Licenziamenti Ipercoop: le commesse s’incatenano alla saracinesca

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Proseguono senza sosta le proteste delle lavoratrici a rischio licenziamento  Le Catene Ieri hanno strappato il telone di plastica lungo decine di metri che copriva la saracinesca del supermercato, chiuso da oltre un anno. Ma stamattina la rabbia delle commesse dell’Ipercoop di Afragola non si è placata. Si sono incatenate su quella saracinesca abbassata, metallo che segna il confine tra il lavoro e la disperazione in cui sono piombate dall’ottobre del 2022, data in cui l’impianto della grande distribuzione fu chiuso. La tensione è altissima. Oggi c’è l’esame congiunto sui licenziamenti tra la GDM, l’azienda dalla quale i 125 tra commessi e commesse di Afragola dipendono, e i sindacati. Dall’esito di questo incontro si capirà quale piega prenderà la vertenza.   I Numeri   Alle dipendenze della GDM ci sono altri 25 lavoratori del supermercato ex Auchan chiuso a Nola, nel centro commerciale Vulcano Buono. La cassa integrazione a zero ore che da più di un anno affligge le maestranze scadrà a gennaio. Le commesse del supermercato di Afragola sono 125 e sono tutte dipendenti dalla piccola azienda locale GDM. Sono in cassa a zero ore da più di un anno con un salario di circa 500 euro al mese. Nella stessa condizione si trovano altri 25 colleghi, sempre alle dipendenze di GDM, del supermercato ex Auchan di Nola, chiuso da un anno e mezzo, nel centro commerciale Vulcano Buono. La GDM aveva rilevato, utilizzando marchio e prodotti Coop, tutte queste persone che erano state abbandonate rispettivamente dalla Coop e da Auchan prima e da Conad poi. Poi però la Coop ha tolto il marchio alla GDM, nel 2022, e da allora la situazione è precipitata.  

Somma Vesuviana, una Messa solenne nel ricordo di Suor Angela Cosima

Mercoledì 6 dicembre alle ore 18:30 nella Chiesa di S. Maria Costantinopoli  verrà celebrata una Messa solenne in memoria di Suor Angela, venuta a mancare il 19 ottobre del 2023 presso la comunità delle Suore Oasi Antonia Maria Verna di Collepasso (Le) Il vero nome di Suor Angela Cosima era Gina Amalia Concetta Castaldo, nacque a Somma Vesuviana in strada Macedonia nella masseria schiattona il 17 gennaio del 1927 dall’infermiere Pasquale e da Angiolina Di Sarno. Lasciò la sua città natia nel 1946 per scegliere la vita monacale presso la Congregazione delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea. Ottenuta la professione religiosa, giunse a Parabita, città in provincia di Lecce, il 15 ottobre del 1951, proveniente da Burolo, un paesino a 50 km da Torino, come suora educatrice nell’asilo d’infanzia, ubicato nel palazzo dell’antica famiglia Ferrari. Rimasta in questo luogo fino a novembre del 1980, emigrò a Lecce per poi ritornare a Parabita nell’ottobre del 1991. Nell’estate del 1998, venne definitivamente trasferita ad Aradeo, sempre in provincia di Lecce. Suor Angela, comunque, educò generazioni di fanciulli. Tornava spesso a Somma Vesuviana per far visita ai suoi parenti stretti. La sua maggiore attività la svolse proprio a Parabita, tantoché per il suo impegno, le sue opere e la sua attività, il Consiglio cittadino, con delibera n. 6500 del 18 settembre del 2014, gli concesse la Cittadinanza Onoraria.
La piccola Gina con la mamma
Suor Angela, all’epoca, nel suo emozionante intervento in sala consiliare, consegnò ai presenti questa meravigliosa dichiarazione: Ill.mo Signor Sindaco [Alfredo Cacciapaglia] e rispettabile Consiglio, non ho parole per ringraziare per il grande dono che mi avete fatto nel concedermi la cittadinanza onoraria parabitana. Ho trascorso 45 anni della mia vita molto belli perché constatavo che a Parabita ci volevamo veramente bene. Popolo generoso, religioso, rispettoso. Vivere per 45 anni vicino a maestri dell’agricoltura è stato per me una grande gioia. Ciò è stato anche per le mie consorelle delle quali la maggior parte è passata all’altra vita. Quando avevamo bisogno di qualcosa riguardante lo stabile ci venivano sempre incontro con sollecitudine. Porgo all’attuale signor Sindaco tanti auguri di ogni bene. Certamente continuerà sulla strada del caro papà defunto che continuiamo a ricordare con preghiere di suffragi. A suor Angela gli furono riconosciuti, innanzitutto, i valori morali, umani e sociali, per il lungo periodo svolto in qualità di Superiora Responsabile dell’Asilo Infantile G. Pisanello, presso il quale aveva svolto anche la propria attività didattica a favore di tante generazioni di cittadini parabitani, che ancor’oggi, dopo la sua morte, la ricordano ancora con estremo affetto.

Vittima violenze da 9 anni,denuncia e fa allontanare il compagno

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Torre del Greco – Una relazione tormentata, fatta di continue vessazioni andate avanti per nove anni. Fino alla decisione di denunciare il compagno violento. La svolta questa mattina, quando i carabinieri di Torre del Greco hanno eseguito a carico dell’uomo, accusato di maltrattamenti in famiglia, la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla compagna e ai luoghi frequentati dalla donna. Un provvedimento emesso dal gip del tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura, all’esito delle indagini dei carabinieri. Il trentanovenne, con il quale la vittima aveva una relazione dal 2014, avrebbe avuto nel corso degli anni comportamenti sempre più prevaricatori, accompagnati da insulti e minacce. Dalle parole sarebbe poi passato ai fatti, fino alla querela della donna, avvenuta lo scorso novembre, nella quale la vittima denuncia di essere stata colpita con schiaffi, calci e pugni, aggiungendo di essersi anche rivolta ad un centro antiviolenza.

Somma Vesuviana, taglio del nastro per “CuBò”: la nuova baccaleria, cuopperia e take away nel cuore del Casamale

Somma Vesuviana. Sabato 9 dicembre si terrà l’inaugurazione di “CuBò”, nuovo esercizio commerciale nel campo della vendita di prodotti gastronomici di alta qualità nel cuore del centro storico cittadino. Nello scenario suggestivo e ricco di storia del Borgo Casamale di Somma Vesuviana, in via Botteghe 48, sta per essere avviata una nuova attività commerciale. Infatti, sabato 9 dicembre, a partire dalle ore 20:00, si svolgerà l’inaugurazione di “CuBò”, una nuova baccalaria, cuopperia e take away. Nella serata di apertura del nuovo store sarà possibile degustare gratuitamente le prelibatezze del mare e i gustosi piatti che faranno parte della vasta offerta gastronomica del locale. “CuBò” nasce dal progetto di una giovane coppia di imprenditori, Salvatore ed Emanuela, i quali con grande coraggio e passione hanno deciso di investire le loro risorse nella valorizzazione territorio attraverso la loro arte culinaria e i loro prodotti di altissima qualità. Il nome del nuovo negozio rappresenta l’unione delle iniziali dei cognomi dei due imprenditori e titolari, ovvero Cucca e Bonetti. “CuBò” sarà una piccola bottega che offrirà ai clienti la possibilità scegliere tra tanti piatti pronti da asporto che vanno dai primi, ai secondi, ai contorni, ma anche prodotti crudi come il baccalà e lo stoccafisso, tipici della tradizione locale sommese, ma anche filetti di tonno, acciughe, salmone norvegese e scozzese e tanto altro. All’interno di CuBò saranno anche organizzate serate a tema in collaborazione con altre aziende locali. In particolare, il venerdì sera ci sarà il “Panino Raffinato” ai profumi e sapori norvegesi, “cuoppi” e pizze farcite. Salvatore ed Emanuela sono molto emozionati e fiduciosi per la nuova avventura che stanno per intraprendere: “La nostra forza saranno i nostri prodotti di prima scelta e l’amore per il nostro lavoro”.

Ottaviano: nella chiesa di San Giovanni e all’Oratorio il presente si fa subito storia…

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Gli eventi di questi giorni ci ricordano che Santa Barbara venne ringraziata dagli Ottajanesi anche dopo l’eruzione del 1929 e che nel 1860 nella chiesa dell’Oratorio venne invocata la protezione della Madonna per le decine di Ottajanesi che, soldati dell’esercito borbonico, difendevano Gaeta assediata dall’esercito piemontese. Il figlio di Riccardo de Sangro, loro condottiero, trasferì il domicilio da Napoli a Ottajano, per godere della protezione di Giuseppe IV Medici. La storia di Ottajano è ricca di “memorie” che sono diventate “segni” della comunità.  Il dott. Francesco Annunziata, priore della Congrega “Santa Maria Visita poveri”, e i “fratelli” della Congrega hanno organizzato nell’Oratorio la tradizionale Mostra presepiale, splendida testimonianza dell’artigianato che si fa arte. Preziosi “presepi” sono stati esposti al pubblico anche nella Cappella del Vaglio: e ha ragione la signora Pina Salierno quando dice che tutto il Vaglio è un magico “teatro” di colori, di forme e di immagini del Sacro: e si spera che accada un miracolo, e cioè che nessuno colleghi il nome del luogo al “valeat” che, molti secoli fa, sarebbe stato pronunciato sulla soglia della cappella da un Papa: “la mia benedizione valga, “valeat”, per tutti, per chi è riuscito a entrare nella cappella e per chi è rimasto fuori”. “Vaglio”, invece, viene da “valleus” il “vallone”, l’alveo che costeggia l’antica strada. I basoli e le pietre e il fascino del rumoroso silenzio mi “spingono” a ricordare quel Natale del 1860 quando Giuseppe IV Medici, principe di Ottajano, chiese ai “fratelli” della Congrega di distribuire ai poveri i “pacchi” di pane e di pasta, e di invocare la protezione della Madonna e di Gesù per i 103 soldati ottajanesi che a Gaeta stavano combattendo l’ultima battaglia dell’esercito borbonico contro i piemontesi di Cialdini. Il comandante dei borbonici assediati in Gaeta era “sua Eccellenza il Duca Don Riccardo de Sangro”, il cui figlio, don Nicola, aveva trasferito il suo domicilio da Napoli- strada Nilo, n.7-  a Ottajano, nel Palazzo del principe Giuseppe IV: e il 25 settembre il sindaco Raffaele Mezza aveva dato il suo consenso a questo “mutamento di domicilio”. A Ottajano il principe Giuseppe, ancora “borbonico”, avrebbe protetto Nicola dagli attentati degli antiborbonici. Qualche anno dopo Giuseppe passò con i Savoia, ma questa è un’altra storia. Nella sacrestia dell’Oratorio, in un cuore d’argento, sono conservati i biglietti scritti con cui le madri ottajanesi affidavano alla Madonna la vita dei figli che partivano per le guerre del Novecento. Tutti i luoghi di Ottaviano sono “libri” di storia vera: ma il Vaglio conserva ancora i colori e i silenzi del passato. La “memoria “liturgica di Santa Barbara che si celebra nella Chiesa di San Giovanni è memoria recente, ma ha già la sostanza della tradizione, grazie all’impegno di Don Salvatore Mungiello, alla presenza del Vescovo di Nola, alla devozione di Vincenzo Caldarelli e di tutti i “praocchiani” e alla mistica prontezza con la quale i protagonisti del “ringraziamento” portano in chiesa i cesti colmi dei frutti della Terra, saporoso “documento” del loro lavoro, della loro gioia, della speranza che tornino la vita e la fecondità nelle vigne, negli orti e nelle selve di Ottaviano e che i giovani si accorgano dei tesori nascosti sui “tuori” che circondano la nostra città. Nel giugno del 1929 una eruzione del Vesuvio, breve e intensa, devastò gli “Avini”, quartiere di Terzigno, e distrusse, con il fuoco e con la cenere, selve e orti alla Zabatta. Il Vesuvio risparmiò il territorio di Ottaviano, e le fiamme che divamparono nelle vigne sul “Papiglione” e nelle selve dei “Cerri” vennero spente rapidamente dai contadini e dalle forze dell’ordine. Gli Ottajanesi fornirono vitto e alloggio agli abitanti di Terzigno, e nel settembre dedicarono una “pubblica festa” a Santa Barbara, che protegge dai fuochi di qualsiasi origine ed è patrona della Natura fertile, dei suoi frutti e di chi dedica a tutto questo il suo lavoro e la sua passione. La Mostra Presepiale, la “Memoria” di Santa Barbara, i Mercatini, i progetti dell’ Amministrazione del Comune e delle Associazioni storiche e di quelle costituite di recente “muovono” interesse, attenzione e partecipazione in  questi giorni già natalizi: si spera che il “movimento” diventi sempre più intenso, e ordinato e, soprattutto, che non si interrompa più.  

Sant’Anastasia come Greccio, si celebrano gli ottocento anni del Presepe

Sant’Anastasia. Riceviamo e pubblichiamo: Un racconto tra aneddoti e testimonianze di un presepe vivente, nato a Sant’Anastasia, che ha già 43 anni . Dal 24 dicembre 1980, la notte di Natale, il rione Sant’Antonio si trasforma come a Greccio nel 1223 e diviene Presepe. Luigi De Simone, regista e anima dei Jocundi, aveva già ampiamente descritto, in altre pubblicazioni, sceneggiatura ed ispirazione del Presepe ma oggi regala alla comunità il libro “Come a Greccio” (edizioni Neomedia Italia), uno scritto che accompagna lettori e “spettatori” dietro le quinte del presepe con aneddoti narrati dalla voce dei protagonisti, i figuranti, coloro che ogni volta, la notte del 24, rinunciano al cenone in famiglia per la tradizione, per essere parte della magia dell’evento. Da quel lontano 1980 molti altri paesi hanno voluto ospitare il Presepe anastasiano nei loro territori, almeno 200 volte. Dunque in giorni delle festività un pezzo di storia anastasiana si è spostato negli anni a Positano, Furore, Casoria, Napoli, Portici, Pomigliano d’Arco, Torre del Greco, Monteruscello, Palma Campania, Sarno, Marigliano e poi…Nazareth e Betlemme, l’anno in cui i Jocundi rappresentarono il Presepe in Terra Santa. Anche quest’anno la magia si ripeterà la notte di Natale ma alle 18 di oggi – mercoledì 6 dicembre – Luigi De Simone presenterà il suo libro “Come a Greccio” da “I Giardini di Villa Giulia” a Madonna dell’Arco. Con l’autore ne parleranno padre Roberto Sdino, l’assessore Veria Giordano (Cultura) e il sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito.

De Luca rinuncia alla quarta linea del termovalorizzatore, Legambiente esulta

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ACERRA. Il Presidente De Luca rinuncia alla realizzazione della quarta linea dell’inceneritore di Acerra. Legambiente: “Laudato si! Finalmente, ci viene da dire, quella della quarta linea era un scelta sbagliata e anacronistica” “Folgorato sulla via di damasco il Presidente De Luca si ravvede sulla realizzazione della quarta linea del termovalorizzatore dopo l’incontro con il Vescovo di Acerra. Laudato si ! Finalmente, ci viene da dire, quella della quarta linea era un scelta sbagliata e anacronistica. Come Legambiente abbiamo sempre ribadito che con una raccolta differenziata spinta a regime, insieme ai necessari impianti di riciclo, non c’è bisogno di altre linee e altri impianti di incenerimento. La strada da percorrere passa dal rilancio e investimento sulla raccolta differenziata che è in stallo su molti territori, a dispetto dell’impegno e dello sforzo di centinaia di comuni ricicloni che fanno performance importanti di raccolta. Con la marcia indietro della Regione non c’ è più nessun alibi. Auspichiamo la stessa comunione di intenti fra la Regione,le comunità locali e le autorità religiose al fine di superare diffidenze e ostacolo che bloccano la realizzazione degli impianti necessari di riciclo,a partire dai digestori anaerobici ed uscire dalla sindrome Nimto e Nimby per dimostrare che anche in Campania è possibile realizzare l’economia circolare come dimostrano le tantissime aziende virtuose.” In una nota Legambiente Campania e Legambiente Acerra esprimono soddisfazione sulla decisione del Presidente della Regione Vincenzo De Luca di rinunciare alla realizzazione della quarta linea dell’inceneritore di Acerra

Operazione anticamorra a Mariglianella, 2 arresti per pizzo al costruttore

MARIGLIANELLA – I Carabinieri di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di due persone ritenute gravemente indiziate del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. In particolare, il reato sarebbe stato posto in essere mediante reiterate minacce nei confronti del titolare di una ditta che stava eseguendo lavori edili nel comune di Mariglianella. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Licenziamenti, le commesse strappano il telone dell’Ipercoop: «Questa è casa nostra»

Supermercati, partito il conto alla rovescia: domani inizierà il confronto sui licenziamenti tra la GDM e i sindacati di categoria del commercio 

                                                         La Protesta
Stamattina è scattata la rabbia delle commesse. Hanno strappato il grande telone, lungo decine di metri, che copre la saracinesca del supermercato di Afragola, nel centro commerciale Ipercoop Le Porte di Napoli.  Poi, sui pezzi strappati del telone rimasti appesi alla saracinesca, hanno scritto con della vernice rossa una serie di frasi. “A Coop c’ha mannat sott e ngopp”, l’accusa in napoletano alla cooperativa emiliana Alleanza 3.0, accusata di non voler risolvere positivamente la vertenza dei 150 licenziamenti. “Questa è Casa Nostra”, l’altra scritta apposta dalle commesse sulla saracinesca. Per domattina è previsto l’esame congiunto tra la GDM di Casalnuovo e i sindacati sull’avvio della procedura di licenziamento per 150 persone dei supermercati di Afragola e Nola.
                                                  Lotta Contro il Tempo
Da domani partirà quindi il conto alla rovescia previsto per legge prima dell’invio delle lettere di licenziamento. In caso di mancato accordo ci saranno trenta giorni di tempo per espletare il confronto alla Regione. Le commesse del supermercato di Afragola sono 125 e sono tutte dipendenti dalla piccola azienda locale GDM. Sono in cassa a zero ore da più di un anno con un salario di circa 500 euro al mese. Nella stessa condizione si trovano altri 25 colleghi, sempre alle dipendenze di GDM, del supermercato ex Auchan di Nola, chiuso da un anno e mezzo, nel centro commerciale Vulcano Buono.

Sicurezza, in arrivo altri 70 carabinieri per presidiare la provincia

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NAPOLI E PROVINCIA: 70 carabinieri a Napoli, rinforzo stabile per la sicurezza dei cittadini . Il Generale Scandone, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Napoli: “Un ulteriore passo per contrastare fenomeni criminali” Sono sempre crescenti le esigenze di sicurezza in città e nella provincia di Napoli. La risposta strategica a questa istanza della collettività arriva dall’impiego di 70 “nuovi” carabinieri, destinati ai reparti territoriali della provincia partenopea. La decisione di schierare rinforzi mirati –  appena formati professionalmente nelle scuole allievi dell’Arma – è stata presa in considerazione dei recenti episodi di cronaca che hanno richiesto una presenza più robusta delle forze dell’ordine. Il Generale di Brigata Enrico Scandone, Comandante Provinciale Carabinieri di Napoli ha dichiarato: “E’ un ulteriore passo per contrastare fenomeni criminali e prevenire potenziali situazioni di rischio che potrebbero compromettere la sicurezza pubblica” E ancora: “Si tratta di un segnale tangibile dell’impegno che il Comando Generale investe nella protezione dei cittadini, una mossa per aumentare la proiezione sul territorio, specie nelle aree più critiche della penisola.” 35 i militari che sono stati impiegati in città, 20 nell’ambito del Gruppo di Castello di Cisterna (provincia nord di Napoli) e 15 nel Gruppo di Torre Annunziata (provincia a sud di Napoli). Tutti sono stati accolti dai rispettivi Comandanti di Gruppo che hanno provveduto a orientare il loro sforzo, descrivendo la realtà che si troveranno a fronteggiare. La collaborazione e la comunicazione aperta saranno al centro di questa nuova fase, con iniziative mirate a coinvolgere attivamente la comunità nella costruzione di un ambiente più sicuro e protetto. Come accaduto a Caivano, le nuove leve saranno fondamentali per consolidare la presenza nelle zone più difficili. Gli sforzi combinati di forze dell’ordine e cittadini sono fondamentali per accrescere un clima di sicurezza duraturo. Su questa sinergia il Generale Enrico Scandone, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Napoli: “Invitiamo i cittadini a essere parte attiva, contribuendo con segnalazioni e denunce. La sicurezza è un impegno condiviso e insieme possiamo gettare le basi per una città più resiliente.” “Questo è l’ennesimo passo che l’Arma dei Carabinieri sta compiendo per Napoli e la sua provincia. Le crescenti sfide quotidiane impongono massima attenzione e presenza capillare.”