Ottaviano, Nola, Giugliano e Torre d. G., truffe e scarsa igiene: le operazioni dei NAS

Ecco i risultati dei principali controlli effettuati dai Carabinieri del NAS di Napoli con l’appoggio dei rispettivi reparti del Comando Provinciale di Napoli:

Ottaviano, via Ferrovia dello Stato: nel corso di accertamenti sulla commercializzazione on line dei confetti prodotti con mandorle siciliane, confezionate con il marchio del relativo “consorzio per la tutela e il miglioramento della filiera”, è stato segnalato alle competenti autorità, dai Carabinieri del NAS di Napoli, F.C., di 28 anni. L’uomo, in qualità di legale rappresentante di una società operante nello specifico settore, nonostante fosse ovvio che la sua attività gli imponesse di conoscere l’esistenza del marchio del consorzio di tutela, ha ugualmente messo in vendita confetti alla mandorla con questo marchio pur non essendo affiliato al consorzio. F.C. con questa condotta fraudolenta ha dunque carpito la buona fede dei consumatori sull’origine, sulla provenienza e sulla qualità del prodotto.

Agerola, via delle ex Sorgenti: militari del NAS di Napoli hanno effettuato un’ispezione igienico sanitaria presso un caseificio estendendo il controllo all’impianto frigorifero dell’azienda. Al termine  del controllo i carabinieri hanno proceduto alla chiusura amministrativa di un cassone coibentato di un automezzo, parcheggiato sul posto e non marciante, contenente “cagliata” di provenienza lituana. Il cassone era collegato, tramite tubazioni per il convogliamento di aria fredda, ad una cella frigo prefabbricata ma messa in funzione in assenza del riconoscimento e dell’approvazione da parte delle Regione Campania del progetto di implementazione di una nuova linea tecnologica.

Giugliano in Campania, via Roma: i Carabinieri del NAS hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un’attività di ristorazione veloce/take way al termine  della quale hanno disposto i seguenti provvedimenti :

  • sequestro amministrativo di 15 kg di prodotti alimentari ittici e carnei tra cui cotolette di carne impanate, salsicce, hamburgher congelate, cibi risultati privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilita’ alimentare;
  • diffida alla parte circa a carenze igienico-sanitarie e documentali riscontrate relative agli/alle ambienti/aree per lo svolgimento dell’attivita’;

San Gennaro Vesuviano: i Carabinieri del NAS di Napoli, al termine di verifiche igienico sanitarie e documentali in una pizzeria hanno riscontrato delle non conformita’ strutturali sanabili con prescrizioni e hanno appurato altresi’ che la parte utilizzava abusivamente un locale di circa 30 mq come deposito alimenti, non conforme sotto il profilo sanitario. Si è quindi proceduto alla chiusura amministrativa del locale.

Nola, via Variante 7 bis: presso un pub i militari del NAS di Napoli, alla fine di un’ispezione igienico sanitaria, hanno proceduto alla chiusura di un locale adibito ad attività di deposito per alimenti, in quanto caratterizzati da rilevanti carenze igienico sanitarie. Il deposito era stato attivato  abusivamente.

Torre del Greco, via Nazionale: i militari del NAS di Napoli hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un ristorante al termine della quale hanno proceduto all’immediata sospensione/chiusura amministrativa dell’intera attivita’, risultata in pessime condizioni igienico-sanitarie, strutturali e priva dei requisiti minimi di cui alla normativa vigente. Nel corso del controllo i militari hanno proceduto al sequestro amministrativo di 400 kg circa, di prodotti alimentari per i quali il ristoratore non e’ stato in grado di fornire documentazioni utili alla rintracciabilita’ alimentare.

 

“I fagioli con le cotiche”: “il piatto” che augurava una “bbona vennegna” nelle masserie vesuviane dell’Ottocento

0

Le notizie fornite dai professori dell’Istituto Agrario di Portici, e il valore simbolico della cotica e dei fagioli. I fratelli Scala, grandi produttori di vino dell’ultimo Ottocento, e il loro “lacryma spumante” fatto con le uve di Terzigno e di Bosco e premiato dal re Umberto I. Perché i Medici non misero in vendita il loro “lacryma spumante”, creato prima dello spumante degli Scala. Perché la “vecchia camorra” disprezzava le “parmigiane” e i “fagioli con le cotiche”?

 

Ingredienti  (4 persone): gr. 350 di fagioli “cannellini” secchi;  gr. 150 di cotica; 1 osso di prosciutto a cui “è attaccata” un po’ di carne; gr. 350 di polpa di pomodoro; 1 spicchio d’aglio; 1/4 di cipolla; olio, un rametto di rosmarino, prezzemolo, basilico, sale e pepe. Fate lessare i fagioli  nell’acqua, lievemente salata, con il rametto di rosmarino e con l’osso di prosciutto sbollentato; intanto passate alla fiamma la cotenna, per liberarla dai peli, sbollentatela, asciugatela, tagliatela in pezzi quadrati di 4-5 cm. e mettetela a cuocere in una piccola casseruola, a fuoco moderato, dopo averla copiosamente ricoperta di acqua fredda. In un tegame fate dorare, nell’olio, il trito di aglio, cipolla e basilico, versate la polpa di pomodoro passata al setaccio, condite con il sale e con il pepe appena macinato e fate cuocere, a calore moderato, per una ventina di minuti. Poi sgocciolate i fagioli ben cotti, metteteli in un tegame con la salsa, aggiungete la cotenna e la carne portata via dall’osso di prosciutto e tagliata in piccoli pezzi, lasciate che il tutto si insaporisca, a calore moderato. Il “piatto “ va servito “caldissimo” ( la ricetta è di Domenico Manzon).

 

Tre grandi esperti dell’agricoltura vesuviana dell’ultimo Ottocento, Orazio Comes, Francesco Rossi e Luigi Savastano, ci raccontano che durante la vendemmia i proprietari dei grandi vigneti e delle “officine enologiche” vesuviane  alle “opere” che lavoravano in vigna e in cantina offrivano, a pranzo, “i fagioli con le cotiche”: un  “piatto” che era, contemporaneamente, “un primo” e “un secondo”.ll Rossi ricorda anche che i canti che i vendemmiatori intonavano contro il malocchio e contro l’invidia, dei vicini e dei passanti, e che appartenevano a una tradizione assai antica: è lecito supporre che anche questo particolare “piatto” abbia svolto una funzione propiziatoria. Da sempre il maiale è associato all’ immagine della buona fortuna e della ricchezza, ma anche i fagioli erano e sono il segno dell’abbondanza: le “fattucchiare” se ne servivano nelle “fatture” matrimoniali e i fagioli sono “sacri” perché hanno salvato il mondo contadino dalla fame. In alcune lingue territoriali  il termine “ fagiolo” indica la moneta. Del ricco si dice che “tiene parecchi fagioli”. Comes e Rossi citano il “piatto” come protagonista della vendemmia  nei vigneti dei Bifulco di Terzigno e di Francesco Caracciolo di Torchiarolo, che nel 1877 aveva fondato, a Pollena, la casa enologica “Chateau La Vigne”, e aveva usato la denominazione francese non per sciccheria, ma perché in Francia vendeva la maggior parte del suo “lacrima”.

Luigi Savastano, invece, parlò dei “fagioli con la cotica” delle vendemmie di Giovanni, Raffaele e Vincenzo Scala, titolari della ditta “Giuseppe Scala”.  Nel 1890 gli Scala tennero, nell’ “officina” di Resina – avevano “officine” anche a Torre del Greco e a Castellammare – una “festa enologica” per celebrare il “battesimo” di una assoluta novità, il “Lacryma Christi spumante”. Parteciparono alla “festa” gli imprenditori Meuricoffre e Kaden, il prof. Oreste Bordiga, e, per il “ Comizio Agrario” di Castellammare, il presidente Fedele De Siervo e i consiglieri Spinelli e Savastano, il primo conte, l’altro professore.  Agli invitati uno dei fratelli Scala spiegò  che per il loro “lacryma spumante” avevano usato uve rosse di Bosco e di Terzigno, insuperabili per il colore e per il profumo dei loro succhi, e avevano impiegato “ il vero processo di sciampagnizzazione del vino e non l’immissione forzata di acido carbonico, che fa del vino una gassosa qualunque, più o meno buona”. Dopo i discorsi ci fu una “lauta refezione”: e Luigi Savastano, che è stato uno dei primi a studiare il  “connubio” tra vini e piatti, raccontò che gli Scala avevano impreziosito la “refezione” con “ alcune parmigiane”, fatte con gli ortaggi delle loro masserie, e con le “braciole al forte” dei maiali di razza York che essi allevavano  in un “angolo remoto” dell’immensa “villa” di Resina. “Parmigiane” e braciole di carne di maiale “al forte”: i fratelli Scala non nascondevano la loro predilezione per piatti capaci di spegnere gli sguardi dell’invidia.  Nel dicembre del 1890 agli Scala venne assegnato il robusto premio che re Umberto I aveva promesso al viticultore che avesse creato un “vino spumante”.

Oggi possiamo dire, sulla base dei documenti, che  almeno  venti anni prima gli enologi francesi chiamati in Italia da Giuseppe IV Medici avevano creato un “lacryma spumante” di buona qualità, ma è probabile che il Medici non l’abbia messo in commercio per non creare un caso di guerra con i suoi amici di Borgogna.

Anni fa, un “cavallaro” di Marigliano, amico dei miei zii, mi disse che i “camorristi del vecchio stampo” non gradivano, anzi disprezzavano apertamente, chi mangiava parmigiane e fagioli con le cotiche,  senza la pasta e con la pasta. Lo disse sospirando, come se stesse svelando un arcano. Le carte degli archivi mi hanno, forse, spiegato il perché del disprezzo. Ma lo spazio è finito, e il tema è lungo. Alla prossima.

 

A questo punto il sindaco di Ottaviano ha il dovere di aprire e “attrezzare” il sentiero n.1 fino al cratere del Vesuvio….

0

Gli Ottavianesi devono tornare non “in” Montagna, ma “alla” Montagna. Le polemiche per lo slalom automobilistico. Tre ordini di ragioni impongono la sistemazione e l’apertura del sentiero n.1 che da Ottaviano sale al cratere del Vesuvio: le ragioni dell’equità, le ragioni del sistema economico- sociale ottavianese, le ragioni “sentimentali” della storia del territorio. La  cultura dell’ambiente nel “capitolato” ottajanese del 1661 e nel decreto del 7 settembre 1756  con cui Carlo di Borbone istituì la “Riserva del Vesuvio”.

 

Non entro nel merito “giuridico” della polemica suscitata dallo slalom automobilistico che è andato in scena domenica, su un tratto della strada su cui si gioca la solita telenovela italiana del cumulo di “autorità”. Il dibattito “giuridico” lo lascio ai giuristi: io chiedo lumi alla logica aristotelica che, diceva Hume, è lo strumento più alto e più sicuro del ragionare. E quella logica mi dice che il tratto di strada su cui si è svolta la gara è aperto al traffico, a ogni modo e misura di traffico, in ogni ora del giorno: se i padroni delle cento auto più inquinanti decidessero di guidarle, ogni giorno, in corteo fino alla “sbarra”, e poi di riportarle giù, e poi di ritornare su, non troverebbero ostacoli. Ora, il sindaco di Ottaviano sa che la decisione di domenica non può restare un atto isolato, una “prova di forza”: di “prove di forza”, in verità, non se ne sente il bisogno. Le comunità vesuviane chiedono alle istituzioni chiarezza, concretezza e, soprattutto, coerenza. Il sindaco di Ottaviano ha l’obbligo di dare un significato politico alla ponderata decisione di far correre le automobili: e il significato politico può venire solo dall’ adozione, altrettanto ponderata, degli atti necessari per eliminare, come elemento oggettivo e come simbolo, la famosa “sbarra” che blocca a un certo punto la strada montana, e per aprire il sentiero che le carte pubblicate dall’Ente Parco del Vesuvio classificano come sentiero n. 1 (vedi foto in appendice).. Aprirlo, metterlo in sicurezza, dotarlo di quelle strutture e di quei sistemi di servizio e di comunicazione che sono stati già sperimentati a Ercolano e a Boscoreale e che garantiscono l’afflusso di turisti, la sostanziale sicurezza dei loro movimenti, la tutela dell’ambiente.

Tre ordini di ragioni chiedono questa risoluzione. Il primo ordine è dettato dal principio dell’equità, che impone alla politica di distribuire obblighi e privilegi con un equilibrio sistematico. E dunque anche Ottaviano ha il diritto di confrontarsi con la cultura dell’ambiente nei termini consentiti ad altri Comuni, ai quali dovrà essere concesso di sperimentare, a loro volta, il rigore e le “sbarre” che alla nostra comunità viene chiesto di usare nel tutelare il sonno degli uccellini: che, ovviamente, è un compito prestigioso. Il secondo ordine di ragioni è strettamente legato allo “stato” dell’economia ottavianese, che non è uno “stato” entusiasmante. Lo dissi quando venne ufficialmente consacrata, nella Valle delle Delizie, la grotta alla Madonna di Lourdes, e l’ho scritto anche sul nostro giornale: la Montagna, l’apertura e la sistemazione del sentiero n.1, la riorganizzazione dei sentieri interpoderali e un calendario di eventi che abbiano come “palcoscenico” non solo il Palazzo Medici, ma anche piazze, cortili e palazzi dei due centri storici di Ottaviano costituiscono l’ultima speranza per le attività commerciali del Centro Abitato, e l’ultimo tentativo per arginare una drammatica crisi sociale.  Il terzo ordine di ragioni sembrerà il più debole, ma certamente solleciterà l’attenzione del sindaco avv. Luca Capasso, di cui tutti conosciamo il temperamento “sentimentale”. La Montagna è il principio della storia della nostra città: con le vigne, con gli alberi da frutta, con le selve, con il fascino dei suoi luoghi e dei suoi misteri, con la suggestione del sacro. Per secoli la Montagna ha dato agli Ottajanesi cibo, erbe medicamentose, la legna per accendere il fuoco, ma anche regole di comportamento, il sentimento dell’identità, e la consapevolezza di quanto sia importante il ruolo della comunità.

Gli Ottavianesi devono ritornare non “in” Montagna, ma “alla” Montagna. Il ritorno “alla” Montagna può aprire, nella nostra storia, un capitolo nuovo, fatto anche di memorie del passato.

A proposito di memorie del passato. Sarebbe interessante leggere i provvedimenti che adottarono, per tutelare la “natura della Montagna”, gli amministratori di Ottajano e i Medici. In un “capitolato” del maggio 1661, e le disposizioni che Carlo di Borbone inserì nel decreto del 7 settembre 1756, con il quale egli istituiva la “Riserva del Vesuvio”.

Forse la cultura dell’ambiente non l’ ha inventata tutta il nostro tempo….

Somma Vesuviana, il Vescovo di Nola trasferisce Don Ciro Toscano a Marigliano

Nonostante il malcontento dei fedeli e una lunga raccolta di firme per evitare lo spostamento, il parroco Don Ciro Toscano della Parrocchia di San Michele Arcangelo sarà trasferito il 1°novembre alla Chiesa del Sacro Cuore di Pontecitra nella Città di Marigliano. 

In sostituzione di Don Ciro Toscano, la cura pastorale della parrocchia di San Michele Arcangelo sarà affidata al Rev. Don Nicola De Sena, finora vicario parrocchiale a Santa Maria La Nova in Sant’Anastasia. “Ho amato e amerò per sempre questa Comunità, dove ho mosso i miei primi passi sacerdotali, afferma Don Ciro visibilmente commosso. Sebbene la vita mi abbia riservato poco tempo per stare insieme a questa formidabile famiglia di fedeli, porterò per tutta la vita con me l’amore e l’affetto che mi ha saputo riservare dal primo giorno”. Originario di Pomigliano d’Arco e ordinato sacerdote il 19 marzo 2018 a Nola dal Vescovo Francesco Marino, Don Ciro era arrivato a Somma Vesuviana in qualità di vicario coadiutore di Don Paolo Di Palo il 26 marzo 2018. La sua prima messa in città fu celebrata nella monumentale Chiesa di San Domenico. La notizia, purtroppo, che ha colto tutti i fedeli di sorpresa, è stata data in questi giorni. Dopo la morte di Don Paolo Di Palo, Don Ciro Toscano era entrato prepotentemente nel cuore di tutti i fedeli, continuando ammirevolmente l’opera del suo predecessore. Hanno lottato fino alla fine i parrocchiani per mantenere il parroco, apprezzato per la sua umiltà, umanità, sensibilità e soprattutto per il trasporto emotivo nelle celebrazioni eucaristiche. Una decisione che ha amareggiato molto i fedeli che stavano instaurando un bel rapporto con il nuovo sacerdote, giovane e pieno di iniziative. La comunità aveva raccolto, addirittura, numerosissime firme con una lettera di motivazione affinché fosse rivista la decisione di spostarlo. Ma niente da fare: la decisione di Sua Eccellenza Mons. Marino è stata irremovibile.

DEMA aeronautica: l’allarme dei sindacati

0

Si affacciano di nuovo paure occupazionali sulla DEMA aeronautica, lo stabilimento di via San Sossio che conta circa 400 dipendenti. Ieri la rsu di fabbrica ha annunciato un confronto con l’azienda la cui data però non è ancora stata fissata o almeno non è stata resa nota nel messaggio dei delegati di stabilimento di Fim, Fiom e Uilm. A ogni modo la rsu si dichiara preoccupata circa il prossimo faccia a faccia sul piano industriale dello stabilimento che produce componenti aeronautici. “Impediremo che qualsiasi problema venga scaricato sui lavoratori”, l’avvertimento dei sindacati metalmeccanici, che lamentano una serie di responsabilità aziendali nella gestione di questa fase. Come per esempio “i mancati investimenti”, “l’assenza di segnali di discontinuità e di un piano industriale e non finanziario”. DEMA non ha solo lo stabilimento di Somma Vesuviana. Ha un altro sito a Brindisi dedicato alle produzioni aeronautiche militari, uno a Paolisi, in provincia di Benevento, e un quarto in Canada. Due anni fa il tribunale ha approvato un concordato per la ristrutturazione di un debito di circa 100 milioni, un piano di risanamento finanziario favorito dall’ingresso nella società di un fondo internazionale.

Sabato in via dall’Università la presentazione del libro ” Portici lapidaria”

La comunità dei Frati Minori Conventuali invita la cittadinanza alla presentazione del libro Portici lapidaria di Stanislao Scognamiglio che si terrà sabato 5 ottobre alle ore 20 nella Sala Massimiliano Kolbe alla via dell’Università n. 74.

Oltre all’autore, alla presentazione saranno presenti padre Oreste Maria Casaburo, la professoressa Giuseppina Scognamiglio, la giornalista Tonia Ferraro.

Il dibattito sarà moderato dal giornalista Maurizio Longhi.

Portici lapidaria è un modo insolito di raccontare la storia di Portici. Partendo infatti dalle lapidi e iscrizioni dedicate a personaggi che in qualche modo hanno inciso sulla vita cittadina, l’autore Stanislao Scognamiglio ha raccolto queste testimonianze “di pietra”. Con certosino lavoro è giunto a “ritroso” al racconto della vita dei protagonis, di eventi naturali e degli avvenimenti della storia di Portici, a carattere sociale, politico, clericale.

Nel volume l’autore ha riportato «… il testo dell’iscrizione, dando voce ai documenti … aggiungendo un succinto profilo biografico del personaggio, una breve descrizione dell’accaduto o della curiosità, l’immagine della lapide.»

La comunità francescana, composta dai frati Claudio Joris, Oreste Casaburo, Pasquale Piccolo, Roberto Sdino, nell’invitare la cittadinanza a intervenire, ricorda che, com’è consueto, l’ingresso e la partecipazione all’evento è libera e gratuita.

Melanoma e tumori della pelle: visite gratuite a Ottaviano e Napoli

Sabato 5 ottobre, dalle ore 9.30 fino alle 12.30, gli specialisti della Sezione di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II saranno a disposizione per visite e screening gratuiti in 3 diverse piazze di Napoli e provincia nell’ambito della campagna di prevenzione “Salviamo la pelle!” promossa dai Prof. Mario Delfino e Gabriella Fabbrocini.

Nell’ambito della campagna di informazione e prevenzione “Salviano la pelle!”, promossa dai Prof. Mario Delfino e Gabriella Fabbrocini , rispettivamente direttore dell’Unità operativa clinica e della Scuola di specializzazione in Dermatovenereologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, sabato prossimo, 5 ottobre, dalle ore 9.30 fino alle 12.30, tornano gli appuntamenti con le visite e i controlli gratuiti per la diagnosi precoce delle patologie oncologiche cutanee, realizzati in collaborazione con l’associazione House Hospital onlus.

A bordo di appositi camper attrezzati con la più innovativa tecnologia digitale, team di specialisti costituiti da dermatologi, infermieri, psicologi e volontari, saranno a disposizione dei cittadini a

– NAPOLI, V Municipalità , Piazza degli Artisti

(dott. O.Zagaria Eleonora Cinelli)

– NAPOLI, VIII Municipalità, via A. Micheluzzi (presso Chiesa Santa Maria Maddalena, Scampia)

(dott. Riccardo Acri, Vincenzo Marino)

– OTTAVIANO, Piazza Municipio

(Prof. Gabriella Fabbrocini e dott. Carlo Marasca)

Sono più di 500 le visite già effettuate nell’ambito delle sole prime 3 tappe dell’iniziativa, partita da Napoli lo scorso 25 luglio, e circa 70 le diagnosi sospette diagnosticate dagli specialisti della Dermatologia federiciana che si avvalgono di un sofisticato sistema di networking digitale per l’esame in tempo reale con sistema store and forward (Dermoscopya Platform) che consente di valutare a tempo record e con estrema precisione le lesioni cutanee e, quindi, indirizzare i pazienti al più efficace percorso terapeutico.

“E’ davvero sconcertante – spiegano i Prof. Fabbrocini e Delfino – che più della metà dei pazienti visitati dal nostro team dichiari di non aver mai effettuato prima un controllo dei nevi. La visita è semplice, indolore e rapida e la diagnosi precoce del melanoma consente la piena guarigione. Per questo è doveroso sottoporsi ad un check up almeno ogni due anni, ricordando che la familiarità è il primo fattore di rischio”.

“L’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II è da sempre in campo per favorire l’accessibilità dei cittadini campani ai servizi di cura e promuovere una sempre maggiore consapevolezza verso la tutela globale della salute. Siamo orgogliosi che i nostri specialisti sostengano iniziative che hanno un importante valore etico e sociale”, sottolinea l’avv. Anna Iervolino, Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II.

Terzigno, piano viabilità: oltre 1000 firme per la modifica. Aquino: “La nostra battaglia non si ferma”

Lo scorso anno a Terzigno è stato approvato un nuovo piano sperimentale di viabilità, con l’intento di “migliorare il livello di qualità della vita dei cittadini”. Ad essere interessato dalle modifiche che hanno causato i maggiori disaccordi tra la popolazione, il tratto viario Diaz-Palladio-Vanvitelli. 

Ma facciamo chiarezza. Sono più di mille le firme raccolte dai cittadini terzignesi, che hanno tratto disagio più che beneficio, dall’attuazione del nuovo piano viabilità: tutte sono state ampiamente ignorate. Sono stati, inoltre, promossi un consiglio comunale e un’interrogazione urgente. A farsi promotori della petizione Vincenzo Aquino (capogruppo consiliare), Assunta Sangiovanni e Mariella Stanziano. Dilagano sul web le proteste ma sembra che nessuno ascolti.

La situazione, già di per sé pesante per i residenti nelle vie Diaz-Palladio-Vanvitelli e adiacenti, i quali sono quotidianamente obbligati a compiere tragitti più lunghi e scomodi per spostarsi dalle proprie abitazioni, è di gran lunga peggiorata con l’apertura delle scuole ubicate nella zona. Da qui, l’infelice constatazione che il livello di qualità della vita dei residenti in tali strade o dei cittadini che le percorrono ogni giorno, non si è detto migliorato bensì il contrario.

Il cosiddetto terzo step del piano viabilità, adottato dall’amministrazione Ranieri, – afferma l’Avv. Vincenzo Aquino, capogruppo consiliare – come previsto e più volte denunciato prima dell’entrata in vigore, si è rivelato un gravissimo errore. Su sollecitazione dei cittadini e delle imprese commerciali di via Diaz, via Palladio e viale Vanvitelli, abbiamo richiesto la modifica del provvedimento in consigli comunali da noi convocati. Abbiamo, inoltre, chiesto di essere ascoltati attraverso una petizione firmata da oltre 1000 persone. Ad oggi nulla è cambiato. Restano, invece, i disagi e i problemi per i cittadini di Terzigno. Ma la nostra battaglia non si ferma, continueremo ad attivarci fino a quando non otterremo la modifica del piano viabilità nelle zone indicate“.

Ottaviano, nasconde una pistola in un vaso: scoperto e arrestato 32enne

Si chiama Omar Batti ed è un 32enne di San Giuseppe Vesuviano già noto alle Forze dell’Ordine. L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri della stazione di Ottaviano per detenzione abusiva di arma da fuoco.

L’uomo stava chiacchierando con altre persone in Via Ferrovia dello Stato quando, notata la pattuglia, ha nascosto un involucro di plastica in un vaso.

Attirati dal suo gesto, i militari l’hanno perquisito e nel vaso hanno rinvenuto una pistola Walther calibro 7,65 completa di caricatore ma priva di munizioni.

Batti, finito in manette, è stato tradotto al carcere di Poggioreale.

L’arma sequestrata sarà sottoposta ad accertamenti balistici per verificare se sia stata utilizzata in fatti di sangue.

Nasce Gustavolo, la prima App per la ristorazione “made in Campania” che regala viaggi in Europa e trattamenti in centri benessere

Da un’idea di Tommaso Cutolo, giovane imprenditore di San Giuseppe Vesuviano, nasce la prima App “made in Campania” per prenotare il ristorante. Gustavolo, questo il nome dell’applicazione mobile sviluppata dall’agenzia creativa Based e scaricabile da lunedì 7 ottobre, si basa sul principio dell’instant win. Il cliente cerca un ristorante, una pizzeria o una braceria, prenota il suo tavolo attraverso l’app e una volta giunto al locale partecipa immediatamente all’estrazione dei premi. In palio weekend in Europa, trattamenti in centri benessere ma anche ingressi al Parco nazionale del Vesuvio, territorio di origine di Cutolo.

Ambizioso il progetto di Tommaso, affiancato in questa iniziativa imprenditoriale dalla moglie Autilia Casillo, che da una dimensione inizialmente regionale passerà ben presto prima a una copertura nazionale e successivamente anche internazionale.

La presentazione ufficiale di Gustavolo avverrà lunedì 7 ottobre a Terzigno presso la tenuta privata Il Castagno. All’appuntamento, organizzato in collaborazione con Laura Gambacorta e Fabio Oppo, parteciperanno le strutture presenti nella App che proporranno agli ospiti una propria specialità.

Per quanto riguarda i ristoranti saranno presenti: Alici come prima di Cetara, ‘A Luna Rossa di Bellona, Bistrot Zì Rosa di Sant’Anastasia, Casa Barbato di Montoro, Food for Life di Casoria, Il Moera di Avella, I Rota Vino & Cucina di Mercato San Severino, La Bettola del Gusto di Pompei, Locanda Mariacarolì di Sant’Anastasia, Mamma Elena di San Giuseppe Vesuviano, Mazì di Castellammare di Stabia, Megaron di Paternopoli, Osteria Donna Maria di Torre del Greco, Tenuta di Bacco di Monte di Procida, Trattoria San Francisco di Tramonti e Mannaia Braceria di Marcianise.

Accanto alle proposte degli chef anche quelle di diverse pizzerie: Luigi Cippitelli di San Giuseppe Vesuviano, Franco Gallifuoco di Napoli, Ciro Savarese di Arzano, pizza Verace di Portici e Pomodorìa Gustarosso di Sarno.

A completare il corposo percorso degustativo saranno le dolci creazioni de La Mela stregata di Lusciano e delle pasticcerie Castello di Cervinara, Di Dato di Angri e Pesce di Avella.

Gli assaggi dei piatti degli chef e delle pizze saranno accompagnati dall’acqua Apura Assoluta, dalle birre Menabrea by Il Torchio, Cuore di Birra e Donjon, e dai vini delle aziende Poggio Ridente, Santiquaranta, Ciù Ciù, Cantine Sullo e Venegazzù Vini.

Chiusura con i liquori dell’Antica Distilleria Petrone e l’angolo dei sigari e del cioccolato.

 

Per info:

www.gustavolo.it