CONDIVIDI

Un prodotto nutraceutico può essere definito come una sostanza che ha un beneficio fisiologico o fornisce protezione contro le malattie croniche. Il termine nutraceutico è un termine ibrido derivato dall’unione di “nutrizione” e “farmaceutica”. L’elenco dei nutraceutici studiati è in continua evoluzione e riflette gli sviluppi del mercato in corso, la ricerca e l’interesse dei consumatori. Le spezie, oltre a dare colore e gusto agli alimenti, sono anche importanti nutraceutici. Le spezie sono state parte integrante delle diete umane e del commercio per millenni, ma recentemente il riconoscimento del legame tra salute e alimentazione ha rafforzato la loro importanza nel settore alimentare ed ha suscitato l’interesse dei ricercatori che si impegnano sempre più nel tentativo di determinare i meccanismi di azione delle spezie e le innumerevoli proprietà benefiche ad esse attribuite. Tra le molte spezie esistenti, la curcuma è una delle più studiate per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antibatteriche e antitumorali.

Curcuma: cos’è e cosa fa?

La curcumina è un pigmento giallo nella spezia indiana Curcuma (Curcuma longa), chimicamente nota come diferuloilmetano. Fu isolata per la prima volta esattamente 2 secoli fa, nel 1815 ,da due scienziati tedeschi, Vogel e Pelletier. Il primo studio sulla sua attività biologica come agente antibatterico fu pubblicato nel 1949 sulla rivista Nature e il primo studio clinico fu riportato su The Lancet nel 1937.

A livello molecolare, questo agente “multi targeting” ha dimostrato di esibire attività antinfiammatoria attraverso la soppressione di numerosi percorsi di segnalazione cellulare tra cui NF-B, STAT3, Nrf2, ROS e COX-2. Numerosi studi hanno indicato che la curcumina è un potente agente antimicrobico e ha dimostrato di essere attiva contro varie malattie croniche tra cui vari tipi di tumori, diabete, obesità, malattie cardiovascolari, polmonari, neurologiche e autoimmuni. Inoltre, questo composto ha anche dimostrato di essere sinergico con altri nutraceutici come il resveratrolo (contenuto ne nel vino rosso), la piperina (contenuta nel pepe nero), le catechine (contenute nel the verde, nel cioccolato, nella frutta e nella verdura), la quercetina e la genisteina (contenute nella soia, nel the, nelle cipolle, nei broccoli, nei fagioli, nei cereali, nelle mele e nell’uva).

Ad oggi ci sono numerosi studi condotti su diversi nutraceutici e spezie, perché queste sostanze hanno da sempre suscitato l’interesse dei ricercatori per le loro numerose proprietà benefiche. La curcuma è considerata un nutraceutico molto importante per le sue numerose proprietà, come già sottolineato. Ha grossi effetti benefici sulla salute ed è sicura se utilizzata nella giusta maniera. Numerosi gli studi condotti, tutti volti ad indagare gli effetti della curcumina: il principale costituente della curcuma.  In diverse patologie neurologiche, infiammatorie, cardiovascolari, del sistema autoimmune, disturbi metabolici e diversi tipi di cancro sono stati indagati effetti benefici da parte della curcuma. Nonostante le innumerevoli proprietà benefiche, la curcumina ha un grande limite: ha una scarsa biodisponibilit. A causa della sua scarsa solubilità in acqua e le sue attività benefiche si esaltano maggiormente se associata agli alimenti prima menzionati. Le ricerche mirano così a trovare strategie per aumentare la disponibilità orale di questo composto, in modo da potenziarne  gli effetti. Questo ci fa capire che il semplice utilizzo della curcuma come SPEZIA sui nostri piatti è del tutto limitato alla sua proprietà organolettica, al suo sapore… Ma per avere un vero e proprio effetto terapeutico dovremmo non solo mangiarne in grandi quantità ma essere sicuri che tutto questo venga assorbito, motivo per il quale si consiglia, quando necessario, l’utilizzo di nutraceutici contenuti in capsule destinate all’uso orale, oltre all’alimentazione adatta alla patologia in esame, con aggiunta di curcuma ad ogni piatto.