Acerra, spari contro la sede dell’Asl

ACERRA – Un episodio estremamente grave si è verificato nella tarda serata di ieri nel complesso sanitario di via Flavio Gioia, dove si trovano gli ambulatori della continuità assistenziale, il servizio 118 e la sede chiusa del SerD. Secondo la ricostruzione iniziale, un individuo avrebbe raggiunto l’area con l’obiettivo di impossessarsi del metadone custodito all’interno della struttura. L’uomo, dopo aver scavalcato la cancellata, avrebbe impugnato una pistola e premuto il grilletto più volte, colpendo il muro e alcune finestre degli uffici. I medici e gli infermieri in turno hanno sentito distintamente gli spari e, temendo di essere coinvolti, si sono rifugiati nei locali più protetti, mentre venivano contattate le forze dell’ordine. I carabinieri, giunti sul posto in pochi minuti, hanno trovato diversi bossoli sul terreno e segni di impatto sulle pareti. Per fortuna nessun operatore sanitario è rimasto ferito. Dalle prime verifiche, pare che il responsabile conoscesse il complesso e sapesse dove fosse collocata la sede del SerD, chiusa al pubblico da tempo. L’aggressore, una volta accortosi di non poter accedere agli uffici, avrebbe abbandonato l’area rapidamente. Le indagini sono ora concentrante sull’analisi delle telecamere, nella speranza di identificare l’autore del gesto. L’ipotesi più plausibile è che si tratti di un soggetto con dipendenza da sostanze, probabilmente in cerca della terapia sostitutiva. La direzione del servizio sanitario locale ha condannato l’episodio, definendolo un attacco a una struttura che garantisce assistenza 24 ore su 24. I sindacati dei medici hanno espresso forte solidarietà al personale coinvolto, sottolineando la necessità di rinforzare i sistemi di sicurezza. L’episodio ha suscitato grande allarme tra gli operatori e tra i residenti della zona, preoccupati per l’escalation di violenza ai danni di servizi pubblici fondamentali. Le indagini proseguono senza sosta.

Scisciano, B&B abusivo sequestrato dai Carabinieri: denunciato 32enne

“Un posto immerso nella natura in una posizione strategica vicino a tutto, il proprietario è una persona gentilissima pronto a farti sentire a casa. Il mio punto di riferimento quando voglio visitare la Campania, sicuramente ci ritornerò”. Così recita una delle recensioni di un B&B in una stradina periferica di Scisciano. Una struttura, scopriranno i carabinieri della stazione di San Vitaliano, completamente abusiva. I sigilli imposti non solo impediranno al cliente fidelizzato di tornare ma costeranno all’host (e proprietario) 32enne, una denuncia per abusivismo edilizio. In un terreno agricolo, l’imprenditore aveva realizzato senza alcuna autorizzazione ambienti “dotati di tutti i comfort” (cit.), pronti per accogliere turisti. Sotto sequestro circa 300 mq, struttura chiusa.

Tragedia a San Paolo Bel Sito, Noemi Ricciardi uccisa a 23 dal fratello

Uccisa a 23 anni, il fratello confessa: “L’ho accoltellata dopo una lite” La madre avrebbe visto il corpo in videochiamata. Aperta un’indagine della Procura di Nola. Tragedia familiare a San Paolo Belsito, nel Napoletano, dove Noemi Riccardi, 23 anni, è stata trovata senza vita nella sua abitazione. A chiamare il 112 è stato il fratello Vincenzo, 25 anni, che al telefono avrebbe ammesso di averla uccisa al culmine di una lite. Secondo una prima ricostruzione, il giovane avrebbe colpito la sorella con un coltello da cucina — almeno sei o sette fendenti, ma il dato potrà essere confermato solo dall’autopsia — per poi mostrare il corpo alla madre in videochiamata. La donna non era in casa al momento dell’aggressione. Pare che entrambi i fratelli avessero problemi psicologici e vivevano insieme alla madre nell’abitazione teatro dell’omicidio. Agli investigatori, il 25enne avrebbe parlato di un gesto compiuto in un momento di “esasperazione” e di un presunto “raptus”, versioni che sono ora al vaglio degli inquirenti. La Procura di Nola ha aperto un fascicolo per fare piena luce sull’accaduto. I carabinieri, intervenuti subito dopo la chiamata, hanno trovato in casa sia il corpo della giovane sia l’arma ritenuta compatibile con le ferite. L’autopsia, già disposta, dovrà chiarire le esatte cause della morte e ricostruire la dinamica dell’aggressione.

Pista sul ghiaccio, fabbrica di giocattoli e spettacoli gratuiti: il magico Natale al Vulcano Buono

Riceviamo e pubblichiamo Al Vulcano Buono si riaccende la magia del Natale con la terza edizione di Christmas Dreams. Fino al 6 gennaio la struttura progettata da Renzo Piano si trasforma in un grande villaggio natalizio, un luogo dove emozioni, tradizione e divertimento si incontrano. L’Arena centrale sarà il cuore pulsante delle festività con la grande pista di pattinaggio sul ghiaccio – aperta fino al 15 febbraio – le giostre e le casette dei giochi tipici. A dominare la scena, un maestoso albero di Natale di 15 metri e la slitta con le renne, tra le attrazioni più amate e instagrammabili del periodo. All’interno della galleria commerciale, l’atmosfera sarà resa unica dai mercatini artigianali, dove i visitatori potranno scoprire idee regalo e prodotti della tradizione. Grande attesa anche per la “Babbo Natale Experience”, un percorso immersivo che riproduce quella che è stata definita la fabbrica segreta dei giocattoli, pensato per far vivere ai più piccoli la magia del Natale in prima persona. “Ogni anno il periodo natalizio rappresenta per noi un momento speciale, in cui il Vulcano Buono si riempie di luce, emozioni e condivisione – dichiara il Direttore della struttura, Guglielmo Cirillo -. Abbiamo voluto creare un’atmosfera capace di far sognare grandi e piccoli, offrendo esperienze autentiche e coinvolgenti che uniscono divertimento, tradizione e spirito di comunità. Il grande affetto del nostro pubblico ci conferma che stiamo percorrendo la strada giusta: nel solo mese di dicembre scorso, il Vulcano Buono ha accolto oltre un milione di visitatori, un risultato che testimonia quanto questo luogo sia diventato un punto di riferimento per vivere la magia del Natale. Il nostro impegno è quello di rendere questo luogo sempre più vivo, sicuro e accogliente, un punto d’incontro dove le persone possano ritrovare il piacere dello stare insieme, scoprire nuove emozioni e vivere la magia del Natale in tutta la sua intensità”. Non mancheranno gli spettacoli del teatro dei burattini di Mario Ferraioli, appuntamento amatissimo dalle famiglie, e i laboratori creativi natalizi per tutta la famiglia. In piazza Capri, infine, il Natale sarà animato da una rassegna di spettacoli gratuiti con artisti di strada, musica e intrattenimento per grandi e piccini. Il Vulcano Buono conferma così il suo ruolo di punto di riferimento per lo shopping e il tempo libero e la cultura dell’area nolana, offrendo un Natale ricco di emozioni, esperienze e magia per tutti.

Giubileo, la Chiesa di Nola promuove due appuntamenti nel segno della speranza

Riceviamo e pubblichiamo   Nell’ultimo tratto del cammino giubilare la Chiesa di Nola sceglie di vivere due appuntamenti, nel segno della speranza, con i giovani e gli ammalati dell’ampio territorio diocesano. Coordinato dall’équipe di Pastorale giovanile, venerdì 21 novembre, a Torre Annunziata, si terrà il Giubileo diocesano dei giovani: una serata di meditazione, confronto, sulle orme di Maria e Elisabetta che culminerà con un corale inno di lode al Signore per la bellezza della vita. L’iniziativa è pensata per offrire ai giovani un’occasione di ascolto attento: «È urgente guardare distintamente i giovani e riconoscere in loro soprattutto un potenziale di umanità e di solidarietà non indifferenti. Pensiamo, ad esempio, a tanti di loro che non si risparmiano nell’impegno concreto nelle scuole e nelle università per promuovere la pace in Terra Santa e contro ogni focolaio di guerra. Ascoltiamoli, affianchiamoli in questi desideri sani e in questi buoni propositi», ha ricordato il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, nel messaggio scritto in occasione della Solennità di san Felice vescovo. I partecipanti saranno accolti alle 19:30, presso l’Oratorio Mazzarello (via Camillo Benso Cavour, 22 – Torre Annunziata). Dopo la meditazione sul tema “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1,28) dedicata all’Annuncio a Maria, come invito a scoprire la promessa di gioia che Dio rivolge a ciascuno, i giovani proveranno ad osare la speranza attraverso il dialogo con chi custodisce e alimenta la gioia attraverso scelte significative: ispirati dal passo della Visitazione “Come avverrà questo? […] Elisabetta, tua parente… anch’essa” (Lc 1,34), potranno scegliere uno dei dodici punti di incontro e confronto con i membri dell’équipe, dedicati ai seguenti temi:
  • Tra sogni e delusioni
  • Parola di vita e parole che feriscono
  • Mezzo rotto. L’amore è eterno?
  • Che rumore fa la felicità?
  • Diverso da chi?
  • Lavoro e Futuro
  • Abitare: tra virtuale e reale
  • Ne vale la pena?
  • Mi fido di te?
  • Muri o ponti?
  • Testimonianza-Missione-Annuncio
  • Fragilità, limiti, bellezza…
Alle 20:45 inizierà poi il pellegrinaggio verso la Basilica Maria SS. della Neve (piazza Giovanni XXIII) dove i giovani troveranno ad accoglierli il vescovo Francesco Marino che guiderà l’Adorazione eucaristica durante la quale ci sarà, per chi vuole, possibilità di ascolto spirituale e confessioni. Sabato 22 novembre, poi, presso la Cattedrale di Nola si svolgerà il Giubileo diocesano degli ammalati, fortemente voluto dalla Chiesa locale per consentire l’esperienza giubilare a coloro che vivono la sofferenza accogliendoli in un abbraccio ecclesiale. «Solo con Cristo possiamo essere forti nella tribolazione! Come chiesa diocesana abbiamo nel nostro Dna la forza nelle tribolazioni subite dal nostro san Felice. La virtù di fortezza non è la muscolosità del carattere o dello stile arrogante, ma un saper lasciare agire lo Spirito Santo che ci guida per le giuste vie senza farsi scoraggiare e deprimere dai sentieri tortuosi e dai venti contrari. È la fortezza spirituale che contrasta le fragilità affettive e relazionali del nostro tempo. È l’impegno a non arrendersi di fronte alle difficoltà e non cedere alle lusinghe di facili distrazioni o di falsi rimedi. La traccia conclusiva del Cammino sinodale della Chiesa italiana, Lievito di pace e di speranza, afferma che “non siamo noi a scegliere la gente che incontriamo, ma è lo Spirito che ci spinge all’incontro”. Nelle tribolazioni – sociali, economiche, culturali, esistenziali – non siamo soli; lo stile sinodale ci chiede il coraggio di non rimanere chiusi “nel modo in cui si è sempre fatto”, ma di uscire, accompagnare, prendersi cura. Una Chiesa sinodale cammina insieme, ascolta, partecipa e annuncia», ha ricordato ancora il vescovo Marino nel messaggio per la Solennità di san Felice vescovo. Promosso dall’Ufficio di Pastorale della Salute, l’appuntamento di sabato prossimo è rivolto a quanti vivono la fragilità della malattia e a tutti coloro che li accompagnano: familiari, volontari e operatori pastorali. L’inizio è previsto alle 15:30. Alle 16:30 il vescovo Francesco Marino presiederà la Santa Messa.

Omicidio in famiglia a San Paolo Bel Sito: fratello confessa

Omicidio in famiglia a San Paolo Bel Sito: uomo confessa al telefono, sorella trovata morta in casa Un pomeriggio di ordinaria quiete si è trasformato in una tragedia a San Paolo Bel Sito, piccolo comune dell’area nolana. Una donna è stata uccisa all’interno della sua abitazione e il presunto responsabile sarebbe il fratello, che avrebbe contattato personalmente i soccorsi subito dopo l’accaduto. La telefonata shock è arrivata al 112 poco dopo le 16: l’uomo avrebbe dichiarato di aver colpito a morte la sorella durante un violento alterco. I carabinieri della Compagnia di Nola si sono precipitati nell’abitazione indicata, situata lungo via San Paolo Bel Sito, insieme ai sanitari. Nonostante il rapido intervento, i medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna. Gli investigatori hanno immediatamente isolato l’area e avviato i rilievi tecnici. La posizione dell’uomo è ora al vaglio della Procura, che sta cercando di ricostruire i minuti precedenti all’aggressione. Nella casa sarebbero stati rinvenuti elementi che confermano una colluttazione particolarmente violenta. Secondo quanto filtrato, il presunto autore dell’omicidio è apparso sotto shock al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine. È stato condotto in caserma, dove verrà interrogato nelle prossime ore alla presenza del magistrato di turno. Le cause che avrebbero portato al tragico epilogo restano ancora da chiarire, anche se alcune fonti parlano di rapporti familiari complessi e caratterizzati da tensioni pregresse.

A Sant’Anastasia lo spettacolo teatrale “Femmine”

Riceviamo dal Comune di sant’Anastasia e pubblichiamo

Con il patrocinio del Comune di Sant’Anastasia e quale contributo alla ricorrenza della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), nell’auditorium del convento di Sant’Antonio andrà in scena domenica 23 novembre la rappresentazione teatrale “Femmine” scritto, diretto e interpretato da Maria Daniela Pace e Francesca Grassi. Uno spettacolo che vuole sensibilizzare il pubblico sulla condizione femminile attraverso un linguaggio che alterna ironia e drammaticità, spronando alla riflessione sulla complessa identità femminile nella società contemporanea. Le autrici ed interpreti, che hanno voluto sottoporre il progetto all’amministrazione comunale, hanno come obiettivi la valorizzazione dell’identità femminile nonché la promozione della cultura della parità e del rispetto. Maria Daniela Pace, laureata in Scienze dell’Educazione, cantautrice creativa e appassionata all’Arte, è inoltre ideatrice di spettacoli e filastrocche per bambini; Francesca Grassi, appassionata di letteratura, poesia ed arte, è laureata in Lingue.

Nel 2017 ha pubblicato il suo primo romanzo “La Mantide” e nel 2021 il suo secondo lavoro “Sul gradino di marmo”, libro presentato a Casa Sanremo Writers l’anno successivo. “Femmine non è un testo teatrale canonico – raccontano Maria Daniela Pace e Francesca Grassi – perché non ha un inizio o una fine. Diremmo che sia un ritratto eseguito con pennellate veloci e con i colori della fantasia e della ragione. Femmine è insieme un dramma teatrale, una commedia e una tragedia, è un viaggio introspettivo nel caleidoscopico mondo delle donne, con la loro forza, la loro fragilità, protagoniste di un mondo che vorrebbe ancora tenerle dietro le quinte e non al centro della scena. Noi lo abbiamo fatto”. “Siamo felici di ospitare questo spettacolo che nasce da un progetto più ampio di due donne impegnate nella cultura e nel sociale – dice l’assessore Veria Giordano (Cultura) – e abbiamo voluto andasse in scena proprio a novembre, mese in cui cade la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Credo che la lotta contro i fenomeni di violenza passi anche per la diffusione della cultura, della conoscenza dei diritti di ciascuno e della diffusione di concetti che supportano la sensibilizzazione e la cultura della prevenzione”. “Siamo orgogliosi di patrocinare ‘Femmine’, uno spettacolo che non solo celebra la forza e la resilienza delle donne, ma ci invita a riflettere su questioni importanti che riguardano la nostra società – dice il sindaco Carmine Esposito – la cultura è uno strumento potente per il cambiamento. Attraverso eventi come questo, possiamo contribuire a creare consapevolezza, aprendo spazi di dialogo e riflessione. Invitiamo tutti a partecipare a questa rappresentazione, affinché il messaggio risuoni forte e chiaro”.

Regionali, Uscita Piano Rientro Sanità, Micillo (M5S): “Benefici per i campani”

Riceviamo da Salvatore Micillo(M5S) e pubblichiamo “La sanità campana ha bisogno di essere finalmente liberata dai lacci burocratici che per anni hanno soffocato la possibilità di investire, innovare e garantire ai cittadini servizi adeguati. Dopo un decennio di sacrifici, di tagli e di limitazioni imposti dal Piano di rientro, la Campania deve poter avere la possibilità di programmare realmente il proprio futuro sanitario. Per questo giudichiamo gravissima e incomprensibile la volontà del Governo di impugnare la sentenza del TAR Campania, che ha riconosciuto il diritto della nostra Regione a uscire dal Piano di rientro. Una scelta politica, non tecnica, che rischia di bloccare interventi urgenti e fondamentali per la salute dei cittadini. Il Governo, invece di agevolare il potenziamento dei servizi sanitari, sembra voler mantenere la Campania in una condizione di commissariamento perpetuo”. Ha dichiarato Salvatore Micillo, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle. “La fuoriuscita dal Piano non è un mero atto amministrativo, significa restituire diritti e opportunità concrete ai cittadini. Significa, prima di tutto, poter potenziare e ampliare gli screening neonatali, includendo tutte quelle malattie che, se diagnosticate precocemente, oggi offrono reali possibilità di cura. Significa poter garantire maggiore protezione  contro la bronchiolite. Significa anche anticipare lo screening mammario, allargando la platea a migliaia di giovani donne campane. E significa infine poter offrire agli anziani e alle persone fragili vaccini che oggi non sono garantiti a tutti proprio a causa delle restrizioni del Piano. È questo ciò che il Governo vuole fermare? È questo ciò che vuole negare ai cittadini campani? Noi del Movimento 5 Stelle – conclude Micillo – continueremo a difendere il diritto della Campania a programmare liberamente la propria sanità e a garantire ai cittadini gli stessi livelli di tutela che già esistono in molte altre regioni. La salute non è una variabile su cui fare battaglie politiche, è un diritto costituzionale, e va difeso con ogni mezzo”.

“Lo sguardo di Siria, la vita di Rosa”: il romanzo di Roberta. F.I. Visone sui valori veri del vivere

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Il romanzo di Roberta Fausta Ilaria Visone è stato presentato da Anna Maria Napolitano e da Rosamaria Mughetto a San Giuseppe Vesuviano, nello studio culturale di cui la Mughetto è titolare. Quando ho letto l’opera, mi sono ricordato del quadro di Theo Van Rysselberghe “Donna allo specchio” e la stessa immagine si è delineata davanti al mio sguardo mentre la Napolitano, la Mughetto e l’autrice parlavano della storia di Siria.

Voglio essere sincero. Fino a qualche tempo fa mi consentivo di essere ironico sull’onda di romanzi che. sempre più vasta e rumorosa, sale, si allarga e sommerge i lidi e gli scogli del sistema culturale. Mi dicevo che la colpa è soprattutto dei siti, delle piattaforme, dei social network: confesso che anche io ho scritto un romanzo, ma poi ho preferito riporre, per ora, il testo nel cassetto e chiudere a chiave, e osservare a mente libera un mondo in cui il numero degli scrittori tende a superare quello dei lettori. Ma da qualche tempo ho incominciato a valutare la questione da un altro punto di vista. Mi ha aiutato la rilettura delle pagine in cui Zygmunt Bauman ha sapientemente descritto quei “processi di liquefazione” che hanno demolito le fondamenta dello spirito di comunità, ci hanno tolto tutti i punti di riferimento, tutti “gli scogli” a cui fosse possibile ancorare una chiara e salda visione del mondo e, dunque, ci hanno condannato alla precarietà assoluta.

Chi scrive romanzi – e quasi sempre sono romanzi di formazione, come questo della prof.ssa Visone – cerca di non farsi risucchiare dalla nebbia della banalità, di documentare il proprio desiderio di confrontarsi con la realtà, di dare chiara testimonianza di una verità assoluta: devo misurarmi con la realtà, per capire chi sono, devo capire chi sono per poter capire la realtà. E infatti la prof.ssa Visone ha dichiarato che molto importante per lei è stata la lettura di “Piccole Donne”, il romanzo di Louisa May Alcott e che il personaggio preferito è Jo March, l’eroina che combatte con coraggio la battaglia per essere sempre sé stessa. Come ha scritto Michela Vanon Alliata, il personaggio di Jo affascinò Simone de Beauvoir, che in “Memorie di una ragazza per bene”, dichiarò di essersi “identificata appassionatamente con Joe, l’intellettuale che aborre il cucito e i lavori domestici e sogna di leggere e scrivere”. Nel 2006 Sara, la protagonista del romanzo della Visone, frequenta l’ultima classe del Liceo e la sua vita, a scuola e in famiglia, non è facile: ha un rapporto conflittuale con le compagne di classe e la madre concentra tutta la sua attenzione sul piccolo Sandro, che è autistico.

Ma poi Sara incomincia ad accudire la prozia Rosa, e ha la fortuna di trovare e di iniziare a leggere il diario della zia con le cronache dei giorni terribili della seconda guerra mondiale, di Napoli devastata e bombardata. E così a poco a poco Sara riesce a congiungere la “strada” tracciata da quelle pagine con “la strada” segnata nelle note che lei scrive ogni giorno nel proprio diario, registrando amarezze, conflitti, sentimenti. Magistrale è la pagina in cui Sara spiega alla docente qual è lo stato della classe, quali sono i comportamenti di alcune compagne: pare che la docente non abbia visto e capito nulla, e che dunque abbia bisogno di ascoltare la lezione impartita dalla sua allieva. Non era facile scrivere un romanzo in cui il passato influisce sul presente attraverso le pagine di un diario: che fosse un tema difficile l’avevano già sperimentato Monica Gutierrez e Chiara Guidarini. La prof.ssa Visone tratta con sapienza il complesso argomento, e alla fine Sara può guardarsi allo specchio e dichiararsi certa, come la signora dipinta da Van Rysselberghe (immagine in appendice), del fatto che c’è completa corrispondenza tra lei e l’immagine riflessa: Sara ha conquistato la conoscenza di sé, e la conoscenza del mondo.

Non è facile scrivere un romanzo di formazione: il flusso delle riflessioni e il motivo- guida dell’indagine psicologica possono generare nel lettore stanchezza e noia. Ci dicono le impareggiabili relatrici, Anna Maria Napolitano e Rosamaria Mughetto che la Visone ha dedicato, alla composizione dell’opera, “tutta sé stessa” e un tempo lungo: possiamo dire che ha risolto ogni problema: il ritmo della prosa varia e si adatta ai passaggi dal passato al presente, dalla solitudine di Sara al suo quotidiano confronto con gli altri, dai momenti dello “stare” a quelli del “muoversi”. Lo stile della scrittrice muove la nostra percezione: nel descrivere i momenti della riflessione e della meditazione ella non trascura di disegnare i gesti e i moti del corpo, lo schema dei luoghi e, soprattutto, la presenza degli oggetti, molti dei quali “parlano” al personaggio e al lettore. E dunque non sono più oggetti, ma cose. Passi importanti dell’opera sono “costruiti” come scene di un film: e potremmo anche indovinare gli attori e i registi che suscitano l’ammirazione della scrittrice. Complimenti, prof.ssa Visone. Al prossimo romanzo.

Ripensare gli spostamenti: comunità e istituzioni davanti alle sfide della mobilità

Un incontro nato da un’esigenza concreta del territorio: accendere i riflettori su come si vive — e si potrebbe vivere — lo spazio urbano. L’Associazione Iris APS, insieme ad ASD The Movers – Pomigliano Pedala, ha organizzato un appuntamento dedicato all’ ambiente urbano e mobilità sostenibile, ospitato nel Centro Parrocchiale di Castello di Cisterna e moderato da Anna Riva. 

L’incontro ha visto la partecipazione di Titti Amida Giovenco, attivista di Pomigliano Pedala; Nicola Manna, autore del libro “In Prima Linea”; i consiglieri comunali Andrea Di Sena e Davide Nocerino e il consigliere della Città Metropolitana Domenico Esposito Alaia.

La bici come possibilità di autonomia

A rompere il ghiaccio è stata Titti Amida Giovenco, che da anni si impegna nel promuovere una cultura della mobilità sostenibile, attraverso l’associazione Pomigliano Pedala. La sua riflessione parte dai questionari somministrati ai bambini, dai quali emergono chiaramente le difficoltà reali che impediscono loro di muoversi in sicurezza: trade dissestate, traffico intenso e totale assenza di piste ciclabili sicure rendono impossibile ciò che dovrebbe essere naturale.

«La bici — ricorda Giovenco — non è solo sport: è libertà, indipendenza, salute. L’invito è partecipare a un grande sogno: trasformare le nostre città in luoghi percorribili con le due ruote, rendendo più sicuro e comodo l’uso della bici e sensibilizzando le persone».

Di Sena: «La mobilità sostenibile riguarda anche gli edifici: serve efficientamento energetico»

Il consigliere comunale Andrea Di Sena ha ampliato il tema ricordando che la mobilità sostenibile riguarda anche altri aspetti del vivere urbano:

  • trasporto pubblico (metropolitane, autobus, Circumvesuviana)

  • consumo energetico delle abitazioni, tra i principali fattori di inquinamento

  • gli strumenti urbanistici come i PUC orientati all’efficientamento energetico

Alaia: “Dalla Città Metropolitana investimenti, ma serve continuità politica”

Il consigliere metropolitano Domenico Alaia ha ricordato gli interventi avviati negli ultimi anni, come il finanziamento di 700 mila euro per la scuola Rodari di Castello di Cisterna, divenuta sede del liceo Matilde Serao e i lavori di qualificazione sulla variante 7 bis, in quanto parte della Città Metropolitana.

Ma ha ammesso anche le difficoltà: «La politica locale spesso non accompagna i processi di trasformazione e ciò produce degrado”.

Nicola Manna: «La comunità va coinvolta, altrimenti le opere non funzionano»

Lo scrittore Nicola Manna ha collegato il tema alla sua esperienza raccontata nel libro In Prima Linea.

Ha evidenziato come, a Pomigliano, la realizzazione delle piste ciclabili sia stata percepita come un’invasione perché mancava il coinvolgimento di cittadini, attività commerciali e scuole. Il risultato, ha spiegato, sono spazi non utilizzati e vissuti come sottratti alla comunità.

«Andare in bici è un viaggio sensoriale — ha detto — ma se un territorio non viene ascoltato, le opere restano scheletri nel paesaggio urbano».

Nocerino: «Servizi e infrastrutture fanno la differenza»

Il consigliere Davide Nocerino ha portato l’esempio del sud pontino, dove le piste ciclabili funzionano perché ai percorsi sono stati affiancati servizi concreti, come:

  • colonnine di ricarica presso lidi

  • aree attrezzate

  • punti di supporto nei supermercati

Un modello che mostra come le infrastrutture, da sole, non bastino.

Tra ambizioni e paradossi del territorio

Guardando al contesto più ampio, emerge un contrasto che caratterizza spesso la nostra area: mentre Napoli continua a inaugurare nuove opere moderne — come la recente Linea 7 che collega Soccavo al polo universitario di Monte Sant’Angelo — altre infrastrutture fondamentali, come la Circumvesuviana, restano segnate da ritardi, disservizi e difficoltà quotidiane per migliaia di pendolari.

Una dicotomia che racconta bene il nostro territorio: si investe in progetti architettonicamente prestigiosi, capaci di attirare attenzione e valorizzare l’immagine della città, ma troppo spesso la funzionalità delle reti esistenti rimane in secondo piano. È un paradosso che invita a riflettere su quali dovrebbero essere le priorità reali quando si parla di mobilità, efficienza e qualità della vita.