Brusciano, presentazione “Cyberbullismo” di Paolo Siani

Riceviamo e pubblichiamo

Il piccolo manuale per proteggere e guidare la generazione digitale sarà presentato presso l’aula consiliare Giancarlo Siani

Appuntamento da non perdere quello che si terrà mercoledì 1° ottobre alle ore 18, l’autore Paolo Siani presenterà il suo libro:“Cyberbullismo” presso l’aula consiliare Giancarlo Siani, via Cucca, Brusciano. Pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi è il volume numero venti.  Interverranno: il sindaco Giacomo Romano, le assessore Monica Cito e Maria Terracciano, la psicologa Isabella Continisio.

Cyberbullismo.

Il bullismo e la sua versione cyber nel nostro paese sono piuttosto diffusi e rappresentano ormai una vera emergenza. Secondo il Report OMS Europa del marzo 2024 il 15% degli adolescenti ha subìto atti di cyberbullismo. Un aumento rispetto al 2018, dal 12% al 15% per i ragazzi, dal 13% al 16% per le ragazze. Ed è probabile si tratti di una sottostima.

La rete oggi ha profondamente mutato il tradizionale bullismo, amplificandone la portata, sia nel tempo che nello spazio, con gravi conseguenze anche sulla salute. Infatti, un uso non consapevole della rete può provocare danni fisici e psicologici anche gravi.

Inoltre, ciò che preoccupa è l’uso sempre più precoce degli smartphone, se si pensa, per esempio, alla possibilità di delegare all’intelligenza artificiale la lettura di fiabe per far addormentare i bambini, anche in tenerissima età.

Un’ipotesi, quest’ultima, inutilmente deleteria considerando che nessuno strumento tecnologico, per quanto sofisticato, potrà mai sostituire il ruolo svolto dalla voce della mamma per la crescita dei bambini.

È necessario allora trovare un terreno culturale comune per un nuovo approccio all’educazione digitale, un lavoro difficile, certo, ma necessario, perché ci saranno, in un futuro non lontano, altre tecnologie, più potenti e più invasive che influenzeranno la vita quotidiana non solo degli adolescenti, ma anche dei bambini più piccoli.

 

Paolo Siani pediatra, è primario di pediatria all’ospedale Santobono di Napoli, è stato parlamentare nella 18 legislatura e vice presidente della commissione bicamerale infanzia e adolescenza, è stato presidente dell’associazione culturale pediatri.

Fa parte del consiglio direttivo della fondazione Giancarlo Siani ed è il responsabile del tavolo infanzia del Comune di Napoli.

 

Titolo: Cyberbullismo

Autore: Paolo Siani

Casa editrice: Giannini Editore

Pagine: 80

Prezzo: 6,00 €

 

Clementino lancia “Stargate Cimitile” con il videoclip “Na luce ind’ a sta città”

Riceviamo e pubblichiamo

E’ Clementino l’ambasciatore delle Basiliche Paleocristiane, il complesso che sorge proprio nel territorio in cui è cresciuto l’artista impegnato nel lancio di “Grande Anima”, il suo ultimo lavoro.

Per la presentazione del progetto Stargate Cimitile: le Basiliche Paleocristiane, un portale tra passato e futuro, il rapper internazionale,  ha realizzato un videoclip inedito che sarà proiettato per la prima volta il 30 settembre, nel corso dell’evento che si terrà alle 18 proprio nel complesso basilicale di Cimitile.

Si chiama “Na luce ind’ a sta città” ed è un omaggio alla terra dalla quale nonostante il successo non intende staccarsi.

Un messaggio in musica pregno di significato, rivolto soprattutto alle nuove generazioni del Sud, chiamate a scommettere nelle proprie radici: “Da ragazzino scavalcavo il muro di casa di mia zia per andare a riprendere il pallone caduto nelle Basiliche Paleocristiane. Un posto magico: cantare davanti alla tomba di San Felice in Pincis mi ha messo i brividi, mi ha commosso. È il mio posto del cuore, il simbolo delle radici che non ho mai voluto perdere. Le Basiliche Paleocristiane però non appartengono solo a noi: quello che rappresentano per il cammino compiuto dall’umanità merita di essere conosciuto dal mondo”

“L’ Agenzia di Sviluppo – aggiunge il rapper che vive a pochissima distanza dal suggestivo monumento alle origini della cristianità – lavora ogni giorno con passione perché questo accada, e io ci ho messo la mia voce ed il mio cuore per dare più forza a questa luce, alla luce della mia terra”.

Il progetto è ideato e realizzato dall’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana e finanziato dalla Regione Campania grazie ad un emendamento in legge Finanziaria presentato dal consigliere regionale Giuseppe Sommese.

Sì concretizza in un eBook multimediale che sarà disponibile su tablet presso la biglietteria delle Basiliche e accessibile anche su Apple Books e Android: cinque capitoli che raccontano le origini del complesso e la figura di Paolino, le radici del Cristianesimo, la scoperta archeologica e le sue implicazioni storico – artistiche,  gli spolia come segno di transizione e il rapporto tra Nola, cultura e futuro.

Dai testi di San Paolino, cui si deve la trasformazione del sito nel più importante luogo di pellegrinaggio di tutta la cristianità occidentale, è stata liberamente tratta una sceneggiatura per un filmato di 15 minuti, autonomo rispetto al resto dell’eBook, per raccontare quel mondo attraverso la voce di Melania, nobile romana, vicina a lui nella fede.

“Un progetto innovativo che coniuga storia, fede, arte e tecnologia – spiega   Vincenzo Caprio, amministratore unico dell’Agenzia di Sviluppo – un lavoro impegnativo, ma gratificante che ha visto l’Agenzia al centro di una rete istituzionale e promotrice di una sinergia tra artisti, studiosi, registi ed esperti di nuove tecnologie” .

“Questa iniziativa risponde in pieno alla mission della nostra società, che punta allo sviluppo integrato del territorio, valorizzandone le potenzialità e le specificità per migliorare le condizioni di vita dei nostri concittadini e l’attrattività della nostra straordinaria terra”, aggiunge Giuseppe Caccavale, presidente del Tavolo dei Comuni dell’Agenzia di Sviluppo della quale fanno parte 18 amministrazioni comunali e la Città Metropolitana di Napoli.

“Progetto ambizioso e innovativo che rappresenta un deciso passo in avanti lungo la strada della valorizzazione delle Basiliche Paleocristiane, sito di grande pregio che merita di essere conosciuto ben oltre i confini regionali. È per questo che ringrazio l’Agenzia di Sviluppo per l’originale intuizione e il consigliere regionale Giuseppe Sommese che si è prodigato per favorire il sostegno della Regione Campania verso una iniziativa che potrà moltiplicare la conoscenza del nostro meraviglioso complesso. Dal canto nostro continueremo ad appoggiare ed a promuovere con convinzione ogni attività di rilancio che persegua l’obiettivo della crescita di Cimitile e dell’intero territorio”, sottolinea poi  il sindaco di Cimitile Filomena Balletta, partner del progetto Stargate.

“Essere riusciti a garantire il sostegno della Regione a questo progetto è motivo di grande soddisfazione, per me doppio perché sono proprio di Cimitile. Il mio impegno è da sempre rivolto a promuovere la cultura e le tante vocazioni che caratterizzano l’intero territorio regionale, convinto che solo valorizzando le nostre identità si possa generare crescita e sviluppo. In questo contesto le Basiliche Paleocristiane di Cimitile entrano a pieno titolo come patrimonio unico, che merita di essere riconosciuto e raccontato ben oltre i confini locali”, evidenzia infine  Giuseppe Sommese, consigliere regionale e presidente della Prima Commissione.

Brucia viva la madre perchè ha un nuovo compagno

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Ad Afragola è stato arrestato un uomo di 37 anni con l’accusa di aver ucciso la madre dandole fuoco

I fatti risalgono al 31 luglio, quando la donna era stata ricoverata per ustioni di terzo grado su quasi tutto il corpo. Purtroppo la donna non ce l’ha fatta ed è morta il 15 agosto.

In un primo momento, da parte degli inquirenti, c’è stata l’ipotesi di un suicidio.

Questa ipotesi nasce dai fatti riscontrati dai vigili del fuoco nel momento del soccorso. Infatti, intervenuti sul posto, nell’abitazione avevano trovato solo il figlio che aveva dichiarato di aver cercato di salvare la madre tentando di spegnere le fiamme.

A seguito di diverse indagini effettuate dai carabinieri di Afragola, diretti e coordinati dalla Procura di Napoli Nord, è stata ricostruita una dinamica completamente diversa da quella sospettata inizialmente.

Dall’approfondimento investigativo svolto, sono emersi degli indizi che riconducono al figlio 37enne. È emerso che il figlio, legato alla madre da un rapporto morboso e tossico, avrebbe scoperto che la madre aveva iniziato un rapporto sentimentale con un altro uomo e, appresa la notizia, avrebbe provocato la morte di lei gettandole dell’alcol addosso e appiccando il fuoco con un accendino.

I carabinieri della stazione di Afragola hanno quindi eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il figlio della donna con l’accusa di omicidio.

L’indagato è stato sottoposto a una consulenza psichiatrica, dalla quale è stato accertato che l’uomo è capace di intendere e di volere, seppure affetto da schizofrenia paranoidea. Infatti, da anni segue cure farmacologiche mai interrotte.

Accoltellato a Pomigliano d’Arco: è in gravi condizioni

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Ieri sera, intorno alle 22:45, a Pomigliano d’Arco, in particolare a via Nazionale delle Puglie, una lite per motivi di viabilità è degenerata dopo un tamponamento stradale. L’incidente ha coinvolto un’Alfa Romeo 147 e una Toyota Aygo: tra i due conducenti è nata un’accesa discussione, alla quale è rimasto coinvolto anche un uomo che stava uscendo da un bar nelle vicinanze. Il 54enne è stato accoltellato al petto e si trova ora in gravi condizioni all’Ospedale del Mare di Napoli. Secondo le prime informazioni, la vittima sarebbe originaria di Volla, mentre l’aggressore non è stato ancora identificato con certezza; probabilmente ha precedenti penali.

PERstradaPERcaso, lungo le strade di Napoli si respira aria di… carnalità

Riceviamo da Ciro Notaro un nuovo contributo per la rubrica PERstradaPERcaso e pubblichiamo.   PERstradaPERcaso, la rubrica de ” ilMEDIANO.it ” che attraverso i racconti di Ciro NOTARO ci accompagna nei cuori delle nostre tradizioni e culture del passato e riaccende i riflettori sui tesori del nostro invidiato patrimonio. Ricordiamo i racconti-video già pubblicati : – Il Complesso monumentale Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana; – il parco e la Villa Tortora Brayda a Sant’Anastasia; – la villa del I sec. a.c. dell’Imperatore Ottaviano Augusto a Somma Vesuviana; – la rievocazione di un antico mestiere ormai estinto, nel ricordo di PIETRO, ultimo SCIUSCIA’ di Sant’Anastasia, Tutti ripresi dalla esperta mano di Carmine Scognamiglio, youtuber e videomaker per la nostra rubrica. Ma PERstradaPERcaso agli occhi attenti di Ciro, non si ferma a scoperte o rivalutazione del patrimonio storico-culturale, perché la sua fantasia, il suo amore per le nostre origini, il nostro essere potenzialmente unici al mondo per la NAPOLETANITÀ, lo esaltano ed emozionano al pari di una scoperta. In un episodio di cui egli stesso è stato spettatore, il suo estro narrativo ha voluto esaltare al pari della lingua, un sentimento che contraddistingue il nostro popolo, che secondo Ciro, non si impara e non si scopre, ma si pratica e che merita di essere riconosciuto  patrimonio dell’UNESCO proprio come l’amata lingua napoletana…: la Carnalità (***) raccontata da CiroNOTARO A NAPOLI è un sentimento che si pratica ed é qualcosa di più dell’amore…e provo a spiegarlo. È un insieme di sensazioni, un’ alchimia fatale, che non si può chiamare in altro modo. Per rappresentarla  appropriatamente, pensate ad un forte abbraccio, ad un bacio appassionato, ad un bimbo che si addormenta attaccato al seno della mamma… tutte immagini che ci coinvolgono in forti emozioni, ma tanto forti che spontaneamente viene da dire:  “che CARNALITÀ!” e chi la pratica, come diciamo noi nel nostro dialetto: È NU’CARNALE ed assume la max espressività, quando il sentimento è rivolto al PROSSIMO sconosciuto, con gesti di solidarietà, amicizia e disponibilità,  in una parola sola…(come la definisce nostalgicamente mia cugina AnnaMaria(*) : “con carnalita`”, appunto come i personaggi del mio incontro fatto #PerstradaPercaso. Di questo tesoro e della sua rappresentazione, sono stato testimone domenica mattina, durante una passeggiata sul lungomare, quando a fine estate, la voglia di protrarre le vacanze ci conduce,    seguendo un’istinto naturale, verso la magia del mare di via Caracciolo, a godere del panorama e delle ultime giornate di sole o ad essere spettatore come nel mio caso, di un curioso episodio, proprio come nel film di De Crescenzo(**). Un verace episodio di napoletanita’che per intrattenimento, istintivamente, ho deciso di raccontare a ilMEDIANO.it e l’ho intitolato: STI GUAGLIUN, SO’CHIN ‘E  CORE…: SO’CARNAL!!! …e mo`…statem`a’senti: La giornata luminosa, il tepore del sole, il richiamo del mare mi ha indirizzato verso quello che per i napoletani è considerato un punto di incontro, un fiore all’occhiello della città: il lungomare di via Caracciolo, già affollato dalle prime ore del mattino, da giovani in mezze maniche, qualcuno anche in costume e tanti genitori con bimbi a seguito, li, per respirare la salubre aria marina. Che bello pensavo, potersi guardare intorno, pigri, col solo intento di godersi  la famiglia ed una tranquilla mattinata, …quando improvvisamente, un vocio agitato ha attirato la mia attenzione. Un gruppetto di persone tra cui diversi stranieri, che affollano ancora la città, incuriositi, si stringevano intorno ad una mamma e sua figlia adolescente, che disperata piangeva, perché le era caduto lo smartphone in acqua. Poverina la mamma – rassegnata già alla perdita ed al danno – cercava comunque di tranquillizzare ( prima espressione di carnalità verso un familiare ) la figlia, promettendole un nuovo cellulare: “NUN TE PREOCCUPA`” diceva “MAMMA’ TE N’ACCATTA NAT!” … questo ascoltavo, quando si è sovrapposta una voce: “MA CHE` SIGNO’, VO’RECUPERAMM NUJE “…in risposta alla signora ( seconda espressione di carnalità verso il prossimo ) e dal gruppetto si sono staccati due ragazzi, che senza esitare si  sono svestiti e con i soli boxer, un tuffo e già in mare, tra lo stupore di noi tutti. Un paio di immersioni in due metri d’acqua e sono riapparsi col telefonino grondande e un largo sorriso di soddisfazione. Spontaneamente, in un attimo,  è partito l’applauso di tutti gli spettatori che oramai vivevano personalmente la sciagura della signora e tra la meraviglia di turisti e stranieri, lo stupore della mamma e  la gioia della ragazza, gliel’hanno riconsegnato. Applausi e pacche sulle spalle li hanno accompagnati sino al muretto dove avevano adagiato i pantaloni e mentre si rivestivano non ho  potuto (è stato cchiu’ fort ‘e me ) esimermi dal ringraziarli personalmente, PER LA LEZIONE DI DISPONIBILITÀ CHE AVEVANO  DATO. “LA VOSTRA CARNALITÀ” – ho detto loro – “ COME  RICORDO DI NAPOLI, GIRERÀ PER IL MONDO INTERO, NEI RACCONTI DEI TURISTI che vi hanno ripreso e sono stati spettatori, DI UN MERAVIGLIOSO  SPETTACOLO DI VITA che, non essendo avvezzi, avranno forse difficoltà a descrivere” . Nel salutarli, non ho potuto fare a meno di abbracciarli forte, ben fiero di essere  NAPOLETANO !!! Ciro NOTARO autore solidale al progetto LEGATIalFILO©` a favore dell’OSPEDALE SantoBono di Napoli Ringrazio: – il direttore Carmela D’AVINO che nel suo giornale, mi offre spazi solidali per i progetti che curo; – Carmine SCOGNAMIGLIO per i VideoClip di copertina https://youtube.com/@carmine-scognamiglio?si=TJEZqYlVTIjVstRb è il canale youtube “BORGHI in pillole in CAMPER.” a cui potrete, se vi va` iscrivervi. Note: (***)(Cit. Ciro Notaro) “A Napoli non é una novita’, che si disegna un cuore e sotto si scrive …CARNALITA’.” (**)Luciano De Crescenzo noto scrittore, regista e attore Napoletano. Così parlò Bellavista é un suo film del 1984…tratto dall’omonimo romanzo. (*)AnnaMaria Caramiello, mia cugina che vive a MILANO col suo gran cuore NAPOLETANO.

Somma Vesuviana, Rianna denuncia irregolarità: il Consiglio resta in silenzio

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In Consiglio comunale a Somma Vesuviana la seduta del 24 settembre si è aperta con una comunicazione fuori dall’ordine del giorno da parte del consigliere Salvatore Rianna. Documenti alla mano, Rianna ha denunciato gravi irregolarità nell’affidamento del servizio di notifiche alla ditta Pi Parking, una vicenda che lui stesso aveva già sollevato nel luglio scorso. Secondo quanto esposto, la società sarebbe stata ammessa nonostante requisiti mancanti, omissioni di dichiarazioni obbligatorie e domanda presentata oltre i termini previsti, senza che il Comune verificasse l’effettiva idoneità. A questo si aggiunge un’altra anomalia: la gara, dal valore di 39mila euro, è stata bandita senza copertura economica completa, dato che in bilancio erano disponibili solo 25mila euro. Per Rianna si tratta di un fatto “gravissimo”, soprattutto perché la società, al 24 settembre, non risulta ancora autorizzata allo svolgimento dell’attività. A rendere ancora più pesante la denuncia è il riferimento al comandante della polizia municipale, già finito al centro delle polemiche l’anno scorso per la vicenda del doppio stipendio. Ma ciò che ha colpito maggiormente è stato il seguito: nessuna reazione, nessun sostegno, solo silenzio da parte dell’intero Consiglio. Rianna è rimasto isolato nella sua denuncia, in un’aula ammutolita di fronte a presunte omissioni e responsabilità pesanti. Ora la questione si sposta sul piano politico: cosa farà l’assessore alla Legalità, Crescenzo De Falco? Dalle sue parole e dalle decisioni degli organi sovracomunali ci si aspetta una risposta netta, perché – come ha sottolineato Rianna – “di fronte a errori e omissioni non può esserci silenzio”.

Proiettile a don Maurizio durante Messa, arrestato anziano

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Un uomo di 75 anni, Vittorio De Luca, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Caivano e del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, con il supporto nella fase esecutiva degli agenti della polizia, dopo aver consegnato a don Maurizio Patriciello domenica mattina, durante la celebrazione della messa nella parrocchia dei Santa Apostoli di Caivano, un fazzoletto contenente un proiettile calibro 9×21. L’anziano, che risulta già noto alle forze dell’ordine, era entrato in chiesa per prendere parte alla funzione e si era messo in fila per ricevere l’ostia. Proprio in quel momento ha estratto il fazzoletto con all’interno la pallottola, consegnandolo al sacerdote. Immediato l’intervento della scorta del parroco e dei militari presenti sul posto, che lo hanno bloccato e trasferito in caserma. Il 75enne dovrà ora rispondere del reato di atti persecutori aggravati dal metodo mafioso nei confronti di don Patriciello, da anni impegnato in prima linea nel denunciare le infiltrazioni criminali, le ecomafie e gli interessi illeciti nei territori della Campania. Lo stesso sacerdote ha commentato con amarezza l’accaduto ai microfoni del Tgr. “Perché questo gesto?” ha chiesto con voce scossa. “È stato un gesto forte e per me anche doloroso, perché la messa delle 10 è la messa dei bambini e per me i bambini sono un sacramento”. Le parole di don Patriciello riflettono non solo il dolore personale, ma anche la consapevolezza che si tratti di un avvertimento dal significato ben preciso. “Bisogna vedere chi lo ha mandato e perché, questa è la cosa importante”, ha sottolineato.

Terzigno, 65enne disperso tra i boschi del Vesuvio: salvato dopo ore di paura

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  Terzigno – Quella che doveva essere una semplice passeggiata in natura si è trasformata in un incubo per un uomo di 65 anni di Terzigno. Nella mattinata di ieri, durante un’escursione nella Riserva Forestale Tirone – Alto Vesuvio, il pensionato ha perso l’orientamento ed è rimasto intrappolato in un’area impervia, resa ancora più pericolosa dai devastanti incendi dell’estate scorsa.   A dare l’allarme è stato l’amico che era con lui: intorno alle 9.45 ha contattato i Carabinieri di Terzigno, segnalando la scomparsa del compagno tra i sentieri che collegano Terzigno a Boscotrecase. Immediatamente è stato attivato il piano di soccorso, con l’intervento dei Carabinieri Forestali, dei Vigili del Fuoco e del personale della Riserva, coordinati dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Caserta, guidato dal Tenente Colonnello Marilena Scudieri.   La zona in cui il 65enne si era smarrito si trova a est della storica Strada Matrone, un percorso oggi segnato dalle cicatrici degli incendi: alberi bruciati, terreno instabile e pochi punti di riferimento, un paesaggio fragile che mette a rischio chi lo attraversa.   Tre squadre di operai forestali, guidati da un caposquadra esperto, si sono addentrati tra rovi e vegetazione fitta. Dopo circa un’ora di ricerche, hanno individuato l’uomo, esausto e con lo smartphone inutilizzabile a causa della mancanza di segnale. Grazie alla conoscenza approfondita del territorio, i soccorritori sono riusciti a raggiungerlo senza ricorrere all’elicottero – già pronto a intervenire – e lo hanno affidato al personale sanitario per le cure del caso.   Il lieto fine non cancella però le preoccupazioni. L’episodio mette in evidenza i rischi generati dai roghi che hanno devastato il Parco del Vesuvio: vaste aree un tempo meta di tranquille passeggiate oggi risultano instabili e insidiose, con pericoli di frane e smottamenti. Ciò che fino a pochi mesi fa appariva come una normale escursione si è trasformato in una disavventura che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.  

Wellness and Health, i rischi del digiuno intermittente

Negli ultimi anni si è diffusa la pratica di consumare solo colazione e pranzo, eliminando la cena. Questa variante del digiuno intermittente viene proposta come strategia per perdere peso, “disintossicarsi” o migliorare il metabolismo. Ma i dati scientifici indicano che ridurre i pasti a due al giorno non è privo di rischi, soprattutto se adottato come abitudine a lungo termine. Le evidenze dalla ricerca che la Dott.ssa Teresa Esposito espone sono le seguenti.

Sindrome metabolica e diabete

Studi condotti su migliaia di adulti (Nutrients, PMC10173485) mostrano che chi mangia due soli pasti principali ha una maggiore probabilità di sviluppare sindrome metabolica, con glicemia più alta, trigliceridi elevati e colesterolo HDL ridotto.

Lo studio Association of main meal frequency and skipping with MetS (Park et al., 2023) ha analizzato 22.699 adulti coreani (KNHANES), classificandoli in gruppi con 1, 2 o 3 pasti principali al giorno. Hanno trovato che, rispetto a chi mangiava 3 pasti, gli uomini che mangiavano 2 pasti avevano un odds ratio di 1,16 per avere la sindrome metabolica (IC 95%: 1,01–1,33).

In quella stessa ricerca, le donne che sal­tavano la colazione (uno dei pasti “principali”) presentavano un rischio maggiore di avere glicemia a digiuno elevata (OR 1,18, IC 95% 1,02-1,35) e trigliceridi elevati (OR 1,19, IC 1,02-1,39).

La review Meal Timing, Meal Frequency and MetabolicSyndrome (Alkhulaifi & Darkoh, 2022) discute come abitudini di pasto, frequenza e “saltare pasti” siano associate a sindrome metabolica, diabete e malattie cardiovascolari (pur evidenziando che molte prove sono ancora osservazionali)

Il Grasso pancreatico è un elemento importante da considerare per lo stato di salute.

Un trial clinico (PMC9490586) ha evidenziato che il regime a due pasti può favorire l’accumulo di grasso intrapancreatico, condizione che compromette la funzione delle cellule beta e aumenta il rischio di diabete.

Lo studio Consumption of two meals per day is associated with increased intrapancreatic fat deposition in patients with type 2 diabetes (Niki et al., 2022) ha valutato retrospettivamente 185 pazienti con diabete, quantificando il grasso intrapancreaticotramite TAC (P – S). Dopo aggiustamento per età, sesso, HbA1c e BMI, chi consumava solo 2 pasti al giorno mostrava deposizione di grasso intrapancreatico significativamente maggiore rispetto a chi consumava 3 pasti (p = 0,02).

Gli autori discutono che l’“ectopic fat accumulation” (depositi di grasso in organi come pancreas, fegato) è correlato alla resistenza insulinica e al deterioramento della funzione delle cellule beta.

Inoltre la Mortalità cardiovascolare:

Una vasta indagine epidemiologica (Elsevier, 2022) ha associato la riduzione dei pasti principali a un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause, in particolare per malattie cardiovascolari.

Alterazioni della glicemia

Saltare un pasto centrale della giornata provoca picchi glicemici più elevati nel pasto successivo (Nutrition & Metabolism), segno di una risposta insulinica meno efficiente.

Ma ci sono anche Gli effetti nascosti :

La riduzione sistematica dei pasti non influisce solo sui parametri metabolici. Periodi quotidiani di digiuno prolungato determinano un aumento del cortisolo, l’ormone dello stress, e alterano i segnali di fame e sazietà (leptina e grelina).

Il risultato può essere un aumento della fame, maggiore desiderio di cibi ad alta densità calorica, irritabilità e disturbi del sonno.

Inoltre, mangiare solo due volte al giorno riduce le occasioni per assumere nutrienti fondamentali – proteine, fibre, vitamine e minerali – esponendo a carenze nutrizionali se i pasti non sono pianificati con estrema attenzione.

La Dott.ssa Teresa Esposito ci illustra attraverso evidenze di lavori scientifici pubblicati su importanti e accreditate riviste internazionali come per esempio lo studio prospettico MealSkipping and Shorter Meal Intervals Are Associated with Increased Risk of All-Cause and Cardiovascular Disease Mortalityamong US Adults (2022) ha seguito 24.011 adulti statunitensi (età ≥ 40 anni). Rispetto a chi consumava 3 pasti al giorno:

Mangiare 1 pasto al giorno era associato a HR = 1,30 (IC 95% 1,03-1,64) per mortalità totale e HR = 1,83 (IC 95% 1,26-2,65) per mortalità cardiovascolare.

Saltare la colazione era associato a HR = 1,40 (IC 95% 1,09-1,78) per mortalità cardiovascolare rispetto a chi non la saltava.

Saltare pranzo o cena era associato a HR = 1,12 (IC 95% 1,01-1,24) per mortalità totale (saltare pranzo) e HR = 1,16 (IC 95% 1,02-1,32) per mortalità totale (saltare cena).

Una review recente sul digiuno intermittente / eating window(time-restricted eating) ha messo in luce un’analisi osservazionale (in abstract) che ha trovato un’associazione tra finestre alimentari ristrette (≤ 8 ore) e un rischio più elevato di mortalità cardiovascolare (ma con molteplici limiti): Intermittent FastingStudy Sparks Debate Over Increases in CV Mortality (2024)

Lo studio “Does Skipping Breakfast Matter in Non–Insulin-Treated” (JWatch summary, 2015) suggerisce che saltare la colazione può influenzare il controllo glicemico anche in pazienti non in terapia insulinica.

Nella review Meal Timing, Meal Frequency and MetabolicSyndrome, gli autori menzionano che alterazioni nella distribuzione dei pasti possono influenzare l’omeostasi glicemica, la risposta insulinica e la sensibilità all’insulina, anche tramite meccanismi crononutrizionali.

Anche in Effect of skipping breakfast on cardiovascular riskfactors (Yu et al., 2023) si discute come saltare la colazione sia associato a peggiori profili glicemici, resistenza insulinica e fattori di rischio cardiovascolare.

Mangiare solo due volte al giorno non è strategia universale: qualità + distribuzione dei pasti sono più importanti”

La review Dietary Strategies for Metabolic Syndrome (Castro-Barquero et al., 2020) afferma che le modifiche dello stile alimentare (qualità dei cibi, modelli dietetici come dieta mediterranea / DASH) sono le strategie principali nel trattamento della sindrome metabolica, piuttosto che diete drastiche con forte restrizione dei pasti.

La review Meal Timing, Meal Frequency and MetabolicSyndrome discute che la frequenza e il timing dei pasti devono essere contestualizzati alla qualità della dieta, al carico glicemico, ai bisogni individuali.

L’analisi della Dott.ssa Esposito

“La qualità e la distribuzione dei pasti sono elementi chiave per il benessere metabolico”, sottolinea la Dott.ssa Teresa Esposito.

“Saltare la cena sporadicamente non rappresenta un problema, ma farne una regola può favorire squilibri nutrizionali, alterazioni ormonali e aumentare il rischio cardiovascolare.

Ogni piano alimentare deve essere personalizzato, monitorato e basato su evidenze scientifiche”.

Un approccio più sicuro

Il digiuno intermittente può trovare applicazione in specifici contesti clinici, ma la versione “solo colazione e pranzo” non è una strategia universale né priva di effetti collaterali.

Secondo la Dott.ssa Esposito, la scelta più prudente resta una dieta equilibrata e completa, distribuita in almeno tre pasti principali, eventualmente integrata da spuntini, e calibrata sulle esigenze individuali.

Il Messaggio chiave che la Dott.ssa vuole  che passi è che :

L’evidenza scientifica è chiara: la qualità e la regolarità dei pasti contano più della loro drastica riduzione.

Per perdere peso o migliorare la salute metabolica, la strada più sicura passa da un piano nutrizionale personalizzato e supervisionato da professionisti, non da scorciatoie rischiose come saltare sistematicamente la cena o altro pasto.

 

Dottoressa Teresa Esposito, Medico Chirurgo con doppia specializzazione in Nutrizione Clinica e in Biochimica Clinica e Genetica Molecolare, è tra le voci più accreditate nel campo della nutrizione medica.

Ha conseguito un PhD in Scienze Mediche Cliniche e Sperimentali, è docente alla Temple University di Philadelphia e collabora a progetti di ricerca con istituti italiani e internazionali, tra cui la Sbarro Health Research Organization, centro di eccellenza per lo studio del metabolismo, della genetica e delle malattie croniche.

Da anni si occupa di alimentazione e salute metabolica, partecipando a studi clinici su nutrigenetica, regolazione ormonale e prevenzione delle malattie metaboliche.

Il ruolo cruciale dello psico-oncologo per il benessere della persona malata di cancro e dei suoi familiari

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Il cancro è un’esperienza intensamente personale, traumatica e spesso isolante. Per decenni, l’approccio della comunità medica all’oncologia è stato un paradigma radicato quasi esclusivamente nelle scienze biologiche. L’attenzione era rivolta alla malattia come un’entità tangibile, un tumore da rimuovere chirurgicamente, una cellula maligna da colpire con la chemioterapia o la radioterapia. Questa strategia ha portato a notevoli progressi nei tassi di sopravvivenza, tuttavia ha inavvertitamente trascurato una dimensione critica della malattia: la persona che la sta vivendo. Il paradigma contemporaneo riconosce che il cancro non è semplicemente una patologia biologica, ma una crisi sistemica che colpisce l’intero individuo, toccando ogni aspetto della sua esistenza: biologico, psicologico, familiare, sociale, culturale e spirituale.   Una diagnosi di cancro è raramente solo un evento medico; è un cambiamento sismico che altera la vita. Mentre le conseguenze immediate e ovvie sono quelle fisiche—la fatica, il dolore, la nausea, la perdita dei capelli—gli effetti più duraturi e spesso meno affrontati sono quelli psicologici, emotivi, sociali e spirituali. Nel momento in cui una persona sente la parola “cancro”, il suo intero mondo interiore ed esterno viene profondamente scosso. Il suo equilibrio psicologico viene interrotto, il suo panorama emotivo diventa un mare in tempesta, la sua vita sociale può diventare fonte di stress e le sue credenze spirituali sono spesso messe a dura prova. L’esperienza può portare a una crisi fondamentale dell’identità. I piani di una persona, le sue aspirazioni e il suo stesso senso di chi è e chi è destinata a essere vengono improvvisamente messi in discussione. Il sé sano, con la sua chiara traiettoria e aspettative, viene bruscamente sostituito da un “sé paziente” la cui esistenza è ora definita, almeno in parte, da una malattia che mette a rischio la vita. Questo profondo cambiamento crea una forma di dolore anticipatorio, in cui gli individui piangono non solo la potenziale perdita della vita ma anche la perdita del futuro che si aspettavano di vivere. Questo senso di un futuro perduto, e la paura di un presente incerto, è un fattore che contribuisce in modo significativo agli alti tassi di depressione e ansia osservati in questa popolazione. Il cancro ha un profondo effetto a catena sull’intero sistema familiare del paziente. I propri cari vengono immediatamente spinti nel doppio ruolo di caregiver e sistema di supporto emotivo. Questo può creare immensi oneri emotivi e pratici per la famiglia, portando spesso a proprie sfide di salute mentale, esaurimento del caregiver e attriti nelle dinamiche familiari. La malattia del paziente diventa la malattia della famiglia. I dati di recenti studi epidemiologici tracciano un quadro chiaro della prevalenza del Distress Emozionale, un disagio psico-sociale tra i pazienti oncologici. Questo disagio si manifesta lungo uno spettro, che va da quella che potrebbe essere considerata una reazione “normale” a una situazione grave, che include comprensibili fluttuazioni dell’umore, a veri e propri disturbi mentali che richiedono un intervento clinico. Il Distress Emozionale, forma negativa e debilitante di Stress che si manifesta come un’esperienza emotiva spiacevole, caratterizzata da sofferenza, ansia e una sensazione di sovraccarico e incapacità di far fronte alle situazioni è il principale costrutto psicosociale usato per indicare le componenti non somatiche (psicologiche, sociali e spirituali) dell’esperienza della malattia oncologica. Il Distress nei pazienti oncologici è un’esperienza che può influenzare negativamente la capacità di affrontare il cancro, i suoi sintomi fisici e il trattamento e quindi sulla qualità di vita. Inoltre, può influenzare l’adesione ai trattamenti e, di conseguenza, la sopravvivenza.  Il 30-45% dei pazienti sperimenta distress psicologico di grado moderato o severo, esso si esprime su un continuum che va da sentimenti di vulnerabilità, tristezza e rabbia e paura, fino a problemi che hanno come esito la depressione, l’ansia, l’isolamento e le crisi esistenziali e spirituali. (Ziegler, Hill et al., 2011; NCCN Guidelines distress management 2012). La prevalenza di queste condizioni può essere riassunta come segue: Distress emozionale: 50% – 70% Ansia clinicamente significativa ~30% Depressione maggiore 20% – 35% Il Distress Emozionale è considerato come il sesto parametro vitale in oncologia – al pari della temperatura, il respiro, il battito cardiaco, la pressione arteriosa e il dolore (Builtz & Carlson 2006); si evidenzia l’importanza del valore di questo parametro come screening di primo livello per condizioni cliniche gravi e complesse che necessitano di intervento psicologico e in alcuni casi anche di tipo psichiatrico. Il Distress deve essere riconosciuto, monitorato, documentato e trattato in tutte le fasi della malattia. Il NCCN raccomanda di utilizzare una semplice domanda con un test il Termometro del Distress di facile utilizzo e autosomministrato al paziente: “Qual è il tuo distress su una scala da 0 a 10?” Cosa fare? Come affrontare questa complessa problematica? La risposta è: una cura integrale e integrata psico-oncologica. La psico-oncologia è una branca interdisciplinare, nata negli Stati Uniti negli anni 50, presso il Memorial Sloan-Kettering Center di New York (sotto la guida dello psichiatra Sutherland,  che realizza il primo servizio autonomo finalizzato all’assistenza psicologica del paziente affetto da cancro), che si occupa degli aspetti psicologici ed emotivi legati alla diagnosi e alle cure del cancro, supportando pazienti e familiari in tutte le fasi della malattia (diagnosi, trattamento, remissione, cure palliative) per migliorare la qualità della vita, gestire ansia e stress e promuovere un equilibrio complessivo tra mente e corpo. La componente `bio` è il cancro stesso, il tumore, il suo stadio e le manifestazioni fisiche della malattia e del suo trattamento. La componente “psico” comprende il mondo interiore del paziente, i suoi pensieri, le sue convinzioni, le sue emozioni e i suoi meccanismi di coping. Ciò include la sua rappresentazione mentale della malattia, la sua percezione del proprio futuro e l’impatto della malattia sul suo senso di sé. La componente `sociale` riconosce l’ambiente esterno del paziente: la sua famiglia, i suoi amici, la comunità e l’accesso alle risorse. Uno psico-oncologo non si limita a trattare la depressione di un paziente in isolamento; valuta come quella depressione stia influenzando i sintomi fisici del paziente (bio) e le sue relazioni con la sua famiglia e comunità (sociale). La disciplina della psico-oncologia non è, quindi, solo un’aggiunta o un “conforto”. È una componente essenziale della cura oncologica ottimale, spostando la disciplina da un servizio periferico e opzionale a una parte centrale e non negoziabile del piano di trattamento medico. In un modello veramente multidisciplinare, il team di cura—che include oncologi, infermieri, assistenti sociali, dietisti e psico-oncologi—si riunisce regolarmente per discutere il caso di ogni paziente. L’obiettivo finale di questo processo è la “co-costruzione” di un piano di trattamento. Il paziente non è un ricevente passivo della cura ma un partecipante attivo e potenziato nel proprio percorso di trattamento, in un processo decisionale condiviso responsabilizzante, aumentando il senso di autonomia e controllo in una situazione in cui spesso la persona malata di cancro si sente solo e impotente. Dott. Giuseppe Auriemma Medico Psichiatra Psicoterapeuta, ASL NA 1 Centro Psico-Oncologo Coordinatore SIPO (Società Italiana di Psico-Oncologia) Se