Sant’Anastasia: all’”Orto conviviale” uno splendido “incontro” sulle battaglie per l’ambiente e sui racconti “in nero”

L’ “incontro”, che si è tenuto domenica 6 dicembre, è stato organizzato anche per premiare Carmine Cimmino, vincitore della seconda edizione del concorso letterario di racconti noir “L’orto in nero”. Significativi gli interventi di  Nello Trocchia e di Enzo Tosti che con la padrona di casa, Miriam Corongiu”, ha scritto “Cercate l’antica madre”. L’intervento di Gianluca Di Matola e la motivazione del premio assegnato a Cimmino.

 

Domenica mattina nella sede dell’”Orto conviviale” Miriam Corongiu e Vincenzo  Marciano hanno organizzato un interessante “incontro” tra un pubblico attento e motivato e protagonisti importanti della battaglia per l’ambiente. C’era Enzo Tosti, che con Miriam Corongiu ha scritto “Cercate l’antica madre”, sulle storie di straordinaria resistenza nelle terre dei fuochi d’Italia. E’ un libro importante, perché svela e documenta una  verità che molti ignorano o fingono di ignorare: l’inquinamento sistematico dell’ambiente non è un dramma solo della Campania, ma coinvolge quasi tutte le regioni italiane, e costituisce ormai il problema più serio per il nostro sistema sociale, perché investe la salute dei cittadini, l’economia, il presente e il futuro delle comunità, e costringe le istituzioni dello Stato a confrontarsi con meccanismi e strumenti radicalmente nuovi  costruiti dalla criminalità organizzata e con gli alleati che l’affare ha procurato ai clan  negli ordini professionali, nella politica e nella burocrazia. E c’era anche  Nello Trocchia, il giornalista che combatte con coraggio la sua  battaglia per smascherare i criminali noti e quelli occulti, che sono più pericolosi dei noti, che  hanno fatto dell’inquinamento dell’ambiente e dello smaltimento illegale – illegale in modo folle- dei rifiuti un affare  che da ogni punto di vista possiamo considerare mostruoso.  Nello Trocchia ha parlato del suo ultimo libro,  “I Casamonica”,  un drammatico viaggio nel mondo parallelo del clan che ha conquistato Roma. Potremmo dire che la parola chiave degli “interventi” di chi ha preso la parola domenica mattina è proprio “parallelo”: anche nell’affare dei rifiuti funziona quel malefico connubio che è stato descritto da Isaia Sales anche nel libro più recente: “Storia dell’Italia corrotta”: c’è il clan “ufficiale” e già noto e etichettato, e ci sono, nell’ombra, gli insospettabili, avvocati, ingegneri, politici, funzionari, che in molti casi hanno in mano le redini del gioco e, in qualche caso, citato da Nello Trocchia, vengono “ingaggiati” dalle istituzioni  come consulenti per combattere contro “l’affare” di cui essi stessi sono promotori e conduttori.  Sono i misteri dell’Italia, che però oggi non sorprendono più nessuno.  Vogliamo ricordare che Nello Trocchia è coautore di un libro allo stesso tempo epico e tragico, dedicato alla storia di Roberto Mancini, il poliziotto che scoprì la “terra dei fuochi” e dai veleni di questa “terra” fu ucciso.

L’ “incontro” , che è stato coordinato da una splendida conduttrice, la giornalista Maria Teresa Perrotta (vedi foto in appendice), prevedeva anche la premiazione di Carmine Cimmino, che con il racconto “Le erbe salutari del Vesuvio” ha vinto la seconda edizione del  concorso letterario per racconti noir “L’orto in nero”..Il concorso è stato ideato da Miriam Corongiu  e da Gianluca Di Matola per stringere in un vincolo forte la battaglia per la tutela dell’ambiente e la letteratura: è un’idea certamente  interessante, perché, come ha detto Di Matola, mira a fare di quella tutela  una struttura permanente del nostro sistema culturale, e, soprattutto, una categoria del nostro intelletto.  Di Matola ha scritto libri importanti, in cui il genere “noir” si caratterizza con l’originalità di analisi psicologiche che trasformano i casi particolari in “momenti” di storia sociale, grazie anche a una prosa capace di diventare “pittura”.  E tutto questo verrà certamente confermato dal suo nuovo romanzo, “Luce”. Nel racconto di Carmine Cimmino, che pubblicheremo tra non molto sul nostro giornale,  i “giurati” Di Matola e Miriam Corongiu  hanno  colto la raffinatezza della scrittura e la capacità dell’autore di giocare con le parole “dimostrando una grande maestria”: Cimmino  ha fatto un rapido riferimento alle battaglie che  per tutto l’Ottocento i Vesuviani ingaggiarono contro i “canapari” che inquinavano, con le balle di canapa messe all’ammollo,  le pubbliche cisterne e, dunque, l’acqua quotidianamente usata da chi non possedeva pozzi.  Gli inquinatori non venivano fermati dalle autorità, che spesso erano conniventi: però a Ottajano, nel 1887, li bloccò un “ gammorista”, la cui sorella era stata uccisa, durante una delle molte epidemie di “febbri tifoidee”, da una febbre causata, secondo i medici, dalla corruzione dell’acqua pubblica.  Talvolta la cultura Vesuviana – ha detto Carmine Cimmino –  gioca  il suo “teatro” intorno allo schema del paradosso: e in questo schema rientra anche il Vesuvio, che spesso è giudice terribile dei delinquenti, e li punisce con i suoi misteriosi poteri.

Un “incontro” ricco di spunti, di temi interessanti, di proposte che non possono essere trascurate: il nostro giornale seguirà con grande attenzione l’attività dell’” Orto conviviale”.

 

 

Omicidio-suicidio di Cisterna: autopsia sospesa. Parenti di Nina ancora in Ucraina

Non è stato ancora possibile effettuare l’autopsia sui corpi di Nina Schyschiyanova Kotlyarenko e del suo compagno, Nunzio Fornaro, perché i parenti di lei non sono riusciti a raggiungere l’Italia allo scopo di effettuare il riconoscimento. L’autopsia era prevista sabato scorso ma per questo motivo è stata sospesa. L’indiscrezione è trapelata da ambienti molto vicini alla famiglia di Nunzio Fornaro, l’imprenditore edile di 57 anni che la sera di lunedi 30 settembre ha ucciso con  la sua pistola, regolarmente detenuta, la compagna ucraina, nella camera da letto della villa di via Passariello, a Castello di Cisterna, ubicata davanti al deposito di una catena locale di supermercati. Dopo aver ucciso Nina l’imprenditore si è quindi a sua volta ucciso. Il folle gesto che ha generato l’ennesimo femminicidio sarebbe scaturito da una lite dovuta alla gelosia di lui per la compagna, con la quale conviveva da circa 17 anni. La coppia non aveva figli. Intanto i parenti e gli amici dei due protagonisti di questa tragica vicenda attendono il ritorno dei loro corpi per poter dare loro l’estremo saluto ai funerali che, certamente almeno per quanto riguarda Nunzio, si terranno nella chiesa di Castello di Cisterna.

Trecase, cocaina e marijuana in camera da letto: arrestato un incensurato

I Carabinieri della Stazione di Trecase hanno arrestato un 30enne incensurato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
L’uomo, disoccupato, era stato individuato dai militari che ne sospettavano il coinvolgimento in un’attività di vendita al dettaglio di droga nella zona di Trecase e Boscotrecase.
Sabato notte è scattata la perquisizione presso l’abitazione, ove sono stati rinvenuti 16 grammi di marijuana e 1,2 di cocaina, già suddivisi in dosi e pronti per la distribuzione.
Lo stupefacente era stato nascosto sotto il letto della camera dell’uomo, in un contenitore di plastica per il trasporto di bottiglie di vino, insieme ad un bilancino di precisione e numerose bustine di plastica.
L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari e verrà processato con rito direttissimo.

Nutraceutici: la curcuma. Mito, leggenda o realtà?

Un prodotto nutraceutico può essere definito come una sostanza che ha un beneficio fisiologico o fornisce protezione contro le malattie croniche. Il termine nutraceutico è un termine ibrido derivato dall’unione di “nutrizione” e “farmaceutica”. L’elenco dei nutraceutici studiati è in continua evoluzione e riflette gli sviluppi del mercato in corso, la ricerca e l’interesse dei consumatori. Le spezie, oltre a dare colore e gusto agli alimenti, sono anche importanti nutraceutici. Le spezie sono state parte integrante delle diete umane e del commercio per millenni, ma recentemente il riconoscimento del legame tra salute e alimentazione ha rafforzato la loro importanza nel settore alimentare ed ha suscitato l’interesse dei ricercatori che si impegnano sempre più nel tentativo di determinare i meccanismi di azione delle spezie e le innumerevoli proprietà benefiche ad esse attribuite. Tra le molte spezie esistenti, la curcuma è una delle più studiate per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antibatteriche e antitumorali.

Curcuma: cos’è e cosa fa?

La curcumina è un pigmento giallo nella spezia indiana Curcuma (Curcuma longa), chimicamente nota come diferuloilmetano. Fu isolata per la prima volta esattamente 2 secoli fa, nel 1815 ,da due scienziati tedeschi, Vogel e Pelletier. Il primo studio sulla sua attività biologica come agente antibatterico fu pubblicato nel 1949 sulla rivista Nature e il primo studio clinico fu riportato su The Lancet nel 1937.

A livello molecolare, questo agente “multi targeting” ha dimostrato di esibire attività antinfiammatoria attraverso la soppressione di numerosi percorsi di segnalazione cellulare tra cui NF-B, STAT3, Nrf2, ROS e COX-2. Numerosi studi hanno indicato che la curcumina è un potente agente antimicrobico e ha dimostrato di essere attiva contro varie malattie croniche tra cui vari tipi di tumori, diabete, obesità, malattie cardiovascolari, polmonari, neurologiche e autoimmuni. Inoltre, questo composto ha anche dimostrato di essere sinergico con altri nutraceutici come il resveratrolo (contenuto ne nel vino rosso), la piperina (contenuta nel pepe nero), le catechine (contenute nel the verde, nel cioccolato, nella frutta e nella verdura), la quercetina e la genisteina (contenute nella soia, nel the, nelle cipolle, nei broccoli, nei fagioli, nei cereali, nelle mele e nell’uva).

Ad oggi ci sono numerosi studi condotti su diversi nutraceutici e spezie, perché queste sostanze hanno da sempre suscitato l’interesse dei ricercatori per le loro numerose proprietà benefiche. La curcuma è considerata un nutraceutico molto importante per le sue numerose proprietà, come già sottolineato. Ha grossi effetti benefici sulla salute ed è sicura se utilizzata nella giusta maniera. Numerosi gli studi condotti, tutti volti ad indagare gli effetti della curcumina: il principale costituente della curcuma.  In diverse patologie neurologiche, infiammatorie, cardiovascolari, del sistema autoimmune, disturbi metabolici e diversi tipi di cancro sono stati indagati effetti benefici da parte della curcuma. Nonostante le innumerevoli proprietà benefiche, la curcumina ha un grande limite: ha una scarsa biodisponibilit. A causa della sua scarsa solubilità in acqua e le sue attività benefiche si esaltano maggiormente se associata agli alimenti prima menzionati. Le ricerche mirano così a trovare strategie per aumentare la disponibilità orale di questo composto, in modo da potenziarne  gli effetti. Questo ci fa capire che il semplice utilizzo della curcuma come SPEZIA sui nostri piatti è del tutto limitato alla sua proprietà organolettica, al suo sapore… Ma per avere un vero e proprio effetto terapeutico dovremmo non solo mangiarne in grandi quantità ma essere sicuri che tutto questo venga assorbito, motivo per il quale si consiglia, quando necessario, l’utilizzo di nutraceutici contenuti in capsule destinate all’uso orale, oltre all’alimentazione adatta alla patologia in esame, con aggiunta di curcuma ad ogni piatto.

Massa di Somma, fugge alla vista di una pattuglia: bloccato 31enne in possesso di cocaina

I Carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno tratto in arresto un 31enne per detenzione di stupefacente a fini di spaccio e resistenza al pubblico ufficiale.

L’uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, alla vista di una pattuglia dei Carabinieri, si è dato alla fuga e ha cercato di disfarsi di un involucro. E’ stato così inseguito e bloccato nonostante avesse cercato di opporre resistenza causando dei lievi traumi ai militari. Si trova ora in arresto. Sequestrato l’involucro: conteneva 22 dosi di cocaina.
I militari hanno quindi deciso di perquisire anche il domicilio dell’uomo rinvenendo altre 17 dosi di cocaina. In totale ne sono state rinvenute 39 per un peso complessivo di 14,4 grammi.
La droga è stata sequestrata, l’arrestato tradotto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.

Il caffè è una cosa seria

logo coffee timeParliamo di caffè, di “caffè in chicchi” (spoiler) o se vogliamo di caffè in chicche. Si, perchè ogni episodio di “Coffee Time”, la sitcom comico-nichilista ambientata in un caffè nel cuore di Napoli è un piccolo capolavoro. 

Ma andiamo con ordine. 

Il caffè è una cosa seria, e a Napoli lo è ancor di più. La sua preparazione è un rituale; è la scuola di ogni barista partenopeo e l’obbligo di ospitalità di ogni padrone di casa. Lo sa bene Eduardo De Filippo che ce lo racconta con Questi fantasimi:

“…Io, per  esempio, a tutto rinunzierei tranne a questa tazzina di caffè, presa  tranquillamente qua, fuori al balcone, dopo quell’oretta di sonno che uno si è fatta dopo mangiato. E me la devo fare io stesso, con mani.”

Il caffè più buono, tuttavia lo si può trovare lungo il decumano inferiore, a pochi passi da Santa Chiara e da Piazza del Gesù nuovo. A prepararlo è la giovane Emma, una ragazza sulla ventina, un po’ stravagante che però prende molto sul serio il suo lavoro. Emma considera il caffè una vera e propria forma d’arte e punta a far diventare il suo locale una vetrina per artisti emergenti. Ed è proprio davanti a una tazzina di caffè che si intrecciano e si confondono le vite di Erica, Victoria, Roberto, Celeste, Marco e tutti gli altri personaggi che entrano nel Noir Coffee.

Il caffè è una cosa seria, continua Eduardo:

“…la nuova generazione ha perduto queste abitudini che, secondo me, sotto un certo punto di vista sono la poesia della vita; perché, oltre a farvi occupare il tempo, vi danno pure una certa serenità di spirito”.

Sara Borrelli - autrice e regista di Coffee Time
Sara Borrelli – autrice e regista di Coffee Time

Ma io non sono d’accordo. E non lo è neppure Sara Borrelli, diciannovenne, autrice, regista e attrice di “Coffee Time”. Sara trasforma la tazza di caffè in una piazza sociale per i giovani e le loro idee. Sconvolge il concetto di interazione tra essi facendoli incontrare non più sui social network ma tra i tavoli del suo caffè.

Ma lasciamo a lei la parola, ogni lunedì, sulle pagine del nostro giornale.

In bocca al lupo Sara, e grazie per questo meraviglioso regalo che ci hai fatto.

VinGustandoItalia, O’ Babbà… è na cosa seria

Si staje avvilito e triste, e tte vuò cunzulà,penz’, ce vonno almeno , o doje o tre babbà. E si ‘o piacere da vita ‘nzieme vulimme pruvà, ‘nzieme, chiudimm’ l’uocchie emangiammece …nu bello BABBA’ !!!

Tra i tantissimi dolci della tradizione napoletana, quello tra i più richiesti e mangiati è certamente “Sua Magnificenza il Babà”.

Molti sono convinti che questo dolce, emblema della napoletanità, sia originario di Napoli, ma non è così. Esattamente, il babà ha le sue radici nella Polonia del XVIII secolo, alla corte di re Stanislao Leszczinski. Si narra, che il re, dopo la sconfitta in guerra da Pietro il Grande, zar di Russia, fu relegato al Ducato di Lorena nella residenza di campagna di Luneville. Pare che Stanislao si annoiasse molto e decise d’impegnare il tempo libero negli studi filosofici e di confortarsi tra una lettura e l’altra, con i dolci preparati dai pasticceri di palazzo. Il problema, però, stava nel fatto che il “kugelhupf”, tipico dessert della Lorena a pasta soffice, Stanislao proprio non lo digerisse, perché troppo asciutto, simile ad un panettone. Si narra, inoltre, che il Duca fosse un noto bevitore. Non disdegnava alcun tipo di vino e distillato e, proprio in virtù delle sue conoscenze “alcoliche” provò a bagnare il dolce lorenese con del Madeira. Ma niente, neanche in quel modo riuscì a gustarlo con piacere. Poi, un giorno – e qui comincia la leggenda – Stanislao, stufo dell’ennesimo tentativo dei pasticceri di rifilargli il solito kugelhupf, si rifiutò di mangiarlo e, in un momento d’ira, scagliò via il piatto, che andò a scontrarsi con una bottiglia di rum, rovesciandola. In men che non si dica, l’insipido dolce lorenese si colorò d’ambra e s’impregnò di un inebriante profumo di rum che convinse Stanislao ad assaggiarlo. Le sensazioni che provò con quel boccone, noi napoletani le conosciamo bene, ma non abbiamo certezza che questo sia il modo in cui il babà è venuto alla luce. Ma perché si chiama Babà? Fu Stanislao stesso a deciderne il nome, scegliendolo per due motivi: primo perché lo volle dedicare ad Alì Babà, protagonista del racconto ”Le Mille e Una Notte”, libro che il sovrano amava leggere e, secondo, perché la parola “babà” significa “vecchia signora”, in riferimento alla mollezza della pasta del dolce, particolarmente adatta alle persone senza denti. Ci domandiamo, se è nato in Polonia, come è giunto a Napoli? Il babà, dalla Polonia arrivò prima a Parigi, dove in tanti lo conobbero e lo apprezzarono. A portarlo, a Napoli furono i “monsù”, deformazione della parola monsieur, cioè gli chef francesi che prestavano servizio presso le nobili famiglie napoletane. A Napoli il babà si è perfezionato, acquisendo la particolare morbidezza, e la caratteristica forma bombata, simile a un fungo; è per questo che oggi il babà è comunemente considerato una specialità di origine campana. Emblema di bontà e semplicità, il babà napoletano nasconde, sotto una superficie scura, un cuore tenero e delicato, che fa dell’equilibrio la sua caratteristica peculiare. Il suo segreto è la consistenza, frutto della pazienza richiesta dalle tre lievitazioni della ricetta classica, che, unita all’inebriante aroma di rum, incanta le papille gustative e poi va dritta al cuore. Detto ciò e tenendo presente sempre le tre TTipicità, Tradizione  e Territorio”, nell’area vesuviana, in particolare a Somma Vesuviana, vi è un passito di uve catalanesca, uve provenienti dalla Spagna ed introdotte nel Regno di Napoli dagli Aragonesi. E’ un vino dalle note dolci ed acide molto tenui, dai profumi delicati di frutta sciroppata e muschio bianco, da abbinare a dolci a base di liquore, proprio come il babà. Sarà un equilibrio perfetto e renderà appagante l’abbinamento. A Napoli si dice “Tu si nu babà” si dice a qualcuno – o anche di qualcosa –  che ci stupisce per le sue doti nascoste, a cui vogliamo dimostrare con pàthos la nostra stima o, ancora, per ringraziarlo di un’attenzione, un regalo o un favore ricevuto. È, quindi, un’espressione dal significato estremamente positivo e se ti è capitato di sentirtelo dire, devi esserne ben contento!

Somma Vesuviana, sospesa la Ztl al Casamale: “Troppo costosa”

L’amministrazione comunale sospende la ztl, ed è subito caos.

Anche se in via sperimentale, la zona a traffico limitato nel centro storico ha dato buoni risultati e ha garantito, per oltre tre mesi, un periodo di serenità tra i residente e ha dato la possibilità  ai giovani della movida di godersi in libertà le sere d’ estate.  Ma la ztl è costata troppo, in tre messi sono stati spesi  11mila euro   e l’amministrazione comunale ha deciso di sospenderla. Detto, fatto, è stato subito caos: auto in sosta selvaggia e lanciate a smodata velocità lungo le piccole stradine del borgo. Proprio a causa dell’ingorgo e della sosta selvaggia, venerdì sera, prima serata senza ztl, c’è stata una maxi rissa.

“Ad un certo punto – raccontano ancora arrabbiati alcuni residenti – abbiamo sentito clacson impazziti  e prolungati, urla esagerate e giovani che scappavano. Poi, auto che sfrecciavano lungo i vicoli. Siamo stati tranquilli per tutta l’estate, pensavamo finalmente di aver trovato pace. Per la prima volta si vedevano  sul borgo vigili e agenti di un’agenzia di sicurezza, tipo guardie giurate. Ci siamo sentiti veramente sicuri e non ci spieghiamo perché l’amministrazione non ha pensato di prorogare la Ztl”.

“È costata troppo – spiega il sindaco Salvatore Di Sarno – tuttavia  ci tengo a precisare che la ztl è stata sospesa solo momentaneamente. Stiamo organizzando meglio, dobbiamo istallare telecamere, ci stiamo  lavorando  e da qui a qualche mese la ripristineremo in maniera definitiva”.

“Speriamo che facciano presto- dichiarano preoccupati alcuni residenti-qui sul borgo ci vuole un controllo costante. Dal mio balcone ho visto personaggi poco raccomandabili, qui si spaccia.  Si vedono strani movimenti. Abbiamo segnalato la cosa anche ai carabinieri, che spesso vengono a fare delle ronde. Ma non basta, perché non possono certo restare qui in pianta stabile. La presenza degli addetti alla sicurezza e dei vigili aveva scoraggiato  la presenza dei soliti noti, ora invece si sento liberi”.

La ztl è stata positiva anche per i giovani imprenditori che hanno investito sul borgo avviando attività di ristorazione o wine bar. Da ieri, senza più controllo e ztl, gli spazi esterni delle piccole botteghe sono state invase da auto e non sono mancati momenti di tensione. Intanto, il parcheggio dietro le torri continua a restare miseramente vuoto.

Pomigliano, “marcia degli ombrelli” contro la pioggia di pericoli

Dopo la “marcia del silenzio” contro quella che è stata giudicata “l’incapacità e l’inadeguatezza del sindaco di Forza Italia Raffaele Russo”, l’associazione P Greco per la seconda domenica consecutiva ha organizzato stamane la “marcia degli ombrelli”. Ombrelli blu con il logo giallo dell’associazione per respingere la pioggia di pericoli che incombe su Pomigliano. L’elenco dei rischi che sta correndo la popolazione della città della Fiat, dell’Avio e dell’ex Alenia è stato fatto dal leader di P Greco, il noto artista e imprenditore Felice Romano: “Caos traffico ormai ingovernabile, pista ciclabile fatta male, periferie allo sbando, polveri sottili da record, roghi tossici, discariche abusive, criminalità e un sindaco che continua a non voler ascoltare nessuno ma ad ascoltare solo se stesso”. L’associazione P Greco sta mobilitando un numero sempre maggiore di persone. Domenica 29 settembre alla marcia del silenzio hanno partecipato alcune decine di persone. Stamattina invece c’erano oltre un centinaio di cittadini alla marcia degli ombrelli. “Stiamo crescendo perché la gente vuole essere libera e vuole che la città e la comunità migliorino – aggiunge Romano – non abbiamo certo bisogno di un sindaco sordo a ogni richiesta, che risponde alle istanze giuste solo con avvertimenti sprezzanti, e di una classe dirigente locale incapace e insensibile al bene comune e agli interessi dell’intera collettività”.

I Navigator della Campania incontrano il Prefetto e scrivono al Presidente Mattarella

A margine della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Museo Ferroviario di Pietrarsa, alcuni aspiranti navigator della Campania, protagonisti ad agosto di uno sciopero della fame, sono stati ricevuti dal prefetto di Napoli, Carmela Pagano. “E’ stata un’ottima occasione per esporre nei dettagli al rappresentante del Governo sul territorio tutto il disagio che stiamo patendo per il fatto di aver superato con successo una pubblica selezione, ma – si legge in una nota – di essere gli unici vincitori in Italia a cui è precluso l’accesso alle attività per le quali abbiamo concorso assieme ai candidati di tutte le regioni”.

Durante l’incontro con il prefetto è stato ribadito che “la soluzione al problema dipende essenzialmente dalla volontà politica delle forze coinvolte nella vicenda”. “La dottoressa Pagano, che ringraziamo per la disponibilità mostrata, ci ha ascoltato in maniera attenta e ha garantito che parlerà personalmente della nostra questione al Capo dello Stato. Al termine del colloquio, per il quale esprimiamo grande soddisfazione, è stata consegnata al prefetto una nostra lettera indirizzata al presidente della Repubblica, al quale – aggiungono – abbiamo chiesto di intervenire affinché questa incresciosa vicenda di cui siamo vittime abbia presto fine e ci venga consentito di dare il nostro contributo al Paese che tanto amiamo, beneficiando, al contempo, degli stessi diritti di chi vive in altre regioni”.

(fonte foto: rete internet)