Somma, asfaltate 30 strade in 8 mesi, mai così tante da 30 anni

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  Comunicato Stampa   Strade asfaltate a Somma Vesuviana, nel napoletano!   Ezio Micillo – Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano:“ Terminata l’asfaltatura di Via San Sossio, in queste ore stiamo iniziando Via Malatesta. Con il terzo lotto asfalteremo anche Via Vignariello e Via Marigliano, ma non solo! Tutte strade che non venivano asfaltate da più di 30 anni! Al termine dei tre lotti arriveremo a 20 strade, mentre altre 10 erano state già asfaltate in precedenza. Parliamo del 30% delle strade del paese!”.     “Abbiamo iniziato l’opera di asfaltatura anche di Via Malatesta che non veniva asfaltata da più di 30 anni. E’ stata asfaltata anche Via San Sossio, asse viario importante e lungo. Anche Via San Sossio non veniva asfaltata da un trentennio. Abbiamo completato via Napoli, Via Orlando, via Prima Traversa Casaraia, Via Don Minzoni. Stiamo continuando a ritmo serrato nell’opera di asfaltatura delle strade. Avremo anche il terzo lotto di strade con l’asfaltatura di Via Vignariello, di Via Marigliano, strade che non venivano asfaltate da 30 anni circa. Il terzo lotto comprende anche Via Pino Amato, Via Matarazzo, Via Colle, Via Traversa Garibaldi, Vico Cuonzolo. Grazie al lavoro dell’ufficio lavori pubblici, al suo responsabile arch. Giuseppe Schiattarella, in poco più di 8 mesi, abbiamo finanziato, progettato,affidato i lavori ed iniziato ad asfaltare. Un intervento massivo che garantirà maggiore sicurezza, comfort alla guida e decoro urbano. Ringrazio i consiglieri di maggioranza, il sindaco Salvatore Di Sarno, e i colleghi della Giunta”. Lo ha affermato Ezio Micillo, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano. Strade, parchi, scuole!  

Carabinieri scoprono coltivazione di marijuana ad Acerra: sequestrate 180 piante

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Nella mattinata odierna, ad Acerra, località Pezzalonga, i Carabinieri della Stazione di Cancello, al termine di un prolungato servizio di osservazione finalizzato al contrasto dei reati in materia di stupefacenti, hanno deferito in stato di libertà un 53enne di Portici (NA).

L’uomo è ritenuto responsabile di produzione, coltivazione e detenzione illecita di sostanza stupefacente.

Nel terreno a lui in uso, i militari hanno scoperto una serra artigianale di circa 150 metri quadrati, al cui interno erano coltivate 180 piante di marijuana, con un’altezza media di circa 4 metri.

Le piante sono state estirpate e sottoposte a sequestro.

Acerra, dal 6 nuove linee bus per il trasporto pubblico locale: decisi i percorsi

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ACERRA – Un altro importante risultato raggiunto dal Comune di Acerra per la sostenibilità ambientale e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini attraverso un servizio di trasporto pubblico su gomma che porterà notevoli benefici alla città.   Da Lunedì 6 Ottobre, infatti, sarà attiva la linea bus 935 Circolare Urbana programmata con 12 corse circolari con capolinea presso la Stazione EAV di Acerra (via Vanvitelli) ed un itinerario articolato in relazione ai servizi di pubblica utilità presenti sul territorio e la mobilità studentesca. Questo servizio di trasporto pubblico cittadino ha validità dal lunedì al sabato con le seguenti fermate: via G. Sand 53, via Di Vittorio 6, via Di Vittorio 38, via Di Vittorio (di fronte via Ancona), corso Italia (Ponte di Napoli), corso Italia (Villa dei Fiori), corso Italia (incrocio via Petrella), via Calzolaio 47, via Soriano 2, via Soriano 68, via Soriano 138, via San Francesco 35, corso Vittorio Emanuele 122, corso Vittorio Emanuele 195, via Paisiello (Bar Terminal), via Muro di Piombo (Cimitero), via Molino vecchio (dopo Cimitero), via Molino Vecchio (Eni), via De Gasperi 261, via De Gasperi (Medicina Futura), via Buozzi 6, via Buozzi 37, via Deledda 34, via Deledda Is.3. via Deledda Is.4, via Deledda Is.5, via Deledda di fronte Is 5, via Deledda 34, via Buozzi 31, via Buozzi 1, corso della Resistenza 163, corso della Resistenza (P.zza San Pietro), via Calzolaio 47, via Soriano 2, via Soriano 68, via Soriano 138, via Salvo d’Aacquisto df 32, via Vanvitelli (capolinea EAV).   Da Lunedì 6 Ottobre, inoltre, attiva la Linea 937 Acerra Pezzalunga-Pomigliano d’Arco programma con 5 coppie di corse a/r giornaliere (dal lunedì al sabato) di cui una coppia di corse, prettamente scolastica, con partenza da Acerra Stazione EAV (via Vanvitelli) alle ore 6.55 e da Pomigliano d’Arco (capolinea Staz. EAV) alle ore 14.00 utile per uscita dell’utenza scolastica dagli istituti di Pomigliano. Il servizio si sviluppa su un itinerario con capolinea presso la frazione Pezzalunga, per dirigersi su percorso cittadino per poi diramarsi verso l’area abitativa del Pozzillo raggiungendo Pomigliano attraverso il raccordo della SS162.   I titoli di viaggio saranno distribuiti presso punti di rivendita da convenzionare.   E’ in fase di valutazione insieme all’EAV, inoltre, la fattibilità tecnica di un collegamento specifico di tipo ‘universitario’.   “Ringrazio il Consigliere Regionale Vittoria Lettieri – sottolinea il sindaco Tito d’Errico – per aver sostenuto ancora una volta le esigenze di sostenibilità ambientali della città. Un esempio evidente di come funzioni – e bene – la filiera istituzionale tra Comune di Acerra e Regione Campania. Invito i miei concittadini ad usufruire del trasporto pubblico locale che alleggerirà il traffico veicolare e contribuirà al miglioramento delle condizioni ambientali della città”.

Picchia proprietario dopo avergli rubato bici, arresto a Nola

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Nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 31enne di origini algerine, con precedenti di polizia, per rapina impropria e resistenza a Pubblico Ufficiale. In particolare, un agente del Commissariato di Nola, libero dal servizio, nel transitare in via On. Franco Napolitano, ha notato un soggetto che, dopo aver asportato una bici elettrica, stava aggredendo fisicamente il proprietario nel tentativo di guadagnarsi la fuga. Pertanto, anche grazie al tempestivo intervento di una volante del locale Commissariato, il 31enne è stato bloccato, non senza difficoltà. Per questi motivi, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante.  

Parroco di Ercolano condannato a 8 anni per abusi su giovane disabile

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Ercolano – Una vicenda dolorosa ha scosso la città degli Scavi. Un sacerdote che da anni viveva ed esercitava il suo ministero a Ercolano è stato condannato a oltre otto anni di reclusione per abusi sessuali su un giovane disabile.

Il processo, celebrato davanti alla nona sezione del Tribunale di Napoli, si è concluso con una sentenza pesante: 8 anni e 7 mesi di carcere, interdizione dai pubblici uffici e risarcimento a favore della vittima. L’imputato, Don Roberto Gerolamo Filippini, originario della provincia di Como ma da tempo inserito nel tessuto cittadino, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale continuata all’interno del centro Don Orione, struttura ercolanese dedicata all’assistenza.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, tra il 2014 e il 2019 il religioso avrebbe approfittato della fragilità del giovane di Capua, convincendolo con frasi inquietanti come “Andiamo a fare l’amore poi ti do il regalo” o ancora “vieni che ti calmo io”. Parole che, stando all’accusa, celavano un rapporto di potere e manipolazione durato anni. La conferma definitiva è arrivata con l’incidente probatorio, nel quale la vittima – assistita dall’avvocato Paola Santantonio – ha raccontato con fermezza le violenze subite.

La comunità ercolanese ha accolto con sgomento la notizia della condanna. Un luogo simbolo di accoglienza e sostegno come il centro Don Orione, per anni punto di riferimento per tante famiglie, è diventato teatro di una storia che lascia amarezza e indignazione.

Il sacerdote, difeso dagli avvocati Licia Gianfaldone e Mario Acquaruolo, ha tentato fino all’ultimo di respingere le accuse. Ma i giudici hanno dato pieno credito alla versione della vittima e alle prove raccolte dagli inquirenti, scrivendo la parola fine a un processo che in città era seguito con grande attenzione.

Adesso resta il dolore per una ferita che tocca da vicino Ercolano, città abituata a lottare per risollevarsi e che oggi si trova a fare i conti con un caso che segna profondamente il suo tessuto sociale.

Mariglianella si stringe attorno a Daniele: oggi i funerali e il lutto cittadino

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Mariglianella vive oggi una delle giornate più tristi della sua storia recente. Alle 15.30 si terranno i funerali di Daniele Ponzo, il ragazzo di soli 17 anni tragicamente scomparso lo scorso 25 settembre e ritrovato senza vita all’interno di un cantiere in via Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L’intera comunità si prepara a dire addio a un giovane la cui perdita ha lasciato un vuoto incolmabile.

Familiari, amici, compagni di scuola e tantissimi cittadini hanno deciso di stringersi attorno al dolore della famiglia Ponzo-Iolo, partecipando a un abbraccio collettivo fatto di vicinanza, preghiere e silenzio. La camera ardente, prima allestita presso la Sala del Commiato di Marigliano e successivamente, da ieri, nella Parrocchia di San Giovanni Evangelista, è stata meta di un continuo pellegrinaggio. Fiori, biglietti, lumini e pensieri hanno accompagnato la veglia, trasformando il luogo in uno spazio di memoria e affetto.

Per sottolineare il profondo cordoglio che ha colpito la cittadinanza, il sindaco di Mariglianella, Arcangelo Russo, ha proclamato il lutto cittadino nella giornata odierna. «Nel rispetto del dolore che ha colpito la nostra comunità – ha dichiarato il primo cittadino – ho disposto che oggi, 30 settembre 2025, in concomitanza con le esequie di Daniele, sia osservato il lutto cittadino. Le bandiere degli edifici pubblici saranno esposte a mezz’asta. Invito cittadini, scuole, attività commerciali e associazioni a unirsi, ciascuno a suo modo, a questo segno di rispetto e partecipazione».

Il corteo funebre partirà nel primo pomeriggio per raggiungere la parrocchia dove sarà celebrata la funzione religiosa. Si prevede una partecipazione straordinaria, segno di quanto Daniele fosse conosciuto e amato. La comunità, pur nella sofferenza, vuole stringersi attorno alla famiglia per accompagnare il giovane nell’ultimo viaggio e per riaffermare, con un silenzio carico di emozione, che nessuno viene dimenticato.

Mariglianella oggi si ferma davvero: il dolore diventa memoria condivisa e la solidarietà una carezza collettiva per chi resta.

Centrodestra, stallo totale: Fdi vuole Cirielli, Fi un civico. E il Prefetto…

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Ore decisive per il centrodestra, che dopo la vittoria ottenuta nelle Marche si prepara a un nuovo passaggio cruciale sul fronte delle candidature regionali. Oggi i leader della coalizione – Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi – si ritroveranno a Lamezia Terme per sostenere Roberto Occhiuto in Calabria. Un’occasione che potrebbe trasformarsi anche in un vertice informale sulle scelte da compiere in Campania, Puglia e Veneto.

Il rebus campano resta il più complesso. Fratelli d’Italia continua a spingere con decisione sul nome di Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e figura di primo piano del partito della premier. La sua disponibilità a candidarsi non è mai venuta meno, ma schierare un esponente di governo in una competizione considerata in salita non è una decisione semplice. Forza Italia, invece, insiste su un profilo civico capace di intercettare quell’elettorato moderato che potrebbe non riconoscersi né nella candidatura di Roberto Fico né in un volto troppo marcato politicamente.

Tra le opzioni non di partito, il nome del prefetto Michele di Bari rimane sul tavolo. Negli ultimi giorni se ne era ipotizzato un ridimensionamento, ma più per tattica che per reali valutazioni di merito. Di Bari è sostenuto soprattutto dagli azzurri, che vedono nella sua figura istituzionale un possibile punto di equilibrio. Accanto a lui resistono le ipotesi accademiche: Matteo Lorito, rettore della Federico II, e Gianfranco Nicoletti, numero uno dell’Università Vanvitelli. Entrambi mantengono rapporti trasversali con le diverse anime della coalizione.

Non mancano altre suggestioni, come quella che porta a Giosy Romano, attuale presidente della Zes unica, o il nome a sorpresa di Marilù Faraone Mennella, segnalata da più osservatori dopo la sua presenza sul palco a Telese. La rosa resta quindi ampia e in continuo movimento.

A complicare ulteriormente lo scenario ci sono le altre partite regionali: in Veneto la Lega punta a un proprio candidato nel dopo-Zaia, mentre FdI rivendica spazi in Lombardia in vista del voto del 2028. Un intreccio di equilibri nazionali che inevitabilmente condiziona anche la Campania.

Il pressing dal territorio è forte. «La coalizione arriverà presto a una sintesi», ha assicurato Gianpiero Zinzi, coordinatore regionale della Lega. Ma il vero passo in avanti potrà arrivare soltanto da una decisione diretta di Giorgia Meloni, chiamata a dirimere i contrasti interni e a imprimere la svolta.

Stellantis e il caso Trasnova, nuovo confronto al Ministero: cresce la tensione

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A Roma si riapre oggi un tavolo delicato sul destino di un settore strategico per l’economia campana: l’automotive. Al centro della discussione ci sarà la vertenza Trasnova, che rischia di trasformarsi in un precedente capace di mettere in crisi l’intero indotto delle forniture legate a Stellantis. Il timore di sindacati e istituzioni è che il gruppo automobilistico decida di disertare anche questo appuntamento al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, come già accaduto per i due incontri precedenti, l’ultimo dei quali in prefettura a Napoli. Un’assenza che rischierebbe di far precipitare la vertenza in emergenza sociale. Il nodo principale riguarda la decisione di Stellantis di reinternalizzare, a partire da gennaio, le attività oggi gestite da un centinaio di dipendenti Trasnova. Per loro lo scenario sarebbe drammatico: disoccupazione certa dal 1° gennaio, dopo un anno di proroga senza alcuna prospettiva di ricollocazione. Una scelta giudicata incomprensibile dai sindacati, soprattutto perché la cessione a società terze era stata accompagnata dalla promessa di garantire continuità occupazionale. Ma la questione va oltre Trasnova: se questa tessera cade, l’intero mosaico delle piccole e medie imprese che lavorano per Stellantis – officine, subfornitori, aziende specializzate – rischia di sgretolarsi. Per la provincia di Napoli, già segnata da una disoccupazione superiore alla media nazionale, sarebbe un colpo durissimo. La deputata M5s Carmela Auriemma ha sottolineato che nel primo semestre del 2025 la produzione di auto in Italia è crollata del 33%, con metà dei lavoratori degli stabilimenti in cassa integrazione. A Pomigliano la situazione appare particolarmente grave: lo stabilimento Giambattista Vico fermerà per una settimana tutte le linee produttive, compresa quella della Panda, il modello più venduto in Italia. Secondo la Fiom-Cgil, che ieri ha diffuso un’analisi dei bilanci Stellantis, il progressivo disimpegno dal nostro Paese è evidente: negli ultimi dieci anni a Pomigliano la produzione è diminuita di circa 19 mila vetture l’anno e nel 2024 tutti i dipendenti sono stati coinvolti dagli ammortizzatori sociali. Il segretario generale Michele De Palma chiede scelte radicali: nuovi modelli popolari per saturare gli impianti, il rilancio della gigafactory, la valorizzazione dei marchi Maserati e Alfa Romeo, nuove assunzioni e più investimenti in ricerca e sviluppo. Per i sindacati non bastano incentivi all’acquisto di auto: serve un piano industriale concreto, con garanzie vincolanti contro licenziamenti e delocalizzazioni. La Fiom invoca l’intervento diretto di Palazzo Chigi e un fondo europeo straordinario per difendere occupazione e produzione. Se oggi Stellantis non si presenterà al tavolo ministeriale, la vertenza Trasnova potrebbe diventare la miccia di una mobilitazione nazionale capace di travolgere l’intero settore automobilistico italiano.

Torre del Greco, passaggio di consegne alla Capitaneria di Porto

Angelo Labella è il nuovo Comandante della Capitaneria di Porto di Torre del Greco. Il mare non deve essere  solo una risorsa, ma bene tutelato e condiviso   Nella suggestiva cornice di Villa Campolieto, una villa vesuviana situata lungo il Miglio d’oro, nel comune di Ercolano,  ha avuto luogo la cerimonia del passaggio di consegne tra il Capitano di Fregata (CP) Leonello Salvatori e il pari grado Angelo Labella. Il Comandante Labella è ufficialmente il nuovo Comandante della Capitaneria di Porto di Torre del Greco il quale ha preso l’incarico dal collega che lascia Torre del Greco dopo un anno per assumere un nuovo e prestigioso incarico presso il Reparto Ambientale Marino del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dove continuerà a operare a tutela dell’ambiente marino e costiero. Angelo Labella proviene dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera. Nel suo curriculum spiccano ruoli di alto profilo, nell’ambito del Secondo Reparto del Corpo, occupandosi di Protezione di dati personali, Prevenzione della corruzione e interrogazioni parlamentari. A presiedere la cerimonia, il Contrammiraglio (CP) Gaetano Angora, Direttore Marittimo della Campania, davanti al quale il Comandante Salvatori ha pronunciato la solenne formula di rito che ha ufficializzato il cambio al vertice. Al nuovo Comandante Labella chiediamo quali le importanti sfide che l’attendono: ≪Sono stato designato quale capo del compartimento marittimo e comandante del porto di Torre del Greco, una realtà portuale storica, stessa dal 1908,  che ha un connubio nel panorama nazionale associato proprio alla marineria italiana, quindi dalle antiche tradizioni. Cercheremo in tutti i modi di agevolare l’azione amministrativa tenendo sempre ben impressi i principi dell’azione amministrativa, ovvero la trasparenza, l’efficacia e l’efficienza≫. Quali gli obiettivi nel breve e nel lungo termine?  ≪Quelli di aumentare dove è possibile le performance già ottime della Capitaneria di Porto di Torre del Greco, ovviamente  seguendo le linee di indirizzo del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie  di Porto e della Direzione Marittima di Napoli e  -laddove dovessero esserci – anche quelle delle Procure competenti per il territorio di giurisdizione della Capitaneria di Porto di Torre del Greco≫. Comandante, quali sono gli uomini e i mezzi di cui potrà disporre da domani mattina? ≪Nel compartimento marittimo di Torre del Greco, che include anche l’ufficio locale marittimo di Portici, avrò il supporto dei 70 uomini circa che sono presenti in forza presso il compartimento marittimo. Come mezzi abbiamo a disposizione una motovedetta e un gommone dislocato presso l’ufficio locale di Portici, ovviamente più il parco auto. Con queste riusciremo a fare le attività di vigilanza previste dalle normative di settore≫. Quali sono le prime cose che lei si è impegnato a fare? ≪Sì, non ho mai lavorato nell’area campana, quindi innanzitutto devo in brevissimo tempo capire  il contesto esterno dove andiamo a lavorare questo è uno dei primi obiettivi quello di conoscere molto bene la situazione portuale quindi i concessionari, gli utilizzatori e i fruitori del porto, e  cercherò di capire quali sono le criticità che un porto come quello di Torre del Greco può avere≫. La collaborazione della Capitaneria con le altre istituzioni è consolidata, il Comandante della Polizia Municipale di Torre del Greco  Gennaro Russo, conferma questa sinergia ≪ Sin dal mio arrivo al comando e di concerto con tutte le altre forze dell’ordine sul territorio, abbiamo da subito instaurato un rapporto di collaborazione reciproca e di mutualità che ci ha portato sul territorio ad operare azioni importanti sotto ogni profilo, come la  sicurezza della balneazione con pattugliamenti sulla zona costiera che ci hanno portato a rilevare una serie di illeciti in materia di balneabilità, di ambiente e di ecologia. Noi riteniamo che solo collaborando sul territorio possiamo arrivare a delle azioni non solo di salvaguardia  ma anche a difesa dei cittadini che si trovano a vivere in territori come i nostri, che presentano una serie di criticità sia dal punto di vista morfologico che dal punto di vista socio-culturale≫. Il Comandante uscente  Leonello Salvatori  durante il suo mandato ha portato avanti diverse iniziative sul fronte ambientale e nella salvaguardia del mare, nonché per la sicurezza della navigazione e nella filiera della pesca con particolare attenzione alla tutela del consumatore; ha intensificato l’attività di controllo ambientale in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica e con le altre forze dell’ordine. Al Comandante chiediamo di tracciarci il consuntivo di un anno intenso di attività: ≪ I risultati sono stati sicuramente ragguardevoli. Abbiamo fatto decine di attività di controllo non solo nei comuni rivieraschi ma anche nella provincia di Benevento. Inoltre  siamo stati i primi in Campania a fare il bando di concorso per Skipper  come ufficiale di porto di seconda classe≫. Alla cerimonia hanno partecipato, oltre al Contrammiraglio (CP) Gaetano Angora, Direttore Marittimo della Campania, una nutrita rappresentanza di autorità militari, civili e religiose e i Gonfaloni dei Comuni di Torre del Greco, Ercolano, Portici e San Giorgio a Cremano, oltre ai sindaci dei comuni costieri, i Procuratori delle Procure della Repubblica di Torre Annunziata e Benevento, i vertici delle forze di polizia e delle polizie locali e i presidi degli Istituti scolastici dei comuni di competenza. Torre del Greco è sede di una Capitaneria di Porto, con una lunga storia legata al mare, alla pesca, al diporto, alle attività portuali e al turismo marittimo.                

San Michele e la diavolessa: a Napoli e a Ottaviano l’immagine di una fantastica storia di magia

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Apre l’articolo l’immagine della statua conservata a Ottaviano, nella sagrestia della chiesa di San Michele. Essa fa riferimento al quadro che Leonardo da Pistoia dipinse nel 1542: l’opera, conservata nella chiesa napoletana di Santa Maria del Parto, è strettamente collegata alla storia leggendaria della passione d’amore che si accese tra un vescovo e una nobildonna: una storia scritta, forse, anche con i filtri della magia, e raccontata con visibile partecipazione emotiva da Matilde Serao e da Benedetto Croce. Leonardo da Pistoia ebbe qualche problema con il volto della diavolessa.

 

La versione “semplice” della storia narra che il vescovo di Ariano Irpino, Diomede Carafa, si innamorò perdutamente di Vittoria Colonna D’Avalos e, risultando vani i suoi tentativi di seduzione, si vendicò ordinando a Leonardo da Pistoia di dipingere il quadro in cui San Michele liberatore trafigge il diabolico drago con volto di donna, il volto di Donna Vittoria. La versione più complessa salva il buon nome del vescovo e fa partire tutta la storia da Donna Vittoria, che per sua sfortuna era stata novizia nel Monastero di Sant’Arcangelo a Baiano, il monastero di Forcella in cui le monache scrissero nere pagine di corruzione, di perversione, di omicidi e di magia.

Dunque, Donna Vittoria “perse la testa” per il vescovo Carafa, che le fonti descrivono come affascinante nei modi e nel parlare, e, avendo subito capito che non sarebbe riuscita a sedurlo solo con le sue qualità, chiese aiuto a una “fattucchiara”, Alamanna, che le fornì un filtro d’amore, forse a base di aloe. Vittoria versò il filtro nelle frittelle che consegnò al vescovo perché le distribuisse ai poveri: il vescovo commise un peccato di gola, mangiò un paio di frittelle e venne immediatamente travolto dall’ empio desiderio di “possedere” carnalmente la Colonna D’Avalos. Il Carafa tentò inutilmente di sottrarsi a questa passione che offendeva la sua castità e il suo onore e metteva a rischio la sua carriera – un giorno sarebbe diventato cardinale e membro del Santo Uffizio.

Lo salvò il prezioso aiuto di un monaco procidano che, autorizzato dalle superiori autorità, studiava negromanzia e magia. Su consiglio del monaco, il vescovo affidò a Leonardo da Pistoia (1502 – 1548) il compito di dipingere il quadro “San Michele e la diavolessa”(immagine in appendice) usando colori impastati con un aroma particolare, capace di spegnere gli effetti del filtro usato da Donna Vittoria. Un’altra versione di questa storia dice che il vescovo invitò la signora a recarsi in chiesa e ad ammirare il dipinto: ella accettò e così scoprì che la diavolessa aveva il suo volto. La scoperta la sconvolse, e, come aveva previsto il monaco procidano, fu proprio questo incontrollabile turbamento ad annullare gli effetti del filtro che aveva stregato il vescovo. Osservò Benedetto Croce che nel quadro della chiesa di Santa Maria del Parto il volto della diavolessa “appare calmo, quasi sorridente, e par che non si accorga nemmeno della lancia che l’angelo le ha infitta sul dorso serpentino, sia che non la prenda molto sul tragico, sia che non voglia, pur nel languire morendo, scomporre la propria attraente vaghezza”.

Sorge il sospetto che il vescovo e il pittore siano stati veramente incantati da quel volto. E il dipinto, invece di turbare gli osservatori con l’immagine del castigo terribile, “rimase nel linguaggio del popolino come paragone di elogio: “Bella come il diavolo di Mergellina”.”. Nella statua di Ottaviano, invece, il volto della diavolessa esprime sconfitta e terrore, in netto contrasto, di colori e di forme, con il volto luminoso e sereno dell’Arcangelo vincitore. Questa statua di piccole dimensioni probabilmente fu donata alla chiesa del Patrono da Giuseppe IV Medici, che era un esperto collezionista di opere del genere, collegate direttamente e indirettamente alla storia della famiglia: e i D’Avalos e i Medici avevano stretto rapporti di parentela già nella seconda metà del ‘600.Ricordo, infine, per non essere rimproverato da qualche critico dal severo cipiglio – a Ottaviano non sono pochi – che la chiesa di Santa Maria del Parto venne costruita da Jacopo Sannazzaro, e ne ospita il monumento funebre, realizzato da frate Giovanni Angelo Montorsoli e da Francesco del Tadda.