Reagisce all’aggressione del marito e lo uccide a coltellate

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Tragedia nella notte nel cuore di Napoli, nel quartiere Pendino. Intorno alle 2:30 del 4 settembre, una donna di 58 anni, Lucia Salemme, ha contattato il 113 dichiarando: “Mio marito mi ha accoltellato e l’ho ucciso”.

La chiamata, partita da via Sant’Arcangelo a Baiano, ha fatto scattare l’immediato intervento delle pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale e degli agenti del commissariato Decumani. All’interno dell’abitazione, tra via Duomo e corso Umberto I, i poliziotti hanno rinvenuto il corpo senza vita di Ciro Rapuano, 59 anni, incensurato, impiegato in un garage del centro cittadino. Il cadavere era disteso sul letto e presentava diverse ferite da arma da taglio.

Secondo il racconto della 58enne, il marito l’avrebbe aggredita con un coltello. Sarebbe poi riuscita a divincolarsi e, in un gesto di autodifesa, lo avrebbe colpito mortalmente. Sul luogo dell’omicidio erano presenti anche la figlia della coppia e la nipotina.

I sanitari, giunti rapidamente, hanno tentato di rianimare l’uomo, ma ogni sforzo si è rivelato vano. La donna, anch’essa ferita da coltellate, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale dei Pellegrini in codice rosso. Le sue condizioni sono gravi ma non tali da metterne in pericolo la vita.

La dinamica precisa dell’accaduto resta al vaglio degli inquirenti. Gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati da un magistrato della IV sezione “fasce deboli” della Procura di Napoli, stanno verificando se l’omicidio sia avvenuto durante una violenta lite, come sostenuto dalla donna, o se i fatti siano maturati in un momento successivo, mentre entrambi si trovavano già a letto.

Dopo le cure mediche e un lungo interrogatorio, Lucia Salemme è stata posta in stato di arresto con l’accusa di omicidio. Le indagini proseguiranno per chiarire ogni dettaglio di questa drammatica vicenda familiare.

Forza Italia mette mano alla segreteria provinciale: nuove nomine in Sanità e Politiche Agricole

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Forza Italia provincia di Napoli: due nuove nomine nella segreteria provinciale. Fuschillo responsabile Sanità, Fioravante alle Politiche agricole. Forza Italia prosegue il percorso di rafforzamento della propria presenza sui territori e di consolidamento della squadra dirigente in vista delle prossime sfide politiche e amministrative. Il Sen. Francesco Silvestro, Segretario provinciale di Forza Italia per Napoli, ha annunciato oggi due importanti nomine nella segreteria provinciale del partito. Il Dott. Vincenzo Fuschillo è il nuovo responsabile Sanità per la provincia di Napoli, con il compito di coordinare l’attività politica e programmatica del partito su un settore strategico che tocca da vicino la vita quotidiana dei cittadini. Professionista stimato, Fuschillo porterà competenza e visione in un ambito che in Campania richiede interventi concreti su efficienza, personale e servizi ai pazienti. Contestualmente, Lione Fioravante è stato nominato nuovo responsabile per le Politiche agricole, boschive, ittiche e venatorie per la provincia di Napoli. Il suo incarico avrà l’obiettivo di valorizzare il grande patrimonio produttivo e naturale del territorio, sostenendo le eccellenze locali e costruendo un dialogo costante con le categorie. Un impegno che guarda sia alla tradizione sia all’innovazione, per garantire sviluppo e nuove opportunità a comparti fondamentali per l’economia campana. “Con queste nomine – dichiara il Sen. Francesco Silvestro – Forza Italia in provincia di Napoli si arricchisce di due figure di valore che metteranno la loro esperienza e le loro competenze al servizio della comunità e del nostro progetto politico. La sanità e l’agricoltura, insieme alla gestione sostenibile delle risorse naturali, sono temi centrali per il futuro della provincia di Napoli e della Campania. Sono certo che il Dott. Fuschillo e Lione Fioravante sapranno interpretare al meglio le esigenze del territorio e dare forza al nostro lavoro di squadra”. Le nuove responsabilità si inseriscono nel percorso di riorganizzazione e radicamento che Forza Italia sta portando avanti in tutta la provincia di Napoli, con l’obiettivo di costruire un programma serio, concreto e vicino ai cittadini.

Città piange l’insegnante col sorriso

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Addio a Pasqualina Guarino, insegnante stimata e donna esemplare Napoli piange la scomparsa di Pasqualina Guarino, nata l’8 agosto 1963, residente in via Michelangelo Naccherino. Una vita dedicata con passione e professionalità all’insegnamento, lascia un vuoto profondo nelle scuole dove ha formato generazioni di studenti e tra quanti hanno avuto la fortuna di conoscerla. La professoressa Guarino ha svolto per anni il suo prezioso lavoro presso il Plesso Piscicelli (centrale) di via M. Piscicelli, 37, e il Plesso Maiuri (Scuola Media) di via Mosca, 43, diventando per alunni e colleghi un punto di riferimento non solo didattico, ma anche umano. Oltre alla sua dedizione scolastica, Pasqualina è ricordata come una mamma esemplare, una donna di valori solidi e di grande generosità, capace di trasmettere con il suo esempio quotidiano amore, forza e dedizione. La sua famiglia, gli amici e la comunità scolastica si stringono nel dolore, ricordando la sua figura con profonda stima e gratitudine. È sorella del noto fiscalista napoletano Mario Guarino, che con la sua famiglia raccoglie in queste ore l’affetto e la vicinanza di tutti coloro che hanno condiviso momenti di vita con Pasqualina. La sua memoria continuerà a vivere nei cuori di chi l’ha conosciuta, tra i banchi delle scuole in cui ha insegnato e nelle vite dei suoi cari.

Il 6° Cammino Letterario Italiano fa tappa a Somma Vesuviana nell’ambito della rassegna Una Somma di Libri

Oggi,

Oggi, 4 settembre, Somma Vesuviana accoglierà, alle ore 18:00 nel cortile dell’edificio comunale di Piazza Vittorio Emanuele, l’11ª tappa del 6° Cammino Letterario Italiano. L’iniziativa è ideata dall’editore Alessio Masciulli che ogni anno unisce la promozione della lettura, la scoperta del territorio e la condivisione tra autori e lettori e si inserisce nell’ambito della rassegna “Una Somma di Libri”, a cura di Cultura a Colori e della libreria Cartolibromania di Imma Malva. Partito lo scorso 25 agosto da Pescina (AQ), il Cammino si concluderà il 6 settembre sull’isola di Procida (NA) dopo aver percorso 420 chilometri in bicicletta – rigorosamente muscolare – attraverso borghi, città e paesaggi suggestivi. Quest’edizione, infatti, non è un semplice cammino ma una pedalata letteraria, che consente di coprire distanze maggiori e dare ancora più spazio a libri, autori e salotti letterari. L’arrivo a Somma Vesuviana previsto per le 18:00 nel cortile dell’edificio comunale di Piazza Vittorio Emanuele sarà moderato dalla giornalista Sonia Sodano. Il programma della giornata del 4 settembre poi proseguirà con altri due momenti di incontro e convivialità alle ore 21.00 con una cena presso Luci Panineria Italiana (via Aldo Moro, 30 – Somma Vesuviana) e alle ore 22.30 al Salotto letterario notturno al MALT Tailor Made Cocktails/Whisky Club (via Turati, 58 – Somma Vesuviana). Il Cammino Letterario Italiano, nato nel 2021, ha l’obiettivo di promuovere i libri e la cultura in modo dinamico e innovativo, creando rete tra autori, librerie, associazioni e lettori. Quest’anno ha toccato diverse località, tra cui Avezzano, Cassino, Napoli, Minori, Sant’Agnello, fino all’arrivo a Procida, regalando ogni giorno emozioni, scoperte e momenti di condivisione, anche grazie alla musica del cantautore Wladimiro D’Arco, che accompagna l’intero percorso. “Ho scelto la bici per allungare la distanza tra le tappe, percorrendo più chilometri in meno giorni, dando così più spazio ai libri, agli autori e ai salotti letterari. Con la bicicletta possiamo spostarci più velocemente, rispettare l’ambiente ed esplorare borghi, parchi e sentieri della nostra bella Italia.”Alessio Masciulli, ideatore del Cammino Letterario Italiano.

Storie dalle città invisibili: zia Luigina

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Mia zia si chiamava Luigina. Molte famiglie, tra la fine della guerra e gli anni Sessanta, accoglievano una zia non sposata, che aveva trascorso gran parte della vita ad accudire gli altri e poi, rimanendo sole, accettavano di abitare con sorelle o fratelli. Una specie di famiglia allargata e inclusiva, si direbbe oggi, che faceva più bella la vita.

Era una vecchina leggera, sempre in movimento, un’apina,ma quando si fermava dormiva. Sgambettava dalla mattina presto, ci preparava la colazione e poi via a fare “i servizi”. Si alzava all’alba, perché non voleva che qualcuno in famiglia la vedesse in camicia da notte e con i capelli sciolti. Doveva avere il tempo di riavvolgerli in una crocchia, di sistemarsi e solo allora si accingeva a svegliarci. Quando però si sedeva, anche su una sedia scomoda, soprattutto di pomeriggio, cominciava a sonnecchiare e tutti noi non riuscivamo a capire com’era possibile che una donnina industriosa come lei potesse lasciarsi andare al sonno così rapidamente. Recitava il rosario e già sul nome Maria dell’Ave cominciava a chiudere gli occhi e per un po’ a biascicare:Piena di …”, da quel momento dormiva, con la testa afflosciata sul suo scialletto colorato, di lana morbida. Lo facevo apposta a sfiorarle una mano o il vestito, perché così riprendeva la sua recita da dove l’aveva lasciata per ricadere di nuovo,dopo pochi secondi, nel più totale torpore. La prendevo in giro: “Chi dorme non piglia pesci” e lei imperturbabile, rispondendo, con gli occhi chiusi: “Ma nemmeno pecca!”

Mi aiutava a svolgere i compiti e mi ascoltava quando dovevo imparare la Storia. Ricordo la Rivoluzionefrancese e le sue fasi e le campagne napoleoniche, che proprio non mi entravano in testa: lei con il libro aperto sulla gonna ed io a guardare in cielo.

Luigina, non aveva fatto grandi studi, ma una cosa che amava era leggere. Di solito erano libri di santi o un libretto di preghiere nero con le pagine bordate di rosso, che messo di lato faceva una bella impressione ed era elegantissimo: nero e rosso.

Abitava una città invisibile, quella di una donazione totale al lavoro e alla casa, ma senza lasciare una sola occasione per riprendersi un po’ di sonno. Una creatura mansueta e determinata. Con il suo velo nero in chiesa mi sembravauna di quelle sante sempre in secondo piano, quelle che lavorano e tacciono. Mi piaceva il suo silenzio con le braccia conserte.

Ogni anno, alla Befana, mi faceva trovare un libro. Aspettavo quel regalo come una boccata d’ossigeno. Ricordo ancora le mitiche edizioni Boschi: Michele Strogoff, Robinson Crusoe, Il giornalino di Gian Burrasca. Sento ancora oggi l’odore di quei libri. Ne sfogliavo le figure e mi andavo a vedere qual era il punto del romanzo corrispondente alle didascalie, così potevo immaginare, prima ancora di leggere il testo completo,l’episodio rappresentato: l’accecamento di Strogoff che però, grazie alle lacrime, salva la vista oppure il recupero delle masserizie sulla nave affondata di Robinson.

Nella mia città invisibile lei è una delle abitanti principali. La guardavo esistere placida, seguivo il suo respiro lento e sorridevo rassicurato. Non ho più dimenticato la sua quiete e quando leggo o studio medito il suo gentile mistero.

Michele Montella

L’immagine: Madonna dell’impannata Raffaello, particolare.

Talvolta “’a rretenata”” di ritorno da Montevergine si concludeva con fuochi che non erano quelli di artificio…

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 “A ‘rretenata” era la “gita” di ritorno dei Napoletani da Montevergine di Mercogliano: al corteo si univano, durante il tragitto, le carrozze dei guappi e dei camorristi del Vesuviano e del Nolano, accodandosi ognuna alla carrozza dell’“amico” napoletano: anche da questi movimenti gli informatori della polizia, “i mercanti di fiato”, traevano qualche notizia sulle alleanze tra i delinquenti della città e quelli della provincia. Sulle carrozze facevano mostra di sé le donne, “maeste e cape nenne”, in abiti sgargianti e ornate con gioielli vistosi. In ogni carrozza c’era il cantante “a fronna ‘e limone” e “a figliola”. I gitanti facevano una breve sosta a Pomigliano, e la sera si fermavano a Nola, nelle taverne e in casa di “cumparielli”. Correda l’articolo l’immagine di un quadro di Francesco Mancini.

Raccontò Emanuele Bidera, nel1857 – e gli archivi di polizia confermano il suo racconto – che a Nola i Vesuviani salutavano la compagnia e volgevano le carrozze verso la Montagna. Una festosa rretenata” era quella dei Savianesi: la città “in festa” accoglieva le carrozze lanciate in una corsa impetuosa, e il vincitore andava in chiesa per ritirare il premio, “un drappo damascato”, così bello che ispirò la creazione di un motto, di un “adagio”, “bello comme ‘a lo pallio de Saviano”. Da Saviano gli Anastasiani salivano nel loro “ridente paese”: i pellegrini venivano accolti dalle donne, coronate di rose, di frassino e di mirti. Nel 1913, a Sant’Anastasia, il cocchiere anastasiano Melchiorre De Simone, che conduceva la carrozza del mercante di “vaccine” Francesco Sodano, “all’ingresso dell’attuale via Roma” (C. Scippa), avviò la “rretenata”, ma, ostacolato da un’altra carrozza, guidata da Michele Pavone, perse il controllo dei due cavalli che si lanciarono a corsa sfrenatalungo la strada che porta alla parrocchia.

Per fortuna, il delegato di P.S. Nicola Stella, il maresciallo dei RR.CC. Ernesto Santorelli e il carabiniere Vincenzo Farinaro riuscirono a bloccare i cavalli: pagarono il gesto eroico con numerose ferite, mentre il cocchiere, che era caduto dalla carrozza, subì gravi fratture. Possiamo aggiungere che le autorità ritirarono al De Simone la “patente” di guida, e le forze dell’ordine tennero a lungo sotto controllo rigoroso lui e il cocchiere Pavone: la loro rivalità era già nota ai carabinieri, una rivalità che nasceva da questioni di interesse di equivoca natura. Qualcosa di simile era accaduto nel 1899 a Ottajano. Gli informatori della polizia avevano seguito da Nola le undici carrozze degli Ottajanesi, perché i proprietari delle più fastose erano Giovanni Di Stasio, Francesco Spena e Tommaso D’ Andrea, ritenuti dalla Questura napoletana attori importanti della guerra di camorra che stava insanguinando il Vesuviano per il controllo delle cave e per la fornitura di materiali di vario genere alle ditte impegnate nella costruzione della linea ferroviaria Napoli – Ottajano e della strada Nola – Acerra.

In piazza Taverna, dove la “rretenata” di solito si concludeva, le carrozze del Di Stasio e del D’Andrea si urtarono violentemente, perché nessuno voleva arrivare secondo: ci furono, tra passeggeri e spettatori, sette feriti, ma le carte ci dicono che la cosa finì lì. Non ci furono conseguenze, non ci furono chiacchiere. La saggia prudenza degli Ottajanesi.Sebbene a Napoli si dicesse che “i poveri” andavano a Montevergine di Ottajano, e i ricchi a Mercogliano, i documenti rivelano che già negli ultimi anni dell’’800 per la festa di Montevergine le carrozze dei “ricchi” di Napoli e del Vesuviano salivano anche a Ottajano. L’8 settembre del 1910 il posto di guardia dei “Seggiari”, sul confine tra Somma e Ottajano, registrò che a mezzogiorno erano passate, dirette verso Ottajano, 96 “carrozze”: e il temine indica in modo inequivocabile vetture “eleganti” tirate da almeno due cavalli, ornati, come imponeva il cerimoniale della festa, di pennacchi e di gualdrappe colorate.  Molti carri, trainati da asini e da buoi, entrarono in città dalla via di Sarno e vennero “parcheggiati” lungo la Masseria Greco. Venti giorni dopo il comandante delle guardie urbane ottajanesi spiegava al sindaco che non era stato possibile evitare risse anche gravi, e bloccare “mariuoli e altra pericolosa gente” perché la folla dei pellegrini era stata “innumerabile”.  Il che dimostrava che già vigorosa era la resurrezione della città, distrutta quattro anni prima dal Vesuvio.

De Luca raddoppia e pone veto a Fico: “Non tocchi inceneritore. Potrei essere in Consiglio…”

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  De Luca a La7: “Senza programma niente consenso a Fico. Mio figlio? Fa un favore al partito” Ospite di In Onda su La7, Vincenzo De Luca torna a far parlare di sé. In Campania, da qualche giorno, circola la voce che il governatore, un po’ come fece Michele Emiliano, stia valutando di candidarsi capolista della sua lista civica. Per molti sarebbe più una mossa tattica che una reale intenzione, utile a ottenere almeno due liste in coalizione e non una sola, come vorrebbero Pd e M5S. Il pensionamento o la “poesia” non sembrano essere nei piani di De Luca. Alla domanda di Luca Telese e Marianna Aprile su Roberto Fico — in passato definito “il moscio” — il governatore risponde: «Lei lo vede come un gladiatore? Al di là del linguaggio. Se vuoi parlare con le persone normali non puoi parlare il politichese. Quello che ho detto in passato resta scritto nella pietra. Stiamo parlando di una stagione politica in cui imperava l’infantilismo politico. Ora si è aperta una nuova stagione, perché Conte ha aperto un processo per superare la demagogia. Siccome si sta lavorando a una coalizione progressista serve responsabilità». Le condizioni sono chiare: «Che non siano buttati a mare i dieci anni di governo e poi che ci sia un programma chiaro. Se qualcuno dice che bisogna chiudere il termovalorizzatore, dico no grazie. Come dico no al reddito di cittadinanza. Io non ho assunto nessun navigator». Sul nome di Fico, precisa: «Per me Fico non è ancora candidato. Non è stato formalizzato nulla. Sono fermo alle cose di cui ho discusso. Prima il programma poi i candidati. Alla luce del buon senso. Non pongo veti. Ma nessuno può impedirmi di dire quello che penso. Poi non decide De Luca». Dal palco della festa di Avs a Roma, Conte replica: in Campania «non abbiamo alcun patto su posizioni di potere o poltrone. Ci confrontiamo sul programma…». La segretaria Elly Schlein aggiunge: «In Campania il più grande segnale di rinnovamento è sostenere la candidatura di Fico…». Infine, sulle voci di accordi per la candidatura del figlio Piero alla segreteria Pd, De Luca sbotta: «Ma quale patto, quale mercato. Piero De Luca sta facendo un favore al Pd e alla coalizione…». E conclude: «Nella mia vita sono stato un uomo libero… Credo nella necessità di un’alleanza politica larga alternativa a questo governo».    

Somma Vesuviana accoglie il Cammino Letterario: scrittori in arrivo in bicicletta

E a Somma Vesuviana gli scrittori arrivano anche in bicicletta. Domani il paese sarà l’undicesima tappa del Sesto Cammino Letterario Italiano partito il 25 Agosto dall’Abruzzo.   Una pedalata lungo la quale gli scrittori entrando nei borghi, possono promuovere i loro libri.   Libri – scrittura – bicicletta – a Somma Vesuviana – nel paese dove Fausto Coppi amava pedalare in compagnia del suo amico falegname, Giuseppe D’Avino.   Rosalinda Perna   – Assessore agli Eventi del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano: “In paese avremo l’undicesima tappa del Sesto Cammino Letterario Italiano, partito il 25 Agosto da Pescina, in provincia de L’Aquila. Un cammino tutto in bicicletta con un percorso di 420 Km fatto di libri, musica e di grandi emozioni!”.   Il Cammino Letterario Italiano in bicicletta è ideato e organizzato dalla Masciulli editore.   Arrivo degli scrittori domani al Salotto Letterario presso il Cortile del Comune, Palazzo Torino alle ore 18, Domani – Mercoledì 4 Settembre.   Salvatore Di Sarno –  sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano:“Il nostro è il paese che vede un forte legame con il campionissimo Fausto Coppi, ma è anche il paese di ben quattro rassegne letterarie che hanno ospitato, negli ultimi mesi, Dacia Maraini, Maurizio De Giovanni e tanti davvero tanti scrittori, anche nelle scuole”.   “A Somma Vesuviana gli scrittori arrivano anche in bicicletta. In paese avremo l’undicesima tappa del Sesto Cammino Letterario Italiano, partito il 25 Agosto da Pescina, in provincia de L’Aquila. Un cammino tutto in bicicletta con un percorso di 420 Km fatto di libri, musica e di grandi emozioni. Domani alle ore 9 e 30 gli scrittori partiranno in bicicletta da Sorrento, per arrivare a Somma Vesuviana alle ore 18 con un salotto letterario pronto ad accoglierli presso il cortile di Palazzo Torino, sede del Comune e alle ore 22 e 30 Salotto Letterario Notturno al MALT di Somma”. Lo ha annunciato Rosalinda Perna, Assessore agli Eventi del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano.   Domani alle ore saranno Cartolibromania di Imma Malva e Sonia Sodano, ideatrice della Rassegna Letteraria “Una Somma di libri” ad accogliere, presso il cortile dell’edificio comunale piazza Vittorio Emanuele  il cammino letterario organizzato dalla Masciulli edizioni. L’incontro è ovviamente aperto al pubblico. Tante storie anche con il cantautore Vladmiro d’Arco non mancate Il Sesto Cammino Letterario Italiano terminerà poi a Procida il 6 Settembre! Una lunga pedalata letteraria, infatti il mezzo usato in questa edizione è la bicicletta, rigorosamente quella muscolare.   “Ho scelto la bici per allungare la distanza tra le tappe, percorrendo più chilometri in meno giorni, dando così più spazio ai libri, agli autori e ai salotti letterari –  ha affermato l’editore Alessio Masciulli ideatore e promotore di questo particolare evento –  e con la bici potremo spostarci più velocemente, rispettare l’ambiente, trovare percorsi alternativi ed esplorare borghi, parchi e sentieri della nostra bella Italia. Siamo partiti da Pescina. La città di Pescina e l’isola di Procida sono legate dallo scrittore Ignazio Silone e proprio per questo motivo, esiste un gemellaggio tra le due realtà”.   Le tappe previste in questa edizione sono 14, così come i giorni di pedalata. Il cammino in biciclettà è partito da  Pescina (Aq) proseguendo  verso Avezzano (Aq), Canistro (Aq), Balsorano (Aq), Sora (Fr), Cassino (Fr) Sessa Aurunca (Ce), Napoli dove il cammino sosterà due giorni tra librerie storiche e biblioteche, Minori (Sa), Sant’Agnello (Na). Domani l’undicesima tappa vedrà protagonista Somma Vesuviana (Na), poi toccherà Quarto (Na) e infine Procida (Na). L’intento di questo progetto itinerante, nato nel 2021, è quello di unire gli autori, esordienti e non di tutta Italia, scoprire insieme nuovi posti, promuovere in modo alternativo i libri e unire a tutto questo la bellezza di pedalare nella natura creando rete e condivisione tra i partecipanti. In viaggio verranno fatte dirette, registrati e pubblicati video su ogni social della casa editrice, intervistati scrittori e poeti e raccontati aneddoti dei posti visitati e dei personaggi incontrati.   Lungo la pedalata in bicicletta, i giovani scrittori avranno la possibilità di promuovere un loro libro, tappa per tappa, evento per evento, luogo per luogo!     Bicicletta e arte della scrittura insieme nel paese che vide pedalare il campionissimo Fausto Coppi.   “Era l’anno 1945, quando il campionissimo Fausto Coppi, veniva ogni giorno in bicicletta per trascorrere alcune ore nei vicoli del Borgo Antico del Casamale, con Giuseppe D’Avino, il falegname che gli donò la bicicletta per consentirgli di riprendere gli allenamenti dopo essere stato prigioniero degli Alleati, a Caserta. Un gesto che creò un legame forte tra Coppi e Giuseppe D’Avino. Nel 2023 con il figlio Faustino – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano –  e con i figli di D’Avino, abbiamo dedicato una targa a ricordo di questo legame, in Piazza Vittorio Emanuele III, proprio sul Palazzo del Comune. Somma Vesuviana, però sta puntando molto anche sulle rassegne letterarie. Vorrei ricordare che negli ultimi mesi, abbiamo avuto Dacia Maraini, Maurizio de Giovanni e tanti altri scrittori in ben quattro rassegne letterarie”.

Somma Vesuviana, asfaltate 20 strade in 8 mesi: al via il terzo lotto

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: Continua con costanza l’opera di asfaltatura delle strade a Somma Vesuviana, nel napoletano. Ezio Micillo  –  Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano:“ Terminata anche Via Don Minzoni. Seguiranno altre strade come Via Vignariello, Via San Sossio, Via Marigliano. Al termine dei tre lotti arriveremo a 20 strade, mentre altre 10 erano state già asfaltate in precedenza. Parliamo del 30% delle strade del paese!”.     “Continuiamo in modo costante ad asfaltare strade e molte di queste strade non erano mai state asfaltate e non venivano asfaltate da tempo. Dopo via Napoli e Via Orlando e dopo via Prima Traversa Casaraia, da poche ore è stata asfaltata anche via Don Minzoni. Stiamo continuando a ritmo serrato nell’opera di asfaltatura delle strade. Poi avremo altri due lotti di strade per un totale di ben 20 strade che saranno in periferia come Via Vignariello o via Malatesta o ancora Via San Sossio, via Colle e centrali come ad esempio Via Marigliano. Grazie al lavoro  dell’ufficio lavori pubblici, al suo responsabile arch. Giuseppe Schiattarella, in poco più di 8 mesi, abbiamo finanziato, progettato,affidato i lavori ed iniziato ad asfaltare. Un intervento massivo che garantirà maggiore sicurezza, comfort alla guida e decoro urbano. Ringrazio i consiglieri di maggioranza, il sindaco Salvatore Di Sarno, e ai colleghi della Giunta”. Lo ha affermato Ezio Micillo, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano. Strade, parchi, scuole!

Passa il lodo “Vincenzo m’è pat a me”: De Luca candidato unico alla segreteria Pd

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Passa il lodo “Vincenzo m’è pat a me” — quello che Peppiniello in Miseria e Nobiltà sussurrò per farsi passare come servitore da Gaetano Semmolone, pur essendo il figlio di Felice Sciosciammocca. Solo che qui, l’oggetto del contendere è più corposo del ruolo di piccolo servitore della lussuossa abitazione di Riviera di Chiaia: la segreteria del Pd campano in cambio del via libera di papà De Luca senior alla candidatura di Roberto Fico come governatore.

Piero De Luca, deputato dem e figlio del presidente della Regione, ha ufficializzato la corsa alla segreteria regionale del Partito Democratico della Campania. “Ho appena depositato le firme per la candidatura – scrive sui social – e ringrazio la segretaria nazionale Elly Schlein per aver riportato il Pd campano a eleggere i suoi organi dopo anni di commissariamento. Un grazie al commissario Antonio Misiani per equilibrio e serietà, e alle centinaia di iscritti che mi hanno sostenuto”.

Secondo De Luca, la candidatura unitaria è “un atto di responsabilità e maturità politica” per concentrare energie su obiettivi strategici e non sulle divisioni interne. I tre pilastri del programma: difendere i risultati ottenuti in dieci anni di governo regionale nei settori chiave, elaborare una piattaforma ambiziosa per nuovi traguardi e costruire un’alleanza ampia con M5S e altre forze progressiste per confermare la guida della Regione e fermare la destra.

“La sfida non è semplice – ammette – ma con coraggio e determinazione possiamo vincerla. Mi candido a guidare una nuova fase, con una comunità democratica aperta, inclusiva e plurale. Vogliamo una Campania moderna, solidale e protagonista in Italia e in Europa, capace di costruire un’alternativa nazionale alla destra. Rimbocchiamoci le maniche e andiamo avanti, insieme”.

Insomma, tra accordi, pacche sulle spalle e diplomazie da salotto, la trama è scritta. Ora resta da vedere se il “lodo Peppiniello” funzionerà anche in politica o se, alla fine, servirà più di una scena teatrale per chiudere l’affare delle Regionali, dopo le stoccate di De Luca senior che, anche in tempo di pace, non mancano mai.