunale per discutere del futuro dell’impianto. Presenti al tavolo anche i delegati RSU e i rappresentanti locali delle sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e Fismic. A riceverli, il sindaco Raffaele Russo, il vicesindaco Domenico Leone, l’assessora alle Politiche del Lavoro Marianna Manna, il presidente del Consiglio comunale Maurizio Caiazzo e alcuni consiglieri. L’incontro è stato organizzato a seguito di una comunicazione ufficiale inviata ieri dalle RSU dello stabilimento, che avevano anche promosso uno sciopero come forma di protesta per le incertezze che gravano sul futuro dell’industria. Durante il confronto, i lavoratori hanno esposto le proprie preoccupazioni in merito alle prospettive occupazionali e industriali del sito. Il sindaco ha ascoltato con attenzione le richieste e ha manifestato piena disponibilità a sostenere le loro istanze presso le istituzioni superiori. L’amministrazione comunale ha proposto l’elaborazione di un documento unitario da indirizzare alla Regione Campania, al Governo centrale e ai vertici dell’azienda Leonardo, al fine di evidenziare le problematiche sollevate e sollecitare risposte precise sui piani futuri per il polo produttivo. “Abbiamo accolto l’allarme lanciato dai dipendenti e dalle organizzazioni sindacali sul futuro dello stabilimento di Pomigliano – ha dichiarato il sindaco Russo –. Per questo motivo, come Comune, ci impegniamo a fare fronte comune con la Regione e a coinvolgere il Governo, affinché Leonardo chiarisca quali siano le reali prospettive produttive per il sito di Pomigliano d’Arco”.          

Somma, “Eclissi del Sacro”: arte e spiritualità al Castello d’Alagno

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: Il prossimo 5 luglio alle ore 18.00, lo storico Castello d’Alagno di Somma Vesuviana si trasformerà in uno spazio di riflessione, arte e spiritualità con l’inaugurazione della mostra collettiva “Eclissi del Sacro”. L’esposizione rappresenta il capitolo conclusivo di un intenso percorso concettuale iniziato con “L’epifania del sacro” e proseguito con “Il sacro e il profano”, tracciando un itinerario profondo e articolato sul senso del sacro nel mondo contemporaneo. Curata da Luigi Saviano, Laura Polise e Giuseppe Romano, la mostra riunisce 23 artisti contemporanei in un dialogo aperto, stratificato e polifonico, che affronta la tensione tra presenza e assenza del sacro, tra memoria e metamorfosi, tra trascendenza e materia. “Eclissi del Sacro” indaga ciò che resta del sacro oggi: non la sua negazione, ma la sua trasformazione, la sua trasparenza, la sua trasfigurazione nella sensibilità collettiva e nell’immaginario. Un’occasione preziosa per interrogarsi su come la spiritualità possa ancora attraversare l’arte, parlando al cuore e alla coscienza dell’uomo contemporaneo. Le opere in mostra, attraverso linguaggi, tecniche e sensibilità differenti, evocano la complessa relazione tra arte e spiritualità. Alcune riflettono la dissoluzione dei simboli religiosi tradizionali, altre li reinterpretano con sguardo critico o poetico, mantenendo viva una tensione dinamica tra il sacro e il quotidiano, tra l’antico e il presente. In particolare, la mostra indaga il sacro nella quotidianità e valorizza il linguaggio dell’arte, che, rispetto al centro dell’esperienza religiosa, non è solo un accessorio, ma una modalità specifica di attuazione, legata al ruolo sostanziale che l’Incarnazione ha nella fede. In questa prospettiva, l’arte diventa non solo strumento di rappresentazione, ma luogo stesso di rivelazione, capace di incarnare e rendere visibile l’invisibile. La mostra non propone risposte univoche, ma un percorso fatto di contrasti e suggestioni, dove la presenza o l’assenza del sacro diventano spazi critici e poetici. Ogni opera è un frammento di una riflessione collettiva, una soglia tra il visibile e l’invisibile. Gli artisti in mostra: Anna Amabile, Giulia Avilia, Norma Bini, Jacopo Camera, Biagio Cerbone, Daniela Colonna, Angelo Corcione, Salvatore Di Palma, Oriana D’Urso, Domnik D Vision, Giuseppe Ferraiuolo, Speciale Fiorentina, Antonietta Fierro, Giusy Iodice, Saverio Maietta, Franco Maione, Teresa Notaro, Laura Polise, Vincenzo Russiello, Luigi Saviano, Giovanna Secondulfo, Giuseppe Sgueglia, Pasquale Zaccarella. Un evento culturale e spirituale L’inaugurazione sarà arricchita dai saluti istituzionali del Sindaco Dott. Salvatore Di Sarno e dell’Assessore alla Cultura, Avv. Rosalinda Perna. A seguire, Don Nicola De Sena, parroco della comunità di San Michele e San Giorgio, offrirà una riflessione sul valore spirituale dell’arte come espressione di fede e legame comunitario. Il Dott. Giuseppe Auriemma, psichiatra, psicoterapeuta ed esperto d’arte, proporrà invece una lettura critica del rapporto tra estetica e sacralità nelle opere esposte. Collaborazioni e momenti speciali L’iniziativa è realizzata con il supporto dell’Ipseoa Montessori, del Teatro Summarte, del Kaffè Cremoso e dell’Associazione Nazionale Carabinieri di San Sebastiano al Vesuvio. A concludere la serata, la partecipazione straordinaria del tenore Maestro Aniello Sepe, che regalerà al pubblico momenti musicali di rara intensità emotiva.

San Giuseppe Vesuviano, due giorni di celebrazioni e feste in onore del santo falegname

La parrocchia e la comunità si apprestano a vivere un momento fondamentale della loro storia con l’arrivo in città di due reliquie legate a San Giuseppe, tutt’ora conservate presso la Basilica di San Lorenzo in Firenze. Le reliquie di San Giuseppe, in particolare un frammento del suo bastone e del suo manto, sono conservate attualmente nella Basilica di San Lorenzo a Firenze. Sono custodite in un reliquiario all’interno di una cappella dedicata al santo, all’interno della basilica fiorentina, che ospita anche la tomba di San Lorenzo, lo statista Alcide De Gasperi e di cinque papi.  Firenze, quindi, è un importante luogo di culto per il padre putativo di Gesù. Toccherà al priore della basilica fiorentina, Mons. Marco Domenico Viola, consegnare alla comunità vesuviana le due pregevoli reliquie. Saranno due giorni di alta spiritualità, fede e cultura, che apriranno, ufficialmente, il grande percorso che porterà al centenario della presenza giuseppina nella comunità vesuviana il 15 dicembre del 2028. L’ Associazione Portatori di San Giuseppe, guidata dal presidente Alfonso Di Somma, è un’associazione che opera nel contesto del culto e della devozione a San Giuseppe, promuovendo eventi e manifestazioni legate alla sua figura. Proprio l’associazione ha fortemente desiderato la presenza di questi preziosi frammenti in città. Sono commosso e felice – afferma p. Rosario Avino, parroco del santuario – per il grande fermento che si è venuto a creare intorno alla nostra comunità, che va anche oltre il perimetro parrocchiale.  Le reliquie, che accoglieremo, sono la presenza tangibile della nostra fede attraverso l’intercessione di colui che poté svolgere il compito insieme alla Madonna di genitore terreno di Gesù. Dobbiamo molta gratitudine a Papa Francesco che nel 2021 volle l’anno santo giuseppino. Sabato, 27 giugno, si terrà una tavola rotonda che approfondirà la figura del santo falegname presso il Centro Giovanile dei Giuseppini del Murialdo (ex Seminario). Interverranno per l’occasione: Don Sergio Antonio Capone, responsabile della custodia delle SS. Reliquie della Diocesi di Salerno, Campagna, Acerno; padre Giuseppe d’Oria, Giuseppino del Murialdo, vice provinciale della Provincia Italiana; Mons. Marco Domenico Viola, Priore della Basilica di san Lorenzo in Firenze. Modera Rosa Carillo Ambrosio, collaboratrice dell’Osservatore Romano e presidente dell’Associazione Dies Artis. Alle ore 17:00, una processione solenne delle reliquie sfilerà per le vie del paese con partenza da piazza Elena D’Aosta verso il santuario, cui seguirà una solenne Celebrazione Eucaristica animata dal coro delle Ancelle di Cristo Re. Domenica, 29 giugno, le reliquie verranno offerte alla devozione dei fedeli per l’intera giornata a partire dalle ore 7:00 sino alle ore 21:00. A conclusione dei due giorni ci sarà, a partire dalle ore 21:00, una catechesi-concerto a cura della fraternità Evangelii Gaudium con la benedizione finale con il bastone di San Giuseppe. Gli appuntamenti di sabato e domenica saranno anticipati, venerdì 27 giugno, alle ore 21:30, da una passeggiata per il centro storico guidata dal divulgatore scientifico dott. Gennaro Barbato, a cura della Pro Loco di San Giuseppe Vesuviano.  

Operazione nella Terra dei Fuochi, stretta sui rifiuti pericolosi

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Un nuovo blitz contro lo smaltimento illecito di rifiuti ha colpito Frattaminore, dove le forze dell’ordine hanno messo sotto sequestro un sito di stoccaggio illegale nell’ambito dell’Action Day interprovinciale voluto dai Prefetti di Napoli e Caserta. L’operazione ha riguardato le aree più critiche della Terra dei Fuochi, tra cui proprio il comune frattese, dove è stata individuata un’area di accumulo di rifiuti non autorizzata.

Nel complesso, sono state denunciate 11 persone, sequestrati 9 mezzi di trasporto, chiuse 5 attività irregolari e inflitte sanzioni per un totale di quasi 24.000 euro. I veicoli controllati sono stati oltre 150. Il dispositivo ha visto impegnate 28 pattuglie tra Carabinieri, Forestali, Polizia, Guardia di Finanza e agenti delle Polizie locali, con il supporto dell’Esercito e di droni per la sorveglianza aerea.

L’operazione si basa su una nuova strategia di raccolta e incrocio delle informazioni operativa, coordinata dal Comando delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari, che consente di individuare tempestivamente i siti a rischio. Le aree di Frattaminore, come molte del comprensorio nord di Napoli, rientrano tra i quadranti maggiormente attenzionati.

Tra le azioni condotte anche il deferimento della titolare di un’azienda a Caivano per detenzione e trattamento illecito di rifiuti pericolosi, con ulteriori denunce a carico di tre persone colte sul fatto mentre trasportavano rifiuti su motocarri. Nell’area nolana, un’automobile con targa fittizia è stata sequestrata, aprendo un’indagine sul traffico di parti meccaniche e smaltimento abusivo.

Frattaminore torna così al centro della cronaca ambientale, simbolo della necessità di continuità nei controlli e della presenza costante dello Stato.