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logo coffee timeParliamo di caffè, di “caffè in chicchi” (spoiler) o se vogliamo di caffè in chicche. Si, perchè ogni episodio di “Coffee Time”, la sitcom comico-nichilista ambientata in un caffè nel cuore di Napoli è un piccolo capolavoro. 

Ma andiamo con ordine. 

Il caffè è una cosa seria, e a Napoli lo è ancor di più. La sua preparazione è un rituale; è la scuola di ogni barista partenopeo e l’obbligo di ospitalità di ogni padrone di casa. Lo sa bene Eduardo De Filippo che ce lo racconta con Questi fantasimi:

“…Io, per  esempio, a tutto rinunzierei tranne a questa tazzina di caffè, presa  tranquillamente qua, fuori al balcone, dopo quell’oretta di sonno che uno si è fatta dopo mangiato. E me la devo fare io stesso, con mani.”

Il caffè più buono, tuttavia lo si può trovare lungo il decumano inferiore, a pochi passi da Santa Chiara e da Piazza del Gesù nuovo. A prepararlo è la giovane Emma, una ragazza sulla ventina, un po’ stravagante che però prende molto sul serio il suo lavoro. Emma considera il caffè una vera e propria forma d’arte e punta a far diventare il suo locale una vetrina per artisti emergenti. Ed è proprio davanti a una tazzina di caffè che si intrecciano e si confondono le vite di Erica, Victoria, Roberto, Celeste, Marco e tutti gli altri personaggi che entrano nel Noir Coffee.

Il caffè è una cosa seria, continua Eduardo:

“…la nuova generazione ha perduto queste abitudini che, secondo me, sotto un certo punto di vista sono la poesia della vita; perché, oltre a farvi occupare il tempo, vi danno pure una certa serenità di spirito”.

Sara Borrelli - autrice e regista di Coffee Time
Sara Borrelli – autrice e regista di Coffee Time

Ma io non sono d’accordo. E non lo è neppure Sara Borrelli, diciannovenne, autrice, regista e attrice di “Coffee Time”. Sara trasforma la tazza di caffè in una piazza sociale per i giovani e le loro idee. Sconvolge il concetto di interazione tra essi facendoli incontrare non più sui social network ma tra i tavoli del suo caffè.

Ma lasciamo a lei la parola, ogni lunedì, sulle pagine del nostro giornale.

In bocca al lupo Sara, e grazie per questo meraviglioso regalo che ci hai fatto.