In fiamme la discarica di Calabricito, da poco era stato avviato processo di bonifica

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In fiamme la discarica di Calabricito, da poco era stato avviato processo di bonifica. Europa Verde: “Disastro ambientale annunciato. Magistratura faccia luce”

La discarica di Calabricito, ad Acerra, è andata in fiamme. Si tratta di uno dei primi siti inseriti nell’elenco delle bonifiche del commissario straordinario e i lavori erano prossimi all’avvio. Le fiamme sono state domate dai Vigili del Fuoco, ma l’aria è ancora irrespirabile e dai cumuli di rifiuti si alzano nubi tossiche che si stanno propagando su tutta la provincia di Napoli.

“Siamo di fronte a un disastro ambientale annunciato. Ci sono forti dubbi sulla natura accidentale dell’incendio. Guarda caso, uno dei primi siti previsti per la bonifica prende fuoco senza alcun controllo, senza un presidio, senza alcuna prevenzione. È inaccettabile. La magistratura faccia il suo corso, ma anche le istituzioni intervengano con decisione. Questo territorio è allo stremo, in questi giorni si sono susseguiti altri roghi di rifiuti speciali e auto bruciate, ora anche questa bomba ecologica che esplode nel cuore della provincia. È il momento di una svolta decisiva, servono sorveglianza costante, bonifiche vere e trasparenza assoluta. Chi ha responsabilità venga individuato e punito. Non possiamo più assistere inermi alla devastazione ambientale della nostra terra”. Lo hanno detto il deputato Francesco Emilio Borrelli e Rosario Visone, co-portavoce regionale di Europa Verde.

Movida, 4 nei guai a San Giorgio a Cremano

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SAN GIORGIO A CREMANO: Controlli dei Carabinieri nel weekend di movida Controlli nella movida di San Giorgio a Cremano. I Carabinieri della locale Stazione insieme a quelli del Reggimento Campania hanno presidiato le aree più affollate del sabato sera. Durante il servizio, i militari hanno denunciato un giovane, trovato in possesso di un coltello a farfalla. L’attenzione dei militari si è concentrata anche sul contrasto all’uso di sostanze stupefacenti. 4 persone sono state segnalate alla Prefettura poiché trovate in possesso di modiche quantità di hashish e marijuana. In uno dei casi, all’assuntore, è stata anche ritirata la patente di guida. Ispezionati 40 veicoli e identificate 55 persone, 6 le sanzioni per infrazioni al Codice della Strada. Due motoveicoli sono stati sottoposti a fermo amministrativo e uno a sequestro amministrativo finalizzato alla confisca.

Le ricette di Biagio: la “matriciana” di baccalà. Quando accusai di ipocrisia il baccalà…

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Non essendo né un latinista, né un grecista, né un romanziere, né uno storico di temi alti, e nemmeno un archeologo, mi sono limitato a scrivere cose semiserie sui maccheroni e sul baccalà. La ricetta qui pubblicata è del ristorante sommese “La Lanterna” e venne inserita nel mio libro “Note di storia del baccalà nella dieta vesuviana e napoletana” pubblicato nel 2015 da “Dante §Descartes” e presentato l’anno dopo anche nel ristorante “Il cortile” di Caserta. Il baccalà piaceva anche al brigante Pilone e alle sue amanti.     Ingredienti per 4 persone:  2 cipolle bianche, gr.100 di pomodorini “pacchetella”, gr. 400 di mussillo di baccalà, gr. 350 di fettuccine, olio, prezzemolo, parmigiano grattugiato, sale. Affettare finemente la cipolla e soffriggerla nel tegame con olio fino a che assuma un bel colore dorato, aggiungere il baccalà a pezzetti e infine i pomodorini tagliati a metà, profumare con prezzemolo tritato, lasciar cuocere fino a che il baccalà si consumi: consigliamo di non salare a causa della sapidità del pesce. Lessare le fettuccine in abbondante acqua salata, scolarle al dente e saltarle nel sugo aggiungendo il parmigiano. Impiattare e servire in tavola (l’immagine è presa dal sito di Luciano Pignataro, che la collega al ristorante “La Lanterna”) I ricordi di quella serata casertana sono stati ravvivati dall’ articolo che dedicò all’evento la nostra Direttrice, Donna Carmela D’Avino. Amedeo Colella ricordò al pubblico che quando i Napoletani vogliono offendere una donna paragonano al “fieto d’’o baccalà” l’odore che sale dalle sue parti intime e che “baccalajuolo” a Napoli non è solo chi è addetto alla lavorazione del baccalà, ma anche, per un chiaro gioco metaforico, la persona rozza, sporca e volgare. Quando presi la parola, parlai, prima di tutto, dell’ottavianese prof. Francesco D’Ascoli, profondo studioso della lingua napoletana, autore di un “Dizionario etimologico napoletano” e di libri importanti, in uno dei quali registrò la notizia che in qualche clan della camorra vesuviana il “baccalajuolo” è anche il killer professionista, colui che fa a pezzi l’avversario. Inoltre il prof. D’Ascoli chiarì che in lingua napoletana “baccalà “è anche la “persona magra, allampanata e stupida”: e ciò accade sotto l’influenza del termine spagnolo “bacalao” e dal fatto che il baccalà era cibo servito, nella seconda metà dell’‘800, sulle tavole dei poveri. Mi permisi di spiegare perché Somma era diventata la “capitale del baccalà” e infine sviluppai una riflessione semiseria sull’ “ipocrisia” del baccalà. Il successo di stocco e baccalà è stato decretato nel Sud anche dagli ordini religiosi che hanno assegnato a queste “variazioni” del merluzzo il ruolo di cibo penitenziale. Nel libro “Riflessioni di Robinson davanti a 120 baccalà” Manuel Vàzquez Montalbàn immagina che il vescovo Robinson sia condannato a purgarsi dall’eccessivo amore per il danaro e dalla blasfema passione per una bella donna vivendo da eremita su un’isola deserta e nutrendosi solo di baccalà. Eppure nelle sue ricette “immorali” Montalbàn ha indicato il baccalà come uno strumento di seduzione, come una chiave adatta ad aprire la porta dell’erotismo. In realtà, il baccalà è come il grigio in pittura, il grigio che accende, per contrasto, i colori caldi e fa in modo che siano scintillanti. Il “neutro” baccalà esibisce la sua maschera ipocrita – “ipocrita” in greco significa “attore” – di cibo penitenziale e “magro”: ma se poi si fa accompagnare dai broccoli neri, dalla menta e dal peperoncino e da altri “ingredienti” cari a Venere la sua “magrezza” è quella, maligna, del ruffiano.  Nel 1862, arrestata con l’accusa di essere manutengola e amante del brigante Antonio Cozzolino Pilone, la “monaca di casa” Francesca Ranieri, di Terzigno, di anni 35, respinse gli osceni sospetti e raccontò di aver incontrato Pilone solo due volte, nella sua masseria di Santa Teresa a Terzigno, e di avergli chiesto solo una delle “immagini della Vergine del Carmine con i nastri rossi” che si diceva che il Papa stesso avesse donato al brigante. I briganti avevano fame: lei si era commossa, e entrambe le volte aveva preparato a Pilone e ai suoi pasta e fagioli e una frittura di baccalà, innaffiati da una “barrecchia” di vino di Terzigno, il purissimo “lacryma christi”. Quaglie e stoccafisso in bianco preparava a Pilone una sua “druda” di Boscotrecase, Carolina “la rossa”, mentre i vicini di casa raccontarono ai “piemontesi” che quando si recava in casa di Vincenzo Lettieri, della cui figlia egli era un ardente ammiratore, il brigante donnaiolo portava “ruoti di baccalà e barrecchie di vino”..  

Ragazzini picchiati e rapinati, allarme babygang a Pomigliano. Genitori infuriati

La preoccupazione dei genitori dopo il caso di sabato scorso

Una settimana fa, sabato 21 giugno, si sono verificate tre aggressioni in poche ore nella villa comunale di Pomigliano d’Arco. Le vittime sono stati adolescenti di appena tredici anni: uno di loro è finito in ospedale, mentre gli altri due sono stati minacciati e derubati. Sebbene non abbiano riportato ferite fisiche, l’episodio li ha profondamente segnati a livello emotivo.

“Siamo terrorizzati” dichiarano anche a distanza di giorni, infatti, la tensione tra le famiglie del territorio non si è affievolita considerando i furti e le aggressioni sempre più frequenti. In questi giorni, infatti, molti genitori stanno continuando a denunciare pubblicamente l’accaduto e a chiedere alle istituzioni misure più efficaci per garantire la sicurezza nei luoghi frequentati dai più giovani, soprattutto nel fine settimana.

Le forze dell’ordine hanno dichiarato di aver rimodulato la presenza delle pattuglie nei weekend successivi, concentrandosi maggiormente sulle aree sensibili come la villa comunale. Inoltre, invitano chiunque sia testimone o vittima di episodi simili a denunciare tempestivamente, per facilitare l’identificazione dei responsabili e prevenire ulteriori violenze.

L’appello dei genitori è chiaro: serve un intervento concreto e continuativo, che restituisca serenità alle famiglie e renda sicuri gli spazi pubblici per tutti, a partire dai più giovani.

Somma: libri, teatro e storia al Castello di Lucrezia D’Alagno

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: A Somma Vesuviana, nel napoletano – Nel Borgo – nella Terra Murata – l’amore tra Lucrezia D’Alagno e Re Alfonso V D’Aragona ma anche la scrittrice Marianna Scagliola!   Domani – Domenica 29 Giugno – ore 11 – nelle sale del Castello di Lucrezia D’Alagno, ultimo appuntamento della Rassegna Letteraria – Libri al Castello – incontro con la scrittrice Marianna Scagliola.   Alle ore 20 e 30 – tra musica e parole, l’amore tra Lucrezia D’Alagno e Alfonso V D’Aragona.      Annamaria Pianese  –  Presidente dell’Associazione – I Colori della Poesia: “Domani, al Castello di Lucrezia D’Alagno, arriverà la scrittrice Marianna Scagliola che presenterà il suo ultimo libro dal titolo “Il Francese, Biancaneve e i Settebello e sarà l’ultimo incontro a chiusura di una lunga stagione letteraria, importante per Somma Vesuviana”.   Rosalinda Perna  –  Assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano: “ E la sera, tante artiste per il racconto dell’amore tra Lucrezia D’Alagno e Re Alfonso V D’Aragona, al Castello di Lucrezia D’Alagno del 1458!”,     “ Domani, al Castello di Lucrezia D’Alagno, arriverà la scrittrice Marianna Scagliola che presenterà il suo ultimo libro dal titolo “Il Francese, Biancaneve e i Settebello e sarà l’ultimo incontro a chiusura di una lunga stagione letteraria, importante per Somma Vesuviana e dunque a conclusione della Rassegna Letteraria – Scrittori al Castello – che ha visto le sale quattrocentesche diventare un salotto intellettuale. Marianna è scrittrice affermata  che esplora temi come l’identità, le relazioni umane e le sfide personali ma con uno stile narrativo che invita ad immergersi nella riflessione. Domani con Marianna Scagliola, termineremo gli incontri al Castello della Rassegna – Libri al Castello – ma in contemporanea con la rassegna letteraria “Scrittori in Prima Linea” siamo entrati  nelle scuole. Poi avremo una terza fase quale il Concorso di Poesie “Pietro Secondulfo”. Spegniamo qualche volta i cellulari, stacchiamoci dai social e apriamo un buon libro. L’Estate è l’occasione giusta per farlo”. Lo ha dichiarato Annamaria Pianese, Presidente dell’Associazione “I Colori della Poesia”.   E domani, Domenica 29 Giugno saranno altri due grandi eventi a svolgersi a Somma Vesuviana, ancora al Castello di Lucrezia D’Alagno che sarà visitabile.   Alle ore 11, incontro con la scrittrice Marianna Scagliola, alle ore 20 e 30 un meraviglioso spettacolo: “Cor’ ‘e femmene – Regina non fu mai”. Sarà, nelle sale del Castello di Lucrezia D’Alagno, il racconto dell’amore tra Lucrezia e Alfonso V D’Aragona ….tra note e parole.     “La mattina i libri, la sera il teatro e tutto al Castello di Lucrezia D’Alagno con i suoi splendidi torrioni panoramici e alle porte del Borgo Antico, quale il Centro Storico del Casamale che dall’1 al 6 di Agosto ospiterà l’edizione giubilare della Festa delle Lucerne. Domani sera avremo artiste come Rosangela Angri, Marinella Colini, Titti Esposito, Arianna Gera, Sara Seraponte, Enzo Di Marzo con il racconto dell’amore tra Lucrezia D’Alagno e Alfonso V D’Aragona, proprio nel Castello voluto da Lucrezia e risalente al 1458. Aspettiamo tutti, sia alla Rassegna Letteraria alle ore 11 – ha dichiarato Rosalinda Perna,  Assessore alla Cultura del Comune di di Somma Vesuviana, nel napoletano –  e sia allo spettacolo delle ore 20 e 30. Nel cuore del Borgo Antico abbiamo anche l’hub – side di Tramandars e Amici del Casamale con le opere pittoriche di Vittorio Valiante e abbiamo Ombrediluce di Mary Pappalardo, capolavoro retroilluminato che racconta le tradizioni del territorio ma abbiamo l’antica

Incendio a Volla, in fiamme due auto e un rimorchio

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Un denso fumo nero ha attirato l’attenzione di residenti e passanti nella tarda mattinata di oggi a Volla. L’allarme è scattato quando una colonna di fumo visibile anche a grande distanza ha iniziato a sollevarsi dalla zona industriale del comune. Secondo quanto ricostruito, le fiamme hanno interessato due autovetture e il cassone di un rimorchio parcheggiato nelle vicinanze. La dinamica esatta dell’incendio è ancora in corso di accertamento, ma i primi rilievi sembrerebbero escludere il coinvolgimento di persone e fortunatamente non si registrano feriti. Sul luogo del rogo sono immediatamente intervenute le squadre dei vigili del fuoco che, grazie a un tempestivo intervento, sono riuscite a circoscrivere le fiamme evitando che si propagassero ad altri veicoli o strutture limitrofe. I pompieri hanno operato a lungo per spegnere l’incendio e mettere in sicurezza l’area. Numerosi i cittadini che si sono riversati in strada, preoccupati dall’imponente colonna di fumo visibile anche da alcuni comuni vicini. Le autorità locali hanno avviato un’indagine per risalire alle cause dell’accaduto, non escludendo al momento nessuna ipotesi, dall’incidente meccanico all’origine dolosa. Il traffico nella zona ha subito rallentamenti per consentire le operazioni di soccorso e bonifica. Sul posto anche le forze dell’ordine per regolare la viabilità e raccogliere eventuali testimonianze. L’incidente ha riacceso l’attenzione sulla necessità di rafforzare i controlli nelle aree di sosta e di migliorare la prevenzione contro i rischi di incendio, specialmente nei mesi estivi.

Lavoro e nuove generazioni: cosa conta davvero quando si sceglie un lavoro

Un’indagine sul rapporto tra giovani e mondo del lavoro rivela che per accettare un impiego contano soprattutto clima positivo, equilibrio vita-lavoro e crescita personale.
Cosa orienta oggi le scelte lavorative delle nuove generazioni? Quali sono i criteri che spingono un giovane a dire sì o no a un’offerta di lavoro? Un’indagine condotta da Excellera Intelligence per Grafton, marchio internazionale di Gi Group Holding specializzato nel reclutamento professionale, ha analizzato proprio queste dinamiche, offrendo uno spaccato sulle nuove priorità nel mondo del lavoro.
Lo studio aiuta a comprendere meglio non solo le tendenze già affermate, ma soprattutto le evoluzioni in corso nel modo in cui le persone, in particolare i più giovani, si relazionano al lavoro.
I dati parlano chiaro: i due elementi più importanti per chi si affaccia oggi al mondo del lavoro sono un ambiente lavorativo sano e sereno (93%) e la possibilità di mantenere un buon bilanciamento tra lavoro e vita personale (92%).
Seguono altri aspetti fondamentali come:
•Opportunità di crescita professionale (86%)
•Presenza di benefit e misure di welfare aziendale (85%)
•Impegno dell’azienda verso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità (79%)
•Responsabilità ambientale e attenzione alla sostenibilità (79%)
Questi numeri confermano un cambio di paradigma: il lavoro non è più visto solo come fonte di reddito, ma come parte integrante di un progetto di vita più ampio, dove i valori personali, il benessere psicologico e l’identificazione con la cultura aziendale giocano un ruolo cruciale.

Sindaco denuncia ex comandante, archiviata la querela di Russo a Maiello: “Non fu calunnia”

Pomigliano d’Arco – Nessuna calunnia da parte di Luigi Maiello, ex comandante della Polizia Locale. È quanto stabilito dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola, dott.ssa Teresa Valentino, che ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura al termine di una lunga valutazione degli atti. Il procedimento – nato da una querela presentata nel dicembre 2024 dal sindaco di Pomigliano d’Arco, Raffaele Russo – ruotava attorno a un’accusa precisa: secondo il primo cittadino, Maiello avrebbe sporto nei suoi confronti una denuncia per abuso d’ufficio con finalità calunniatorie. In particolare, Russo sosteneva che quella segnalazione, trasmessa alle autorità competenti, fosse stata costruita ad arte per screditarlo politicamente. Tuttavia, l’analisi condotta dagli inquirenti, corroborata anche da una articolata memoria difensiva firmata dallo stesso Maiello, ha permesso di far emergere un contesto ben più complesso. Alla base della denuncia, secondo quanto rilevato dagli atti, vi sarebbe stata una lunga e accesa ostilità tra le parti, alimentata da contrasti politici e personali. Maiello, infatti, ha riferito di aver subito “atti ritorsivi” da parte del sindaco, culminati con un decreto che ne ha disposto la revoca dall’incarico di comandante. In più occasioni – si legge nel documento difensivo – il sindaco avrebbe denigrato pubblicamente l’operato dell’ex dirigente, sin dalla campagna elettorale. Ma non solo. Le accuse rivolte da Maiello a Russo non sarebbero state prive di fondamento: alcune segnalazioni, secondo l’indagato, riguardavano presunti rapporti tra il sindaco e soggetti vicini ad ambienti criminali, ipotesi ritenute talmente rilevanti da spingere la Prefettura ad avviare una Commissione di accesso al Comune. Il GIP ha quindi riconosciuto come le iniziative giudiziarie di Maiello fossero radicate in un contesto di scontro politico e personale, privo degli elementi oggettivi necessari per sostenere l’accusa di calunnia. Il procedimento si chiude dunque con l’archiviazione definitiva.

Napoli scommette sull’innovazione urbana: arrivano i cassonetti interrati per la raccolta differenziata

A Napoli verranno installati nuovi cassonetti per la raccolta differenziata completamente interrati.
La città di Napoli si prepara a una svolta ecologica e urbanistica: in 18 tra piazze e vie del centro storico verranno installati nuovi cassonetti per la raccolta differenziata completamente interrati. Il progetto, approvato dalla giunta comunale con delibera n. 287 del 19 giugno 2025, prevede un sistema di raccolta più discreto, capiente e integrato nel contesto cittadino, realizzato da ASIA, l’azienda responsabile della gestione dei rifiuti.
Come funzionano i nuovi cassonetti sotterranei
Il sistema prevede l’impiego di contenitori interrati del tipo “Easy Underground”, ospitati in strutture prefabbricate in cemento armato. In superficie saranno visibili solo piccole torrette per il conferimento dei rifiuti, riducendo l’impatto visivo e migliorando l’estetica delle aree coinvolte. Ogni punto di raccolta sarà composto da tre torrette, corrispondenti a tre contenitori interrati, ciascuno con una capienza di 5.000 litri – ben superiore rispetto ai tradizionali contenitori in superficie.
Le zone interessate dal progetto
Le prime installazioni riguarderanno aree molto frequentate del centro, tra cui:
•Corso Arnaldo Lucci
•Piazza Cavour
•Piazza Dante
•Piazza Vittoria
•Via Toledo
•Via Foria
•Via Santa Maria di Costantinopoli
•Via Alessandro Poerio
•Via San Giovanni a Carbonara
•Piazza del Carmine
Le piazze:
  • piazza Carità
  • piazza Mazzini
  • via Cesario Console
  • via Tito Angelini
  • via Cesare Rosaroll 2
  • piazza Mercato
  • via Carducci
Complessivamente sono stati valutati 78 siti potenzialmente idonei, ma i primi 18 rappresentano il nucleo iniziale di una sperimentazione che, se efficace, potrà essere estesa ad altre zone della città.

Una città più pulita e ordinata

Con l’introduzione di questa tecnologia, Napoli mira a migliorare la gestione dei rifiuti urbani e a rendere le aree pubbliche più ordinate, funzionali e rispettose del patrimonio architettonico. Un passo avanti concreto verso una città più sostenibile e vivibile.

Barbie diventa intelligente grazie all’AI

Mattel guarda al futuro: in arrivo giocattoli intelligenti con l’IA generativa.    Un nuovo capitolo si apre nel mondo dei giocattoli: Mattel, storica azienda americana da oltre 80 anni punto di riferimento del settore, ha siglato un accordo strategico con OpenAI, segnando l’inizio di un’era in cui l’intelligenza artificiale entra ufficialmente nelle camerette dei più piccoli. L’obiettivo? Utilizzare l’IA  non solo per accelerare la progettazione dei prodotti, ma anche per trasformare Barbie, Hot Wheels e altri iconici brand in giocattoli interattivi, capaci di parlare, rispondere e raccontare storie personalizzate. Un’innovazione che promette di rendere il gioco sempre più immersivo e coinvolgente. Il primo lancio è previsto entro la fine del 2025, anche se non è ancora stato svelato quale sarà la prima linea a debuttare con l’integrazione dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, le indiscrezioni puntano su Barbie o sulle amatissime Hot Wheels. Mattel ha sottolineato che i sistemi saranno attentamente calibrati per garantire esperienze sicure e adatte all’età dei bambini, assicurando particolare attenzione alla privacy dei minori. La promessa dell’azienda è chiara: innovazione sì, ma con responsabilità. Un futuro che divide Nonostante l’entusiasmo, l’iniziativa ha già sollevato alcune critiche. L’associazione Public Citizen, ad esempio, ha espresso preoccupazioni sul potenziale impatto sociale di questi “giocattoli parlanti”, definendoli un “esperimento sociale” che richiederebbe maggiore trasparenza e regolamentazione. Secondo alcuni esperti, infatti, la presenza di IA in un momento così delicato dello sviluppo infantile potrebbe compromettere la distinzione tra realtà e finzione, alterando dinamiche relazionali e cognitive. L’annuncio arriva in un momento complesso per il settore del giocattolo, che negli ultimi anni ha registrato un calo significativo delle vendite. L’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare una leva decisiva per la ripresa del mercato, ma resta aperta la sfida: innovare senza sacrificare i valori educativi e affettivi del gioco.